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Feleset

Ampliare il proprio vocabolario

21 risposte in questa discussione

A volte, quando leggo (ma soprattutto quando studio) mi capita di trovare parole di cui non conosco l'esatto significato. Una voce nella mia testa continua a gridarmi: "Ecco, lo vedi quanto sei ignorante?! Una che non sa neanche cosa vuol dire XXX secondo te potrai mai diventare una scrittrice?!"

Il problema, a mio avviso, è che nella maggior parte dei casi una parola sconosciuta non mi è d'intralcio nel comprendere il significato di ciò che sto leggendo, perché comunque dal contesto riesco a capire a grandi linee cosa si sta dicendo. E qui viene il bello: se io capisco cosa sto leggendo, non cerco la parola nel vocabolario, dunque non so esattamente come e quando vada usata e di conseguenza non la uso nei miei scritti.

Secondo voi la mia è una carenza grave?

Cosa dovrei fare per memorizzare i vocaboli?

Vi ringrazio in anticipo dei consigli. ;)

P.S. In realtà non so quanto il mio vocabolario sia limitato, ma non vi faccio esempi di parole che non conoscevo perché temo che farei delle figuracce. :facepalm:

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Io quando trovo una parola che non conosco cerco sul dizionario o più velocemente su google, bastano due minuti, non c'è niente di male e si evitano le paranoie XD

Anzi delle volte mi ritrovo a cercare anche parole che conosco per essere sicura che vadano usate a quel modo o che si usino proprio con quelle preposizioni ecc.

E' proprio così indispensabile porsi il problema di "essere ignoranti"? Tutti quanti lo siamo in un modo o nell'altro, ma a imparare si è sempre in tempo icon_cheesygrin.gif

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Ester, sebbene l'italiano abbia poche parole rispetto ad altre lingue come l'inglese, nessuno le conosce tutte: vi sono parole rare, desuete, tecniche, regionali e parole sempre nuove.

Ogni tuo timore è da considerarsi ultroneo.

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Ecco, devo ammettere che non mi dispiacerebbe un vocabolario di italiano sul mio ebook reader. XD Comunque io ho il problema che appunto cerco sul vocabolario solo le parole indispensabili per la comprensione, e quindi forse su questo dovrei lavorare di più.

Per quanto riguarda internet, lo uso molto quando scrivo per cercare sinonimi (una volta usavo Word, ma ora che uso Open Office non ho più questa funzione >_<).

@La Creatura: grazie. ^^

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Ogni tuo timore è da considerarsi ultroneo.

:rotol:

--

Alain

Ecco, l'esempio è perfettamente calzante. Se tu non avessi quotato la parola "ultroneo", io non me la sarei mai andata a cercare, pur non conoscendone il significato. Ho capito cosa voleva dire in quel contesto e mi è bastato. E il bello è che non me n'ero assolutamente accorta, ormai è una cosa che faccio senza pensare.

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Io quando trovo una parola che non conosco cerco sul dizionario o più velocemente su google, bastano due minuti, non c'è niente di male e si evitano le paranoie XD

Anche io faccio così.

Più spesso per i sinonimi, più raramente per i termini. Perché non si finisce mai di imparare.

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Io quando trovo una parola che non conosco cerco sul dizionario o più velocemente su google, bastano due minuti, non c'è niente di male e si evitano le paranoie XD

Anche io faccio così.

Più spesso per i sinonimi, più raramente per i termini. Perché non si finisce mai di imparare.

Quoto :oOo:

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Io quando trovo una parola che non conosco cerco sul dizionario o più velocemente su google, bastano due minuti, non c'è niente di male e si evitano le paranoie XD

Anche io faccio così.

Più spesso per i sinonimi, più raramente per i termini. Perché non si finisce mai di imparare.

Quoto :oOo:

idem, anche perché, me ne rendo conto, spesso le parole che uso son sempre quelle :facepalm:

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Ho studiato più di dieci lingue nella mia vita (non che le sappia anche, eh) e se devo dire andare nel vocabolario non serve a imparare termini nuovi (se non a capirne il significato). Vedere il termine nel suo contesto (l'approccio Feleset) è enormemente più utile, ma il sistema più sicuro è quello dei bambini: hai imparato una parola nuova? Usala! È a questo punto che il dizionario risulta utile anche per imparare, per vedere come organizzare una frase attorno a quella parola nuova.

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Ho studiato più di dieci lingue nella mia vita (non che le sappia anche, eh) e se devo dire andare nel vocabolario non serve a imparare termini nuovi (se non a capirne il significato). Vedere il termine nel suo contesto (l'approccio Feleset) è enormemente più utile, ma il sistema più sicuro è quello dei bambini: hai imparato una parola nuova? Usala! È a questo punto che il dizionario risulta utile anche per imparare, per vedere come organizzare una frase attorno a quella parola nuova.

Ecco, questo è un buon consiglio. :D

Praticamente quando imparo una parola nuova dovrei scrivere delle frasi in cui la uso?

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Sono appena andato a vedere il significato della parola ultroneo...

Qualche anno fa ho provato a leggere il vocabolario e ho riscontrato, con grande rammarico già dalla lettera A, la mia enorme ignoranza della lingua itagliana (itagliana era una battuta...).

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Ecco, l'esempio è perfettamente calzante. Se tu non avessi quotato la parola "ultroneo", io non me la sarei mai andata a cercare, pur non conoscendone il significato. Ho capito cosa voleva dire in quel contesto e mi è bastato. E il bello è che non me n'ero assolutamente accorta, ormai è una cosa che faccio senza pensare.

Fel, questo approccio è sbagliato, se qui stiamo solo scherzando vi sono casi in cui una singola parola può modificare completamente il senso di una frase, pensa a confendere i criteri di inclusione con quelli di esclusione.

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Fel, questo approccio è sbagliato, se qui stiamo solo scherzando vi sono casi in cui una singola parola può modificare completamente il senso di una frase, pensa a confendere i criteri di inclusione con quelli di esclusione.

Sì, lo so che è sbagliato, però appunto è una cosa che mi viene automatica, quindi non è facile correggerla.

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Fel, questo approccio è sbagliato, se qui stiamo solo scherzando vi sono casi in cui una singola parola può modificare completamente il senso di una frase, pensa a confendere i criteri di inclusione con quelli di esclusione.

Sì, lo so che è sbagliato, però appunto è una cosa che mi viene automatica, quindi non è facile correggerla.

Scusate, ma perché dovrebbe essere sbagliato? Miliardi di persone imparano nuove parole così, volete inficiare il metodo per uno 0.1% di casi ambigui?

Se la frase è ambigua la parola non viene imparata e la persona è costretta a farsela spiegare. Se la frase non è ambigua la persona impara la parola. E se anche la impara sbagliata, troverà altri dieci esempi in cui la parola è giusta e correggerà. E se no vorrà dire che era una parola inutile.

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Scusate, ma perché dovrebbe essere sbagliato? Miliardi di persone imparano nuove parole così, volete inficiare il metodo per uno 0.1% di casi ambigui?

Questo non caso usuale, bensì un maldestro tentativo di costruire una frase ambigua per celia,

utilizzando un vocabolo desueto di proposito. È scorretto in tale evenienza affidarti a una interpretazione a senso: la famosa frase “biscotti al sapor di cioccolato” a senso viene interpretata come “biscotti al cioccolato”, mentre in realtà sono dei “biscotti al surrogato di cioccolato”.

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Questo non caso usuale, bensì un maldestro tentativo di costruire una frase ambigua per celia,

utilizzando un vocabolo desueto di proposito. È scorretto in tale evenienza affidarti a una interpretazione a senso: la famosa frase “biscotti al sapor di cioccolato” a senso viene interpretata come “biscotti al cioccolato”, mentre in realtà sono dei “biscotti al surrogato di cioccolato”.

Non ho capito un accidente di tutta la frase (credo manchi qualcosa all'inizio), eppure conosco il significato di ogni singola parola.

Comunque, restando al solo "biscotti al sapor di cioccolato", in cosa il dizionario mi aiuta a capire che non si tratta di biscotti al cioccolato? O più precisamente, che potrebbe non trattarsi di biscotti al cioccolato? Inoltre, poniamo che io non conosca il significato della parola "sapore" e leggo queste frasi:

- biscotti al gruji di cioccolato

- preparato al gruji di granchio

- estratto al gruji d'arancia

Ne deduco che "X al gruji di Y" significa che X sa di Y. In cosa sto sbagliando? La parola "gruji" non significa proprio "che sa di"? Quindi ho imparato una nuova parola, quello che forse non ho imparato è la malizia, ma quella certo non sta sul dizionario.

Se l'ambiguità c'è e, come in questo caso, è costruita col proposito di ingannare, non è un errore del ricevente interpretare in modo sbagliato la frase, ma un errore/imbroglio dell'emittente. E l'imbroglio non è linguistico, ma concettuale (tanto che ci cascano i madrelingua quanto gli altri - e sapore è nel vocabolario di base, quello che uno impara prima di imparare a cercare le parole sul dizionario).

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Fel, questo approccio è sbagliato, se qui stiamo solo scherzando vi sono casi in cui una singola parola può modificare completamente il senso di una frase, pensa a confendere i criteri di inclusione con quelli di esclusione.

Sì, lo so che è sbagliato, però appunto è una cosa che mi viene automatica, quindi non è facile correggerla.

Scusate, ma perché dovrebbe essere sbagliato? Miliardi di persone imparano nuove parole così, volete inficiare il metodo per uno 0.1% di casi ambigui?

Se la frase è ambigua la parola non viene imparata e la persona è costretta a farsela spiegare. Se la frase non è ambigua la persona impara la parola. E se anche la impara sbagliata, troverà altri dieci esempi in cui la parola è giusta e correggerà. E se no vorrà dire che era una parola inutile.

In linea di massima concordo con te, ma ci sono parole inconsuete che non ricorrono spesso. Se sono troppo sporadiche, l'apprendimento tramite assimilazione naturale è improbabile. L'assimilazione è possibile quando un certo termine si può usare in un contesto (e se la parola è di vecchio stampo, a meno che non si ricorra a un linguaggio storico, è di difficile applicazione) e quando è facile incontrarlo.

E' difficile imbattersi, per esempio, in Turlupinare. In vita mia ho incontrato questo vocabolo in uno, due romanzi. Come apprendere questa parola senza consultarla nel dizionario?

Leonardo da Vinci teneva una sorta di diario per le parole nuove. Una sorta di dizionario fai da te sui vocaboli più arruginiti. Non c' nessuna vergogna a usare il dizionario. Anzi, è figo. A me piace usarlo.

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ma... in realtà io la metà delle parole che conosco le ho imparate leggendo, ma senza mai sfiorare il vocabolario... Cioè: non penso che tu possa semplicemente ignorare un termine ed andare avanti, anche incosciamente avrai intuito il significato e poi, arrampicandoti più o meno sugli specchi ;) , riesci a risalire approssimativamente al significato. certo, non sarà esatto da vocabolario, ma per quelli pigri come me funziona benissimo :D

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Io cerco di viverla con un approccio più rilassato °° ovvero non sto lì a cercare nel vocabolario ogni santa parola, non solo la lettura perderebbe gusto, ma conseguentemente credo smetterei anche di imparare come si deve. Quindi il vocabolario va benissimo, ma se ogni tanto non si rompono le (giustissime) regole che ci imponiamo, prima o poi può diventare controproducente, IMHO.

Ovviamente l'importante è non esagerare. Rompere le regole ogni tanto non vuol dire darsi al lassismo totale, e in fondo non ci vuole nulla a prendere il vocabolario. Inoltre avere una conoscenza completa dei termini ti permette di sfruttarli maggiormente, sia con accezioni diverse, che per analogia e ovviamente con il significato proprio.

Poi c'è la questione "memoria di merda", ma questa è un'altra storia T_T

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