Commento: http://www.writersdr...ta-prima-parte/
Un anno dopo, straziato da quelle melodie senza fine, il Dio del Fiume allungò infine le sue braccia di spuma fino alla cima della rupe. Quando Le parlò, la Madre cantò di un pianto. Perché già sapeva cosa sarebbe accaduto. Eppure, si lasciò trascinare dal Dio nelle profondità del fiume - incatenata nel silenzio, tormentata dalle bolle, circondata dalle alghe.
Gli Umani credono ancora adesso che la Madre volesse maledirli e ucciderli. Per questo hanno tentato di giustificare la Sua sparizione con il suicidio o grazie all’intervento benevolo del Reno; o ancora attribuendo a valorosi guerrieri la morte dell’incantatrice, del mostro del fiume. No, non fu ad opera loro: il Dio del Reno la volle per sé, certo che le bellezze delle correnti Le avrebbero presto fatto dimenticare il dolore per un amore impossibile.
Così non fu. Quando la barca del giovane di Rheinfels solcò finalmente il Reno, una sera Lorelei fuggì dalla Sua prigione liquida per emergere sul pelo dell’acqua, e cantò. Più che un canto, la Sua fu una supplica. Ma il giovane La derise, rifiutando ancora il Suo amore e chiamandoLa abominio, mostro, sirena. Era vero: ormai la Madre non era che una donna per metà: busto di fanciulla e lunga coda di pesce. Dunque, di fronte all’ennesimo rifiuto, Lorelei si arrampicò sull’imbarcazione con le braccia bianche e gridò: un urlo alto e lugubre come un ululato, che rimbombò sulle sponde del Reno con tale impeto da far cadere le foglie, nascondere i pesci.
Tutti caddero in acqua. Quando la Madre individuò il giovane di Rheinfels, nuotò per raggiungerlo e portarlo con sé, nelle profondità del Suo trono di roccia. Ma il Dio del fiume fu geloso di Lei e glielo portò via, abbandonandolo sulle sponde, e La imprigionò ancora nelle profondità dei suoi domini.
Ecco perché noi, le Figlie, dobbiamo cercare. Io sono la Prima: quella che la Madre abbandonò nell’acqua. Dopo di me, grazie al Suo eterno dolore, ne sono nate molte altre: da piccoli pesci variopinti sono cresciute come ragazze dalla lunga coda squamosa. Da centinaia di anni siamo in grado di abbandonare le acque del Reno – di notte, solo di notte – per tramutarci in donne bianche, dagli occhi viola e dai cuori spenti.
Lui è rinato, la Madre lo sa. La sua anima vive dentro un altro corpo di uomo. Noi dobbiamo scoprire dove si trova. Lo riconosceremo dalla fragranza: una colpa del genere non si lava via con la semplice morte.
*** *** ***
Nuoto nell’oscurità per trovare la corrente giusta: il Passaggio non è lontano.
Ho raggiunto velocemente l’oceano Nord Atlantico: ghiacciato, impietoso, silente. La mia velocità è soprannaturale, come lo sono i miei sensi. Nell’acqua non esiste sofferenza: persino io sento una libertà che non mi appartiene; sento che potrei varcare i confini di questo mondo attraverso una goccia, o vivere grazie alla sola pioggia. D’improvviso mi immagino seduta su una piccola roccia, con le braccia strette alla coda, sotto lo scroscio di luce che gli Umani chiamano sole, ad attendere il mio amore lontano.
La Madre continua a chiamarmi; sento la Sua voce farsi sempre più nitida, riportandomi alla realtà dell’acqua gelida e dell’oceano buio. Le Sorelle stanno tornando come me, sento anche questo; dai fiumi, dagli oceani, dalle sorgenti, dalle lande ghiacciate, dai caldi mari del sud. Nuotano, ridendo scioccamente dei pasti che sono riuscite a strappare alla notte: uomini e donne e cuccioli pieni di scuro, vischioso dolore. Allora sorrido appena, le bollicine che sfuggono dalle mie labbra dischiuse: la Madre si fortifica attraverso di noi, ma nessuna ancora ha trovato ciò che Lei brama. Io ho nuotato in tutte le acque del mondo, eppure sento di aver fallito. Temo la Sua ira, come ogni notte. Ma non posso far altro che tornare al Reno, in quella terra piena di verde e di morte, prima che sorga la luce.
All’improvviso, mentre nuoto, una corrente gelida mi stringe la gola come un laccio.
Ecco.
Il Velo è una trama che si assottiglia man mano che riduco la distanza. E il Passaggio è una grossa bocca che succhia il mare stesso; non posso nulla contro quella forza, adesso è impossibile persino pensare. Così chiudo gli occhi e smetto di nuotare, lasciandomi trascinare verso quella scura cavità ai lati della quale l’acqua stessa pare scostarsi. Comincio a volteggiare su me stessa lasciando che i capelli blu mi danzino attorno e si stringano sulla mia gola. Ecco, lo squisito dolore del ritorno: la bocca d’acqua mi succhia con forza al suo interno e come ogni volta mi pare che le squame stiano per staccarsi, le braccia che stiano per spezzarsi sotto gli schiaffi spumosi; la bocca contrarsi, la testa svuotarsi.
Poi, un boato mi invade le orecchie e mi lascio sfuggire un grido, basso e breve, a denti stretti. Gli occhi paiono trafitti da aghi; la gola è carne inutile, gonfia, strozzata. Il cuore pompa nel mio petto e piango, le lacrime che si perdono in quelle piante dalla Madre secoli prima. Sono qui, sono tornata.
Lorelei - Donne d'acqua e d'ombra - Capitolo 1*Acqua - parte 2
Iniziato da D'akleen, Jan 27 2012 14:23
3 risposte a questa discussione
#1
Inviato 27 January 2012 - 14:23
#2
Inviato 27 January 2012 - 15:30
Segnalo refuso: "Era vero: ormai la Madre non era che una donna per metà: busto di fanciulla e lunga coda di pesce." Dovrebbe essere così:
"Era vero, ormai la Madre non era che una donna per metà: busto di fanciulla e lunga coda di pesce".
Scusate!
"Era vero, ormai la Madre non era che una donna per metà: busto di fanciulla e lunga coda di pesce".
Scusate!
#3
Inviato 30 January 2012 - 15:14
Premettendo subito che non sono un fan del fantasy (si, mi rendo conto di essere una mosca bianca) ho trovato questo scritto veramente ben fatto. Non è facile immedesimarsi in un personaggio immaginifico come una sirena, ma la tua narrazione sapientemente curata riesce a contenere immagini simboliche e metafore preziose e allo stesso tempo creare empatia per l'io narrante.
Lo stile è alto e ha rimandi classicheggianti, ma non distoglie l'attenzione del lettore sull'intreccio della trama, che risulta godibile e abbastanza credibile. Non so se ti sei riferita a qualche antica storia sulle sirene o sei partita solamente da questa figura mitica, comunque l'intreccio mi riporta alla mente il sapore di antiche fiabe e leggende ascoltate tanti anni fa.
Dal punto di vista grammaticale e lessicale non posso che rinnovarti i miei complimenti, sopratutto per la continuità, non si notano cali di tono o attimi di empasse, è tutto ben strutturato.
Quindi la valutazione finale è ben positiva,se uno scritto di genere riesce ad appassionare anche chi non ama particolarmente tal genere possiede senz'altro delle qualità.
Non credo che poi alla fine i nostri stili di scrittura siano cosi agli antipodi, anche in te noto una passione per gli ossimori( squisito dolore, cuori spenti) e per un linguaggio che resti vivo e vivido; senz'altro lo sono i nostri soggetti e le nostre trame.
Lo stile è alto e ha rimandi classicheggianti, ma non distoglie l'attenzione del lettore sull'intreccio della trama, che risulta godibile e abbastanza credibile. Non so se ti sei riferita a qualche antica storia sulle sirene o sei partita solamente da questa figura mitica, comunque l'intreccio mi riporta alla mente il sapore di antiche fiabe e leggende ascoltate tanti anni fa.
Dal punto di vista grammaticale e lessicale non posso che rinnovarti i miei complimenti, sopratutto per la continuità, non si notano cali di tono o attimi di empasse, è tutto ben strutturato.
Quindi la valutazione finale è ben positiva,se uno scritto di genere riesce ad appassionare anche chi non ama particolarmente tal genere possiede senz'altro delle qualità.
Non credo che poi alla fine i nostri stili di scrittura siano cosi agli antipodi, anche in te noto una passione per gli ossimori( squisito dolore, cuori spenti) e per un linguaggio che resti vivo e vivido; senz'altro lo sono i nostri soggetti e le nostre trame.
#4
Inviato 30 January 2012 - 16:16
Che dire... grazie!
Mi fa tantissimo piacere che tu abbia trovato interessante il mio lavoro! Significa molto per me. Alla prossima!
Mi fa tantissimo piacere che tu abbia trovato interessante il mio lavoro! Significa molto per me. Alla prossima!
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