Guest Ice*

Vicki Satlow

509 risposte in questa discussione

COME SPEDIRCI I DATTILOSCRITTI?

Seguendo strettamente queste indicazioni:

Per inviare un testo in lettura spedire a info@vickisatlow.com le prime 20 pagine del dattiloscritto (o l'intero primo capitolo se è più lungo) - corredato nello stesso file di numero di telefono e email dell'autore, breve biografia e breve sinossi di massimo 1500 caratteri. In caso di interesse richiederemo il romanzo intero. Al momento l'agenzia è interessata esclusivamente a romanzi (tranne il genere fantasy) e saggi divulgativi. In ogni caso sarà comunicato l'esito della lettura via email, al massimo entro tre mesi, ma non verranno in nessun caso fornite schede o prospetti di valutazione dell'opera. Si prega di non scrivere o telefonare per sincerarsi dell'avvenuta ricezione prima di due mesi dalla spedizione.

ATTENZIONE: non inviare testi prima del 7 gennaio 2013. Non riusciremmo a prenderli in carico prima di quella data e creerebbe problemi di organizzazione del lavoro di lettura, con il rischio che il vostro materiale vada perso.

Innanzitutto grazie per il tuo prezioso intervento. Non puoi immaginare quanto ci faccia piacere, sapere che un addetto ai lavori ritenga opportuno tenderci una mano.

In merito alla parte quotata sopra, chiedo se per 20 pagine ti riferisci alle classiche cartelle (1800-2000 battute spazi inclusi) o ad altra formattazione. Puoi dirci che tipo di font utilizzare? Credo che, anche se può sembrare di poca importanza, un testo che arriva già formattato come voi preferite, vi semplifichi di molto il lavoro.

Grazie ancora.

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Una domanda: poniamo caso che vi ritrovaste di fronte a una 'bella voce' che però vi invia un testo che non è interessante.

Se vedete il talento nella scrittura, chiedete all'autore altri testi (se ne ha scritti) anche se ciò che vi ha inviato non è di vostro interesse?

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Apuo, prima di risponderti ti chiedo: perché questa domanda di volere essere letto proprio da me? I lettori dell'agenzia sono tutti estremamente competenti.

Perché sei stato l'unico/a ad avere la sensibilità di risponderci.

Sensibilità che a oggi i tuoi colleghi, seppur competenti, non hanno mai mostrato.

Perciò ambisco a far leggere la mia fatica a chi ha dimostrato "forte sentire" nei nostri confronti. Affinità elettive? Purtroppo solo per quattro su cento.

Stroncaci tu, ci farà meno male.

Tutti quelli che lavorano per Vicki Satlow condividono questa filosofia, che è prima di ogni cosa quella dell'agente. In quanto responsabile do un'occhiata a tutte le letture che vengono fatte (solo narrativa, non saggi), ma non sarebbe umanamente possibile per me leggere ogni cosa, anche perché dedico molto del mio tempo agli autori che prendiamo e a quelli già da tempo nella scuderia. In ogni caso, lavorando a strettissimo contatto con l'agente e sapendo anche esattamente qual è la sua linea, visto che i nostri gusti sono molto simili, rifiuto molti più dattiloscritti io di quelli che gli eventuali altri lettori lasciano passare (che è giusto, il loro compito, quando non riesco a farlo io direttamente, è una prima scrematura)

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Dopo il 7 gennaio, inviato l'estratto di 20 pagine, nel caso, dopo quanto tempo richiedete il romanzo per intero? Domando questo perché non ho capito se il riferimento ai tre mesi, termine entro il quale rispondete comunque, rigurada questa prima selezione o la seconda, quando diciamo richiedete il romanzo per intero.

Cosa guardate/cercate/capite in queste prime 20 pagine? Cosa accade se la parte migliore e innovativa del mio romanzo si percepisce a lettura inoltrata, soprattutto se si parla magari di un romanzo a più voci?

Grazie,

Giuseppe.

Il romanzo per intero massimo entro i tre mesi. Mi sembra abbastanza chiaro dalle istruzioni per l'invio.

Un lettore il tuo libro non lo compra se si annoia dopo 10 pagine. Noi il libro non lo prendiamo se ci annoia dopo 10 pagine. Anche se la parte più bella di una romanzo iniziasse a pagina 100, è questa una giustificazione per le 99 precedenti che magari non dicono molto? Non credo. Credo che un romanzo debba avere un perché fin dall'inizio.

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Innanzitutto grazie per il tuo prezioso intervento. Non puoi immaginare quanto ci faccia piacere, sapere che un addetto ai lavori ritenga opportuno tenderci una mano.

In merito alla parte quotata sopra, chiedo se per 20 pagine ti riferisci alle classiche cartelle (1800-2000 battute spazi inclusi) o ad altra formattazione. Puoi dirci che tipo di font utilizzare? Credo che, anche se può sembrare di poca importanza, un testo che arriva già formattato come voi preferite, vi semplifichi di molto il lavoro.

Grazie ancora.

Più o meno sì. Non formalizziamoci, se sono 18 o 22 non cambia la sostanza. L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole. Se aprite un qualsiasi libro di narrativa vedrete che la condizione media di leggibilità è quella. Uno scrittore che è anche un gran lettore, credo, saprà bene la forma visiva con cui impaginare il libro che deve inviare.

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Una domanda: poniamo caso che vi ritrovaste di fronte a una 'bella voce' che però vi invia un testo che non è interessante.

Se vedete il talento nella scrittura, chiedete all'autore altri testi (se ne ha scritti) anche se ciò che vi ha inviato non è di vostro interesse?

In genere sì. Si valuta caso per caso. Se anche quello successivo non ci convince, il discorso si ferma lì. Non amiamo invece ricevere mail di scrittori del tipo: "Ho scritto 3 libri, vi mando le prime 20 pagine di tutti e tre, non so scegliere il migliore". Se uno ha un asso nella manica dovrebbe giocarsi quello. Se non ce l'ha allora forse dovrebbe aspettare. Non prendiamo in considerazione più di un libro per autore, a meno che non siamo noi a richiederlo esplicitamente.

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Innanzitutto complimenti per la disponibilità :)

La mia domanda è strettamente inerente alla vostra agenzia (anche se sospetto che la risposta sarà negativa): valutate anche la letteratura per ragazzi?

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Innanzitutto complimenti per la disponibilità :)

La mia domanda è strettamente inerente alla vostra agenzia (anche se sospetto che la risposta sarà negativa): valutate anche la letteratura per ragazzi?

In passato, ma in questo momento preferiamo concentrarci sulla narrativa mainstream per adulti, ma anche gialli, thriller e romanzi storici.

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Mi sa che nel mare delle domande la mia è passata inosservata. La riporto qui:

Ok, ne approfitto anch'io per una domanda: dato che il genere non è valutato dall'agenzia, cosa consiglierebbe a chi scrive fantasy?

Non le nego che, purtroppo, il motivo per cui pongo questa questione è dovuto allo sconforto di sapere che il genere che da sempre prediligo sia come lettura che come scrittura è considerato fuori mercato, oltre che tendenzialmente di poca qualità.

Io sono una ragazza di 22 anni, non ho mai completato un romanzo e so di avere ancora moltissimo da imparare; attualmente sto lavorando su un fantasy breve con forti componenti comico-parodistiche (per fare un paragone tra best seller, di sicuro più simile a "Harry Potter" che a "Il signore degli anelli") e il mio sogno è semplicemente quello di essere letta da molte persone. Posso sperare che sia possibile? Perché in caso contrario, beh, devo confessare che non so quanto riuscirei ad adeguarmi al mercato solo per sperare di essere pubblicata, perché io (almeno adesso) sento che il mio genere è quello.

Il mio discorso ovviamente è generale, magari in concreto io scrivo malissimo e nessuno mi prenderebbe mai in considerazione comunque, era giusto per capire fin dove posso permettermi di sognare, tenendo conto che ho ancora parecchia strada da percorrere.

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Mi sa che nel mare delle domande la mia è passata inosservata. La riporto qui:

Ok, ne approfitto anch'io per una domanda: dato che il genere non è valutato dall'agenzia, cosa consiglierebbe a chi scrive fantasy?

Io sono una ragazza di 22 anni, non ho mai completato un romanzo e so di avere ancora moltissimo da imparare;

Non è passata inosservata, ma non so cosa risponderti. Purtroppo non sono nella testa di tutti gli agenti letterari e di tutte le case editrici. Quello che mi sento di dire, e che può sembrare banale (ma tanti mi fanno la stessa domanda di persona), è che prima di pensare a come pubblicare il tuo libro, forse dovresti finirlo. Un passo alla volta.

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Io però mi chiedo perché limitarsi a priori nei generi letterari. Cioè, se è una questione del periodo particolare, o del nostro mercato o di quello estero, o se invece è una scelta strategica a lungo termine.

Lo trovo strano anche perché immagino che un agente non si limiti a promuovere un singolo libro, ma un intero autore, e non è detto che un autore rimanga fedele o voglia rimanere fedele a un solo genere. E neanche che si riconosca in un genere preciso nemmeno in un singolo romanzo. Per esempio, io scritto racconti storici, di fantascienza, semi-horror (non fosse che non fanno paura :asd:), mitologici, e anche qualcosa mainstream, senza mai preoccuparmi troppo del genere. Anzi, ho dei racconti che sembrano mainstream/noir ma non lo sono, la fantascienza che scrivo io è più da romanzo storico ambientato nel futuro :asd: (la si potrebbe chiamare fantasociologia), ma l'unico che ho "finito" è un romanzo storico con una forte componente fantastica-horror. Insomma un guazzabuglio indecifrabile. :facepalm:

Però mi interesserebbe capire qual è la logica dello scegliere il genere (includendo anche il mainstream in un "genere"), cioè perché un agenzia, per quanto grande e competente, si focalizzi su alcuni e non su altri.

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Io però mi chiedo perché limitarsi a priori nei generi letterari. Cioè, se è una questione del periodo particolare, o del nostro mercato o di quello estero, o se invece è una scelta strategica a lungo termine.

Lo trovo strano anche perché immagino che un agente non si limiti a promuovere un singolo libro, ma un intero autore, e non è detto che un autore rimanga fedele o voglia rimanere fedele a un solo genere. E neanche che si riconosca in un genere preciso nemmeno in un singolo romanzo. Per esempio, io scritto racconti storici, di fantascienza, semi-horror (non fosse che non fanno paura :asd:), mitologici, e anche qualcosa mainstream, senza mai preoccuparmi troppo del genere. Anzi, ho dei racconti che sembrano mainstream/noir ma non lo sono, la fantascienza che scrivo io è più da romanzo storico ambientato nel futuro :asd: (la si potrebbe chiamare fantasociologia), ma l'unico che ho "finito" è un romanzo storico con una forte componente fantastica-horror. Insomma un guazzabuglio indecifrabile. :facepalm:

Però mi interesserebbe capire qual è la logica dello scegliere il genere (includendo anche il mainstream in un "genere"), cioè perché un agenzia, per quanto grande e competente, si focalizzi su alcuni e non su altri.

Semplicemente: dipende dal gusto dell'agente.

Tranne pochi geni letterari - mio parere personale - l'autore, una volta che ha trovato la sua voce, non cambia continuamente genere (basta fare un giro in libreria). La sensazione (per esperienza passata) è che chi sperimenta più generi debba ancora trovare la sua strada migliore.

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Tranne pochi geni letterari - mio parere personale - l'autore, una volta che ha trovato la sua voce, non cambia continuamente genere (basta fare un giro in libreria). La sensazione (per esperienza passata) è che chi sperimenta più generi debba ancora trovare la sua strada migliore.

Non sono d'accordo.

King non scrive solo horror, solo per fare un esempio.

Simenon non scriveva solo gialli, anche se Maigret è il suo personaggio più conosciuto.

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Quello che mi sento di dire, e che può sembrare banale (ma tanti mi fanno la stessa domanda di persona), è che prima di pensare a come pubblicare il tuo libro, forse dovresti finirlo. Un passo alla volta.

Questo ovviamente è vero, il problema è che vedendo questa discussione mi sono chiesta che senso abbia finire una cosa che tanto non leggerà nessuno.

È deprimente, ma vado avanti.

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Ma non rischia di diventare noioso o finire col riproporre sempre la stessa storia? Io, come lettore, dopo un po' che leggo un autore voglio sentirlo scrivere di qualcos'altro, altrimenti smetto di leggerlo. Se dovessi fare da "tutor" a uno scrittore, lo spingerei a sperimentare strade nuove, non a restare sempre nel suo comodo angolino.

Però è vero quello che dici, cioè che sono pochi gli autori che si sono dedicati a più di un genere. Ma è anche vero che parecchi danno l'impressione dopo qualche libro di non avere altro da dire (e parlo di autori famosi e bravi, non delle meteore), non sarebbe compito dell'agente indirizzarli verso qualcos'altro?

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

@lavoronelleditoria perdona la domanda forse prolissa, ma se uno invia materiale con formati diversi da quelli che ora stai elencando, potrebbe non essereletto? (non mi riferisco strettamente a quelli della citazione, ma qualche pagina prima avevi elencato caratteri e modo d'inviio - prime 20 pagine se ricordo bene).

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

*lingue di fuoco dalla sala lettura alla segreteria*

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

@lavoronelleditoria perdona la domanda forse prolissa, ma se uno invia materiale con formati diversi da quelli che ora stai elencando, potrebbe non essereletto? (non mi riferisco strettamente a quelli della citazione, ma qualche pagina prima avevi elencato caratteri e modo d'inviio - prime 20 pagine se ricordo bene).

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

Risposta e una mia domanda a voi:

No, ma scherzi, non siamo certo degli orchi. E nemmeno puntigliosi e maniaci dell'impaginazione. Il solito ultimo libro su cui ho lavorato, e di cui ho portato l'esempio un po' di post fa (quello ora conteso da tutti gli editori), era scritto fittissimo, senza un "a capo" e con un carattere minuscolo. Certo che dopo la mia chiamata ho detto all'autrice come prima cosa che così non andava. Quando gliel'ho reimpaginato io mi ha detto che cambiava tutto quanto, sembrava un altro libro.

Mi viene una curiosità, e questa volta la domanda la faccio io: se qualcuno di voi lo fa, perché non ponete una cura nell'impaginazione?

Un'impaginazione senza alcuna cura rende molto difficile la lettura, ma non solo a noi, immagino anche a voi stessi quando rileggete il vostro libro. Non è così, per caso?

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Aggiunta alla precedente.

Il formato A5 spesso fa bloccare le stampanti professionali perché chiedono altri formati di carta e rallenta il lavoro. Word o pages (per chi usa mac, che io trovo di gran lunga migliore per scrivere, anche perché dà la possibilità di visualizzare il foglio per intero senza distrazioni, e in generale è più semplice nelle impostazioni avanzate) ci danno una pagina standard perfetta. Senza problemi, si può usare quella. Io consiglio sempre anche di stringere di un po' il righello verticale sopra e sotto. Ma sono vizi di forma, lo ammetto.

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Per la lunga discussione generata: la mia questione sul cambiare genere da un libro all'altro.

Non fraintendetemi, ognuno può fare quello che vuole e nessuno glielo vieterà. Però l'editoria è un mercato. Se vendi 5000 copie (e vi assicuro che con questa crisi la media di venduto per autore, anche per una grande casa editrice, è inferiore), e di quelle 5000 ti sei guadagnato che ne so, 800-1000 lettori, non puoi ancora permetterti di fare quello che ti pare. Se al secondo libro cambi genere tutto il lavoro che l'editore ha fatto per costruire la tua carriera con critici, giornali, radio e promozione in generale, deve essere rifatta da capo. Gli editori se uno è nella media, e vende quel numero di copie, in genere non ce la fanno economicamente a sostenere un nuovo lancio per il riposizionamento, e può essere che rinuncino a pubblicarvi (scrivo "può essere" ogni caso è diverso dall'altro, ma la norma è questa) perché un rilancio, in termini monetari, significa per l'editore un passivo sul libro (se uno vende 2000 copie, il passivo l'editore lo ha lo stesso. Con 5000 non gli va molto meglio.

Ci sono altri casi, statisticamente irrilevanti. Se un esordiente ad esempio vende 200mila copie, gli sarà certamente concesso di scrivere quello che vuole, "It's up to you" si dice, ma con il rischio (sua, la decisione è sempre dello scrittore) che quei 200mila lettori, di cui forse un ventesimo gli resteranno fedeli, lo abbandonino, o almeno una buona parte di loro. Non è solo un rischio, succede quasi sempre. E se con il libro successivo il nostro ex autore da 200mila copie vende molto poco, visto che dopo il primo successo il suo anticipo sarà presumibilmente alto, quale editore scommetterebbe ancora su di lui per rilanciarlo, visto che un ulteriore riposizionamento gli costerebbe un SACCO, ma un SACCO di soldi?

Diverso ancora è il discorso per un autore medio che ha fatto diversi libri e vuole sperimentare qualcosa di diverso.

Insomma, non è mai una scienza esatta.

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Il formato A5 spesso fa bloccare le stampanti professionali perché chiedono altri formati di carta e rallenta il lavoro. Word o pages (per chi usa mac, che io trovo di gran lunga migliore per scrivere, anche perché dà la possibilità di visualizzare il foglio per intero senza distrazioni, e in generale è più semplice nelle impostazioni avanzate) ci danno una pagina standard perfetta. Senza problemi, si può usare quella. Io consiglio sempre anche di stringere di un po' il righello verticale sopra e sotto. Ma sono vizi di forma, lo ammetto.

Forse perchè non hanno cognizioni di impaginazione, semplicemente.

Oppure non hanno un Mac, strumento duttile sia per grafica che per opere musicali, ma costoso per aspiranti scrittori o studenti universitari.

Personalmente, da buon tipografo, sono a impaginare con Xpress, copincollando su Word (hai visto mai che debba esportare Xpress in pdf perché non riescono a leggerlo?)

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Basta un vecchio computer da 300€ con word 2008 per giustificare, restringere e ingrandire un carattere ;)

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Diverso ancora è il discorso per un autore medio che ha fatto diversi libri e vuole sperimentare qualcosa di diverso.

Insomma, non è mai una scienza esatta.

Ma difatti, io a questi mi riferivo. Anche perché credo che pochi autori, a fronte di un successo del primo libro, non cercherebbero di restare nel solco già tracciato, anche solo per una questione di entusiasmo. Il problema secondo me si verifica verso il quarto, quinto libro, quando la vena è esaurita e qui sta un po' a tutta la filiera accorgersi della cosa e non continuare a spremere sempre le stesse olive. In questo senso trovo strano che un'agenzia non cerchi espressamente qualcuno in grado di cambiare genere e non restare sempre uguale a sé stesso.

Per rispondere all'altra domanda, io curo moltissimo l'impaginazione, sarà che c'è stato un periodo della mia vita in cui mi pagavano per farlo (eh, bei tempi). Difatti non sopporto Word, preferisco un sistema che non sia WYSIWYG e di solito per scrivere uso latex. Ultimamente mi sto anche interessando a epub3, che dà grandi possibilità per il formato elettronico. Purtroppo quasi sempre non è accettato il pdf e c'è quasi l'obbligo di inviare in formato doc (i più illuminati accettano anche openoffice). E questo è uno dei 3 o 4 motivi che mi fanno optare per l'autopubblicazione (forse non il più serio, ma uno dei motivi lo è sicuramente). :asd:

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curo moltissimo l'impaginazione

Anch'io. Margini, interlinea, rientri, paragrafi. Mi piace proprio. Numero delle pagine e dei capitoli. A volte mi spericolo perfino a mettere il capolettera a inizio capitolo.

Probabilmente impagino meglio di quanto scriva.

Prima o poi mi arriverà una risposta da un editore in stile Snoopy: "Gentile autore, il suo romanzo fa cacca, ma come impaginatore ha un futuro; ne vogliamo parlare?"

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Anche a me piace impaginare. Ho impostato le mie preferenze su word in modo che quando apro un nuovo file posso scrivere senza perdere tempo. Se non ho il mio garamond corpo 14 interlinea 1,5 nemmeno riuscirei a iniziare. Mi sembrerebbe tutto disordinato.

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Ciao,

volevo porre una domanda, se possibile.

Alla fine dell'estate 2011 avevo spedito il mio romanzo, come da accordi, e dopo circa 5 settimane ho ricevuto il rifiuto standard.

A oggi, quel romanzo è stato rivisto, editato e snellito.

L'agenzia è solita rivedere gli autori in precedenza rifiutati, o sarebbe da evitare un secondo tentativo di contatto?

Non vorrei apparire come insistente, è solo per capire se un no iniziale è da considerare definitivo e inderogabile.

Non sono solita rompere le scatole, ma tenace sicuramente.

Grazie e complimenti per la disponibilità.

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Ciao,

volevo porre una domanda, se possibile.

Alla fine dell'estate 2011 avevo spedito il mio romanzo, come da accordi, e dopo circa 5 settimane ho ricevuto il rifiuto standard.

A oggi, quel romanzo è stato rivisto, editato e snellito.

L'agenzia è solita rivedere gli autori in precedenza rifiutati, o sarebbe da evitare un secondo tentativo di contatto?

Non vorrei apparire come insistente, è solo per capire se un no iniziale è da considerare definitivo e inderogabile.

Non sono solita rompere le scatole, ma tenace sicuramente.

Grazie e complimenti per la disponibilità.

Purtroppo no. Leggiamo un solo romanzo per autore, una volta sola. Se troviamo un romanzo lavorabile, chiamiamo l'autore e ci proviamo insieme. In caso contrario non li rivediamo, non ne abbiamo fisicamente il tempo.

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