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Andrea28

Dialoghi in lingua straniera

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Supponiamo che il protagonista, che narra in prima persona la vicenda, sia italiano e che decida di trasferirsi (o di fare un semplice viaggio), ad esempio, in Spagna.

Nel momento in cui parla con la gente del luogo, i dialoghi dovrebbero essere riportati in spagnolo o, essendo il protagonista che narra la vicenda, può tradurli egli stesso  in italiano (direttamente o tra parentesi vicino alle.frasi pronunciate in lingua spagnola)? Oppure sarebbe preferibile aggirare  il problema eliminando i dialoghi e lasciandone riassumere il contenuto dalle parole del protagonista (così facendo, però, si perderebbe ritmo ed immediatezza e, sinceramente, preferirei evitare).

Avrebbe senso se, in un primo momento, quando il protagonista non padroneggia bene la lingua, le frasi dette dalla gente del luogo venissero riportate direttamente in lingua spagnola (in modo da creare anche malintesi e situazioni potenzialmente divertenti con il protagonista che interpreta male le loro parole) ed, invece, in un secondo momento (quando il protagonista ha una buona conoscenza della lingua) il tutto venisse riportato direttamente in italiano?

Spero di essermi spiegato.

 

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@Andrea28

Ciao secondo mio piccolo è modestissimo parere, provo a risponderti.

 

9 minuti fa, Andrea28 ha detto:

Nel momento in cui parla con la gente del luogo, i dialoghi dovrebbero essere riportati in spagnolo o, essendo il protagonista che narra la vicenda, può tradurli egli stesso  in italiano (direttamente o tra parentesi vicino alle.frasi pronunciate in lingua spagnola)?

Tu potresti far parlare il protagonista nella sua lingua, specificando che stia parlando in spagnolo, per poi far rispondere al suo interlocutore in spagnolo.

Riportando sotto la traduzione della risposta.

 

9 minuti fa, Andrea28 ha detto:

Oppure sarebbe preferibile aggirare  il problema eliminando i dialoghi e lasciandone riassumere il contenuto dalle parole del protagonista (così facendo, però, si perderebbe ritmo ed immediatezza e, sinceramente, preferirei evitare).

Questo non lo farei, perché come dici già tu, vai a perdere il succo è l'immediatezza della situazione posta al lettore.

 

Potresti anche far tradurre direttamente al protagonista nei suoi pensieri, creando una sorta di riflessione sui malintesi nati dalle traduzioni errate.

Per poi in seguito rendersi conto della gaffe.

 

Ti pongo un esempio di una barzelletta che mi raccontarono da piccola. 

Nota bene che non so scrivere ne in dialetto milanese, ne in francese, ma cerco di farti capire comunque.

 

Al mercato due milanesi parlano di quanto il francese sia simile al milanese.

In quel momento arriva un francese chiedendo: coma sa pell? (Come si chiama in francese) indicando le noci sul banco.

Il milanese gli risponde: non se pell se schiscen! (Non si pela si schiaccia in dialetto).

 

Questo esempio te l'ho fatto per farti comprendere le gaffe di linguaggio che capitano quando non si comprende il significato di una lingua differente.

 

Spero di esserti stata utile.

Ciao

 

 

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@Andrea28 Credo che tu ti sia risposto da solo :)

Eviterei i riassunti (ma questo lo avrai già capito) e per il resto mi comporterei a secondo della storia.

Prendiamo i due casi.

Caso 1: il protagonista sta in spagna non conosce lo spagnolo. Qui io metterei direttamente il dialogo (dell'interlocutore) in spagnolo, senza tradurre nulla, soprattutto se la storia sia scritta dal punto di vista del protagonista (l'alternativa è il narratore onnisciente, che in genere toglie un sacco di punti alla lettura). Non importa se il lettore capisce lo spagnolo o meno, anzi, se non lo capisce è meglio: in questo modo si immedesima meglio nel protagonista, che si chiederebbe cosa stia dicendo il suo interlocutore. Qui si può arricchire la scena riportando i gesti dei personaggi. Il protagonista non capisce la lingua, ma si aggrappa a ogni gesto dell'altro per riuscire a comprendere cosa voglia dire.

Se poi il protagonista avrà una lunga permanenza in Spagna e inizierà a capire la lingua, qualcosa dovrai tradurre man mano che vai avanti con la storia. In genere a me non piacciono le parentesi dove riportano le traduzioni. Si potrebbe pian piano tradurre qualche termine o anche qualche frase, senza abusare di questo. Magari il passaggio dallo spagnolo all'italiano potresti farlo con frasi corte, in modo da far capire al lettore che il protagonista ora sta capendo e non annoiarlo con una lingua che non conosce. Poi passerei all'italiano.

Alcuni tendono anche mettere discorsi lungi in spagnolo (o altra lingua). Non credo che questo vada riportato, né in spagnolo né tradotto. Io mi chiederei come mai il protagonista sta lì a subirsi il discorso, quando non capisce una parola di quello che sente.

 

Caso 2: il protagonista conosce lo spagnolo.

Secondo me qui non serve riportare lo spagnolo. Anche se il protagonista conosce la lingua, non è detto che anche il lettore la conosca. Potresti riportare qualche termine qua e là, che possono essere capiti dal contesto, oppure far pensare il protagonista al termine in italiano. Ma, sostanzialmente, io metterei tutto in italiano. Se il protagonista lo capisce, anche il lettore lo deve capire. 

 

Questa è la mia opinione :) spero che ti sia utile.

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Ciao @Andrea28 , sono concorde con quanto ha scritto @Dark_Lady :

 

3 ore fa, Dark_Lady ha detto:

 

3 ore fa, Andrea28 ha detto:

Oppure sarebbe preferibile aggirare  il problema eliminando i dialoghi e lasciandone riassumere il contenuto dalle parole del protagonista (così facendo, però, si perderebbe ritmo ed immediatezza e, sinceramente, preferirei evitare).

Questo non lo farei, perché come dici già tu, vai a perdere il succo è l'immediatezza della situazione posta al lettore.

 

3 ore fa, Andrea28 ha detto:

Avrebbe senso se, in un primo momento, quando il protagonista non padroneggia bene la lingua, le frasi dette dalla gente del luogo venissero riportate direttamente in lingua spagnola (in modo da creare anche malintesi e situazioni potenzialmente divertenti con il protagonista che interpreta male le loro parole) ed, invece, in un secondo momento (quando il protagonista ha una buona conoscenza della lingua) il tutto venisse riportato direttamente in italiano?

 

Potrebbe essere una buona soluzione, sì.

 

3 ore fa, Andrea28 ha detto:

Nel momento in cui parla con la gente del luogo, i dialoghi dovrebbero essere riportati in spagnolo o, essendo il protagonista che narra la vicenda, può tradurli egli stesso  in italiano (direttamente o tra parentesi vicino alle.frasi pronunciate in lingua spagnola)?

 

Quando il protagonista non padroneggia ancora la lingua, io riporterei i dialoghi in spagnolo, ma facendoli prima pensare al protagonista narrante, non mettendone la traduzione tra parentesi. Quest'ultima la metterei, se necessario, quando parla un abitante del luogo, per rendere più chiari gli equivoci linguistici, ma la inserirei in nota e non tra parentesi, o meglio ancora farei intuire la traduzione direttamente al lettore, in un misto tra gesti degli interlocutori (come ti ha suggerito anche @AlexComan) e pensieri dell'io narrante.

Cerco di farti un esempio banale:

 

Ok, ora provo a chiedere a questa ragazza se mi può fare da guida per la città. Oddio, che imbarazzo.

– Perdone, estoy un poquito embarazado. Soy un extranjero, ¿Quieres ser mi guía?

– Embarazado? – Osservo la ragazza sgranare gli occhi e prorompere in una fragorosa risata.

Oddio, perché sta ridendo, cosa ho detto?

No puede, "embarazado" es cuando una mujer...

Si porta una mano sul ventre e mima il gesto del pancione. Continua a ridere guardandomi con un misto tra scherno e compassione.

Cavoli che figura, ora capisco. No, certo, non posso essere incinto.

E mi lascio andare anch'io a un ridere scomposto, portandomi le mani sulle labbra ed evidenziando la mia gaffe.

 

 

Spero di averti fatto comprendere ciò che intendo. :)

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