Lo chiedo perchè credo che in generale sia semplice sentirsi intensamente felici, ma lo sia molto meno cercare di sentirsi meno intensamente infelici. Supponendo che una persona non riesca a scindere, cosa scegliereste voi tra il vivere intensamente tutto e prendere le distanze da tutto?
Meglio emozioni intense o prendere le distanze?
#1
Inviato 02 March 2012 - 17:19
Lo chiedo perchè credo che in generale sia semplice sentirsi intensamente felici, ma lo sia molto meno cercare di sentirsi meno intensamente infelici. Supponendo che una persona non riesca a scindere, cosa scegliereste voi tra il vivere intensamente tutto e prendere le distanze da tutto?
#2
Inviato 02 March 2012 - 17:26
Per favore, puoi spiegarmi questa tua convinzione?credo che in generale sia semplice sentirsi intensamente felici
#3
Inviato 02 March 2012 - 17:28
#4
Inviato 02 March 2012 - 17:32
#6
Inviato 02 March 2012 - 17:47
mi viene abbastanza spontaneo risponderti "ma anche no", insomma non è sempre così semplice abbandonarsi alla felicità, anzi molto spesso trovo che possa essere anche difficile (per mille diversi motivi, non sempre validi). Un'altra componente da non sottovalutare è la natura dell'individuo, ad esempio io difficilmente vivo l'emozioni intensamente, per indole tendo a rimanerne il più distaccato possibile.Volevo dire che se ad una persona capita di essere felice per qualcosa, è molto semplice abbandonarsi a questa emozione, quindi viverla intensamente - e mi pare normale che questa persona tenti di trattenerla più a lungo possibile.
#8
Inviato 02 March 2012 - 17:59
direi di sìdistaccato da tutte le emozioni? belle e brutte?
#9
Inviato 02 March 2012 - 18:35
Messaggio modificato da anja il 02 March 2012 - 18:36
#10
Inviato 02 March 2012 - 18:46
#11
Inviato 02 March 2012 - 18:52
#12
Inviato 02 March 2012 - 18:58
#13
Inviato 02 March 2012 - 19:05
Non mi piace abbandonarmi alle emozioni e non mi piace il distacco.
Se proprio sono obbligato a scegliere, preferirei il distacco, perché ho sempre vissuto l'abbandono alle emozioni (parziale, non mi sono mai lasciato andare del tutto in vita mia, così come non sono mai riuscito a essere distaccato) come una forma di debolezza personale.
#14
Inviato 02 March 2012 - 19:11
#15
Inviato 02 March 2012 - 19:25
Ma in generale, distaccarsi non porta anche una sorta di perdita? Nel senso: se ho l'occasione di vivermi fino in fondo una bella emozione, se decido di arginarla non mi perdo qualcosa? D'altronde, si sa, c'è anche il lato negativo: essere incapaci (come me) di controllare più di tanto le emozioni (non sono una squilibrata, ahah - non ancora almeno
) significa anche viversi quelle brutte peggio del necessario. Pulsioni, pulsioni...
Distaccarsi dalle proprie emozioni porta alla malattia, ma è una forma di difesa. Che poi è quello che hai scritto anche tu.
Comunque non è vero che chi si abbandona alle emozioni non riesce a controllarle, anzi, per uno di quei paradossi a cui la mente umana ci porta, è vero il contrario. Le emozioni non si possono controllare e se uno cerca di farlo si ribellano e si ritorcono contro chi cerca di controllarle.
Poi fin qui è la teoria, in pratica io tendo a reprimerle. E soprattutto quelle positive, per lo più: ho sempre paura che a mostrarmi felice chi è intorno ne sia invidioso e ne soffra. Per cui magari io sono felicissima, ma me lo tengo per me (per questo tendo ad apparire "lagnosa").
#16
Inviato 02 March 2012 - 19:43
#17
Inviato 02 March 2012 - 19:58
Non si tratta di piangere... io intendo tutte le emozioni.@Jack Shark: perchè "debolezza personale"? Certo, se uno si lascia andare al pianto ogni 3 minuti posso capire
ma saper vivere le emozioni in modo intenso non porta anche ricchezza? Così, per curiosità!
Porta ricchezza? Dipende... (per es. per un giocatore di poker è il contrario
Battute a parte, il concetto della ricchezza attraverso l'intensità delle emozioni è un elemento estremamente soggettivo.
Quella che per 100 persone può essere ricchezza, per altre 10 può non esserlo.
Quello che è certo è che, nel momento in cui ci si abbandona alle emozioni, inevitabilmente si deve cedere una parte del controllo. E la mancanza di controllo per me è una debolezza.
#18
Guest_Neraluna_*
Inviato 03 March 2012 - 09:16
Però non saprei dirti se è meglio in un senso o nell'altro, ci sono pro e contro. Anch'io sono per le vie di mezzo.
#19
Inviato 03 March 2012 - 14:07
Adesso sto cercando di cambiare (detto così, sembra un po' una frase da circolo di alcolisti anonimi
#20
Inviato 03 March 2012 - 15:22
Ahahah!! ^________^ Anche io credo sia necessario un mix volto all'equilibrio, però penso anche che non sia facile arrivarci. Comunque non credo sia un fatto negativo che le emozioni vissute in modo totalizzante, come dici tu, si riflettano anche nel modo di scrivere. Insomma, ogni scrittore attinge anche a quelle, è inevitabile. Io non ci vedo niente di male.Un mio amico l'anno scorso mi aveva definita "un personaggio da Cime tempestose" per la mia incapacità di controllare le emozioni e soprattutto i sentimenti. Che fossero belli o brutti, di felicità e di tristezza, vivevo in maniera totalizzante. E questo mio modo di vivere si rifletteva in maniera prepotente nella mia scrittura.
Adesso sto cercando di cambiare (detto così, sembra un po' una frase da circolo di alcolisti anonimi), cioè di trovare un certo equilibrio. Una posizione intermedia tra intensità e apatia credo sia necessaria a vivere bene (e inoltre, in questo modo, i miei testi non somigliano più così tanto agli sfoghi di un'adolescente).
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