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Nik3004

E se fossi un Soggettista?

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Premetto che sono stato molto combattuto su questa discussione, non sapevo se proporvela o no, ma alla fine ho deciso di chiedere, alla fine è lecito, no? :D

Premetto anche che con questa discussione spero di non sembrare una persona saccente, piena di sè, che si crede illuminata dalla luce divina, perchè sono tutt'altro, anche se non potete saperlo, giustamente.

Faccio questa lunga intro perchè vorrei cercare di ridurre il più possibile i commenti non-costruttivi.

Veniamo al dunque, io ho una fervida immaginazione.

Ho continue idee di trame, storie e sinossi, ma proprio tante. Da un pò di tempo ho iniziato a scrivermi le migliori tracce(o traccie, dipende da cosa dice il ministero), magari ampliandole e scrivendo la trama o addirittura sinossi e personaggi principali.

Il punto però è che non so di che farmene e (qui arriva la parte saccente) mi dispiacerebbe che andassero sprecate.

Vi spiego in che senso, io ho anche l'hobby della scrittura, ma per esempio per sviluppare una sola storia e renderla un libro ci ho messo 7/8 mesi ed è ancora ben lontano da essere presentabile(devo rivedermelo, aggiungere e togliere parti).

Quindi anche se mi mettessi a costruire un libro su ognuna di queste storie ci metterei una vita per dare luce a tutti quei libri.

Qui mi si potrebbe far notare che probabilmente non sono storie di questo gran valore, e probabilmente avete ragione, solo che diciamo ci sono affezionato, inoltre statisticamente parlando tra tutte queste idee in libertà qualcuna buona deve esserci ahah.

Ho pensato anche a fare una raccolta di storie, ma la maggior parte non hanno un filo logico che le tiene unite e comunque me la terrei come ultima opzione.

Arrivati a questo punto si arriva alla domanda-cardine del topic:Cosa potrei farmene di tutti questi soggetti? In che modo potrei renderli produttivi? Oppure sono destinati a morire tra le note del mio telefono e la memoria del mio pc?(Non parlo di venderle, non so nemmeno se sia possibile, la domanda è da intendersi nel senso più generale possibile).

Pace e Amore.

 

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Non è facile darti una risposta. Occuparsi solo del soggetto di una storia limita molto le tue possibilità ed è difficile trasformarlo in un lavoro, soprattutto in Italia. Poi tu non sembri avere esperienza (credo, eh, altrimenti non avresti aperto questo topic), quindi è ancora più complicato.

 

È possibile, comunque, che i tuoi futuri romanzi li completerai in molto meno tempo. Possibilmente riuscirai a utilizzare la trama di tutte le tue storie per farne dei libri. E anche se il tempo non dovesse bastarti, almeno parte delle storie vedranno la luce. ;) 

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Sette o otto mesi mi pare un tempo ragionevole, tutto sommato. Poi dipende dalla mole dei libri, ma non mi sembra così eccessivo. Questo lavoro pretende pazienza e dedizione. Pensare di poter scrivere 2-3 libri all'anno, a meno che tu non sia King, Patterson o Grisham (che comunque ne pubblica al massimo uno all'anno), mi sembra esagerato. 


Per cui il mio suggerimento è di continuare a scrivere, concedendoti il tempo di fare le cose con calma. 

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22 ore fa, matrai ha detto:

Pensare di poter scrivere 2-3 libri all'anno, a meno che tu non sia King, Patterson o Grisham (che comunque ne pubblica al massimo uno all'anno), mi sembra esagerato

 

Verissimo!

Però, @Nik3004 , potresti invece scrivere 2-3 sceneggiature l'anno, è del tutto fattibile (per esperienza); di più sconsiglierei se vuoi che il tuo lavoro sia ben fatto, perché il tempo da dedicare alla documentazione è fondamentale e non dev'essere poco!

Il consiglio che potrei darti, personalmente, è: frequenta un bel corso di sceneggiatura e trasforma le tue idee o soggetti in una scrittura per altre forme espressive (che sia cinema, fumetto, teatro, eccetera...). Non puoi, però, prescindere dalla professionalità, per cui un buon corso ti servirebbe. Sconsiglierei, invece, passare i tuoi soggetti a qualcuno che li trasformi in altro. Se non si tratta di persona di assoluta fiducia rischi di vedere semplicemente sfruttate (per non dire proprio plagiate) le tue idee, senza che tu ne possa rivendicare la paternità.

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On 06/30/2017 at 16:30, matrai ha detto:

Sette o otto mesi mi pare un tempo ragionevole, tutto sommato. Poi dipende dalla mole dei libri, ma non mi sembra così eccessivo. Questo lavoro pretende pazienza e dedizione. Pensare di poter scrivere 2-3 libri all'anno, a meno che tu non sia King, Patterson o Grisham (che comunque ne pubblica al massimo uno all'anno), mi sembra esagerato. 


Per cui il mio suggerimento è di continuare a scrivere, concedendoti il tempo di fare le cose con calma. 

 

3 ore fa, ElleryQ ha detto:

frequenta un bel corso

Tutto giusto ma soprattutto... studiare e leggere.

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22 ore fa, ElleryQ ha detto:

 

Verissimo!

Però, @Nik3004 , potresti invece scrivere 2-3 sceneggiature l'anno, è del tutto fattibile (per esperienza); di più sconsiglierei se vuoi che il tuo lavoro sia ben fatto, perché il tempo da dedicare alla documentazione è fondamentale e non dev'essere poco!

Il consiglio che potrei darti, personalmente, è: frequenta un bel corso di sceneggiatura e trasforma le tue idee o soggetti in una scrittura per altre forme espressive (che sia cinema, fumetto, teatro, eccetera...). Non puoi, però, prescindere dalla professionalità, per cui un buon corso ti servirebbe. Sconsiglierei, invece, passare i tuoi soggetti a qualcuno che li trasformi in altro. Se non si tratta di persona di assoluta fiducia rischi di vedere semplicemente sfruttate (per non dire proprio plagiate) le tue idee, senza che tu ne possa rivendicare la paternità.

 

Grazie mille per i consigli !

Ma poi di queste sceneggiature come le utilizzerei ? Te che lo hai già fatto, poi a chi le hai date ? Qualcuna delle tue ha poi visto la luce in qualche modo? Sono molto curioso, questa cosa delle sceneggiature mi affascina molto !

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@Nik3004 Io ti posso rispondere per quanto riguarda quelle cinematografiche e televisive:

1) Le vendi.

2) Le produci.

3) Le usi per dei concorsi.

 

Nel primo caso devi proporle a dei produttori che accettano sceneggiature speculative (ovvero non richieste). Se i produttori ritengono che la sceneggiatura sia di qualità e adatta al mercato, l'acquisteranno; questo non significa che verrà prodotta, ma ti pagheranno lo stesso. È possibile anche che ti vengano affidate le successive revisioni (pagandoti ancora), anche se di solito si preferisce qualcuno più esperto per farle. Anche nel caso in cui i produttori non siano intenzionati a comprare la tua sceneggiatura, potrebbero apprezzare le tue capacità e assumerti per delle sceneggiature non speculative.

Le probabilità di successo, comunque, sono minime. Pochissime sceneggiature vengono comprate, ancora meno vedono la luce.

 

Nel secondo caso, le produci tu. Trovi un cast, una crew, dei finanziatori e ti dai da fare. Non è semplice ma è il modo migliore per entrare nel giro. I produttori preferiscono autori con esperienza, e quest'opzione te ne darebbe molta.

 

Nel terzo caso, partecipi ai concorsi dedicati. I premi possono essere di tutti i tipi, dall'acquisto della sceneggiatura (raramente) al premio in denaro o finanziamenti per la produzione. In linea generale, è un ottimo modo per farsi conoscere ed è anche il più economico.

 

Qualunque strada tu scelga (anche tutte), ricordati una cosa: non illuderti. Riuscire a vendere una sceneggiatura per il cinema o la televisione, soprattutto in Italia, è estremamente difficile. Non è impossibile, ma dovrai fare tantissima strada per riuscirci.

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Concordo in tutto e per tutto con quello che ha scritto @Black .

 

2 ore fa, Nik3004 ha detto:

Ma poi di queste sceneggiature come le utilizzerei ? Te che lo hai già fatto, poi a chi le hai date ? Qualcuna delle tue ha poi visto la luce in qualche modo?

 

Io ne ho scritte diverse e tutte finora (tranne una) pubblicate come graphic novel e corti animati.

In tal caso devi affiancarti a un bravo disegnatore e girare le fiere professionali (Lucca, Napoli e Roma Arfestival sono al momento le migliori) per proporre il progetto agli editori prenotando i colloqui. In genere pagano un anticipo sui diritti e le regolari royalties ad esaurimento dell'aniticipo. Ovviamente non puoi sperare che i guadagni siano pari a quelli dei diritti cinematografici, ma via via che il tuo nome è più conosciuto il potere contrattuale che acquisisci è maggiore e ti consente di richiedere un buon anticipo. Il mercato estero, invece, è più "ricco" dal punto di vista di anticipi e royalties (o di acquisizione dei diritti di traduzione), per cui dopo una buona esperienza su quello italiano, in genere, si punta a quello internazionale (francese soprattutto). Personalmente ho anche lavorato su commissione con sceneggiature didattiche (anche per l'animazione) e in quel caso i guadagni sono decisamente più alti in base al committente. :) È ovvio, però, che devi entrare poco per volta in determinati circuiti e non puoi pretendere di ottenere tutto e subito, tantomeno senza aver acquisito una buona professionalità.

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@ElleryQ @Black Grazie ancora.

Purtroppo ne so zero di sceneggiatura anche se come mondo mi affascina molto. Inizierò a farmi una cultura sulle sceneggiature e poi proverò a produrre qualcosa.

Sfortunamente, essendo impegnatissimo con l'uni, non avrei molto tempo per seguire un corso, cercherò qualche libro didattico in merito.(Ps:consigli?)

 

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@Nik3004 Dai un'occhiata in questo topic, si parla dei libri consigliati. Per quanto riguarda cinema e tv, ti direi di partire da Syd Field e Robert McKee. Non basarti solo sulla teoria, però; è essenziale leggere le sceneggiature di altri autori per imparare davvero come scriverle.

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6 ore fa, Black ha detto:

Non basarti solo sulla teoria, però; è essenziale leggere le sceneggiature di altri autori per imparare davvero come scriverle.

 

Sono perfettamente d'accordo.

Personalmente, comunque, ti consiglierei di seguire un corso appena puoi, @Nik3004 . Un manuale, per quanto ben fatto, non ti darà adeguate competenze pratiche. In un corso, invece, hai il vantaggio di misurarti su una parte pratica oltre all'apprendimento teorico e sei seguito passo dopo passo da uno o più docenti, che ti aiutano a lavorare e a imparare facendo. Inoltre hai la possibilità di un confronto diretto con gli altri colleghi e quindi di interagire, il che è sempre utile.

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