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91 risposte in questa discussione

30 minuti fa, El Teo dice:

Salve a tutti,

io pubblicherò prossimamente con la Robin Edizioni. Dunque, vi confermo che viene richiesto l'acquisto di un certo numero di copie, almeno nella maggioranza dei casi... Però, amici miei, c'è un però. La Robin legge i manoscritti e risponde a tutti nell'arco di massimo 60 giorni (non male, che dite?), a fronte dei mesi, o anni, di attesa che si hanno con gli altri editori. Chiaramente, hanno alla  base un serio e vastissimo comitato di lettura e almeno tre passaggi di selezione. Tenere in piedi una simile struttura costa, non è gratuito. Mi aveva contattato un editore, di cui non farò il nome, per pubblicare gratis. Questo simpatico e coraggioso signore leggeva tutto da solo, curava la grafica e quant'altro... Ripeto, scelta audace, ma non è così che si lavora. In qualsiasi attività che si voglia definire seria e non pre-moderna, esiste una cosa chiamata "divisione del lavoro". Non si è mai visto che un uomo solo faccia tutto. Anche Napoleone, senza esercito, vale meno di un bambino con una spada di cartone, mi spiace doverlo dire. Per altro, il suddetto intrepido signore ha riconosciuto candidamente che lui non mi avrebbe mai potuto garantire una distribuzione pari a quella di Robin; così come non mi avrebbe garantito una presentazione a Torino (spesato di tutto), né tanto meno era disposto a produrmi, parallelamente al cartaceo, in formato elettronico. Ergo, la casa editrice totaly free, che qui ho sentito tanto lodare, è sì encomiabile nei buoni propositi, quanto inutile ai fini della distribuzione nazionale e via etere del proprio lavoro... Ah, già, dimenticavo! Il coraggioso editore era anche l'unico editor. Credetemi, cari amici, per degli esordienti sconosciuti e senza santi in paradiso, Robin è la migliore delle soluzioni di compromesso possibile. Faccio presente - perdonate il modo "sparso" in cui ho portato avanti la mia argomentazione - che sto pubblicando, in un unico volume, un romanzo breve e sette racconti. Trovatemi uno che oggi pubblichi racconti di un esordiente, vi sfido. Grazie per l'attenzione.

P.s: se qualcuno volesse comprare il mio testo, una volta che sarà in commercio... beh, gliene sarò immensamente grato :-)

@El Teo

in alcuni aspetti di quello che hai scritto, mi trovo di concordare. Però... c'è un però. La Robin ha alcune frecce al suo arco, e non spuntate, come la distribuzione e la presenza a molte fiere del libro (cosa che altre CE free non fanno per l'impegno fisico ed economico di allestire uno stand). Ma il quesito è: siamo sicuri che la Robin faccia poi quel che dice, ossia visibilità autore, distribuzione effettiva, presenza nei cataloghi delle librerie? Certo, se non lo fa sarebbe per lei controproducente, ma una volta recuperate con l'acquisto di copie parte delle spese, chi lo assicura?

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Be', non c'è dubbio che tu sia convinto della strada che hai intrapreso, e questo è l'essenziale. Quindi non reta che farti tanti, tantissimi auguri! : Chessygrin :

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16 ore fa, don Durito dice:

@El Teo

in alcuni aspetti di quello che hai scritto, mi trovo di concordare. Però... c'è un però. La Robin ha alcune frecce al suo arco, e non spuntate, come la distribuzione e la presenza a molte fiere del libro (cosa che altre CE free non fanno per l'impegno fisico ed economico di allestire uno stand). Ma il quesito è: siamo sicuri che la Robin faccia poi quel che dice, ossia visibilità autore, distribuzione effettiva, presenza nei cataloghi delle librerie? Certo, se non lo fa sarebbe per lei controproducente, ma una volta recuperate con l'acquisto di copie parte delle spese, chi lo assicura?

La presenza nei cataloghi dovrebbe essere garantita per contratto, se non vado errando e, stai ben tranquillo che, se non lo dovesse effettivamente garantire, farei fioccare una bella denuncia. Ad ogni modo, faccio notare che Robin ha nel suo catalogo Silvio Raffo, ovvero il più famoso traduttore di Emily Dickinson in Italia (le sue versioni sono confluite nel noto Meridiano), oltre che un'opera teatrale di Amélie Nothomb. Ragazzi, parliamoci tondo, stare in catalogo con questa gente è un privilegio.

Per quel che concerne la visibilità, è chiaro che cmq, la piccola Robin, non è Einaudi, Feltrinelli, e compagnia cantante. Come mi diceva però una nota poetessa della mia regione: "Tenerti il tuo grande capolavoro nel cassetto per leggertelo e rileggertelo da solo è veramente poco utile. Tu pensa a pubblicarlo con un editore almeno decente e poi fai di tutto per farti conoscere, tanto con una grossa casa editrice, senza pagare un agente e senza avere contatti, non ci arriverai mai se nessuno ti conosce". In una parola, qui si tratta di pragmatismo bieco. Inutile pensare che ci sia di meglio, se tanto quelle case editrici neanche se lo filano un esordiente totale. Gaffi che Gaffi, cioè una casa editrice medio alta, mi aveva risposto di non poter neanche prendere in considerazione autori con cui non avesse già lavorato. Ergo, cosa dovrei fare, aspettare che sua grazia riapra le porte agli sconosciuti?! Non se ne parla! Come dice Michel Houellebecq in "Restare vivi": "Se non pubblicate un minimo (anche solo qualche testo in una rivista di second'ordine), sareete ignorati dalla posterità; ignorati quanto lo eravate da vivi. Anche se foste dei veri geni, dorete lasciare una traccia e fidarvi degli archeologi letterari per far esumare il testo".

 

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16 ore fa, Tina34 dice:

Be', non c'è dubbio che tu sia convinto della strada che hai intrapreso, e questo è l'essenziale. Quindi non reta che farti tanti, tantissimi auguri! : Chessygrin :

Grazie mille, fratello. Io, comunque, vi consiglierei di leggermi. Tutto si potrà dire contro di me, tranne che ciò che ho scritto non sia originale (eccolo, eccolo, quello che si loda e si imbroda!), grottesco, doloroso, disperato, e senza sconti. Sono pronto a scommetterci che sarà di vostro gradimento. Anzi, vi lancio una sfida: se non vi dovesse piacere, io stesso, l'autore, vi restituirò i soldi, parola d'onore.

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Buongiorno Teo,

 

racconto la mia esperienza.

 

Il mio romanzo è stato selezionato da Robin meno di due mesi dopo l'invio ed ho avuto la tentazione, bella forte, di pubblicare con loro; proprio in virtù della loro potenzialità distributiva di prima fascia.

La persona con cui ero in contatto mi ha proposto un contratto conforme in tutto e per tutto a quello di cui hai parlato. Non ero totalmente convinto della scelta, però, anche perché nel frattempo mi si erano aperte anche strade alternative; così ho temporeggiato un po', parlando apertamente della mia necessità di riflettere sul da farsi. 

 

In risposta ho ricevuto un paio di e-mail, dal tono un po' pressante e ( in particolare la seconda) condite da una punta di sarcasmo supponente, che non ho apprezzato. 

Il risultato? Pubblicherò altrove, con una micro casa editrice 100% NO EAP che forse non mi darà la visibilità potenziale di Robin, ma che ha dimostrato fortemente di credere nella mia opera.

 

Detto questo, ho voluto portare un'esperienza e delle sensazioni assolutamente personali e non necessariamente condivisibili.

Un mio conoscente ha pubblicato il romanzo d'esordio con loro e si è trovato così bene da essere in procinto di pubblicare anche il secondo romanzo con la stessa Robin. Con ogni probabilità, mi darà del pazzo quando vedrà che ho scelto diversamente...

 

Diciamo che ho scelto in base alle persone che avevo di fronte, come sempre cerco di fare nella vita.  

In bocca al lupo, comunque, per il tuo romanzo.
 

 

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Ho ricevuto una proposta di pubblicazione gratuita, senza obbligo di acquisto, con 5 copie per me e sconti in caso decidessi di comprarne alcune. La cosa strana è che il contratto è per il cartaceo, e mi va benissimo, ma nel caso volessi farlo pubblicare anche in versione ebook dovrei sborsare 200€. La cosa al momento non mi disturba, perché il mio obiettivo è fare uscire il cartaceo. 

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15 minuti fa, Caffematte dice:

Ho ricevuto una proposta di pubblicazione gratuita, senza obbligo di acquisto, con 5 copie per me e sconti in caso decidessi di comprarne alcune.

Che tipo di romanzo hai scritto? Di genere? oppure narrativa generale? Grazie

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Ciao. Mia esperienza diretta con Robin: ho pubblicato il mio primo libro con loro dieci anni fa (stesso proprietario di oggi); non chiesero un euro di contributo, e nel giro di due anni mi corrisposero quasi mille euro di diritti di vendite. Notare che furono copie vendute solo da loro, io non feci nessuna presentazione quindi non li aiutai per nulla. Il libro rimase nelle librerie Feltrinelli per parecchi mesi, e poi on-line ancora oggi su Feltrinelli, Amazon, ecc.. A distanza di dieci anni mi hanno riscritto l'anno scorso per ripubblicarlo con una nuova veste grafica, sempre senza alcun contributo da parte mia. Non fecero un particolare editing ma il testo era molto a posto.

Seppi solo in seguito che l'editore fosse a doppio binario e me ne dispacqui, ma a me andò bene. Certo non è una gran pubblicità, ma meglio che niente.

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1 ora fa, Caffematte dice:

Grazie @Dakota per la tua testimonianza. Quindi a tuo dire sono commercialmente validi...

Dunque, la cosa è duplice: da un lato pubblichi con uno a doppio binario, quindi non è un bel curriculum per l'autore, anche se tu magari non hai pagato ma vallo a spiegare a quelli dell'ambiente; dall'altro se devi pagare almeno pubblichi con uno che i libri in negozio li fa arrivare, mentre tutti gli altri piccoli a pagamento o free nemmeno li vedono dalla strada i negozi. Comunque parlare di "commercialmente valido" in questo mondo assurdo di editori sfigati e autori incompetenti è un ossimoro. Non credo che noi in questo forum ci aspettiamo di trovare un editore che sia commercialmente valido, ma perlomeno che non ci truffi i soldi e ci pubblichi senza prenderci in giro.

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5 ore fa, Dakota dice:

Dunque, la cosa è duplice: da un lato pubblichi con uno a doppio binario, quindi non è un bel curriculum per l'autore, anche se tu magari non hai pagato ma vallo a spiegare a quelli dell'ambiente

Di un romanzo io sono interessato allo stile in cui è scritto, quindi alla trama, e se risponde a questi requisiti, non mi interessa "un pepino" (come dicono i latinoamericani) se l'editore che lo pubblica sia doppio binario, a pagamento o che altro. La qualità letteraria del romanzo che ha scritto dovrebbe essere l'unica voce valida nel curriculum dello scrittore. Invece, troppo spesso si ha a che fare con romanzi smelensi il cui unico "merito" è quello di essere pubblicati da CE free.  Troppo poco, a mio avviso.

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7 ore fa, don Durito dice:

Di un romanzo io sono interessato allo stile in cui è scritto, quindi alla trama, e se risponde a questi requisiti, non mi interessa "un pepino" (come dicono i latinoamericani) se l'editore che lo pubblica sia doppio binario, a pagamento o che altro. La qualità letteraria del romanzo che ha scritto dovrebbe essere l'unica voce valida nel curriculum dello scrittore. Invece, troppo spesso si ha a che fare con romanzi smelensi il cui unico "merito" è quello di essere pubblicati da CE free.  Troppo poco, a mio avviso.

Non capisco perché si risponde senza prima aver capito quanto scritto, eppure parliamo italiano. Don Durito, io non mi sono riferito alla qualità del testo, infatti, bensì alla pubblicità che l'autore ricava nell'ambiente. Ossia: se vai da un editore e mostri d'aver pubblicato con un altro editore serio, hai una certa considerazione; di contro, se ci vai dopo aver pubblicato a pagamento avrai un pessimo riscontro, peggiore che se non avessi mai pubblicato nulla. Ti è chiaro così? Io sono in questo ambiente da molti anni, non parlo tanto per parlare, ma mi baso sulla realtà di fatti conosciuti.

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4 ore fa, Dakota dice:

alla pubblicità che l'autore ricava nell'ambiente

Quel che non mi è chiaro è appunto ciò che tu chiami "ambiente". L'"ambiente" delle CE, per quanto ne so, non è un monolite, e ciascuna ha i propri criteri valutativi. L'unico "riscontro" che un autore ha è sulla qualità del testo che propone, e se ha pubblicato precedentemente con CE doppio binario o EAP non penso proprio venga bruciato per questo. Semmai sono "peccati" veniali di gioventù, che spariscono se il romanzo proposto è ritenuto valido.

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Il mio post qui risale addirittura al 2011! In questi anni ho trovato  Robin in tutti i saloni del libro,  mi è capitato di leggere alcuni testi (dignitosi) e di conoscere un paio di  autori (apprezzabili).  E quanto a veste grafica, presenza e distribuzione ne ho tratto un'impressione abbastanza  positiva.

Rimane che l'essere pubblicati da un "doppio binario", quand'anche gratis, non fa un bell'effetto curriculare.

Concordo pure sulla scarsa qualità :sdi certi lavori editi dai free, ma -salvo eccezioni- la "marcatura" è differente.

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Concordo con Sefora appieno. Quanto dice don Durito invece sono pie illusioni.

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Vedi, Dakota, il fatto che qui siamo dei nick che parliamo tra nick non deve farci dimenticare il fatto che dietro ai nick ci sono persone reali, ciascuna con le proprie esperienze, nella fattispecie editoriali, e a questo livello non credo che un'esperienza si possa ritenere predominante sulle altre.

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@don Durito scusa, io ho ricevuto un'offerta di pubblicazione da parte loro, ma curano la promozione ?potresti riportarmi la tua esperienza ?

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50 minuti fa, Guerriera dice:

@don Durito scusa, io ho ricevuto un'offerta di pubblicazione da parte loro, ma curano la promozione ?potresti riportarmi la tua esperienza ?

Beh, la mia esperienza è stata di rifiuto, sofferto, devo dire, della loro proposta editoriale. La tentazione è stata forte: sono presenti a molte fiere del libro e vengono distribuiti dalle Messaggerie (il che non assicura, ovviamente, la presenza fisica dei loro libri nelle librerie, ma conta l'estrema facilità da parte del librario di ordinarli) , e sotto questo aspetto valgono le considerazioni fatte da Sefora qui sopra. Quanto a promozione non saprei dire, visto che non sono arrivato a quella fase.

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10 ore fa, Knives dice:

A me hanno rifiutato a priori :asd:

Forse non rientravi nella loro linea editoriale.

E, a proposito sempre di Robin, ho fatto in questi giorni una specie di mini-sondaggio tra amici. Ho chiesto al mio libraio, a un amico scrittore, a un lettore "vorace" se conoscessero questa CE. Tutti mi hanno risposto positivamente, che l'hanno "sentita", anche se non avevano letto suoi libri (ma il libraio alcuni ne aveva venduti). Poi ho fatto loro il nome di alcune piccole CE, di quelle che vanno sotto la categoria free, dicendo se le conoscessero, e tutti hanno scrollato negativamente il capo.

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Bè l unico grande vantaggio di tutte quelle a doppio binario a cui ho inviato è che appunto sono distribuite molto bene, senno non ci avrei neanche pensato e non starei in questa parte del forum. Come scrissi nel topic della italic pequod, se mi avessero chiesto 400 euro invece che 1500 onestamente non lo so cosa gli avrei risposto, stessa cosa per la Robin. Il discorso è che non so se scriverò mai più. Se anche a questo giro (ho già spedito diverse volte nel corso degli anni questo manoscritto rimaneggiandolo di volta in volta) verrò cassato in toto mi metterò l' anima in pace e capirò che forse il mio lavoro  non è così buono ( o commerciabile o altro). Ecco perchè non disdegno anche le doppio binario, non ho la pretesa di fare curriculum, ed attualmente sono nella fase ' basta che pubblico', giusto per togliermi un peso.

Detto questo anche fra le doppio binario c'è CE e CE. Ce ne sono alcune, fra cui la Robin e la pre citata Italic che sono distribuite molto bene, anche se non so quanto si dedichino all' editing o alla promozione.

 

Scusate il parziale OT selvaggio

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Salve, pochi giorni fa ho inviato una mia silloge poetica, mi hanno risposto entro pochi giorni facendomi capire che l'avevano letta. Purtroppo per quanto interessante, la mia opera non è adatta a loro. Sono molto contento lo stesso sapendo che la mia opera vale e che l'editore in questione è stato molto cordiale e celere.

Auguro a tutti i membri che pubblicheranno con loro i miei migliori auguri. Forza ragazzi/e.

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Buondì a tutti.

Ho letto sporadicamente le tre pagine e vorrei dire la mia essendo un autore (uscente) della suddetta. :)

Sì, è palesemente a Doppio Binario ergo chiede l'acquisto obbligato di almeno un centinaio di copie.

I Pro:

- la casa editrice è conosciuta poiché seguita da molti lettori, soprattutto giallisti, che la ritengono un'ottima alternativa al Giallo Mondadori (per la collana "I Luoghi del Delitto");

- ha una distribuzione capillare;

- editing e impaginazione sono seguiti professionalmente.

I Contro:

- La CE è diventata un affare di mero business imprenditoriale, nell'ultimo biennio molto è cambiato con anche lo spostamento della direzione da Roma a Torino;

- Le rendicontazioni sono a dir poco ridicole: mi hanno mandato una foto (!) di un foglio stampato e corretto a penna dei soldi che mi spettavano con l'aggiunta della dicitura "visto che sono x euro, che ne direbbe di ricevere in cambio copie del suo libro invece che il denaro?";

- Le rendicontazioni arrivano 16/18 mesi dopo la firma del contratto quindi, avendo una durata triennale, va da sé che si ricevono due rendicontazioni: una a metà percorso editoriale e una alla fine;

- La Redazione è sempre disponibile e celere quando si tratta di acquistare delle copie, per tutte le altre informazioni sono lenti nel trovare il tempo per rispondere;

- Non fanno né danno MAI alcuna spinta promozionale del testo, tutto sta sulle spalle dell'autore.

Inoltre, sul mio libro, hanno usato un font di dimensione 11 per risparmiare sulla carta (?) e ho ricevuto diversi messaggi di lamentela da parte di alcuni lettori. Stando alla Rendicontazione casereccia fatta dal loro ufficio amministrativo le copie vendute risultano poche, ma stando a guardare il seguito online e nei vari festival a cui ho partecipato, mi chiedo se siano vere le cifre esposte e corrette a penna. Bah.

La prossima primavere finirà il contratto editoriale e fermerò il mio cammino con loro.

 

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10 ore fa, storyteller dice:

chiede l'acquisto obbligato di almeno un centinaio di copie.

A me avevano chiesto l'acquisto di cinquanta. E la cifra d'acquisto sarebbe stata 500 euri, non male rispetto a quelle astronomiche che qui si leggono richieste da altre CE. Per il resto non ho da dire nulla, perché la loro proposta non ebbe seguito da parte mia.

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Salve a tutti/e.

Io ho ricevuto oggi una risposta positiva e una proposta editoriale. Ma visto che chiedono, anche a me, l'acquisto di 50 copie, pur con dispiacere, penso che rifiuterò...

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On 22/5/2014 at 20:15, simluc dice:

Posso riportare la mia esperienza diretta (già so che non verrà apprezzata, ma tant'è). Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo con un piccolo editore free, al quale sarò per sempre riconoscente per la preparazione, per la sua storia personale e professionale (straordinaria, ve lo assicuro) e per avermi fatto accedere a questo mondo, anche la MIA esperienza di vita è cambiata. Ho infatti aperto una piccola libreria, e lì ho capito TUTTO di distribuzione, promozione, vendita e ho deciso che, se non avessi voluto per sempre vendere i miei libri agli amici con l'aggiunta di qualche copia che per una certa dose di fortuna qualcuno comprava, l'unica strada era quella di pubblicare con una casa editrice distribuita da uno dei tre colossi (Mondadori, RCS e Messaggerie) o da PDE, "semicolosso". Fatti i consueti tentativi di invio alle case editrici free da loro distribuite (che so essere più un 'proforma' che altro), ci ho provato con la Robin. Ben sapendo cosa sarebbe successo. Ed è successo. L'editore ha letto personalmente il manoscritto e mi ha risposto, dicendomi che il mio romanzo avrebbe potuto accedere alla loro collana più nota e prestigiosa (in cui sono pubblicati degli autentici maestri del noir e del giallo italiano, sebbene mai abbastanza riconosciuti in giro), ma che avrei dovuto apportare delle modifiche importanti. L'ho fatto. L'editore ha apprezzato (c'è voluto tempo), e mi ha proposto la pubblicazione con acquisto di copie. Su questo, ciascuno ha le proprie opinioni, e non voglio aprire dibattiti. Posso soltanto dire che il mio romanzo non solo è stato promosso e distribuito, ma che era presente in diverse Feltrinelli e Arion, in tante librerie indipendenti, che è stato segnalato sulla cronaca cittadina di Repubblica (abito in una città molto grande... la più grande), che è stato iscritto a premi letterari con invio di copie da parte dell'editore. Dimenticavo: l'editing è stato effettuato, sia pur leggero (ma ricordo che mi era stato chiesto di cambiare il romanzo in una certa direzione già prima). Personalmente non sono pentito, e sono anzi contento della scelta fatta. E, se l'editore vorrà, pubblicherò il seguito ancora con loro. Aggiungo mie considerazioni personali, da autore e da libraio:

1. Forse passerò per pessimista, ma vi assicuro una cosa: ho scritto un giallo di accettabile valore. Come ce ne sono tanti, pubblicati da tante case editrici (anche le più grandi). Ebbene: se non hai fortuna (molta), se non sei bravo ad intessere relazioni (e a me non piace, non mi interessa e non voglio farlo: ho rapporti diretti con case editrici di prestigio assoluto, ma non ho alcuna intenzione di sfruttarli per proporre i miei romanzi), allora togliti dalla testa di pubblicare con una casa editrice grande o media. I soldi sono pochi, troppo pochi, perché abbiano spazio romanzi di medio valore se non sono spinti da fattori che con la letteratura non c'entrano nulla. 

2. Non prendetevela con l'editore se il vostro libro non va a scaffale: non si vendono. Non si vendono e basta. Da libraio provo a consigliare, quando mi viene richiesto, un libro che esca dalla cerchia dei soliti noti. Non si vendono. Il mercato è occupato da pochi grandi gruppi, e per gli altri ci sono le briciole, e con quelle devono provare a campare. Quasi mai riuscendoci. E ve lo dice uno che ha riempito gli scaffali di medio-piccoli, e che però campa con i grandi e con la scolastica. 

Detto ciò, mi taccio, nella speranza di esservi stato utile. (purché non mi diate dello sprovveduto per aver pubblicato con la Robin... 'fesso' lo accetto, 'sprovveduto' no... perché coi libri ci campo e un pochino so come funziona... :-D ) 

 

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Simulac, sono anche io un libraio come te e la tua lettera avrei potuto scriverla uguale perchè vivo la tua stessa passione per questo lavoro e contatto con le case editrici e i gruppi editoriali che le rappresentano. Come te, avrò la fortuna di pubblicare un mio romanzo con la Robin Edizioni per la prossima primavera e la mia esperienza devo dire che è positiva. Non mi hanno chiesto un euro. Avevo già pubblicato un romanzo di fantascienza dal quale è stato tratto un film. Forse questo mi ha aiutato. Approfitto per salutare tutti. Seguo questo blog da tempo e lo trovo veramente costruttivo, addirittura indispensabile.

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Buongiorno. Posso portare la mia testimonianza su Robin?

Ho pubblicato con lui anni fa, senza alcun contributo. Scoprii poi nei blog che viene considerato a doppio binario. A me quindi andò bene. Mi vendette oltre mille copie del mio romanzo, che si trovava senza difficoltà sugli scaffali delle Feltrinelli, almeno nelle grandi città. Quindi fui contento. Con la redazione ottimi rapporti e gran disponibilità.

Poi decisi di cambiare proprio per via della nomea che ha in questi blog, così pubblicai con altri editori piccoli che si pubblicizzano come Non a Pagamento. Sono editori molto citati in questi blog, piccoli ma nei loro siti sembrano attivissimi e distribuiti.

Il risultato fu sempre pessimo: i miei libri non arrivarono mai nelle librerie, nemmeno in quelle della mia città! Su Feltrinelli si trovano solo online (ma online si trova tutto) e mai nelle librerie. Non vendetti nemmeno 10 copie grazie a questi editori.

Quindi per il mio nuovo lavoro ho deciso di tornare da Robin (se non mi fa pagare).

Forse da qualcuno si fa comprare delle copie, ma non da tutti. Almeno i suoi libri arrivano nelle librerie e si vedono in giro e vengono recensiti. Le copie lui le vende: insomma, qualcuno vi legge.

Allora mi chiedo: ha senso pubblicare con un editore minuscolo "puro" che nessuna libreria vuole avere sugli scaffali, il cui nome è sconosciuto, che non vi venderà mai una copia, e che nessun giornalista mai recensirà, o è meglio pubblicare con un doppio binario che vi distribuisce il libro?

Concludo chiarendo che non pubblicherei mai se mi si chiedessero contributi, ma non pubblicheri nemmeno più con un editore che non distribuisce da nessuna parte. Tanto vale buttare via tutto.

Grazie.

 

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