Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Unius

[MI 105-OL] Generazione Antartide

Post raccomandati

Traccia di mezzanotte

commento

 

In memoria dell’Ammiraglio Richard Evelyn Byrd.

 

Il panfilo “Admiral Byrd” non aveva ancora finito di affondare che già alcuni superstiti erano stati raccolti dalla nave da crociera “Odysseus”,  partita da Ushuaja, ultima città della Terra del Fuoco, in Argentina, che aveva raccolto il suo SOS poche ore prima.

Quando il comandante della Odisseus, capitano Colajerta, diede in seguito l’allarme via radio, notò che tutte le linee erano disturbate; poteva trasmettere solo su una frequenza usata di solito dai militari.

Che risposero di non muoversi. Stavano arrivando.

– Abbiamo necessità di trasportare alcuni feriti. Necessitano elicotteri, passo.

– Stiamo arrivando. Curate i feriti nella vostra infermeria. Non muovetevi. È un ordine. Passo.

– Ricevuto. Passo e chiudo.

Colajerta uscì sul ponte pensieroso. Aveva un centinaio di turisti sulla nave, alcuni affollavano la fiancata di poppa riprendendo con i loro telefonini il panfilo poco distante che stava per affondare, mentre l’equipaggio dell’Odysseus issava a bordo le due scialuppe di salvataggio con le quali avevano recuperato i pochi superstiti. Vide che alcuni passeggeri lo guardavano e Colajerta, per evitare domande, si ritirò.

Fece diramare la voce che dovevano stazionare sul posto in attesa dei soccorsi. Ma qualcosa non quadrava. Quando aveva ricevuto l’SOS del Byrd tutte le linee di comunicazione funzionavano regolarmente e al momento in cui aveva potuto inquadrare il panfilo con i binocoli lo aveva visto intatto. Anche il suo secondo e alcuni membri dell’equipaggio avevano visto la stessa cosa, salvo  notare l’esplosione successiva.

Come avevano potuto mandare la richiesta di soccorso prima dell’esplosione? Come potevano sapere che sarebbe avvenuta?

Scese sottocoperta, nella piccola infermeria dove erano stati sistemati i feriti. Erano sette, in pessime condizioni, ma uno, benché molto debole era in grado di parlare. Il medico di bordo si alternava al capezzale degli altri. Colajerta guardò il marinaio.

– Come ti chiami?

– Alberth Troskj, signore.

– Cosa ci facevate qui con un panfilo privato?

– In gita… – rispose l’uomo con un sorriso stanco Ma divertito.

– Americano?

– Russo.

– Complimenti per l’inglese.

– Anche a lei.

– Il nome del panfilo… inusuale. Chi è il proprietario?

– Un pezzo grosso, capitano. Parjeskii…

– Il miliardario? È morto?

Alberth sorrise.  – No. Lui no.

– Come fate a saperlo? Non può sopravvivere in mezzo a quel ghiaccio…

– Non è nel ghiaccio…

Colajerta toccò la fronte del marinaio.

– Mi ascolti, capitano…

– Sono qui. Tranquillo. Stanno arrivando i soccorsi.

– Le hanno risposto… militari?

– Come lo sa?

Alberth scosse la testa. – Non arriveranno i soccorsi. Mi dispiace…

Colajerta si sedette vicino al marinaio. Vide che il dottore, poco più avanti, era intento a medicare un altro ferito,  e gli dava le spalle.

– Cosa dispiace? Lei non è grave. Guarirà.

– Abbiamo oltrepassato… la linea.

– Sì. Anche noi per soccorrervi. Ci hanno ordinato di restare qui.

– Noi… Siamo andati oltre

– Sì. Per quello hanno risposto i militari. Loro controllano… Non si può andare oltre. Solo i militari possono.

– Come l’Ammiraglio Byrd…

Colajerta non rispose. Il dottore si voltò appena verso di loro, come se avesse sentito. Il capitano gli fece cenno che tutto andava bene.

– Lei è argentino – disse Alberth – Conosce Byrd, vero?

Colajerta annuì. – Si raccontano tante storie –

– No. No. No. Parjeskii ha trovato un passaggio… nelle montagne di… ghiaccio… Lo attraverserà.

– Se non è tra i feriti è morto. Non crede?

– No. È su un sommergibile scientifico. Navigava sotto di noi per non essere individuato. Vedevano solo noi dal satellite. Un piccolo sommergibile a propulsione nucleare…

Si sentirono delle urla provenire dall’esterno. Un membro dell’equipaggio enrò trafelato nell’infermeria.  – Capitano! Delle esplosioni al largo, dove stava il Byrd! Sembrano… Madre de Dios! Sembrano missili!

Colajerta sentì un rivolo di sudore freddo colargli per la schiena, il sangue gelarsi. E non era il freddo.

– Lo hanno individuato adesso… Ma navigherà sotto il ghiaccio, lungo il passaggio, fino a uscirne fuori… Là non potranno colpirlo… Mai… – disse Alberth.

Il  dottore guardò il capitano, che si mise una mano in tasca, ansimando.

Il dottore uscì di corsa seguendo il marinaio, andando sopra il ponte di coperta.

– Mi dispiace – disse Alberth. – Tra poco colpiranno voi. Non vogliono testimoni.

– Ma noi… non sappiamo niente. Non abbiamo visto niente. Siamo una nave da crociera con tutte le autorizzazioni in ordine. Siamo andati oltre per soccorrervi… ma siamo sempre dentro

– No. Avete comunicato che c’erano superstiti. Loro sanno che qualcuno poteva parlare… Sono io. Mi dispiace. Loro non possono correre rischi…

Colajerta tirò fuori dalla tasca un rosario. Lo strinse forte. Se lo mise in fronte mormorando una preghiera in spagnolo.

– Antardide è solo un confine, non è il limite della Terra, capitano. Tra le montagne di ghiaccio ci sono passaggi per andare oltre. Ci sono altri mari, c’è caldo… Oltre i ghiacci… altri mari, altri continenti. Infiniti…

 Alberth sorrideva estasiato, con lo sguardo luminoso come se vedesse oltre.    – Continenti con altri uomini. Migliori di noi. La Terra non è una palla che gira e si muove a mille chilometri all’ora in mezzo al niente, senza importanza. No capitano. La Terra è un’universo infinito, terre infinite, mari infiniti su diversi piani. Sopra e sotto…

– Come dice la Bibbia.

– Sì. La Bibbia.

– Ce la farà… Par…

– Parjeskii ce la farà. Sì. I ghiacci sopra l’acqua sono spessi. Non lo colpiranno. Sotto il ghiaccio è difficile individuare un bersaglio dai satelliti. E poi… qualcuno lo aiuta…

– Chi?

– Lo stesso che aiutò Colombo quando decise di andare oltre l’Atlantico. Nessuno che credeva in lui. Ma Dio sì e permise che andasse oltre…

– Lo aiuta… Dio?

Alberth sorrise felice. – Sì –

– Il mondo sarà migliore, dopo?

– Sì. È per quello che non vogliono che si vada oltre Antartide, capitano…

– Lo so.

– E io sapevo che lo sapevate.

Ci fu un attimo di silenzio, che però ora sembrò durare molto di più.

– Ci vorrà molto… Alberth?

– Per cosa?

– Per morire – disse Colajerta.

– No. Mi dispiace. Hai famiglia?

– Sì. Moglie e due figli. Due maschi.

– Anchio. Moglie e due figli. Due maschi.

I due uomini sorrisero annuendo.

Alberth fissò il soffitto. – Sono un militare. Sento che tra poco ce ne andremo… Istinto, sai…

Colajerta annuì, guardandosi intorno. Tutto era silenzio.

– Speriamo che i nostri figli riescano a vedere il nuovo mondo.

– Speriamo.

– Avvicinami il rosario, capitano.

E intorno a loro parve accendersi un immenso sole.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi è piaciuto molto il racconto e l'idea che c'è dietro: un mondo dietro i ghiacci dell'Antartide. Forse già qualcuno ci aveva pensato (non ricordo quale scrittore di qualche tempo fa) ma reso in questo modo funziona ed è credibile. 

A lasciarmi un po' più freddino è lo stile, molto secco, gli manca qualcosa in termini di verve. Anche i dialoghi, anzi soprattutto i dialoghi, in certe battute sembrano troppo "studiati", poco naturali, quasi come se l'uno già sapesse cosa sta per dire l'altro.

C'è anche qualche refuso (tipo l'Odysseus cambia nome dalla prima alla terza riga).

 

L'atmosfera e lo sviluppo sono ottimi, piaciuta la figura del capitano. Peccato il non aver visto il mondo nuovo, ma averlo solo potuto immaginare.

:)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Unius , dell'Odysseus / Odisseus te l'han già detto.

Però c'è anche:

17 ore fa, Unius ha detto:

– Anchio.

ma soprattutto

17 ore fa, Unius ha detto:

un’universo

e questo a un supercritico sardo non è ammesso, è gravissimo!

Sto scherzando, naturalmente. Il racconto è molto bello, originale e scritto in modo magistrale nel tuo miglior stile militar-granitico.

Personalmente non apprezzo i soliti riferimenti biblici, mentre trovo assurdo questo:

17 ore fa, Unius ha detto:

qualcuno lo aiuta…

– Chi?

– Lo stesso che aiutò Colombo quando decise di andare oltre l’Atlantico. Nessuno che credeva in lui. Ma Dio sì e permise che andasse oltre…

Dio, se mai esiste, non può che essere onnisciente e sapere tutto da sempre, non è che a un certo punto si mette a credere in Colombo, un uomo!, e nel 1492 gli dà il permesso di fare qualcosa.

Ma queste sono cose mie, che rabbrividisco quando qualcuno, magari anche il papa, dice che Dio piange, come fosse mio nonno!

Ovviamente quanto sopra nulla leva alla forza della tua narrazione che mi è molto piaciuta.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi è piaciuto il ritmo veloce, l'azione che sei riuscito a far intravedere nella staticità di un dialogo, che è praticamente il fulcro del racconto e della questione. Andando a memoria, mi sembra di aver trovato qualche refuso in più rispetto al tuo solito, ma questo può essere addebitato alle lancette dell'orologio inesorabile del MI.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 19/11/2017 at 23:43, Unius ha detto:

Un membro dell’equipaggio enrò

refuso.

 

On 19/11/2017 at 23:43, Unius ha detto:

Antardide

refuso.

@Unius il tuo stile mi piace e mi piacciono anche i riferimenti biblici :D trovo sia un tuo marchio caratteristico. Venendo al racconto, vista la dedica, non credo di averlo appreso del tutto, e mi dispiace :( hai raccontato di una situazione realistica, molto serrata e non sono riuscita a seguirla quanto avrei voluto, soprattutto nella parte dialogata. Comunque sia, come ho detto, il tuo stile mi piace, il racconto, refusi a parte che capitano a tutti^^, è scritto molto bene.
Alla prossima!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao autore
Il tuo testo a me è piaciuto molto. Asciutto, lineare, pulito. ti hanno fatto mancare una certa freddezza nei dialoghi, forse un po' innaturale. Certo, un comandante non si sarebbe strappato i capelli nè avrebbe urlato istericamente, ma forse, far trasparire qualche sentimento angosciato in più non avrebbe fatto male. 
L'hai reso molto asettico ma, non per questo, meno piacevole. Non conosco i riferimenti della Bibbia che hai citato e credo che dovrò andare a cercarmeli, ma è comunque un pezzo interessante.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On ‎19‎/‎11‎/‎2017 at 23:43, Unius ha detto:

– In gita… – rispose l’uomo con un sorriso stanco Ma divertito.

refuso: "ma" va minuscolo.

 

Hai elaborato teorie passate secondo le quali dall'Antartide era possibile raggiungere un altro mondo e ho apprezzato la scelta. Il racconto mi è piaciuto ed è scritto bene, è coinvolgente. Una buona prova :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Fante Scelto

Ciao, grazie per il commento.

Ho scritto in fretta questo racconto, quasi all'ultimo momento, basandomi su idee che avevo in precedenza e ho lasciato refusi in abbondanza e dialoghi imperfetti.

Comunque, in effetti, sia il marinaio che il capitano, sapevano entrambi dell'argomento antartico, intendo dei passaggi fra i ghiacci. Chi vive lì o ci lavora non può non saperlo, ecco perchè entrambi sembrano già sapere cosa dirà l'altro.

 

On 20/11/2017 at 15:21, Fante Scelto ha detto:

Peccato il non aver visto il mondo nuovo, ma averlo solo potuto immaginare.

:)

Qualcuno lo ha visto. Ma non bisogna dirlo... Shhh ;)

 

@Macleo

Grazie per la lettura e le osservazioni, sempre giuste. Ho scritto troppo in fretta, non amo la velocità.

 

On 20/11/2017 at 17:20, Macleo ha detto:

Dio, se mai esiste, non può che essere onnisciente e sapere tutto da sempre, non è che a un certo punto si mette a credere in Colombo, un uomo!, e nel 1492 gli dà il permesso di fare qualcosa.

Ma queste sono cose mie, che rabbrividisco quando qualcuno, magari anche il papa, dice che Dio piange, come fosse mio nonno!

Ovviamente quanto sopra nulla leva alla forza della tua narrazione che mi è molto piaciuta.

Certamente Dio esiste ed è onnisciente. Perchè lui possa credere in qualcuno avrei dovuto specificare che permetteva a questo qualcuno di esistere.

Poi, Dio non è certo quel bravo vecchio dipinto nella Cappella Sistina, dipinto come simbolo...

In quanto al fatto che il papa abbia detto che Dio pianga, non lo sapevo e rabbrividisco anchio;  quando vedo questo papa in tv cambio canale, non seguo più e non m'importa più niente di quello che dice e che fa...

 

@Vincenzo Iennaco

Grazie per la tua lettura e per l'apprezzamento :)

 

 

@Luna

Grazie per il passaggio e il gradimento. Mi sono basato su cose reali, delle quali ogni tanto si parla. Non nei mass media, ovviamente.

 

@stefia

Ciao, grazie per la lettura e l'interesse dimostrato. I riferimenti biblici sono di massima sulla Genesi, ma anche in altri libri dell'Antico Testamento.

Oltre a svariate altre informazioni sulle quali ho basato questo frettoloso racconto, frutto di fantasia, ma non troppo.

 

@M.T.

Grazie per la tua lettura e apprezzamento.

4 ore fa, M.T. ha detto:

Hai elaborato teorie passate secondo le quali dall'Antartide era possibile raggiungere un altro mondo e ho apprezzato la scelta. Il racconto mi è piaciuto ed è scritto bene, è coinvolgente. Una buona prova :) 

Più che teorie del passato le considero informazioni con tanto di mappe, sia pure approssimative, come quelle trovate in un tempio buddista e risalenti a oltre mille anni fa, dove oltre a essere disegnata in maniera sorprendentemente precisa la terra e i suoi continenti sono anche disegnati, oltre la fascia antartica, altri continenti sconosciuti.

 

 

 

La-mappa-di-Kobayashi.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me il papa piace, specie adesso che parla di morte, un argomento che mi sta a "cuore"...

Se mai dio esiste, mi dovrà spiegare perché, lui che tutto sa e può, non ci fa nascere direttamente nel bel mondo di là invece di patire 'sto scatafascio di vita e, per giunta, dover crepare.

 

Racconto un po' asettico e troppo biblico in quel passaggio lì. Lo scrittore che aveva parlato d altri mondi dopo Antartide è stato Poe <3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@simone volponi

La  morte ci accompagna sempre. L'attuale società l'ha voluta nascondere, ridicolizzare come roba da sfigati. Per questo i giovani muoiono e uccidono senza sapere cosa sia, stupendosi e mettendo pupazzi e accendendo candele, tra un WhatsApp  e l'altro, cantando a braccia sollevate e promettendosi eterno amore...

Michel de Montaigne scrisse  che chi avrebbe insegnato agli uomini a morire, avrebbe insegnato loro a vivere.

Questo gli uomini lo hanno saputo fare sempre nei millenni della loro storia, agli ordini di pazzi che poi li mandavano al macello in guerre ed epurazioni varie...

E qui meglio che mi fermo...

Un capo religioso cristiano apostolico romano...  dovrebbe dire ben altre cose, tra le quali dare speranza. Anche qui mi fermo.

Qui non c'è nessuna speranza.

 

53 minuti fa, simone volponi ha detto:

Se mai dio esiste, mi dovrà spiegare perché, lui che tutto sa e può, non ci fa nascere direttamente nel bel mondo di là invece di patire 'sto scatafascio di vita e, per giunta, dover crepare.

Mi piacerebbe intavolare un bel discorso, ma non è questa la sede. Una domanda strana la tua. Anchio mi son chiesto talvolta, perchè se Dio esiste non mi ha fatto nascere bello, ricco ed eternamente diciottenne... Mah...

 

Ignoro come possano essere le terre "oltre". Non ho le prove di nulla, come non le aveva Colombo che ci fosse un altro continente oltre l'Atlantico.

Un giorno ci sarà un altro Colombo. O meglio: c'è stato,  ci sono stati, ci sono. Ma vengono messi a tacere e ridicolizzati...

Meglio fermarsi. Continuiamo a essere appagati del fatto che agli antichi romani piaceva la... biga :D

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Unius,

ho letto con piacere il tuo racconto.

Di solito i racconti basati molto sui dialoghi sono insidiosi e difficili da portare a termine senza fare errori. Qui invece hai gestito bene la cosa riuscendo anche a infondere quella sottile ansia che amo ritrovare nelle cose che leggo (forse sono un po' privi di emozioni, ma visto il momento che stanno vivendo forse è plausibile, diciamo che stanno vivendo uno shock emotivo da consapevolezza...).

Il tempo, si sa, in questi contesti è tiranno e traditore, ti capisco benissimo, ma al di là dei refusi che già ti hanno fatto notare noto che il tuo brano scivola via fino alla fine senza intoppi o indecisioni: sapevi dove andare e sei andato dritto al punto.

Hai avuto anche la sottile cattiveria di lasciare il lettore in mezzo al mare gelato, senza altre informazioni o descrizioni: omettendo parole ci hai lasciai da soli in mezzo al nulla ad aspettare un siluro che ci affondi senza pietà. Solo il dialogo tra i due protagonisti lenisce l'ansia e ci accompagna verso l'inevitabile finale.

Chissà perché avrei messo meno religiosità nella storia: i continenti o ci sono o non ci sono al di là di Dio o di chi per lui. Questa teoria del complotto la vedo un po' forzata, infilata a tutti i costi in un mini che forse non ne aveva bisogno. Ma così, giusto per fare una critica a questo brano convincente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@caipiroska

Ti ringrazio, il tuo commento mi ha fatto piacere.

Il racconto è imperfetto, sia per la fretta, il poco tempo che ho avuto (l'ho scritto in un'ora e mezza, compreso il commento), sia per l'argomento, che andrebbe più su altri temi e non sul racconto fine a se stesso. Hai ragione: avevo in mente la storia dall'inizio alla fine. Non credo tanto al complotto, perchè dovrebbe essere universale e gli uomini sono troppo stupidi per unirsi, nel male come nel bene, ma credo molto nella cattiveria umana, quella sì. La cattiveria di pochi, dappertutto, che impediscono ai molti di essere liberi e felici. La cattiveria si allea facilmente, dappertutto, sotto diverse forme. Se gli uomini possono avere una possibilità di vivere senza dipendere da pochi, stai tranquillo che quei pochi, cattivi, si coalizzeranno per impedirlo, in tutti i modi. La storia umana ne è un esempio lampante.

La religione... Da qualcosa bisogna pur partire. C'è chi parte dal brodo primordiale di cellule, senza spiegare come si è presentato o dicendo che è stato il big bang, senza dire cosa lo ha causato, o dicendo che era una massa di gas, senza dire da dove è iniziata... e così via.

Tutti descrivono e adorano il palazzo di mattoni come se fosse nato da solo. Io preferisco cercare e ringraziare l'Architetto...

Ancora grazie per l'apprezzamento.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Unius

Sarò breve perché non mi distacco molto dalle impressioni generali che hai già letto. In definitiva ho apprezzato l'idea di tirar fuori un'antica "leggenda", ma non del tutto come lo hai fatto.

Mi è dispiaciuto per i 2 punti di penalità, ma qui il "nuovo mondo", per quanto tematicamente centrale, non viene scoperto affatto se non (forse) da un personaggio di cui sentiamo solo parlare. Peccato perché l'idea era molto affascinante, avresti potuto sviluppare proprio la storia di Parjeskii e del suo passaggio oltre.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Joyopi

Ti ringrazio per il commento.

8 minuti fa, Joyopi ha detto:

Mi è dispiaciuto per i 2 punti di penalità, ma qui il "nuovo mondo", per quanto tematicamente centrale, non viene scoperto affatto se non (forse) da un personaggio di cui sentiamo solo parlare. Peccato perché l'idea era molto affascinante, avresti potuto sviluppare proprio la storia di Parjeskii e del suo passaggio oltre.

Ho pensato molto a sviluppare questo punto, mentre scrivevo e anche prima, a livello congettura.

Ma, vedi, ok che questo è un gioco, che questo è un racconto (diciamo così) soggettivo e qualunque cosa uno possa scrivere non cambia niente e non prova niente.

Ma, vedi, questo è il punto: Io pur non avendo prove credo veramente, spero che esistano uomini come questo inventato Parjeskii o altri come lui, che infischiandosene dei divieti, delle costrizioni, della cultura inculcata dalle ideologie che da secoli hanno rovinato l'uomo, nonchè dai mass media impestati da pessimi giornalisti prezzolati e ancora più pessime giornaliste... spero vivamente che tanti Parjeskii mandino a quel paese questo pseudo sistema di pseudo valori (nemmeno valori malvagi: valori spazzatura) e infischiandosene anche dei pericoli, vadano davvero "oltre" quei confini, incontro ad altri continenti, altri uomini, altri valori.

Perchè esistono. Io non volevo rovinare la suggestione di questo pensiero inventandomi strane civiltà con palazzi alti dieci chilometri o uomini biondi o verdi eternamente giovani. Non sarebbe stato giusto guastare così questa speranza.

 

Non so se hai notato una cosa, da valutare: da Ushuaja, Terra del Fuoco, in Argentina, ultimo avamposto abitato da dove è partita l'ipotetica nave da crociera Odysseus di mia invenzione, è partito quel sommergibile che attualmente è disperso. Navigavano nelle stesse acque dove ho ambientato il mio racconto... Navigavano in confini interdetti e protetti, dove solo i militari, di molte nazioni che hanno firmato un accordo, possono navigare.. ai confini del mondo... confini che qualcuno nel passato ha valicato per migliaia di chilometri,  non trovando più ghiaccio, ma un nuovo mondo...

A pensare male e alla rovescia spesso si sbaglia, ma a volte ci si avvicina, lentamente, alla verità. Che il cielo aiuti quei quaranta sommergibilisti che stanno finendo l'ossigeno sul fondo di acque ai confini fra il nostro mondo e altri...

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Unius

Ah be', capisco perfettamente allora. Capisco anche che tu tenga molto a questa idea e appoggio il tuo pensiero sulle ideologie e sulla spinta che dovremmo noi per primi seguire per andare oltre certi valori e certi mondi.

Non ti nascondo che la traccia aveva proprio questo scopo, personalmente avrei voluto leggere di mondi liberi dalle schiavitù che dominano il nostro, di mondi in cui le regole fossero diverse dalle nostre...per questo devo dirti di essere rimasto un po' deluso per com'è andata.

comunque mon basterebbero ore per parlarne ma sarebbe sicuramente una discussione interessante. 

Non avevo pensato a questa "coincidenza"...non posso che unirni alla tua preghiera (forse la parola non è quella giusta) per quei poveri uomini.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora


×