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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 15/06/2016 in tutte le aree

  1. 18 punti
    ovvero la mia lettera aperta agli aspiranti scrittori In uno dei miei libri più amati il protagonista, giovane editor di una casa editrice che pubblica manuali di self help, trascorre le sue giornate com il compito di metter mano nella pigna purulenta di manoscritti, spesso non richiesti e tanto meno desiderati; quelli che affluiscono ininterrottamente in tutte le case editrici. Nel romanzo accade che un mostruoso scritto di mille pagine diventi un vero bestseller, prometta di rendere ognuno felice, di curare tutti i mali del mondo e di far scoprire il segreto di una vita sessuale entusiasmante. Nella realtà accade che un manoscritto che hai bocciato finisca mesi dopo tra i finalisti del più prestigioso premio italiano per romanzi inediti (il Calvino), che uno che ti sei fatto sfuggire per qualche giorno entri nella Top 10 nazionale con un altro editore, che tanti finiscano (più o meno giustamente) nell'oblio e che altri invece trovino la loro strada verso destini editoriali più o meno nobili. Ho espresso il titolo di questo mio intervento in forma neutra, volutamente. Né esclamativo né interrogativo. Non invogliante ma neppure dissuasorio. Entrambe le cose, a essere sincero. Perché provarci sempre e comunque? Perché farlo, se ciò che mandate è palesemente inadeguato? Da dove nasce la necessità di pubblicare in chi spesso fatica a scrivere non solo una sinossi dignitosa, ma addirittura le poche righe di accompagnamento al manoscritto. Io adoro l'entusiasmo, anche quello che si trova tra queste pagine, ma ritengo anche che spesso vi sia, di fondo, una grande ignoranza di come funziona il mondo editoriale. La beatificazione dell'editoria Free, doverosa e necessaria, in realtà lascia spazio a fenomeni altrettanto pericolosi e nocivi, una pletora di piccole e piccolissime case editrici che vengono prese in considerazione acriticamente solo perché, in alcuni casi, offrono a chiunque la possibilità di pubblicare, con meccanismi autoprotettivi che non sono per forza migliori dell'EAP. E alimentando l'arroganza di chi si crede scrittore senza esserlo, di chi ha la convinzione che queste pubblicazioni facciano curriculum. Diciamo la verità, non lo fanno, anzi. "Sono Pinco Pallo, scrittore affermato. Ho al mio attivo 4 romanzi con Fermacampione Editore (se esistete davvero, perdonatemi) altri 3 con La Spillatrice Transpolesana (anche voi...), 2 sillogi poetiche e 147 premi e menzioni d'onore, alcune addirittura a livello comunale." Per la legge dei grandi numeri (e per svariate altre implicazioni psicologiche) tendi a escludere a priori che quello che stai per leggere sia il Grande Romanzo Italiano. Per scrivere ci vuole talento, è vero, ma è altrettanto vero che servono anche costanza e duro lavoro. Studio. Allenamento. Confronto. Non demonizzate a priori un editor freelance che vi chiede 50€ per una scheda di lettura, o meglio ancora per una chiacchierata sul vostro scritto. Piuttosto cercate (e gli strumenti oggi sono a disposizione di tutti) chi fa bene, con coscienza il proprio lavoro. Indignatevi per una revisione di bozze o per una bella formattazione spacciate per editing, non per una lettura professionale a pagamento, anche noi le paghiamo. Servirà a voi, al vostro percorso di crescita personale e professionale, alla vostra eventuale carriera nella scrittura; non sprecatela per troppa fretta, per il desiderio di arrivare a tutti i costi (e con chiunque) a pubblicazione. Abbiate il coraggio di aspettare, di buttare via un manoscritto, di riscriverlo da capo, di accettare uno, cinque, venti NO, non sfuggite il confronto ma cercatelo, costruitevi una consapevolezza piena rispetto a ciò che avete scritto e scriverete. Era lungi da me l'idea di scrivere un post critico, quindi ecco perché provarci sempre e comunque! In tanti ultimamente mi avete posto domande, chiedendomi se un drago di troppo o una mutanda in meno potessero compromettere la nostra eventuale valutazione. Avete mille dubbi, mille ansie, ed è giusto così. Ma nel momento in cui siete sicuri e consapevoli del vostro testo (vedi sopra) mandatelo, mandatelo comunque! Noi editor (ne faccio un discorso di categoria) siamo lettori onnivori, appassionati, sempre in cerca di nuove storie, nuove voci. E se ne incontriamo una, sebbene lontanissima da quelle che sono le nostre direttive professionali del momento, sappiamo riconoscerla (quanto meno abbiamo la presunzione di crederlo) e non lasciamo che cada nel vuoto. A settembre mi è capitato di leggere un bellissimo testo, tanto intelligente quanto imperfetto, e purtroppo impubblicabile, almeno per la casa editrice dove lavoro. Questo però non ha impedito che convocassimo l'autrice e la instradassimo verso un percorso differente, che lei non aveva immaginato, e che presto la porterà in libreria con un editore specializzato. Questo per dire che a prescindere dal genere, se un libro è buono la sua strada la troverà; magari potremmo essere noi ad agevolarlo, questo percorso, direttamente o indirettamente, o magari sarà qualcun altro che lo segnalerà a noi, ma in ogni caso non rinunciate al vostro sogno.
  2. 8 punti
    Ora capite perché quando si vede un film dopo aver letto il libro si rimane sempre un po' spaesati? Perché le facce dei protagonisti erano tutte diverse da come le avevate immaginate.
  3. 3 punti
    Ma seriamente! Io vi immaginavo tutti biondi, tettoni e con le gambe da topmodel
  4. 2 punti
    Sto ridendo come una matta Siete tutti stupendi! *-*
  5. 2 punti
    Aaaah,ma sono loro! Quelli di... quella canzone che fa...che hanno fatto pure... Bah! Lo ammetto, sulla musica sono un ignorante che non ignora di ignorare!
  6. 1 punto
    Ho appreso da una ricerca fatta sulla letteratura preferita dai giovani, che il genere preferito è il romando d'amore. E mi sono chiesta: " forse perchè di amore in giro ormai se ne vede poco? " Forse perchè leggono solo le dolci donzelle mentre i maschi stanno tutti a giocare con la PS? L'articolo è questo e spero che possiate fare delle ipotesi migliori delle mie http://www.writersdream.org/2016/06/indagine-nielsen-2016-letteratura-sempre-meno-di-moda-tra-i-giovani/
  7. 1 punto
    @Quokka Fa parte della mia missione
  8. 1 punto
    @simone volponi Mi stai migliorando le giornate
  9. 1 punto
  10. 1 punto
    Non so se formalmente la impedisce, di sicuro abbiamo il divieto di divulgazione dell'opera ma io comunque eviterei, se il concorso in questione è di livello più basso.
  11. 1 punto
    Tutti gli anni rifacciamo la stessa discussione su genere e non genere, un po' siamo testoni, eh? Quello che intendono con "romanzi di genere" gli organizzatori del concorso (e che non vogliono) è la narrativa di puro intrattenimento; credo che cerchino un romanzo con qualche ambizione di "bella scrittura" e che esprima un tentativo di interpretazione del mondo, che abbia un "messaggio" oltre il puro divertimento della storia. Poi se nel romanzo ci sono un paio di morti ammazzati, qualche fantasma o una storia d'amore credo gli vada bene lo stesso.
  12. 1 punto
    In ordine 1. gli unici diritti che concedi ad Amazon sono quelli di distribuzione (peraltro non esclusivi) e non hanno niente a che fare con l'opzione di Royalty che scegli. Peraltro non dice da nessuna parte nelle condizioni che la royalty al 70% impedisca di attivare la promozione del libro gratuito, ma non l'ho mai fatto comunque per cui non ho garanzie 2. a pubblicare con o ISBN rischi non ce ne sono, con ISBN il tuo libro è una pubblicazione ufficiale inserita nei cataloghi mondiali, senza non lo è, tutto qui. Chiaro che se vuoi una cosa fatta professionalmente e non una pubblicazione tanto per, l'ISBN ti serve 3. se rendi il tuo libro di dominio pubblico stai letteralmente dicendo che i diritti su quel libro non sono tuoi, e chiunque è libero di farne quel che gli pare, per cui se anche qualcuno lo ripubblicasse in toto non sarebbe un furto, lo stai regalando tu. Di norma affermi che un libro è di dominio pubblico quando quello che contiene non è opera tua ma, appunto, materiale di dominio pubblico 4. certo che sì 5. di solito tutti i siti fanno vedere le vendite in tempo reale (ma nello specifico non so dirtelo, per dire, teoricamente ilmiolibro ti fa vedere le vendite in tempo reale, in sostanza mi hanno pagato più libri di quanti risulta ne abbiano venduti stando al loro report "in tempo reale", quindi...) 6. se la copertina deve avere un retro, sì
  13. 1 punto
  14. 1 punto
    L'Orlando furioso non è un romanzo (e all'epoca non era ancora nato il genere romanzo). Frankenstein nasce da una gara per scrivere un racconto di fantasmi, ma la Shelley non lo scrive subito e si lascia influenzare da elementi che allontanano la sua storia dalle caratteristiche del racconto gotico classico, sconfinando, se vogliamo, nella fantascienza. Dracula possiamo considerarlo di genere gotico (ma anche epistolare). Cent'anni di solitudine da origine al filone del realismo magico (quindi non si ispira, ma crea un nuovo genere). Il cuore di 1984 (come della Fattoria degli animali) è una spietata critica all'ideologia comunista. Ma allora, se vogliamo, Madame Bovary rientra nel genere "realistico". A voler essere pignoli, almeno a posteriori, a qualsiasi storia è applicabile un'etichetta di genere. Quello che volevo dire è che i capolavori hanno qualcosa in più dei c.d. romanzi di genere e non fingiamo di non capirci.
  15. 1 punto
    Eh lo so, bel naso vero? Sto cercando di smettere di fumare ma non è facile...
  16. 1 punto
    Ma vedo che anche tu Kuno hai sostituito quell'orrendo ferro da stiro con l'immagine del tuo volto. Era ora: non ti facevo così carino.
  17. 1 punto
    @Nerio archive.org è un archivio fantastico, quanta roba! grazie del suggerimento
  18. 1 punto