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Pseudonimo

La sinossi

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Aggiunta Staff (dal messaggio numero 180)

COME SCRIVERE UNA SINOSSI PERFETTA (e tutto il resto)

 

Scrivere una sinossi di presentazione del proprio romanzo è un’operazione che troppo spesso gli autori, per pigrizia o per “ignoranza”, dimenticano di fare. E così rinunciano a uno strumento importantissimo per presentarsi agli editori e per stimolarli a leggere la loro opera. Ecco come si scrive una sinossi in piena regola

 

Stendere la sinossi di un romanzo non è un lavoro semplice. Eppure si tratta di un elemento fondamentale per presentarsi agli editori, il mezzo che consente di fare la differenza tra il solito dattiloscritto lasciato a morire nella polvere e una concreta possibilità che l’editor di una casa editrice possa interessarsi al vostro progetto. Di che cosa si tratta, esattamente? La sinossi di un romanzo è la calibrata miscela di alcuni ingredienti che servono a mettere subito in chiaro il progetto del vostro libro e come lo avete strutturato. La lunghezza complessiva di una sinossi non deve superare le tre cartelle dattiloscritte, per non far passare subito la voglia al vostro interlocutore di affrontarne la lettura. Poche cartelle agili e ben scritte, invece, danno soddisfazione a chi, lavorando nelle case editrici, si trova generalmente ad avere a che fare con esordienti che spediscono dattiloscritti alti una spanna e pretendono di essere letti subito. La sinossi fa un’ottima impressione: dà idea di professionalità, di intelligenza e di rispetto per il lavoro altrui. Restare nelle tre cartelle dattiloscritte è il primo passo per spingere un editor ad affrontare la lettura del testo, ma non basta. La sinossi va accompagnata da una breve lettera di presentazione in cui si spiega chi è il mittente (che cosa si fa nella vita e che cosa si ha già pubblicato) e che si desidera porre all’attenzione della casa editrice il progetto del romanzo, prima di prendere in considerazione l’eventualità di spedire l’intero dattiloscritto, cosa che potrà avvenire solo se l’editore sarà interessato. Ecco un esempio di breve lettera di accompagnamento: Gentile dott. ……. mi chiamo Mario Rossi, sono nato a Milano e ho 32 anni. Laureato in Ingegneria elettronica, mi interesso da sempre di letteratura. Sino a oggi ho pubblicato alcuni articoli su riviste come ………. e …….., ho ottenuto lusinghieri risultati a diversi premi letterari e due miei racconti sono apparsi sulle pagine di ….. e ……. Di seguito a questa lettera troverà la sinossi del mio primo romanzo, su cui non mi dilungo ora, a cui mi auguro avrà il tempo di dare un’occhiata. Si tratta di un thriller medievale che ritengo interessante e ben costruito, ma ovviamente lascio a lei qualsiasi commento in merito. Se ritenesse interessante il mio progetto, me lo faccia sapere: le invierò all’istante i primi capitoli del romanzo o, se preferisce, l’intero dattiloscritto. Cordiali saluti, Mario Rossi Dopo la lettera, breve ma efficace nello spingere l’editor a dare un’occhiata alla sinossi, bisogna essere certi di potersi garantire la sua attenzione fino al termine delle tre cartelle di presentazione del romanzo. Ma vediamo nei particolari come dev’essere strutturata una sinossi. Per prima cosa occorre mettere in evidenza l’elemento esotico del libro, quel qualcosa che lo contraddistingue da quanto già esiste sul mercato e che può essere un punto di interesse e di attrazione per il lettore. Verificate se nel vostro romanzo c’è questo elemento, anche se si tratta di una semplice ambientazione o di una situazione collaterale alla vicenda principale. Come si vede, già questo primo passo offre la possibilità di verificare quanto il proprio libro sia davvero interessante. Se non esistono elementi di suggestione tali da poter parlare subito di un’idea, di un personaggio o di un’ambientazione affascinanti, capaci di catturare l’attenzione del lettore (e, nel caso specifico, dell’editor che deve affrontare la lettura della sinossi), allora bisogna rendersi conto che c’è qualcosa che non va. Non basta raccontare una storia e mettere insieme personaggi più o meno interessanti. Bisogna inserire almeno un elemento originale e, appunto, “esotico”, che caratterizzi la nostra storia. Facciamo un esempio concreto. Ne Il collezionista d’ossa di Jeffery Deaver, un thriller mozzafiato tradotto anche per il grande schermo, la storia potrebbe essere presentata così: un ex poliziotto in caccia di un serial killer a New York. Questo è esattamente quello che succede, è l’anima e la struttura portante del romanzo, ma che presa avrebbe su un editor che dev’essere invogliato a scegliere un libro tra altri mille? La solita storia del serial killer! Eppure, nel romanzo di Deaver gli elementi esotici non mancano. Il personaggio principale è sì un ex poliziotto, ma è anche un paralitico bloccato a letto, che riesce a muovere solo la testa e un dito. Attorno a lui ci sono apparecchiature elettroniche quasi fantascientifiche, che lo aiutano a sostenere le indagini senza muoversi da casa. Quest’uomo è più abile, astuto e pignolo di Sherlock Holmes, e limitandosi a studiare indizi apparentemente insignificanti riesce a incastrare l’assassino. Ma non è tutto. C’è un altro elemento importante: il serial killer è un esperto della New York di fine ‘800, e quando si muove per la città a caccia di vittime crede di essere ancora all’epoca del vapore, e incarna le imprese dei più famosi criminali di quel tempo. Sono questi gli elementi forti della storia di Jeffery Deaver, gli aspetti “esotici” su cui puntare per attirare subito l’interessere dell’editor che si apprestasse a leggere la sinossi del libro. Questo a prescindere dal fatto che poi la storia procede a modo suo, con sviluppi e colpi di scena che acquistano valenza indipendentemente dall’esotismo dei personaggi principali. Ecco quindi come potrebbe essere scritta una presentazione più efficace de Il collezionista d’ossa: Lyncoln Ryhme, ex polizotto inchiodato al letto da una grave paresi, sfrutta la sua abilità deduttiva per mettersi in caccia di un assassino che ripercorre le gesta dei grandi criminali dell’800, sullo sfondo di una New York inedita e suggestiva. Che dite, non vi sembra più accattivante? Eppure stiamo parlando della stessa storia. Tutto sta nel presentarla nel modo giusto. Arriviamo dunque al secondo punto importante di una sinossi. Dopo avere messo bene in luce gli aspetti “particolari” della nostra storia, dobbiamo raccontare quello che succede nel libro. Brevemente, nella maniera più sintetica ma efficace possibile, la storia dev’essere descritta in tutti i suoi aspetti, senza dimenticare nulla e, soprattutto, senza cadere nell’errore (tipico degli esordienti) di tenere in sospeso il finale pensando di stimolare la curiosità del nostro interlocutore. E’ uno sbaglio colossale! L’editore deve sapere come va a finire il romanzo, deve sapere che fine fanno i personaggi e se, dunque, la storia regge. L’editor non è il lettore, e la sinossi non è una quarta di copertina che deve stimolare all’acquisto. Per cui, nella sinossi tutto deve essere descritto e ben spiegato, mettendo in luce le proprie capacità di costruire una trama avvincente e ben congegnata (altra verifica valida anche per se stessi. Siamo sicuri che il nostro libro abbia tutti questi elementi? Che sia effettivamente avvincente, che la storia abbia abbastanza sussulti, colpi di scena e un meccanismo interno perfetto come quello di un orologio?). Il terzo elemento da mettere bene in evidenza in una sinossi sono i personaggi. Bisogna far capire all’editor che non si è trascurata questa parte fondamentale del romanzo. I personaggi sono essenziali, sono coloro in cui i lettori si immedesimano, e devono dunque avere un’anima e un corpo, essere il più possibile realistici e affascinanti, lontano da cliche e da stereotipi più o meno convenzionali. Quarto passaggio per stendere una sinossi professionale è descrivere brevemente quale tecnica narrativa si è utilizzata per scrivere il romanzo. Bisogna far capire se si è usata la prima persona singolare o la terza persona, quale punto di vista si è scelto, se la narrazione procede a flashback oppure è lineare, se ci sono inserimenti di articoli di giornale o disegni, schemi o fotografie che si reputano indispensabili per l’economia del romanzo. Infine, occorre avere abbastanza umiltà (e intelligenza), per capire che di solito gli editori tendono a scegliere loro i titoli da dare ai romanzi che pubblicano. Certo, però, accettano di buon grado i suggerimenti dell’autore, mentre se si cerca di imporre loro un titolo si irritano e si sentono ancora più stimolati a cercarne uno diverso. La vera sinossi professionale riporta, come ultima voce, una serie di possibili titoli (due o tre al massimo) che l’autore propone all’editore, affermando naturalmente che si tratta solo di suggerimenti. Per ricapitolare, dunque, ecco i punti in cui dev’essere strutturata una sinossi:

 

1) Elemento “esotico” del romanzo

2) Trama sintetica ma particolareggiata della storia

3) Descrizione dei personaggi

4) Tecnica adottata

5) Suggerimento di qualche titolo

 

Adesso che si avete approntato la vostra sinossi, siete in grado di provare a sondare l’interesse degli editori. Se il progetto piacerà, saranno loro stessi a mettersi in contatto con voi e a chiedervi la consegna del dattiloscritto completo, magari durante un cordiale colloquio che possa dare inizio a una fortunata collaborazione editoriale.

 

 

 

Messaggio originale dell'utente Pseudonimo:

Eh già, il mio attuale rapporto con la sinossi si può riassumere in poche parole: non riesco a scriverla!

Da una parte cerco di asciugare il più possibile la trama, eliminando dalla sinossi le side-stories per non appesantirla. Però, nel fitto intrico che ho in testa, tutti gli elementi mi sembrano indispensabili e quindi non riesco a sfrondare a dovere, e anzi mi ritrovo a parlare per più righe delle sole caratteristiche di un personaggio, o del suo background.
Poi, quando arrivo soddisfatto ad aver scritto qualche paragrafo, lo rileggo e mi sembra troppo asettico, sono certo di aver tralasciato qualcosa, oppure il testo mi pare troppo piatto! E allora cancella e riscrivi, ma il risultato è sempre lo stesso.
O ancora, c'è il problema del dover rimanere entro le due facciate massime (perchè una al massimo è inconcepibile!

E' un vero e proprio incubo!


Se non si fosse capito, sono alla disperata ricerca di consigli per buttar giù una sinossi perlomeno decente.

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Vorrei aiutarti ma non possoT_T

A me succede più il contrario e mi viene troppo breve. Mi dico che non mi devo dilungare...

E infatti scrivo troppo poco. Ma non so cosa aggiungere senza scrivere cose troppo superficiali..

Insomma, la sinossi è davvero un incubo.

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Ospite

Anche per me la sinossi è un incubo, non mi è mai riuscita...

Anzi, se qualcuno ha qualche dritta...

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sto pensando seriamente di farmela fare a pagamento

se non altro per vedere bene come dev'essere scritta.

anche perchè dopo 5 mesi dalla fine del libro non ricordo più una mazza

e piuttosto che rileggerlo ancora una volta lo butto via :P

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Ospite Lem Mac Lem

Io.Odio.Le.Sinossi.

Se avessi voluto scrivere la storia in dieci righe, avrei scritto dieci righe di storia, e che cavolo! T_____T

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Ospite

Vi riporto a grandi linee quello che ho imparato in un corso di redattore editoriale (vi copincollo tutto l'articolo per non fare spam :P):

Molto spesso può capitare che l’editore richieda allo scrittore che vuole sottoporgli un manoscritto di allegare una sinossi dell’opera.

Che cos’è esattamente una sinossi?

Altro non è che un riassunto che ha lo scopo di dare uno sguardo d’insieme sull’opera che si sta per leggere.

Solitamente ha una lunghezza che non supera le due pagine. È importante in questo essere il più possibile completi e sintetici.

Cosa inserire in una sinossi:

- L’ambientazione. La parte iniziale sarà dedicata a inquadrare l’ambientazione spazio-temporale in cui si svolge la storia

- La storia, la trama. Nella sinossi si deve raccontare ciò che avviene nel nostro romanzo, quindi l’inizio, lo svolgimento e la fine. Sì anche la fine, fate bene attenzione, non dovete aver paura di rovinare la sorpresa svelando il finale della storia, perché questo è un elemento molto importante per fare una valutazione delle potenzialità di un’opera

- Nelle ultime righe si può aggiungere qualche dettaglio riguardo lo stile di scrittura adottato e le scelte dell’autore

Cose da non fare quando si scrive una sinossi:

- Non raccontate la vostra vita o il perché vi è venuta l’idea di scrivere questo testo, non è rilevante

- Non limitatevi a un breve accenno della trama, la sinossi non è come la quarta di copertina, quindi non siate troppo vaghi ma raccontate tutti i punti salienti per filo e per segno

- Non inserite preghiere o altre frasi di cortesia per muovere a compassione l’editore

- Non inserite giudizi personali sulla storia, risulterebbe un po’ ridicolo dire all’editore quanto è bella la vostra opera, dovrà essere lui a valutarlo

- Non siate troppo prolissi, limitatevi allo stretto necessario e cercate di non superare le due pagine

Ricordate sempre che la sinossi è importante per mettere in luce i punti di forza di un romanzo ed è proprio da essa che si capisce se un’opera abbia o meno delle potenzialità, quindi non trascuratela!

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Mi consolo a non essere l'unica ad avere problemi con la sinossi: il tentativo di essere sintetica si scontra con la necessità di raccontare un libro senza tralasciare particolari a volte molto importanti. Ottimo lo schema riportato da Azoto Liquido, il problema è riuscire ad attenersi e far rimanere tutto in due paginette.

Laura

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Ho capito, oggi consulterò il mio Grimorio del Perfetto Scribacchino in cerca di una formula magica adatta. :idea:

Vi tengo aggiornati! :P

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Vi porgo una domandina...

Come trattare i flashback nella sinossi?

Diciamo che un mio personaggio, l'affabile sig.Rossi, ha avuto un passato tremendo fatto di insufficienze scolastiche e violente sgridate della madre, che lo hanno condotto ad un matrimonio infelice e all'odio per la moglie. Ora ha 90 anni.

Ovviamente la storia si sviluppa su un gran numero di pagine, e la vita del caro sig.Rossi (che non è il protagonista) viene mostrata attraverso almeno 7 brevi flashback disseminati lungo tutto il romanzo.

Come parlare allora della vita passata del sig.Rossi nella sinossi, premesso che questa è fondamentale per comprendere il suo agire nella storia e quindi non posso assolutamente tagliarla?

Raccontare il suo passato tutto in una volta quando lo nomino per la prima volta? Inserire ogni volta il flashback in corrispondenza di quando si presenta nel romanzo, quindi in modo funzionale volta per volta alla trama che vado dipanando?

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Ospite

Se la sinossi non viene un papppone di 4 pagine allora meglio inserire di volta in volta.

Se invece così rischi di farla troppo lunga e dispersiva, allora meglio raccontare il passato tutto insieme e poi dire che questo passato torna nel romanzo attraverso vari flashback

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La sinossi non è il riassunto completo del romanzo. Non dovete pensare a quelli che facevate a scuola, ma ispiratevi piuttosto agli articoli dei giornali. Evitate autocelebrazioni, frasi commuoventi (in questa storia ho messo l'anima) e usate preferibilmente la terza persona, cercando di non far coincidere il narratore del riassunto con il narratore del racconto, con l'autore stesso o peggio il protagonista.

Potete omettere molti particolari non fondamentali. Anche i flashback si dovrebbero omettere in teoria, se non sono proprio necessari. Al limite si possono citare, praticamente dire chiaramente che nel capitolo 9 il protagonista attraverso vari flashback scopre chi sono i suoi genitori.

Per essere chiari, mettiamo che io abbia scritto un libro sulla seconda guerra mondiale, ok?

Non racconterò la trama intera di per sè, né la storia della 2° guerra mondiale.

Mi soffermerò invece sul perché la mia storia dovrebbe essere pubblicabile, ovvero cosa la rende differente dalle altre 1000 storie su questa guerra. Ad esempio (assurdo) il protagonista è l'unico pilota omossessuale della pattuglia aerea.

Non dovete soffermarvi sullo stile o la forma, siate schematici e pratici.

Se la sinossi non catturerà l'interesse di chi la leggerà, il vostro romanzo potrebbe essere scartato senza nemmeno essere letto, visto che dopo di lui ci sarà una coda chilometrica.

Pensate di essere un giornalista che recensisce un libro: mica si sofferma sul finale, i dettagli, tutti i personaggi, eccetera...

Erroneamente si può pensare che più elementi si mettono più si avranno possibilità di "passare" il primo scoglio. Sbagliato! Allo stesso tempo una sinossi scheletrica sarà prova di scarso interesse o abilità dello scrittore. Quella ideale e più amata in una redazione è quella lunga una pagina, una pagina e mezzo.

Un buon modo per realizzarla è questo:

1 Fatevi uno schema con tutti i capitoli.

2 Fate il riassunto per ognuno di essi.

3 Rileggeteli e scegliete solo quelli che brillano di originalità. Non importa se la storia non sarà compresa interamente dalla lettura della sinossi! Chi leggerà non sarà interessato al fatto che il pilota muoia o vinca, gli interessa che sia unico nel suo genere. La storia la leggerà con calma se la sinossi lo avrà convinto.

4 Mettete tutto assieme.

5 Unite i vari riassunti che avete scelto con frasi semplici ed esplicative. Ovvero sottolineate con distacco un passaggio significativo.

Per esempio nel capitolo 7 si parla del pilota che sceglie di dichiararsi prima di partire per la missione. Non è importante che riportiate le parole esatte dando prova di un linguaggio forbito, ma spiegate brevemente come questo atto sveli la psicologia forte e combattuta del protagonista.

Fate conto di non essere voi gli autori.

6 Aggiungete rapide e chiare note personali: a chi è indirizzato il racconto, se è parte di una saga, a cosa vi siete ispirati (se ne si avverte l'influenza leggendo), insomma ciò che non rientra direttamente nella storia ma la contorna.

Se avete altri dubbi chiedetemi pure ^^

Ps.

Bellissimo l'avatar di Adam!

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Grazie Noa per le indicazioni dettagliate! :(

Se ho capito bene deve essere come se a scriverla è qualcuno che ha letto il nostro 'capolavoro' e cerca di spiegarne i punti di forza in un riassunto degli eventi salienti usando però un tono distaccato e professionale...

P.S. non ci riuscirò mai! :cry:

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io cerco di scrivere le sinossi applicando la regola giornalistica del: Chi? Cosa? Come? Dove? Quando? Perchè?

se la sinossi risponde a tutti questi interrogativi in modo succinto ma chiaro, è già a buon punto.

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Io ho la fortuna di avere un marito che mi fa da editor... e la sinossi (o anche l'eventuale scheda) me la fa lui.

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Il problema è che ho da poco (incredibile!) terminato al mia sinossi, ma è troppo lunga! Anche dopo averla snellita, il risultato è di ben 3 pagine (Word A4, Times New Roman 12, Interlinea 1).

Continuo come un imbecille a rifiutarmi di cancellare elementi perché mi sembrano tutti fondamentali per capire lo sviluppo... non so cosa togliere! :P

@Noa: già, sono in periodo di overdose da Three Days Grace!

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l'ho fatta fare a pagamento, e mi sono tolto il pensiero.

almeno essendo la prima volta ora so come funziona.

cmq me l'hanno redatta in quattro pagine :|

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Ospite

@Pseudonimo

@Thedog

Tre pagine mi sembrano già tante, figuriamoci quattro...

La sinossi del mio primo romanzo era mezza pagina scarsa, quella del secondo poco più di una pagina, perché, a causa della complessità della trama, era molto dettagliata.

Onestamente credo che un editore si rompa le palle a leggersi 3 pagine di sinossi, perché rischia di perdersi un po' il filo della trama.

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Ospite Nox A.M. Ruit

4 pagine non vuol dire niente. 4 pagine in corpo 12 interlinea 1.5 con mega margini, rientri, spazi, ecc. sono cosa ben diversa da ecc.ecc.

La sinossi è un'arte a sé, come il trailer nel mondo del cinema. Sarebbe inconcepibile che un regista girasse il suo trailer.

Tutto dipende dal tipo e dalle dimensioni del romanzo, secondo me. Suppongo che scrivere la sinossi per un romanzo mainstream da 200 pagine con 2 personaggi principali richieda meno spazio di una per un romanzo fantasy corale con subcreazione di 600 pagine.

Io al momento sono riuscito a comprimere la mia (fantasy storico mitologico da 1 300 000 caratteri) in 2 pagine (ma in corpo 11, interlinea singola, margini 2cm) così suddivise:

- 1 riga di presentazione

- 24 righe per descrivere la subcreazione

- 18 righe per descrivere i personaggi

- 11 righe per l'antefatto della trama

- 41 righe per la trama

- 5 righe per le note sulla cifra stilistica del romanzo.

Vedremo alla prova dei fatti se va bene oppure no!

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@jack

non so che dirti, mi sono rivolto ad uno studio del settore proprio per avere un qualcosa di professionale.

cmq sembra un lavoro ben fatto.

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Ospite

Sicuramente è un lavoro ben fatto, ci mancherebbe... anche perché in 4 pagine sarebbe strano il contrario.

Per un romanzo come quello di Nox per es. la lunghezza della sua sinossi mi pare ideale

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La sinossi del mio primo romanzo era mezza pagina scarsa, quella del secondo poco più di una pagina, perché, a causa della complessità della trama, era molto dettagliata.

Onestamente credo che un editore si rompa le palle a leggersi 3 pagine di sinossi, perché rischia di perdersi un po' il filo della trama.

Come si fa a riassumere un romanzo in mezza pagina, o poco più di una? Tra l'altro, se non ricordo male da qualche tuo post letto in giro, avevi scritto un thriller, o sbaglio?

Probabilmente non ho proprio capito come si faccia una sinossi... Il lettore della sinossi che informazioni deve trarre dalla sinossi? A quanto pare, non lo svolgimento dettagliato della storia, ma neppure una trama stiracchiata e superficiale. Però al contempo devo dare uno straccio di identità ai personaggi perché non siano solo nomi sul foglio... E devo includere il finale... Ok, non riuscirò mai a scrivere una sinossi... Mi conviene pregare di beccare un lettore in giornata positiva e con tanta voglia di concedere una possibilità anche ad una sinossi prolissa! :cry:

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Ospite

Guarda, è più complicato scrivere una sinossi che il romanzo stesso. Questo perché molto dipende anche dalla persona che leggerà ciò che scrivi.

Nel mio caso ho voluto fare una scelta. Avrei potuto scrivere una trama dettagliata e spiegare dettagliatamente i personaggi.

Oppure avrei potuto dare un'idea della trama, un accenno ai personaggi, ma tutto scritto in modo che l'editore fosse costretto a dare una spulciata al manoscritto, e nel contempo si sentisse incuriosito e spinto nel farlo.

Ho pensato che una descrizione troppo dettagliata dei personaggi risultasse quasi noiosa, e una descrizione troppo completa della trama, potesse far ritenere all'editore di saperne abbastanza da non voler leggere il romanzo.

Per capirci, se penso che il mio punto di forza sta più nel mio modo di scrivere, nel mio stile, allora devo portare l'editore a leggere il manoscritto.

Se invece credo che la trama sia più importante, originale, avvincente, allora punterò più su quella.

L'editore è una preda, la sinossi serve ad attirarla, il manoscritto è l'esca.

Se però ritengo che la sinossi è un'esca migliore del manoscritto, allora userò quella, e così ho fatto col mio secondo romanzo, che, al contrario del primo, ha una sinossi molto dettagliata, divisa capitolo per capitolo, ma comunque di meno di due pagine.

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La trama di un libro non renderà mai veramente l'idea del libro. Pensate al libro che amate di più e pensate di raccontarlo a un amico, senza dire "wow è meraviglioso", ma solo raccontando la trama. In breve. Difficile, eh?

E' difficile, sì, ma io credo che questa sia la sinossi.

Io ho scritto la mia decidendo di usare la stessa impostazione del libro (come successione eventi) e uno stile simile. Non ho detto "Francesco ha 34 anni e vive con la figlia" etc ma "Francesco e Maria condividono da soli due stanze a Bologna. Lui, il padre, è solo perchè..." e così via.

La prima volta ho faticato ad arrivare a una pagina.

Alla fine è di una pagina e mezza. Molti episodi sono solo accennati, alcuni personaggi minori mancano. Ma non è un riassunto vero e proprio.

Bisogna tirare fuori la struttura del libro, il filo conduttore, e io ci ho messo anche uno stile simile al romanzo.

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Noa é stata fantastica con il suo post. :)

Il fatto é che anche renderlo "allettante" é difficile. In teoria una sinossi é in primis la trama lineare striminzita, senza commenti personali ma al massimo stilistici sul testo. No?

Comunque la sinossi é l'orrore.

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D'accordo, completata una sinossi lunga poco più di tre quarti di pagina. Però mi pare piatta, lineare e poco appetibile rispetto all'altra... :P

Se inserissi una sorta di postilla del genere nella lettera di presentazione, allegandole entrambe?

Alla presente allego una sinossi breve ed una sinossi esplicativa, per meglio poter incontrare le preferenze della Vostra casa editrice.

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Alla presente allego una sinossi breve ed una sinossi esplicativa, per meglio poter incontrare le preferenze della Vostra casa editrice.

Io eviterei di dire 'e una esplicativa' senno l'altra sembra non esplicativa.

A'è il rischio che non la leggano comunque, però puoi provare. Magari scrivere "allego una sinossi di tot battute e una di tot" così che scelgano loro.

comunque, leggeranno la più breve ^_^ Per questo ti consiglio di esserne il più possibile convinto.

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Ospite
D'accordo, completata una sinossi lunga poco più di tre quarti di pagina. Però mi pare piatta, lineare e poco appetibile rispetto all'altra... ^_^

Se inserissi una sorta di postilla del genere nella lettera di presentazione, allegandole entrambe?

Alla presente allego una sinossi breve ed una sinossi esplicativa, per meglio poter incontrare le preferenze della Vostra casa editrice.

Io ho fatto una cosa del genere...

Per l'esattezza:

Premessa: Il romanzo narra la storia di Carlo Maddalone, dei suoi sogni, delle sue speranze, di come tutte queste cose si sono realizzate e poi sono state spazzate via da un tragico destino, e di come il destino stesso busserà alla sua porta, offrendogli il modo di riscattarsi.

Struttura dell'opera: La vita del protagonista viene raccontata in tre precisi periodi temporali. L'anno non viene mai menzionato, ma siamo all'incirca nell'88 quando il protagonista aveva 19 anni, nel '98, e ai giorni nostri. I tre periodi si alternano senza uno schema fisso, svelando un po' per volta, il tragico passato e l'ignoto futuro di Carlo.

Trama principale: Il romanzo si apre ai giorni nostri. Carlo, invecchiato precocemente, trascina la sua vita, fra alcool e psicofarmaci, in uno sperduto paese di montagna, etc...

(mezza pagina circa...)

Sinossi: (la sinossi è circa una pagina e mezza)

Io ho fatto così proprio a causa dell'estrema complessità dell'intreccio della trama

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D'accordo, completata una sinossi lunga poco più di tre quarti di pagina.

Per l'esattezza:

Premessa: Il romanzo narra la storia di Carlo Maddalone, dei suoi sogni, delle sue speranze, di come tutte queste cose si sono realizzate e poi sono state spazzate via da un tragico destino, e di come il destino stesso busserà alla sua porta, offrendogli il modo di riscattarsi.

Struttura dell'opera: La vita del protagonista viene raccontata in tre precisi periodi temporali. L'anno non viene mai menzionato, ma siamo all'incirca nell'88 quando il protagonista aveva 19 anni, nel '98, e ai giorni nostri. I tre periodi si alternano senza uno schema fisso, svelando un po' per volta, il tragico passato e l'ignoto futuro di Carlo.

Trama principale: Il romanzo si apre ai giorni nostri. Carlo, invecchiato precocemente, trascina la sua vita, fra alcool e psicofarmaci, in uno sperduto paese di montagna, etc...

(mezza pagina circa...)

Sinossi: (la sinossi è circa una pagina e mezza)

Io ho fatto così proprio a causa dell'estrema complessità dell'intreccio della trama

No, aspetta, qua mi sfugge qualcosa.

Intendi che ne hai allegata una breve (comprensiva di Premessa, Struttura e Trama) pari a circa mezza pagina ed una lunga (Sinossi) di circa una pagina e mezza, oppure lo schema che hai riportato è lo stesso che hai allegato in un unico documento?

Perché in questo secondo caso sarei curioso di sapere cosa hai scritto nello spazio sinossi, visto che già in precedenza hai parlato della trama e della vicenda sintetica del protagonista.

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