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Pseudonimo

La sinossi

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Roland Barthes, certo, non riuscivo a tirarlo fuori... L'autore si "ammazza" nel senso che diventa  anch'egli un lettore del suo libro. Ergo può farne la sinossi!  "adatta" è un refuso: adatto lui, l'autore, a riassumere la sua opera.

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11 ore fa, Ljuset dice:

Ma vogliamo continuare a discutere sul sesso degli angeli?

Credo che il sesso degli angeli (ammesso che non siano ermafroditi) nulla c'entri con la mercantilizzazione spinta, esacerbata dell'arte (ché il ricavo è altra cosa; Bompiani, ad esempio, che sapeva fare il suo mestiere, col ricavo della sua attività editoriale s'era comprato una bellissima villa a Lerici, e immagino anche altro). Ora, per dire in generale, io non demonizzo la sinossi, perché per un certo tipo di romanzo, che si basa essenzialmente su una "idea forte", capisco che il sunto o la spiegazione di questa idea forte favorisca la scelta dell'editore se pubblicare il romanzo o meno. Ma poi l'editore, se vuole essere un editore serio, cioè un editore tout court, deve andare a leggersi il romanzo. Perché la sinossi non è il romanzo. Non ha tempo per leggerlo tutto? Bene, che legga l'incipit o qualche pagina scelta a caso, almeno, per farsi un giudizio su come è scritto (perché anche l'idea forte può essere scritta coi piedi), e in quel caso l'autore deve essere uno sfigato coi controfiocchi se del suo romanzo all'editore capita di leggere unicamente le pagine più loffie (ipotesi peraltro astratta, perché in pratica non si danno romanzi così schizofrenici). L'editore non ha soldi da spendere per delegare ad altri (lettori competenti, e qui sorvolo sulla questione che si potrebbe aprire) la lettura dei manoscritti che gli arrivano? Be', in questo caso sarebbe meglio che questo presunto editore si andasse a cercare un altro lavoro, perché, come si dice, non si fanno le nozze coi fichi secchi. Insomma, quello che io critico è la religio della sinossi, che vedo venire abbracciata per troppa condiscendenza. E nemmeno rimpiango i tempi in cui da Einaudi i lettori li facevano, regolarmente retribuiti, Pavese, Calvino o Fortini. Ma è legittimo, mi pare, paragonare quei tempi, diversi da oggi, non c'è dubbio, con l'attuale situazione in cui al posto dei Pavese ecc. sembra esserci il nulla. O solo il lettore di sinossi, che boccia il manoscritto perché la sinossi non lo convince. Un'ultima considerazione: in molti post leggo una difesa incondizionata della sinossi che fa le veci del romanzo, mentre in altre discussioni sulle case editrici vedo che gli autori si rallegrano quando scoprono, nella mail di risposta della casa editrice, anche se negativa, che il loro manoscritto è stato realmente letto e sulla sua lettura (e non della sinossi) è stato formulato il giudizio. 

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7 ore fa, sefora dice:

L'autore si "ammazza" nel senso che diventa  anch'egli un lettore del suo libro. Ergo può farne la sinossi!  "adatta" è un refuso: adatto lui, l'autore, a riassumere la sua opera.

Pensa se Dante avesse fatto la sinossi della Divina Commedia. Sette secoli di critica sulla sua opera sarebbero stati inutili. Appunto il fatto che un autore parlando d'un suo libro non sia più autorevole d'un altro, poniamo d'un critico che ne dà conto, ci dice che un autore non ha l'ultima parola né detiene il significato pieno dell'opera che ha scritto, e su questa "mancanza" è nata la critica letteraria. La scrittura è anche attività inconscia, inconsapevole della pluralità di sensi che l'opera trasmette al lettore. Solo la lettura dell'opera può dar conto dell'opera stessa (e sempre parzialmente, altrimenti non si spiegherebbe perché nella Divina Commedia la critica continui a trovare significati inediti), non certo la sinossi.

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Aiuto! Tutte le case editrici che vorrei contattare chiedono 'sta maledetta sinossi. So molto bene di cosa si tratta ma, riassumere trecento pagine di un romanzo che mi è costato mesi di notti insonni, in un misero sunto di una o al massimo due cartelle, mi risulta un ostacolo davvero insormontabile. C'è qualcuno che mi può suggerire come risolvere il problema? Disperatamente ringrazio. 

Penna in bocca.

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@Il Trome

come ho già fatto ormai innumerevoli volte nel corso degli anni, ti unisco alla discussione "madre" sulla sinossi...

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Adoro questa discussione... peccato essere arrivato un po’ tardi poiché la leggo per la prima volta e non posso pertanto ribattere, come invece vorrei, agli interventi, poiché sono di mesi o anni precedenti. Replico quindi solo all’ultimo contributo.

Credo, @Il Trome, che sia pure con altre intenzioni, tu sia andato dritto al cuore della faccenda. Secondo me, infatti, la perplessità che hai espresso coglie molto bene le ragioni dell’imbarazzo che ci procura la richiesta di fornire un qualsiasi riassunto del nostro lavoro. Di fronte a cose come questa viene da domandarsi se si è mai vista la “sinossi” di un quadro o se per pubblicizzare un film se ne faccia forse circolare una versione ridotta, recitata magari da altri attori. Se un’opera si sviluppa nel tempo, in genere se ne fanno degli estratti e si presentano quelli, se invece si sviluppa in estensione, al massimo se ne fanno circolare delle fotografie, che è come far circolare una stampa a caratteri piccolissimi di un romanzo. Solo allo scrittore si chiede di produrre il “riassunto” della propria opera. È una cavolata. Proprio per questo non solo se ne può, ma se ne deve uscire.

Poiché non conosco il tuo lavoro, non ho idea di come entrare nel merito, credo però di poter dire quello che farei al tuo posto.

In una situazione del genere, piuttosto che rispondere nel modo in cui si aspetta il mio interlocutore, cioè con una inutile sinossi di due pagine, raccoglierei degli estratti e li farei precedere da qualcosa che li racconti, qualcosa cioè che racconti l’intento dell’opera: cosa credo che voglia esprimere, in cosa credo si distingua da altre opere simili, perché, ad esempio, i personaggi fanno certe scelte e non altre, cosa vogliono dalla vita, perfino, e così via. All’editore, probabilmente, non interessa sapere se l’opera sia bella o brutta in assoluto, quanto piuttosto se è concretamente commercializzabile. Gli estratti servono a far capire se la scrittura è accurata, la premessa a capire se l’autore sa cosa sta facendo, per il resto… che si legga il romanzo!

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2 ore fa, Il Trome dice:

qualcuno che mi può suggerire come risolvere il problema? Disperatamente ringrazio

T:I:N:A:, direbbero gli inglesi. Cioè: non ci sono alternative. I lettori di case editrici vogliono la sinossi, gli agenti letterari vogliono la sinossi, tutti prescrivono la sinossi, come una medicina. La ragione mi pare semplice: fa risparmiare loro, almeno in prima battuta, la lettura del testo. E visto che il tempo è denaro, risparmiano anche quello. Questa è la ragione "nobile" della sinossi. E visto che un autore emergente non ha forza di contrattazione con le CE, obtorto collo si deve rassegnare. Non penso proprio che un Gadda, o un Calvino, facessero la sinossi dei loro testi. Ma a uno sconosciuto XY gli tocca farla. Naturalmente, è più facile fare la sinossi di un giallo, di un fantasy, di un horror che di un romanzo di narrativa generale, ma anche qui coi limiti che indicavo nel mio precedente commento.

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9 ore fa, Il Trome dice:

Aiuto! Tutte le case editrici che vorrei contattare chiedono 'sta maledetta sinossi. So molto bene di cosa si tratta ma, riassumere trecento pagine di un romanzo che mi è costato mesi di notti insonni, in un misero sunto di una o al massimo due cartelle, mi risulta un ostacolo davvero insormontabile. C'è qualcuno che mi può suggerire come risolvere il problema? Disperatamente ringrazio. 

Penna in bocca.

L'unica soluzione è che la devi fare. ;) A noi scrittori viene richiesta, che ci piaccia o no dobbiamo imparare anche questo. Dopo aver scritto un romanzo di trecento pagine, non possiamo temere di scrivere una paginetta riassuntiva per spiegare la nostra opera.

Immagina ti venga chiesto da qualcuno: di cosa parla il tuo romanzo? Non puoi rispondere "Non te lo posso spiegare in due o tre parole, mi servono 8-10 giorni..."

Pertanto... prepara questo riassunto, può essere necessario rifarlo anche dieci volte fino a quando non ne sarai convinto del tutto. Cerca di andare al nocciolo della questione, non ti perdere in inutili dettagli, migliorala continuamente. Basta solo esercitarsi. E, cosa importante, non lasciare suspense. Devi rivelare tutto, al limite specifichi che una data situazione prevede un effetto sorpresa. Del resto... chi può conoscere l'opera meglio di te che l'hai scritta?

Molte volte, purtroppo, il modo di presentarsi e una sinossi efficace sono più decisive del romanzo stesso.  

Scrivere un romanzo è la parte più facile. Dobbiamo imparare a scrivere la sinossi, stendere una lettera di presentazione che sappia incuriosire, saper contrattare, avere dimestichezza nel calcolo delle percentuali di vendita, saper autopromuoverci, organizzare una serata di presentazione, studiare il regime fiscale al quale siamo assoggettati, fare ricerche su internet, migliorare la nostra presenza, studiare, studiare, studiare...

Se non siamo in grado di fare tutto questo... non possiamo pensare di essere scrittori.

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Ho dei dubbi sullo schema della sinossi che, perdonatemi se sono già stati posti, ma mi è impossibile leggere la discussione dall'inizio alla fine, sono arrivata troppo tardi. Quindi permettetemi di chiedere e non mi linciate.

On 6/4/2010 at 11:48, Pseudonimo ha detto:

1) Elemento “esotico” del romanzo

2) Trama sintetica ma particolareggiata della storia

3) Descrizione dei personaggi

4) Tecnica adottata

5) Suggerimento di qualche titolo

 

1) L'elemento esotico deve essere per forza qualcosa di fisico, esistente, o anche un qualcosa di astratto come un'emozione, uno scenario, una sensazione?

3) Si devono descrivere tutti i personaggi, oppure solamente quelli principali? O meglio, solo il protagonista?

 

Sto davvero impazzendo con questa sinossi...l'ho scritta una sola volta, ma mi sembrava amputata. Ora non riesco proprio a rifarla...non so proprio da dove cominciare.

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@Ellywriter Quel semplice schema è stato preceduto da un bel po' si spiegazioni, e preso da solo è un po' riduttivo. Inoltre riguarda la visione di un utente in particolare.

Comunque io interpreto l'elemento esotico come la particolarità del romanzo.

Il secondo punto è quello davvero essenziale e che deve essere meglio costruito; gli altri sono cornice; non è importante descrivere i personaggi (bisogna dargli giusto qualche pennellata all'intero della sinossi stessa) né suggerire titoli.

8 minuti fa, Ellywriter ha detto:

1) L'elemento esotico deve essere per forza qualcosa di fisico, esistente, o anche un qualcosa di astratto come un'emozione, uno scenario, una sensazione?

Quello che ti pare, basta che attiri l'attenzione e che sia funzionale alla sinossi.

8 minuti fa, Ellywriter ha detto:

3) Si devono descrivere tutti i personaggi, oppure solamente quelli principali? O meglio, solo il protagonista?

La sinossi per essere breve deve essere concisa. Qualche pennellata al protagonista e ai personaggi principali (se è necessario siano presenti in sinossi).

Stop!

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@Ellywriter ti sei rifatta a un messaggio di sette anni fa, forse sarebbe stato meglio partire a ritroso.

Amo gli schemi, ma per la sinossi non mi convincono.  Rassegnati: non scriverai mai una sola sinossi.  Per quante tu ne abbia pronte, è facile che ti troverai a doverne scrivere una nuova, o ad aggiustare una delle vecchie, ogniqualvolta qualcuno te ne chiederà una.

Il consiglio è attenersi sempre alle richieste.  A me capitò che un editore me ne chiedesse una in "non più di cinque righe" ed era un romanzo di un milione e centomila caratteri... Tagliare il più possibile quando te la chiedono "brevissima", scendere nei particolari se la vogliono "dettagliata".  Essere chiari e semplici, come se tu dovessi raccontare di cosa parla il tuo romanzo a un amico al bar, e non perdersi in dettagli inutili.  Uno dei personaggi che conta è insegnante? Bene, dillo e basta.  Raccontare che prima di entrare in scena ha fatto un anno di supplenza in un istituto tecnico in un paese a trenta chilometri da quello in cui si svolge l'azione, serve soltanto a farsi odiare. 

E soprattutto evitare errori di ogni tipo.

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@Niko L'ho letta la spiegazione dei vari punti, ma non ho trovato risposta a quelle domande. Poi, ho pensato che lo schema fosse stato utile un po' a tutti dato che era stato inserito nel primo messaggio della discussione, perciò volevo utilizzarlo.

 

@Marcello Come ho già detto sopra, dato che lo schema era sulla prima pagina della discussione, ho pensato rappresentasse un po' il riassunto di tutto ciò che era stato detto. Mi sembrava inutile leggere l'ultima pagina, non avrei capito nulla non avendo letto quelle precedenti.

Anch'io penso che gli schemi in questi casi non servano a molto, ma trovandomi in difficoltà, avevo pensato potesse servire.

 

Comunque grazie a entrambi per i consigli, vedrò di mettermi a lavoro e fare prima una ricerca delle case editrici, per adattare la sinossi alle esigenze di ognuna.

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