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swetty

Registrazione 20 set 2010
Offline Ultima Attività Oggi, 17:18
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#292684 La Parodi ha pubblicato una storia fantasy con Rizzoli, secondo voi...

Inviato da swetty in Ieri, 12:17

La Parodi magari cucina come una brava massaia invece che come un grande chef, ma sa scrivere e le sue ricette riescono buone senza problemi né bisogno di un corso di cucina di due anni per realizzarle.

In ogni caso, ripeto, sa scrivere, quindi per quale motivo dovrebbe aver scritto una brutta cosa? O forse è il fatto che, dopo aver guidato la classifica dei libri più venduti per settimane, l'editore le dà fiducia per un libro diverso dal suo solito? Ma mica poteva continuare a scrivere un libro di cucina l'anno... :grat:
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#290799 Il discorso di Goebbels del '33

Inviato da swetty in 14 maggio 2013 - 11:05

Questo non toglie che il nazismo sia una brutta bestia e che combatterlo sia una cosa buona e giusta. Pensare che schierarsi in questo caso sia come schierarsi pro o contro Custer è solo un modo diverso di avere pregiudizi. Più sottile ma anche molto più pericoloso.
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#290744 Il discorso di Goebbels del '33

Inviato da swetty in 14 maggio 2013 - 07:20

Il nazismo è stato una piaga dell'umanità, ma a mio parere l'antinazismo non ha aggiustato le cose.


No? :grat:

Ma sul serio ci diamo a questo tipo di revisionismo?

Molti libri e opere d'arte pittoriche considerate "degenerate" dai nazisti oggi sono di fama e valore mondiali proprio per quello, è un fatto assodato.
Io volevo dire che se per assurdo Picasso fosse stato considerato dai nazisti, oggi non varrebbe niente.


Va bene, c'è stato un rifiuto per una certa classe di artisti, legati proprio come espressione artistica ai regimi totalitari, ma è anche vero che molto spesso questi artisti allineati erano molto poco artistici. E se uno guarda bene, anche molta arte degli anni '80 subisce un rigetto simile da parte del pubblico: troppo commerciale, troppo allineata, in una parola "una noia mortale".

C'è qualcuno che si è avvantaggiato dall'ostracismo precedente? Che ha usurpato un ruolo in virtù di essere dalla parte del vincitore? Mah, sicuramente c'è, ma in questo momento mi sfugge chi (lacuna mia). So comunque che, se non valevano prima, non valevano neanche dopo e quindi hanno un oblio assicurato. Ma il nazismo si è scagliato contro casi eclatanti, non contro artistucoli da quattro soldi (o se l'ha fatto questi ultimi sono stati disintegrati), per cui è facile che chi è sopravvissuto fosse qualcuno che valeva di suo: Brecht, per dire, o in altri ambiti Einstein.

Per quanto riguarda i "grandi", invece, D'Annunzio non è certo sparito, e sia Céline che Pound vengono rivalutati e mi aspetto che presto tornino al posto che gli compete. Certo in vita subirono il loro ostracismo, ma mi pare il minimo per personaggi così compromessi.

Ma in quest'ambito vorrei parlare di Leni Riefenstahl. Difficilmente un autore può essere più compromesso col regime di lei (si dice fosse pure amante di Hitler): ha avuto tutto quello che voleva dal nazismo, soldi, successo e gloria, e ha dato quello che poteva dare, un'abilita fuori dal comune, che ne fanno una delle più grandi registe del novecento. Ebbene, nessuno si sogna di dire che non lo fosse solo perché era nazista, anzi.
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#290093 Intelligenza artificiale... o vita artificiale?

Inviato da swetty in 10 maggio 2013 - 10:11

Mid, posso dire che il tuo ragionamento mi ha messo un po' i brividi? Perché in pratica hai ragione, cioè uno non ha un diritto se non è in grado di difenderlo, ma in teoria significa che alla fin fine vince sempre e solo il più forte: ossia, gli ebrei morti in campo di concentramento, visto che non potevano difenderlo, non avevano il diritto di vivere. Capisco che il tuo intento fosse un altro, però questa è la conclusione. :sss:

Quanto alla questione in oggetto, credo che bisognerebbe ribaltare il discorso. Ossia, non tanto se un eventuale intelligenza/vita artificiale abbia il diritto a sopravvivere, quanto su cosa e quanto siamo disposti a riconoscere ai generici coabitanti del pianeta (naturali o artificiali).

Pensiamo ad esempio ai soliti "lavori sporchi": minatori, badanti, ma anche portantini, operai, ecc. Da una parte, sono considerate "professioni umili", magari perché pericolose o degradanti. Dall'altra però c'è chi le fa, chi ci manda avanti la famiglia. Può sembrare anche assurdo o deviante, ma c'è anche chi le preferisce o comunque non ci si trova poi così male. Del resto, per fare un esempio, andare a stirare o pulire a casa di qualcuno per qualche ora al giorno può essere meglio che rimanere in ufficio per otto ore e dare quel tanto economicamente che consente di integrare il bilancio familiare in cambio di un lavoro meno impegnativo. Ma partiamo pure dall'ipotesi che tutti questi ne farebbero volentieri a meno.

Significa che sostituiamo persone a fare lavori sgradevoli con macchine. Una delle poche cose che so delle macchine è che non si stancano mai, ma soprattutto non si annoiano mai, e su compiti ripetitivi e semplici (un concetto che diventa sempre più complesso man mano che la tecnologia avanza :)) sono veloci, precise e infaticabili, e quando si rompono sono solo rifiuti. Siamo veramente, ma veramente sicuri di voler inserire in queste figure dei veri sentimenti, della vera vita, delle vere emozioni? Non sarebbe troppo crudele renderli consapevoli, magari farli affezionare alla macchina a fianco che potrebbe essere venduta o buttata da un momento all'altro?

D'altro canto siamo noi che le vogliamo queste emozioni: mica ci accontentiamo di una badante fredda ed efficiente, la vogliamo anche sorridente e affezionata. Non vogliamo che i bambini vengano accuditi "da una macchina", vogliamo che ci siano "dei sentimenti". Al punto che saremmo pure disposti a immaginarceli e ad attribuirli anche sapessimo che non ne possono avere. Quindi il nostro problema etico si riproporrebbe uguale: adesso ci preoccupiamo dei lavoratori umili, perché fanno lavori per cui siamo "costretti a trattarli come servi", o anche pensiamo alle condizioni degli animali con più o meno la stessa ottica.

Un giorno, ci preoccuperemo delle intelligenze racchiuse nel nostro robot di casa o in quelli delle miniere, e magari penseremo che soffrano o che abbiano diritto all'autodeterminazione. Ma sarà sempre un discorso su di noi e i nostri sensi di colpa, più che su "soggetti terzi": su quello che provano e vogliono loro (servi, animali o robot) possono parlare solo loro.

Ok, le mie radici marxiste mi sa che escono fuori nei momenti più impensabili. :sss: :facepalm:
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#289363 Un appello a tutte le donne e le ragazze

Inviato da swetty in 06 maggio 2013 - 02:34

Insomma, non vedo quale logica ci sarebbe nel trascurare la notizia così che  le donne, confortate dalle statistiche, vi si rechino sole e tranquille alle due di notte.

Ti dirò, nel lottare contro la violenza (e la passiva accettazione di cui si è parlato parecchio) io partirei dal concetto che le donne per lo più non sono amate neanche dai loro stessi genitori e quindi spesso vivono la loro vita come un regalo o persino una colpa da scontare («perché sono nata io invece che il maschio che i miei genitori volevano?»), invece che dalla sicurezza delle stazioni della metro alle due di notte. Che poi queste stazioni sono insicure anche per gli uomini, non solo per le donne, quindi ne farei una questione di ordine pubblico e non di violenza di genere.

Certo che mettere dei militari dell'Esercito a fare la ronda di notte nelle stazioni della metropolitana e nei luoghi più malfamati farebbe insorgere varie associazioni di cittadini che direbbero che siamo sotto una dittatura.

Ma ce li mettessero, nei luoghi più malfamati. Padova è una delle città in cui l'esercito è utilizzato per servizi di ordine pubblico: tante belle camionette con quattro soldati palestrati e armati fino ai denti, che per carità sono stupendi come arredamento urbano (il mio perverso animo femminile non può che apprezzare dei bei bicipiti), ma ne avessi vista una in zone dove non girerei a piedi di notte (e io ho girato parecchio a piedi da sola di notte). In bella vista davanti alla stazione, dove siamo ormai al tasso di uno in divisa per ogni civile, e neanche uno nei vicoli laterali o in zone di notorio spaccio o in altre di chiara ed evidente tratta umana. Una bella camionetta al Portello, ad impedire happy hour troppi rumorosi (perché certo dove si mettono non disturbano né la droga né la prostituzione). Certo hanno fermato noi, perché alle sette di sera sostavamo in un distributore per telefonare, ma ho il sospetto che certe macchine di grossa cilindrata che girano con individui armati non li fermino neanche se vedono le pistole come le ho viste io.

Sinceramente, li volete menare i criminali? Fatelo, sono pure disposta a soprassedere sui diritti civili. Ma non spacciamo le pagliacciate e i proclami per azioni concrete, per rientrare in tema forum, un po' più "show" e un po' meno "tell".
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#289160 Un appello a tutte le donne e le ragazze

Inviato da swetty in 05 maggio 2013 - 01:31

http://llemgam.wordp...dio-finlandese/

Avevo un sospetto, difatti, e certe ricerche me lo confermano: l'allarme femminicidio è una bufala. Io però non arrivo a conclusioni benevole come quelle dell'articolo: per me, la discussione sul "femminicidio" serve a spaventare, e a raggiungere il duplice scopo di non affrontare i problemi reali delle donne (carico di lavoro familiare e mancanza di assistenza, disparità sul lavoro, ecc.) e di ricacciare le donne nel loro ruolo di esseri deboli, indifesi e sostanzialmente inferiori. Tendenze tipiche di società in crisi, come se ne sono viste diverse nel novecento (in particolare alla fine degli anni venti).
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#288647 Giustizia non è fatta, ma che si sappia almeno

Inviato da swetty in 02 maggio 2013 - 12:29

Ho citato romanzi perché qui la tesi era che "i vittoriosi partigiani hanno taciuto sulla brutalità con cui ci si diede a vendicarsi dopo la guerra", nonché che "nessuno abbia pagato per quei fatti" e sotto sotto che tutta la resistenza fu solo una questione di regolamento di conti, che i fascisti li vediamo come "cattivi" solo perché hanno perso la guerra, e pure che i più feroci dei feroci furono i comunisti che si misero a rubare e uccidere indiscriminatamente perché tanto ormai avevano vinto, e poi si misero a nascondere i fatti.

Ora La ragazza di Bube è un romanzo del '63, da cui è stato tratto qualche anno più tardi anche un famoso film trasmesso più volte in televisione: dire che questi fatti fossero sconosciuti o si sia fatto di tutto per nasconderli è una mistificazione della realtà. Ci fu un'amnistia, è vero, ma ci furono anche le condanne: nessuna amnistia è stata necessaria per le stragi della ritirata nazista, per le marocchinate, per i gas nella guerra d'Abissinia, per il genocidio in Libia negli anni trenta, per le violenze italiane nell'occupazione dei Balcani. Eppure il numero di condanne e di anni scontati per i fatti di cui parliamo qui furono di gran lunga maggiori che in tutti gli altri casi messi insieme. Il dibattito è stato maggiore, l'impegno e il biasimo sono stati maggiori.

Meneghello nel suo libro fa chiaramente capire qual era il clima e che i "violenti" non avevano un colore politico ben definito. È un romanzo? Sì, ma è un romanzo che descrive bene la situazione ed è romanzo famoso, non un articolo specialistico su una rivista sconosciuta ai più. E anche questo è degli anni sessanta.

Ma questi sono solo due esempi. Rimanderei alla fine di questo articolo per una contestazione più dettagliata di questa "teoria della negazione" che è tutta da dimostrare.
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#288319 Giustizia non è fatta, ma che si sappia almeno

Inviato da swetty in 30 aprile 2013 - 21:16

Quello che a me stupisce è lo stupore, cioè che queste storie, almeno il quadro generale se non gli episodi specifici, non siano già note ai più. Che al termine della II guerra mondiale ci siano stati regolamenti di conti di ogni tipo, livello e atrocità, è un fatto accolto storicamente da ogni parte e a me verrebbe da dire pure biasimato da ogni parte in gioco. Di fatto, l'amnistia che seguì (ma in realtà furono ben tre amnistie, che arrivarono a coprire atti compiuti fino a quasi gli anni cinquanta, e solo la prima, la più restrittiva, fu firmata da Togliatti), queste amnistie coprirono atti di tutte le parti in gioco, che fossero fascisti, o partigiani bianchi o rossi o altrimenti colorati. Perché nessuna delle parti è innocente e tutte hanno avuto casi di questo tipo, perché alla fine è imprevedibile dove, quando e chi "sbroccherà" e si darà alla violenza gratuita e alle vendette personali (v. The Lucifer Effect).

Ne parlano, tra gli altri, Cassola ne La ragazza di Bube e Meneghello in I piccoli maestri. Ma ne parlano anche molti personaggi e testimoni della resistenza, oltre che storici di ogni estrazione. Quindi no, queste cose non sono mai state nascoste o non sapute o non condannate. Tra l'altro nel caso specifico i colpevoli furono arrestati, processati e condannati, anche se uscirono in anticipo in virtù dell'amnistia. Cosa che non si può dire, però, né degli autori delle stragi naziste (a parte alcuni casi sporadici, come Marzabotto), né degli autori delle violenze "alleate" (come quelle di cui parla Unius).

Non vorrei che passasse il messaggio sbagliato: nella guerra di resistenza, io ancora ho qualche difficoltà a vedere il fascismo come vittima e i partigiani come oppressori o vincitori che scrivono la storia slealmente. Anzi, per la precisione spesso e volentieri ho difficoltà a considerare i partigiani come vincitori: in questo la lettura di Meneghello, sul fatto per esempio che la vittoria fu esurpata a chi aveva combattuto davvero, è quella che mi sento più vicina.


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#285804 Un appello a tutte le donne e le ragazze

Inviato da swetty in 18 aprile 2013 - 13:21

Queste cose succedono perché si è persa la capacità di accettare il rifiuto. E quando viene detto "no", si stupra, si uccide, si perseguita.


Io non so se si è persa o non c'è mai stata, il fatto è che l'incapacità di accettare un "no" come risposta avvelena tutta la società, non solo in questioni così, ma proprio nella vita spicciola di tutti i giorni.

E sì, io la penso come te, che sia proprio questa incapacità a rovinare anni di conquiste civili: è inutile che parliamo di emancipazione, di denunce, di parità, quando non si educano le persone ad accettare i "no" e a capire che non sono un rifiuto personale e che per ogni "no" che si riceve ci sono almeno due strade alternative da provare per realizzare i propri obbiettivi nonostante il "no" (e spesso proprio grazie al "no" ricevuto).
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#285772 Se tuo figlio fosse gay, come reagiresti?

Inviato da swetty in 18 aprile 2013 - 10:10

Ho dovuto compilare di recente un "modulo privacy" per informazioni mediche. Viene richiesto anche chi può chiedere informazioni o fornire assistenza al paziente: si può escludere la famiglia e/o inserire le persone desiderate anche non familiari. In pratica non è più il legame biologico/legale a decidere, ma la volontà del paziente.

Sempre di recente, ho scoperto che in alcuni reparti di ginecologia del Veneto è stata sostituita la dizione "padre" con quella generica di "altro genitore" o "partner" in braccialetti, moduli da compilare, ecc. per far fronte ai casi in cui invece di un padre c'è una seconda madre (per ovvi motivi biologici non c'è il caso del doppio padre :asd:).

Insomma, qualcosa si muove anche in senso positivo. :flower:
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#285755 Orto & giardino

Inviato da swetty in 18 aprile 2013 - 07:57

:buhu: per il pesco di sabry.

Io invece credo di essere ormai sul punto di veder morire altre due piantine di basilico. Ho comprato una bustina di semi e questa volta provo ad arrangiarmi.

In compenso le altre piante sono rigogliose e crescono (ho dovuto potare l'erba cipollina prima che si trasformasse in rampicante), i tulipani sono fioriti, i garofani sbocciano e mi è pure spuntato un fiore siamese di gerbera. Per non parlare del timo che è diventato più del doppio.

Gli unici sono i gerani, tante belle foglie e fiori nisba. :sss:
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#285607 Esordienti Passivi - una carrellata di comportamenti tipici o atipici?

Inviato da swetty in 17 aprile 2013 - 13:42

Ma perché, nel resto dei corsi non è uguale? Tipo quella mia compagna di corso che mi chiese: "Ma come hai fatto a rispondere?", e che quando le ho detto: "Era scritto sul libro...", ha replicato: "Perché, bisognava leggerlo?" :sss:

Le scorciatoie piacciono e in un certo senso siamo tutti ad aspettare il principe azzurro come Cenerentola. Tuttavia, ho l'impressione che i corsi di scrittura, pur con ogni buona volontà da parte di chi li tiene, siano organizzati proprio per raccogliere persone di questo tipo, che rappresentano un introito sicuro: se uno va lì per imparare, farà un corso e basta; se uno va lì per motivi terzi, che siano la scorciatoia, passare il tempo, esibirsi o (perché no) trovare l'anima gemella, sarà cliente a vita. Del resto non capita solo nei corsi di scrittura, ma in qualsiasi altro corso "ludico", tipo quelli di cucina, di ceramica, di cucito e così via. E vogliamo parlare di certi master?
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#284841 Problema col nuovo forum

Inviato da swetty in 13 aprile 2013 - 17:33

Flash è il male. :sss:
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#284348 Problema col nuovo forum

Inviato da swetty in 11 aprile 2013 - 09:23

Sefora, quello è il login per gli autori del blog, non del forum, è tutto normale. La schermata ti viene fuori uguale perché il blog è fatto con wordpress, ma non è la stessa pagina.

Per tutti gli altri: il problema non è nel forum, ma nelle pubblicità. Disabilitate tutti i plugin e riattivateli uno per uno. Temo purtroppo che il problema siano i plugin di Java o Flash, per i quale nella loro schifiltosità c'è poco da fare, qualsiasi sia la versione che usate: con java, se usate la X avrete al 60% problemi con chi vuole la Y, e se usate la Y li avrete con chi usa la Z, e se usate la Z... ok avete capito. Con Flash, be', spero che chi l'ha inventato all'inferno lo mettano davanti a un browser dove deve centrare un'animazione flash per avere la quota d'aria e gli diano un PC senza mouse. :sss:

*sprizza odio verso java e flash da ogni poro* :asd:
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#283518 Fare il detective al giorno d'oggi (o quasi)

Inviato da swetty in 08 aprile 2013 - 14:39

Ma per fortuna che è l'informatica a essere materia oscura e incomprensibile... :asd:
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