Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close

Emanuele

Registrazione 27 dic 2011
Offline Ultima Attività Ieri, 21:57
*****

Discussioni che ho iniziato

[MI29] Cocorite Bollenti

02 giugno 2013 - 17:09

Commento http://www.writersdr...-mi29-monetine/

Prompt di mezzogiorno: problemi adolescenziali (della serie: questo MI diventerà una specie di seduta psicoanalitica :asd: )

 

 

COCORITE BOLLENTI

 

 

 

Ancora. E ancora.

Il cocorito sale. Ancora. E ancora.

Piega l’ala, si tiene con le zampette sulla sua schiena. Cantano.

«Dai, piega dall’altro lato.»

«Uffa, non ho voglia di perdere tempo a piegare le lenzuola. Quante ce ne mancano?»

Lei gira la testa, sembra guardare il cocorito negli occhi.

Sono troppo distratto. Mia mamma se ne accorge e viene verso di me con l’altro lembo di lenzuolo.

Cerco di nascondere la gabbia, mi sistemo di fronte alla finestra.

«Non c’è nulla, nulla!»

La scena continuava nella mia testa. Era come se vedessi il riflesso del giardino dall’altro lato della stanza, di fianco a mia mamma.

«Ah, era questo? Non ti preoccupare, è una cosa assolutamente naturale. Non sentirti in colpa.»

La gabbia trema. Il cocorito sembra schiacciare da un momento all’altro la sua partner come una pallina di pongo.

«C’è qualcosa che vuoi dirmi?»

«No. Posso tornare in camera mia adesso?»

«Va bene, si vede che oggi sei altrove con i pensieri. Sicuro che vada tutto bene? Insomma, sei rimasto scombussolato da questa scena?»

«Va tutto bene. Ciao.»

«Come pensi che nascano le cocorite? Anche nel mondo animale funziona così.»

A ripensarci non era una pallina di pongo, sembrava più una pallina antistress. Ce ne sono un sacco sparse per camera mia. La cocorita era una di quelle palline e veniva contratta ritmicamente. Sembrava soffrisse. Le zampe del cocorito non erano di certo delicate, parevano quasi infilzate nella sua carne. L’ultimo momento, per lei, non doveva essere affatto felice. Al maschio toccava l’orgasmo. Quando scendeva dalla giostra, a lei, invece, doveva toccare uno spasmo conclusivo. Una dolorosa contrazione finale della pallina.

Apro la porta e accendo il pc. Apro Skype.

Cocorita96 è connessa.

Perché? Perché? Adesso dovrò chiederle di cambiare il nick.

Apro la finestra e vedo la gabbia. No, cioè, vedo la sua camera. Ma lei dov’è?

«Ehi? Dove cazzo sei?»

Sbuca dal lato destro della finestra. Si siede di colpo.

«Cosa stai facendo?» mi chiede.

«Nulla, volevo vederti.»

«Ascolta, non devi sentirti in colpa. Non eravamo pronti, tutto qui. Continuiamo con baci e carezze finché non arriverà il momento giusto.»

«Il momento giusto di spremerti per bene?»

«Come hai detto?»

Ride.

«Guarda che i ruoli si possono anche invertire.»

Cerca di rassicurarmi. Come se potesse servire.

«E poi il piacere è sempre reciproco, nessuno dei due soffre.»

«Davvero?»

«Sì. Altrimenti nessuno lo farebbe. Certo, se non vuoi provare qualcosa di sadomaso... ma ci sarà tempo per quello. E poi se uno dei due è soddisfatto in genere lo è anche l’altro.»

«Ho bisogno del tuo aiuto per superare questa cosa... e per favore, cambia quel nick.»

«Perché mai dovrei farlo? Mi hai sempre chiamata così.»

«Sì, ma non avevo mai visto le mie due cocorite fottere. Non fino a dieci minuti fa, almeno.»

 

 

#

 

 

«Allora, spiegami qual è il problema... »

La tenda alla finestra è scostata. Vedo di nuovo quella maledetta gabbia dal salotto.

«Il problema è che non mi viene... non mi viene naturale.»

Ah, dannazione... perché ho detto così? Ora lei crederà che soffro di chissà quale malattia. No, no... il problema è nella mia testa. Solo lì.

«Lasciatelo dire, secondo me è tutta una questione mentale. O forse non ti piaccio abbastanza.»

Per fortuna non ha frainteso. É qui, seduta sul divano con me. Cocorita96 è sul trespolo, tutta gonfia. Ha la coda appena appena sollevata. Aspetta. So che mi sta aspettando.

Spera che sia la volta buona.

«E’ passato un mese. Basta seghe, dai... incluse quelle mentali. Lascia tutto alle spalle e vieni con me... »

«Non andrò con te, Rita. Non voglio. Poi come faccio... ti salgo sopra e faccio zam-zam?»

La gabbia è di nuovo in subbuglio: le cocorite svolazzano da una parte all’altra, le piume vanno da tutte le parti.

Lei si alza e scosta le tende.

«E’ ancora questo il problema? Sei impazzito completamente? Noi non siamo animali.»

Esce dalla porta, la seguo e la strattono.

«Torniamo dentro. Non te ne andare!»

Ma non se ne va. Gira l’angolo, va in giardino e si mette in ginocchio vicino alla gabbia delle cocorite. Cerca di aprire lo sportellino della gabbia.

«No! Non farlo!»

«Se serve a sbloccarti lo farò e... »

Mi getto contro di lei. Urtiamo la gabbia e rotoliamo entrambi sull’erba.

La bacio, e rimaniamo sdraiati in giardino.

«Sarà dolcissimo, vedrai» dice e mi accarezza il petto.

Rispondo alle carezze. Iniziamo a spogliarci.

«Per quanto tempo hai detto che starà via tua madre?»

«Non lo so, e non m’importa.»

Mi sembra di essere un’altra persona. Mi slaccio i pantaloni.

Lo sportello rimane aperto.

Le cocorite si avvicinano all'uscita e, dopo aver gettato una timida occhiata all’esterno, volano via.

 

 

 

 


Cattivi si diventa?

04 marzo 2013 - 22:41

Vorrei sapere quali sono le vostre idee sulla domanda che ho posto nel titolo del topic. Sentire dei punti di vista diversi non può che fare bene!
Dovendo creare per ogni storia (o racconto) un antagonista - o qualcosa che ostacoli il protagonista e crei conflitto - credo che l'argomento bene vs male sia all'ordine del giorno per molti di noi... anche senza cercarlo per forza nelle nostre storie.

Per "cattivi" non intendo stati di aggressività, invidia, odio, antipatia o misantropia momentanei o limitati a certi situazioni, intendo il voler fare del male ad altre persone senza ricavarne un vantaggio personale (cioè fine a sé stesso).
Potete spaziare con le risposte dalla religione, all'etica e addirittura alla genetica se volete citare qualche studio. Ma anche esperienze personali, semplici opinioni ecc...

A me sembra che la nostra società e il nostro mondo richiedano sempre di più uno spostamento delle coscienze verso questa direzione. Si inizia facendo del male con uno scopo ben preciso, per autodifesa e poi la "pratica" entra in circolo, per essere sempre pronti ad attaccare il prossimo finché non diventa la normalità.
A me accade spesso di entrare in empatia con i "cattivi", addirittura da piccolo mi sentivo molto vicino ai cattivoni dei cartoni animati della disney. E sempre di più mi succede ultimamente, guardando un film o in altre situazioni... mi sembra di comprenderli, di capire le ragioni che li spingono a essere così.
Però, parlando di ragioni esco dal seminato... dato che sopra ho parlato di forze innate che agiscono nell'animo umano. Quindi ricado nella domanda: "Cattivi di diventa?"
A voi la palla.

Auguri Nerina!

25 febbraio 2013 - 15:17

Auguri Nerina!
Spero che il tiramisù sia di tuo gradimento :li:
Immagine inserita
:saltello: :saltello: :saltello:
*e ora, dopo averne mangiato una bella fetta, saltella tra gli invitati* :saltello: :saltello: :saltello:

[MI24] Nightawks

27 gennaio 2013 - 16:39

Commento http://www.writersdr...933#entry259933
Prompt di mezzanotte
Vi consiglio, durante la lettura, di prestare attenzione e di tenere sott'occhio le immagini di riferimento per il prompt, in particolare il dipinto di Edward Hopper: http://www.settemuse...thawks_1942.jpg

Nightawks



Se ne stanno seduti lì. Quasi tutti.
Il barista è affaticato, ripone il canovaccio e si accascia a terra.
Gli altri osservano la sua testa, i capelli biondi e il berretto scomparire oltre il bancone.
Ora sono seduti. Tutti.
Le lancette della sveglia scorrono su uno sfondo blu, scandiscono i secondi. Un ticchettio ogni minuto, un secondo ogni ticchettio.
I serbatoi di birra, unico appiglio per quella notte, sono lucidi e illuminati come se fossero le star della serata.
Loro invece, che sono i veri protagonisti, fanno a gara con i secondi. Bevono. Fumano. E mangiano.
Chiedono al barista di rialzarsi, ma non hanno voce. Lo chiamano, senza dire il suo nome.
La donna continua a mangiare, alcune briciole cadono sulla sua camicetta scarlatta. L’uomo di fianco indossa un borsalino con una fascia nera, tiene una sigaretta sulla mano destra e batte un pugno sul tavolo di ciliegio. Impreca.
Le cornici tremano. Lo sguardo della donna è perso nel vuoto. Le parete vogliono liberarsi dal colore giallo ocra. E lo fanno. Tengono solo la loro opacità.
Può un’imprecazione considerarsi tale se non è mai stata detta in realtà? In realtà, al Phillies, sì.
Dentro il Phillies nulla va perso, nemmeno i pensieri.
La vetrata li divide dalle strade, dagli altri locali vuoti. Sono pensierosi, stanchi.
Pensano a quella luce? Si chiedono da dove proviene?


***

Dentro il Phillies (dove io muoio)



«Mi piace farmi prendere per il culo dal primo che passa per strada».
«Già, specialmente dal primo che passa per strada e impugna un pennello».
«Molto divertente, amore».
«Ehi, quello è ancora steso per terra? Non lo vedo... ».
«Sì, sì è ancora lì. Stecchito».
«Magari lo fossimo anche noi. Quel cazzo di orologio va troppo lento».
«Certo, se non sei Jimmy Carter...».
«O se non sei morto!».
«Questi cazzo di orologi... ».
«Vogliamo parlare dei nostri piedi? Ormai io non cammino più, mi trascino per strada e basta».
«Strada? Quale strada?».
«Una volta ce l’ho fatto, sono uscito. Sono quello più vicino alla porta».
«Vecchio bastardo! Oltre a poterti addormentare e sbronzarti senza essere visto puoi pure uscire... ».
«Sì, ma per la maggior parte del tempo non vedo mai nulla se non il tuo vecchio muso, sempre quello; e ormai mi pare uguale allo sguardo di una tartaruga! Sempre girato sono».
«Ti fossilizzi su cose che ormai non hanno più importanza».
«No, quello fossilizzato sei tu!».
« Io sono vicino a una donna e ti assicuro che sono tutt'altro che fossilizzato».
«Sempre le vecchie battute di merda».
«Ehi, sta arrivando qualcosa dal cielo!».
«Cosa? Non riesco a girarmi!».
«Un sigaro... un sigaro gigante... è un cazzo di sigaro gigante!».
«Sfonderà la vetrata, ci prenderà in pieno!».


«Sei sbronzo. Hai visto un sigaro gigante... ».
«No, non lo sono. Sembrava un sigaro gigante mentre era un puntino in cielo. Ma perché sei ancora vivo?».
«Sempre a lamentarti!».
«No, mi dispiace per te. Aspetta che lui torni e veda che casino. Il barista è morto, o forse è svenuto, e una bara ha sfondato la vetrata del Phillies».
«Dico, ma non ti sei accorto?».
«Sì, certo che l’ho vista! É lì, si è schiantata sul bancone».
«No, quello è ovvio... dico, non hai visto che possiamo muoverci liberamente?».
«Ehi, è vero. Dici che possiamo anche uscire? Sono stufa di stare qui».
«Aspettate! Nessuno vuole aprirla? No? Bene, lo farò io».


«Cosa c’è?».
«Rose, lattine di coca-cola e la dannata zuppa Campbell. Molti barattoli.».
«Cosa? Fammi vedere».
«Non c’è niente da vedere... niente... ».
«Voglio, esigo, vedere la zuppa Campbell e le Coche».
«E’ solo una bara piena di oggetti a caso. Sarà un altro scherzo».
«Dici che se la mangio poi sto male?».
«Ah, non lo so... ».
«Pazzi! Pazzi! Usciamo di qui... fuggiamo finché siamo in tempo!».
«Ma per andare dove? Fuori dalla cornice? Non possiamo forse – dico forse – anche noi mangiare la zuppa e bere un po’ di Coca? No, eh?».
«Esatto, sono d’accordo. Questo è un regalo dalla Morte per noi».
«Fate come volete, io me ne vado».


***

Fuori dal Phillies (dove io vivo)



Stanno mangiando. E bevendo.
Non li posso far smettere. Dannata zuppa Campbell. Dannata Coca-Cola.
Lei sta fuggendo.
Loro rimangono.
Li ho tenuti lontani dal mondo. Li ho tenuti nel silenzio e nella solitudine.  

Tolgo la zuppa Campbell dal meccanismo dell’orologio a pendolo. La modernità è alle porte e non si può fermare.
Ora la realtà è distrutta, e questi sono i resti.




Edit: Per ogni dubbio, sono qui pronto a spiegare la mia interpretazione.

Auguri Liusca, finalmente maggiorenne!

26 gennaio 2013 - 15:05

Immagine inserita
Auguri Liusca! 18 anni anche tu finalmente! :P
Una mia foto a petto nudo per te :trollface:
Spoiler

Ma stiamo scherzando? Quella non è una mia foto, è una foto di Kennuele.
Spoiler

Questa è una mia foto!
Auguri carissima :flower:   :saltello: :saltello: :saltello: :saltello: :saltello: :saltello: