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wivern

Orizzonte(rivisitata)

7 risposte in questa discussione

 

Orizzonte(rivisitata)

Autori: wivern e @Saraharley

 

Vedo dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare che si baciano,

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Lì divengon lo stesso colore

unendosi in una sola visione,

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

É lì che sole e luna si affacciano

è lì che giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano

e l'infinito spazio mai temono.

 

E da questa spiaggia

mi perdo nella visione,

di un dì che ci oltraggia

ma che porta a riflessione.

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima.

 

Quando si univan i nostri occhi

i tuoi sembravan zaffiri

in quegli attimi ormai fochi

in questa valle di sospiri.

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

Nel profondo vorrei urlare

voglio smetter di patire,

dopo tanto tribulare

per giungere a ricucire.

 

E tu, mio fratello

in questa vita che è un casino

con te porti il mio fardello

anziché rimanermi vicino.

 

Il ricordo mi sconforta

ma il tuo sorriso mi trasporta

ad un tratto tutto tace

e ritrovo la mia pace.

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Visto che non vi ha ancora commentato nessuno, faccio io il primo passo, anche se vi avviso che mi intendo poco di poesia, quindi i miei suggerimenti vanno presi per quel che valgono.

 

Tuttavia, da lettore incompetente qual sono, ammetto che non tutto ciò che avete scritto mi ha convinto. Già dalla divisione in quartine, che dovrebbe conferire al testo un certo ritmo, il quale invece si rivela piuttosto incostante.

 

Anche le rime si mantengono semplici. Per me la cosa non sarebbe neanche così grave, se non si notasse una certa ripetitività. Cioè, prendiamo in esame solo le parole utilizzate per comporre le rime:

 

Nella prima parte troviamo:

Baciano – amano – colore – visione – odore – passione – nascita – crescita – calore – splendore

 

ovvero verbi, participio passato (quindi ancora verbi) e più parole che terminano in -ore. Le altre sono comunque assonanze in -one. Solo l’orizzonte è l’unica sfuggente eccezione.

 

Nella seconda parte troviamo:

spiaggia – visione – oltraggia – riflessione – volto – stolto – stato – scontato – distoglie – autostima – meraviglie – prima

 

Il trend è ancora quello dei verbi e le parole che terminano in -one, tranne la quartina

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima.

 

Che, forse non a caso, mi sembra una di quelle che meglio mantengono una certa musicalità.

 

Continuiamo l’analisi delle rime con l’ultima parte:

urlare – patire – tribolare – ricucire – fratello – casino – fardello – vicino – conforta – trasporta – tace – pace

 

Anche qui, i verbi sono predominanti.

 

Credo sia normale ricorrere a questo modo di fare nei primi approcci alla poesia. Tuttavia è sempre buona norma sforzarsi di dosare gli eccessi. Invece la questione mi sembra vi sia un po' sfuggita di mano. Anche perché mi è sembrato che alcuni versi non aggiungessero nulla di nuovo al senso della strofa. Quasi siano stati messi là con lo sforzo di trovare qualcosa da dire giusto per completare la quartina. L’effetto collaterale è che all'orecchio del lettore , quantomeno a uno come me, risuoni una certa ridondanza.

 

Non so se sia il consiglio giusto, ma penso che alcuni degli effetti indesiderati si possano rimuovere magari cancellando proprio qualche verso.

 

Più o meno così:

 

Dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare si baciano,

in un attimo sfuggente.

 

Divengono lo stesso colore

unendosi in una sola visione

e ti travolgono con passione.

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è là che la luna da splendore.

 

Sole e luna vi si affacciano

giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano (in realtà questo verso lo cambierei del tutto, perché la parole splendore l’avete utilizzata poco sopra. Piuttosto, tenterei una rima con “infinito”)

e non temono l’infinito.

 

E da questa spiaggia

mi perdo nella visione,

di un giorno che ci oltraggia (userei la parola “giorno” e non dì, perché quel “di un dì” mi era sembrato leggermente cacofonico.

ma che porta a riflessione.

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

La tua voce mi distoglie

e ritrovo l'autostima

in parol di meraviglie,

nel rivederti come prima. (questa quartina ho detto che ha una buona musicalità, però non sono sicuro di averne capito il senso, forse anche qui sarebbe necessaria qualche modifica per rendere più chiaro il concetto a chi legge)

 

Quando si univan i nostri occhi

in quegli attimi ormai fochi

i tuoi sembravan zaffiri.

 

Intorno a me

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

 

Nel profondo vorrei urlare

dopo tanto tribulare

per riuscire a ricucire.

 

E tu, mio fratello

in questa vita che è un casino

con te porti il mio fardello

anziché rimanermi accanto (e fa niente se si perde la rima. Accanto dà un’idea di maggior vicinanza).

 

Il ricordo mi sconforta

ma il tuo sorriso mi trasporta

e ad un tratto tutto tace

e ritrovo la mia pace.

 

Ho proposto le modifiche che farei io, anche se mi sa non mi limiterei a quelle. Aggiungerei o toglierei altre cose. In fondo non sono manco sicuro di aver capito completamente il senso del vostro componimento.

Però ritengo sempre valido l’insegnamento di un tale che diceva “di fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi”.

Applico questo concetto ormai a tutte le forme d’arte, in particolar modo la poesia, che è forse tra le più ermetiche. Non scoprirò magari le vostre vere intenzioni, ma è un modo di fare che mi permette di fare un viaggio nel mio mondo interiore anche quando ho difficoltà a comprendere appieno significati nascosti.

 

E anche se quello che vedo, o meglio che leggo, va molto sgrezzato per farlo arrivare a diventare opera d’arte, io, nella vostra poesia, ci ho visto un viaggio del genere:

 

a) Una prima parte dedicate alla descrizione, possibilmente romantica, dell’orizzonte;

b) Una seconda che fa paragoni tra l’orizzonte e una persona amata.

c) nelle terza c’è un riferimento a un fratello che in realtà crea una sorta di equivoco. Perché a quel punto parole come “il tuo sorriso” o si riferiscono alla persona amata o al fratello. Il che mi ha fatto venire in mente che, modificando leggermente il testo, proprio su questo equivoco si potrebbe giocare, rendendolo volontario. Nel senso di far scoprire al lettore che sì, quella di cui si stava parlando e si rimpiange non è un partner, come fin là l’autore avrebbe lasciato credere, ma un fratello. Meglio ancora un fratello gemello, che permetterebbe di giocare ancora con la specularità tra cielo e mare nell’orizzonte.

 

 

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Ehilà, mi permetto di scrivere qualcosa anche io a riguardo. 

Ammetto subito che non me ne intendo assolutamente di metrica, quindi non so assolutamente dirvi cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, a riguardo. 

Leggendo la poesia inizialmente,

 

 

Vedo dinnanzi a me l'orizzonte

cielo e mare che si baciano,

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Lì divengon lo stesso colore

unendosi in una sola visione,

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

 

Riesco bene a vedere l'immagine dell'orizzonte davanti a me, il cielo e il mare che si uniscono in una sola cosa. Questa prima parte, devo ammettere che mi è piaciuta parecchio. Mi ha ricordato le giornate al mare da piccola, quindi mi ha dato tanto. Oltre alla lettura in sé, ha rievocato dei ricordi e delle sensazioni. 

Anche se devo ammettere, che mi ha colpito particolarmente la "rottura" tematica. 

Infatti, subito dopo avete scritto: 

 

 

In quel luogo hanno nascita

in quel luogo hanno crescita

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

É lì che sole e luna si affacciano

è lì che giocano e si inseguono

col loro splendore ti affascinano

e l'infinito spazio mai temono.

 

 

Qui, mi sono ritrovata in tutt'altro luogo, osservando il sole e la luna. Forse, avrei insistito di più sull'argomento del mare e del tramonto, invece che scrivere subito del sole e della luna che, per quanto sia un'immagine romantica, ha scosso un po' le parole precedenti. Come se ci fosse stato uno "stacco" improvviso. 

Le tematiche che affrontate subito dopo, non sono molto chiare. 

State parlando di un fratello? O di un amante? 

Quello che mi è venuto in mente, per quanto io non posso sapere voi cosa intendiate, è di una persona (un fratello) scomparso. La mia sensazione è nata da qui:

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

 

Per il resto, non posso assolutamente dirvi nulla riguardante la metrica, scusatemi ma non me ne intendo per niente. 

E quoto @Eudes nelle parole: 

 

 

Cita

di fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi

 

 

 

 

 

 

 

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@Eudes

Prima di ogni cosa ti ringraziamo di esser intervento.

 

Come hai ben sottolineato, questo  è uno dei primi approcci alla poesia.

Analizzando attentamente ciò che scrivi, dobbiamo ammettere che ci siamo fatti prendere un po' la mano.

 

Come dicevamo, essendo un primo approccio e conoscendo non molto bene  le regole di scrittura poetica, purtroppo non siamo riusciti a esprimere chiaramente il pensiero in alcuni punti.

 

Ci ha colpito molto questa tua frase: " fronte a un’opera d’arte, non chiederti mai cosa volesse dire l’autore, ma dove ti porta quello che vedi”.

In ogni scritto si cerca sempre di comunicare al meglio ogni sensazione e visione, purtroppo qui non abbiamo reso bene l'idea.

Molto probabilmente avrebbe bisogno di un'ulteriore revisione.

 

 

In risposta alla tua visione:

 

A) sì vi è una descrizione dell'orizzonte, in una serata, e vorrebbe essere di riflessione.

 

B) vi è una sorta di paragone con una persona amata, ma anche un certo fraintendimento.

Infatti nella parte c ne fai parola.

 

C) eccoci al fraintendimento, vi esistono diversi tipi di amori, infatti in questo scritto, il nostro scopo era di parlare dell'amore fraterno.

E i rimpianti legati ad esso che straziano fin nel profondo dell'anima.

 

 

Ti ringraziamo per il tuo commento, facendo tesoro delle tue indicazioni, e molto probabilmente effettueremo un'altra revisione.

 

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@Hope-darlin

Prima di tutto ti ringraziamo per il tuo intervento.

Come risposto in precedenza a Eudes il nostro è uno dei primi approcci con la poesia.

Metrica e altre regole di scrittura poetica, ne siamo a conoscenza ma molto alla larga.

 

Siamo contenti di essere riusciti in poche righe a trasmetterti emozioni.

Questo è uno dei primi punti che dovrebbe affrontare un testo a parer mio.

E del fatto che sia stato un tramite per farti ripercorrere momenti del tuo passato, lo considero un onore.

 

Infatti in questa prima parte volevamo per l'appunto far vivere il ricordo lieto e introspettivo.

Ciò che tu definisci come rottura in cui si parla del sole della luna, voleva essere una considerazione e un pensiero per l'appunto sull'orizzonte e il punto in cui diviene tutt'uno col mare.

 

Purtroppo non è semplice definire alla perfezione un pensiero in poche parole.

Almeno parlo per noi!

 

Nella parte in cui esprimi la tua perplessità e sensazione, come detto sopra, si vuole esattamente parlare dell'amore fraterno.

E il fratello in questione è scomparso, proprio come hai percepito.

E questa cosa credo si riesca a percepire anche da questa parte:

 

Il tuo viso quando mi volto,

il miraggio di uno stolto

accanto a me sei sempre stato,

e ti ho dato per scontato.

 

 

Starebbe ad intendere che il soggetto in questione, vede davanti a sé l'immagine del fratello scomparso, rendendosi conto che esso è solo un miraggio, e riflettendo su quando era in vita.

Che il suo errore più grande è stato di darlo per scontato.

Lasciando tra le righe il fatto che purtroppo ce ne si rende conto troppo tardi.

 

Apprezziamo molto il tuo commento, e siamo veramente contenti che nel nostro piccolo siamo riusciti a esprimerti qualcosa.

Grazie

 

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On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

in un attimo sfuggente

in cui si amano.

 

Non so dirti perché, però modificherei leggermente il penultimo verso per far scorrere meglio la strofa. Così: nell'attimo sfuggente

in cui si amano.

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione.

toglierei la e, rallenta il ritmo 

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

è lì che il sole da calore

non dovrebbe essere dà (è il verbo, giusto?)

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

è lì che il sole da calore

è lì che la luna da splendore.

 

non mi convince, non so dirti con l'esattezza perché. È quel "luna da splendore". Capisco la voglia di fare la rima (calore - splendore) però l'immagine che volete dare secondo me non traspare appieno da questi versi. Mi suona strano, sinceramente, che qualcosa possa dare splendore. Direi piuttosto splende. 

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

Bell'immagine.

 

On 12/5/2017 at 23:01, wivern ha detto:

Nel profondo vorrei urlare

voglio smetter di patire,

dopo tanto tribulare

per giungere a ricucire.

I primi due versi hanno qualcosa che mi disturba la lettura. Quel "voglio smetter di patire" per esattezza. 

 

Allora, la vostra poesia, nel complesso, mi è piaciuta. Ci sono immagini che colpiscono, molto poetiche. Però la sensazione che ho avuto è che vi ci fossero due poesie in una. La seconda parte, quando entrano in scena il sole e la luna arriva all'improvviso. Confesso di aver pensato a due amanti, in un primo momento. Quando poi parlate di fratello sorella, ho pensato addirittura a un naufragio. Ero propensa a pensarlo sin dal titolo, a dire il vero ma poi l'avevo abbandonato come ipotesi fino alle ultime tre strofe. E a rinforzare la sensazione che ho avuto sono i versi: 

 

Intorno a me ormai vi è il nulla

nella notte che mi culla

la tua immagine svanisce,

ma rimani con me finché non finisce.

 

Quel finisce mi riportava alle onde, non chiedetemi perché :) 

 

Una bella poesia, emotiva. Qualcosina da sistemare, ma tutto sommato mi ha lasciato una buona impressione. Siete stati bravi. 

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Prima di tutto ti ringraziamo per essere intervenuta a commentare @Emy .

 

La prima modifica che proponi: nell'attimo dopo un attenta analisi, devo ammettere che concordiamo sul tuo pensiero.

 

Nella parte:

infondono lo stesso odore

e ti travolgono con passione

Rileggendo togliendo la E, pare più fluida

 

Sul da calore, è stato un errore non notato è hai perfettamente ragione sarebbe un dà cioè il verbo.

 

La luna da splendore

Voleva dare ad intendere che la luna con la sua luce splendente illumina la notte.

 

Siamo contenti che nel complesso il nostro piccolo lavoro sia stato di tuo gradimento e sia riuscito a trasmetterti emozioni.

In fin dei conti si scrive proprio per quello!

E leggere: Ci sono immagini che colpiscono, molto poetiche.  

È veramente un onore.

Molto probabilmente la tua sensazione di due poesie in una, è portata proprio dalla collaborazione effettuata.

 

Due persone, due pensieri differenti, due modi di esprimersi opposti, legati in un unico fine trasportare il lettore in una visione.

Purtroppo come già detto sopra non abbiamo molta esperienza con la poesia, e notare queste correzioni sinceramente aiuta.

Sicuramente lavoreremo per migliorarci.

Grazie

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