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Ospite Spritz

Che cos'è la narrativa mainstream?

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@Alexander: un po' di esempi nei post precedenti li ho fatti. Se non hai capito cosa intendo non è per mancanza di esempi ma perché - probabilmente -non mi so spiegare.

 

Ho riletto anche i post precedenti, ma in quanto a 'precursori', boh...  :grat:

 

Ma avendolo letto 3 dei 6 romanzi della Austen, tra cui Orgoglio e pregiudizio, continuo a pensare che nessuno di quelli letti siano annoverabili tra i romanzi di formazione.

 

Perché Orgoglio e pregiudizio no?

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Forse non ho capito cosa intendi per precursore.

Per esempio, per me il giallo nasce con Sherlock Holmes, perché è il personagio di Doyle ad aver avuto gli epigoni che hanno creato il genere.

Però le caratteristiche del giallo erano già presenti con i racconti di E.A. Poe, con personaggio di Dupin.

Che esempi vuoi? Del primo o secondo tipo?

In Orgoglio e pregiudizio il focus è sulla storia d'amore. Del resto i protagonisti sono già adulti e formati. Hanno sì un'evoluzione, ma più che una diversa "visione del mondo" c'è l'hanno l'una nei confronti dell'altra. L'orgoglio di lei e i pregiudizi di lui sono di ostacolo affinché i due riconoscano di essere fatti l'uno per l'altro. Impareranno a stemperarli e amarsi.

Per ritmo, struttura, ambientazione affascinante, dialoghi e personaggi ha ispirato non solo la letteratura sentimentale ma buona parte delle commedie romantiche del cinema.

Ma tutto questo - ribadisco, per me, c'entra poco coi romanzi di formazione.

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Eudes, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco lasciano supporre tutto tranne che una crescita positiva per i protagonisti, anche se forse non vale come esempio perché appunto non è finito.
Per il resto, mi viene in mente "Le luci di Atlantide" di Marion Zimmer Bradley, dove almeno una delle due protagoniste non ha una crescita positiva. E probabilmente è così tutto il ciclo di Avalon, che io molto vergognosamente ho ancora tra i libri da iniziare. *si nasconde per autofustigarsi* :asd:
E poi "Il nome del vento" di Rothfuss, almeno da quel che ricordo.
Spero che come esempi bastino, io ammetto di preferire i fantasy dove la formazione è positiva o comunque "diversa" senza essere in negativo, dunque non sono la massima esperta del "lato oscuro". :asd:

Per quanto riguarda "Orgoglio e pregiudizio", non sono d'accordo con ciò che è stato detto. Io ho dato un esame in cui avevo quel romanzo da studiare, dunque su questo penso di poter essere d'aiuto. La Austen ha scritto una commedia, non un romance. E con commedia non intendo dire che voleva "far ridere", come lo intenderemmo adesso, ma che ha ripreso i canoni del teatro (di Shakespeare, per citare il più famoso) e li ha applicati al romanzo. Il focus di ciò che ha scritto è la critica alla società borghese del suo tempo, tanto che ci sono capitoli interi dove non si parla tanto di quello che prova Elizabeth per Darcy o viceversa, ma di altre faccende (per esempio le sorelle o il padre) che servono all'autrice per raccontare a volte ironicamente le contraddizioni e i pregiudizi del suo tempo. Poi sul fatto che la storia d'amore abbia una grande rilevanza non c'è dubbio, ci mancherebbe, ma mi sembra comunque una cosa non paragonabile al moderno chick-lit (poi magari sbaglio, io ho visto il film "Il diario di Bridget Jones" e i sequel, ma non ho letto i romanzi, quindi forse lì ho un parere da prendere un po' con le pinze).

Modificato da Feleset

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Feleset:sul viaggio dell'eroe verso il lato oscuro mi aveva già convinto l'esempio dell'utente precedente, ma grazie per le aggiunte.

Sulla Austen quoto tutto tranne la mancanza di paragone con la Fields.Considerando solo "Il diario di Bridjet Jones" e non i seguiti la trama (almeno quella incentrata sulla storia d'amore, dai battibecchi costanti, l'arrivo del bellimbusto, l'invito in un posto da sogno, la dichiarazione finale) segue praticamente lo stesso andamento. Non è caso ha omaggiato la Austen chiamando il suo protagonista maschile proprio Mr Darcy, dandogli caratteristiche molto simili. Le differenze sono nel tipo di critica e ironia, nella Austen rivolte verso la società (soprattutto nobile) del suo tempo, da qui i numerosi personaggi.

La Fields punta il dito soprattutto sulla protagonista, regalandole quel tipo di nevrosi e difetti da cui spesso le donne moderne si lasciano prendere la mano complicandosi la vita.

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Eh, però così a me continua a sembrare una differenza sostanziale. Un romanzo incentrato soprattutto sulla protagonista e sulla sua personale ricerca dell'amore non è la stessa cosa di un romanzo dove la protagonista si muove per mostrare la società del tempo. Insomma, nel primo caso parliamo di un diario, nel secondo di un romanzo scritto in terza persona (tra l'altro con il punto di vista che a volte non è focalizzato su Elizabeth, per esempio nell'incipit).

A me continua a non sembrare la stessa cosa.

 

Poi che ci siano omaggi vuol dire tutto e niente, tempo fa ho letto un urban fantasy dove appaiono delle creature di Lovecraft, eppure non per questo diventa horror/weird. Insomma, riprendere degli elementi e fare degli omaggi è un conto, riprendere i canoni del genere è un altro. Non confonderei le due cose sinceramente. :)

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@Feleset: dire che il chicklit deve molto alla Austen perché il libro che ne viene considerato il capostipite praticamente ne ricalca la trama non è offendere la Austen, né dare ai due romanzi la stessa dignità letteraria. Delle differenze dovevano pur esserci, altrimenti non nasceva un nuovo genere.

Tra l'altro alla Austen devo qualcosa in molti, tra quelli che scrivono storie d'amore, sia al cinema che in letteratura.

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Forse non ho capito cosa intendi per precursore.

Per esempio, per me il giallo nasce con Sherlock Holmes, perché è il personagio di Doyle ad aver avuto gli epigoni che hanno creato il genere.

Però le caratteristiche del giallo erano già presenti con i racconti di E.A. Poe, con personaggio di Dupin.

 

Ah, adesso mi è più chiaro. Però non tutti i generi ne hanno uno solo: il fantasy, ad esempio, ne ha almeno due (Lewis e Tolkien, a meno che non siano epigoni di qualcuno che non rammento).

 

In Orgoglio e pregiudizio il focus è sulla storia d'amore. Del resto i protagonisti sono già adulti e formati. Hanno sì un'evoluzione, ma più che una diversa "visione del mondo" c'è l'hanno l'una nei confronti dell'altra. L'orgoglio di lei e i pregiudizi di lui sono di ostacolo affinché i due riconoscano di essere fatti l'uno per l'altro. Impareranno a stemperarli e amarsi.

 

Beh, Elizabeth non era tanto vecchia... E il romanzo di formazione non ha mai per protagonisti degli infanti; la storia d'amore poi è un elemento ricorrente: c'è persino ne Il rosso e il nero di Stendhal, dove Julien è tutto tranne che un romanticone.  :asd:

 

Per quanto riguarda "Orgoglio e pregiudizio", non sono d'accordo con ciò che è stato detto. Io ho dato un esame in cui avevo quel romanzo da studiare, dunque su questo penso di poter essere d'aiuto. La Austen ha scritto una commedia, non un romance.

 

Io l'ho studiato per l'esame di Letterature Comparate, approfondimento sul romanzo di formazione: nessuno si è mai posto problemi a considerare Orgoglio e pregiudizio un romanzo di formazione. Da qui i miei dubbi. :grat:

 

Poi che ci siano omaggi vuol dire tutto e niente, tempo fa ho letto un urban fantasy dove appaiono delle creature di Lovecraft, eppure non per questo diventa horror/weird. Insomma, riprendere degli elementi e fare degli omaggi è un conto, riprendere i canoni del genere è un altro. Non confonderei le due cose sinceramente.  :)

 

Oh beh, anche su questo sono d'accordo. Checché ne dica il vangelo, non si può giudicare la pianta dai frutti: è la Fielding che ha ripreso da Austen, non la Austen che ha 'previsto' la Fielding. Il rapporto c'è, ma è unidirezionale, da Austen a Fielding, non viceversa: non possiamo stabilire il genere della Austen in base al genere di chi ha ripreso qualcosa da lei, specialmente secoli dopo.

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Non è la storia d'amore a far la differenza nei romanzi di formazione. Mentre può farlo la giovane età ma non è che tutti i romanzi con protagonisti giovani siano di formazione.

Io continuo a pensare che la Austen non scrivesse romanzi di formazione ( chiamatele commedie, storie d'amore, romanzi sentimentali, ognuno di questi termini mi sembra più adatto, almeno per quel che riguarda Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento ed Emma, che ho letto. Degli altri non so. La crescita interiore delle protagoniste riguarda, soprattutto nel secondo dei libri citati, il loro modo di rapportarsi ai sentimenti. Il focus resta la storia d'amore, non la formazione.

Ma forse ora meglio tornare al mainstream, prima che ci rinfaccino di essere troppo OT.

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Io continuo a pensare che la Austen non scrivesse romanzi di formazione ( chiamatele commedie, storie d'amore, romanzi sentimentali, ognuno di questi termini mi sembra più adatto, almeno per quel che riguarda Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento ed Emma, che ho letto. Degli altri non so. La crescita interiore delle protagoniste riguarda, soprattutto nel secondo dei libri citati, il loro modo di rapportarsi ai sentimenti. Il focus resta la storia d'amore, non la formazione.

 

Di solito come romanzo di formazione della Austen ho sentito parlare solo di Orgoglio e pregiudizio: devo capire se c'è qualche differenza dagli altri che motiva tale classificazione. Metterò anche questi nella mia to-read-list allora.  :la:

 

Ma forse ora meglio tornare al mainstream, prima che ci rinfaccino di essere troppo OT.

 

Sì, sarà meglio.  :asd:

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Si, tornate in topic perché se continuo a leggere che Orgoglio e pregiudizio è soprattutto un romanzo d'amore, con tutto il carico di arguzia e ironia che la Austen è stata capace di esprimere sulla socierà del suo tempo e sulla natura umana, poi torno qui e vi spiano il thread :bestem:

:blowup:

Modificato da Tagliacarte

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(Spiana pure il thread)

È una storia d'amore. Come lo è Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, L'amore ai tempi del colera, La donna dell'uomo che viaggiava nel tempo, per citarne alcuni.

È un classico, ok. Ma resta una storia d'amore.

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Ho letto tutta la discussione. Faticaccia. :sorrisoidiota: Tuttavia non ho ancora chiaro il significato di letteratura mainstream. :arrendo:

Io, a volte, ho difficoltà a classificare le mie storie. Sono mainstream?

Nei miei romanzi c'è sempre qualcosa di sovrannaturale o di fantastico, ma non si tratta mai di fantasy tradizionali. Sono mainstream?

Alla fine però riesco sempre a trovare un genere per i miei lavori, mischiando più generi letterari. Sono mainstream?

Al giorno d'oggi, ci sono romanzi famosi che sono mainstream?

Chi sono io? Sono un ingannatore di foglie oppure sono mainstream?

 

:noo:

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35 minuti fa, Ngannafoddi ha detto:

Io, a volte, ho difficoltà a classificare le mie storie. Sono mainstream?

Boh. Non credo sia possibile stabilirlo a priori, prima di sapere di cosa parlino.

 

36 minuti fa, Ngannafoddi ha detto:

Nei miei romanzi c'è sempre qualcosa di sovrannaturale o di fantastico, ma non si tratta mai di fantasy tradizionali. Sono mainstream?

Temo di no. Al limite contengono elementi mainstream.

 

37 minuti fa, Ngannafoddi ha detto:

Alla fine però riesco sempre a trovare un genere per i miei lavori, mischiando più generi letterari. Sono mainstream?

Dipende. Anche se tutto lascia pensare a un "no" come risposta.

 

38 minuti fa, Ngannafoddi ha detto:

Al giorno d'oggi, ci sono romanzi famosi che sono mainstream?

La maggior parte, direi.

 

Magari sbaglio, ma credo che la maggior parte della narrativa ambientata nelle società contemporanee non classificabile in altri generi possa definirsi mainstream. Il che non significa che nella narrativa mainstream non possano esserci elementi tipici di altri generi (tipo un morto e un'indagine, una storia d'amore, un mistero) ma nessuno di questi rappresenta il focus della storia come nella narrativa di genere.

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1 ora fa, Ngannafoddi ha detto:

Tuttavia non ho ancora chiaro il significato di letteratura mainstream.

A settembre terremo dei corsi di recupero per gli alunni svantaggiati al modico prezzo di 50€ a lezione.  Iscriviti subito, ci sono pochi posti disponibili!

1 ora fa, Ngannafoddi ha detto:

Io, a volte, ho difficoltà a classificare le mie storie. Sono mainstream?

Se era un tentativo subdolo di spingerci a leggere le tue storie... spiacente: è fallito.

1 ora fa, Ngannafoddi ha detto:

Alla fine però riesco sempre a trovare un genere per i miei lavori, mischiando più generi letterari. Sono mainstream?

Vedi il punto precedente

1 ora fa, Ngannafoddi ha detto:

Al giorno d'oggi, ci sono romanzi famosi che sono mainstream?

La solitudine dei numeri primi; Mio fratello rincorre i dinosauri; Il ministero della suprema felicità...  Potrei procedere per pagine e pagine

1 ora fa, Ngannafoddi ha detto:

Chi sono io? Sono un ingannatore di foglie oppure sono mainstream?

 

Tu sei un emerito rompicoglioni ingannatore di foglie, quasi certamente. :evvai:

 

:rosa::rosa::rosa:

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@Eudes Ti ringrazio per la risposta, ma continuo a non avere ben chiaro cosa si intende per mainstream. Mi piacerebbe avere una definizione semplice, da scuola elementare ^^.

 

@Marcello tu invece mi hai deluso, perché per la prima volta non mi hai aiutato :giù:.

 

Per prima cosa, io non ho 50 euro per le tue lezioni. Al massimo arrivo a 1 euro e cinquanta.

Per seconda cosa, mi stavo riferendo ai miei romanzi non ancora pubblicati, quindi come potrei mai spingervi a leggerli? Mi serve aiuto per classificarli e quindi proporli alle case editrici semmai.

E infine, se vai su Wikipedia e cerchi il romanzo La solitudine dei numeri primi, potrai leggere che è classificato come romanzo di formazione.

 

Ma tu sei cattivo. :pirata::diavolo2::love:

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ma se "mainstream" comprende "tutto quello che non è di genere", come fa uno a darti una spiegazione più semplificata rispetto a quella riportata prima? Temo dovrai accontentarti. O restare sulle spine.

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5 minuti fa, Eudes ha detto:

ma se "mainstream" comprende "tutto quello che non è di genere", come fa uno a darti una spiegazione più semplificata rispetto a quella riportata prima? Temo dovrai accontentarti. O restare sulle spine.

 

Allora mi accontento, ma chi è che decide cosa è mainstream e cosa invece non lo è?

A volte c'è un filo sottilissimo che separa i generi letterari. Hai mai provato a distinguere bizarro fiction da new weird?

E poi ci sono miscugli di generi. Come si decide quale genere prevalga sull'altro o sugli altri? Io credo che chi è confuso da questi miscugli, allora dice che un romanzo è mainstream.

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On 29/6/2017 at 23:04, Ngannafoddi ha detto:

Hai mai provato a distinguere bizarro fiction da new weird?

No e ho campato benissimo per sessant'anni, quindi non ho intenzione di cominciare ora ;) Rientrano nel genere fantastico insieme alla fantascienza e alle ottocentotrentasette suddivisioni interne del fantasy.  Che te ne fai per capire cos'è il mainstream?

On 29/6/2017 at 22:47, Ngannafoddi ha detto:

Mi serve aiuto per classificarli e quindi proporli alle case editrici semmai.

Ma che te ne frega? Ti chiedono la sinossi... Non c'è bisogno dell'etichetta da appiccicare sul contenitore, gli basta leggere quella.

"Guardi, direttore: a pag. 137 del manoscritto compare un investigatore privato che rimane in scena per ben tre righe!"

"Orrore! E quel Ngannafoddi lo aveva spacciato per mainstream, se ne rende conto?"

"Dio ci scampi e liberi da personaggi del genere! Bruciate immediatamente tutti i suoi manoscritti sulla pubblica piazza! Un thrillerabominevolecolegalpoliziesco spacciato per mainstream, sacrilegio!"

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@Marcello caro, il fatto è che nel corpo della mail a me piace presentare in tre/quattro righe l'opera che propongo. Sbaglio a farlo? Vorrei far capire subito alla casa editrice ciò che andranno a leggere (se lo leggeranno).

 

 

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28 minuti fa, Ngannafoddi ha detto:

@Marcello caro, il fatto è che nel corpo della mail a me piace presentare in tre/quattro righe l'opera che propongo. Sbaglio a farlo? Vorrei far capire subito alla casa editrice ciò che andranno a leggere (se lo leggeranno).

 

 

Ma perché volersi complicare la vita e – ripeto – perché volere a tutti i costi apporre al prodotto un'etichetta della quale non sei sicuro tu stesso? Scusa, ma è un'atteggiamento che non capisco.

Se scrivi di un detective che svolge un'indagine a bordo di un'astronave, perché spaccarsi la testa a stabilire se è un romanzo poliziesco o di fantascienza? O un ibrido tra i due generi (per riprendere l'altra discussione, che definirei cervellotica)?

Vuoi presentare l'opera con tre righe nel corpo della mail?

Bene, fallo.

 

Gent.mo Editore, 

 io sottoscritto bla bla bla già autore di bla bla bla, desidero sottoporle il mio ultimo manoscritto.

Ambientato nel 2133 sul pianeta Pincopallo, il romanzo narra le avventure del detective Tiziocaio che si trova impegnato a...

 

Perché vuoi per forza incasellarlo in un genere? Con il rischio che chi legge pensi "Oddio, un altro romanzo di fantascienza (o poliziesco, o fantapoliziesco o quel che è)?

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On 30/6/2017 at 09:19, Ngannafoddi ha detto:

@Marcello Sai che faccio ora? Seguo il tuo prezioso consiglio! :)

Grazie per indicarmi sempre la strada migliore o forse la più semplice :sss:.

Oh, mi ero perso la notifica...  Vedi allora che non sono così cattivo, @Ngannafoddi;)

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