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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

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io non ho detto che non bisogna stroncare né criticare, perché sennò non si cresce. Però c'è secondo me chi sa farlo con stile e chi no. Altre persone hanno "stroncato" i miei racconti, eppure non mi sono mai arrabbiato con loro, anzi le ringrazio tutt'oggi per il loro aiuto.

io credo che nel momento in cui si sottopone un manoscritto all'attenzione di un editor, implicitamente se ne accetta a scatola chiusa il giudizio riconoscnedole sin da subito l'autorità. perchè perdere tempo con lui, altrimenti?

Ci sarà poi quello che somiglia più a Patch Adams e quello che somiglia di più al dott. House.

Non stiamo parlando di una recensione provocatoria e divertente nel suo cercare un'insolenza comica (Gamberetta) ma del parere di un professionista di dichiarata fama.

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Braveheart, il problema non è la stroncatura, ma il fatto che hai inviato il racconto per l'editing e te lo sei ritrovato pubblicato. La stroncatura è legittima, il pubblico ludibrio anche. Pubblicare senza il consenso dell'autore no. Gradirei che gli ulteriori interventi di tutti si concentrassero su questo aspetto.

Guarda, forse in effetti ciò che mi ha veramente inveperito è stato questo gesto...e credo di essere giustificato. Per il resto sono opinioni, alla fine sta a noi prendere ciò che è utile.

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Piena solidarietà a Braveheart!... Non capisco cosa c'entri una stroncatura con il trovarsi pubblicato senza saperlo e per giunta utilizzato come esempio negativo!... Lo trovo di pessimo gusto!... Potevano bocciarlo e basta!

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credo che la pubblicazione possa essere catalogata come ingiustificabile 'epic fail' della redazione. non credo ci fosse malanimo o superficialità. io mi immagino qualcosa di simile a uno scambio di file eccetera.

in ogni caso una cosa che non dovrebbe accadere.

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quasi sempre rimandiamo indietro senza leggere.

e così facciamo anche noi nei confronti dei vostri *PRODOTTI* editoriali e con quelli di tutti gli altri che si comportano così; voi non esaminate GRATUITAMENTE i testi tra cui potrebbero esservene di buoni e noi non compriamo i libri. Cosa dite? Potrebbero esservene di buoni? Eh, ma noi quasi sempre li rimettiamo nelle mani del libraio senza leggerli...

Forse hanno ragione loro, gli italiani a scrivere certi libri non sono proprio capaci. Boh. :oops:

Mi piacerebbe sapere secondo te come mai gli italiani non sono portati per un certo tipo di narrativa

;)

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non capisco perché prendersela.

semplifico: finché un editore paga le tasse e rispetta il ccnl dei suoi dipendenti, a me come cittadino - e come lettore onnivoro - la cosa sta bene.

se la sua politica è di non leggere manoscritti oppure di scartare quelli degli autori nati negli anni dispari senza neppure aprirli, sono affari suoi. deve rispondere alle leggi di mercato e al suo piano industriale, non a me.

sarebbe da tonti non leggere e comprare io suoi libri, se sono interessanti, solo perché esso non legge e non valuta manoscritti inediti, o li valuta secondo metodi che non condividiamo.

il fulcro del discorso è sempre quello: pubblicare non è una prescrizione medica.

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non capisco perché prendersela.

semplifico: finché un editore paga le tasse e rispetta il ccnl dei suoi dipendenti, a me come cittadino - e come lettore onnivoro - la cosa sta bene.

se la sua politica è di non leggere manoscritti oppure di scartare quelli degli autori nati negli anni dispari senza neppure aprirli, sono affari suoi. deve rispondere alle leggi di mercato e al suo piano industriale, non a me.

.

Giusto, ma se io da lettore posso non condividere tale atteggiamento e, di conseguenza, sono libero di non acquistare i suoi libri:)

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Link verificati. Al momento non vi sono cambiamenti che possano far rilevare un cambiamento nella politica editoriale.

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Io ho avuto solo un’esperienza con Franco Forte. È stato professionale e serio nelle risposte e mi ha fatto un ottimo editing.

Ci sono solo rimasto male per una cosa: leggendo il suo editing molte delle correzioni riguardavano parole attaccate le une alle altre (attenzione, il testo conteneva diversi altri difetti che Franco mi ha ottimamente rilevato). Allora, sono andato a riprendere il file che gli avevo mandato, perché mi son detto “cavoli, possibile che mi siano sfuggite tutte queste parole attaccate, come può essere capitato?”

Ho riguardato il file che avevo inviato e le parole non erano unite. Allora, ho scritto a Franco, ringraziandolo nuovamente e con la massima cordialità per il lavoro svolto e facendogli presente questa stranezza… da notare che era solo un consiglio di verifica per il futuro, senza alcun lamento, perché magari aveva qualche problema con il programma di stampa o altro.

A questa email non ho ricevuto neanche il minimo responso. Questo, in tutta franchezza, mi è un po’ dispiaciuto.

 

Detto questo, che ne pensate della politica attuale del ticket di 50 euro per i concorsi? Non sono un po’ troppi?

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50 euro per un concorso? certo che sono troppi. Possono fare quello che vogliono essendo imprenditori? Ovvio.

Ovvio anche che io li equiparo a editori a pagamento, nulla di più, nulla di meno.

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