Il sigillo di Isadora - Prologo
#1
Inviato 19 May 2012 - 09:01
Occhi azzurri fissavano il cumulo di pietre che aveva riempito la fossa al centro del pianoro. L'odore della polvere smossa le riempiva il naso e le penetrava fin dentro i polmoni. I capelli biondi ondeggiavano nella brezza del mattino. Si accostò ai piedi del cumulo. Le mascelle serrate tiravano la pelle delle guance sbiancandone il solito rossore. Le palpebre rigonfie e le labbra strette in una smorfia.
« L’opera è completa. E' la fine » sussurrò. Morte e distruzione! Cadaveri ammonticchiati su letti di ossa e membra appese ai merli della fortezza assediata. Elmi, corazze ed armi infrante a migliaia, disseminate tra le radici della foresta teatro degli scontri. Le piante e gli alberi inariditi, violentati da quella insensata follia. Strinse gli occhi scuotendo il capo per cercare di scacciare quei pensieri, l’artefice di tutta quella malvagità giaceva sepolto laggiù.
« E’ tempo di andare, Isadora! Il nostro lavoro qui è terminato » disse una voce alle spalle. Isadora continuò a guardare il tumulo.
Una lacrima scese dall’occhio sinistro e tracciò una scia umida. La goccia si staccò dal viso. Precipitò. Affondò nel terreno e produsse un tonfo che echeggiò tra le valli.
Silenzio.
Si udì un rombo e un terremoto eruppe dalle viscere della terra. Scosse i corpi senza vita nel terrapieno. Gli alberi secchi ondeggiarono perdendo pezzi. Profondi squarci si aprirono nel terreno.
Silenzio.
Nel punto in cui s’insabbiò la lacrima sbocciò un germoglio.
Il germoglio s’ingrandì fino a diventare una pianta. Il tronco crebbe e s’irrobustì. Radici nodose proruppero dal terreno avvinghiando il cumulo di terra e tutto ciò che esso custodiva. L’albero appena nato svettò incontrastato sulle piante più alte del bosco come un gigante tra i nani.
Isadora lo ammirò. Le foglie ondeggiavano al vento. Appoggiò la mano sulla corteccia assaporandone la rugosità. « Eccomi! » si voltò, tirò un sospiro e accennò un sorriso.
KK
#2
Inviato 19 May 2012 - 12:36
Naturalmente essendo un prologo non posso esprimere pareri più complessi, ma ti posso dire che mi hai incuriosito, il che è un bene, contando le poche righe.
Due pulci:
È non E'[color=#282828] E' la fine[/color]
d eufonica sbagliata[color=#282828]corazze ed armi[/color]
ripetizione facilmente evitabile[color=#282828]la lacrima sbocciò un germoglio. [/color][color=#282828]Il germoglio s’ingrandì[/color]
Per gusti miei personali, quindi puoi bellamente ignorarmi
Così, buttata in mezzo alla narrazione, questo che sembra un motto, un "fuoco e fiamme" alla "Il corvo" per intenderci, non mi piace molto. Come la scelta di usare un punto esclamativo.[color=#282828]Morte e distruzione![/color]
ammonticchiati non m piace. Toglie lirismo al periodo, sembra gergale.[color=#282828]Cadaveri ammonticchiati[/color]
Attendo il seguito, a rileggerti.
#3
Inviato 19 May 2012 - 16:14
Il prologo è proprio un assaggino ino ino... però volevo regalargli un post tutto suo. Come ho già avuto modo di sottolineare in altri forum è intenzionalmente piccolo e totalmente distante come luogo e tempo dalla storia che andrò a narrare che il lettore tenderà a dimenticarsene salvo poi ritornarci molto più in la a romanzo inoltrato quando la vicenda comincia ad assumere il suo significato.
Riguardo ai commenti concordo al cento percento e ne terrò sicuramente conto per la stesura finale.
Sono contento che lo stile ti sia piaciuto e spero che proseguirai la lettura.
KK
#4
Inviato 22 May 2012 - 13:38
Le palpebre rigonfie e le labbra strette in una smorfia. (non mi piace molto questa espressione. Soprattutto palpebre rigonfie. Poi capisco che l'assenza del verbo sia voluta e renda la frase più ricercata, ma in relazione alle frasi precedenti la trovo poco in armonia)
« L’opera è completa. E' la fine » sussurrò. Morte e distruzione! (non mi piace questa espressione. E' come se tu stessi anticipando ciò che racconterai, ma ritengo che sarebbe un'espressione più adatta a un dialogo durante una battaglia che al narratore) Cadaveri ammonticchiati su letti di ossa e membra appese ai merli della fortezza assediata. Elmi, corazze e(d, niente d) armi infrante (secondo me qui sarebbe più corretto infranti, perché elmi è maschile e fa parte del gruppo) a migliaia, disseminate(i) tra le radici della foresta teatro degli scontri.
« (niente spazio tra la virgoletta e la maiuscola)E’ tempo di andare, Isadora! Il nostro lavoro qui è terminato(idem a prima) » disse una voce alle (sue) spalle.
Si udì un rombo e un terremoto eruppe dalle viscere della terra. Scosse i corpi senza vita nel (sul) terrapieno. Gli alberi secchi ondeggiarono perdendo pezzi. Profondi squarci si aprirono nel terreno.
Silenzio.
Nel punto in cui s’insabbiò (secondo me questo verbo non è corretto. Stai parlando di un terrapieno, quindi non certo terreno sabbioso, per cui ritengo che questo verbo non sia adatto al contesto) la lacrima sbocciò un germoglio.
Il germoglio s’ingrandì (crebbe) fino a diventare una pianta. Il tronco (crebbe e, lo toglierie e lascerei semplicemente si irrobustì sempre più) s’irrobustì.
Allora. Ho trovato questo prologo "eccessivo". Nel senso che è "troppo". Condensi in uno spazio molto breve descrizioni articolate, in certi punti anche molto belle, ma che perdono questa bellezza perché non trovano un respiro adeguato. Mi spiego: se io metto tante espressioni intense, ma non dò a ciascuna di esse il giusto spazio, il lettore non riesce ad apprezzarle e anzi trova pesante la lettura, perché diventano un susseguirsi, perdono la loro intensità.
Il mio consiglio è questo: se lo lasci di questa lunghezza, sfoltiscilo e rendilo più fluido, più leggero; altrimenti articolalo maggiormente e dai il giusto respiro al testo.
#5
Inviato 22 May 2012 - 18:50
Concordo pienamente con le tue osservazioni.
Morte e distruzione!
Da eliminare assolutamente... me l'aveva fatto notare anche Tiferet
Troverò un alternativa a palpebre rigonfie. E' vero non mostra esattamente ciò che volevo mostrare.
Lascio però armi infrante perchè armi infranti mi suona male (ma capisco l'obbiezione) vorrà dire che elmi e corazze sono ancora intere, o tolgo elmi
Grazie mille anche per il commento finale.
#6
Inviato 23 May 2012 - 09:11
Secondo me questo è un errore
Elmi, corazze ed armi infrante a migliaia
perché tu hai un sostantivo maschile e due sostantivi femminili, e quindi non puoi usare infrante, sarebbe più corretto infranti che tiene conto della presenza sia del maschile che del femminile, a meno che non elimini elmi e risolvi il problema :-)
#7
Inviato 23 May 2012 - 18:06
o tolgo elmi
#8
Inviato 29 May 2012 - 19:01
Mi intriga molto, spero presto di veder pubblicata la continuazione!
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