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ijeecha

Creature fantastiche nostrane

9 risposte in questa discussione

Buongiorno WD.

Questa mattina mi si è accesa la lampadina per un progetto che mi piacerebbe iniziare a sviluppare. Per farlo, però, avrei bisogno anche del vostro aiuto… Avete due minuti da perdere per me? :3

Ho già spulciato nel web, ma le informazioni sono molto scarne e prive di sentimento.

Che cosa sapete dirmi delle creature fantastiche “nate” nella vostra città/regione?

Per farvi un esempio, mia nonna raccomandava alle figlie di stare attente alla “ècio rampìno” (abito nel bresciano), una sorta di grande insetto dall’aspetto orrendo che abitava i pozzi e i fossi.

Se ne avete voglia, ditemi un po’ cosa vi raccontavano da bambini le vostre nonne, o i vostri genitori (e, possibilmente, anche la regione d’appartenenza).

Ve ne sarei davvero grata. :sss:

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Ciao, 

leggendo il tuo quesito mi sono incuriosita alla questione.

Purtroppo non ho nessun anedoto da illustrarti.

Ho provato su Google a inserire la seguente ricerca: Leggende italiane.

Quello che ne é risultato, sono un pò di pagine web interessanti.

Purtroppo sono negata a inserire link e altro scusami.

 

Alcuni tra i risultati erano i seguenti:

1) italianportland.com

2) snapitaly.it

3) schule.suedtirol.it

 

Spero nel mio piccolo di esser riuscita a darti un'aiuto.

Buona fortuna

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Inviato (modificato)

Mi sembra una discussione interessante e anche io mi sono messo a cercare informazioni.

Sono di Ancona e ho trovato leggende del posto che coinvolgono creature magiche che conosciamo tutti (sirene, demoni, giganti):

 

Spoiler

Buco del diavolo

Cita

anche detto Buco della Paura, è un inquietante cammino sotterraneo nei pressi di Camerano. Una tradizione ricollegabile ai miti pagani, narra che, percorrendolo interamente, si arriverebbe in una grande stanza con al centro un altare, su cui si troverebbe una chioccia d'oro attorniata da dodici pulcini: ma lo sventurato non potrà mai tornare indietro se non scoprirà il vero nome del Demonio e non lo scriverà sulla roccia con il proprio sangue. 

 

Le due sorelle (FOTO)

Cita

Le Due Sorelle: molte sono le leggende che orbitano attorno a questi due scogli. La più singolare è senza dubbio quella di una Sirena, che attirava con il suo canto seducente i marinai all'interno della grotta degli Schiavi, dove i poveretti venivano imprigionati. Alleato della perfica Sirena era un Demone marino, che per le sue malefatte venne trasformato in pietra e diviso in due: le due Sorelle. 

 

Grotta degli schiavi (FOTO)

Cita

crollata negli anni '30, la bella grotta sopravvive nel ricordo e nelle leggende legate ai pirati. Questi pare fossero soliti utilizzare tale grotta come "deposito" di schiavi, i lamenti dei quali potevano essere uditi da grande distanza; tra di essi, un

giorno giunse una bella principessa veneta, che triste per la lunga permanenza si sciolse con il suo stesso pianto, andando a formare una sorgente di acqua purissima che ancora oggi si getta nel mar Mediterraneo. 

 

Massignano

Cita

Massignano, secondo una leggenda, sarebbe la località più anticamente abitata fra quelle di tutto il circondario. L’attuale borgo sarebbe stato fondato in epoche remotissime da una mitica stirpe di giganti.

“Massignan l’han funnatu i gran giganti
omeni ch’spauriva a tutti quanti”

Questi giganti avrebbero costruito cinque fortezze, una per ogni colle e cioè: Monte Leone, Larciano, Monte Colombo, Gradina grande, Gradina Piccola.
Queste fortezze sarebbero state collegate fra loro da grotte e cunicoli, e fra esse ruolo di preminenza l’avrebbe svolto proprio quella che sorgeva sul Monte Leone, ossia l’attuale Massignano. 

Questo ancor prima del Diluvio Universale. 
Ma i terrificanti giganti, che dall’alto delle loro cinque fortezze dominavano le campagne che si stendevano attorno, furono sconfitti e perirono, non si sa bene come. Dei cinque castelli, o fortezze, ne restò una sola: quella di Monte Leone, detta più tardi Massignano. Coloro che l’abitavano praticavano per lo più il mestiere di cavatori di pietra: estraevano i grandi massi dalle viscere del Monte Conero, li legavano con grosse corde (i cosiddetti “canapi”) li trascinavano a valle dove li attendevano i carri.

 

 

 

 

 

In più, su Wikipedia, ho trovato una pagina dedicata al Mazzamurello, che è in realtà un banale folletto, niente di nuovo.

 

Modificato da Kuno
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Inviato (modificato)

Nella mia infanzia, vissuta nel nord della Puglia, mi raccontavano di una creatura affine al Mazzamurello, ma con qualche piccola differenza.

Innanzitutto lo chiamavano lo scazzamuriell (o) . Sarebbe un folletto, facilmente scambiambile per un bambino di sei o sette anni. Innocuo, ma un po' burlone e si diverte a comparire - e spaventare - soprattutto le persone facilmente impressionabili. Quelli che han paura persino della propria ombra. Spesso, ma non necessariamente, fanciulle in fiore. Quindi questa specie di folletto si lascia vedere da un unico membro della famiglia, il più pauroso, esortandolo ad acchiapparlo. Ma una persona paurosa piuttosto che cercare di acchiapparlo, si spaventa grida, fa accorrere gli altri membri della famiglia. Lo scazzamuriello non sarebbe invisibile agli altri, ma è troppo furbo e veloce per farsi scovare da chi non vuole farsi vedere. Lo scazzamuriello agisce solo in casa, o al limite in giardino, insomma nei posti in cui uno si sente più "al riparo", quindi la propria dimora o meglio ancora la propria camera da letto.

In genere i parenti accorsi...si incazzano col timoroso/a per esserselo fatto sfuggire. Sì, perché se lo acchiappi, come ti esorta a fare, può farti diventare ricco, esaudire un desidero, oppure portarti alla pentola d'oro nascosta alla fine dell'arcobaleno.

 

A me la raccontavano così. Ma ho notato che su wikipedia ci sono altre versioni di questa creatura, qui

 

Una mia conoscente ha fatto la tesi sul folclore sardo, magari controllo se ha scritto qualcosa che può interessarti.

Modificato da Eudes
3

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Grazie mille @Saraharley, più tardi andrò a vedere i link che mi hai consigliato. :) 

 

@Kuno, grazie anche a te! Vedrò di approfondire le leggende di cui hai scritto. Gentilissimo!

 

Grazie infinite, @Eudes, è proprio il tipo di informazione che cercavo. :) Davvero interessante.

 

Vi ringrazio tutti quanti per avermi dedicato del tempo. :sss:

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Da siciliano mi vengono in mente solo li patruneddra, 'u lupu pinaru e 'a magara.

Sono creature più che leggende articolate.

Li patruneddra sono spiriti legati alla casa, in genere si dice appartengano ai proprietari precedenti. Tradizione vuole che quando si va a vivere in una vecchia casa si lasci un'offerta a li patruneddra, solitamente biscotti e caffè o qualcosa di simile. Il giorno dopo si toglie l'offerta senza star troppo lì a controllare se sia stata o meno consumata.

'U lupu pinaru è il classico lupo mannaro con due importanti varianti: non può salire le scale (non chiedermi il perché) e può essere curato con un'incisione a forma di croce sulla fronte per far uscire 'u sangu tintu/malatu (il sangue cattivo/malato).

 

'A magara è il nome siciliano per la strega, intesa come donna che pratica la magia. Qui la cosa caratteristica può essere la forte connotazione religiosa che ha la magia, nel senso che c'è questa strana commistione fra religione e magia, due cose che dovrebbero essere teoricamente in opposizione.

Lo so, non sono creature particolarmente interessanti. Vivo in una zona noiosa, purtroppo. :D 

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Grazie mille, @GiD!

Mi hai dato ottimi spunti.

E qui mi hai fatto davvero morire dal ridere! Mi sono immaginata la scena... xD

On 8/5/2017 at 22:22, GiD ha detto:

'U lupu pinaru è il classico lupo mannaro con due importanti varianti: non può salire le scale

 

Grazie mille anche a te, @nanoFatato!

Vado a darci un'occhiata non appena ho un attimo di tempo.

 

Siete stati tutti gentilissimi, scusatemi per aver risposto con così tanto ritardo :facepalm:

 

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A Napoli abbiamo:

'a janara - una strega beneventana, che di nottte usciva di casa e cavalcava fino al mattino (a volte la giumenta moriva per lo sforzo), il segno del suo passaggio sarebbero state le treccine fatte alla criniera della giumenta. La sua azione malefica era combattibile mettendo un sacco di sale davanti alla porta, la janara attirata dal sale avrebbe passato tutta la notte a contarne i grani e al mattino sarebbe dovuta scappare. 

il munaciello - uno spiritello a volte benevolo altre dispettoso con la figura di un ragazzino deforme, che entrava di notte in casa e poteva lasciare soldi, rompere gli oggetti o palpeggiare le belle donne, ma la cosa non si doveva dire in nessuno dei tre casi, a meno di non voler essere colpiti da sfortuna!

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