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swetty

L'altra faccia della fantascienza

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Approfitto di nuovo di Google, che oggi celebra la prima pubblicazione di Stanisław Lem, per aprire una discussione su un illustre sconosciuto della letteratura, ossia la fantascienza oltre la cortina di ferro.

In generale la letteratura fantastica non era ben vista dai regimi comunisti, improntati al realismo socialista, fenomeno anche noto con la locuzione più soft di impegno sociale dell'intellettuale, che doveva dedicarsi a celebrare la classe operaia e il suo riscatto.

I due più fortunati scrittori di fantascienza furono in un certo senso protetti dal loro pubblico, e sono per l'appunto Lem e Alexej Tolstoj (parente alla lontana del più famoso Lev). Quest'ultimo era così famoso che poteva permettersi di sbeffeggiare (non in pubblico ovviamente) persino i gerarchi.

L'altro autore a cui sono devota è Zamjatin: mi risulta che Noi (che ispirò poi 1984 di Orwell) sia l'unico libro che riesce a criticare contemporaneamente capitalismo e comunismo, ossia tutta l'evoluzione novecentesca della produzione di massa, indipendentemente dal colore politico.

Per quel poco che ho potuto scoprire, so che c'è anche una buona produzione yugoslava (la Yugoslavia era un centro di cultura di prima grandezza prima di quella dannata guerra).

Una curiosità: Majakovkij ha scritto un breve poema ambientato negli anni sessanta del novecento (lui scriveva negli anni venti), dove descrive la società del futuro. Adesso non ricordo il titolo e il libro è di mia madre, ma appena la vado a trovare metto il titolo.

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Tempo fa ho scoperto che "il sogno di un uomo ridicolo" di Dostoevskij è un racconto di fantascienza. Quantomeno c'è un viaggio nello spazio fino a un pianeta lontano e ritorno. Anche per me è stata una grossa sorpresa, perché non l'avevo ancora letto.

La mia impressione, parlando in modo molto generico, è che la differenza tra la fantascienza "orientale" e quella di derivazione anglosassone sia nell'importanza della metafora. Più Kafka che Wells, per capirsi.

Non che non sia possibile un'interpretazione metaforica anche nei romanzi di fantascienza occdentali più noti, ma spesso in quelli orientali l'importanza del soggetto metaforizzato è tale da relegare in secondo piano sia il realismo (nel senso in cui può essere realistico un racconto di fantascienza) sia il plot.

Spessimo quello di cui si parla è la vita quotidiana in paesi fortemente burocratizzati, vedi "il direttorato" e altri libri dei fratelli Strugatski. Per questo i potentai sovietici, post sovietici e persino presovietici detestano o detestavano la fantascienza di questo tipo (non Lem, la cui lettura dev'essere un ostacolo insuperabile per qualsiasi burocrate).

Non va dimenticato che lo stesso Dostoevskij fu condannato a morte (poi graziato davanti al plotone d'esecuzione) per la sua adesione al fourierismo, un tipo di socialismo utopistico talmente estremizzato da apparire se non fantascienza almeno fantasociologia.

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Ospite Bradipi

Il libro di sf oltre cortina che mi ha colpito di più è stato “Picnic all’angolo della strada” dei fratelli Strugatskyi.

Oltre "le uova fatali" "Cuore di cane".

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