• Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

wivern

Orizzonte(rivisitata)

Post raccomandati

 

Orizzonte(rivisitata)

Autori: wivern e @Saraharley

 

Vedo dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare che si baciano,

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Lì divengon lo stesso colore

unendosi in una sola visione,

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

É lì che sole e luna si affacciano

è lì che giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano

e l'infinito spazio mai temono.

 

E da questa spiaggia

mi perdo nella visione,

di un dì che ci oltraggia

ma che porta a riflessione.

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima.

 

Quando si univan i nostri occhi

i tuoi sembravan zaffiri

in quegli attimi ormai fochi

in questa valle di sospiri.

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

Nel profondo vorrei urlare

voglio smetter di patire,

dopo tanto tribulare

per giungere a ricucire.

 

E tu, mio fratello

in questa vita che è un casino

con te porti il mio fardello

anziché rimanermi vicino.

 

Il ricordo mi sconforta

ma il tuo sorriso mi trasporta

ad un tratto tutto tace

e ritrovo la mia pace.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Visto che non vi ha ancora commentato nessuno, faccio io il primo passo, anche se vi avviso che mi intendo poco di poesia, quindi i miei suggerimenti vanno presi per quel che valgono.

 

Tuttavia, da lettore incompetente qual sono, ammetto che non tutto ciò che avete scritto mi ha convinto. Già dalla divisione in quartine, che dovrebbe conferire al testo un certo ritmo, il quale invece si rivela piuttosto incostante.

 

Anche le rime si mantengono semplici. Per me la cosa non sarebbe neanche così grave, se non si notasse una certa ripetitività. Cioè, prendiamo in esame solo le parole utilizzate per comporre le rime:

 

Nella prima parte troviamo:

Baciano – amano – colore – visione – odore – passione – nascita – crescita – calore – splendore

 

ovvero verbi, participio passato (quindi ancora verbi) e più parole che terminano in -ore. Le altre sono comunque assonanze in -one. Solo l’orizzonte è l’unica sfuggente eccezione.

 

Nella seconda parte troviamo:

spiaggia – visione – oltraggia – riflessione – volto – stolto – stato – scontato – distoglie – autostima – meraviglie – prima

 

Il trend è ancora quello dei verbi e le parole che terminano in -one, tranne la quartina

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima.

 

Che, forse non a caso, mi sembra una di quelle che meglio mantengono una certa musicalità.

 

Continuiamo l’analisi delle rime con l’ultima parte:

urlare – patire – tribolare – ricucire – fratello – casino – fardello – vicino – conforta – trasporta – tace – pace

 

Anche qui, i verbi sono predominanti.

 

Credo sia normale ricorrere a questo modo di fare nei primi approcci alla poesia. Tuttavia è sempre buona norma sforzarsi di dosare gli eccessi. Invece la questione mi sembra vi sia un po' sfuggita di mano. Anche perché mi è sembrato che alcuni versi non aggiungessero nulla di nuovo al senso della strofa. Quasi siano stati messi là con lo sforzo di trovare qualcosa da dire giusto per completare la quartina. L’effetto collaterale è che all'orecchio del lettore , quantomeno a uno come me, risuoni una certa ridondanza.

 

Non so se sia il consiglio giusto, ma penso che alcuni degli effetti indesiderati si possano rimuovere magari cancellando proprio qualche verso.

 

Più o meno così:

 

Dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare si baciano,

in un attimo sfuggente.

 

Divengono lo stesso colore

unendosi in una sola visione

e ti travolgono con passione.

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è là che la luna da splendore.

 

Sole e luna vi si affacciano

giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano (in realtà questo verso lo cambierei del tutto, perché la parole splendore l’avete utilizzata poco sopra. Piuttosto, tenterei una rima con “infinito”)

e non temono l’infinito.

 

E da questa spiaggia

mi perdo nella visione,

di un giorno che ci oltraggia (userei la parola “giorno” e non dì, perché quel “di un dì” mi era sembrato leggermente cacofonico.

ma che porta a riflessione.

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima. (questa quartina ho detto che ha una buona musicalità, però non sono sicuro di averne capito il senso, forse anche qui sarebbe necessaria qualche modifica per rendere più chiaro il concetto a chi legge)

 

Quando si univan i nostri occhi

in quegli attimi ormai fochi

i tuoi sembravan zaffiri.

 

Intorno a me

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

 

Nel profondo vorrei urlare

dopo tanto tribulare

per riuscire a ricucire.

 

E tu, mio fratello

in questa vita che è un casino

con te porti il mio fardello

anziché rimanermi accanto (e fa niente se si perde la rima. Accanto dà un’idea di maggior vicinanza).

 

Il ricordo mi sconforta

ma il tuo sorriso mi trasporta

e ad un tratto tutto tace

e ritrovo la mia pace.

 

Ho proposto le modifiche che farei io, anche se mi sa non mi limiterei a quelle. Aggiungerei o toglierei altre cose. In fondo non sono manco sicuro di aver capito completamente il senso del vostro componimento.

Però ritengo sempre valido l’insegnamento di un tale che diceva “di fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi”.

Applico questo concetto ormai a tutte le forme d’arte, in particolar modo la poesia, che è forse tra le più ermetiche. Non scoprirò magari le vostre vere intenzioni, ma è un modo di fare che mi permette di fare un viaggio nel mio mondo interiore anche quando ho difficoltà a comprendere appieno significati nascosti.

 

E anche se quello che vedo, o meglio che leggo, va molto sgrezzato per farlo arrivare a diventare opera d’arte, io, nella vostra poesia, ci ho visto un viaggio del genere:

 

a) Una prima parte dedicate alla descrizione, possibilmente romantica, dell’orizzonte;

b) Una seconda che fa paragoni tra l’orizzonte e una persona amata.

c) nelle terza c’è un riferimento a un fratello che in realtà crea una sorta di equivoco. Perché a quel punto parole come “il tuo sorriso” o si riferiscono alla persona amata o al fratello. Il che mi ha fatto venire in mente che, modificando leggermente il testo, proprio su questo equivoco si potrebbe giocare, rendendolo volontario. Nel senso di far scoprire al lettore che sì, quella di cui si stava parlando e si rimpiange non è un partner, come fin là l’autore avrebbe lasciato credere, ma un fratello. Meglio ancora un fratello gemello, che permetterebbe di giocare ancora con la specularità tra cielo e mare nell’orizzonte.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ehilà, mi permetto di scrivere qualcosa anche io a riguardo. 

Ammetto subito che non me ne intendo assolutamente di metrica, quindi non so assolutamente dirvi cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, a riguardo. 

Leggendo la poesia inizialmente,

 

 

Vedo dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare che si baciano,

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Lì divengon lo stesso colore

unendosi in una sola visione,

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

 

Riesco bene a vedere l'immagine dell'orizzonte davanti a me, il cielo e il mare che si uniscono in una sola cosa. Questa prima parte, devo ammettere che mi è piaciuta parecchio. Mi ha ricordato le giornate al mare da piccola, quindi mi ha dato tanto. Oltre alla lettura in sé, ha rievocato dei ricordi e delle sensazioni. 

Anche se devo ammettere, che mi ha colpito particolarmente la "rottura" tematica. 

Infatti, subito dopo avete scritto: 

 

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

É lì che sole e luna si affacciano

è lì che giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano

e l'infinito spazio mai temono.

 

 

Qui, mi sono ritrovata in tutt'altro luogo, osservando il sole e la luna. Forse, avrei insistito di più sull'argomento del mare e del tramonto, invece che scrivere subito del sole e della luna che, per quanto sia un'immagine romantica, ha scosso un po' le parole precedenti. Come se ci fosse stato uno "stacco" improvviso. 

Le tematiche che affrontate subito dopo, non sono molto chiare. 

State parlando di un fratello? O di un amante? 

Quello che mi è venuto in mente, per quanto io non posso sapere voi cosa intendiate, è di una persona (un fratello) scomparso. La mia sensazione è nata da qui:

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

 

Per il resto, non posso assolutamente dirvi nulla riguardante la metrica, scusatemi ma non me ne intendo per niente. 

E quoto @Eudes nelle parole: 

 

 

Cita

di fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi

 

 

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Eudes

Prima di ogni cosa ti ringraziamo di esser intervento.

 

Come hai ben sottolineato, questo  è uno dei primi approcci alla poesia.

Analizzando attentamente ciò che scrivi, dobbiamo ammettere che ci siamo fatti prendere un po' la mano.

 

Come dicevamo, essendo un primo approccio e conoscendo non molto bene  le regole di scrittura poetica, purtroppo non siamo riusciti a esprimere chiaramente il pensiero in alcuni punti.

 

Ci ha colpito molto questa tua frase: " fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi”.

In ogni scritto si cerca sempre di comunicare al meglio ogni sensazione e visione, purtroppo qui non abbiamo reso bene l'idea.

Molto probabilmente avrebbe bisogno di un'ulteriore revisione.

 

 

In risposta alla tua visione:

 

A) sì vi è una descrizione dell'orizzonte, in una serata, e vorrebbe essere di riflessione.

 

B) vi è una sorta di paragone con una persona amata, ma anche un certo fraintendimento.

Infatti nella parte c ne fai parola.

 

C) eccoci al fraintendimento, vi esistono diversi tipi di amori, infatti in questo scritto, il nostro scopo era di parlare dell'amore fraterno.

E i rimpianti legati ad esso che straziano fin nel profondo dell'anima.

 

 

Ti ringraziamo per il tuo commento, facendo tesoro delle tue indicazioni, e molto probabilmente effettueremo un'altra revisione.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Hope-darlin

Prima di tutto ti ringraziamo per il tuo intervento.

Come risposto in precedenza a Eudes il nostro è uno dei primi approcci con la poesia.

Metrica e altre regole di scrittura poetica, ne siamo a conoscenza ma molto alla larga.

 

Siamo contenti di essere riusciti in poche righe a trasmetterti emozioni.

Questo è uno dei primi punti che dovrebbe affrontare un testo a parer mio.

E del fatto che sia stato un tramite per farti ripercorrere momenti del tuo passato, lo considero un onore.

 

Infatti in questa prima parte volevamo per l'appunto far vivere il ricordo lieto e introspettivo.

Ciò che tu definisci come rottura in cui si parla del sole della luna, voleva essere una considerazione e un pensiero per l'appunto sull'orizzonte e il punto in cui diviene tutt'uno col mare.

 

Purtroppo non è semplice definire alla perfezione un pensiero in poche parole.

Almeno parlo per noi!

 

Nella parte in cui esprimi la tua perplessità e sensazione, come detto sopra, si vuole esattamente parlare dell'amore fraterno.

E il fratello in questione è scomparso, proprio come hai percepito.

E questa cosa credo si riesca a percepire anche da questa parte:

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

 

Starebbe ad intendere che il soggetto in questione, vede davanti a sé l'immagine del fratello scomparso, rendendosi conto che esso è solo un miraggio, e riflettendo su quando era in vita.

Che il suo errore più grande è stato di darlo per scontato.

Lasciando tra le righe il fatto che purtroppo ce ne si rende conto troppo tardi.

 

Apprezziamo molto il tuo commento, e siamo veramente contenti che nel nostro piccolo siamo riusciti a esprimerti qualcosa.

Grazie

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Non so dirti perché, però modificherei leggermente il penultimo verso per far scorrere meglio la strofa. Così: nell'attimo sfuggente

in cui si amano.

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

toglierei la e, rallenta il ritmo 

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

è lì che il sole da calore

non dovrebbe essere dà (è il verbo, giusto?)

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

non mi convince, non so dirti con l'esattezza perché. È quel "luna da splendore". Capisco la voglia di fare la rima (calore - splendore) però l'immagine che volete dare secondo me non traspare appieno da questi versi. Mi suona strano, sinceramente, che qualcosa possa dare splendore. Direi piuttosto splende. 

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

Bell'immagine.

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

Nel profondo vorrei urlare

voglio smetter di patire,

dopo tanto tribulare

per giungere a ricucire.

I primi due versi hanno qualcosa che mi disturba la lettura. Quel "voglio smetter di patire" per esattezza. 

 

Allora, la vostra poesia, nel complesso, mi è piaciuta. Ci sono immagini che colpiscono, molto poetiche. Però la sensazione che ho avuto è che vi ci fossero due poesie in una. La seconda parte, quando entrano in scena il sole e la luna arriva all'improvviso. Confesso di aver pensato a due amanti, in un primo momento. Quando poi parlate di fratello sorella, ho pensato addirittura a un naufragio. Ero propensa a pensarlo sin dal titolo, a dire il vero ma poi l'avevo abbandonato come ipotesi fino alle ultime tre strofe. E a rinforzare la sensazione che ho avuto sono i versi: 

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

Quel finisce mi riportava alle onde, non chiedetemi perché :) 

 

Una bella poesia, emotiva. Qualcosina da sistemare, ma tutto sommato mi ha lasciato una buona impressione. Siete stati bravi. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Prima di tutto ti ringraziamo per essere intervenuta a commentare @Emy .

 

La prima modifica che proponi: nell'attimo dopo un attenta analisi, devo ammettere che concordiamo sul tuo pensiero.

 

Nella parte:

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione

Rileggendo togliendo la E, pare più fluida

 

Sul da calore, è stato un errore non notato è hai perfettamente ragione sarebbe un dà cioè il verbo.

 

La luna da splendore

Voleva dare ad intendere che la luna con la sua luce splendente illumina la notte.

 

Siamo contenti che nel complesso il nostro piccolo lavoro sia stato di tuo gradimento e sia riuscito a trasmetterti emozioni.

In fin dei conti si scrive proprio per quello!

E leggere: Ci sono immagini che colpiscono, molto poetiche.  

È veramente un onore.

Molto probabilmente la tua sensazione di due poesie in una, è portata proprio dalla collaborazione effettuata.

 

Due persone, due pensieri differenti, due modi di esprimersi opposti, legati in un unico fine trasportare il lettore in una visione.

Purtroppo come già detto sopra non abbiamo molta esperienza con la poesia, e notare queste correzioni sinceramente aiuta.

Sicuramente lavoreremo per migliorarci.

Grazie

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Dark_Lady , @wivern ecco, finalmente l'ho letta! Inizio con le cattive notizie: questo non è il genere di poesie che preferisco: di solito prediligo quelle filosofiche. E fin qui poco male, si tratta di gusto personale.

Passiamo ora allo stile. È vero quello che dice @Eudes , le rime di questa poesia creano sì un effetto musicale e poetico, anche, ma alla lunga diventano ridondanti e staccano. Personalmente, vi consiglio di non cercare la rima per forza: se deve venire arriverà da sè, e sarà benvenuta, ma cercarla a tutti i costi rischia di forzare anche l'espressione dei propri pensieri; inoltre la musicalità si può ottenere anche senza rima. Allo stesso modo anche la spartizione del testo in quartine, pur non essendo affatto un difetto di per sè, è un'inutile costrizione che vi ingessa nell'espressione del significato. E ancora ho notato che tendete ad usare i versi della tradizione come endecasillabi e novenari  (anche se non mancano decasillabi e altri versi meno usati): di nuovo, nulla di male in sè, ma anche questa è un'inutile costrizione. E questa rigidità, questa ricerca di rime e metrica predefinita si nota per tutta la lettura. La musicalità, io credo, si può ottenere anche senza questi espedienti. Ora dimenticate tutto quello che ho appena detto, perché questi sono i consigli di un aspirante poeta che più aspirante non si può, dettati dal mio gusto personale: tipo quasi tutti i poeti più famosi della storia della letteratura mi darebbero torto marcio. Ad ogni modo, per usare schemi metrici predefiniti bisogna essere in grado di non rendere evidente la forzatura, ed è più che normale che voi, che (come me) siete alle prime armi, non sappiate ancora come fare. 

Ecco, ora tocca al contenuto. All'inizio la poesia sembra dipingere un quadretto idillico: un luogo romantico, poetico, in cui trovare la pace, o la bellezza. Più tardi, tuttavia, l'osservazione del paesaggio diviene occasione di riflessioni sui propri dolori e sui propri ricordi, e allora si notano affinità con l'eccezione leopardiana di idillio, con le dovute differenze, ovviamente. La poesia si rivela dunque essere un flusso di pensieri derivante dall'ammirazione di un bel paesaggio: il sole e la luna contro l'orizzonte del mare ricordano a chi osserva del dolore dovuto alla perdita del fratello (c'è forse un riferimento ad Apollo e Diana, fratelli nella mitologia greca e simboli rispettivamente del sole e della Luna?). Nei primi versi in realtà la poesia sembra rivolgersi ad un amante, ma poi risulta chiaro che si tratta di amore fraterno, e questo effetto di rivelazione passo a passo, se voluto dagli autori, risulta pregevole. Nella poesia ci sono poi numerose immagini intense ed emotivamente coinvolgenti, che ben enfatizzano la pacata sofferenza di chi scrive. 

 

Poiché ritengo più importante il contenuto dello stile, dunque, trovo questa poesia un buon esordio da cui muovere i passi verso una maggiore maturità poetica. Spero di essere stato utile e fatemi sapere se la mia analisi manca di qualcosa!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alberto E. Long grazie per essere passato a leggere e commentare questa poesia scritta con @Dark_Lady 

Le tue osservazioni da aspirante poeta sono certamente puntuali e quanto mai opportune nei confronti di chi, come me e la mia "socia" :asd: non è né poeta, né aspirante tale.

E mi sorprendono in positivo le tue parole in riferimento al contenuto, a ciò che siamo riusciti a trasmettere. Perché anche io come te, guardo prima di tutto al contenuto, all'emozione che ogni scritto secondo me dovrebbe trasmettere, per poter essere apprezzato.

Grazie ancora per questo tuo commento. :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alberto E. Long ciao! Eccoti finalmente, dopo molta fatica :asd: !

Vedo che il mio "socio" @wivern è già passato a risponderti.

 

Mi ha preceduto, devo fare reclamo?! :grat:

 

A parte scherzare ti ringrazio anch'io per essere passato a dare la tua opinione.

Leggo che sul lato emotivo ti è già stata data una risposta, infatti anch'io come @wivern guardo molto ciò che trasmette un testo.

Anche se vorrei aggiungere due cose:

 

18 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

. La poesia si rivela dunque essere un flusso di pensieri derivante dall'ammirazione di un bel paesaggio: il sole e la luna contro l'orizzonte del mare ricordano a chi osserva del dolore dovuto alla perdita del fratello (c'è forse un riferimento ad Apollo e Diana, fratelli nella mitologia greca e simboli rispettivamente del sole e della Luna?).

Sì, buon occhio.

 

18 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

Nei primi versi in realtà la poesia sembra rivolgersi ad un amante, ma poi risulta chiaro che si tratta di amore fraterno, e questo effetto di rivelazione passo a passo, se voluto dagli autori, risulta pregevole.

Sì era un effetto voluto.

 

Passò al resto del tuo commento.

Anche se pensandoci sono partita dalla fine e non dall'inizio :eheh:... non mi smentisco mai!

 

Come già detto purtroppo nè io nè @wivern  conosciamo molto il mondo della poesia, con questa abbiamo provato ad addentrarci in essa.

È stata una prova alquanto ardua, soprattutto per tutte le regole che la distinguono dalla prosa.

Sicuramente proveremo ancora a cercare di tirare fuori qualcosa di buono, seguendo i suggerimenti di tutti gli autori che ci hanno consigliato commentando.

In fin dei conti vale sempre la pena provare cose nuove, senza arrendersi alle difficoltà.

 

Ti ringrazio ancora per esser passato a darci la tua opinione.

A rileggerci, ciao!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Dark_Lady la tua risposta mi fa pensare:

2 minuti fa, Dark_Lady ha detto:

È stata una prova alquanto ardua, soprattutto per tutte le regole che la distinguono dalla prosa.

Ecco, ovviamente, come già detto, io non sono nessuno per dirlo, ma credo che sia terribile che un mezzo di espressione così potente come la poesia debba avere "regole", vale a dire restrizioni. In realtà si tratta più che altro di convenzioni che sono sempre state rispettate nella storia della letteratura (solo nel Novecento si trovano aperture), ma il termine "regola" rende meglio quello che sono. Ebbene, come dicevo nel mio lunghissimo commento, io penso che queste regole debbano essere ignorate: io scrivo quello che mi dice il cuore, quello che sento di voler esprimere e quello che mi suona all'orecchio, se proprio voglio ottenere musicalità. Mio personalissimo punto di vista. Ma ora basta, altrimenti ti tento ad andare OT:D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

(solo nel Novecento si trovano aperture),

Infatti, per ciò per una persona che prova ad accostarsi ad essa, non è molto semplice.

 

5 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

io penso che queste regole debbano essere ignorate:

Per fare una citazione: solo chi conosce le regole, può infrangerle e creare qualcosa di nuovo, e unico.

 

10 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

: io scrivo quello che mi dice il cuore, quello che sento di voler esprimere 

Anch'io.

 

11 minuti fa, Alberto E. Long ha detto:

altrimenti ti tento ad andare OT:D

Troppo tardi, non resisto alla tentazione, ogni volta che vedo la possibilità mi si apre un mondo, come un bambino di fronte a una torta gigante al cioccolato :superbava:... secondo te resiste?! :asd:

 

Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
22 ore fa, Alberto E. Long ha detto:

@Dark_Lady , @wivern ecco, finalmente l'ho letta! Inizio con le cattive notizie: questo non è il genere di poesie che preferisco: di solito prediligo quelle filosofiche. E fin qui poco male, si tratta di gusto personale.

Passiamo ora allo stile. È vero quello che dice @Eudes , le rime di questa poesia creano sì un effetto musicale e poetico, anche, ma alla lunga diventano ridondanti e staccano. Personalmente, vi consiglio di non cercare la rima per forza: se deve venire arriverà da sè, e sarà benvenuta, ma cercarla a tutti i costi rischia di forzare anche l'espressione dei propri pensieri; inoltre la musicalità si può ottenere anche senza rima. Allo stesso modo anche la spartizione del testo in quartine, pur non essendo affatto un difetto di per sè, è un'inutile costrizione che vi ingessa nell'espressione del significato. E ancora ho notato che tendete ad usare i versi della tradizione come endecasillabi e novenari  (anche se non mancano decasillabi e altri versi meno usati): di nuovo, nulla di male in sè, ma anche questa è un'inutile costrizione. E questa rigidità, questa ricerca di rime e metrica predefinita si nota per tutta la lettura. La musicalità, io credo, si può ottenere anche senza questi espedienti. Ora dimenticate tutto quello che ho appena detto, perché questi sono i consigli di un aspirante poeta che più aspirante non si può, dettati dal mio gusto personale: tipo quasi tutti i poeti più famosi della storia della letteratura mi darebbero torto marcio. Ad ogni modo, per usare schemi metrici predefiniti bisogna essere in grado di non rendere evidente la forzatura, ed è più che normale che voi, che (come me) siete alle prime armi, non sappiate ancora come fare. 

Ecco, ora tocca al contenuto. All'inizio la poesia sembra dipingere un quadretto idillico: un luogo romantico, poetico, in cui trovare la pace, o la bellezza. Più tardi, tuttavia, l'osservazione del paesaggio diviene occasione di riflessioni sui propri dolori e sui propri ricordi, e allora si notano affinità con l'eccezione leopardiana di idillio, con le dovute differenze, ovviamente. La poesia si rivela dunque essere un flusso di pensieri derivante dall'ammirazione di un bel paesaggio: il sole e la luna contro l'orizzonte del mare ricordano a chi osserva del dolore dovuto alla perdita del fratello (c'è forse un riferimento ad Apollo e Diana, fratelli nella mitologia greca e simboli rispettivamente del sole e della Luna?). Nei primi versi in realtà la poesia sembra rivolgersi ad un amante, ma poi risulta chiaro che si tratta di amore fraterno, e questo effetto di rivelazione passo a passo, se voluto dagli autori, risulta pregevole. Nella poesia ci sono poi numerose immagini intense ed emotivamente coinvolgenti, che ben enfatizzano la pacata sofferenza di chi scrive. 

 

Poiché ritengo più importante il contenuto dello stile, dunque, trovo questa poesia un buon esordio da cui muovere i passi verso una maggiore maturità poetica. Spero di essere stato utile e fatemi sapere se la mia analisi manca di qualcosa!

Montale docet che la musicalità si può ottenere anche in tante altre maniere, non per forza con la rima. Detto questo esisteva anche il grande Carducci, musica pura. Concordo con Montale però sul fatto che troppe rime estraniano, le trovo più appropriate sulle filastrocche. Per gli endecasillabi dipende come li fai, non è detto che si senta la forzatura e sono decisamente musicali se si dosa bene gli accenti interni. Attenzione all'accento sulla quinta sillaba che spezza il suono del verso in maniera terribile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Claudia87 ti ringrazio per il punto reputazione nei miei ringraziamenti, ma purtroppo nella sezione officina non sono consentiti dal regolamento. 

 

Occhio per il futuro.

 

A presto (y)

Modificato da Dark_Lady

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Dark_Lady ha detto:

@Claudia87 ti ringrazio per il punto reputazione nei miei ringraziamenti, ma purtroppo nella sezione officina non sono consentiti dal regolamento. 

 

Occhio per il futuro.

 

A presto (y)

Vero me ne dimentico sempre :P tolto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Claudia87 ciao e grazie per il tuo commento anche se ci(mi permetto di parlare anche a nome della mia socia @Dark_Lady

sperando che la pensi come me xD per

avere da una apprendista poetessa :P Un parere  più approfondito, se ti va :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Intanto ditemi se il vostro intento erano versi di lunghezza uguale oppure solo le rime. :) mi ci metto lunedì, domani per tutta la giornata ho una competizione estemporanea di poesia ( 3 ore e tema imposto) con una giuria tecnica. Incrociamo le dita

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il nostro intento era solo riuscire a scrivere una poesia in rima, senza saper nulla delle "regole" della poesia. Dilettanti allo sbaraglio praticamente :P

 

Grazie mille :) E in bocca al lupo ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie, ogni volta mi dimentico in quale stanza sono :P . Se vi va ditemi cosa ne pensate delle mie. Buona giornata! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vedo dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare che si baciano, 

in un attimo sfuggente             Nell'attimo sfuggente

in cui si amano.                       in cui si avvicinano

 

Vi ho scritto a lato la modifica che farei io. Allora partendo dal presupposto che sono versi liberi non sto neanche a contare se sono endecasillabi, settenari ecc, non ha importanza alcuna. In questa prima strofa la parola "amano" tende a rendere la frase finale troppo scivolosa e il suono si guasta un pochino. Provate a leggerla ad alta voce, l'effetto della parola finale fa sentire la frase troppo corta. Con due sillabe in più invece chiude meglio insieme a sfuggente che è nel rigo sopra. Un altra premessa che vi faccio è l'uso della parola. In poesia è strettamente personale quindi i miei suggerimenti sono puramente simbolici, non è mio intento volevi cambiare le parole, ma spero che vi possa essere utile per capire il suono legato a sillabe ed accenti (infatti al posto di avvicinano potreste trovare una parola di 5 sillabe completamente diversa).

 

Lì divengon lo stesso colore

unendosi in una sola visione,               in una sol visione

infondono lo stesso odore                     ti infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.                 travolgendoti con passione

 

in questo caso visto avevate fatto alcuni endecasillabi si poneva il famoso accento in quinta sillaba che tende a rendere un suono non particolarmente gradevole e frammentato.

e / ti / tra/vol/ GO/ no   (l accento è su go, quinta posizione) se usate travolgendoti è il solito messaggio e non c è accento in quinta. Diventa un decasillabo, ma non ce ne importa niente, visto i versi sono liberi in questo caso.

 

La terza, la quarta, la quinta e la sesta strofa mi piacciono e suonano bene.

 

Quando si univan i nostri occhi           quando si univano i nostri occhi   in questo caso finire la parola leva l accento errato 

i tuoi sembravan zaffiri                         i tuoi sembravano zaffiri

in quegli attimi ormai fochi                   (queste due non ho ben capito il messaggio non saprei come sistemarli. intendete

in questa valle di sospiri.                       che gli zaffiri bruciavano come fuochi, giusto?)

 

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla                               in questa notte che mi culla

la tua immagine svanisce,                        

ma rimani con me finché non finisce.         resta con me, finché non finisce    

 

la tua immagine svanisce insieme al verso dopo così lungo cambiano troppo il ritmo.

Si torna a quello che scrivevo prima, le rime baciate tendono a creare una canzone il cui ritmo è fisso, e la lunghezza del verso dovrebbe essere tutta uguale per non creare delle disarmonie. Inoltre a mio parere la rima baciata è adatta alle filastrocche da bambini , o alla filastrocca in generale perché è la sua particolarità, mentre per le poesie più serie, anche se belle, tende ad estraniare con il ritmo il lettore. Un esempio classico è "San Martino " di Carducci. Da quanto è sonora, se non la leggiamo molto lentamente, le rime serrate e ben fatte portano ad estraniarti dal significato, quando invece è molto bello. Ovviamente Carducci voleva il suono, e ha fatto bene se voleva così e ci è riuscito non in pieno, di più!

Si torna lì, la poesia è soggettiva :)

Spero di aver spiegato bene il fatto che non è mia intenzione cambiarvi niente, ma solo darvi qualche parere su quello che per me è più musicale. 

Per una prima poesia è più che positiva :)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao,

non sono in grado di dare valutazioni competenti,purtroppo. Parlo solo in base all'orecchio, forse potrebbe suonare anche così :

Intorno a me,il nulla

Nella notte che mi culla.

 

Diversamente concordo con @Claudia87 , ci vorrebbe una frase un po' più lunga

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
33 minuti fa, Mathiel ha detto:

Ciao,

non sono in grado di dare valutazioni competenti,purtroppo. Parlo solo in base all'orecchio, forse potrebbe suonare anche così :

Intorno a me,il nulla

Nella notte che mi culla.

 

Diversamente concordo con @Claudia87 , ci vorrebbe una frase un po' più lunga

 

Anche, si può cambiare in entrambi i modi, l'importante è che o allunghi o accorci in base all andamento della poesia o del ritmo che si vuole dare, più o meno serrato. Mi spiace vedere che a premere invio mi ha smazzato le frasi.

Intendevo scrivere :

Intorno a me vi è il nulla 

In questa notte che mi culla

La tua immagine svanisce

Resta con me, finché non finisce. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Claudia87 grazie mille per il tuo  commento e con le tue correzioni la lettura risulta più fluida e piacevole.

 

8 ore fa, Claudia87 ha detto:

in quegli attimi ormai fochi                   (queste due non ho ben capito il messaggio non saprei come sistemarli. intendete

in questa valle di sospiri.                       che gli zaffiri bruciavano come fuochi, giusto?)

Esattamente :) 

 

8 ore fa, Claudia87 ha detto:

Spero di aver spiegato bene il fatto che non è mia intenzione cambiarvi niente, ma solo darvi qualche parere su quello che per me è più musicale. 

Per una prima poesia è più che positiva :)

Il tuo parere è davvero prezioso.

grazie per il giudizio positivo :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora