Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Kuno

I nostri personaggi non conoscono smartphone e social?

Post raccomandati

Ci penso da un po'. Non voglio parlare della narrativa contemporanea in generale, ma più nello specifico dei pezzi postati dagli utenti qui sul forum. 

Cercherò di essere sintetico.

Molti dei racconti che pubblichiamo sono ambientati nel presente, nel mondo che abitiamo. Perché, allora, quasi mai nei nostri testi compaiono smartphone, tablet, notifiche, selfie, tweet e musica in streaming? 

Sono tutte cose che ormai da un pezzo fanno parte della nostra vita quotidiana, che hanno acquisito un'importanza decisamente non trascurabile (in realtà molto più che "non trascurabile") nella nostra realtà. 

Buona parte della popolazione mondiale estrae il telefono dalla tasca mezzo miliardo di volte al giorno, condivide foto di gatti (vergognatevi) o meme su facebook, inoltra video demenziali trovati su youtube ai propri amici, in gruppi whatsapp dai nomi ridicoli.

 

Perché, allora, quando descriviamo i piccoli e inutili gesti dei nostri protagonisti, tendiamo a trascurare tutte queste cose? Perché i personaggi del WD vivono ancora negli anni novanta? Perché la tecnologia sta facendo tanta fatica ad entrare nel mondo della narrativa (escludendo, ovviamente, la fantascienza)? È fredda? Poco romantica? Non è degna? Continuiamo a preferire, cioè, il ragazzetto che di notte tira i sassolini alla finestra della ragazza a quello che, più realisticamente, mette il "mi piace" ai selfie di lei con le orecchie da cane e gli occhi ritoccati? Fa più figo dire "Raggiunse l'enorme enciclopedia dalle pagine ingiallite sullo scaffale polveroso e, leccandosi di tanto in tanto l'indice, sfogliò fino a trovare la definizione della parola xxx" piuttosto che "cercò sul telefono: definizione xxx"?

 

Ho notato che ci sono delle eccezioni: la tecnologia dei nostri giorni è presente in quei testi che giocano sulla stessa. Gesù che rimuove Giuda dagli amici di facebook, il papa che legge la bibbia sull'iphone, gli alieni che pubblicano un selfie con la Terra sullo sfondo e l'hashtag #boomtra321... insomma, la tecnologia è ancora quella cosa strana che infiliamo in un testo solo per far ridere, per stupire, quando invece questa è (nel mondo reale) la cosa più ovvia che ci sia.

Che ne pensate?

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Kuno ha detto:

È fredda? Poco romantica? Non è degna?

Tutte queste cose assieme, forse. Spesso siamo noi (mi ci metto per obbligo di plurale maiestatis ma dovrei dire "siete") a essere ridicoli nelle azioni legate a tutto ciò che segnali.  Dell'uso più "serio" e meno "social" mi pare invece che si faccia abbastanza uso.  Io comunque ci ho scritto anche un raccontino che dovrebbe essere ancora in giro per il WD.  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Forse perché la maggior parte di noi legge i classici o roba pre "tecnologia 2.0", dove per contattare qualcuno o scrivi una lettera o ti tagli un polso e scrivi con il sangue AIUTO sulla finestra della camera da letto.

 

Forse anche per pudore: i messaggi e le chat usano un linguaggio che ci sembra anti-letterario, qualcosa che rovina la pagina.

 

Forse... Perché siamo un po' snob.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 minuti fa, Marcello ha detto:

 Io comunque ci ho scritto anche un raccontino che dovrebbe essere ancora in giro per il WD.  

So che @Marcello non lo farebbe nemmeno sotto tortura, ma io sono "terza parte" e posso permettermi di segnalarvelo: il racconto (molto bello) è questo. :)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Kuno ha detto:

Perché, allora, quando descriviamo i piccoli e inutili gesti dei nostri protagonisti, tendiamo a trascurare tutte queste cose?

 

Forse perché a molti di noi non giovanissimi non stanno troppo simpatiche, e comunque basta ambientare il racconto a metà dello scorso decennio, non un secolo fa, e tutte queste cose non sono più necessarie.

E poi (la vera ragione) io non ho lo smartphone, e di app, selfie, etc., ne so soltanto di sguincio, insomma perché sono un vecchio di mezza età.  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Marcello ha detto:

Dell'uso più "serio" e meno "social" mi pare invece che si faccia abbastanza uso.

Insomma, ci sono le email e i portatili, questo è vero, poco di più :D 

 

Cita

Tutte queste cose assieme, forse. Spesso siamo noi a essere ridicoli nelle azioni legate a tutto ciò che segnali.  

Quindi saremo costretti ad ambientare per sempre i nostri racconti nel passato? A causa della tecnologia il mondo è diventato tanto insulso e ridicolo da non meritare di essere descritto dalle nostre storie? Siamo costretti ad ignorare il fatto che, quando usciamo di casa, nel mondo vero, incrociamo quasi esclusivamente tizi con la testa chinata sul telefono? Continueremo a dire che tutti passeggiano chiacchierando animatamente e ascoltando il dolce cantare degli uccellini?

Può essere, secondo me può essere. :) 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 minuti fa, queffe ha detto:

So che @Marcello non lo farebbe nemmeno sotto tortura, ma io sono "terza parte" e posso permettermi di segnalarvelo: il racconto (molto bello) è questo. :)

 

Sono esterrefatto! Come facevi a saperlo? :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 minuti fa, Rewind ha detto:

Forse perché la maggior parte di noi legge i classici o roba pre "tecnologia 2.0", dove per contattare qualcuno o scrivi una lettera o ti tagli un polso e scrivi con il sangue AIUTO sulla finestra della camera da letto.

Ecco, è quello che penso anche io.

Forse i nostri personaggi non stalkerano le ragazze su instagram solo perché i protagonisti dei tanto amati classici non l'hanno mai fatto.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 minuti fa, Kuno ha detto:

A causa della tecnologia il mondo è diventato tanto insulso e ridicolo da non meritare di essere descritto dalle nostre storie

Non so se la colpa sia della tecnologia, probabilmente no, però insulso lo sembra parecchio.  Quando vedo una comitiva di cinquantenni, o anche di miei coetanei, in pizzeria tutti con con il "coso" in mano che fanno su e giù con il dito... be' a me viene il voltastomaco o quasi.  Non so che farmene di gente così nei miei romanzi.

Scusa se sono un po' brutale...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, massimopud ha detto:

 e comunque basta ambientare il racconto a metà dello scorso decennio, non un secolo fa, e tutte queste cose non sono più necessarie.

È questo che è interessante secondo me: il fatto che usiamo stratagemmi per evitare di descrivere il mondo attuale, perché il trillo di una notifica rovinerebbe l'atmosfera, perché un account facebook renderebbe tutto troppo facile, risponderebbe a domande che noi vogliamo lasciare senza risposta per almeno altre cento pagine. Allora facebook non esiste, le cento pagine sono salve. Niente notifiche, il nostro protagonista può restarsene seduto a guardare il tramonto pensando al senso della vita, anziché essere distratto da quel cretino di Mario che gli manda il video di un bambino che vomita su un cane.

Per ora è relativamente facile voltarsi dall'altra parte, ma tra cinquant'anni continueremo ad ambientare le nostre storie nel 2004? :D 

Modificato da Kuno

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Aggiungo: da che mondo è mondo la gente va al cesso diverse volte al giorno.  Ci andava prima del 2.0 e continua ad andarci tuttora.  Con tutto ciò se anche ambientiamo un romanzo o un racconto all'interno di un monolocale, a meno che il fatto non rivesta una particolare importanza nella trama, non ci sentiamo in dovere di scrivere:

Dario si alzò e disse: "Mi scappa la pipì".  Andò in bagno la fece e ritorno a sedersi.  Laura nel frattempo...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Marcello ha detto:

Non so se la colpa sia della tecnologia, probabilmente no, però insulso lo sembra parecchio.  Quando vedo una comitiva di cinquantenni, o anche di miei coetanei, in pizzeria tutti con con il "coso" in mano che fanno su e giù con il dito... be' a me viene il voltastomaco o quasi.  Non so che farmene di gente così nei miei romanzi.

Scusa se sono un po' brutale...

 

...

@simone volponi

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 minuti fa, Marcello ha detto:

tutti con con il "coso" in mano che fanno su e giù con il dito...

Sporcazzone!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi sono posta questo problema per il mio epico romanzo mai finito. Con l'aggravante che la mia sarebbe pure una storia di fantascienza, eppure fino a qualche mese fa l'unico che aveva un tablet era un tizio un po' snob che sfoggiava tecnologia.

 

Nella revisione attuale tutti sfoggiano un telefonino e lo usano per qualsiasi cosa e si mandano i messaggini e farò pure in modo che sia rilevante per la storia.

 

Certo non staranno tutti a tavola ognuno immerso nel proprio telefono, ma è perché i loro tavoli, quando ci appoggi il telefono, diventano megaschermi e la privacy diventa difficile.

 

Ma secondo voi perché siamo sempre immersi nel telefono? Non credo che usciremo da questa conversazione finché non capiremo questo.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, Kuno ha detto:

il nostro protagonista può restarsene seduto a guardare il tramonto pensando al senso della vita, anziché essere distratto da quel cretino di Mario che gli manda il video di un bambino che vomita su un cane

 

Ecco, questo è un ottimo argomento: con quel fetentone di Mario non voglio avere niente a che fare, spero gli venga la dissenteria.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Fino a qualche tempo fa, sono stata un tipo molto social. Ultimamente no, perché mi sono stufata, ma non ho avuto mai bisogno di fare dei riferimenti del genere nelle cose che ho scritto (prima di arrivare al WD non scrivevo racconti come sapete). La scorsa settimana, in una raccolta di racconti di Jojo Moyes, ho letto uno in cui si parlava di twitter e sono rimasta sbalordita (stavo per scrivere stranita ma poi ho visto che c'è @swetty in giro meglio non rischiare ;) ). Ma forse perché di solito leggo la roba ambientata in altre epoche e non mi viene naturale considerare certi termini/argomenti come possibili topic dei miei racconti. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
33 minuti fa, Marcello ha detto:

Aggiungo: da che mondo è mondo la gente va al cesso diverse volte al giorno.  Ci andava prima del 2.0 e continua ad andarci tuttora.  Con tutto ciò se anche ambientiamo un romanzo o un racconto all'interno di un monolocale, a meno che il fatto non rivesta una particolare importanza nella trama, non ci sentiamo in dovere di scrivere:

Dario si alzò e disse: "Mi scappa la pipì".  Andò in bagno la fece e ritorno a sedersi.  Laura nel frattempo...

Certo, ma questo discorso secondo me c'entra relativamente. 

Non è proprio la stessa cosa: è facile evitare di descrivere quei pochi minuti al giorno passati al bagno. Altra cosa è dover "nascondere" un mondo dove otto persone su dieci fanno fatica a staccare gli occhi dal telefono per più di cinque minuti consecutivi. Se mi descrivi i movimenti di una ventina di persone in una pizzeria, senza mai citare uno smartphone, significa che la storia non è ambientata nel 2017, o che la tua descrizione è poco realistica.

Insomma, se mi dici che Filippo e i suoi amici, di quindici anni, stanno chiacchierando al tavolo guardandosi negli occhi con le braccia incrociate... ahi ahi! A questo punto dagli anche la clava e il gonnellino di pelle di mammuth. :D 

 

@Lo scrittore incolore forse con questo messaggio rispondo anche a te. :D 

Modificato da Kuno

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sto scrivendo un romanzo distopico che parla di un'applicazione per cellulari e ci sono degli imprigionati e dei carcerieri. Nonostante il tema sia praticamente quello che tu dici, sono troppo impegnati i primi a salvarsi la pelle e i secondi a farli fuori, da stare con la testa sul cellulare. Quando però hanno dei momenti liberi, lo fanno :) Devi saper misurare la natura umana quando scrivi e renderla efficacemente :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, swetty ha detto:

Ma secondo voi perché siamo sempre immersi nel telefono?

Questa è una bella domanda. L'altro giorno ero uscita a passeggiare con un'amica serba e ci siamo fermate in un bar del quartiere. In un tavolo vicino a noi c'erano due tizi con due bambini di massimo 7-8 anni, presumo padri, che bevevano birra e chiacchieravano mentre i figli giocavano con i telefonini. Ci siamo guardate e abbiamo iniziato a discuterne. Quando eravamo bimbi noi, si giocava in strada, dalla mattina a sera, non avevamo telefonini e si stava benissimo. Oggi regalano i smartphone a un'eta spaventosa (il mio primo cel mi hanno comprato quando ero a liceo e solo perché studiavo a 270 km da casa  e una volta il pullman aveva avuto un guasto e i miei erano morti di paura perché non sapevano dove fossi.). Mia nuora mi ha detto che fanno persino smartphone giocatoli per bimbi bimbi (il mio nipote ha due anni e alcuni parenti volevano comprarglielo) e sono rimasta così O_O. Oggi la gente non sa parlare guardandosi negli occhi, stanno sempre con il cellulare in mano. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In effetti qui non metto cellulari (lo smartphone non ce l'ho nella vita, figuriamoci nei racconti) però nel romanzo vampiresco scritto li ho messi, visto che è ambientato a oggi. Con parsimonia, quando serviva, tipo coso manda un sms a cos'altro.

Ho scritto un romanzetto cyberpunk horror distopico post-tutto dove uso qualcosa del genere, ma non lo metto in ogni scena. C'è anche un social obbligatorio, ma non lo sto sempre a citare.

Prima viene la storia, e gli accessori devono esserci nel momento in cui servono o vengono usati.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo che, per assurdo, la tecnologia social sia talmente compenetrata nelle nostre vite (e in quelle dei nostri personaggi) da renderne inutile e/o poco interessante la descrizione.
Controllare le notifiche sul cellulare, per esempio, è un'azione talmente banale e abitudinaria che non ho alcun interesse a sottolinearla, a meno che non abbia un peso sulla trama. Un po' come non scrivo che il personaggio va in bagno, controlla quanti soldi ha nel portafoglio o si lava le mani prima di mangiare.

Quindi, per quanto mi riguarda almeno, non è un rifiuto della tecnologia ma il contrario: una resa incondizionata al fatto che l'uso della tecnologia sia sottinteso.
  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, Kuno ha detto:

Non è proprio la stessa cosa: è facile evitare di descrivere quei pochi minuti al giorno passati al bagno. Altra cosa è dover "nascondere" un mondo

Sì, capisco, ma all'atto pratico è solo questione di quantità di tempo.  Che me ne faccio di Filippo e dei suoi amici quindicenni se non c'entrano con la mia storia? mi limiterò a dire che il mio protagonista entra al ristorante per la sua cena a lume di candela o perché sta seguendo uno spacciatore e vede sulla destra una tavolata di quindicenni che giocano col telefonino, punto e basta: Filippo non m'interessa più e non interessa a chi legge.  Se invece voglio raccontare una storia di quindicenni allora sì: mi tocca mettermi a sedere con Filippo e gli altri e raccontare con chi chattano.  Poi però il romanzo te lo leggi tu.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
5 minuti fa, GiD ha detto:

Controllare le notifiche sul cellulare, per esempio, è un'azione talmente banale e abitudinaria che non ho alcun interesse a sottolinearla, a meno che non abbia un peso sulla trama. Un po' come non scrivo che il personaggio va in bagno, controlla quanti soldi ha nel portafoglio o si lava le mani prima di mangiare

(y)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 minuti fa, Lo scrittore incolore ha detto:

Sto scrivendo un romanzo distopico che parla di un'applicazione per cellulari e ci sono degli imprigionati e dei carcerieri. Nonostante il tema sia praticamente quello che tu dici, sono troppo impegnati i primi a salvarsi la pelle e i secondi a farli fuori, da stare con la testa sul cellulare. Quando però hanno dei momenti liberi, lo fanno :) Devi saper misurare la natura umana quando scrivi e renderla efficacemente :)

Sicuro che nel mondo reale non si fermerebbero tutti almeno un istante per fare un selfie e postarlo su instagram? :D

 

Sia chiaro, io sono tra le persone meno social di questo mondo. Ho solo whatsapp ed entro su facebook ogni sei mesi. Non sto dicendo che bella la tecnologia mettiamola perché è figa.

Sto solo osservando che, se il nostro protagonista Pinco Pallino è un giovane adoescente che in un pomeriggio del 2017 aspetta il suo turno in una sala d'attesa, e vogliamo essere fedeli alla realtà, non possiamo permetterci di farlo sbadigliare e fissare il muro o gli alberi fuori dalla finestra. Un ragazzo in una sala d'attesa senza telefono in mano è come un uomo che cerca di accendere una sigaretta sfregando due legnetti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, Kuno ha detto:

e il nostro protagonista Pinco Pallino è un giovane adoescente che in un pomeriggio del 2017 aspetta il suo turno in una sala d'attesa, e vogliamo essere fedeli alla realtà, non possiamo permetterci di farlo sbadigliare e fissare il muro o gli alberi fuori dalla finestra

Sì, ok, ma vale quanto dicevo poco più su: dipende da chi è il protagonista.  Se il protagonista è un cliente che entra in sala d'attesa si limiterà a dire che c'è un adolescente che gioca col telefono, un tavolino con sopra riviste vecchie di tre anni e qualche brutta stampa appesa alla parete.  Se invece il protagonista è l'adolescente ti tocca di calarti nella parte.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Kuno ha detto:

Un ragazzo in una sala d'attesa senza telefono in mano

Io in sala d'attesa, ho passato un anno brutto qualche tempo fa e avevo controlli dal medico frequenti, tiravo fuori il kobo per leggere e spesso mi guardavano male, probabilmente la gente non è più abituata. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, Marcello ha detto:

Sì, ok, ma vale quanto dicevo poco più su: dipende da chi è il protagonista.  Se il protagonista è un cliente che entra in sala d'attesa si limiterà a dire che c'è un adolescente che gioca col telefono, un tavolino con sopra riviste vecchie di tre anni e qualche brutta stampa appesa alla parete.  Se invece il protagonista è l'adolescente ti tocca di calarti nella parte.

Certo, certo, io mi riferisco sempre a una situazione in cui sei costretto a descrivere i movimenti di un personaggio. La cosa che mi sembra strana, tornando al post di apertura, è che molti di noi continuano a prendere quel ragazzino in sala d'attesa e a farlo annoiare come ormai non ci si annoia più. 

Questo dipende anche dal fatto che un ragazzo annoiato che comincia a fantasticare o ragionare può portare a qualcosa di buono per la nostra storia. Con un ragazzo che gioca col telefono non possiamo farci nulla. Ma ecco, direi che nel 2017 un ragazzino comincia a ragionare sul serio solo se il telefono è scarico e il caricabatterie è oltreoceano. Esagero, ovviamente, ma manco troppo :muu: 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Kuno ha detto:

Ma ecco, direi che nel 2017 un ragazzino comincia a ragionare sul serio solo se il telefono è scarico e il caricabatterie è oltreoceano

Tu prova a fare un personaggio così, e gli togli il caricabatterie e ti fa sciopero subito :P

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora


×