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Ospite queenseptienna

Casa Editrice Il Pineto

24 risposte in questa discussione

Testimonianza privata di un'utente:

Mi chiamo **** e ho pubblicato con la Casa Editrice "Il Pineto" il libro "*****". La dottoressa Gaia Armellino predica bene ma razzola male. E' la scorrettezza personificata. Non risponde alle telefonate, non risponde alle mail, non mantiene nessuna promessa. Impossibile contattarla.

Il libro è stato pubblicato dopo il versamento di un contributo di 650 euro. Avuta la somma pattuita si è eclissata e anche solo per la copertina è stata una guerra. Per non parlare della correzione della bozza. Avevo scritto "e io" e mi ha corretto con "ed io" mentre la d eufonica va aggiunta alla e congiunzione solo davanti a parole che iniziano con la e.

Mi sono sentita in dovere di segnalare la mia esperienza negativa per mettere in guardia chi malaguratamente decida di inviare il proprio manoscritto alla Casa Editrice "Il Pineto".

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Ieri ho ricevuto una proposta editoriale free da questa casa editrice.

Forse hanno cambiato linea editoriale.

Qualcuno ha informazioni in merito?

Grazie.

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Ger, nel senso che ti hanno mandato un contratto che non prevede acquisto di copie?

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Frà certo.

Ne ho visti tanti di contratti editoriali. Questo è il migliore.

Non prevedere acquisto di copie, anzi mi regalano 15 copie se non sbaglio (dovrei rileggerlo) e mi danno il 20% sul prezzo di copertina.

Il contratto mi è arrivato tramite posta dopo sette mesi dall'invio (tramite e-mail) del mio manoscritto.

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Consiglio di chi sta sperimentando questa casa editrice con mano.

Richiedono un contributo molto basso (400 euro) ma il servizio.. lascia a desiderare.

La copertina è piena di errori, contattarli e parlarci è come cercare il Papa e gli autori devono essere autonomi, organizzarsi da soli presentazioni, farsi pubblicità e perfino la distribuzione è un gran bel punto di domanda, in quanto in teoria dovrebbero passare per la grande distribuzione, ma il mio libro non è tutt'ora ordinabile se non su internet.

Evitatela, fidatevi di una che ci è cascata perchè si è detta, massi posso anche investirli 400 euro nel mio sogno (rispetto ai 3000 euro di media richiesti da altri mi sembrava un ottimo affare)

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Richiedono un contributo molto basso (400 euro) ma il servizio.. lascia a desiderare.

 

Perché, c'è un contributo che non è troppo alto?  :asd:

 

Evitatela, fidatevi di una che ci è cascata perchè si è detta, massi posso anche investirli 400 euro nel mio sogno (rispetto ai 3000 euro di media richiesti da altri mi sembrava un ottimo affare)

 

Anche io ho fatto un ottimo affare il Febbraio scorso: ho preso la mia bella pennina usb, l'ho portata in copisteria e mi son fatto stampare e rilegare due belle copie della mia tesi (una per me e una per la mia relatrice). La rilegatura e la copertina erano molto belle: nero chiaro effetto granito con caratteri in argento.

Se vogliamo parlare di affari, l'autopubblicazione è un grandissimo affare rispetto all'EAP.  :asd:

 

OT a parte, se oltre a pagare il servizio è anche indecente... Ci sono un sacco di case editrici free che fanno il loro lavoro in maniera encomiabile a cui rivolgersi.

Sarebbe da indagare l'esperienza (di qualche mese fa) di Ger: che siano a Doppio Binario?

Modificato da Alexander91
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Richiedono un contributo molto basso (400 euro) ma il servizio.. lascia a desiderare.

 

Perché, c'è un contributo che non è troppo alto?  :asd:

 

Evitatela, fidatevi di una che ci è cascata perchè si è detta, massi posso anche investirli 400 euro nel mio sogno (rispetto ai 3000 euro di media richiesti da altri mi sembrava un ottimo affare)

 

Anche io ho fatto un ottimo affare il Febbraio scorso: ho preso la mia bella pennina usb, l'ho portata in copisteria e mi son fatto stampare e rilegare due belle copie della mia tesi (una per me e una per la mia relatrice). La rilegatura e la copertina erano molto belle: nero chiaro effetto granito con caratteri in argento.

Se vogliamo parlare di affari, l'autopubblicazione è un grandissimo affare rispetto all'EAP.  :asd:

 

OT a parte, se oltre a pagare il servizio è anche indecente... Ci sono un sacco di case editrici free che fanno il loro lavoro in maniera encomiabile a cui rivolgersi.

Sarebbe da indagare l'esperienza (di qualche mese fa) di Ger: che siano a Doppio Binario?

 

 

L'autopubblicazione è un grandissimo affare ma io non avrei saputo sbattere la testa.

E si ci sono un sacco di case editrici non a pagamento che fanno un ottimo lavoro, ne sono consapevole e se ce ne fosse stata una che mi avesse dato risposta positiva mi sarei lanciata volentieri.

Purtroppo però ho ricevuto molto risposte in cui mi si diceva che il mio romanzo è troppo estremo per essere pubblicato (?) e che nonostante fosse ben scritto, sarebbe stato difficile lanciarlo sul mercato, perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

Ho preso la scorciatoia con questa casa editrice che mi sembrava molto più affidabile di altre a pagamento (sono andata in sede a parlare faccia a faccia per essere più sicura) e ho colto la palla al balzo avendo la possibilità di quei famosi 400 euro da sfruttare. E' stato un sacrificio ma l'ho fatto volentieri, ora mi mordo le mani.

L'unica cosa che confermo dell'esperienza di Ger è il 20% da contratto, quanto meno è scritto anche nel mio.

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Purtroppo però ho ricevuto molto risposte in cui mi si diceva che il mio romanzo è troppo estremo per essere pubblicato (?) e che nonostante fosse ben scritto, sarebbe stato difficile lanciarlo sul mercato, perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Credo di aver capito: in effetti è un problema non troppo raro, sai? Mi spiego: capita spesso che certi romanzi siano difficili da proporre al pubblico perché magari, anche se ben scritti, sono troppo "strani". Il problema cioè di solito è che non si riesce ad inquadrare l'opera in un genere, ovvero, detto in termini pratici, l'editore non sa se pubblicizzarlo come, ad esempio, un fantasy piuttosto che un thriller piuttosto che altro. Non credo di sbagliare dicendo che gli editori preferiscono di solito romanzi sì originali e ben scritti, ma che comunque si riescano ad inquadrare in qualche classificazione già presente. Ricordo ad esempio che Joseph Konrath (uno scrittore americano) nel suo manuale per aspiranti scrittori riporta un'esperienza (la sua) del tutto simile alla tua: uno dei primi romanzi che propose al suo editore era stranissimo (l'oggetto era Satana che viene 'studiato' in una specie di Area 51, se ricordo bene); l'editore gli disse esattamente ciò che il Pineto ha detto a te, cioè che il romanzo era scritto bene, ma era troppo strano e non sapevano come proporlo al pubblico; gli lasciarono comunque la porta aperta, dicendo di rimandargli pure un altro romanzo, visto che comunque si vedeva che scriveva decentemente e le idee le aveva, e, se ben ricordo, fu finalmente pubblicato.

 

Le remore a volte si hanno pure nei confronti di libri non strani, dal genere ben definito, ma che comunque fanno paura all'editore, come, ad esempio, i mattoni (per il fatto che costa molto stamparli e, non sempre giustamente, si pensa che il lettore medio rifugga i mattoni). Ken Follett, benché fosse uno scrittore ormai avviato, dovette faticare molto a convincere il suo editore a pubblicargli I Pilastri della Terra (un bel mattoncino). E fece bene, perché divenne un successone. :asd:

 

Giusto per dirti (per il futuro) di avere pazienza e non demordere insomma.  ;)

 

Ora però, rimanendo IT, voglio farti una domanda veloce.

perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Loro cioè ti hanno fatto intendere che, se il romanzo non avesse presentato quella difficoltà di cui sopra, ti avrebbero pubblicato senza bisogno di contributo?

Perché questo, unito al fatto che sia tu che Ger avete ricevuto la medesima proposta riguardo la, percentuale (il 20%), mi farebbe dedurre che piuttosto che una CE completamente a pagamento sia invece a doppio binario. Ovviamente non spetta a me fare le dovute indagini e, nel caso, spostarla di sezione: parlo così, giusto per ragionare.  :asd:

Ricordi per caso se erano previste anche delle copie omaggio/da acquistare?

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Purtroppo però ho ricevuto molto risposte in cui mi si diceva che il mio romanzo è troppo estremo per essere pubblicato (?) e che nonostante fosse ben scritto, sarebbe stato difficile lanciarlo sul mercato, perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Credo di aver capito: in effetti è un problema non troppo raro, sai? Mi spiego: capita spesso che certi romanzi siano difficili da proporre al pubblico perché magari, anche se ben scritti, sono troppo "strani". Il problema cioè di solito è che non si riesce ad inquadrare l'opera in un genere, ovvero, detto in termini pratici, l'editore non sa se pubblicizzarlo come, ad esempio, un fantasy piuttosto che un thriller piuttosto che altro. Non credo di sbagliare dicendo che gli editori preferiscono di solito romanzi sì originali e ben scritti, ma che comunque si riescano ad inquadrare in qualche classificazione già presente. Ricordo ad esempio che Joseph Konrath (uno scrittore americano) nel suo manuale per aspiranti scrittori riporta un'esperienza (la sua) del tutto simile alla tua: uno dei primi romanzi che propose al suo editore era stranissimo (l'oggetto era Satana che viene 'studiato' in una specie di Area 51, se ricordo bene); l'editore gli disse esattamente ciò che il Pineto ha detto a te, cioè che il romanzo era scritto bene, ma era troppo strano e non sapevano come proporlo al pubblico; gli lasciarono comunque la porta aperta, dicendo di rimandargli pure un altro romanzo, visto che comunque si vedeva che scriveva decentemente e le idee le aveva, e, se ben ricordo, fu finalmente pubblicato.

 

Le remore a volte si hanno pure nei confronti di libri non strani, dal genere ben definito, ma che comunque fanno paura all'editore, come, ad esempio, i mattoni (per il fatto che costa molto stamparli e, non sempre giustamente, si pensa che il lettore medio rifugga i mattoni). Ken Follett, benché fosse uno scrittore ormai avviato, dovette faticare molto a convincere il suo editore a pubblicargli I Pilastri della Terra (un bel mattoncino). E fece bene, perché divenne un successone. :asd:

 

Giusto per dirti (per il futuro) di avere pazienza e non demordere insomma.  ;)

 

Ora però, rimanendo IT, voglio farti una domanda veloce.

perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Loro cioè ti hanno fatto intendere che, se il romanzo non avesse presentato quella difficoltà di cui sopra, ti avrebbero pubblicato senza bisogno di contributo?

Perché questo, unito al fatto che sia tu che Ger avete ricevuto la medesima proposta riguardo la, percentuale (il 20%), mi farebbe dedurre che piuttosto che una CE completamente a pagamento sia invece a doppio binario. Ovviamente non spetta a me fare le dovute indagini e, nel caso, spostarla di sezione: parlo così, giusto per ragionare.  :asd:

Ricordi per caso se erano previste anche delle copie omaggio/da acquistare?

 

 

 

Purtroppo però ho ricevuto molto risposte in cui mi si diceva che il mio romanzo è troppo estremo per essere pubblicato (?) e che nonostante fosse ben scritto, sarebbe stato difficile lanciarlo sul mercato, perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Credo di aver capito: in effetti è un problema non troppo raro, sai? Mi spiego: capita spesso che certi romanzi siano difficili da proporre al pubblico perché magari, anche se ben scritti, sono troppo "strani". Il problema cioè di solito è che non si riesce ad inquadrare l'opera in un genere, ovvero, detto in termini pratici, l'editore non sa se pubblicizzarlo come, ad esempio, un fantasy piuttosto che un thriller piuttosto che altro. Non credo di sbagliare dicendo che gli editori preferiscono di solito romanzi sì originali e ben scritti, ma che comunque si riescano ad inquadrare in qualche classificazione già presente. Ricordo ad esempio che Joseph Konrath (uno scrittore americano) nel suo manuale per aspiranti scrittori riporta un'esperienza (la sua) del tutto simile alla tua: uno dei primi romanzi che propose al suo editore era stranissimo (l'oggetto era Satana che viene 'studiato' in una specie di Area 51, se ricordo bene); l'editore gli disse esattamente ciò che il Pineto ha detto a te, cioè che il romanzo era scritto bene, ma era troppo strano e non sapevano come proporlo al pubblico; gli lasciarono comunque la porta aperta, dicendo di rimandargli pure un altro romanzo, visto che comunque si vedeva che scriveva decentemente e le idee le aveva, e, se ben ricordo, fu finalmente pubblicato.

 

Le remore a volte si hanno pure nei confronti di libri non strani, dal genere ben definito, ma che comunque fanno paura all'editore, come, ad esempio, i mattoni (per il fatto che costa molto stamparli e, non sempre giustamente, si pensa che il lettore medio rifugga i mattoni). Ken Follett, benché fosse uno scrittore ormai avviato, dovette faticare molto a convincere il suo editore a pubblicargli I Pilastri della Terra (un bel mattoncino). E fece bene, perché divenne un successone. :asd:

 

Giusto per dirti (per il futuro) di avere pazienza e non demordere insomma.  ;)

 

Ora però, rimanendo IT, voglio farti una domanda veloce.

perciò non erano pronti a sobbarcarsi l'intera somma e quindi rischiare con la pubblicazione.

 

Loro cioè ti hanno fatto intendere che, se il romanzo non avesse presentato quella difficoltà di cui sopra, ti avrebbero pubblicato senza bisogno di contributo?

Perché questo, unito al fatto che sia tu che Ger avete ricevuto la medesima proposta riguardo la, percentuale (il 20%), mi farebbe dedurre che piuttosto che una CE completamente a pagamento sia invece a doppio binario. Ovviamente non spetta a me fare le dovute indagini e, nel caso, spostarla di sezione: parlo così, giusto per ragionare.  :asd:

Ricordi per caso se erano previste anche delle copie omaggio/da acquistare?

 

 

 

alt alt alt XD

il discorso sul "Non ci sentiamo di pubblicarlo" è stato fatto da alcune case editrici non a pagamento che mi hanno risposto come dici tu lasciandomi la porta aperta ad altri romanzi ma non a quello presentato perchè appunto affrontava un argomento spinoso e non aveva un genere di riferimento.

 

Il pineto mi ha presentato subito un contratto a pagamento invece dicendomi che quel contributo serviva a pagare in parte l'editing e quant'altro perchè loro sono una casa editrice piccolina e quindi non posso sobbarcarsi tutte le spese. Mi hanno mandato quindici copie a casa "omaggio" che però tanto omaggio non sono visto che appunto ho pagato un contributo XD

Scusami se magari non mi sono spiegata bene è che sono fresca di discussione con suddetta casa e ho il dentino avvelenato

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Il pineto mi ha presentato subito un contratto a pagamento invece dicendomi che quel contributo serviva a pagare in parte l'editing e quant'altro perchè loro sono una casa editrice piccolina e quindi non posso sobbarcarsi tutte le spese.

Ah, capito, sorry.  :asd:

Sì, anche questo, da quanto ho visto sulle discussioni qui nel WD, è un fatto tutt'altro che raro. E tuttavia l'economia e le sue dure leggi ci insegnano che un'azienda che non riesce a campare da sé dovrebbe chiudere. Altrimenti si fa come certe illustri aziende italiane che, dopo aver succhiato soldi pubblici per mezzo secolo, se ne vanno all'estero senza manco dirci grazie. Ma vabbe', questa è un'altra storia.  :asd:

Alla fine è un fatto di successo personale: io mi sentirei fallito come editore se dovessi arrivare a chiedere aiuto ai miei partner (gli autori) per tirare avanti; mi sembrerebbe di aver sbagliato qualcosa nel condurre la mia azienda insomma. Ma pazienza, ognuno conduce i propri affari come preferisce, e con l'EAP siamo sempre dentro i limiti della legalità, quindi pace.

 

Ma sto divagando, scusami.  :asd:

 

Rimane comunque il fatto che, anche se loro a te esplicitamente non hanno detto niente, tu e Ger avete ricevuto proposte molto simili, tranne che sul punto del contributo. E siccome lui invece aveva ricevuto una proposta Free, magari si tratta comunque di una CE a doppio binario.

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Ho deciso di non pubblicare con loro, mi fanno cacare anche le case editrici a doppio binario. Mi piacciono gli editori che pubblicano pochi libri l'anno e investono sul prodotto in cui credono.

Tante case editrici anche se free puntano sulla quantità, stampano su richiesta, hanno dei distributori che non servono a un cazzo e i libri si fa fatica a ordinarli anche sul web.

Comunque il contratto che ho ricevuto dal Pineto è assolutamente free, ma grazie alle informazioni che ho ricevuto dal web ho declinato l'offerta.

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in ogni caso allora è un doppio binario, evidentemente se pensano che un libro siano più valido di un altro decidono se chiedere o meno il compenso.

Anche perchè l'altra testimonianza mi pare parlasse di 600 euro.. ognuno di noi ha avuto un contratto diverso

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Ger ti invito a moderare i toni, le offese gratuite a persone, editori o gruppi di aziende, sono contrarie al regolamento e allo spirito di questo forum.

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Scusa Frà, non era mia intenzione offendere nessuno.

I miei toni sono moderati, mi esprimo normalmente in questo modo.

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Io ho pubblicato un paio di libri con la casa editrice Il Pineto... e recentemente ho rescisso il contratto di entrambi. Peccato solo non averlo fatto prima. Anzi, l'errore di base è averli pubblicati.

Non hanno uno straccio di distribuzione. Dopo oltre 1 anno dall'uscita del primo libro (un romanzo esistenzialista di 560 pagine) ho ricevuto 10 euro di royalties. Sul contratto c'era scritto che l'autore sarebbe stato pagato dopo 6 mesi dall'uscita del libro, ma si sono fatti sentire solo nel momento in cui le nostre strade si sono divise. Mi hanno accreditato i 10 euro e sono spariti. Dileguati! All'atto pratico non so nemmeno quante copie abbiano venduto.

 

Sempre sul contratto c'era scritto che il primo libro sarebbe uscito entro 90 gg dalla firma del medesimo: è uscito dopo quasi 160.

Nel contratto si accennava anche ad una consulenza pre e post-edizione: inesistente!

La copertina del secondo libro è talmente sgranata che sul retro nemmeno si leggono i numeri del codice a barre o il nome della casa editrice.

I tagli sono delle mutilazioni (vari miei conoscenti l'hanno rilevato, senza che io gli accennassi alcunché).

L'editing è effettuato in maniera a dir poco superficiale (e sto usando un eufemismo). Mia nonna, che ha fatto la seconda elementare, l'avrebbe fatto meglio.

 

Per un mese, durante l'editing del secondo libro, ho inviato alla dott.ssa Gaia Armellino le correzioni che desideravo apportasse... (e non vi dico i refusi che lei nemmeno vedeva!). Alla fine lei mi ha chiesto di avere maggior fiducia nel suo lavoro e di non continuare a rileggere e sistemare il testo. Io, forse troppo ingenuo, gliel'ho concessa. Risultato: esce un libro dove vi sono almeno una ventina di refusi. Glielo faccio presente e lei (stesso atteggiamento la madre e il suo attuale compagno, il dott. Mattia Boglione) mi risponde asserendo che io ho acconsentito la pubblicazione, fregandosene di aver pubblicato un lavoro pietoso che pubblicizza la sua casa editrice e il suo lavoro.

 

In sintesi, sconsiglio vivamente questa casa editrice a chiunque, in quanto lavorano malissimo, sono poco seri, è quasi impossibile dialogare con loro e non hanno alcuna distribuzione!

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Ma hanno cercato di rivalersi su di te in qualche modo dopo che hai comunicato di voler recedere dal contratto? Perchè anche io vorrei chiudere i conti con loro, ma non vorrei ritorsioni legali che al momento non mi posso proprio permettere..

A me hanno sbagliato persino il titolo del libro in copertina, penso di aver detto tutto. Pubblicità zero, aiuto per la presentazione zero... cioè pessimi proprio. E lei ovviamente non è mai reperibile al telefono fa sempre parlare gli altri

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Nel mio caso non hanno osato rivalersi su di me per una ragione precisa: se gli avessi fatto causa l'avrebbero persa alla grande, e questo perché le ragioni dei nostri dissidi sono sfociate in una situazione demenziale. Il tutto senza calcolare le molteplici inottemperanze contrattuali.

 

In sintesi, una lunedì sera, alle 22:30 inviai un messaggio tramite whatsapp alla dott.ssa Armellino (come di prassi comunicavamo attraverso quello, il numero me l'aveva fornito lei l'anno prima e capitava che ci messaggiassimo anche sul tardi).

 

Non mi aspettavo che mi rispondesse subito, difatti era solita farlo a distanza di 2 3 4 giorni. 

 

Nel messaggio le facevo notare i refusi rimasti nel testo pubblicato. Lei dopo 5 minuti mi rispose asserendo che non ce n'erano. Ne era certa, l'aveva riletto mille volte!

 

Io un po' spazientito le scrissi che era sufficiente leggere il testo per notarli, per cui non era una mia fissazione.

 

Qualche istante dopo mi telefonò il suo compagno (Mattia Boglione, che attualmente lavora per questa casa editrice) e attaccò a rampognarmi: Ma lo sai che ora sono? Ma lo sai che giorno è? Ma lo sai che Gaia non sta bene? ecc...

 

Io gli feci presente che un messaggio su whatsapp non era stalking e che lei poteva benissimo non rispondermi, mentre rispondendomi aveva implicitamente chiarito di essere disposta a un dialogo in quel preciso momento.

 

Fatto sta che la situazione degenerò ed io lo mandai a cagare.

 

Quando poi in seguito evidenziai a questo signorino che vari articoli sui due contratti non erano stati rispettati, lui mi rispose, con infinita arroganza, di smettere d'importunarli e di fargli causa qualora a mio avviso qualcosa non quadrasse (in sintesi ha/hanno sempre negato tutto alla grandissima! Lei, il compagno e la madre!)

 

Mio consiglio: scrivigli una lettera (raccomandata) per rescindere il contratto... e nella medesima specifica che non hai nessuna intenzione di pagare penali, comprare copie invendute o quant'altro.

 

Se vuoi ti riporto qui la lettera che gli scrissi io.

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Qualcuno sa se hanno chiuso? Il sito non è più accessibile, su facebook non aggiornano dal 24 di febbraio, il telefono della signora Armellino è staccato e la e-mail tornano indietro. Ho mandato una raccomandata ma non mi hanno risposto e non so più come girarmi muovermi

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Non mi sorprende che siano scomparsi; un classico! E se avessero chiuso i battenti tanto meglio...

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Non mi sorprende che siano scomparsi; un classico! E se avessero chiuso i battenti tanto meglio...

Fossi in te gli farei causa, poiché essendo tu una loro scrittrice, ed avendo loro dei doveri contrattuali nei tuoi riguardi, devono essere reperibili, fornire risposte concrete, informazioni sulle vendite/promozioni e quant'altro... Quando glielo feci presente io il sign. Boglione mi disse di rivolgermi pure a un avvocato, ma di lasciarli in pace. In sintesi se ne strafregano di rispettare gli articoli riportati nel contratto, tanto sanno che difficilmente qualcuno spenderà tempo e soldi per far valere i suoi sacrosanti diritti. (un esempio tanto per gradire: a me hanno comunicato verbalmente quanto avessi guadagnato col primo libro dopo ben TREDICI MESI dall'uscita... e senza alcun dato concreto da esibirmi... alla faccia dei 6 mesi scritti sul contratto e di tutte le belle parole messe come contorno!)

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Il link non è più attivo e secondo i post degli utenti è impossibile reperire i titolari; non è neppure aggiornata la pagina facebook. Archivio.

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