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Eudes

Lettera Due: Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto

10 risposte in questa discussione

Commento Uno e Due

 

La tua calligrafia.

Le tue parole.

Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia.

 

Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, nascondendola in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata.

 

Hai lasciato troppi indizi, mia cara. Davvero credevi che non ti avrei riconosciuta? Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto, anche solo un paio d’ore, il tempo di assistere insieme ad una commedia teatrale.

 

No, non mi sono dimenticato di te.

Ti ho cercata, sai?

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso.

"Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero.

E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro!

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

 

E poi, io davanti la tua vecchia casa, la villetta a schiera in cui vivevi da ragazza, sono passato spesso, nella segreta speranza di rivederti. Le ho dedicato centinaia di scatti, tanto che qualche vicino mi ha chiesto se avessi intenzione di comprarla, o fossi io stesso di qualche agenzia immobiliare. Ma è abbandonata da anni. Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo.

Tuttavia, mi sono informato, la casa appartiene ancora alla tua famiglia, anche se, da quanto vi siete trasferiti, nessuno dei proprietari si è mai fatto vivo.

Ma non credere sia stato quello il mio unico tentativo di rintracciarti.

 

Ti ho cercata, e ti cerco ancora.

Ti cerco tutte le volte che inseguo la bellezza nascosta nella semplicità. E la bellezza è tutto per un fotografo, ciò che invano aspiravo a diventare.

Ma tu ti sei nascosta e nessuno dei miei scatti ha mai raggiunto l'intensità del fascino evocato dai tuoi gesti, per spontanei e naturali che fossero.

 

Ti ho cercata, lo ammetto, anche nelle figure di altre donne che hanno incrociato il mio cammino, cercando nei loro modi di fare, vestire, parlare ed essere qualcosa che ti somigliasse. Finché ho capito che me le stavo perdendo, facendo un torto sia a loro, che mostravano atteggiamenti estranei allo loro natura solo per compiacermi, sia a te: come se l'essere meraviglioso che sei sempre stata fosse riproducibile!

 

Ti chiederai allora perché, quel giorno, durante la rappresentazione teatrale non approfittai della vicinanza per instaurare un dialogo. Quale altra giustificazione potrei addurre, se non quella che ero giovane e stupido e non volli fare un torto alla persona che, per assistere allo spettacolo, aveva chiesto espressamente di potermi sedere accanto? Ero convinto che il tempo ci avrebbe concesso innumerevoli altre occasioni. Invece non ce ne furono affatto.

 

Il rammarico fu tale, e tale l'evidenza di essere incapace di cogliere l'attimo, che fu proprio la voglia di superare questo mio limite ad alimentare la passione per l'arte fotografica: come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti. In qualche modo anche tu hai segnato la mia vita, ogni mia foto è un omaggio al ricordo che ho di te.

 

Non ti ho raggiunto nei miei scatti come non ti ho raggiunto nella realtà.

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

 

E, forse, ormai è troppo tardi.

Allo specchio vedo un uomo con la fronte stempiata, i capelli ingrigiti e gli occhi stanchi. Abito in un monolocale mansardato da oltre due anni; lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani, travi a vista con agli angoli abbondanti ragnatele, pareti in cui si alternano librerie stracolme di saggi, romanzi e fumetti a spazi dedicati a fotografie impolverate appese in maniera caotica; senza contare le tante altre sparse sul pavimento, eterna memoria di promesse mai mantenute. Piatti da lavare, cumuli di vestiti e bollette scadute: non c'è zona di questa casa che non mi rimproveri per incombenze continuamente rimandate.

Un animo romantico direbbe che non importa, "basteresti tu a farla felice", persone più pragmatiche e realiste dissentirebbero, ricordandomi quanto io abbia giocato male le mie chance. Bellezza, passione, coraggio e animo non sono più sorretti dalla sfrontatezza della gioventù e il mio cuore è troppo orgoglioso per offrirti una vita caotica fatta di stenti e lavori malpagati.

 

Migliaia di scatti fotografici mi hanno insegnato che l'unica anima capace di catturare attimi eterni è quella che osa, sfidando le convenzioni, le intemperie del tempo e le proprie barriere mentali.

Ti ho perso per non aver osato.

Ti perderò ancora per non saper osare.

 

Invidio quei croissant che mangi a colazione, o la battigia su cui posi i tuoi piedi nudi per lunghe passeggiate in riva al mare; invidio le lacrime che scendono dai tuoi occhi per accarezzarti il volto, il sole che ti scalda, la notte che ti nasconde agli sguardi altrui per ammirarti indisturbata coi suoi raggi di luna, i film che ti hanno emozionato, le tue canzoni preferite, i libri da te sfogliati e amati. Li invidio per averti saputo regalare emozioni vere, io che ho dovuto accontentarmi di essere un'illusione.

 

Una relazione insipida e una professione deludente sono pur sempre meglio di quanto saprei offrirti io. Con la tua immaginazione hai trafugato la parte migliore di me. Ti direi di restituirmela, se non la ritenessi la cosa più bella che mi sia mai capitato.

 

Mi hai dato ben più di una mano d’inchiostro, ben prima che io riuscissi a leggere la lettera. Sei stata l’ ispirazione della mia vita, mi spiace solo non essermene dimostrato all’altezza.

Vorrei poter rimediare, vorrei imparare a diventar degno della persona che tu immagini io sia o sia stato, quando chiudi gli occhi e mi pensi. Non basterà a mitigare i rimpianti ma mi piace illudermi che quanto più mi ci avvicinerò tanto più il destino sarà benevolo nei nostri confronti., almeno in futuro.

 

Se stai leggendo queste parole vorrà dire che, per una volta, la tua vecchia casa non mi sono limitato a fotografarla: ho scavalcato il cancello per infilare sotto la porta la busta che contiene questo foglio. Se anche non dovessi essere tu a raccoglierla per prima, spero che chiunque la noti voglia recapitartela. Al suo interno troverai anche quelle che ritengo le mie foto più riuscite. Mi faceva piacere mostrartele, credo siano il legame più concreto di una storia che non abbiamo vissuto.

 

Ma chi può dire cosa riserverà il futuro?

Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.

 

Continuerò a cercarti tra i gesti delle persone, i sorrisi delle donne, il baccano di bambini che giocano, l'allegria dei giovani innamorati o la saggezza degli anziani; mi mescolerò alla folla delle piazze, mi lascerò coinvolgere dalle vite altrui, dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cercherò una guida in chiunque e in qualunque cosa. E quando sarà il momento, spero, ti ritroverò. Per quanto lunga potrà sembrare l'attesa, minuti, ore, giorni o anni, non importa. La sola possibilità di rivederti basta a dar sapore alla vita.

 

Spoiler

Raccogliendo una proposta lanciata da Lizz, questa lettera risponde a quella scritta da lei qui

 

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Ci sono dei passaggi che sono pura poesia: li leggi, e sembra di sentire una canzone. Scorrono liscissimi e piacevoli, e si scavano una nicchia nella memoria. Viene voglia di andare subito a rileggerli!

 

22 ore fa, Eudes ha detto:

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo.

Qui pensi: ma che strana tecnica, per cercare una persona. La starà mica sfottendo?
Poi però si entra nel flusso della poesia:

22 ore fa, Eudes ha detto:

Carpendo dai discorsi di persone sconosciute che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso.

"Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi con gli occhi lucidi e un sorriso sincero.

E come potrei darti torto? Ma vedi, anche tu ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro!

 

Questa poi potevi usarla nel contest di aforismi di oggi: è bellissima!

22 ore fa, Eudes ha detto:

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

 

 

Cita

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

Forse scorre più facile così: Mi piacerebbe poter dare la colpa di tutto al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

 

Cita

lo osservo e noto polvere e disordine incontrastati sovrani

Qui "incontrastati" e "sovrani" mi sembrano troppo, appaiati. E se usassi un verbo per affiancare uno dei due? "polvere e disordine regnare incontrastati/regnare sovrani"

 

22 ore fa, Eudes ha detto:

Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.

Questa è una metafora davvero magnifica: l'idea che nella vita di una persona ci siano due "ore dorate", e che magari, se perde la prima, abbia comunque la possibilità di ritentare quando arriva la seconda.

 

Lettera triste, fa pensare a due anime che hanno girato in tondo per tutta la vita, cercandosi senza trovarsi per la paura di rischiare. Per l'appunto:
 

Cita

 

Ti ho perso per non aver osato.

Ti perderò ancora per non saper osare.

 

 

Sono davvero contenta che tu abbia trovato dei racconti da commentare e abbia potuto condividere con il forum questo gioiellino!

 

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On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me

Mi suona meglio così: ma conosce bene i miei gusti e le mie abitudini, tanto da potersi permettere di piazzare nella biblioteca ecc

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. Carpendo dai discorsi di persone sconosciute

 Erano proprio necessari tutti questi gerundi uno dietro l'altro? Appesantisce leggermente la lettura. Avresti potuto evitare almeno un paia. Direi piuttosto così: Ti ho cercata ovunque. Raccoglievo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo (a proposito una bella frase). Carpivo dai discorsi di persone sconosciute ecc.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata nei miei sogni e le onde del mare,

nelle onde del mare

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate

Ok, capisco che è una lettera e somiglia un po' a un flusso di pensieri, però non mi sembra siano necessarie delle frasi così lunghe da mille gerundi. Ti consiglierei di spezzare un po', così guadagni anche nel ritmo. Una lettera deve appassionare chi la legge. Riformulerei il paragrafo in questa maniera: Ho cercato tracce di te in città sconosciute o tra sentieri di montagna (che tu ti perda è sottinteso, non è necessario dirlo), chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle case. Mi lasciavo guidare dalla pioggia ecc. Anche con un semplice imperfetto puoi dare la sensazione di un'azione duratura e/o ripetitiva. 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli

Ripetizione e altri cosi in endo (Sei peggio di volponi :) ) Prova a riformulare in modo di evitare la ripetizione. 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

Bella frase!

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Ti ho cercata, e ti cerco ancora.

via la virgola

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo.

Belle le descrizioni, ho immaginato subito la casa.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

per spontanei e naturali che fossero.

"Per" mi sembra un rifuso, mi suona meglio la frase senza.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti.

Molto poetico.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino

Suona meglio: mi piacerebbe poter dare la colpa di tutto al destino.

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

fumetti a spazi

Credo sia un refuso: fumetti e spazi

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

la cosa più bella che mi sia mai capitato.

refuso: che mi sia mai capitata  

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

nei nostri confronti.,

refuso, togli il punto 

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. Cer

dalle speranze

 

Ciao @Eudes! Scusa per la pignoleria, ti ho segnato alcune cose che secondo me potresti migliorare. La lettera mi è piaciuta molto, l'ho trovata piena di malinconie e tristezze di un tempo che fu, e mi ha coinvolto molto a livello emotivo. Sei stato molto bravo a delineare la voce narrante, l'uomo che scrive la lettera che è un omaggio alla donna amata in segreto e alla quale aveva rinunciato per mancanza di coraggio. Ci sono passaggi poetici che mi hanno colpito molto, alcuni ho segnalato nel commento. Chissà se la rincontrerà, intanto tifo per loro. Bravo. A rileggerci. 

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Ciao, @Emy, grazie per i suggerimenti.

Non ho ben capito quest'avversione per i gerundi ma può darsi, se mai rimetterò mano a questo pezzo, che qualcuno lo faccia sparire.

Alcuni refusi che mi hai segnalato non li avevo proprio notati.

 

@Lizz, grazie anche a te.

Visto che questo pezzo deriva da un tuo racconto e una tua idea, mi fa molto piacere tu l'abbia apprezzata.

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7 minuti fa, Eudes ha detto:

Non ho ben capito quest'avversione per i gerundi ma può darsi, se mai rimetterò mano a questo pezzo, che qualcuno lo faccia sparire.

Credo che come con tutto, anche con i gerundi bisogna avere un equilibrio. :) 

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On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

Commento Uno e Due

 

La tua calligrafia.

Le tue parole.

Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia.

 

Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, (io qua spezzerei con un punto). nascondendola   L'hai nascosta in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata.

 

Hai lasciato troppi indizi, mia cara. Davvero credevi che non ti avrei riconosciuta? Non sei mai stata abbastanza anonima per non lasciare traccia nella vita e nel cuore di chi ti è stato accanto, anche Sono bastate solo un paio d’ore, il tempo di assistere insieme ad una commedia teatrale.

 

No, non mi sono dimenticato di te.

Ti ho cercata, sai?

Ti ho cercata ovunque, raccogliendo indizi per ritrovarti, ascoltando i suoni del mondo. (qua snellirei un po') Carpendo parole dai discorsi di persone sconosciuti che mi passavano accanto per caso parole per rintracciarti; ho inseguito rincorrendo i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento. Ti ho cercata nei miei sogni e nelle onde del mare, tra le note di una canzone o ammirando le stelle. Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute o tra sentieri di montagna, chiacchierando con la gente o fiutando l'odore delle cose, lasciandomi guidare dalla pioggia, dai riflessi del sole dei pomeriggi estivi o seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate. Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o (preferisco una virgola all'avversativa) il caso.

"Ricorrere all'indirizzo no, scemo?" ti immagino rispondermi mi diresti con gli occhi lucidi e un sorriso sincero.

E come potrei darti torto? Ma vedi, anche sei tu che ti sei fatta ritrovare in una lettera nascosta tra le pagine di un libro!

Persone speciali rendono speciale anche il percorso per farsi raggiungere.

 

E poi, io davanti la tua vecchia casa, la villetta a schiera in cui vivevi da ragazza, sono passato spesso, nella segreta speranza di rivederti. Le ho dedicato centinaia di scatti, tanto che qualche vicino mi ha chiesto se avessi intenzione di comprarla, o fossi io stesso di qualche agenzia immobiliare. Ma è abbandonata da anni. Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso i muri fatiscenti dall’intonaco sbiadito o staccato. La cassetta postale è arrugginita e conserva volantini datati deteriorati dal tempo.

Tuttavia, mi sono informato, la casa appartiene ancora alla tua famiglia, anche se, da quanto vi siete trasferiti, nessuno dei proprietari si è mai fatto vivo.

Ma non credere sia stato quello il mio unico tentativo di rintracciarti.

 

Ti ho cercata, e ti cerco ancora.

Ti cerco tutte le volte che inseguo la bellezza nascosta nella semplicità. E la bellezza è tutto per un fotografo, ciò che invano aspiravo a diventare.

Ma tu ti sei nascosta e nessuno dei miei scatti ha mai raggiunto l'intensità del fascino evocato dai tuoi gesti, per spontanei e naturali che fossero.

 

Ti ho cercata, lo ammetto, anche nelle figure di altre donne che hanno incrociato il mio cammino, cercando nei loro modi di fare, vestire, parlare ed essere qualcosa che ti somigliasse. Finché ho capito che me le stavo perdendo, facendo un torto sia a loro, che mostravano atteggiamenti estranei allo loro natura solo per compiacermi, sia a te: come se l'essere meraviglioso che sei sempre stata fosse riproducibile!

 

Ti chiederai allora perché, quel giorno, durante la rappresentazione teatrale non approfittai della vicinanza per instaurare un dialogo. Quale altra giustificazione potrei addurre, se non quella che ero giovane e stupido e non volli fare un torto alla persona che, per assistere allo spettacolo, aveva chiesto espressamente di potermi sedere accanto? Ero convinto che il tempo ci avrebbe concesso innumerevoli altre occasioni. Invece non ce ne furono affatto.

 

Il rammarico fu tale, e tale l'evidenza di essere incapace di cogliere l'attimo, che fu proprio la voglia di superare questo mio limite ad alimentare la passione per l'arte fotografica: come se sperassi di trovare in essa un modo per sospendere il tempo, rendendo eterni gli istanti. In qualche modo anche tu hai segnato la mia vita, ogni mia foto è un omaggio al ricordo che ho di te.

 

Non ti ho raggiunto nei miei scatti come non ti ho raggiunto nella realtà.

Mi piacerebbe poter dare di tutto la colpa al destino ma temo sarebbe un comodo alibi.

 

E, forse, ormai è troppo tardi.

Allo specchio vedo un uomo con la fronte stempiata, i capelli ingrigiti e gli occhi stanchi. Abito in un monolocale mansardato da oltre due anni; lo osservo e noto  (metterei i due punti) polvere e disordine incontrastati sovrani, travi a vista con agli angoli abbondanti ragnatele, pareti in cui si alternano librerie stracolme di saggi, romanzi e fumetti a spazi dedicati a fotografie impolverate appese in maniera caotica; senza contare le tante altre sparse sul pavimento, eterna memoria di promesse mai mantenute. Piatti da lavare, cumuli di vestiti e bollette scadute: non c'è zona di questa casa che non mi rimproveri per incombenze continuamente rimandate.

Un animo romantico direbbe che non importa, "basteresti tu a farla felice", persone più pragmatiche e realiste dissentirebbero, ricordandomi quanto io abbia giocato male le mie chance(s). Bellezza, passione e, coraggio e animo non sono più sorretti dalla sfrontatezza della gioventù e il mio cuore è troppo orgoglioso per offrirti una vita caotica fatta di stenti e lavori malpagati.

 

Migliaia di scatti fotografici mi hanno insegnato che l'unica anima capace di catturare attimi eterni è quella che osa, sfidando le convenzioni, le intemperie del tempo e le proprie barriere mentali.

Ti ho perso per non aver osato.

Ti perderò ancora per non saper osare.

 

Invidio quei croissant che mangi a colazione, o la battigia su cui posi i tuoi piedi nudi per lunghe passeggiate in riva al mare; invidio le lacrime che scendono dai tuoi occhi per accarezzarti il volto, il sole che ti scalda, la notte che ti nasconde agli sguardi altrui per ammirarti indisturbata coi suoi raggi di luna, i film che ti hanno emozionato, le tue canzoni preferite, i libri da te sfogliati e amati. Li invidio per averti saputo regalare emozioni vere, io che ho dovuto accontentarmi di essere un'illusione.

 

Una relazione insipida e una professione deludente sono pur sempre meglio di quanto saprei offrirti io. Con la tua immaginazione hai trafugato la parte migliore di me. Ti direi di restituirmela, se non la ritenessi la cosa più bella che mi sia mai capitatoa. Questa è bellissima ;) .

 

Mi hai dato ben più di una mano d’inchiostro, ben prima che io riuscissi a leggere la lettera. Sei stata l’ ispirazione della mia vita, mi spiace solo non essermeneidimostrato all’altezza.

Vorrei poter rimediare, vorrei imparare a diventar degno della persona che tu immagini io sia o sia stato, quando chiudi gli occhi e mi pensi. Non basterà a mitigare i rimpianti ma mi piace illudermi che quanto più mi ci avvicinerò tanto più il destino sarà benevolo nei nostri confronti., almeno in futuro.

 

Se stai leggendo queste parole vorrà dire che, per una volta, la tua vecchia casa non mi sono limitato a fotografarla: ho scavalcato il cancello per infilare sotto la porta la busta che contiene questo foglio. Se anche non dovessi essere tu a raccoglierla per prima, spero che chiunque la noti voglia recapitartela. Al suo interno troverai anche quelle che ritengo le mie foto più riuscite. Mi faceva piacere mostrartele, credo siano il legame (non mi convince il termine. Che ne dici di "prova"?) più concreto di una storia che non abbiamo vissuto.

 

Ma chi può dire cosa riserverà il futuro?

Gli appassionati di fotografia lo sanno: esistono momenti in cui la luce è più morbida, i colori più vivi e l’atmosfera magica rende tutto più bello e intenso. (mi sembra banalotta, superflua) La chiamano golden hour e passa due volte, poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto. Chissà che anche a noi non sia riservata una prossima ora dorata, dopo che errori di gioventù hanno invano lasciato trascorrere la prima.

 

Continuerò a cercarti tra i gesti delle persone, i sorrisi delle donne, il baccano di bambini che giocano, l'allegria dei giovani innamorati o la saggezza degli anziani; mi mescolerò alla folla delle piazze, mi lascerò coinvolgere dalle vite altrui, dai ricordi e le speranze di cui sono pervasi. (molto bella questa chiusa) Cercherò una guida in chiunque e in qualunque cosa. E quando sarà il momento, spero, ti ritroverò. Per quanto lunga potrà sembrare l'attesa, minuti, ore, giorni o anni, non importa. La sola possibilità di rivederti basta a dar sapore alla vita.

 

  Mostra contenuto nascosto

Raccogliendo una proposta lanciata da Lizz, questa lettera risponde a quella scritta da lei qui

 

 

Eudes mi hai "consigliato" un racconto che credo tu mi conosca sufficientemente bene per sapere che, per genere, non rientra tra le mie corde.

 

Provo comunque a darti un'impressione ma prendila con beneficio d'inventario.

 

Dal punto di vista della prosa e della scrittura, poco da dirti. E' scritto molto bene, in maniera pulita e senza particolari errori o criticità. Unico appunto:  ho notato qualche frase un po' farraginosa e virgolosa. Te le ho segnalate sopra.

 

Per quanto riguarda il contenuto, sei stato magistrale nel veicolare  la tristezza colma di rimpianti del protagonista che conducendo una vita mediocre, si guarda indietro e vede nella sua mancanza di coraggio il turning point (negativo) della sua esistenza.

Ci ho visto molto trasporto emotivo e credo che quello del rimpianto sia un tema a te molto caro e vissuto e l'hai reso bene.

Anche il discorso riguardo la fotografia come modo per "sospendere il tempo" e rendere indimenticabili gli istanti mi ha affascinato. Mi ha ricordato, seppur alla lontana visto che i concetti sono diversi, l'idea dei "momenti perfetti" della Anny di Satre.

 

L'unica cosa che non ho capito (anche se credo questo sia dovuto al fatto di non aver letto la lettera 1) è questa "ossessione" del protagonista nei confronti di una ragazza che, se ho capito bene, ha visto solo due ore in un teatro.

Avrei preferito che i due avessero avuto un rapporto precedente (magari un amicizia o anche solo una conoscenza saltuaria) che potesse giustificare il rimpianto del protagonista. Avrei preferito che la ragazza fosse meno "evanescente" e più tridimensionale, più viva.

 

Un saluto Eud. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Grazie, @Andrea28

 

Ti ho chiesto di preferire commentasse questo pezzo, al di là dei tuo gusti, perché penso sia l'unico, tra quelli postati nel wd, in cui ci abbia messo un po' di impegno. Quindi, non mi dispiacerebbe migliorarlo.

 

Se non hai letto Lettera 1, di cui questa sarebbe la risposta, ovvio che qualcosa si perda.

 

Sarebbe anche più chiaro il rapporto con la ragazza. Che non ha conosciuto in quelle due ore, ma appunto per capire il legame va letta quella.

 

Però è stato interessante lo stesso notare cosa arrivi al lettore partendo direttamente dalla mia.

 

I suggerimenti li accetto quasi tutti tranne quattro o cinque (tipo usare chances, se non ricordo male il plurale delle parole straniere in italiano resta invariato) o altri piccoli dettagli che tutto sommato preferisco lasciare invariati. Per il resto, sei stato molto utile grazie.

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Inviato (modificato)

@Eudes, spiacente, ma i troppi problemi di punteggiatura rovinano la lettura.
Vedo che usi periodi lunghi, fatti di sequenze di coordinate, in cui fai ricorso spesso a un linguaggio figurato. Penso che per riuscire a seguire uno stile del genere ci vorrebbe, al minimo, una punteggiatura perfetta, perciò, anche se in fondo non ci vedo più problemi di tante altre cose che mi è capitato di vedere, ti segnalo la cosa.
Veniamo al secondo (ap)punto: la coerenza. Il personaggio, che chiamerò personaggio-due per distinguerlo da personaggio-uno della lettera di @Lizz si rivolge, in retorica, a personaggio-uno come se ritenesse che questi lo avesse “rintracciato” a seguito di una ricerca.
In realtà, leggendo con attenzione lettera-uno, si nota che personaggio-uno non parla di un “ritrovamento” materiale, quanto, piuttosto, di un “ritrovamento”, a sua volta, retorico, di personaggio-due, cui “indirizza”, sempre in senso retorico, la lettera. Lo sappiamo (o, meglio, lo deduciamo) perché, nel post scriptum alla fine del testo fa intendere chiaramente che personaggio-uno non si aspetta che quest’ultima sia davvero rinvenuta da personaggio-due, anzi, sostiene che essa sia aperta a chiunque la trovi, in nome (pare) di uno scopo più alto, che potremmo definire “educativo”.
Sembra quindi che personaggio-due, al secondo capoverso, prenda un abbaglio. Crede cioè che personaggio-uno lo abbia cercato e trovato, che ne abbia studiato le abitudini – addirittura – allo scopo di rendere possibile il ritrovamento di lettera-uno per un tramite straordinario, ma non è così. Sappiamo che non è così per via del post scriptum e attribuiamo quindi l’equivoco in cui cade personaggio-due al fatto che, probabilmente, quella parte della narrazione non era nel corpo della lettera, ma solo nel testo della storia, pertanto, essendone il personaggio all’oscuro, ne ha interpretato il messaggio a modo suo.
Insomma… Io, l’incoerenza, me la sono spiegata così. Se davvero le cose stanno in questo modo, ti dico subito, però, che ci si arriva con troppo fatica. Se invece non stanno così, forse c’è un problema tra lettera-uno e lettera-due.
Torniamo al tuo testo.
Come ho anticipato, è pieno di espressioni figurate. La prendo come una scelta di stile: ci sono apposta, perché è proprio così che, stavolta, si esprime la tua scrittura.
Di solito non discuto le scelte di stile, ma ho imparato, di recente, che in una proposta destinata di proposito al commento, come quelle per il Writer’s Dream, usare stili troppo elaborati può essere controproducente. Nel mio caso, l’errore, probabilmente, è stato anche quello di usare un guazzabuglio di stili diversi, ma il principio generale non cambia: uno stile “alternativo” al consueto avrà bisogno di spazio per essere accettato. Il tuo testo, purtroppo, come tutti quelli che capitano da queste parti, è troppo breve per farcela, non ha abbastanza spazio.

 

Cosa ne penso.

 

L’uso delle espressioni figurate. Così come sono, sembrano piroette improvvise nel mezzo di un discorso formale. A parte la suggestione, non si capisce bene che ruolo svolgano.

I cambi di registro, vale a dire, in questo caso, l’uso diffuso di toni poco consoni al sentimento. È come se chiamassi sempre in causa l’eternità per poi inciampare di continuo nella transitorietà. Ad esempio: “… casa…” che, nel sentimento, ha valenza eterna, “… villette a schiera…” che è un dato oggettivo, freddo, connotato da transitorietà.
Altri esempi:
 “… Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia…”. Prima tocchi una dimensione che è senza tempo, poi specifichi da quanto dura. “… Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute …“. Scusa, ma può essere letta come “ho cercato solo tracce di te, non te tutta intera…” :D. “… Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso…”. Può essere letta come la mancanza di un navigatore satellitare. “…Dall’esterno, si può notare come la vegetazione abbia ormai invaso… “. È un niente, ma quell’”ormai” basta a farla sembrare l’osservazione di un amministratore di condominio.

Le lacune del senso. “… seguendo d'inverno le orme lasciate su strade innevate… “. Le orme di chi? E poi, “… su strade innevate…” I marciapiedi, invece, non andavano bene?

Incoerenze varie. “… da potersi permettere di piazzare nella biblioteca… “. Non mi sembra che mettere una lettera tra le pagine di un libro, quale ne sia lo scopo, sia una faccenda tale da non “potersela permettere”.
“… ho inseguito i sussurri della tua voce rincorrendola tra rumori sospesi nell'aria e i sibilii del vento… “ Come ha fatto, al contempo, a sentire la sua voce e a non sapere dov’era?

Errori veri e propri. “… ti ho cercata nei miei sogni .. (tra) le onde del mare… “

 

Cosa concludo.

 

Scrittura un po’ frettolosa. Scusa se te lo dico, di solito non invado la sfera personale, ma sembra figlia di letture frettolose.

 

Modificato da gecosulmuro
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Inviato (modificato)

Ciao, @gecosulmuro

Intanto grazie per il commento.

 

Rispondo ad alcune delle questioni rilevate, non tanto per convincerti quanto per rendere più chiare le mie intenzioni.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

Vedo che usi periodi lunghi, fatti di sequenze di coordinate, in cui fai ricorso spesso a un linguaggio figurato. Penso che per riuscire a seguire uno stile del genere ci vorrebbe, al minimo, una punteggiatura perfetta

In realtà non sempre, ma in questa occasione, e più in generale se davvero mi capitasse di scrivere una lettera di questo tipo, sì. 

Aiutami a perfezionarla allora. Basta che non mi dici "piuttosto spezza con dei punti" perché è spesso quello che si consiglia in certi casi ma non è, almeno in questo contesto, la strada che vorrei seguire.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

Veniamo al secondo (ap)punto: la coerenza.

Se mi dici che tra le due lettera c'è un incoerenza di fondo, per i motivi che citi, ok. Però quanto Lizz ha chiesto come immagineremmo la risposta, ammetto che a me l'unica che interessasse davvero era quella della persona che la lettera l'ha ispirata. Non dei tanti che avrebbero potuto ritrovarla, per quanto più credibili.

Quindi sono partito da qualcuno che avesse così tante coincidenze con quello che la lettera raccontava da potersi riconoscere come il vero destinatario.

Lo è davvero, o sono solo tante coincidenze che rendono possibile l'illusione? In realtà non lo so, penso che l'unico che potrebbe saperlo sia qualcuno che abbia voglia di riprendere entrambe le lettere e farne un seguito ma dubito ci sarà mai. Ci sono state altre lettere, ma tutte si relazionano solo con le prima, e non con i seguiti ideati da altri. Tra tutte, la più verosimile credo sia stata la numero Cinque di Thea, ma io volevo seguire una strada diversa.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

uno stile “alternativo” al consueto avrà bisogno di spazio per essere accettato. Il tuo testo, purtroppo, come tutti quelli che capitano da queste parti, è troppo breve per farcela, non ha abbastanza spazio.

 

Io penso che "rischi" anche avendo più spazio. Tendo a notare una sorta di standardizzazione nella narrativa moderna e anche noi, nel nostro piccolo, con i racconti brevi che proponiamo qui, ci stiamo uniformando a un'idea di stile abbastanza precisa in quanto la più suggerita. Diciamo che preferisco fallire cambiando strada. Non per fare l'alternativo a tutti i costi ma solo perché le possibilità del linguaggio sono talmente tante che uniformarle a un modello, per quanto il più accettato e compreso, mi sembra uno spreco.  

Che poi non è che voglia tentare chissà cosa, solo che ormai se qualcosa "è troppo complesso farla riuscire bene entro il limite degli 8000 caratteri", la faccio lo stesso. Qualunque sia il problema: una trama troppo articolata, racconto corale dove non si riesce a caratterizzare bene i personaggi, o uno stile un po' diverso dal solito. Anche perché, se non si usa il wd come laboratorio di scrittura, non vedo quale altro posto potrebbe esserlo.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

L’uso delle espressioni figurate. Così come sono, sembrano piroette improvvise nel mezzo di un discorso formale. A parte la suggestione, non si capisce bene che ruolo svolgano.

Tutto sommato, questa è una lettera d'amore. Se anche il loro intento fosse la suggestione, penso ci possa stare.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

È come se chiamassi sempre in causa l’eternità per poi inciampare di continuo nella transitorietà.

Gli uomini sono incoerenti. Di sicuro lo è uno che ha lasciato che una ragazza ne ispirasse le scelte, vorrebbe cercarla, ma poi non lo fa mai davvero. Non lo fa neanche quando scopre (o pensa di scoprire, è lo stesso), a distanza di anni, di essere ricambiato.

Perciò 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

Ho cercato tracce di te perdendomi in città sconosciute …“. Scusa, ma può essere letta come “ho cercato solo tracce di te, non te tutta intera…”

credo sia la verità, ciò che questo personaggio realmente fa. 

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

Seguendo i cartelli stradali, l'istinto o il caso…”. Può essere letta come la mancanza di un navigatore satellitare.

o di gente che crede molto nella serendipità, la possibilità di giungere alla meta seguendo i segni lasciati dal caso.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

“… su strade innevate…” I marciapiedi, invece, non andavano bene?

non tutte le strade li hanno. O se sono molto innevate non è detto si distinguano.

 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

“… da potersi permettere di piazzare nella biblioteca… “. Non mi sembra che mettere una lettera tra le pagine di un libro, quale ne sia lo scopo, sia una faccenda tale da non “potersela permettere”.

Così però la decontestualizzi. 

 

La frase per intero dice:

 

On 13/5/2017 at 18:11, Eudes ha detto:

conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere di piazzare nella biblioteca che frequento una lettera per me, nascondendola in un volume, sicura che prima o poi l’avrei trovata.

 

più o meno il senso era: solo una che conosce bene in che biblioteca vado e che libri scelgo, avrebbe potuto mettere una lettera all'interno di uno di essi, sicura che sarebbe pervenuta al destinatario.

 

Mentre la frase con cui concludi 

5 ore fa, gecosulmuro ha detto:

Scrittura un po’ frettolosa. Scusa se te lo dico, di solito non invado la sfera personale, ma sembra figlia di letture frettolose.

 

magari sarà anche vero (che faccio letture frettolose, intendo) ma non riesco a capire in che senso e cosa esattamente renda evidente questa correlazione.

 

Infine concludo con un invito a provare tu a scrivere un seguito alla lettera di Lizz. In fondo è da un po' che nessuno ci prova. E poi son curioso di vedere cosa ne ricaveresti.

Modificato da Eudes
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Inviato (modificato)

Dunque... La punteggiatura non è una cosa su cui riesco ad essere esatto, anche io la cambio molte volte prima di trovare il ritmo "giusto", tanto che credo, infine, dipenda soprattutto da ciò che si vuol dire. Te l'ho segnalata perché la prima frase, ad esempio, sembra proprio avere ha le pause nel posto sbagliato: "... Qualcuno che non solo mi conosce dall’infanzia ma conosce tanto bene i miei gusti e le mie abitudini, da potersi permettere..." C'è uno stop (la virgola) nel mezzo di qualcosa che si legge tutta d'un fiato e ne manca uno, invece, dove il senso si spezza. Nel sito ci sono "vagonate" di interventi in proposito e tantissime indicazioni pratiche; alla fine, però, sembra che sia molto più facile stabilire quando è sbagliata piuttosto che perché.

 

Sullo stile, ti do torto ancora una volta. Occorre avere fiducia nel lettore. Uno stile coeso, espressivo, coerente, può essere accettato anche se apparentemente assurdo. Al lettore occorre solo un po' di tempo, cioè di spazio, per abituarsi all'idea. La lunghezza del testo, da sola, non basta a definire qual è la soglia di "rischio rigetto" della tua platea, c'entra anche il contesto in cui viene proposto. Qui, nel WD, passano centinaia di migliaia di interventi all'anno. Se si dovesse dedicare tutto il tempo che ci vuole per considerare adeguatamente ogni singola proposta non ci sarebbe modo di esplorare nient'altro. Secondo me, non è un posto molto adatto per la sperimentazione, quanto per il lavoro di base (il ché, non è poco).

Modificato da gecosulmuro
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