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Writer's Dream Staff

Robin

124 risposte in questa discussione

Buongiorno a tutti. Ho letto con attenzione i vostri interventi. Io non ho pubblicato con Robin, ma ho inviato un mese e mezzo a questa casa editrice il mio manoscritto  e proprio questa mattina ho ricevuto risposta. Sono in preda al dubbio e mi sarebbe davvero molto utile un vostro consiglio. Premetto che sono un autore esordiente; il romanzo inviato alla Robin è il mio primo lavoro in assoluto, dunque sono proprio alle prime armi. Dalla casa editrice mi hanno risposto dicendomi che hanno letto il mio “vasto e impegnativo” romanzo e che sarebbero interessati ad averlo in catalogo. D'altra parte, mi hanno chiesto un acquisto obbligato di 50 copie, che complessivamente richiede una spesa di 525 euro. In linea di principio, sono contrario all'editoria a pagamento, eppure, per vari motivi, non so che fare. Leggevo pareri discordati sulla Robin, anche se, sorvolando sulla controversa questione dei contributi chiesti all'autore, difficilmente ho trovato qualcuno che mettesse in dubbio la qualità delle sue pubblicazioni. Inoltre, che il mio romanzo sia vasto e impegnativo è senz'altro vero. Si tratta di un thriller che – come già mi hanno scritto nella mail – conterà circa 600 pagine una volta pubblicato. So che sono tantissime per un esordiente; e infatti la lunghezza era la mia più grande preoccupazione, temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.
Ho inviato il manoscritto anche ad altre case editrici. La Robin è stata la prima a rispondermi e, ovviamente, potrebbe restare la prima e l'ultima, e intanto io non so se accettare. Non conosco bene il mondo delle case editrici, dunque non sono in grado di valutare da solo i pro e i contro di una mia eventuale sottoscrizione del contratto. Ogni vostro consiglio sarà per me prezioso. Grazie.

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47 minuti fa, Lohengrin dice:

Buongiorno a tutti. Ho letto con attenzione i vostri interventi. Io non ho pubblicato con Robin, ma ho inviato un mese e mezzo a questa casa editrice il mio manoscritto  e proprio questa mattina ho ricevuto risposta. Sono in preda al dubbio e mi sarebbe davvero molto utile un vostro consiglio. Premetto che sono un autore esordiente; il romanzo inviato alla Robin è il mio primo lavoro in assoluto, dunque sono proprio alle prime armi. Dalla casa editrice mi hanno risposto dicendomi che hanno letto il mio “vasto e impegnativo” romanzo e che sarebbero interessati ad averlo in catalogo. D'altra parte, mi hanno chiesto un acquisto obbligato di 50 copie, che complessivamente richiede una spesa di 525 euro. In linea di principio, sono contrario all'editoria a pagamento, eppure, per vari motivi, non so che fare. Leggevo pareri discordati sulla Robin, anche se, sorvolando sulla controversa questione dei contributi chiesti all'autore, difficilmente ho trovato qualcuno che mettesse in dubbio la qualità delle sue pubblicazioni. Inoltre, che il mio romanzo sia vasto e impegnativo è senz'altro vero. Si tratta di un thriller che – come già mi hanno scritto nella mail – conterà circa 600 pagine una volta pubblicato. So che sono tantissime per un esordiente; e infatti la lunghezza era la mia più grande preoccupazione, temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.
Ho inviato il manoscritto anche ad altre case editrici. La Robin è stata la prima a rispondermi e, ovviamente, potrebbe restare la prima e l'ultima, e intanto io non so se accettare. Non conosco bene il mondo delle case editrici, dunque non sono in grado di valutare da solo i pro e i contro di una mia eventuale sottoscrizione del contratto. Ogni vostro consiglio sarà per me prezioso. Grazie.

Che fretta c'è? Onestamente da lettrice cercherei di sfrangiare un poco, un giallo di 600 pagine è davvero molto, io ci penserei tre volte prima di leggerlo, magari potrei farlo per un autore noto, cui sono affezionata, ma con uno sconosciuto, non so. Ricorda che il problema delle pagine non è importante tanto per la lunghezza della storia in sè quanto perchè fa lievitare il costo della pubblicazione, e quindi chi vuole leggerti si trova a dover spendere di più di un altro volume.

Il consiglio che ti darei è quello di aspettare e non aver fretta. Magari se fra qualche mese nessuno si è fatto ancora avanti potresti rivedere il tuo lavoro e sfoltirlo un poco. Ma questa è solo la mia opinione.

:flower:

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4 ore fa, Lohengrin dice:

temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.

Stessa cosa dicasi per me. Non ho scritto un giallo, ma un romanzo di narrativa generale, piuttosto corposo. La Robin mi aveva posto le stesse condizioni che ha posto a te, io ho tergiversato dubbioso, e il risultato è che il romanzo è ancora inedito. Pensarci bene è giusto, aspettare altre eventuali possibilità idem, ma il tempo passa, e gli editori hanno la loro tabella di marcia, e non stanno tanto ad attendere. Recentemente, e lo dico come ciliegina sulla torta, cogliendo l'occasione di un evento letterario nella mia città, ho parlato con due critici letterari piuttosto noti e docenti universitari di mia conoscenza, chiedendo loro cosa ne pensassero di Robin. Ebbene, entrambi hanno biasimato la mia scelta. Questo per dire come la presunta diffidenza che gli "addetti ai lavori " (critici, accademici, ecc) avrebbero per le case editrici che chiedono un contributo economico o acquisto copie per la pubblicazione siano spesso leggende metropolitane. Quello che conta, sempre a mio avviso ovviamente, è la qualità letteraria del testo. E, altrettanto ovviamente, ci sono casa editrici e case editrici, sia tra quelle che richiedono contributi che tra quelle dette "free". Fare d'ogni erba un mazzo, non è mai buona cosa.

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Grazie per le vostre risposte.

 

On 25/10/2016 at 13:47, Ezbereth dice:

Che fretta c'è? Onestamente da lettrice cercherei di sfrangiare un poco, un giallo di 600 pagine è davvero molto, io ci penserei tre volte prima di leggerlo, magari potrei farlo per un autore noto, cui sono affezionata, ma con uno sconosciuto, non so. Ricorda che il problema delle pagine non è importante tanto per la lunghezza della storia in sè quanto perchè fa lievitare il costo della pubblicazione, e quindi chi vuole leggerti si trova a dover spendere di più di un altro volume.

Il consiglio che ti darei è quello di aspettare e non aver fretta. Magari se fra qualche mese nessuno si è fatto ancora avanti potresti rivedere il tuo lavoro e sfoltirlo un poco. Ma questa è solo la mia opinione.

:flower:

A dire il vero, io stesso l'ho definito impropriamente un thriller, ma in realtà è un miscuglio di generi probabilmente non collocabile in una categoria precisa. Ed è pure già sfoltito, considerato che l'ho revisionato dall'inizio alla fine per tre volte, e la prima versione conta circa cento pagine in più. Il fatto è che tra sfoltire ancora il romanzo per renderlo più “commerciale” e pagare una modesta somma per vederlo pubblicato grossomodo così come io l'ho concepito, preferisco quest'ultima possibilità. Intanto mi sto dedicando alla scrittura di un altro romanzo da presentare a un concorso letterario, un romanzo meno ambizioso la cui trama può svilupparsi in un numero contenuto di pagine. Diciamo che scrivere un nuovo romanzo, concepito come opera breve fin dal principio, mi risulta più congeniale. Sarebbe invece veramente difficile riuscire ad abbreviare il mio primo lavoro senza comprometterne il ritmo, l'atmosfera e la definizione dei personaggi.

 

22 ore fa, don Durito dice:

 

On 25/10/2016 at 12:41, Lohengrin dice:

temevo che nessun editore si sarebbe preso il rischio di investire nel prolisso romanzo di un autore del tutto sconosciuto. In fondo il contributo che mi hanno chiesto, considerata la mole del romanzo, non mi sembra eccessivo.

Stessa cosa dicasi per me. Non ho scritto un giallo, ma un romanzo di narrativa generale, piuttosto corposo. La Robin mi aveva posto le stesse condizioni che ha posto a te, io ho tergiversato dubbioso, e il risultato è che il romanzo è ancora inedito. Pensarci bene è giusto, aspettare altre eventuali possibilità idem, ma il tempo passa, e gli editori hanno la loro tabella di marcia, e non stanno tanto ad attendere. Recentemente, e lo dico come ciliegina sulla torta, cogliendo l'occasione di un evento letterario nella mia città, ho parlato con due critici letterari piuttosto noti e docenti universitari di mia conoscenza, chiedendo loro cosa ne pensassero di Robin. Ebbene, entrambi hanno biasimato la mia scelta. Questo per dire come la presunta diffidenza che gli "addetti ai lavori " (critici, accademici, ecc) avrebbero per le case editrici che chiedono un contributo economico o acquisto copie per la pubblicazione siano spesso leggende metropolitane. Quello che conta, sempre a mio avviso ovviamente, è la qualità letteraria del testo. E, altrettanto ovviamente, ci sono casa editrici e case editrici, sia tra quelle che richiedono contributi che tra quelle dette "free". Fare d'ogni erba un mazzo, non è mai buona cosa.

 

 

In effetti, quello che più mi preme sapere è la serietà della casa editrice. Voglio pure contribuire alla spese, in minima parte, purché sia sicuro che la Robin pubblica testi di una certa qualità. Se sapessi con certezza che è effettivamente come dicono loro, e cioè che leggono con attenzione i testi e ne scartano il novanta per cento, credo proprio che non avrei più dubbi  e sottoscriverei il contratto. La tua testimonianza lascia pensare che si tratti di una casa editrice affidabile. Il mio timore è di essere preso in giro, dando in pasto a qualcuno affamato di denaro un romanzo che mi è costato tanto impegno e tanta costanza. E poi sono abbastanza sfiduciato. La vedo veramente difficile che una piccola o media casa editrice free possa investire sul mio lungo e complesso romanzo. Potrebbe farlo soltanto una casa editrice grossa; ma quelle, in molti casi, non accettano nemmeno nuovi manoscritti, specie se di esordienti. Le poche che li accettano, poi, non vedo che interesse possano avere nel leggerli.

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1 ora fa, Lohengrin dice:

La tua testimonianza lascia pensare che si tratti di una casa editrice affidabile.

Non ho esperienza diretta, e sono con i tuoi stessi dubbi. Ma ho saputo che un amico che non vedo da tempo, ricercatore universitario, sta pubblicando un libro con Robin. Proverò a chiedere a lui via mail dei suoi rapporti con questa casa editrice.

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52 minuti fa, don Durito dice:

Non ho esperienza diretta, e sono con i tuoi stessi dubbi. Ma ho saputo che un amico che non vedo da tempo, ricercatore universitario, sta pubblicando un libro con Robin. Proverò a chiedere a lui via mail dei suoi rapporti con questa casa editrice.

Saresti gentilissimo a farmi sapere. Grazie.

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Come da collocazione, Robin è un editore a doppio binario. Alcuni libri vengono pubblicati gratis, altri a pagamento, in base  a criteri immaginabili di mercato, conoscenza dell'autore ecc., che comunque  non conosco. Un mio conoscente ha pubblicato con loro un libro senz'altro scadente, previo impegno a prenderne 100 copie; un'altra dei buoni lavori, senza obbligo di acquisto (peraltro fa delle presentazioni e, a quanto ne so, le  compra scontate allo scopo). Va poi sottolineata la presenza delle cortesi signore di  Robin  in saloni e mostre, e la distribuzione da parte di "messaggerie"; pare facciano  editing e la veste grafica mi sembra discreta.

Rimane il fatto, secondo me pregiudiziale, che aver pubblicato con un editore di questo tipo "disturba" :sil curriculum. Anche se quell'autore non ha speso nulla, nel lettore (informato)  il dubbio rimane.

 

Modificato da sefora
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19 ore fa, sefora dice:

Un mio conoscente ha pubblicato con loro un libro senz'altro scadente, previo impegno a prenderne 100 copie

Ecco. Tuttavia – pensavo questa mattina mentre sfogliavo alquanto inorridito, preda forse di una curiosità malsana, un certo libro adocchiato alla Feltrinelli – è vero pure che anche le grandi casi editrici pubblicano talvolta libri scadenti, ma dal guadagno sicuro grazie alla notorietà dell'autore (notorietà, beninteso, raggiunta attraversi altri canali, non attribuibile al talento letterario). Ma con questo discorso credo di andare un po' oltre, e in fondo potrei starmene a riflettere e ad argomentare anche per decenni, non risolverò mai i miei dubbi; al massimo potrei raggiungere l'autoconvinzione.

 

20 ore fa, sefora dice:

Rimane il fatto, secondo me pregiudiziale, che aver pubblicato con un editore di questo tipo "disturba" :sil curriculum. Anche se quell'autore non ha speso nulla, nel lettore (informato)  il dubbio rimane.

 

 ;( Se avessi saputo dall'inizio che la Robin era a doppio binario, non le avrei mai inviato il manoscritto e mi sarei risparmiato queste... :s tentazioni.

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Io ho inviato il 27 set. E mi hanno risposto oggi 15 nov. Mi hanno detto che ho superato il vaglio del comitato di lettura, ma hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale.

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On 15/11/2016 at 23:05, egidiotello dice:

Io ho inviato il 27 set. E mi hanno risposto oggi 15 nov. Mi hanno detto che ho superato il vaglio del comitato di lettura, ma hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale.

Scusami, ma non ho capito ;(. Che significa che hanno prevalso le ragioni contrarie, addotte dall'ufficio commerciale?

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Ecco la loro mail:


Gentile Signor xxxxx

la ringraziamo di averci inviato il suo testo ma siamo spiacenti di informarla che pur avendo superato il vaglio del comitato di lettura, hanno prevalso le ragioni contro, addotte dall'Ufficio Commerciale. 
Me ne dispiace. 

Cordiali saluti. 

Claudio Maria Messina 
Direzione editoriale 
Robin Edizioni 
 

Secondo me vuol dire che il testo è valido, ma non ha prospettive di vendite, almeno minime e quindi è stato rifiutato.

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Sì, può darsi che per loro sia così. Magari non lo sarà per un'altra casa editrice. In bocca al lupo per gli eventuali altri invii.

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Lo stesso giorno Cicorivolta mi ha telefonato dicendomi che voleva pubblicarlo e ho accettato.

Tu vai a capigli gli editori: lo stesso testo, due giudizi diversi, ma De gustibus non disputandum est.

Auguro anche a te di trovare un ottimo editore per i tuoi romanzi.

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Ricevuta proposta a pagamento e neppure particolarmente economica. Ormai ho appurato una regola infallibile: più la mail di risposta è lunga, più vogliono convincerti a pagare per pubblicare. Quella di Robin era chilometrica.

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Per me la stessa storia: obbligo d’acquisto di 60 copie e 200 euro di contributo per il formato digitale. Più che un doppio binario, sembra proprio che la Robin sia a binario unico: pagare! A questo punto il rifiuto sembrerebbe essere la cosa più sensata, ma altri editori classificati NO EAP al tempo dell’invio del manoscritto, solo alcuni mesi fa, oggi sono classificati doppio binario o a pagamento o da valutare. Insomma, a parte le grandi C.E., che neppure ti fumano, le altre sembrano dirigersi tutte nella stessa direzione. E bisogna farsene una ragione.

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Io sono in attesa di pubblicazione da parte di Robin. Ho firmato con loro perché, a differenza di altre esperienze qui descritte, a me hanno fatto una proposta totalmente free, con anche 5 copie omaggio per l'autore.

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On 26/5/2016 at 21:47, don Durito dice:

Vedi, Dakota, il fatto che qui siamo dei nick che parliamo tra nick non deve farci dimenticare il fatto che dietro ai nick ci sono persone reali, ciascuna con le proprie esperienze, nella fattispecie editoriali, e a questo livello non credo che un'esperienza si possa ritenere predominante sulle altre.

Intanto, per la precisione, visto che vogliamo fre gli scrittori, si dice "dietro i nick" o, meglio, "dietro gli pseudonimi".

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On 22/5/2014 at 21:05, gogol dice:

Quante copie hai venduto e qual'è il saldo?

Se uno che pubblica in un forum di editoria con velleità di scrittura scrive "qual è" con l'apostrofo dovrebbe esser facile capire perché poi non trovi un editore serio.

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@Dakota , per cortesia, ti ricordo il capo 1.2 del Regolamento del forum:

 

Cita

1.2

È bandito ogni atteggiamento o comportamento razzista, discriminatorio, apologetico, incitante all’odio, al razzismo e ogni atto contrario alla legge italiana, al buon senso e al buon gusto. Inoltre, non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti o dello Staff e del suo operato.

 

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Buongiorno a tutti e grazie d'avermi accolto in questo forum. Do il mio contributo alla discussione sulla Robin.

Pubblicai con loro dieci anni fa. Non mi chiesero nulla, nemmeno acquisto copie. Promisi solo di fare presentazioni del libro che poi però non feci perché abito all'estero. In compenso mi diedi molto da fare per pubblicizzare il libro sui giornali e riuscii persino ad avere un'ottima recensione sul Corriere della Sera, oltre che sulla Stampa, e sul Giornale. Riuscii a vendere un migliaio di copie, regolarmente fatturate e intascai il compenso, circa mille euro. Con me furono gentilissimi e professionali, una bella copertina, mentre dell'editing, pure offerto, non ci fu particolarmente bisogno.

Il libro fu presente per vari mesi nelle Feltrinelli, l'ho potuto appurare personalmente sia a Genova, sia a Roma, a Torino, a Milano. Oltre che su Feltrinelli Online, Amazon, eccetera.

Dopo dieci anni, l'anno scorso, mi hanno proposto di rieditarlo con una nuova copertina, senza alcuna spesa da parte mia; ne sono stato sorpreso e lusingato.

Quindi la mia esperienza è molto positiva, specie in questo panorama di mostri editoriali. Certo non è Einaudi, ma almeno il tuo libro cartaceo arriva nelle librerie.

Se da qualcuno si fanno comprare un numero di copie, è perché questi non avrebbe dignità di pubblicazione e non riuscirebbe e vendere niente.

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12 minuti fa, ElleryQ dice:

@Dakota , per cortesia, ti ricordo il capo 1.2 del Regolamento del forum:

 

 

Va bene, sarò stato un po' sarcastico, ma non mi pare d'essere stato violento o razzista. Sono stanco di vedere gente che si lamenta di non pubblicare poi però non si sogna lontanamente di studiarsi almeno un libro di grammatica italiana. Ammettiamolo: quanti di voi aspiranti scrittori si legge regolarmente un testo avanzato di grammatica e sintassi italiana? L'Italiano è lingua complicatissima, che necessita di costante studio. Quanti lo fanno?

Tutto qui. Scusate l'OT.

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@Caledonia , ti ringraziamo per il tuo contributo, ma per essere ufficialmente "accolto in questo forum", dovresti prima presentarti con un apposito topic nella sezione Ingresso, così come richediamo solitamente ai nuovi iscritti. Ti attendiamo, quindi, per darti il benevenuto ufficiale. ;)

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1 minuto fa, ElleryQ dice:

@Caledonia , ti ringraziamo per il tuo contributo, ma per essere ufficialmente "accolto in questo forum", dovresti prima presentarti con un apposito topic nella sezione Ingresso, così come richediamo solitamente ai nuovi iscritti. Ti attendiamo, quindi, per darti il benevenuto ufficiale. ;)

Ah non sapevo, scusate, la fretta...

Provvedo subito.

Grazie

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6 minuti fa, Dakota dice:

Va bene, sarò stato un po' sarcastico, ma non mi pare d'essere stato violento o razzista.

Infatti, né "violento" né "razzista" erano le parole sottolineate. ;)

In ogni caso concordo con te: torniamo all'argomento della discussione.

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5 minuti fa, ElleryQ dice:

@Caledonia , ti ringraziamo per il tuo contributo, ma per essere ufficialmente "accolto in questo forum", dovresti prima presentarti con un apposito topic nella sezione Ingresso, così come richediamo solitamente ai nuovi iscritti. Ti attendiamo, quindi, per darti il benevenuto ufficiale. ;)

Fatto!

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Rivolgo una domanda a Caledonia: come hai fatto ottenere le interviste? Avevi dei conoscenti giornalisti o le hai pagate?

 

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1 ora fa, Arya Stark dice:

Rivolgo una domanda a Caledonia: come hai fatto ottenere le interviste? Avevi dei conoscenti giornalisti o le hai pagate?

 

Scusa, non pago per pubblicare e poi pago per avere un'intervista?:lol:

No, assolutamente. Diciamo che dieci anni fa erano altri tempi, in effetti c'era più spazio nelle rubriche culturali. Col mio lavoro ero a contatto con parecchi giornalisti e regalando il libro alle persone giuste sono riuscito (con mille insistenze) a ottenere le interviste e le recensioni sulla stampa nazionale. Considera che due anni fa ho pubblicato un altro romanzo (con un altro editore) e pur contattando le stesse persone sono riuscito ad avere solo articoli sulle loro testate online. Di certo farsi pubblicità sui giornali è un gioco di conoscenze, come pubblicare.

Quello che sconsiglio totalmente è di perdere tempo a pubblicizzare il proprio libro sui blog, forum e gruppi di Facebook dedicati agli autori: ci sono migliaia di aspiranti scrittori che lo fanno, nessuno compra il libro degli altri, nessuno nemmeno legge il post dell'altro, e tutti sperano in questo modo di farsi pubblicità. Non serve assolutamtente a niente.

Io ho ottenuto molto di più con un articolo su un giornale o rivista della carta stampata che con mille pagine web. Primo fra tutti, essere stato letto e contattato da uno dei migliori scrittori italiani che lesse proprio una recensione sul mio romanzo e da lì mi propose altre cose.

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A me per un trafiletto di tre righe hanno chiesto trecento euro. Regalare libri certamente serve, ma anche i libri costano. Condivido completamente quello che dici dei social network: anche quelli sono soltanto una fonte di spese e per lo più a vuoto. Insomma, mi sono resa conto che pubblicare un liibro, in ogni caso, costa  più di quello che rende.

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Mi collego al mio post di ieri per restare nel topic della Robin: loro hanno un buon ufficio stampa, sia per organizzare presentazioni nelle grandi città (Torino, Roma...) sia per i comunicati ai giornali. Non è cosa da poco per un piccolo editore, e un altro motivo per pubblicare con loro.

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