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Eudes

Lettera Due: Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto

5 risposte in questa discussione

Commento Uno e Due

 

La tua calligrafia.

Le tue parole.

Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia.

 

Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, nascondendola in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata.

 

Hai lasciato troppi indizi, mia cara. Davvero credevi che non ti avrei riconosciuta? Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto, anche solo un paio d’ore, il tempo di assistere insieme ad una commedia teatrale.

 

No, non mi sono dimenticato di te.

Ti ho cercata, sai?

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso.

"Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero.

E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro!

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

 

E poi, io davanti la tua vecchia casa, la villetta a schiera in cui vivevi da ragazza, sono passato spesso, nella segreta speranza di rivederti. Le ho dedicato centinaia di scatti, tanto che qualche vicino mi ha chiesto se avessi intenzione di comprarla, o fossi io stesso di qualche agenzia immobiliare. Ma è abbandonata da anni. Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo.

Tuttavia, mi sono informato, la casa appartiene ancora alla tua famiglia, anche se, da quanto vi siete trasferiti, nessuno dei proprietari si è mai fatto vivo.

Ma non credere sia stato quello il mio unico tentativo di rintracciarti.

 

Ti ho cercata, e ti cerco ancora.

Ti cerco tutte le volte che inseguo la bellezza nascosta nella semplicità. E la bellezza è tutto per un fotografo, ciò che invano aspiravo a diventare.

Ma tu ti sei nascosta e nessuno dei miei scatti ha mai raggiunto l'intensità del fascino evocato dai tuoi gesti, per spontanei e naturali che fossero.

 

Ti ho cercata, lo ammetto, anche nelle figure di altre donne che hanno incrociato il mio cammino, cercando nei loro modi di fare, vestire, parlare ed essere qualcosa che ti somigliasse. Finché ho capito che me le stavo perdendo, facendo un torto sia a loro, che mostravano atteggiamenti estranei allo loro natura solo per compiacermi, sia a te: come se l'essere meraviglioso che sei sempre stata fosse riproducibile!

 

Ti chiederai allora perché, quel giorno, durante la rappresentazione teatrale non approfittai della vicinanza per instaurare un dialogo. Quale altra giustificazione potrei addurre, se non quella che ero giovane e stupido e non volli fare un torto alla persona che, per assistere allo spettacolo, aveva chiesto espressamente di potermi sedere accanto? Ero convinto che il tempo ci avrebbe concesso innumerevoli altre occasioni. Invece non ce ne furono affatto.

 

Il rammarico fu tale, e tale l'evidenza di essere incapace di cogliere l'attimo, che fu proprio la voglia di superare questo mio limite ad alimentare la passione per l'arte fotografica: come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti. In qualche modo anche tu hai segnato la mia vita, ogni mia foto è un omaggio al ricordo che ho di te.

 

Non ti ho raggiunto nei miei scatti come non ti ho raggiunto nella realtà.

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

 

E, forse, ormai è troppo tardi.

Allo specchio vedo un uomo con la fronte stempiata, i capelli ingrigiti e gli occhi stanchi. Abito in un monolocale mansardato da oltre due anni; lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani, travi a vista con agli angoli abbondanti ragnatele, pareti in cui si alternano librerie stracolme di saggi, romanzi e fumetti a spazi dedicati a fotografie impolverate appese in maniera caotica; senza contare le tante altre sparse sul pavimento, eterna memoria di promesse mai mantenute. Piatti da lavare, cumuli di vestiti e bollette scadute: non c'è zona di questa casa che non mi rimproveri per incombenze continuamente rimandate.

Un animo romantico direbbe che non importa, "basteresti tu a farla felice", persone più pragmatiche e realiste dissentirebbero, ricordandomi quanto io abbia giocato male le mie chance. Bellezza, passione, coraggio e animo non sono più sorretti dalla sfrontatezza della gioventù e il mio cuore è troppo orgoglioso per offrirti una vita caotica fatta di stenti e lavori malpagati.

 

Migliaia di scatti fotografici mi hanno insegnato che l'unica anima capace di catturare attimi eterni è quella che osa, sfidando le convenzioni, le intemperie del tempo e le proprie barriere mentali.

Ti ho perso per non aver osato.

Ti perderò ancora per non saper osare.

 

Invidio quei croissant che mangi a colazione, o la battigia su cui posi i tuoi piedi nudi per lunghe passeggiate in riva al mare; invidio le lacrime che scendono dai tuoi occhi per accarezzarti il volto, il sole che ti scalda, la notte che ti nasconde agli sguardi altrui per ammirarti indisturbata coi suoi raggi di luna, i film che ti hanno emozionato, le tue canzoni preferite, i libri da te sfogliati e amati. Li invidio per averti saputo regalare emozioni vere, io che ho dovuto accontentarmi di essere un'illusione.

 

Una relazione insipida e una professione deludente sono pur sempre meglio di quanto saprei offrirti io. Con la tua immaginazione hai trafugato la parte migliore di me. Ti direi di restituirmela, se non la ritenessi la cosa più bella che mi sia mai capitato.

 

Mi hai dato ben più di una mano d’inchiostro, ben prima che io riuscissi a leggere la lettera. Sei stata l’ ispirazione della mia vita, mi spiace solo non essermene dimostrato all’altezza.

Vorrei poter rimediare, vorrei imparare a diventar degno della persona che tu immagini io sia o sia stato, quando chiudi gli occhi e mi pensi. Non basterà a mitigare i rimpianti ma mi piace illudermi che quanto più mi ci avvicinerò tanto più il destino sarà benevolo nei nostri confronti., almeno in futuro.

 

Se stai leggendo queste parole vorrà dire che, per una volta, la tua vecchia casa non mi sono limitato a fotografarla: ho scavalcato il cancello per infilare sotto la porta la busta che contiene questo foglio. Se anche non dovessi essere tu a raccoglierla per prima, spero che chiunque la noti voglia recapitartela. Al suo interno troverai anche quelle che ritengo le mie foto più riuscite. Mi faceva piacere mostrartele, credo siano il legame più concreto di una storia che non abbiamo vissuto.

 

Ma chi può dire cosa riserverà il futuro?

Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.

 

Continuerò a cercarti tra i gesti delle persone, i sorrisi delle donne, il baccano di bambini che giocano, l'allegria dei giovani innamorati o la saggezza degli anziani; mi mescolerò alla folla delle piazze, mi lascerò coinvolgere dalle vite altrui, dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cercherò una guida in chiunque e in qualunque cosa. E quando sarà il momento, spero, ti ritroverò. Per quanto lunga potrà sembrare l'attesa, minuti, ore, giorni o anni, non importa. La sola possibilità di rivederti basta a dar sapore alla vita.

 

Spoiler

Raccogliendo una proposta lanciata da Lizz, questa lettera risponde a quella scritta da lei qui

 

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Ci sono dei passaggi che sono pura poesia: li leggi, e sembra di sentire una canzone. Scorrono liscissimi e piacevoli, e si scavano una nicchia nella memoria. Viene voglia di andare subito a rileggerli!

 

22 ore fa, Eudes ha detto:

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo.

Qui pensi: ma che strana tecnica, per cercare una persona. La starà mica sfottendo?
Poi però si entra nel flusso della poesia:

22 ore fa, Eudes ha detto:

Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso.

"Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero.

E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro!

 

Questa poi potevi usarla nel contest di aforismi di oggi: è bellissima!

22 ore fa, Eudes ha detto:

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

 

 

Cita

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

Forse scorre più facile così: Mi piacerebbe poter dare la colpa di tutto al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

 

Cita

lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani

Qui "incontrastati" e "sovrani" mi sembrano troppo, appaiati. E se usassi un verbo per affiancare uno dei due? "polvere e disordine regnare incontrastati/regnare sovrani"

 

22 ore fa, Eudes ha detto:

Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.

Questa è una metafora davvero magnifica: l'idea che nella vita di una persona ci siano due "ore dorate", e che magari, se perde la prima, abbia comunque la possibilità di ritentare quando arriva la seconda.

 

Lettera triste, fa pensare a due anime che hanno girato in tondo per tutta la vita, cercandosi senza trovarsi per la paura di rischiare. Per l'appunto:
 

Cita

 

Ti ho perso per non aver osato.

Ti perderò ancora per non saper osare.

 

 

Sono davvero contenta che tu abbia trovato dei racconti da commentare e abbia potuto condividere con il forum questo gioiellino!

 

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On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me

Mi suona meglio così: ma conosce bene i miei gusti e le mie abitudini, tanto da potersi permettere di piazzare nella biblioteca ecc

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute

 Erano proprio necessari tutti questi gerundi uno dietro l'altro? Appesantisce leggermente la lettura. Avresti potuto evitare almeno un paia. Direi piuttosto così: Ti ho cercata ovunque. Raccoglievo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo (a proposito una bella frase). Carpivo dai discorsi di persone sconosciute ecc.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare,

nelle onde del mare

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate

Ok, capisco che è una lettera e somiglia un po' a un flusso di pensieri, però non mi sembra siano necessarie delle frasi così lunghe da mille gerundi. Ti consiglierei di spezzare un po', così guadagni anche nel ritmo. Una lettera deve appassionare chi la legge. Riformulerei il paragrafo in questa maniera: Ho cercato tracce di te in città sconosciute o tra sentieri di montagna (che tu ti perda è sottinteso, non è necessario dirlo), chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle case. Mi lasciavo guidare dalla pioggia ecc. Anche con un semplice imperfetto puoi dare la sensazione di un'azione duratura e/o ripetitiva. 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli

Ripetizione e altri cosi in endo (Sei peggio di volponi :) ) Prova a riformulare in modo di evitare la ripetizione. 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

Bella frase!

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata, e ti cerco ancora.

via la virgola

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo.

Belle le descrizioni, ho immaginato subito la casa.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

per spontanei e naturali che fossero.

"Per" mi sembra un rifuso, mi suona meglio la frase senza.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti.

Molto poetico.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino

Suona meglio: mi piacerebbe poter dare la colpa di tutto al destino.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

fumetti a spazi

Credo sia un refuso: fumetti e spazi

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

la cosa più bella che mi sia mai capitato.

refuso: che mi sia mai capitata  

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

nei nostri confronti.,

refuso, togli il punto 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cer

dalle speranze

 

Ciao @Eudes! Scusa per la pignoleria, ti ho segnato alcune cose che secondo me potresti migliorare. La lettera mi è piaciuta molto, l'ho trovata piena di malinconie e tristezze di un tempo che fu, e mi ha coinvolto molto a livello emotivo. Sei stato molto bravo a delineare la voce narrante, l'uomo che scrive la lettera che è un omaggio alla donna amata in segreto e alla quale aveva rinunciato per mancanza di coraggio. Ci sono passaggi poetici che mi hanno colpito molto, alcuni ho segnalato nel commento. Chissà se la rincontrerà, intanto tifo per loro. Bravo. A rileggerci. 

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Ciao, @Emy, grazie per i suggerimenti.

Non ho ben capito quest'avversione per i gerundi ma può darsi, se mai rimetterò mano a questo pezzo, che qualcuno lo faccia sparire.

Alcuni refusi che mi hai segnalato non li avevo proprio notati.

 

@Lizz, grazie anche a te.

Visto che questo pezzo deriva da un tuo racconto e una tua idea, mi fa molto piacere tu l'abbia apprezzata.

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7 minuti fa, Eudes ha detto:

Non ho ben capito quest'avversione per i gerundi ma può darsi, se mai rimetterò mano a questo pezzo, che qualcuno lo faccia sparire.

Credo che come con tutto, anche con i gerundi bisogna avere un equilibrio. :) 

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