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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 17/11/2017 in tutte le aree

  1. 29 punti
    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  2. 21 punti
    Intervento Staff @Il Trampolino complimenti per il savoir-faire. Lascio il messaggio intatto senza editare il maiuscolo a futura memoria. @nimrud è stato sospeso per 30 giorni non per abuso di potere, ma perché lo staff ha avvisato innumerevoli volte di evitare messaggi che alimentassero un dibattito non costruttivo e la discussione lo testimonia. Non che debba giustificarmi. Il dott. Murgia viene bannato in maniera definitiva. Evitate di porgli domande in futuro, visto che non potrà rispondere. Limitatevi alle eventuali esperienze dirette.
  3. 17 punti
    Provo a chiarire: una volta che il testo è già sopravvissuto a una prima scrematura ed è stato anche affidato a un lettore esterno (che noi paghiamo) arriva il tempo dei responsi e delle decisioni: qualcuno verrà rifiutato senza appello, altri verranno passati nuovamente al vaglio per capire se possono essere di nostro interesse. Non perché ci piacciano (non è mai - o quasi mai - una questione di gusti) in modo particolare, ma per le eventuali possibilità di collocazione editoriale. A questo punto abbiamo in mano tutti gli elementi per decidere e per equità/pari opportunità/o come diavolo volete chiamare il concetto non posso togliere spazio a un altro aspirante per valutare una seconda stesura. @Spazzolina , qui rispondo anche a te: oggi in Agenzia abbiamo meno posto di un anno fa. Ci sono almeno dieci/dodici romanzi letti negli ultimi mesi a cui mi piacerebbe offrire un'opportunità ma i carichi di lavoro mi obbligano a procrastinare questa decisione, anche a rischio di sprecare delle opportunità. Perché prendere in carico un autore non significa solo farlo felice facendogli firmare un contratto con noi, ma implica anche occuparsene dalla sera alla mattina, 7 giorni su 7, per un lasso molto lungo di tempo. Significa essere editor, agente, fantasista, psicologo, socio sostenitore, grafico, barista, procacciatore di affari, amico, ufficio stampa, strillone. E tutto ciò noi possiamo esserlo per pochi autori alla volta, perché desideriamo farlo nel migliore dei modi possibile.
  4. 13 punti
    Nome squadra: D Euforiche Componenti: @queffe @Marcello @Kuno Ed anched lo stemma:
  5. 13 punti
    Peccato. La minaccia di querela è sempre la pietra tombale di qualsiasi confronto. Cade la maschera, si chiude il sipario e finisce qui.
  6. 12 punti
    @Il Trampolino niente di personale. Non sono negativo per principio. Diffido solo di ciò che viene comunicato facendo leva sulle aspettative invece che su proposte precise. I comunicatori che preferisco hanno un progetto e lo espongono. La comunicazione ad annunci, con segreti e promessa di grandi rivoluzioni non fanno presa su di me. Credo molto nel mio romanzo e proprio per questo sono cauto nell'inviarlo.
  7. 12 punti
    Adesso però @JaV mi è venuta la curiosità di conoscere il genere di romanzo, il tipo di autore e le caratteristiche di stile dei romanzi che trovano presto e bene uno sbocco editoriale. Sarebbe bello ricevere informazioni sulle reazioni delle CE a seconda del prodotto offerto.
  8. 11 punti
    Mi dicono spesso – ed è vero – che nei miei romanzi amo descrivere i luoghi dove si svolge l'azione con grande cura. Alcuni lo fanno in tono elogiativo (che spero sincero), altri accompagnando l'affermazione con smorfie più o meno ben mascherate. Mi rivolgo qui a chi, come me, ama "trovarsi in scena" e desidera ottenere descrizioni efficaci (chiedo scusa a chi invece le considera superflue o, peggio, "una perdita di tempo"; io le ritengo un requisito fondamentale della scrittura e non riesco a leggere libri in cui siano piatte o addirittura assenti). L'occasione di queste quattro righe nasce da una precisa domanda che mi è stata rivolta nell'ultima presentazione di ieri pomeriggio: "come si fa a descrivere un luogo in maniera che il lettore si senta dentro alla narrazione?". Ne è nato un mini-dibattito di cui volevo mettervi a parte, senza avere la pretesa di voler insegnare nulla a nessuno. La mia risposta è stata questa: come prima cosa occorre usare i cinque sensi. Può sembrare un concetto ovvio, ma spesso ce ne dimentichiamo. Leggo di frequente nei racconti qui sul forum – e ancora di più nei romanzi sui quali devo lavorare come editor – descrizioni esclusivamente "visive", come se possedessimo soltanto il senso della vista. C'è chi ritiene che una descrizione ottimale debba essere piena di colori e si fa un punto d'orgoglio di descrivere il colore di qualsiasi oggetto, anche quando è del tutto superfluo. Quelli che invece mancano fin troppo spesso sono i rumori e, ancor più di frequente, gli aromi. Se il vostro protagonista si addentra negli stretti vicoli di un borgo, non vedrà soltanto case antiche, terrazzi pericolanti, massaie affacciate alla finestra e osti in maniche di camicia sull'uscio di una birreria. Da quelle case usciranno grida di bambini, voci gonfie d'ira di un alterco, una persiana sbatterà al vento, un gatto randagio miagolerà... E sui balconi ci saranno vasi pieni di fiori che riempiranno l'aria di profumi, dalla porta della panetteria che si apre all'improvviso uscirà una vampata fragrante di dolciumi, dalle vecchie condutture fognarie si sprigionerà un fetore che ammorberà l'aria... Ecco allora che vista, udito e olfatto (e, perché no, tatto e gusto) si uniranno a formare un insieme di esperienze sensoriali che renderanno la pagina più viva e faranno credere al lettore di trovarsi davvero a camminare tra quei vicoli. Usare tutti i cinque sensi è un primo, ma fondamentale, passo per ottenere descrizioni efficaci. Poi si dovrà decidere il momento della narrazione in cui inserirle, che pure è di grande importanza (se un agente sta inseguendo un ladro tra quei vicoli, raccontare che dalla panetteria esce profumo di dolci non sarebbe il caso ), e la scelta dei vocaboli da usare per descriverle; ma qui si sconfina in un discorso stilistico, più tecnico e spesso molto soggettivo.
  9. 11 punti
    Ciao @Bango Skank e grazie per le domande. Mi fa molto piacere poter rispondere a curiosità di questo tipo, e mi piacerebbe che i miei "colleghi" citati da @Niko (a proposito: grazie) partecipassero a questo genere di dibattiti. Sarebbe un bel gesto nei confronti degli utenti di questa community. Io non scherzo quando dico che mi farebbe piacere dare una mano ad altri esordienti, e questo post ha esattamente questa finalità. Per cui non siate timidi e consideratemi a disposizione per qualunque curiosità, o aiuto possa servirvi: nei limiti delle mie capacità e possibilità sarà un piacere discutere con voi - e magari anche aiutare. Piccola riflessione amara ispirata da queste coniderazioni: credo che gli esordienti fortunati (quelli, per intenderci, che riescono ad entrare nelle grazie dei principali editori italiani) dovrebbero smettere di chiudersi nel loro mondo di specchi. Restare semplici non è solo un esercizio di stile, ma un dovere implicito nella professione dello scrittore. Chiusa la premessa ti rispondo per punti. 1) Difficile esprimere come mi sento. Sono curioso, emozionato, frastornato. A volte ancora mi domando se sta succedendo davvero. Pensare di essere pubblicato dalla stessa casa editrice che pubblica Piperno, solo per fare un nome, mi lascia incredulo. Le cose sono andate talmente in fretta che non ho ancora avuto modo di fermarmi a riflettere e forse è meglio così. Le persone intorno a me - familiari e amici stretti - dicono di godermi il momento, ma io non ci riesco. Dopo mezz'ora dalla grande notizia già lavoravo sul nuovo progetto e ho un mucchio di idee in mente per il futuro. A quanto pare ha ragione mio fratello: ci si abitua a tutto, soprattutto alle cose belle. Conosco i rischi derivati dall'esordire con una grande casa editrice e sono stati motivo di qualche preoccupazione di troppo, soprattutto nei primi mesi. Adesso non ci penso più, anche perché fin ora l'editore si è dimostrato davvero impeccabile. Proprio ieri ho avuto un incontro a Roma con il direttore editoriale. Si è parlato anche di questo. Il problema del bruciarsi non esiste. Il libro uscirà e farà il suo corso naturale, ma è emerso che Mondadori crede nell'autore ancor prima che nel libro, e continuerà a credere in lui a prescindere da come andranno le vendite. Siamo tutti, io e loro, consapevoli che il mercato editoriale segue logiche difficilmente prevedibili, e come se non bastasse il mio libro ha un posizionamento non facile e dovrà superare il pregiudizio (a mio avviso sciocco e presuntuoso) dei romanzi ambientati all'estero: vedremo come andrà senza paure e angosce. Io sono nessuno: non ho niente da perdere e tutto da guadagnare. Al futuro, comunque, guardo con un po' di fiducia in più. 2) Ne abbiamo parlato ieri. Ho tutto il supporto dell'ufficio stampa Mondadori in merito e nei prossimi mesi faremo un vero e proprio programma di promozione. Per mia fortuna faccio un lavoro legato alle pubbliche relazioni, e ho anch'io qualche asso nella manica già condiviso con l'editore. Per ovvi motivi non posso scendere nei dettagli ma ti assicuro che al momento sono assolutamente soddisfatto. 3) L'editing inizierà a gennaio. Ti saprò rispondere tra qualche mese. Sarà comunque, un editing - cito - Maieutico. E di per sé questo è più che sufficiente a farmi ben sperare. 4) Al momento sto bene così. Ho firmato un lungo contratto, ho il supporto del più grande editore italiano, e cosa più importante ho la loro stima. Non credo di aver bisogno di un agente, non so come potrebbe essermi utile. In futuro forse potrebbe servirmi, soprattutto per negoziare eventuali nuovi contratti - come ottimamente sottolineato da te -, ma oggi non ci penso più. Non ho un'idea precisa in merito; molto dipenderà da come si evolveranno le cose. A livello generale credo che di norma avere un agente sia molto importante, purché si parli di persone davvero esperte e con reali e comprovati contatti nel mondo dell'editoria che conta... altrimenti non serve a niente. Alle case editrici piccole e medie ci si può arrivare anche da soli. Se si punta alto il gioco cambia. Io, comunque, sempre a proposito delle succitate contingenze, so di essere stato anche molto fortunato. Ci tengo solo a chiarire che io non sono contrario all'avere un agente, sono contrario ad affidarsi al primo qualsiasi; una consapevolezza alla quale, comunque, sono arrivato solo a posteriori e con la mente lucida. 5) Pensano a tutto loro, ma non aspettatevi di vedermi da Fazio o da Costanzo. Ci sono varie possibilità al vaglio, alcune anche molto molto interessanti (non mi riferisco solo alle presentazioni tradizionali). Vedremo. Per quanto mi riguarda l'editore si sta dimostrando presente oltre ogni più rosea aspettativa e attento a cercare di venire incontro alle mie opinioni (il tema della copertina, per esempio, ancora tiene banco con varie proposte da entrambe le parti). Non potrei essere più soddisfatto di così, da tutti i punti di vista. Grazie per l'augurio. Ps: a molti dovrei rispondere solo "grazie". Scusate se non lo faccio, ma non voglio affollare il post di ringraziamenti. Consideratelo implicito.
  10. 11 punti
    @Il Trampolino per ora ho un paio di proposte. Piccole case editrici che ho accuratamente selezionato. Case editrici con pubblicazioni verificabili, contratti conosciuti, distribuzione conosciute... Tutte cose che possono essere espresse in poche righe. Del trampolino non si conoscono pubblicazioni, distribuzione, contratti... nonostante pagine e pagine e interventi lunghissimi del suo editore. Poi magari siete i numeri uno e io mi pentirò di non avervi inviato nulla, ma non voglio sentirmi in colpa per non aver espresso il mio pensiero ad altri utenti di questo forum che amo molto.
  11. 11 punti
    Carissimi, visto che siamo oramai agli sgoccioli (mancano solo un paio di voti) vorrei spendere due parole su questo MI in relazione al discorso penalità e aderenza traccia. Partiamo dalle penalità “tecniche”. Mi dispiace davvero molto se qualche neoiscritto si è sentito “trattato male”. Il fatto è che questo Contest ha delle regole e, piaccia o meno, a chi ha l’onere di fare il Giudice spetta anche l’ingrato compito di assegnare le penalità relative. Mi si dirà: si potrebbe essere “comprensivi”. No, non sono d’accordo su questo punto. Le regole o ci sono o non ci sono. E se ci sono, vanno fatte rispettare. Mi si dirà: si potrebbe andare incontro ai partecipanti e fargli “correggere il tiro” in corsa, segnalare loro che stanno sbagliando qualcosa e come porre rimedio. Ecco, su questo sono d’accordo, in linea di massima. Ma c’è un ma enorme. I giudici possono fare ciò che possono e far notare determinate cose nei limiti fisiologici imposti da una tempistica su cui vi invito a riflettere. Un conto è un concorrente che inserisce un racconto alle 16.00 e scorda una cosa. Si ha tutto il tempo, durante la giornata, di fare dei richiami e degli inviti a sistemare le cose. Ora vi invito ad andare sulla pagina Contest aperti e buttare un occhio sotto ai titoli dei racconti. Vedrete che c’è l’orario di inserimento. Fate conto che il Contest chiude a mezzanotte. Fate conto che, almeno per quanto mi riguarda, non sono più un ragazzino, e magari dopo le undici inizio a sentire la stanchezza. Ecco, non è possibile “aiutare” nessuno nella manciata di minuti finali in cui vengono postati diversi racconti tutti assieme (ammesso e non concesso di stare attaccati al monitor per ore di fila). Minuti in cui si devono controllare i caratteri dei racconti, controllare i commenti inseriti per vedere se vanno bene, dare una letta veloce a tutto ciò che viene inserito per ovvi motivi, perché se qualcuno putacaso va fuori di testa e mette su un racconto pieno di bestemmie bisognerà pur intervenire ecc ecc. Vi assicuro che può essere molto, molto pesante. Detto questo, due parole sulle penalità riguardo la traccia della “scoperta”. Ecco, a mio avviso quasi tutti hanno interpretato la traccia come una “fuga da”, un “viaggio attraverso”, più che un “arrivo a”. La traccia di Jo era una traccia “pioneristica”, dove l’intenzione era quella di mostrare un “mondo nuovo”. Trovo interessante che la maggior parte di voi abbia parlato di fuga, forse perché i tempi in cui viviamo portano automaticamente a pensare alla scoperta di un “mondo nuovo” non tanto in senso stretto, quanto appunto come un fuggire da quello che c’è, di mondo. In ogni caso, da questo punto di vista, mi sono trovato in pieno accordo con l’autore della traccia, perché anche io l’avevo interpretata come "scoperta", visione di un mondo nuovo a tutto tondo fin dall'inizio. Ultima considerazione e poi finisco questo immondo pippone. Questo è un gioco. Solo un gioco. Serve per allenarsi a scrivere, per passare del tempo assieme, leggersi, migliorarsi, fare amicizie ecc ecc. Quando si richiede di non polemizzare non è per zittire nessuno o per voler prevaricare gli altri con chissà quale oscuro potere dato dall’essere “Giudici”. È solo una, a mio avviso sacrosanta, richiesta di evitare polemiche, nel rispetto di chi si assume il carico di “far giocare gli altri”. Carico che per noi tutti è una tantum, ma per @Cicciuzza e-o altri Staffer è sistematico. Evitare polemiche, qui e ovunque, significa mettere gli Staffer nella condizione di non dover pensare “ma chi me lo fa fare”, perché, e questo ricordatevelo sempre, il loro non è lavoro. È un hobby portato avanti con tanta passione, rimettendoci ore e ore del proprio tempo libero nei giorni festivi, tempo che viene spesso sottratto ai propri affetti e alle proprie cose. E questo merita rispetto, diamine.
  12. 10 punti
    Be' alla fine, contratto alla mano, gli aspetti che non aderivano alla mia idea di editore con il quale desidero pubblicare (ho giù pubblicato con 4 editori diversi) hanno prevalso e tra le cose non appetibili ci metto anche un sito poco invitante per i lettori. Il sito di una casa editrice deve parlare ai lettori "guardate che bei libri facciamo, sono le storie che vorresti leggere." non agli scrittori.
  13. 10 punti
    Infatti ho nascosto. Non banno nessuno, per ora. Devo ribadire le regole di buonsenso e rispetto che vigono qui? Non siamo su facebook. Non siamo su istagram. Ricordatelo, tutti. Ve lo chiedo per favore, ridiamo e scherziamo senza che debba intervenire io, fare lo stronzo e rovinare l'atmosfera natalizia. Questo è l'ultimo messaggio ufficioso, perché non mi piace arrivare sempre a rompere le uova nel paniere, fare il serio pure negli off topic tipo maestro a scuola. Al prossimo nemmeno intervengo, sospendo e via. Grazie della comprensione e buona serata.
  14. 10 punti
    Senza offesa, non mi pare una gran novità. Che io sappia qualunque CE sarebbe entusiasta che l'autore in prima persona si occupi di distribuzione su un certo numero di librerie di fiducia (della CE o dell'autore) come una sorta di PR, anche se la parola giusta sarebbe agente (dato che poi è pagato in % sul venduto). Quindi, ricapitolando, l'autore firma con voi che pubblicate 100/200 copie partendo con la distribuzione nella zona di residenza dell'autore (o da lui prescelta) invitandolo, senza alcun obbligo, di farsi primo promotore con le librerie di zona, mettendoci la faccia e organizzando presentazioni con il vostro supporto. Le prime 100/200 copie distribuite nella sua zona andranno ad esaurirsi tra amici e parenti per buona parte. Si sa che è così, soprattutto per gli esordienti. Per quanto una CE possa dire di non volersi concentrare su parenti ed amici, c'è poco da fare! Se si parte dalla sua zona di residenza, l'orgoglio della mamma/nonna/marito avrà la meglio. Non è una critica eh, ci mancherebbe. Non dico che questa sia la vostra strategia! Si tratta di una mera, e alquanto lapalissiana, costatazione. Continuando, dopo la vendita delle prima 100/200 copie deciderete come continuare. Mi sembra saggio e molto meno avventato di quanto abbiate lasciato intendere fino ad ora, quindi complimenti! Se non ho dimenticato nulla, a parte le royalties al 25% non vedo alcuna novità tanto preannunciata. Anche collegando tutto ciò ad un'innovativa app per tablet e smartphone continuo a non vedere l'innovazione. Nel 2018 mi pare eccessivo definire innovativa un'app. Aver creato un TrampolinoLab sulla falsa riga di questo forum, che già unisce scrittori, lettori, illustratori, video makers, editor e CE mi pare ancora meno innovativo. (Mi scuso per il goffo tentativo di usare un'epifora. Probabilmente risulterà a voi un noiosissima ripetizione, ma spero apprezziate lo sforzo. Come sapete non son uno scrittore io, non me ne vogliate). Son sicuro che tutto ciò funzionerà benissimo per voi de @Il Trampolino e per i vostri autori, esattamente come funzionano le strategie di molte altre CE esistenti su questo forum. Sinceramente però non trovo nemmeno ci sia nulla per cui essere diffidenti o per cui essere prevenuti verso la vostra realtà. Mi pare una CE come tante altre, molto volenterosa, con tanta energia e con un progetto poco dissimile da quello di altre CE che pubblicano quasi tutto ciò che ricevono cercando di fare cassa su parenti amici dei molti, in modo da avere poi la liquidità per supportare i pochi progetti veramente validi. Ad onor del vero va però sottolineato che poche sono le CE che riconoscono royalties al 25%. Quindi, nessuna innovazione, me neanche alcuna fregatura per autori e lettori in quali anzi saranno sicuramente molto più motivati a sostituirsi a venditori e promotori della CE viste le royalties così alte. Strategia chiara e lineare. Il tutto supportato da una comunicazione stile mercato rionale basata sul "chi urla di più"; non lo dico come un'offesa, sia chiaro a tutti, mio padre ha fatto il mercato della frutta e verdura per diversi anni per pagarsi gli studi. Ancora oggi, di tanto in tanto, con un moto di orgoglio mi sciorina le sue machiavelliche cantilene per attirare avventori a scoprire le meraviglie del suo coloratissimo banco. Adesso vi dico un segreto, si trattava delle stesse meraviglie di tutti gli altri banchi: frutta fresca e verdura di stagione, comprata agli stessi mercati generali la medesima mattina insieme a tutti gli altri mercanti: "Venghino signori... venghino..."
  15. 9 punti
    Bisognerebbe sollevare un altro tipo di domande, per esempio: - La casa editrice collabora con international books? - Sul sito c'è scritto che sono partner mondadori. Nell'effettivo, che cosa significa? - Perché il nome del distributore (tradizionale) non è specificato? Oppure fare delle semplici osservazioni, per esempio: - Nel catalogo sono presenti due soli titoli ma una rapida ricerca sul web non ha dato alcun riscontro: recensioni, vendita on-line, social, ecc. - Le sedi estere non hanno dato riscontri su linkedin, google map, google, youtube, facebook, newsletter, ecc. Have a nice day, guys!
  16. 9 punti
    Le questioni riguardanti i dati di vendita e i contratti di assunzione possono essere considerate riservate, più che altro per un fatto di delicatezza nei confronti degli autori nel primo caso (onde evitare spiacevoli confronti e competizioni tra i medesimi), di tutela delle politiche di gesione interna dei collaboratori nel secondo. Da questo punto di vista è più che comprensibile la necessità di non esporle da parte del signor Murgia. D'altra parte non sono neppure domande illegittime, non nel senso letterale del termine. Se quindi le due specifiche appaiono poco delicate per certi versi, le altre domande espresse da @Sarinsaretta potrebbero invece ricevere risposta. Non vedo perché dovrebbe costituire segreto la data di fondazione della CE @Il Trampolino , il numero dei volumi attualmente presenti in catalogo, il numero dei dipendenti nelle varie sedi. Non ha chiesto i loro nomi e indirizzi, né la pubblicazione delle rispettive busta paga.
  17. 9 punti
    @Patrizia Patmagic Alò , ognuno può fare quello che crede. Chi porterà avanti questa esperienza con @Il Trampolino potrà poi riferire al forum come si è trovato, e di questo ne saremo tutti grati. Però ci vuole tempo, molto tempo, per avere un giudizio complessivo. Nel frattempo il dott. Murgia, da grande comunicatore qual è, cercherà di far man bassa del maggior numero di manoscritti, magari opzionandoli. Anche questa piattaforma con disegnatori, editor, scrittori non mi convince. Non sarà un modo per risparmiare su editing e copertine? Una sorta di cooperativa tra esordienti, che può essere anche un esperimento interessante, ma è veramente quello che voglio per il mio manoscritto. Personalmente mi rispondo di no. Sulla bontà o meno di questo progetto sarete voi a rispondere, ma potrete farlo solo fra molto tempo, al momento di verificare il venduto In bocca al lupo a tutti, ma la mia coscienza mi ha imposto di esporre cosa ne pensassi. Ovvio che è qualcosa che non conosco, ma è proprio sulle aspettative che genera questa non conoscenza che si basa la strategia comunicativa del trampolino.
  18. 9 punti
    Abbiamo sempre cercato di mantenere tempi più o meno civili per le risposte. Sul rifiuto secco ancora riusciamo a stare nelle 4-6 settimane (che arriva perché il libro proprio non ci piace e/o perché lo riteniamo inadatto ad affrontare il mercato editoriale attuale o ancora perché noi per primi non ci riteniamo l'Agenzia adatta a rappresentare un determinato testo). Su ciò che va al vaglio dei lettori esterni no, perché specie in caso di un giudizio positivo iniziano nuove riletture più approfondite affiancante da uno screening di possibili sbocchi editoriali. Quello che non vogliamo, perché questo ci ha insegnato l'esperienza, è prendere in carico un'opera per poi tenerla a galleggiare per un'enorme quantità di tempo in attesa di una proposta di pubblicazione; perché è frustrante per noi e soprattutto per l'autore. Inoltre, come ho ribadito più volte, rimaniamo una piccola bottega artigiana, per fortuna gravata da un'enorme mole di lavoro. Ragion per cui riusciamo a prendere in carico un limitato numero di autori alla volta, per poterli seguire nel loro percorso al meglio. Quindi, consapevoli del rischio che corriamo (perderci un bestseller) costringiamo a volte degli autori a attese lunghissime. Però, presto o tardi, rispondiamo a tutti.
  19. 9 punti
    Intervengo in questa discussione per portare un altro punto di vista, quello del lettore. Sono stata per anni ciò che si definisce un lettore forte, e per moltissimi anni un lettore puro. Ora alla sera, invece di catapultarmi su uno dei miei libri, cazzaggio su Facebook. (Non proprio e non solo ma è giusto per dare l’idea). Perche? Sono diventata del tutto scema? Certo è possibile, occorre considerare anche l’età, e una certa involuzione cerebrale. Ma forse non è solo colpa mia. Il fatto è che apro libri tutti inesorabilmente uguali. Scritti bene, eh, si vede che c'è lavoro dietro, si vede che un editor ci ha lavorato, ma caspita, sono tutti la stessa solfa. Perfino i gialli, da sempre l'isola del mio rifugio quando non trovavo niente che mi interessasse, perfino i gialli sono tutti uguali. E certo, dopo averne letti tonnellate ci sta. L'assassino lo becco subito, il movente anche e pure complici non mi creano soverchi problemi. E se perfino i gialli mi tradiscono io mi faccio due domande. Anzi, una. Perche? Dopo lunga riflessione qualche risposta me la sono data. Sicuramente io ho letto troppo e inflazionato il sistema, ma non basta. Perché dietro il mio iPad, dopo aver scambiato un paio di battute con amiche lontane e aver letto qualche ricetta di cucina, qualcosa io leggo. Leggo articoli, opinioni, idee, battute, sarcasmi e ironie, prese in giro e melensaggini, descrizioni metereologice e geologiche, metodi di coltivazione del peperoncino e dibattiti sulla legge elettorale, insomma potrei andare avanti all’infinito. Leggo, ma non leggo libri. Perché credo di dover ammettere che è cambiato il mezzo espressivo e io, come una moltitudine di gente, ho imparato a conoscere il nuovo mezzo, e a divertirmici. È un mezzo immediato, di facile fruizione, semplice e superficiale, richiede pochissima capacità di elaborazione e sintesi, introduce elementi concettuali lasciandoli tutti su un piano di banale nozionismo senza consapevolezza e apprendimento, ma si tratta pur sempre un mezzo di comunicazione di qualcosa. E veniamo al secondo punto. La lettura DEVE essere piacere e divertimento. Divertimento inteso non necessariamente come passatempo leggero, ma come piacere. Indipendentemente dal contenuto, la lettura deve dare piacere, il piacere di leggere, fosse anche un contenuto doloroso. Ed ecco un altro punto, forse il più importante, il contenuto. Tutti questi libri, curati, ben scritti, soprattutto facili da leggere, che inanellano una parola dopo l'altra, che arrivi alla fine a manco te ne sei accorto...tutti questi libri mancano, per me, di contenuto. O almeno di un contenuto nuovo, originale coinvolgente, intenso. Quindi, è vero che da un lato è cambiato il mezzo espressivo, ma dall'altro la narrativa tradizionale invece di cercare di distinguersi portando nuovi interessanti e vivaci contenuti, ha scelto la via dell'imitazione della facilità di uso, della superficiale comunicazione di intrattenimento, cercando di rincorrere il successo dei nuovi mezzi di comunicazione. Quando ero piccola mia madre mi diceva “smetti di leggere, sei sempre lì con un libro in mano” Quando erano piccoli i miei figli dicevo loro” smetti di guardare la televisione, leggi un libro” Stasera mi sono sentita dire al mio nipotino di due anni “ smetti di guardare l’iPad leggiamo un libro”
  20. 8 punti
    Direi che le risposte ai tuoi dubbi siano già inserite nel tuo messaggio. Un ristorante, un hotel, un negozio qualsiasi... fanno pubblicità per attirare clienti. Il cliente è sempre il destinatario del messaggio. In teoria il cliente di un editore dovrebbe essere il lettore. Ma se non trovi un catalogo e invece spuntano solo lucine stroboscopiche per gli autori, un motivo ci sarà, no? Direi che non c'è bisogno di un'esperta per arrivarci. È non è una cosa strana. Dipende da chi considera cliente l'editore.
  21. 8 punti
    @Steamdoll Discorso più che lecito, ma che a mio avviso parte da qualche assunto "un po' semplicistico" - per usare parole tue. Si potrebbe fare un'analisi punto per punto ma non è mio interesse, come ho detto più volte, difendere Mondadori o le sue scelte. Io posso parlare per me, e per citare @camparino, sono molto contento di essere in catalogo con Fabio Volo, Del Piero, la Hunziker e via dicendo. Perché intanto vuol dire che nel catalogo ci sono anch'io; poi perché così come i succitati (Fabio Volo, signori, che piaccia o meno, vende milioni di copie...) nello stesso catalogo troviamo da Piperno a Huxley, passando per Moresco, Zadie Smith, Ken Follet, Dan Brown e un lunghissimo elenco di ottimi autori; e infine perché per fortuna i miei familiari e i miei amici sono ancora al loro posto, liberi. Non ho dovuto vendere proprio nulla, men che mai me stesso o le mie opinioni, il mio testo, la mia moralità o i miei ideali. Anzi. Mi sento libero più che mai. Insomma, in finale mi è stato chiesto se, a mio avviso e per la mia esperienza, fosse possibile che un'esordiente sconosciuto arrivasse a rifiutare una proposta di pubblicazione da parte di Mondadori. Risposta: Secondo me no. Primo perché, credetemi, non c'è nessun lupo cattivo travestito da nonnina pronto a divorare la vostra dignità o sensibilità da autore, ma anzi, finora mi sono relazionato su tutti i livelli con ragazzi giovani, cortesi e disponibili. Secondo perché continuo a non capire per quale motivo dovrei mandare un manoscritto a una casa editrice e poi rifiutare una sua proposta per ragioni "etiche" - mi sembra la storia del pescatore che si lamenta di non riuscire a prendere neanche un'orata mentre sta pescando in riva a un fiume e continua a rigettare trote in acqua. Terzo perché onestamente parlando forse ci sopravvalutiamo. Sembra quasi che i nostri testi contengano chissà quale grande scomoda verità-che-non-può-essere-rivelata, e che ai piani del potere questo faccia storcere più di una bocca. Quindi non ci pubblicano, oppure se ci pubblicano dilaniano il nostro testo. Ragazzi, a una casa editrice seria costa molto di più fare un editing dilaniante che acquistare un libro quasi pronto. Davvero. Quarto perché... ma sul serio? Cioè io posso capire che alcune politiche di una casa editrice possano perniciosamente stare sui coglioni. Può valere per Segrate così come per Feltrinelli o per Minimum Fax o per Giunti o Longanesi, però davvero, mi riesce difficile capire la dinamica di un simile rifiuto. Mi viene in mente l'immagine di un ragazzino della provincia di bergamo che sogna di diventare Cristiano Ronaldo. Mamma ascolta, ho capito cosa voglio fare nella vita: il calciatore. Guarda, mi ha chiamato lo sceicco Abu Bla Bla Ficuz per giocare al Paris Saint Germain. Eh ma va a finire che farò la riserva, figurati. Oppure mi chiederanno di diventare musulmano. Capirai. L'ho già vista questa storia, me l'ha detto un amico di un mio amico che l'ha sentita da suo cognato che una volta ha incontrato un tale allo stadio, il quale conosceva uno che ha fatto un provino al Paris Saint Germain. E poi quelli hanno Thiago Motta oh. Cioè, Thiago Motta, hai presente? Quello che ci ha fatto perdere l'europeo. Sì. Poi mi hanno fatto parlare col vice allenatore della squadra. E li già mi sono insospettito: perché col vice? Comunque, questo tizio mi ha detto che secondo lui sono bravo ma che dovrei correggere un po' di cose, nulla su cui non si possa lavorare insieme. Felice? No, macché. Penso che in realtà sia una strategia: vogliono solo fregarmi. Anzi. Andrà a finire che mi chiederanno di contribuire al mio stipendio; ho sentito dire che c'è crisi anche negli Emirati Arabi ultimamente. Sai cosa, mamma? Penso che rifiuterò e continuerò a giocare a battimuro. Sì, giù ai campetti sterrati, hai presente?, quelli alle spalle della stazione Cisano-Caprino Bergamasco? Sì, lì. C'è la nebbia d'inverno, ma se usiamo la palla rossa riusciamo ancora a vedere. Ma sì dai, vedrai, prima o poi mi noteranno all'Aurora Pro Patria, sperando che la nebbia si diradi. Tanto il successo non lo raggiungo comunque, ma almeno sarò libero di essere me stesso.
  22. 8 punti
    Un saluto a voi tutti. Vi comunico che lo Staff ha deciso di postare, a beneficio della comunità, un esempio di contratto editoriale standard, che possa fungere da modello. Si tratta di un contratto completo, commentato (parti in corsivo sotto spoiler) per quelle clausole che spesso risultano oggetto di dubbi e domande da parte degli utenti. Vogliamo ricordare che il contratto di edizione è flessibile e modificabile, negoziabile da ambo le parti; rammentiamo, inoltre, che è personalizzabile da parte delle case editrici, che spesso escludono alcune clausole di rilevanza minore e ne sintetizzano altre, inserendo rimandi agli articoli specifici della Legge sul diritto d'autore (L.d.A.). Quello che vi proproniamo è volutamente il più completo possibile. Premettiamo che l'uso che potete farne è di riscontro pratico per il chiarimento di possibili dubbi e mai questo potrà né dovrà essere usato come elemento o parametro per qualificare a livello qualitativo qualsivoglia editore! Per questo motivo invitiamo chi ne avesse bisogno a scrivere nella discussione Dubbi sui contratti editoriali già aperta: potrete citare anche parti del vostro contratto (attenzione: parti di contratto, non il contratto completo!) ma non dovranno contenere tag, nomi o riferimenti alla CE che lo ha stilato. Eventuali osservazioni dirette sul contratto di una specifica Casa Editrice andranno riportate nella discussione relativa a quella stessa CE, se presente sul forum. CONTRATTO DI EDIZIONE Tra ..............nato/a a .................il.....................C.F.............................residente in.....................alla Via........................N..........(di seguito denominato l'Autore) E ………………….. con sede in…………………… C.F. ……………………., in persona del suo legale rappresentante.......................(di seguito denominato Editore) Premesso: - che l’Autore garantisce di essere autore e l’unico titolare di ogni e qualsiasi diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera dal titolo provvisorio “........”. (di seguito indicata come “Opera”), di averne la liberà disponibilità e di avere inoltre le facoltà e la capacità necessarie a stipulare il presente contratto, - che l’Autore intende far pubblicare per le stampe l’opera e che quindi s’impegna con l’Editore a non turbare in alcun modo il pieno e pacifico godimento dei diritti che intende cedere con il presente contratto, per tutta la durata del medesimo, - che inoltre l’Autore s’impegna a prestare la propria assistenza qualora i diritti medesimi venissero violati o contestati da terzi e a manlevare l’Editore dalle pretese o azioni di tali terzi, tenendolo inoltre indenne da danni e spese connessi con la pubblicazione dell’Opera, - che l’Editore intende acquistare dall’autore, che è disponibile a vendere in esclusiva, il complesso dei diritti d’Autore necessari per la stampa e la divulgazione dell’Opera, - che l’Editore s’impegna a pubblicare e porre in vendita l’Opera indicando nelle forme d’uso il nome dell’Autore, - che l’Editore s’impegna a riprodurre l’Opera in conformità dell’originale e secondo le buone norme della tecnica editoriale - che in caso di violazione dei diritti sull’Opera da parte di terzi l’Editore s’impegna a prestare la propria assistenza all’Autore perché tali violazioni siano fatte cessare e siano risarciti i danni già verificatisi, Si conviene e si stipula quanto segue: 1) Le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente contratto, così come le pattuizioni che seguono, e ciascuna di esse costituisce presupposto essenziale, determinante per l’interpretazione della volontà delle parti come di seguito manifestata e le parti si obbligano al loro rispetto. Ai fini dell’interpretazione della volontà negoziale espressa nella presente scrittura non potranno essere utilizzate precedenti proposte o quanto ha formato oggetto di trattativa per addivenire alla conclusione di quest’atto. Le modifiche al presente atto potranno essere apportate solo con altro atto sottoscritto dalle parti. 2) L’Autore, agendo per sé, suoi eredi e aventi causa a qualsiasi titolo, cede in via esclusiva all’Editore, che accetta, il complesso dei diritti esclusivi occorrenti per poter procedere alla pubblicazione per le stampe in volume, per qualsiasi tipo di edizione e di messa in commercio, diretta o indiretta, dei volumi dell’opera in lingua italiana senza limitazione spaziale alcuna. In particolare, la cessione comprende anche la facoltà dell’Editore di pubblicare edizioni economiche, tascabili, a puntate o a dispense. 3) Il presente accordo costituisce contratto di edizione a termine. La cessione dei diritti elencati all’art. 1 ha la durata di … anni, decorrenti dalla data di firma del presente contratto. Il numero minimo di esemplari da stamparsi per ogni edizione non sarà inferiore a … L’Editore è libero di distribuire le edizioni nel numero di ristampe che stimi conveniente, comunicandolo preventivamente e per iscritto con raccomandata A/R all’Autore. 4) All’Editore spetta la determinazione e la modifica del prezzo di copertina, salvo il rispetto del disposto dell’art. 131 della L.22.04.1941, n. 663 (approvazione dell’Autore, che potrà opporsi a un prezzo di copertina inadeguato al punto tale da essere lesivo della sua opera; delle variazioni del prezzo di vendita al pubblico verrà data comunicazione all’Autore anche in sede di rendiconto annuale), la scelta del tipo di copertina, carta, caratteri, impaginazione e simili. Il titolo potrà essere modificato solo previo consenso dei contraenti. 5) L’Autore si impegna alla consegna della prima bozza dell'Opera in oggetto entro il ... (data). L’Editore si riserva la facoltà di apportare modifiche all’opera definitiva, che dovranno però essere concordate con l’Autore, senza il di cui consenso le modifiche stesse non potranno avere effetto. 6) Prima della consegna della copia definitiva dell’Opera, l’Editore s’impegna in un lavoro di editing della stessa. L’Autore verrà contattato dall’Editor che gli sottoporrà gli interventi di modifica che riterrà opportuni, l’Autore s’impegna ad applicare al testo le modifiche concordate tra Autore e Editor. L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data) Per tale servizio ogni onere resta a carico dell’Editore, fermo restando quanto previsto di seguito sul rispetto dei tempi da parte dell’Autore. Qualora l’Autore non consegnasse il dattiloscritto entro i termini fissati, l’Editore ha la facoltà di risolvere con effetto immediato il presente contratto con dichiarazione, inviata a mezzo raccomandata A/R, che intende avvalersi della presente clausola risolutiva espressa; in questo caso l’Editore ha il diritto di recuperare tutte le somme eventualmente versate all’Autore come anticipo, salvo il riconoscimento dei danni. 6 bis) L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il visto “si stampi” entro … giorni dalla ricezione dell’Opera da parte dell’Editore. Se l’Autore ometterà di restituire le prime o le seconde bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore e accettata dall’Editore, dovendosi in tal caso ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore. 7) L’Autore autorizza l’Editore a pubblicare e distribuire al pubblico a scopo promozionale versioni parziali dell’opera, sia in forma cartacea sia elettronica. Potrà inoltre mettere a disposizione a titolo gratuito copie dell’Opera per i medesimi motivi, l’Autore non percepirà alcun diritto per tali copie diffuse. 8) L’Editore s’impegna a distribuire l’Opera in tutto il territorio in cui è presente la sua distribuzione, senza limitazione alcuna, fatti salvi tempi e modi stabiliti negli accordi e contratti con i distributori. 9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto*, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di ritardi derivati da forza maggiore, che l’editore è tenuto a documentare all’autore (in mancanza di tale documentazione l'editore sarà considerato inadempiente), o per omessa o ritardata restituzione delle bozze corrette da parte dell’Autore, facendo preventivo avviso all’Autore per mezzo di raccomandata A/R. In caso di ritardo della pubblicazione per motivi imputabili esclusivamente all’Editore, l’Autore avrà facoltà di risolvere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. Resta inteso che in questo caso l’eventuale anticipo previsto dal presente contratto verrà interamente corrisposto all’Autore anche in caso di cancellazione della pubblicazione dell’Opera. 10) L’Editore s’impegna a prestare la propria azione nel lavoro di promozione dell’Opera, attraverso un lavoro di capillare diffusione alla stampa cartacea, televisiva e radiofonica. In particolare, l’Editore s’impegna a produrre e diramare comunicati stampa e press-kit relativi all’Opera a tutte le redazioni compatibili con il genere dell’Opera, sfruttando le piene potenzialità del proprio Ufficio Stampa*, prima e dopo l’uscita dell’Opera. Se l’Autore lo desidera, potrà essere coinvolto interfacciandosi con l’Ufficio Stampa* e fornendo contatti, consigli e suggerimenti. L’Editore s’impegna a svolgere azioni pubblicitarie e promozionali anche tramite l’invio di copie “omaggio-stampa”, che saranno quindi prive di spettanza per l’Autore e i cui costi di produzione e spedizione saranno totalmente a carico dell’Editore. L’Editore ha facoltà di pubblicizzare, promuovere e distribuire l’Opera come riterrà più opportuno, tenendo sempre informato l’Autore di qualsivoglia iniziativa promozionale. Spetta all’Editore la scelta di quali canali distributivi privilegiare per l’Opera. L’Autore potrà porre il veto su iniziative promozionali o pubblicitarie che non siano di suo gradimento. L’Editore può pubblicare o permettere ad altri di pubblicare, senza dovere alcun compenso all’Autore, brani dell’Opera, ritenuti opportuni nell’interesse della promozione e della diffusione dell’Opera stessa. L’Editore provvederà al Deposito Legale del libro come previsto dalla Legge, inviando copie presso le biblioteche apposite. 11) A titolo di compenso l’Editore corrisponderà all’Autore dell’Opera la somma di … euro, al lordo della ritenuta d’acconto, dietro presentazione di regolare documento fiscale, che verrà versata entro … giorni dalla firma del presente accordo. 12) L’Editore s’impegna a pagare all’Autore dell’opera il compenso in percentuale nella misura del: …% sul prezzo di copertina defiscalizzato di ogni copia venduta fino alla… (n. specifico indicato) …% a partire dalla … copia venduta fino alla …; … % dalla … copia venduta in poi …% sul prezzo di copertina (sempre defiscalizzato) delle versioni elettroniche. In sede di rendiconto annuale, l’Editore è obbligato a giustificare all’Autore il numero di copie date in omaggio, quelle di scarto e/o quelle macerate. Per eventuali edizioni economiche o tascabili l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina al lordo dell’IVA sulle copie effettivamente vendute: … % sulle prime … copie … sulle copie da … a … … sulle copie da … a … … sulle copie da … in poi 13) L’Editore s’impegna a inviare all’Autore un rendiconto annuale delle vendite al … (data specificata), una volta trascorsi i primi 12 mesi di commercializzazione dell’opera e il pagamento delle rispettive spettanze entro il … (data) successivo. In caso di mancato invio dei rendiconti entro i termini stabiliti da questo accordo, o di ritardo sui pagamenti da parte dell’Editore, l'Autore ha facoltà di rescindere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. L’Editore è tenuto a inviare all’Autore copia dei rendiconti anche nell'eventualità in cui il saldo risulti negativo. I compensi spettanti all’Autore sulla base del presente contratto (compresi gli anticipi) sono da considerarsi a tutti i fini di legge, sia dal punto di vista fiscale che da quello sostanziale, quali corrispettivi di cessione di diritto d’autore. 14) A pubblicazione avvenuta, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. … copie della prima edizione dell’Opera, n. … copie delle edizioni successive e n. … copie delle ristampe. L’Autore potrà inoltre usufruire dello sconto librario del …% sulle copie che intendesse eventualmente acquistare a uso non commerciale e indipendentemente dal numero di copie acquistate. Al momento dell’uscita dell’Opera, l’Editore comunicherà all’Autore il numero delle copie stampate nella prima edizione e il numero delle copie previste come omaggio. 15) In caso di nuove edizioni dell’Opera, l’Editore avviserà, tramite raccomandata A/R, l’Autore 3 mesi prima di procedere a una nuova edizione, per permettergli di apporre eventuali modifiche. L’Autore è tenuto a far conoscere nel termine di 30 (trenta) giorni dal ricevimento della dichiarazione se intende o no valersi della facoltà di apportare modifiche all’Opera ai sensi dell’art. 129 della legge 633/1941. La pubblicazione dell’Opera in edizione economica o tascabile potrà avvenire non prima di 12 (dodici) mesi dalla pubblicazione della prima edizione. Inoltre l’Autore s’impegna a prendere in considerazione eventuali richieste di modifica o aggiunte suggerite dall’Editore per le edizioni successive e, in caso decida di accogliere i suggerimenti dell'Editore, s’impegna ad apportare le modifiche senza diritto per tali aggiornamenti ad altro compenso oltre a quello fissato agli artt. 11 e 12, a meno che l’aggiornamento richiesto dall’Editore non sia tale (superiore al 5% della stesura) da richiedere un ulteriore eventuale e congruo compenso aggiuntivo da concordarsi e da corrispondere all'Autore. Al momento dell’uscita di edizioni successive alla prima, l’Editore comunicherà all’Autore il numero di copie stampate per ciascuna edizione e il numero delle copie previste come omaggio. Qualora l’Editore dichiarasse di non voler procedere a una nuova edizione o ristampa, l’Autore potrà, previa comunicazione con raccomandata A/R all’Editore, recedere dal presente contratto e rientrare nella piena e totale disponibilità dell’Opera, senza diritto a qualsivoglia risarcimento, indennizzo o compenso a qualsiasi titolo. 16) L’Editore avrà i diritti esclusivi qui sotto elencati nei riguardi dei quali egli soltanto potrà concludere i necessari accordi. L’Editore s’impegna a pagare all’Autore le seguenti percentuali sui ricavi netti percepiti dall’Editore per le licenze concesse a terzi e riguardanti: - i diritti cinematografici, teatrali, per l’esecuzione via radio e/o televisiva, per le riproduzioni sonore e discografiche, magnetiche e in genere per ogni applicazione dell’elettronica alla didattica e all’intrattenimento: …% - i diritti di traduzione dell’opera in lingua straniera: …% - i diritti di edizione all’estero (cioè ad altro editore appartenente a Paese diverso dall’Italia): …% - i diritti di edizione ad altro editore in Italia: …% - i diritti sul merchandising: …% - i diritti sul mass-market: …% - i diritti book club: …% - i diritti second serial …% - i diritti elettronici e web: …% 17) Qualora trascorsi 24 mesi dalla data di pubblicazione l’Editore giudichi l’opera difficilmente smerciabile potrà venderla sottoprezzo. In questo caso, all’Autore verranno corrisposte sul ricavo effettivo della vendita e non sul prezzo di copertina le percentuali spettanti ai sensi dell’articolo 9 (L.d.A.). 18) In caso d’incendio, inondazioni, allagamento o in ogni causa accidentale o di forza maggiore che causasse il deterioramento, la distruzione o il perimento di tutte o di parte delle copie in giacenza, l’Editore non sarà ritenuto responsabile delle copie deteriorate, distrutte o perite, e quindi egli non dovrà all’Autore alcun diritto né alcuna indennità relativa a tali copie. 19) Dopo la scadenza del contratto, e anche in caso di sua anticipata risoluzione, l’Editore avrà la facoltà di continuare a vendere l’Opera per 12 mesi (corrispondendo all’Autore il compenso nella misura convenuta). Qualora il contratto dovesse risolversi anticipatamente per cause imputabili esclusivamente all’Editore, questo perderà la facoltà di continuare a vendere l’Opera a partire dalla data di risoluzione anticipata. 20) Ove l’andamento delle vendite dell’Opera fosse tale da far ritenere all’Editore che le giacenze di magazzino eccedano il normale fabbisogno delle librerie, l’Editore potrà procedere all’invio al macero solo previa comunicazione all’Autore, che può scegliere di acquistare le copie a prezzo di macero, e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. Prima di procedere alla pubblicazione di una nuova edizione dell’Opera, l’Editore potrà ritirare dal commercio la precedente edizione sempre previo avviso all’Autore tramite raccomandata A/R e inviarla al macero senza che ciò comporti l’estinzione del contratto ai sensi degli artt. 133 e 134 della legge 633/1941. Dell’avvenuto macero ai termini della clausola precedente verrà data comunicazione all’Autore nel relativo rendiconto annuale, allegando copia del documento che attesti il via al macero, indicante il numero delle copie distrutte. Nessun compenso è dovuto all’Autore per le copie inviate al macero ai sensi del presente articolo. 21) Qualora, trascorsi due anni dalla prima edizione l’Editore giudicasse l’Opera difficilmente commerciabile, egli potrà: a) vendere gli esemplari al pubblico a prezzo di rimanenza, cioè con lo sconto del 70% e più sul prezzo di copertina; in questo caso all’Autore verrà corrisposta, sul ricavo effettivo della vendita, la percentuale spettante relativa al tipo di edizione venduta; b) mandare gli esemplari al macero dopo aver chiesto all’Autore, mediante raccomandata A/R, di acquistarli a prezzo di macero e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. L’Editore avrà diritto di provvedervi in caso di mancata risposta al riguardo da parte dell’Autore entro 30 (trenta) giorni decorrenti dalla data di ricevimento della comunicazione; in tal caso nulla è dovuto all’Autore. Nel caso in cui, dopo vendita sottoprezzo e/o invio al macero, l’Editore e l’Autore non procedano a una nuova soluzione editoriale, il contratto s’intende risolto e l’Autore ritorna nel pieno godimento dei suoi diritti. 22) Ogni eventuale modifica del contenuto del presente contratto sarà valida ed efficace solo se fatta in forma scritta. 23) In caso di scioglimento del presente contratto, per qualsiasi motivo esso avvenga, le cessioni a terzi di diritti secondari conservano piena efficacia. 24) Solo competente per ogni eventuale controversia derivante dal presente contratto sarà il foro di ... 25) L’Autore, con il presente contratto, autorizza l’Editore al trattamento dei dati personali in base al Decreto Legislativo n. 196 del 30/6/2003, nonché autorizza esplicitamente l’Editore all’utilizzo dei propri dati e della propria immagine al supporto di operazioni di propaganda e diffusione dell’opera. Osservazioni su Clausola di prelazione, Risoluzione e Nullità del contratto Per gli utenti che volessero approfondire l'argomento in maniera autonoma, consigliamo questo testo, un manuale d'uso pratico, scritto in maniera semplice e accessibile anche ai "non addetti".
  23. 8 punti
    Sono indecisa se inviare o meno il mio manoscritto a questo editore... non so perché ci sono cose che mi lasciano perplessa e un po' diffidente. Prima di tutto, i loro due siti sono incentrati sulla ricerca di nuovi autori e danno spazio solamente a quello (nei portali di tutte le altre case editrici ho sempre trovato ben in vista i loro libri e delle collane, dovendo andare appositamente a cercare la sezione "invio manoscritti"). Sul sito del trampolino, invece, è scritto ovunque che fanno promozione nazionale ed internazionale e che danno massima visibilità ai proprio autori, ma non trovo altro che pulsanti con scritto "invia il tuo manoscritto" a caratteri cubitali, senza vedere nemmeno l'ombra di un catalogo... per essere così influenti con la promozione in tutto il mondo, come dicono, mi sembra alquanto strano che io non riesca a trovare l'ombra di un catalogo sul loro sito principale...
  24. 8 punti
    @Mirtillasmile Anche io ho un'esperienza diretta, nomi, cognomi, indirizzi personali. Ma credo che nessuno di loro abbia bisogno della mia difesa (anche perché non mi è ben chiara l'accusa). Comunque su una cosa sono d'accordo con @Marco ML : sperare è fondamentale - e lecito - ma fossilizzarsi è pericoloso. Una cosa però è sicura: se non fossi stato ossessionato non ce l'avrei fatta.
  25. 8 punti
    In realtà abbiamo un utente qui sul forum che sarà pubblicato con Mondadori; basta che scorri le pagine di questa discussione. Non aveva contatti speciali e si è limitato a mandare il suo libro. Capisco che possa essere frustrante per alcuni non ricevere risposte, che sia da Mondadori o da altri, tuttavia pensieri di questo genere non aiutano la comunità di esordienti che ancora non smette di sognare. Io sono sempre dell'idea che sognare non fa mai male, pur rimanendo con i piedi per terra, diciamo a giusto qualche centimetro da terra Bisogna essere realisti: di sicuro Mondadori non pubblicherà chiunque gli mandi il libro né moltissimi aspiranti di questo forum. Qualcuno, però, sì Torniamo alle esperienze dirette; per la discussione sul resto meglio usare altri topic.
  26. 8 punti
    Grazie a @frantoio per la sua testimonianza diretta. Credo che tu sia, tra gli autori di WD, quello più avanti nel processo. Effettivamente sono tutte notizie molto positive, soprattutto quelli relativi ad editing (che troppo spesso è praticamente assente in tante altre CE) e grafica per le promozioni. Ti auguro che tutto proceda nel migliore dei modi e sulla scia di questo inizio tanto entusiasmante. Io ho letto il contratto de @Il Trampolino e mi limito a dire che nella mia professione non avrei mai firmato un contratto del genere, almeno non nella sua forma originale, trovandolo poco chiaro per tutti gli aspetti già citati. Avrei probabilmente chiesto di modificarne alcune parti per renderlo più limpido e avrei poi deciso come procedere sulla base della disponibilità o meno della controparte. Ps. Mi son permesso un piccolo editing al tuo commento perché credo che così sia di più immediata lettura per chi vorrà farsi un'idea della tua esperienza diretta.
  27. 8 punti
    Eccomi. Riesco a rispondere ora... Dunque mi avete fatto blu! Che dire? Grazie, frequento questa comunity da un annetto ed è diventata un prezioso ritrovo, sono lieto di continuare a contribuire quotidianamente nei modi che mi sono possibili. @Niko @ElleryQ @Luna @M.T. @Rica @Pulsar @Andrea28 @Emy @Skorpiòs @AryaSophia @wyjkz31 grazie a tutti
  28. 8 punti
    @Skorpiòs @Emy @Luna e gli altri: perché volete trascinare a forza gente che si è iscritta da due giorni e che magari non conosce nemmeno il forum e il regolamento? È un torneo impegnativo che richiede una presenza assidua per un mese o forse più; perché ritrovarsi con gente che abbandona dopo la prima partita? Ah, bisogna anche commentare? Io ho la settimana bianca, il Cenone di Natale, i parenti dal Guatemala, in squadra con lui non ci sto perché è brutto... Poi tutta 'sta gente bisogna gestirla, inventarsi calendari assurdi, spareggi o addirittura sorteggi... Dobbiamo arrivare per forza a quattrocento giocatori? Chi vuole partecipare è ben accetto e ne siamo più che contenti, ma non andate a tirare fuori dal letto chi è già sotto le coperte.
  29. 8 punti
  30. 8 punti
    Riflessione libera, estemporanea, off topic, che cammina lentamente (dovevo usare quest'espressione anche io visto che ne avete parlato per quattro pagine, roba che neanche l'Accademia della Crusca...) in direzione di nessuno - o forse no: sono sempre più convinto che il vero problema degli esordienti siano i cattivi esordienti arroganti e presuntuosi che affollano le scrivanie degli editori di roba sciatta, povera, scritta male in termini di contenuto ma incommensurabilmente bene secondo le regole del "Perfetto scrittore Baricchiano", occupano spazio, pensano che fare lo scrittore significhi avere in mano l'uovo di colombo per diventare ricchi senza lavorare (...), che non viaggiano, che non si emozionano, che non guardano il mondo, che invidiano chi fa successo e lo screditano anziché studiarlo e capire, che non accettano consigli (ovviamente, essendo arroganti e presuntuosi), che pensano di sapere tutto, che non hanno mai spiato il bagno delle ragazze, non si sono mai ubriacati, non si sono mai soffermati ad annusare la complessità degli odori emanati da un uomo o da una donna o da un vagone di metropolitana, che non osservano - ma neanche vedono, che non hanno mai odiato nessuno - ma neanche amato (a parte sé stessi), eppure vogliono essere universalmente definiti scrittori. Grandi scrittori. I migliori scrittori del mondo.
  31. 8 punti
    @JaV Capisco il tuo ragionamento riguardo al fatto che preferiate non impegnarvi fino a quando non esista la possibilità concreta di offrire un contratto con un editore, e mi unisco a coloro che elogiano la vostra trasparenza e correttezza nei confronti degli esordienti. Ciò tuttavia comporta, seppur libera da vincoli legali, una 'attesa nell'attesa' per chi non ha avuto feedback da parte vostra. Faccio un esempio. Tempo fa JaV avevi scritto qui sul forum di aver offerto un contratto con l'Agenzia a una giovane scrittrice pur non avendo la benché minima idea di dove poter collocare il suo libro, ma unicamente perché il testo ti aveva colpito. Devo dunque dedurre che per i lavori in sospeso da molto non è scattato questo amore a prima vista :-) Qual è allora lo scopo dello standby di chi non è stato messo sotto contratto da Lorem Ipsum, se la commerciabilità non è un requisito imprescindibile?
  32. 8 punti
    Nome team: Green House Giocatori: @Bango Skank @Joyopi @Plata
  33. 8 punti
    Ho seguito tutti gli ultimi interventi con interesse, ma devo anche essere sincero e dirvi che spesso siete stati causa dell'inceppamento del mio cervello Per me la questione non è così "complessa" come alcuni lasciano intendere; questo non vuol dire che io la prenda sottogamba o che la voglia minimizzare. Penso che il rapporto editor-scrittore non sia da fondarsi sullo scontro, ma sull'incontro. Io cresco, tu cresci. Io come professionista, tu come scrittore. Perché se si comincia a creare un rapporto da professoredietrolacattedra-alunno non se ne esce più. Io sono convinto di aver insegnato tanto quanto ho imparato dai miei clienti, per tante ragioni. Chiaro, poi, che ogni caso è diverso. Non si può fare di tutta l'erba un fascio, né suggerire regole di comportamento agli uni o agli altri, a parte le colonne portanti del rispetto e del buonsenso. Mi è capitato sia di intervenire in modo "blando" sia in modo "pesante", ma si tratta sempre di editing e basta senza aggettivi inutili. Chi fa distinzioni lo fa per... non l'ho ancora capito. Soldi? Complicarsi la vita? Non saprei. Tornando al discorso di interventi più pesanti: quando necessari, li consiglio all'autore (la tecnologia offre le famose revisioni da accettare o rifiutare con un click, sapete?). Spiego perché e per come a lato, magari intervenendo di mio pugno sul testo. Il risultato può essere duplice: l'autore comprende ed è d'accordo, quindi si procede e si lavora insieme alla cosa così che alla fine siamo entrambi soddisfatti; l'autore non è d'accordo. Io gli spiego di nuovo perché e per come sottolineando che, così come piace a lui, non funziona. Tuttavia l'autore vuole lasciare tutto come sta. Benissimo, nessun problema. Possiamo trovare qualche compromesso o lasciare esattamente tutto come sta. Il mio lavoro da professionista è stato fatto e non ho nessuna intenzione, né ora né mai, di imporre cambiamenti all'opera di uno scrittore. Io gli ho fatto presente che in quel modo non funziona e come si può porre rimedio. Se non vuole, è liberissimo di sorvolare: proseguiamo. Una volta mi è capitato di stare al telefono un ora per un grosso intervento consigliato su un paio di capitoli centrali del romanzo. Una telefonata cordiale, calma, senza alcun tono brusco. Ho spiegato al cliente tutto quello che doveva sapere e risposto alle sue domande. Non ha voluto fare quel cambiamento. Qualcuno è morto? Mi pare di no.
  34. 8 punti
    @JaV Salve, esiste un tempo massimo dopo il quale l'opera inviata si può considerare caduta 'nel limbo'? Io ad esempio ho inviato a febbraio, dunque presumo che la lettura esterna sia stata ultimata e che l'Agenzia abbia effettuato le sue valutazioni. Esiste la possibilità che il testo venga trattenuto a tempo indeterminato in attesa di una collocazione oppure vi siete dati un limite massimo di tempo dopo il quale inviare una risposta, fosse anche un rifiuto?
  35. 8 punti
    Interessante notare le pippe mentali che ci si riesce a fare su un avverbio di cui il lettore, nell'economia di un romanzo, nemmeno si accorgerà, perchè un conto è scrivere cinque avverbi in una frase di tre righe (allora sì, risulterebbe pesantuccio) e un conto è utilizzare qualche avverbio qua e là. In generale i grandi scrittori non hanno bisogno di stare dentro questi recinti. Welsh, per esempio, nemmeno usa il congiuntivo. Certo, agli esteti e ai puristi può dare fastidio, però sta di fatto che vende milioni di libri e da uno di questi è stato tratto un film che ha fatto epoca. p.s. interessante notare come, sempre a proposito di Welsh, su un sito di recensioni piuttosto seguito ci sia scritto che il traduttore avrebbe bisogno di un ripassino sul congiuntivo... senza capire che forse, ma proprio forse, è questione di stile e non di ignoranza.
  36. 8 punti
    Dopo il Contest di Caporetto, la disfatta Mondiale, tutto ciò ha una sua coerenza.
  37. 8 punti
    Personalmente non entro nel merito del discorso e dell'esempio del "Fu vendicativo", ma rimango al titolo: Show don't tell. Per me non esiste Show don't tell, per me non esistono regole di scrittura e bla bla. Per me esiste solo il semplicissimo concetto: è scritto bene e mi piace, mi emoziona vs è scritto male e non mi piace, non mi emoziona. Potrei leggere un intero romanzo in "tell" e reputarlo un capolavoro, se scritto bene. Potrei leggere un intero romanzo in "show" e schifarlo, se scritto male. E l'esatto opposto, ovviamente. Non mi sono mai posto il problema di quanto mostrino o dicano un Dostoevskij, un Palahniuk, un Welsh, un Saramago, un Grass, un Murakami, un Hosseini (per citare autori molto diversi tra loro che mi piacciono parecchio). So che scrivono bene, e tanto mi basta.
  38. 8 punti
    No, questo mi rifiuto di crederlo. D'accordo, viviamo in un'epoca "veloce", ma quando prendo in mano un libro significa che ho tempo e voglia di leggere: la Tv è spenta, idem il computer e Whatsapp non ce l'ho, per mia fortuna (non è vero: per una scelta precisa). Io amo rileggere una frase, se è scritta bene. Certo, se devo rileggerla perché non ho capito allora è un altro conto. Ciò non vuol dire che come lettore io possa apprezzare uno stile icastico anziché uno magniloquente; ma questo fa parte delle scelte che mi detta il gusto, non la mancanza di tempo.
  39. 8 punti
    @Fraudolente Attento, non confondere lo show, don't tell con la trasparenza del narratore. Il commento che ti è stato fatto riguarda quest'ultima, e io come editor non sono d'accordo. La scelta del tipo di narratore (se renderlo invisibile o se farlo apparire nel testo) è una questione di stile. È vero che creare un narratore forte e non fastidioso è parecchio difficile, e spesso il risultato è una voce esterna che ti trascina fuori dalla storia (questo è sempre un male); se però sei in grado di usarlo, non ci vedo nulla di sbagliato. Per quanto riguarda lo show, don't tell, ne sono un fermo sostenitore, ma bisogna comprenderlo. In generale dico sempre che il mostrare dovrebbe equivalere al 70% del romanzo; questo perché anche il raccontato è essenziale. Scrivere mostrando tutto, ma proprio tutto, annoia. Ci sono cose che andrebbero soltanto raccontate. Il problema è che spesso si tende a raccontare ciò che invece andrebbe mostrato, come gli eventi principali di un romanzo. È per risolvere questo problema che nasce la regola, più vecchia di quanto pensi a dire il vero, e non per eliminare il raccontato. Ti faccio due esempi tratti dal mio blog, dove di recente ho parlato di quest'argomento: Il primo equivale al giudizio del narratore? Sì. Non l'ho tolto perché è tale, però; l'ho fatto perché ho trovato un modo migliore per mostrare la sua stazza. Avrei potuto scrivere anche: Roberto è l'unico a trovare stretta la porta d'ingresso, grasso com'è. Fa fatica a camminare, ma non ho alcuna sedia da prestargli; le ha già rotte tutte. Con quella piccola aggiunta, che non considero ridondante né sbagliata, posso esporre in maniera più esplicita il giudizio del narratore. Hai detto che la nostra lingua è ricca di termini e sfumature, e hai detto bene. In quale dei due, però, pensi che ne abbia usate di più? La regola serve anche a questo, ad ampliare il nostro vocabolario. È ovvio che non racconterò tutte le battaglie in questo modo perché risulterei ripetitivo; ma quelle più importanti meritano di essere mostrate. Un'ultima cosa: le regole non vanno seguite alla lettera. Agli esordienti si dice (io stesso lo faccio) di evitare l'uso degli avverbi in -mente. Pensi che i grandi autori non li usino? Loro, però, lo fanno con moderazione. Le regole servono a evitare l'abuso: quello degli avverbi in -mente, quello del raccontato, quello del gerundio e tanti altri ancora. Quando si diventa davvero padroni della propria scrittura nasce una nuova regola: infrangere le precedenti, ma farlo con giudizio.
  40. 7 punti
    Gironi della fase eliminatoria A B C D Euforiche Green House Living Stones La threesome I Bananari Retroguardia Trash Gli ultimi Gli scrittori del quartierino Le TreMende the 3 BrOthers Armata Brancaleone Passeranno alla fase finale: la prima e la seconda di ogni girone; le due migliori terze. La suddivisione delle squadre mira a creare gironi equilibrati. I gironi sono stati suddivisi in base al ranking delle squadre, calcolato sul piazzamento dei giocatori nella classifica MI 2017, nelle tre tappe di Ferragosto d'Inchiostro 2017 e nei quattro gironi di MI 100 (vedi post più sotto per i punteggi dettagliati per giocatore). Il ranking delle squadre è il seguente, suddivise in quattro fasce (le squadre della prima fascia sono le teste di serie): squadra totale fascia Living Stones 39.66 F1 Green House 34.5 F1 D Euforiche 20.5 F1 I Bananari 17.0 F2 Retroguardia Trash 12.0 F2 La threesome 9.83 F2 Gli ultimi 5.0 F3 Le TreMende 4.5 F3 Gli scrittori del quartierino 1.33 F3 the 3 BrOthers 1.0 F4 Armata Brancaleone 0.0 F4 Le squadre sono state distribuite casualmente dal cervellone elettronico che è sotto il bunker che è sotto il WD in modo da avere una squadra per fascia in ogni girone.
  41. 7 punti
    @MatRai scrivere è come vivere due volte: la tua vita terrena e contemporaneamente quelle dei personaggi che stai narrando. Una sola semplice considerazione: questo forum è un dono per lo spirito e per la mente.
  42. 7 punti
    Questa politica è unica nel suo genere. Che le percentuali siano riconosciute all'autore sull'incasso dell'editore al netto di generiche voci fiscali che non siano l'Iva, e applicandole sul guadagno dell’editore (cioè al netto delle spese) anziché sul prezzo di copertina, è l'opposto della convenzione contrattuale consolidata ad oggi. Secondo l'art. 118 della legge sul diritto d'autore, tutte le spese di pubblicazione devono fare capo esclusivamente all'editore, e i compensi in royalty destinati all'autore vanno calcolati sul prezzo di vendita al netto solo dell'Iva.
  43. 7 punti
    Ho proposto il mio ultimo lavoro ad alcune CE per la pubblicazione. Forse per la solita paura di non trovare, non mi sono limitato a un solo editore e ne ho contattato qualcuno di troppo. Di troppo non per competenza, ma proprio solo nel senso di quantità. Prima di firmare, per correttezza, ho atteso i tempi previsti per esaminare i manoscritti e indicati sui siti degli editori. Le risposte positive sono state diverse e, tra di esse, quella delle Mezzelane, leggermente in ritardo. Con mia grande sorpresa, dopo avere dedicato inutilmente tempo e denaro al mio manoscritto, invece di risentirsi tutti gli editori si sono congratulati facendomi gli auguri per il libro. E questo, credo, sia dimostrazione di professionalità, passione per il lavoro e... tanta pazienza. Quello che sto cercando di dire è che anche noi autori dovremmo comportarci allo stesso modo. Non ho ricevuto solo proposte di pubblicazione, ma anche qualche diniego: ho ringraziato per l'attenzione dedicatami e per la cortesia della risposta. La cortesia non costa nulla...
  44. 7 punti
    Be', oddio... definire un segreto aziendale quando è nata una CE e quanti dipendenti ha mi sembra francamente una falsità. Se vado su Wikipedia ad esempio e apro la pagina di una CE qualunque leggo in chiaro i seguenti dati, riportati a destra in un pannello riassuntivo: Forma societaria, fondazione, sede principale, persone chiave, settore, prodotti, fatturato e dipendenti. Ora, è pacifico che nessuno può obbligare nessuno a rispondere a nulla, ma sarebbe preferibile un semplice: "preferiamo non rispondere" al definire "riservati" dei dati che riservati non sono. Sui dati di vendita invece ci può e ci deve essere riservatezza per tutelare la privacy degli autori, fermo restando che, di norma, le CE sono ben contente di snocciolare i propri dati relativi al prodotto più venduto (quando la mia ragazza andò a fare uno stage presso una CE media dissero ai partecipanti che il loro testo più venduto aveva fatto 300mila copie, se non sbaglio), dati che possono essere serenamente espressi senza entrare nel merito del titolo e dell'autore. Se si vuole. Se non si vuole, un semplice "preferiamo non rispondere" va benissimo.
  45. 7 punti
    @Il Trampolino Ecco qua. Segreti e annunci.
  46. 7 punti
    Stanchi del solito cinepanettone? Bene! In tutte le sale Dai produttori di: E con @Joyopi @Plata @Bango Skank Siamo lieti di presentarvi: Accorrete numerosi!
  47. 7 punti
    Con le prime squadre stanno arrivando anche le prime quotazioni dei bookfakers: I Bananari 1.00 ban Green House 1.10 grammi La threesome 3.00 con handicap
  48. 7 punti
    a occhio, leggendo ciò che scrivete e ringraziando chi ha messo in rete gli articoli, mi pare che il seme bianco sia un tentativo di fare speculazione e tenere in piedi la baracca ormai fallimentare di castelvecchi, ovvero stampare quattro copie per illudere gli autori che prontamente pagheranno la stampa all'editore e prima si pagavano pure l'editor che ti proponevano, godere (il sedicente editore) di pubblicità indotta dall'operato dei poveri illusi che non solo si compreranno le copie (che non vanno in libreria è bene precisarlo) ma pure per il sistema recensioni ecc. che comunque fa parlare dell'editore che ora si spaccia per "gruppo editoriale" quando è evidente sia tutto una finzione, ogni tanto ristampare con l'editore maggiore in modo che sembri una cosa valida e che sta in piedi, ma poi sostanzialmente testi inadatti al mercato (davvero troppi per essere lavorati in maniera valida) che finiscono la loro storia meno di due mesi dopo dall'uscita. infatti malgrado siano stati pubblicati dal sedicente editore un sacco di titoli non se ne vede in giro uno che sia uno, né se ne sente parlare da chichessia. In altre parole un editore pacco che dovrebbe vergognarsi.
  49. 7 punti
    Compagno Niko, ho deciso di rinnovare un po' il mio repertorio e pertanto il mio motto d'ora in poi sarà: Dire, Fare, Pronti a sparare A te lascio l'eventuale variante: Dire, fare, Pronti a bannare PS. ben ritrovati a tutti.
  50. 7 punti
    Sbagli. In sole 3 righe sei riuscito a fare un frullato di luoghi comuni e presunzione, autocelebrando il tuo gusto come il solo capace di definire ciò che è freddo e ciò che non lo è, ciò che è facile e ciò che non lo è, ciò che emoziona chi legge e ciò che non lo fa. Gli MI, e in generale ogni tipo di Contest che viene fatto, al di là di voti e commenti, tecnica e stile ecc ecc danno la grande opportunità a chi scrive di farsi un'idea di massima di quelli che sono i "temi" che possono interessare maggiormente, emozionare maggiormente. Se a te quei temi e quelle emozioni non piacciono, o piacciono meno che altri temi e altre emozioni più "di genere", non c'è nessun problema, ma questo non ti conferisce alcun diritto al disprezzo degli altri (scrittori o lettori e giudici che siano). Se non capisci questo, e anzi invece di interrogarti sul fatto che le "emozioni" per il lettore medio sono assai diverse da ciò che emoziona il tuo personalissimo gusto, difficilmente diventerai mai uno Scrittore con la S grande, perché tutti gli Scrittori, anche quelli di genere, conoscono benissimo certi meccanismi. Li conoscono e li usano.
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