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Lizz

Lettera Uno: "E mi convinco che non è troppo tardi, per imparare a parlare"

17 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

 

 

 

 

Spero tanto che tu riceva questa lettera, malgrado abbia scelto un modo azzardato per fartela arrivare. Un libro della biblioteca, perché no? Uno di quei libri un po' avventurosi e un po' tristi, un po' comici e un po' romantici che ti piacciono tanto.
No, non girarti, non guardarti alle spalle. È davvero improbabile, se non addirittura impossibile, che io mi trovi dietro di te, a spiarti da dietro uno scaffale colmo di volumi dalle copertine stropicciate. Non so se avrò il coraggio di tornare in questo luogo, dopo averci abbandonato i miei pensieri più intimi.
È una cosa che tendo a fare, sai? Una tara che mi perseguita fin da giovane, da prima ancora che le nostre strade si incrociassero, ed è precisamente la causa per cui le nostre strade non si sono unite.
Scusa, non voglio annoiarti. Voglio solo cercare di spiegarti, ma è dura.
È sempre stato difficile, per me, trovare le parole. Speravo che su carta fosse più facile, ma immaginare le tue mani che sfiorano il foglio, gli occhi che si increspano con curiosità mentre corrono alla fine della lettera alla ricerca del nome, mi ha mozzato il fiato per un istante.
Non cercare il nome alla fine della lettera, non ancora, per favore.
Ti scrivo perché i rimpianti mi tormentano, e ho scelto, per ora, di porre rimedio a quello più grande di tutti: non averti mai detto quanto ti amavo.
Non hai idea di quanti istanti ho rubato allo scorrere della vita quotidiana per lanciarti uno sguardo della durata di un sospiro, nella speranza che prima o poi avresti alzato il tuo e, in una scintilla, come nei film, avresti capito di amarmi follemente e avresti fatto il primo passo.
Dovevi farlo tu il primo passo, perché io non ne avrei mai avuto il coraggio.
Non ti sto rimproverando, sto solo spiegando. Come potrei rimproverarti di non avermi mai notato, quando io non ho mai avuto il coraggio di guardarti negli occhi?
Una sola volta mi è riuscito di rivolgerti la parola: quando le nostre classi sono andate a teatro assieme. Ho detto qualcosa di stupido. Così stupido che l'ho rimosso all'istante dalla mente per risparmiarmi la vergogna di ricordarlo, più avanti negli anni. Immobile, di fianco a te, ho cercato per l’intera durata dello spettacolo di far coincidere il mio respiro con il tuo, nell’assurda convinzione che, in qualche modo, se mi fosse riuscito di sincronizzare anche il battito dei nostri cuori, il mio desiderio si sarebbe avverato. La tua risposta fu gentile, questo me lo ricordo, ma distaccata. Avevo interrotto il discorso tra te e chi ti stava accanto, seduto dalla parte opposta rispetto alla mia, e questa persona attendeva impaziente di riavere indietro la tua attenzione.
Ricordo che pensai che forse, se il mio posto fosse stato alla tua sinistra invece che alla tua destra, sarebbe stato più facile parlarti: forse quando si sta a sinistra di una persona si ha più coraggio, mi dissi. Che cosa stupida da credere.
Non penso ci siano mai stati altri confronti diretti, tra noi, nella realtà. Per questo dubito che tu possa ricordarti di me. Nella mia mente, però, vivevamo assieme storie fantastiche. Formavamo una squadra invincibile e viaggiavamo in luoghi misteriosi, sconfiggevamo i criminali, correvamo tra le ombre e ridevamo al sole. Tu mi strappavi un bacio, sfiorandomi una guancia. Nemmeno nelle mie fantasie potevo essere io a prendere l'iniziativa. Neanche per afferrarti la mano nell’impeto di una fuga.
Credo siano state le mie fantasie, a rovinarmi. Credo che assieme avremmo davvero potuto essere la coppia perfetta, ma forse sono solo le mie fantasie infantili che, ancora una volta, tornano a illudermi.
Non ho idea di come sia la tua vita, adesso. Spero sia felice.
La mia non lo è. Ma cosa può aspettarsi dalla vita una persona che non ha il coraggio di prendere l'iniziativa?
Ho sempre avuto paura di fare il primo passo, per timore di pentirmene in seguito. Per questo le mie mani tremano, mentre scrivo questa lettera. Per questo non tornerò nella biblioteca in cui questo foglio di carta ha incrociato la tua strada. Ho troppa paura di pentirmi del mio atto di coraggio, il primo di una vita, e di tornare alla sala dei romanzi per recuperare la lettera e stracciarla prima che possa finire tra le tue mani.
Ma voglio fare almeno una cosa per cui provare orgoglio, in questa vita che mi intrappola in una relazione insipida e in una professione deludente. Voglio tenderti una mano, se per caso ne avessi bisogno.
Meriti una vita meravigliosa, ed è quella che ti auguro. Ma non si sa mai: a volte la vita è ingiusta, e se sei infelice, se ti senti come se al mondo non appartenessi a nessuno, e nessuno appartenesse a te; se nel tuo cuore ti tormenta l'idea di non aver mai combinato niente di buono, ti porgo la mia mano d'inchiostro.
Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia. Qualcuno che, con la forza del pensiero, ha cercato di costruirti uno scudo attorno, per tutto questo tempo, perché nulla di brutto ti accadesse.
Qualcuno che ti ha sempre guardato da distante, ma che non ha mai avuto il coraggio di avvicinarti per paura di infrangere i suoi sogni. Perché ormai quei sogni erano diventati il mio rifugio, il futuro che sognavo ogni volta che, nel presente, le cose non andavano come avrei voluto. Non so se hai mai sognato qualcosa di così forte, se hai mai desiderato una persona così ardentemente, da avere poi paura di avvicinarla.
Io, adesso, posso ancora ricordarti con un sorriso nostalgico, pensando a quanto bella avrebbe potuto essere la nostra vita assieme, se solo avessi avuto il coraggio di rivolgerti la parola per la seconda volta. Ma se tra di noi ci fosse stato amore, e poi avessimo finito ad odiarci come è capitato ai miei genitori; ecco, quello non avrei potuto sopportarlo. Avevo investito così tanto in te, così tanti sogni ad occhi aperti, così tante speranze, che se queste si fossero realizzate avrei potuto morire per la paura di rovinarle.
Sono forse più felice, in questa mia vita da larva?
In tutta sincerità, non lo so.
Mi rimangono ancora i miei sogni.
Ma rimane ancora la domanda di come avrebbe potuto essere la nostra vita se io avessi avuto un po' più di coraggio.
Volevo ringraziarti, però. Ringraziarti per avermi regalato questi sogni. Tuo malgrado, potresti pensare. Io ti assicuro che non è così. Se non fossi stata la persona amabile, gentile, solare che ho conosciuto, non so se avrei potuto trovare un'altra persona in grado di regalarmi sogni così belli.
Quindi, se a volte senti di non aver combinato niente di buono nella vita, sappi che non è vero: continui a regalarmi gioia ogni volta che chiudo gli occhi, quando faccio colazione nella cucina vuota e ci immagino assieme in riva al mare, con due brioches enormi di fronte a noi.
Se dovessi sentire solitudine, attorno a te, cacciala via, sappi che c'è qualcuno che ancora ti pensa, ti rimpiange ogni giorno.

Amore,
scusa, mi concedo il lusso di chiamarti così almeno una volta, almeno su carta:
Amore,
sii felice, sii forte, sii come ho sempre sognato che fossi. La realtà non può essere poi così diversa dalle mie fantasie. Scommetto che ti si accende ancora una luce negli occhi quando ricevi lettere anonime, come è successo quell'unico giorno di San Valentino che ho avuto il coraggio di inviarti un biglietto.

Sì, amore, questa lettera è anonima.
Perché i sogni devono rimanere sogni: puri, incorrotti.
Ma a volte quei sogni vanno ringraziati.
Grazie.


 

Mani tremanti inserirono la lettera tra le pagine del libro. Chi l’aveva scritta non sapeva bene se a riceverla sarebbe stato un uomo o una donna, vecchio o giovane. Sperava solo che chiunque la trovasse si convincesse di esserne il legittimo destinatario; che si sentisse importante, amato. Che venisse incoraggiato a cercare attorno a sé uno sguardo interessato, a fare quel primo passo che nella vita, a volte, è davvero l’unica cosa che serve per raggiungere la felicità.
Chi l'ha detto che dagli sbagli devono imparare solo le persone che li hanno commessi?

 

 

 

 

*

 

Nota dell'autrice:

Ho scritto questa lettera ispirata da un bellissimo romanzo epistolare, e al momento ho ancora la mente intrappolata in quella trama.
Invito chi legge, se vuole, a scrivere un racconto in cui immagina la storia di un personaggio che scopre questa lettera nascosta in un libro della biblioteca: come reagisce? Cosa pensa? Scrive un'altra lettera?
Mi è venuta la fissa di quanto sarebbe bella una specie di serie epistolare qui sul WD, con racconti in cui si scrivono lettere, e altri racconti in cui a quelle lettere si risponde, e poi racconti con altre lettere ancora...

Se per caso l'idea vi intriga e buttate giù qualcosa sul tema, passerò a leggerlo mooolto volentieri, basta che me lo indichiate qui o per MP :)
Intanto, grazie per la lettura!

Modificato da Lizz
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@Lizz Finalmente la Lizz.

Dico la Lizz, con l'articolo davanti, non solo perché sono milanese.

Lizz Lizz, vorrei scriverti un commento anonimo come la tua lettera. E con gli stessi contenuti.

Ma non ne sono capace. Poi non si può.

Brava.

Con mani tremanti inserisco questo commento tra le pagine del WD.

Tuo Anonimo

 

 

 

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Una lettera all'altezza di questa non riuscirò di certo a scriverla.

 

Ma l'idea di provare a rispondere mi piace. Tenterò.

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Bel lavoro, @Lizz

Una sconosciuta racchiude i suoi rimpianti per una vita mediocre e fallimentare in un'epistola che lascia in un libro a caso, consapevole che non sarà certo l'oggetto principale dei suoi rimpianti, a leggerla.

E questa è la chiave che fa funzionare il testo. Inizialmente infatti, mentre leggevo avevo l'impressione che il tutto fosse un po' forzato, che l'autrice della lettera anonima fosse una vera e propria stalker, perfettamente a conoscenza dei movimenti e dei gusti letterari dell'oggetto del suo morboso amore.

Poi invece la chiusura, che chiarisce il punto di vista della misteriosa autrice, e rende perfettamente equilibrato il racconto, spogliandolo di qualsiasi forzatura o incongruenza.

Alcuni commenti sparsi:

10 ore fa, Lizz ha detto:

immaginare le tue mani che sfiorano il foglio, gli occhi che si increspano con curiosità mentre corrono alla fine della lettera alla ricerca del nome, mi ha mozzato il fiato per un istante.
Non cercare il nome alla fine della lettera, non ancora, per favore.

Questo l'avrei messo più in "alto" nella lettera, dovendo evitare che il misterioso lettore vada subito a vedere la firma, rovinando così l'effetto sorpresa. Il fatto che l'invito a non affrettarsi a vedere il nome in calce alla lettera arrivi dopo diverse righe, potrebbe far sì che il curioso e casuale destinatario sia già andato a verificare...

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

ho cercato per l’intera durata dello spettacolo di far coincidere il mio respiro con il tuo, nell’assurda convinzione che, in qualche modo, se mi fosse riuscito di sincronizzare anche il battito dei nostri cuori, il mio desiderio si sarebbe avverato.

10 ore fa, Lizz ha detto:

Ricordo che pensai che forse, se il mio posto fosse stato alla tua sinistra invece che alla tua destra, sarebbe stato più facile parlarti: forse quando si sta a sinistra di una persona si ha più coraggio, mi dissi. Che cosa stupida da credere.

Ben caratterizzata la personalità debole e indecisa di questa donna, che pare rifugiarsi in superstizioni, credenze o teorie fittizie per giustificare la sua ignavia.

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

Per questo dubito che tu possa ricordarti di me. Nella mia mente, però, vivevamo assieme storie fantastiche. Formavamo una squadra invincibile e viaggiavamo in luoghi misteriosi, sconfiggevamo i criminali,

Questa donna è una sognatrice, probabilmente un'assidua lettrice, non a caso ha scelto la biblioteca e un libro, come mezzi per recapitare la lettera. Buona caratterizzazione anche in questo caso.

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

Non ho idea di come sia la tua vita, adesso. Spero sia felice.
La mia non lo è. Ma cosa può aspettarsi dalla vita una persona che non ha il coraggio di prendere l'iniziativa?
Ho sempre avuto paura di fare il primo passo, per timore di pentirmene in seguito. Per questo le mie mani tremano, mentre scrivo questa lettera. Per questo non tornerò nella biblioteca in cui questo foglio di carta ha incrociato la tua strada. Ho troppa paura di pentirmi del mio atto di coraggio, il primo di una vita, e di tornare alla sala dei romanzi per recuperare la lettera e stracciarla prima che possa finire tra le tue mani.
Ma voglio fare almeno una cosa per cui provare orgoglio, in questa vita che mi intrappola in una relazione insipida e in una professione deludente. Voglio tenderti una mano, se per caso ne avessi bisogno.

Uno dei passaggi più belli e efficaci. La presa di coscienza della propria condizione sono il primo passo verso il cambiamento, il migliorarsi. Il secondo probabilmente sarà proprio scrivere questa lettera e lasciarla nel libro. Sistema insolito, ma comunque un grande passo avanti per chi, come lei, pare aver vissuto soltanto di fantasie.

 

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

Sì, amore, questa lettera è anonima.
Perché i sogni devono rimanere sogni: puri, incorrotti.

Questo forse è il punto che mi ha meno convinto. La lettera è anonima non per questo motivo... altrimenti che senso avrebbe avuto darsi da fare a scriverla? Lei sta tentando di liberarsi da questo limite. Quindi è anonima solo perché, ovviamente, il destinatario sarà una persona scelta dal caso, non il vero oggetto dell'amore dell'autrice della lettera. Quindi questo passo lo rivedrei\rimuoverei.

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

Che venisse incoraggiato a cercare attorno a sé uno sguardo interessato, a fare quel primo passo che nella vita, a volte, è davvero l’unica cosa che serve per raggiungere la felicità.

In questo finale la scrittrice della lettera aiuta se stessa e auspica che la missiva possa essere di aiuto al fortuito lettore. Efficace.

 

10 ore fa, Lizz ha detto:

Chi l'ha detto che dagli sbagli devono imparare solo le persone che li hanno commessi?

Molto bella e veritiera la riflessione finale.

 

Bel lavoro davvero, lo ribadisco. E mi ha fatto venire voglia - se non sarò preceduto da altri nel frattempo, visto che oggi è giorno di MI e non potrò dedicarmici - di vestire i panni di colui o colei che troverà la lettera... se mi dai il permesso...

Ci risentiamo tra qualche giorno!

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@Lizz bell'idea! Mi piace.

La forma epistolare permette di lavorare bene sulle emozioni. Qui ci offri questa dichiarazione che alla fine scopriamo non avere un destinatario specifico. Questo rende la cosa ancora più poetica in quanto la lettera può innescare situazioni non prevedibili e magari far sospettare a chi la legge di qualcuno da cui avrebbe voluto ricevere una lettera del genere. È una bomba emotiva innescata.

Tornando al testo, essendo una lettera potrebbe essere scritta in qualsiasi forma, con un linguaggio semplice e banale, come con stile più raffinato, a seconda di come vogliamo far apparire chi scrive. Ci presenti un autore della lettera che dice di non avere il coraggio di dire le proprie emozioni (il finale lascia il sospetto che sia un bluff).

Bella comunque l'immagine dell'autore che teme di "sporcare" il suo sentimento agendo o rivelandosi, "cioè decisa, per paura d'essere mal stretta, a non lasciarsi mai abbracciare" (Breton). 

Sulla scrittura un paio di appunti:

11 ore fa, Lizz ha detto:

e poi avessimo finito ad odiarci

avrei scritto per odiarci, o ci saremmo ritrovati ad odiarci

11 ore fa, Lizz ha detto:

Ma voglio fare almeno una cosa per cui provare orgoglio, in questa vita che mi intrappola in una relazione insipida e in una professione deludente. Voglio tenderti una mano, se per caso ne avessi bisogno.
Meriti una vita meravigliosa, ed è quella che ti auguro. Ma non si sa mai: a volte la vita è ingiusta, e se sei infelice, se ti senti come se al mondo non appartenessi a nessuno, e nessuno appartenesse a te; se nel tuo cuore ti tormenta l'idea di non aver mai combinato niente di buono, ti porgo la mia mano d'inchiostro.
Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia. Qualcuno che, con la forza del pensiero, ha cercato di costruirti uno scudo attorno, per tutto questo tempo, perché nulla di brutto ti accadesse.
Qualcuno che ti ha sempre guardato da distante, ma che non ha mai avuto il coraggio di avvicinarti per paura di infrangere i suoi sogni. Perché ormai quei sogni erano diventati il mio rifugio, il futuro che sognavo ogni volta che, nel presente, le cose non andavano come avrei voluto. Non so se hai mai sognato qualcosa di così forte, se hai mai desiderato una persona così ardentemente, da avere poi paura di avvicinarla.
Io, adesso, posso ancora ricordarti con un sorriso nostalgico, pensando a quanto bella avrebbe potuto essere la nostra vita assieme, se solo avessi avuto il coraggio di rivolgerti la parola per la seconda volta. Ma se tra di noi ci fosse stato amore, e poi avessimo finito ad odiarci come è capitato ai miei genitori; ecco, quello non avrei potuto sopportarlo. Avevo investito così tanto in te, così tanti sogni ad occhi aperti, così tante speranze, che se queste si fossero realizzate avrei potuto morire per la paura di rovinarle.
Sono forse più felice, in questa mia vita da larva?
In tutta sincerità, non lo so.
Mi rimangono ancora i miei sogni.
Ma rimane ancora la domanda di come avrebbe potuto essere la nostra vita se io avessi avuto un po' più di coraggio.
Volevo ringraziarti, però. Ringraziarti per avermi regalato questi sogni. Tuo malgrado, potresti pensare. Io ti assicuro che non è così. Se non fossi stata la persona amabile, gentile, solare che ho conosciuto, non so se avrei potuto trovare un'altra persona in grado di regalarmi sogni così belli.
Quindi, se a volte senti di non aver combinato niente di buono nella vita, sappi che non è vero: continui a regalarmi gioia ogni volta che chiudo gli occhi, quando faccio colazione nella cucina vuota e ci immagino assieme in riva al mare, con due brioches enormi di fronte a noi.
Se dovessi sentire solitudine, attorno a te, cacciala via, sappi che c'è qualcuno che ancora ti pensa, ti rimpiange ogni giorno

 Nella seconda parte ritorna in continuazione questa immagine dell'autore che pensa al destinatario della lettera, ovviamente serve a innescare lo scopo della lettera stessa. Donare un sogno a chi legge, farlo sentire importante. Nonostante questo alla prima lettura ho trovato la cosa ridondante, poi rileggendo credo che le riflessioni che integrano questi passaggi le giustifichino. Anche se un senso ripetizione rischia di rimanere comunque.

Inoltre il testo è studiato in modo tale da non dare riferimenti ed essere il più ambivalente possibile pur sembrando scritto proprio per la persona che legge. Non è una cosa scontata e l'hai resa benissimo.

Riguardo il gioco che proponi è qualcosa che trovo molto interessante. Adoro i carteggi e esplorare l'emotività attraverso queste forme di scrittura. Parteciperò sicuramente alla cosa. Postiamo degli scritti qui con la dicitura sequenziale "Lettera Due" ecc... che compariranno, quando qualcuno vuole contribuire, tra i racconti dell'officina.

Complimenti.

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16 ore fa, camparino ha detto:

Con mani tremanti inserisco questo commento tra le pagine del WD.

Tuo Anonimo

L'unica risposta possibile è un sorrisone che parte da Padova e arriva fino a Pechino :D Grazie!

 

13 ore fa, Eudes ha detto:

Una lettera all'altezza di questa non riuscirò di certo a scriverla.

Puoi anche scriverla più alta, non mi offendo :P Grazie mille!

 

13 ore fa, Federico72 ha detto:

Questo forse è il punto che mi ha meno convinto. La lettera è anonima non per questo motivo... altrimenti che senso avrebbe avuto darsi da fare a scriverla? Lei sta tentando di liberarsi da questo limite. Quindi è anonima solo perché, ovviamente, il destinatario sarà una persona scelta dal caso, non il vero oggetto dell'amore dell'autrice della lettera. Quindi questo passo lo rivedrei\rimuoverei.

Quello che volevo trasmettere era anche, soprattutto, che l'autrice non vuole essere ricontattata: che se ha scritto quella lettera è per liberarsi del peso di non aver mai fatto sapere a una certa persona che la considerava speciale, e non perché spera di essere ricontattata da questa persona.

Riguardo al paragrafo sulla firma, cercherò di risistemarlo più in alto, grazie :) Ho scritto un po' sulla linea del flusso di coscienza, un po' come penso l'avrebbe fatto il personaggio, e ho pensato di inserire un po' le cose come le venivano in mente, senza badare (troppo) a ripetizioni o aggiunte un po' fuori tema.
Se deciderai di "ricevere" la lettera in un racconto, mi farai felicissima :D 

 

11 ore fa, Anglares ha detto:

"cioè decisa, per paura d'essere mal stretta, a non lasciarsi mai abbracciare" (Breton). 

Hai colto perfettamente il segno!

 

11 ore fa, Anglares ha detto:

Ci presenti un autore della lettera che dice di non avere il coraggio di dire le proprie emozioni (il finale lascia il sospetto che sia un bluff).

Penso che per scritto sia sempre più facile confessare le proprie emozioni, soprattutto in una lettera a uno sconosciuto, una specie di diario segreto: ci si dice che nessuno mai la leggerà e si inizia a lasciar correre la penna... La si incoraggia un po', le si dà qualche spintarella... finché la punta inizia a scivolare come l'olio e sembra quasi muoversi da sola, strappandoci di mente i pensieri e mettendoli su carta!
Quindi no, io personalmente non l'avevo pensato come un bluff: chi scrive ha davvero qualche difficoltà a confessarsi, ma dopo qualche giro di parole e un po' di confidenza in più con il foglio, i suoi pensieri iniziano a fluire :) 

 

11 ore fa, Anglares ha detto:

avrei scritto per odiarci, o ci saremmo ritrovati ad odiarci

Assolutamente, hai ragione!

 

11 ore fa, Anglares ha detto:

Nonostante questo alla prima lettura ho trovato la cosa ridondante, poi rileggendo credo che le riflessioni che integrano questi passaggi le giustifichino. Anche se un senso ripetizione rischia di rimanere comunque.

Ammetto di essermi trattenuta poco nelle ripetizioni, con la scusa che era un flusso di coscienza. Riguarderò le parti che mi hai segnato e cercherò di limarle un po': la prima lettura è quella fondamentale, il senso di ridondanza non va bene! Grazie per avermelo segnalato!

11 ore fa, Anglares ha detto:

Inoltre il testo è studiato in modo tale da non dare riferimenti ed essere il più ambivalente possibile pur sembrando scritto proprio per la persona che legge. Non è una cosa scontata e l'hai resa benissimo.

Grazie :D Avevo una paura matta che non sortisse l'effetto che mi ero prefissata!

11 ore fa, Anglares ha detto:

Riguardo il gioco che proponi è qualcosa che trovo molto interessante. Adoro i carteggi e esplorare l'emotività attraverso queste forme di scrittura. Parteciperò sicuramente alla cosa. Postiamo degli scritti qui con la dicitura sequenziale "Lettera Due" ecc... che compariranno, quando qualcuno vuole contribuire, tra i racconti dell'officina.

Ottimo! Non vedo l'ora di leggere qualche altra "Lettera", spero proprio si formi un bel gioco di riferimenti interni tra un racconto e l'altro <3 
Grazie mille per essere passata a commentare!

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@Lizz Lettera ad un destinatario ignoto. Bella idea. Una volta mi è capitato: anni fa, al mare, in Croazia. Ero fuori in gommone e ho trovato una lettera infilata in una bottiglia di vetro con il tappo di sughero. L'ho raccolta e aperta. Era di una bambina austriaca di 6 anni che implorava chiunque avesse trovato il messaggio di contattarla. Mia figlia aveva la stessa età. Arrivati a casa ho preso il telefono e ho composto il numero. Naturalmente ha risposto il padre (che parlava anche inglese). Gli ho raccontato del messaggio nella bottiglia e poi ho fatto salutare Nina (era il nome della bambina) da mia figlia. Nina parlava in austriaco e mia figlia in italiano. Un discorso... impegnativo. Il padre di Nina mi disse che comunque sua figlia sprizzava di gioia perché qualcuno aveva trovato il suo messaggio.

 

Su 20lines abbiamo scritto, un paio d'anni fa due opere collettive "Lettere d'amore mai inviate" (1 e 2). Il tuo progetto è molto più impegnativo. Proverò anch'io a rispondere (fra qualche giorno).

 

Comunque complimenti per la bella lettera. Mi è piaciuta molto.

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@Lizz

18 ore fa, Lizz ha detto:

Ottimo! Non vedo l'ora di leggere qualche altra "Lettera", spero proprio si formi un bel gioco di riferimenti interni tra un racconto e l'altro <3 
Grazie mille per essere passata a commentare!

Ho già buttato giù qualche idea... solo che...

 

(Bastano un paio di minuti)

Anglares è Breton, ovvero sono un uomo...

nadja.jpg

...irrimediabilmente segnato dalla poetica surrealista. ;)

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@Lizz dirò solo: formidabile. Bella, mi sono emozionata leggendola e mi è venuta una voglia pazzesca di scrivere una lettera. A dire il vero, mi sono svegliata stanotte e ho messo giù qualche riga. :) Adoro la forma epistolare e appoggio in pieno l'idea 

On 6/5/2017 at 00:41, Lizz ha detto:

Mi è venuta la fissa di quanto sarebbe bella una specie di serie epistolare qui sul WD,

Scusa per la brevità del commento, oggi sono di corsa. Sappi che il racconto mi è piaciuto molto! 

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On ‎07‎/‎05‎/‎2017 at 01:10, Ljuset ha detto:

Nina parlava in austriaco e mia figlia in italiano.

Le avete lasciate parlare a caso (sadicamente), o avete fatto da interpreti :D ?

Se non avessi la fissa dell'inquinamento, mi metterei anche io ad abbandonare messaggi in bottiglia! Grazie per aver condiviso l'episodio, bellissimo! Sarebbe da scriverci sopra una storia :sorrisoidiota: 

 

On ‎08‎/‎05‎/‎2017 at 19:13, Anglares ha detto:

...irrimediabilmente segnato dalla poetica surrealista. ;)

:facepalm: Rimarrò irrimediabilmente segnata anche io dalla figuraccia! E' possibile che ti avessi dato del "lei" (femminile) anche al contest di poesia? Sono più smemorata del tipo nel video, ma stavolta cerco di stamparmelo in mente! Non so perché associo "Anglares" a "Angela", et voilà -.-

Bel libro, Nadja! Anche se non ho mai capito se il nome si leggesse "Nadia" o "Nadsggà" (vabbè, con la "j" alla francese).

 

8 ore fa, Emy ha detto:

e mi è venuta una voglia pazzesca di scrivere una lettera. A dire il vero, mi sono svegliata stanotte e ho messo giù qualche riga.

Grande :D Era proprio quello lo scopo! Anche se mi dispiace che tu ti sia svegliata nel bel mezzo della notte D: Per fortuna la mia ispirazione non è mai tanto scortese da svegliarmi xD

 

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@Lizz

19 minuti fa, Lizz ha detto:

Bel libro, Nadja! Anche se non ho mai capito se il nome si leggesse "Nadia" o "Nadsggà" (vabbè, con la "j" alla francese).

Nel secondo modo, addirittura c'è chi dice che andrebbe pronunciato in russo, in quanto lei sceglie questo nome perché in russo è l'inizio della parola speranza. Quindi con la "j" che diventa quasi una "z".

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2 ore fa, Lizz ha detto:

Grande :D Era proprio quello lo scopo! Anche se mi dispiace che tu ti sia svegliata nel bel mezzo della notte D: Per fortuna la mia ispirazione non è mai tanto scortese da svegliarmi xD

Non dispiacerti. Non è la prima volta. Mi capita spesso di svegliarmi di notte con le idee. :) 

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On ‎06‎/‎05‎/‎2017 at 00:41, Lizz ha detto:

Ma rimane ancora la domanda di come avrebbe potuto essere la nostra vita se io avessi avuto un po' più di coraggio.

E' quasi la domanda di tutti, tranne la mia: nella vita ho sempre avuto TROPPO coraggio. E quindi mi pongo la domanda contraria: se ne avessi avuto di meno sarei molto più tranquilla, ora. Comunque: ecco, questa frase è una di quelle che spingono il lettore a riflettere molto anche sui suoi trascorsi, dunque la trovo particolarmente azzeccata.

Ho apprezzato la delicatezza della scrittura, tipica di una "classica" penna femminile.

On ‎06‎/‎05‎/‎2017 at 00:41, Lizz ha detto:

Amore,
sii felice, sii forte, sii come ho sempre sognato che fossi. La realtà non può essere poi così diversa dalle mie fantasie. Scommetto che ti si accende ancora una luce negli occhi quando ricevi lettere anonime, come è successo quell'unico giorno di San Valentino che ho avuto il coraggio di inviarti un biglietto.

Sì, amore, questa lettera è anonima.
Perché i sogni devono rimanere sogni: puri, incorrotti

bel pensiero, anche se...  Amore è una parola davvero grossa, forse un po' troppo per una relazione platonica e pressoché unilaterale. Sono sincera: avessi ricevuto una lettera del genere avrei ridacchiato e poi pensato di aver a che fare con uno stalker e cose varie.

 

Lo stile mi piace, qualche sbavatura c'è ma secondo me ci deve essere. Per una questione di logica.

La signora sta scrivendo una lettera "con mani tremanti" e di getto, giusto?

Quindi la signora non si fa una brutta copia e poi riscrive.

E allora perché la forma dovrebbe essere del tutto impeccabile, sarebbe artificiosa. Se ci sono delle ripetizioni... ben venga.

 

On ‎06‎/‎05‎/‎2017 at 00:41, Lizz ha detto:

se nel tuo cuore ti tormenta l'idea di non aver mai combinato niente di buono, ti porgo la mia mano d'inchiostro.
Per farti sapere che c'è qualcuno che non ha mai smesso di pensarti dai tempi dell'infanzia. Qualcuno che, con la forza del pensiero, ha cercato di costruirti uno scudo attorno, per tutto questo tempo, perché nulla di brutto ti accadesse

 

Pensa l'ego di questo come si pompa. Tutta questa soddisfazione, agli uomini, vogliamo dare? Mah.

Sai mi sarebbe piaciuta una lettera inversa: lui che scrive e lei che non se lo fila.

Così, un po' più di femminismo in più.

Scherzo, apprezzo molto l'idea di fondo e non trovo particolari difetti.

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@Lizz

Bellissimo, anche se a tratti un po' ripetitivo, ma non è che puoi fare tutto tutto perfetto, no?

Considerato che l'unico romanzo epistolare che ho letto è "Relazioni pericolose" se ti scrivo una risposta aspettati qualcosa di scabroso e porno soft. 

 

Confesso di non aver letto tutti i commenti sopra, qual'è il titolo del romanzo che ti ha ispirato il racconto?

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@Lizz: Per provarci, ci ho provato. Se proprio ti andrà, potrai leggere ciò che ne è venuto fuori tra i racconti lunghi.

Quanto al giudizio sul risultato finale, invoco la clemenza della corte.

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On ‎09‎/‎05‎/‎2017 at 22:00, Anglares ha detto:

@Lizz

Nel secondo modo, addirittura c'è chi dice che andrebbe pronunciato in russo, in quanto lei sceglie questo nome perché in russo è l'inizio della parola speranza. Quindi con la "j" che diventa quasi una "z".

Mammamia, che memoria... Non me lo ricordavo assolutamente :facepalm: 

Grazie per la spiegazione!

 

On ‎10‎/‎05‎/‎2017 at 10:15, Letiziadilorenzo ha detto:

E' quasi la domanda di tutti, tranne la mia: nella vita ho sempre avuto TROPPO coraggio. E quindi mi pongo la domanda contraria: se ne avessi avuto di meno sarei molto più tranquilla, ora.

Ecco, dopo questo esordio, mi toccherà tormentarti per leggere una lettera scritta da una persona con troppo coraggio :pedosguardo:

On ‎10‎/‎05‎/‎2017 at 10:15, Letiziadilorenzo ha detto:

Lo stile mi piace, qualche sbavatura c'è ma secondo me ci deve essere. Per una questione di logica.

La signora sta scrivendo una lettera "con mani tremanti" e di getto, giusto?

Quella era l'idea, sì :) Adesso devo solo capire se tenere tutte le ripetizioni, o magari toglierne una su tre!

 

On ‎10‎/‎05‎/‎2017 at 10:15, Letiziadilorenzo ha detto:

Pensa l'ego di questo come si pompa. Tutta questa soddisfazione, agli uomini, vogliamo dare? Mah.

Sai mi sarebbe piaciuta una lettera inversa: lui che scrive e lei che non se lo fila.

E' un'idea anche quella: mai dire mai, qualcuno potrebbe scriverla :D 

L'idea in realtà era di fare una lettera unisex: ho cercato di non mostrare mai chiaramente che l'autrice della lettera era una donna, stando attenta ai possessivi e i vari accordi per tenerli neutri... Però, effettivamente, il modo di scrivere è abbastanza femminile :\

 

On ‎11‎/‎05‎/‎2017 at 16:10, Thea ha detto:

anche se a tratti un po' ripetitivo, ma non è che puoi fare tutto tutto perfetto, no?

:mazza: 

On ‎11‎/‎05‎/‎2017 at 16:10, Thea ha detto:

Considerato che l'unico romanzo epistolare che ho letto è "Relazioni pericolose" se ti scrivo una risposta aspettati qualcosa di scabroso e porno soft. 

xD Perché no! Cimentati con qualcosa di nuovo, che tutti si lamentano sempre che la sezione VM18 è deserta!

On ‎11‎/‎05‎/‎2017 at 16:10, Thea ha detto:

Confesso di non aver letto tutti i commenti sopra, qual'è il titolo del romanzo che ti ha ispirato il racconto?

Non so se posso dirlo, per la questione dello spam e tutto... Lo metto sotto spoiler:

 

Spoiler

Il club delle lettere segrete, di Angeles Donate

 

 

@Eudes Finalmente hai trovato chi commentare :D ? Corro a leggere!

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On 6/5/2017 at 00:41, Lizz ha detto:

Mani tremanti inserirono la lettera tra le pagine del libro. Chi l’aveva scritta non sapeva bene se a riceverla sarebbe stato un uomo o una donna, vecchio o giovane. Sperava solo che chiunque la trovasse si convincesse di esserne il legittimo destinatario; che si sentisse importante, amato. Che venisse incoraggiato a cercare attorno a sé uno sguardo interessato, a fare quel primo passo che nella vita, a volte, è davvero l’unica cosa che serve per raggiungere la felicità.

Ci sono rimasto malissimo quando, alla fine, si scopre che era tutto un "fake" per far sentire importante qualcuno; in ogni caso mi chiedo se il personaggio credesse davvero che illudendo una persona facesse del bene. In ogni caso mi hai dato qualche idea per scrivere.

Comunque non c'è molto da dire neanche a livello grammaticale dato che non ho notato la presenza di errori.

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