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97 risposte in questa discussione

no no ma l'editing, anche pesante, l'avrei capito e accettato (soprattutto perchè chi ha più esperienza di me sa sicuramente guidarmi), ma come hai detto tu qui non si tratta di editing a mio parere.

Spero a voi possa andare meglio...

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Editore veloce nelle risposte, anglofono fino all'ossessione e con degli editor che hanno smanie di onnipotenza. Mi ha dato l'impressione che fosse più lui a dover scrivere un romanzo su di una mia idea, che non il contrario. Convincere che tutti gli editori sono così poi (come nel caso di Lirit),andiamo...

Un'ottima strada da scegliere se avete un thriller nel cassetto e volete che qualcuno ve lo stravolga.

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Li ho contattati anche io: rispondono in tempi rapidi, disponibili a rispondere a tutte le domande.

Per il momento devo dire che mi hanno fatto buona impressione.

Spero di pubblicare con loro!

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La grafica delle copertine è accattivante... Pubblicano anche romanzi. Ci provo!

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Anche a me stamattina è arrivata l'email con quel link, solo che andando sul sito sono rimasta un po' perplessa:

 

"Il manoscritto viene messo in valutazione sottoponendo un capitolo e una sinossi il più possibile completa: di solito un paio di cartelle. Per farlo si chiede a manoscritto un obolo di € 5,99."

 

........ma non era una CE free?!?!

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Scusate, l'intrusione sono Monica Montanari di MammaEditori e di Òphiere. Proprio prevedendo l'obiezione ho mandato una segnalazione apposita alla vostra segreteria che vaglierà dato il contenuto economico dei servizi offerti dalla nuova piattaforma. Se parlarne o se si configura come Spam. Mi preme però fare una precisazione:

1 ) non si tratta di editoria a pagamento:
perché si può essere pubblicati dopo il solo versamento dei 5,99 euro dell’obolo di ingresso e che si può non essere pubblicati anche se si è acquistato l’intero pacchetto servizi

2) non si tratta di un corso di scrittura creativa perché ci occupiamo del romanzo e non dello scrittore: ovvero non ci riteniamo più scrittori di tanti presenti sul vostro forum ma riteniamo di avere idee molto stringenti riguardo alla trasformazione di un manoscritto in un prodotto vendibile e abbiamo messo a punto negli anni un know how molto efficace in proposito.

 

Passando a un esempio concreto. L'ultimo scrittore entrato in scuderia è Barbara Polettini Coffani che pubblicherà con il nome di Imogen Barnabas. Con lei ci cimenteremo su un mercato di fascia più alta del nostro abituale. La sua storia è una commedia nera screwball target femminile borghese.

 

Ora nel suo caso è stato subito evidente che la scrittura c'era e la voce narrante poteva parlare a un settore ben preciso del pubblico femminile. La sua storia andava però ristrutturata per espandere questi punti di forza ne abbiamo parlato lei ha accettato di fare il lavoro necessario e lo sta facendo. Ecco ora Barbara si sarebbe trovata a dover pagare l'ingresso iniziale e l'abbonamento settimanale e un paio di moduli introduttivi. Dopo di che sarebbe entrata di diritto nello staff, avrebbe smesso di pagare alcunchè, avrebbe contribuito come fanno tutti da noi a correggere i lavori degli altri e avrebbe percepito denaro dallo svolgimento del lavoro sui moduli di iMentori per altri scrittori. Vorrei spiegare infatti che alla casa editrice vanno solo gli ingressi e gli abbonamenti settimanali mentre l'intero importo dei singoli moduli del servizio al netto dell'iva vengono percepiti dagli stessi scrittori dello staff.

 

Per abbonamento settimanale intendo una modalità con la quale lo scrittore è del tutto autonomo. Accede settimanalmente a due capitoli del nostro materiale tecnico prova ad applicarne le logiche e posta dei testi nella sezione affidatagli chiedendo allo staff di valutare se ha applicato bene la teoria. L'abbonamento settimanale è 5,99.

 

I serivizi a modulo invece prevedono l'applicazione sul manoscritto di un mentore scelto dallo scrittore stesso.

Il mentore può essere cambiato ad ogni modulo.

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Il tutto è piuttosto sgrammaticato :-( ma non sono riuscita a capire come modificare :-) Scusate.

Ah, segnalo che il sito di Mamma editori è stato rifatto di sana pianta e che è nato il nuovo marchio editoriale Òphiere.

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Quindi il pagamento dell'obolo è una specie di tassa d'iscrizione a un club, tra i membri del quale voi cercate i vostri autori. Ho capito bene?

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Sì può essere detto bene anche così Nanni. Però in concreto oltre all'iscrizione al club, viene aperta una sezione dedicata solo allo scrittore cui può accedere solo lo staff e lui stesso. Qui il manoscritto deve essere presentato attraverso il primo capitolo e una sinossi molto completa e dettagliata (due cartelle)

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Penso che farò una cosa. Privatamente gli scrittori cui rispondo reinviandoli ad iMentori mi rispondono con delle obiezioni che renderò pubbliche insieme alle risposte che fornisco così che ne possiate discutere:

Scrive Marco:



 

Spero tu stia scherzando...


Altrimenti...non mi interessa!!



Ricambio gli Auguri di Buon Natale!!!




Cordiali saluti.


IO RISPONDO:

Non sto scherzando per nulla, i soldi vanno a scrittori come te che dopo aver pubblicato accettano di condividere le nostre tecniche e remunerano in qualche modo i lunghi anni di studio. Alla casa editrice va solo l’obolo di 5,99 per ingresso e valutazione e l’eventualissimo abbonamento settimanale  per gli scrittori che voglio studiare da soli. Tutti gli altri moduli hanno costi che vanno integralmente a finire nelle tasche degli scrittori. Gente come te con il solo plus di aver conoscenza e pratica di alcuni ragguagli tecnici sulla narrativa commerciale. Se lo scrittore viene pubblicato diventa automaticamente uno di noi e anche lui viene messo alla macina. È un modo intelligente e “circolare” per fare condividere e dare un valore al lavoro intellettuale. Un’opportunità dunque, non una speculazione. Comunque su Writer’s dream a proposito di Mamma editori stanno appunto discutendo come guardare a questa nuova iniziativa.

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Procedo nel riportare le obiezioni che mi arrivano in casella dagli scrittori.

Giuliana scrive:

Buongiorno e buna vigilia! Non è che non creda nel vostro lavoro ma io non posso pagare alcuna tassa, per via di problemi familiari, se non ho l'assoluta certezza che il manoscritto venga pubblicato. Ho già sottoposto il manoscritto ad una attenta valutazione. Vorrei che la casa editrice lo prenda in considerazione, tutto qui, senza alcuna iscrizione al vostro forum. E' possibile?

 

Risposta:

Purtroppo no. Abbiamo cambiato modalità e questo vale per tutta la narrativa. Abbiamo dovuto mettere un filtro, gli scrittori con la comodità di internet mandano i propri manoscritti a tutti gli editori; il risultato è che siamo subissati di lavoro. Il costo di un pacchetto di sigarette è simbolico ma induce lo scrittore a interrogarsi preventevamente sul fatto che il suo manoscritto sia adatto a noi. In pratica è lo scrittore stesso in tal modo a filtrarsi.  
 

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A ogni modo, e in qualsiasi maniera lo si possa interpretare, io vorrei due chiarimenti: se non fosse possibile fornirli qui, vi risponderemo alla vostra email riponendo le stesse domande:

1) Ophiere è un vostro marchio?

2) Per un autore che intende sottoporvi un libro per la valutazione, non c'è altro modo di poter essere valutato gratuitamente o l'unica via è il pagamento "dell'obolo" previsto con iMentori?

 

Grazie per la disponibilità :)

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Òphiere è un marchio editoriale Mamma editori.

 

Per la narrativa  non c'è altro modo di proporre manoscritti che passare dalla formula iMentori e pagare 5,99.

 

Se viceversa c'è l'associazione dei cani che per raccogliere fondi vuole fare una pubblicazione di "varia" con immagini e la storia di Fido per raccogliere fondi, o il consorzio del Parmigiano che vuole pubblicare una monografia sulla vacca bruna, piuttosto che un malato che reduce da grave malattia vuole condividere con altri la propria testimonianza etc... O ancora: un instant sulla vita oratoriale di Renzi o ancora un manoscritto che svela i messaggi satanisti nella pubblicità... Ecco tutta questa roba non passa da iMentori.

 

Se invece uno vuole pubblicare un romanzo puntando a una vera competizione sul terreno della narrativa di conforto e dunque ad accettare vincoli e occasioni della narrativa commerciale come Jaguarà che da oltre 20 giorni è tra i romanzi più venduti da iTunes deve per forza passare da iMentori.

 

Comunque grazie per la domanda vado subito a mettere in chiaro questo aspetto nel materiale informativo online.

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Aspettate, ho capito bene? Quindi la saggistica/testimonianza scientifica/reportage non prevede contributo?

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Hai capito bene Frà picconatore.

La saggistica non prevede nessun contributo.

Ovviamente però ci sono i libri realizzati su commissione e lì altro che contributo! Il libro se lo paga il cliente: è il caso dell'ente, dell'associazione, dell'azienda o anche del privato che vuole in pratica farsi editore senza esserlo. Attenzione sono casi nei quali il committente vuole gestirsi commercialmente il prodotto per ricavare ben oltre le royalties. Faccio un esempio: sono il presidente di un'associazione cinofila, so per certo che se pubblico un libro tutti i miei 500 soci lo acquisteranno. Vado dall'editore ma lo utilizzo come un erogatore di servizi editoriali poi gli compero a prezzo concordato tutte le 500 copie che stampa e ci penso io a rivenderle.

O ancora ci sono i casi di ghost writing, riscritti di peso. Casi nei quali "l'autore" paga il servizio di scrittura: è il caso di molte biografie.

Ci sono casi ancora in cui attraverso la nostra Onlus OdV Gnomone in pratica le spese per un libro che sappiamo non rientrare commercialmente ce le addossiamo noi. È il caso di alcune pubblicazioni per le scuole per esempio. Faccio il caso di un libro  destinato a una piccola scuola del territorio e dedicato alle edicole votive: "Le maestà tra passato e presente". In Issuu si possono sfogliare solo poche pagine ma già si vede che è un libro molto progettato e ricco di grafica piuttosto complessa che il committente non avrebbe mai potuto pagare.

È molto difficile incontrare editori puri in Italia. A livello dei Big le aziende integrano l'editoria libraria con quella di periodici e televisiva oltre ad attività imprenditoriali di diversa natura. A livello dei piccolissimi l'editoria è spesso un vezzo in perdita dove vengono investiti redditi provenienti da altre attività.

Noi siamo editori puri e solo librari salvo l'esperienza di un mensile di attualità locale condotto con successo fino all'abbandono perchè troppo faticoso per le nostre risorse. L'attività dunque richiede una plasticità e un'articolazione che il lettore non sospetta.

 

Proprio l'esperienza fatta con il mensile Golasecca mette in luce l'assurdità di dover abbandonare iniziative di successo perchè richiederebbero l'assunzione di personale che le metterebbe fuori mercato. Ora noi non sfruttiamo stagisti, non illudiamo persone con prospettive inesistenti di assunzione o pagando a royalties dei lavori d'ufficio, pratica purtroppo molto diffusa nel nostro settore. Per questo, per far crescere il settore della narrativa commerciale abbiamo creato iMentori. Se avrà successo gli scrittori che confluiscono nello staff ricaveranno un reddito e contribuiranno all'espansione di un settore in cui troveranno impiego a tempo indeterminato se lo vorranno. Diversamente saremo costretti a non pubblicare più degli attuali libri di narrativa e a sviluppare gli altri settori.

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Chiedono contributo per l'editing e revisione dei vari capitoli. E a quanto pare è obbligatorio.

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No, Imbrattatore non è obbligatorio pagare editing e revione

Anche definendo "pagare" il versamento di 11 euro a modulo che per giunta non vanno all'editore ma agli autori che si prestano a vagliare e editare romanzi di cui non si sa ancora se arriveranno allo stadio di pubblicabilità,  anche questi pochi euro non sono necessari se il romanzo è a posto ed è pubblicabile.

 

Se il romanzo non è pronto e tuttavia presenta motivi di interesse e qualcosa da valorizzare noi proponiamo di lavorarci sopra, e chiediamo all'autore di corrispondere delle cifrette simboliche agli autori della nostra scuderia che si occuperanno di aiutare l'evoluzione del racconto.

 

Ciò che è OBBLIGATORIO è versare 5 euro e rotti per la prima valutazione.

E questo per evitare i manoscritti che oggi con la comodità del web vengono spammati su tutti gli editori solo perchè presenti in un elenco e senza che lo scrittore si sia veramente chiesto se il romanzo possa finire nel catalogo di questo o quell'editore.

 

Per noi leggere e vagliare tutte queste proposte (che gli autori mandano a tutti solo perchè oggi lo si può fare gratuitamente) è un notevole carico di lavoro. Di qui i 5 euro per indurre l'autore a chiedersi, lui per primo, se vale la pena di fare il tentativo.

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Per noi leggere e vagliare tutte queste proposte (che gli autori mandano a tutti solo perchè oggi lo si può fare gratuitamente) è un notevole carico di lavoro. Di qui i 5 euro per indurre l'autore a chiedersi, lui per primo, se vale la pena di fare il tentativo.

 

Questo ragionamento, effettivamente, può starci.

Io stesso ho inviato il manoscritto a tutte le CE che accettano proposte editoriali tramite email.

"Mamma, mi hai beccato con le mani nella marmellata". :superbava:

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Grazie Pippo :-) una collega di Speechless si lamentava che ormai arrivano i manoscritti senza nemmeno una frasetta di presentazione :-)

Oggi sono tornata alla carica con un post perchè mi sono arrabbiata con un'autore che così ha risposto alle mie indicazioni:

 

«Mi perdoni, avevo trovato erroneamente la casa editrice tra quelle non a pagamento in un sito, provvederò a far correggere la segnalazione.
Scusi il disturbo e le auguro buona giornata. »

 

5 euro sono il costo di un pacchetto di sigarette!!! Alla faccia del pagamento.

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A dire il vero, nonostante l'intento di scremare gli invii non ponderati, devo ammettere che, per quanto mi riguarda, non è un importo a fare la differenza, quanto la richiesta dei soldi in qualsiasi fase del percorso editoriale.

Per me è così, perlomento

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Allora noi cerchiamo buoni manoscritti da pubblicare, manoscritti che vendano e che ci facciano guadagnare. A proposito stasera non mi tengo perchè sembra proprio che si sia riusciti a chiudere un accordo per la traduzione in inglese dei nostri romanzi.

Bene, non potendo aggiudicarmeli con le aste internazionali tra le altre cose per i costi proibitivi della traduzione in italiano, o noi troviamo buoni scrittori o moriamo. Come si fa? La risposta l'abbiamo trovata cercando di mettere a punto una scuola collettiva di scrittura che è sempre stata condotta del tutto gratuitamente. come spiegavo sopra è accaduto però sempre più spesso che l'autore dopo aver lavorato  per qualche mese piantasse lì tutto vanificando il nostro lavoro.

Per questo e per mille altri motivi elencati sopra abbiamo un prezziario del tutto sibolico da corrispondere agli scrittori non a noi e solo nel caso in cui il romanzo necessiti del loro lavoro.

Se mi mandate un romanzo a posto che necessita del comune editing formale io sono la persona più felice del mondo e mi limito ad averbi munto i 5 euro.

 

Se però mandate dei lavori non ancora pronti per la pubblicazione oltre al normale riufiuto c'è una possibilità in più quella di metterci mano confrontandosi con qualcuno che ne capisce. E il suo tempo almeno simbolicamente gli va pagato.

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Frà ho capito il tuo ragionamento: qualsiasi importo indica che gli editori per primi non prevedono che il libro venderà a sufficienza per ripagarli del loro sforzo.

 

Ti invito a chiderti se 11 euro a modulo per lo studio e la messa a punto del Plot ti possono far pensare che bastino a compensare lo sforzo e il tempo necessari o se siano un modo per garantirsi la serietà dell'autore dall'altra parte.

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Aspettate: io non parlo dell'editing, se questo viene fornito come servizio letterario che prescinde dalla pubblicazione (come fanno gli agenti: mi valuti, mi dici cosa non va, poi uno sceglie se usufruire dei vostri o di altri servizi).

Io mi riferisco alla richiesta iniziale di contributo, per quanto irrisorio. Se ho capito bene la vostra organizzazione, un autore per essere letto e sottoposto alla vostra valutazione editoriale paga 5 € e rotti. Sia che lo scartiate (o che gli consigliate di fare un editing come servizio letterario) sia che invece lo vogliate poi pubblicare. Per me, è comunque una richiesta di contributo. Scarsa, irrisoria, motivata con dei ragionamenti che sono più che mai legittimi e che mi trovano pure d'accordo. Ma bisogna pagare l'obolo comunque. 

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integro, che mi è arrivata dopo la notifica:

 

Frà ho capito il tuo ragionamento: qualsiasi importo indica che gli editori per primi non prevedono che il libro venderà a sufficienza per ripagarli del loro sforzo.

 

Ti invito a chiderti se 11 euro a modulo per lo studio e la messa a punto del Plot ti possono far pensare che bastino a compensare lo sforzo e il tempo necessari o se siano un modo per garantirsi la serietà dell'autore dall'altra parte.

Capisco il gesto, e so bene che un costo di 11 € non ripaghi il lavoro su un libro. Ci mancherebbe. Io mi riferisco all'obbligo dei 5 euro per essere valutati. Capisco la motivazione, ma non fa per me. Non mi rivolgo nemmeno agli editori che richiedono di comprare un libro del loro catalogo per valutarmi, e io sono uno di quelli che prima di mandare una proposta, il catalogo me lo compro in autonomia. Ma è una mia scelta. Idem la penso per i 5 euro. Cifra irrisoria, giustificata dall'intento di far ragionare un autore sull'invio di un testo "random" purché lo mandi e basta.Non so, secondo me non salva da tutti gli invii indiscriminati, ma solo da quelli che in quel momento non hanno 5 euro da spendere. Ripeto, è una mia opinione :)

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Non ho parlato di discriminazione. Ho solo detto che "vi salvate" dagli invii sconsiderati di chi non ha 5 euro :)

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Non è vero: i manoscritti in valutazione sono scesi del 90%. Abbiamo risolto il problema. Segno che nessuno era realmente interessato a pubblicare proprio con noi e semplicemente stava sparando nel mucchio.

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