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[MIBQ] Il tempo fugge


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10 risposte a questa discussione

#1 Tinucci

Tinucci

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  • ProvenienzaCi sono notti che non accadono mai (A.Merini)

Inviato 27 aprile 2012 - 12:51

Racconto originale: http://www.writersdr...na/#entry171867

Premessa: devo confessare una cosa. Io questo racconto non l’avevo mica capito. Ho pregato segretamente che NON mi venisse assegnato proprio questo. NON sono stata esaudita. L’ho riletto parecchie volte e alla fine mi sono fatta una mia idea, che spero abbia qualcosa a che fare con quello che l’autrice voleva comunicare. Fatto questo, ho dovuto riscrivere. Chiedo perciò particolarmente scusa ad Anja, e anche ai lettori, per quello che ne sarà venuto fuori.

Sono poco più di 8000 caratteri, ho pensato che non era il caso per un centinaio di battute di dividere il testo in due parti. Se ho sbagliato fatemelo sapere…

Il tempo fugge


Tempus fugit, non autem memoria

C’è un ragazzo, si chiama Marco. È grassoccio, jeans sformati e maglioncino blu. Ha i capelli biondi, ma non proprio biondi, e gli occhi scuri, ma non proprio neri. Marco stasera (è Halloween) deve uscire con una ragazza ed è molto agitato, perché lui con le ragazze non ci sa mica fare. Riesce a strappare qualche appuntamento, ma alla fine della serata nove volte su dieci lei dice: “Sei tanto caro, ti voglio bene, non voglio perdere la tua amicizia, ci tengo troppo a te” e di sesso non se ne parla. Una volta su dieci va bene, o va almeno così così, e in ragione di questa flebile speranza Marco è agitato. Va dal fiorista, compra un mazzo di fiori gialli per la ragazza di stasera. Però forse i fiori non dovrebbero essere gialli, ma rossi. Però, a ben vedere, i problemi di Marco con le donne non sono il grasso, i capelli, la timidezza o la sfiga. I problemi di Marco con le donne si chiamano Donna, con la D maiuscola. Perché Marco ama Donna da quando giocavano insieme all’asilo, e Donna non ama Marco. Però è tanto caro, gli vuole bene, ci tiene tantissimo alla sua amicizia. E intanto sta con Manuel.
Ubi fumus, ibi ignis
C’è Donna, che è una ragazza bellissima e si sta vestendo per uscire stasera col suo ragazzo. Molto alta, un po’ troppo magra, se esistesse per le ragazze una cosa come essere troppo magre, capelli neri lunghi e spettinati, occhi impenetrabili, pelle diafana. Porta solo roba nera e stracciata, che addosso a lei diventa sexy. Ha il vizio di superare tutti i limiti, e di volere solo quello che non può avere o che le fa male. Manuel è perfetto, in questo. È bellissimo, oscuro, maledetto. E le fa male, molto male. Donna piange e gode. Nasconde i lividi e poi in segreto li accarezza. Non pensa al pericolo, non ci pensa nemmeno a lasciarlo. Lo ama nell’unico modo in cui lei sa amare.
Quad nesciunt eos non interficiet
Ci sono anche il Tempo e la Signora Nera che si stanno preparando per la festa di stasera. Ma loro non hanno bisogno di mascherarsi.
“Dunque che programmi hai, per stanotte?” chiede lui muovendosi lento e leggero.
Lei sorride sfuggente: “Ho un piano, ma riguarda anche te.”
“Sai che preferisco che le cose vadano come devono andare…”
“È appunto di questo che si tratta.”
“Non capisco. Odio i tuoi indovinelli, mi affaticano inutilmente. Parla chiaro, per una volta.”
“Guardi la vita scorrere da un’eternità, e ancora non sai che per far andare le cose come devono andare ci vuole spesso un po’ di sforzo da parte di qualcuno che vede tutto il disegno. Qualcuno come noi, intendo, consapevole dei legami nascosti e dei destini. Senza una piccola spinta nella giusta direzione, la maggior parte degli eventi si snoda a caso, senza alcuna precisione e bellezza.
Non vorrai che le esistenze di tre persone si perdano così, nel vuoto?”
“Ah, dunque sono tre, le persone. E tu ne prenderai una, immagino.”
“Solo il mio giusto compenso per la felicità che ho reso alle altre due. Non chiedo mai troppo, mi conosci.”
“A volte dovresti imparare il pudore del silenzio. Ma va bene, sì, anche per stanotte faremo come vuoi. Raccontami queste storie sbagliate, e andiamo a ridare loro una forma tollerabile, a dispetto del caos.” E così dicendo il Tempo si infila sulla testa una tuba nera, si fa scivolare attorno al collo una sciarpa bianca di seta e dà il braccio alla Nera signora, mentre la accompagna verso la porta.
Parva scintilla saepe magnam flamam excitat
Ci sono Donna e Manuel in un locale pieno di gente mascherata e di musica incalzante e di corpi in movimento illuminati ritmicamente. Al bar incontrano per caso Marco, che è lì un po’ sperduto per far contenta la ragazza che accompagna e che ha già capito che la serata non finirà bene, e nemmeno così così, probabilmente. Marco, che è già un po’ ubriaco, guarda Donna come se fosse un’apparizione, un miracolo immeritato. Donna è sinceramente contenta di vederlo e stop. Lo presenta a Manuel, chiacchierano un po’ e poi ognuno torna alla sua serata. Non è successo niente, ma di quel niente che cambia la vita.
A Marco viene quasi da piangere, a vedere Donna trascinata via da Manuel, via dalla sua notte e dal suo sogno. A Donna viene quasi da piangere, a sentire la mano di Manuel che le stringe il braccio fino a farle male, e sa che questo è solo l’inizio.
Ha sbagliato forse qualcosa, o forse sono stati gli occhi innamorati di Marco ad irritare Manuel. O forse avrà motivi suoi, da non indagare. Donna ha paura, perché lo conosce e sa che questo è solo l’inizio.
Qui non est hodie cras minus aptus erit
Marco ha bevuto troppo, e continua a bere da solo al bar. La ragazza ha incontrato qualcuno che le interessa di più e con cui probabilmente tornerà a casa. Donna è scomparsa in mezzo alla folla.
Un uomo dall’età indefinibile, pallidissimo, vestito di nero e con una tuba in testa si siede sullo sgabello vicino, e gli tocca lievemente il braccio per attirare la sua attenzione: “Cosa aspetti? Seguila, se la ami…”
Marco non capisce bene, pensa che siano chiacchiere da ubriaco.
“Donna, si chiama, vero?”
Marco si riprende a stento dalla sorpresa e solo dopo qualche lungo minuto riesce a rispondere:
“Che ne sai tu di Donna? Chi sei?”
“Mi conosci bene, tutti mi conoscono bene. È solo che spesso non fate attenzione… Parlo di Donna, l’unica che hai mai amato, e l’unica che in certo modo potresti rendere felice. Ma non sei mai stato capace di dirle una parola sensata. E ora te la fai portar via sotto il naso da quell’assassino.”
“Come… Come sai? Quale assassino?” balbetta Marco, e sa di aver bevuto troppo per poter stabilire chi sta davvero delirando, in quella conversazione.
“Corri fuori, invece di stare qui a fare domande. Magari sei ancora in tempo a salvarle la vita… E non dimenticare questa, ti sarà utile” aggiunge il tipo allungandogli sotto banco una bottiglia rotta e tagliente.
L’uomo lo solleva quasi di peso, e lo sospinge attraverso la folla, le luci, le percussioni assordanti verso l’uscita. Marco non sa se correre fuori o provare a opporre resistenza. Nel dubbio si lascia trascinare dall’uomo nel parcheggio davanti alla discoteca.
Quam terribilis est haec hora
Donna e Manuel sono chiusi in macchina. Lui urla, la scuote, la colpisce sul viso e sul corpo con una violenza bestiale, ancora più spaventosa e incontrollabile di quella che già molte altre volte ha sfogato su Donna, per motivi insulsi o misteriosi. Donna piange, si lamenta, cerca di ripararsi dai colpi con le mani. Poi confusamente capisce che questa volta potrebbe essere l’ultima, che Manuel non si fermerà dopo a consolarla e a baciarle le ferite chiedendole scusa. Stasera la ucciderà davvero. Donna prova a uscire dall’auto, a scappare, ma Manuel la trattiene e le chiude le mani intorno al collo, ancora più inferocito.
In quel momento la portiera si apre e compare Marco con gli occhi infiammati di rabbia che urla come un pazzo a Manuel di fermarsi, di lasciarla stare e intanto lo colpisce al viso, alla gola, agli occhi, alle braccia con il vetro tagliente della bottiglia.
Manuel è preso alla sprovvista e si ferma un attimo per lo stupore, poi è troppo tardi: è già coperto di sangue, non vede, non sente più nulla. L’ultimo fiotto gorgoglia insieme al suo ultimo tentativo di parlare, e investe anche Marco che solo a quel contatto si rende conto di quello che ha fatto, e si ferma inorridito.
Tempus neminem manet
Dietro di lui l’uomo con la tuba lo trattiene e gli impedisce di fuggire. Intanto gli sussurra:
“Guardala ora. Le hai salvato la vita e lei lo sa. Guardala ora se vuoi vedere lo sguardo di una donna innamorata.”
Marco gira lo sguardo dal corpo di Manuel a Donna, rannicchiata e tremante sull’altro sedile. E si accorge, mio Dio, che quello che dice l’uomo pallido è vero: per la prima volta in tutta una vita Donna lo vede davvero e lo ama. Fuori di sé Marco gira attorno alla macchina e va da Donna, apre la portiera. L’uomo, sempre dietro le sue spalle, lo spinge verso di lei e continua a sussurrare: “Avanti, baciala ora, e diglielo. Non hai molto tempo e, te lo assicuro, non avrai un’altra occasione.”
Marco fa esattamente quello che l’uomo gli suggerisce.
Dall’altra parte una signora Nera si china a baciare le labbra insanguinate di Manuel, poi si rialza, guarda l’uomo con la tuba e oscuramente sorride.

Messaggio modificato da swetty, 09 agosto 2012 - 07:24
Sistemato il font.

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#2 Tinucci

Tinucci

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  • ProvenienzaCi sono notti che non accadono mai (A.Merini)

Inviato 27 aprile 2012 - 12:55

Trasportando il mio file qua sul forum non sono riuscita a formattare il testo in modo decente (è la seconda volta che mi capita qui su WD). Se qualcuno può farlo, per favore ingrandisca un po' i caratteri e sistemi gli spazi che sono messi un po' alla comevieneviene. E magari mi spieghi cosa sbaglio. Se invece non si può cambiare, chiedo scusa a chi leggerà e procuratevi una lente di ingrandimento :asd:
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#3 Sh@de

Sh@de

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  • ProvenienzaPagan Land

Inviato 27 aprile 2012 - 17:22

Beh, che dire, questo racconto scorre così bene, senza una pausa ed è scritto divinamente... Penso proprio che sia un gran bel racconto... I dialoghi poi sono bellissimi, quelli tra Morte e Tempo in particolare! (meriteresti tre punti esclamativi :) )
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#4 DaniViky

DaniViky

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  • Provenienzala terra di Virgilio

Inviato 27 aprile 2012 - 19:01

Lo devo proprio dire: è bellissimo! Ora provo ad articolare il bellissimo.
L'idea è pazzesca, deve essere stato bellissimo il flash che ti è arrivato per scrivere una trama così.
Scorre? Lo bevi. Mi ha emozionata, mi ha fato riflettere, mi ha fatto pensare e mi ha fatto sorridere amaramente.
Scritto con un lessico e linguaggio perfetto.
Le frasi in latino una assoluta chicca!
Non li posso mettere ma scrivere sì: tre punti esclamativi!
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#5 Tinucci

Tinucci

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Inviato 28 aprile 2012 - 19:53

Grazie, :lsd: mi imbarazzate. Spero che anche Anja passi di qui a dirmi che ne pensa, sto un po' in ansia : Rolleyes :
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#6 enoch

enoch

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Inviato 28 aprile 2012 - 19:57

Non starci in ansia Tinucci, hai scritto un bellissimo racconto.
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#7 Luna

Luna

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Inviato 28 aprile 2012 - 21:05

Credo che questa sia la versione romanzata del racconto di Anja (un po' più criptico) ^^ Belli i dialoghi fra il Tempo e la Morte, azzeccatissimi :) Non ti preoccupare, hai fatto una bella prova ^^
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#8 Anja

Anja

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  • ProvenienzaUn po' di qua, un po' di là.

Inviato 28 aprile 2012 - 23:07

Allora, finalmente, riesco a postare un commento. Devo dire che quando ho letto delle tue preoccupazioni e che abbia pregato che non ti capitasse il mio racconto... diciamo che la mia faccia e' stata tipo questa :( Il fatto che tu dica di non averlo capito e' evidentemente un mio limite, dovuto al tempo a disposizione, ai caratteri e soprattutto al mio modo di scrivere... Quindi, in cio' che riveli all'inizio mi dai sicuramente un motivo valido per rendere meno criptico ciò che scrivo, e di questo ti ringrazio. Poi, mentre leggevo la tua interpretazione il mio viso e' ritornato così :) perché' hai fatto davvero un gran bel lavoro.
Se devo essere sincera, l'unica cosa che non mi e' piaciuta e' quel "Donna piange e gode". La mia idea era quella di descrivere una ragazza come tante che inciampa in un violento e non sa come liberasene. Quindi, la poveraccia non godeva affatto nell'essere scambiata in un sacco da box. Hai, invece, saputo inserire Tempo e signora Nera così come avrei voluto fare io avendo più' caratteri a disposizione.
In definitiva... Sono felice che il mio racconto sia capitato proprio a te: avrai sudato anche sette camicie quando l'hai scoperto ma alla fine hai realizzato una bellissima prova! ;)
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#9 Luna

Luna

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Inviato 28 aprile 2012 - 23:53

Quoto Anja su quella frase "Donna piange e gode", ho trovato anche io che fosse adeguata alla situazione che mi ero immaginata.
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#10 Tinucci

Tinucci

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Inviato 29 aprile 2012 - 07:56

Ciao Anja, sono contenta che sei passata di qua! Volevo chiarire che mi spaventava riscrivere il tuo racconto solo perchè non l'avevo capito, alla prima lettura. Ma ammetto che forse non avevo letto con sufficiente attenzione, perchè se questa rielaborazione ti è piaciuta, vuol dire che rileggendo e applicandomi alla fine ci sono arrivata ;)
Per quanto riguarda il personaggio di Donna, è vero che nell'originale questo aspetto "masochista" non c'era o non era evidente, ma l'ho un po' psicoanalizzata e l'ho portato alla luce: spesso nelle vittime c'è questa fragilità, che le porta a innamorarsi proprio di persone che le fanno soffrire, per cui, all'inizio, ci sta che questo dolore alimenti (per assurdo) il loro amore. Diverso quando diventano consapevoli che quella è violenza, non amore, ma allora di solito cercano di scappare, anche se non sempre è facile.
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#11 swetty

swetty

    Tigre Sbadigliona

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Inviato 09 agosto 2012 - 07:24

Sul discorso "piange e gode", toglierei il secondo perché è troppo esplicito e si capisce già bene qual è la psicologia di Donna.

L'unico altro appunto è che non è chiaro chi parla nel dialogo iniziale tra Morte e Tempo.

Buon lavoro. :)
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