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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Delos Books

68 risposte in questa discussione

No,

non viene considerata casa editrice a pagamento perché organizza concorsi a pagamento. Anche perché poi sono molte le iniziative della delos(con pubblicazione) che non richiedono nemmeno una tassa d'iscrizione(ad esempio c'era storie di maghi, draghi e guerrieri, 365 racconti erotici per un anno e tanto altro).

Sarà... ma io sono parecchi mesi ormai che spulcio il loro sito e non mi è capitato d'incontrare mai un solo concorso che non imponesse obblighi di tipo economico (tassa d'iscrizione, abbonamento obbligatorio alla loro rivista, acquisto di libri eccetera). Ultimamente, poi, sembra diventata una prassi quella della tassa d'iscrizione. Comunque, ripeto, quello che ho espresso è solo un dubbio e nulla più. Ribadisco il concetto però che se così fosse, non sarebbe propriamente giusto equiparare una casa editrice che fa comunque pagare l'invio di un manoscritto (come "prassi" e non occasionalmente) a quelle che non fanno pagare NULLA né prima né dopo.

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Te li ha elencati Maximod i concorsi che non prevedevano tasse :D senza contare che la tassa di un concorso non è editoria a pagamento.

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Te li ha elencati Maximod i concorsi che non prevedevano tasse :D senza contare che la tassa di un concorso non è editoria a pagamento.

Lo so. Io intendevo se diventa una "prassi"... in tal caso non è più un concorso (che è un evento, quindi qualcosa di occasionale).

Vabbè, vuol dire che aspetterò. Magari sono solo capitato nel periodo sbagliato... :cry:

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Te li ha elencati Maximod i concorsi che non prevedevano tasse :D senza contare che la tassa di un concorso non è editoria a pagamento.

Lo so. Io intendevo se diventa una "prassi"... in tal caso non è più un concorso (che è un evento, quindi qualcosa di occasionale).

Vabbè, vuol dire che aspetterò. Magari sono solo capitato nel periodo sbagliato... :cry:

Susu, per stavolta non ti mangio :ugeek:

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Susu, per stavolta non ti mangio :ugeek:

No? E perché? Mangiami tutto! :D

(attenta però. che di giorno sono un po' indigesto! :twisted: eh, eh...)

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Delos è stata spostata in Doppio binario in seguito alla modifica del criterio di inserimento in questa categoria:

Chiedono contributi per alcune opere

o una tassa di lettura, anche sotto

forma di concorsi o acquisto di libri.

Delos permette l'invio di manoscritti solo tramite concorsi con una tassa di iscrizione, e pertanto rientra in questa categoria.

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Delos è stata spostata in Doppio binario in seguito alla modifica del criterio di inserimento in questa categoria:
Chiedono contributi per alcune opere

o una tassa di lettura, anche sotto

forma di concorsi o acquisto di libri.

Delos permette l'invio di manoscritti solo tramite concorsi con una tassa di iscrizione, e pertanto rientra in questa categoria.

Quindi avevo ragione io??? :shock:

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Delos è stata spostata in Doppio binario in seguito alla modifica del criterio di inserimento in questa categoria:
Chiedono contributi per alcune opere

o una tassa di lettura, anche sotto

forma di concorsi o acquisto di libri.

Delos permette l'invio di manoscritti solo tramite concorsi con una tassa di iscrizione, e pertanto rientra in questa categoria.

Quindi avevo ragione io??? :shock:

No >_____>"

*si arrampica sugli specchi*

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Non entro nel merito della questione doppio binario^^

Delos è una casa editrice che personalmente stimo tantissimo, non solo perché è tra le poche a pubblicare narrativa di genere: hanno una vera politica di catalogo, curano le loro pubblicazioni e finora non ho mai letto un loro libro che non valesse la pena. Tra l'altro di autori italiani ne hanno pubblicati eccome (l'ultimo che ho letto è stato "Nessun uomo è mio fratello" della Farris, bellissimo).

Per quanto riguarda la questione dell'invio di manoscritti solo tramite concorso, al di là della quota di partecipazione (che rientra nella questione doppio binario, in cui - come ho già detto - non mi addentro), secondo me non è una limitazione necessariamente negativa. Loro evitano di essere sommersi da sillogi poetiche sul dramma degli acchiapponi notturni, mentre gli autori evitano invii che verrebbero comunque cestinati. In questo modo, valutano i nuovi testi compatibilmente con la reale possibilità di pubblicarli e si assicurano che rientrino nei generi richiesti.

Inoltre, sono stati loro a pubblicare per primi la saga dei Southern Vampires della Harris (quelli da cui hanno tratto True Blood) e quindi li amo alla follia.

Se dovessi esprimere una critica, sarebbe piuttosto: alcune copertine della Collana Odissea... :shock:

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Se dovessi esprimere una critica, sarebbe piuttosto: alcune copertine della Collana Odissea... :shock:

In effetti...

E' un'ottima casa editrice, con le antologie sta facendo molto bene. Si parla di 3000 mila copie vendute che potrebbero diventare 5000 per l'antologia 365 racconti erotici per una anno. E presto anche 365 racconti horror per anno, dove, tra l'altro, potrete trovare un mio racconto. icon_wink.gif

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Tu che giorno sarai? Io mi sono accaparrato Helloween...

Una cosa sulla Delos: con le sue riviste (Robot e Writers magazine) c'è la possibilità di pubblicare racconti, che peraltro vengono retribuiti. E mi risulta che avvengano selezioni editoriali free anche sul forum, dove è possibile inserire sinossi e proposte di vario tipo. Anche i romanzi pubblicati nella collana Storie di maghi, draghi e guerrieri sono stati selezionati al di fuori dei concorsi. I titoli pubblicati grazie alle selezioni dei concorsi (con tassa richiesta, certo, ma a fronte di tessera con sconti sul catalogo, scheda di valutazione accurata e una copia del romanzo vincitore) sono una minima percentuale del catalogo.

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Tu che giorno sarai? Io mi sono accaparrato Helloween...

Piccolo OT: fan dell'heavy metal o refuso?

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Tu che giorno sarai?

16 gennaio.

collana Storie di maghi, draghi e guerrieri ...

Peccato che è stata chiusa. Il fantasy va a fasi alterne, magari tra qualche anno...

Comunque, complimenti per la pubblicazione.

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Tu che giorno sarai? Io mi sono accaparrato Helloween...

Piccolo OT: fan dell'heavy metal o refuso?

entrambe le cose, e strettamente correlate icon_wink.gif

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Sì, è ufficiale: io detesto questa casa editrice, insieme a tutti i suoi "accoliti". Se qualcuno aspira a diventare uno scrittore, beh, tenetevi alla larga da Delos e, sopratutto, da Franco Forte: se disgraziatamente siete dei novellini e commettete quelle piccole ingenuità tipiche degli esordienti, verrete letteralmente sbranati.

Potrei cominciare dal "grande" servizio di editing offerto dal Sig. Forte, dove secondo lui è utile per "togliere i calcinazzi a un racconto e scovarne le potenzialità inespresse". Nulla di più lontano dal vero, perché se il vostro racconto non fosse pubblicabile, il tipo si limita semplicemnete a stroncarlo e dire che dovete buttarlo via. Il tutto ovviamente con una maniera brutale e assolutamente irrispettosa verso qualcuno che, seppur magari non avrà scritto un capolavoro, ha speso del tempo e sopratutto del DENARO per farsi editare il testo. Ovviamente non sono l'unico a essersi lamentato del modus operandi del sig. Forte,ma molte persone sono rimaste "scioccate" dai suoi metodi: addirittura una persona mi raccontò che un signore anziano inviò un racconto al tale che, senza troppe remore, glie lo fece a pezzi. L'anziano dopo quella triste esperienza, decise di smettere con la scrittura.

Ma non finisce qua, perché il tipo si è accanito con il sottoscritto in maniera paurosa: il primo racconto che gli inviai per editarlo è stato pubblicato su un numero della rivista, Writers Magazine, come esempio di cattiva scrittura: il sig. Forte ha piazzato in pieno pubblico tutte le sue annotazioni sul mio scritto, senza ovviamente che io fossi stato avveritito di tale operazione (mi è arrivato il numero a casa e, come l'ho aperto, ho trovato la sorpresina). Le scuse ricevute in seguito via mail dal sig. Forte non hanno comunque cancellato il misfatto.

Non parliamo poi della rivista: pagine dedicate a consigli di scrittura, affiancate però sempre dalle invettive e accuse contro gli esordienti, giudicati sempre presuntuosi, arroganti e con la pretesa di essere pubblicati sempre e comunque. Certo, sicuramente esisteranno persne così, ma per Delos questo "topos" è la scusa utilizzata per sbranare i poveri esordienti, che devono oltretutto fare pippa di fronte alla sapienza di Forte e di accoliti.

Insomma, se cercate un posto dove imparare a scrivere, lasciate perdere questi signori per cortesia, perché c'è gente pronta ad aiutarvi in modo piacevole, onesto e, sopratutto, gratuito.

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Non cancello la tua testimonianza perché vi sono dati che riguardano la sfera editoriale, ma in futuro attieniti strettamente a questa sfera: qui non si discute delle qualità e dei difetti delle persone che compongono il team della casa editrice. Pertanto ti invito a moderarti, nei tuoi prossimi interventi.

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Ok Ayame, ma io credo che la qualità di un'esperienza è determinata, appunto, dalle persone. E la mia purtroppo è stata molto negativa.

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Ok Ayame, ma io credo che la qualità di un'esperienza è determinata, appunto, dalle persone. E la mia purtroppo è stata molto negativa.

non posso che stigmatizzare l'episodio del racconto usato come esempio di cattiva scrittura senza autorizzazione.

per il resto invece dissento, e ritengo che FF faccia un ottimo lavoro, e che se una cosa fa schifo sia giusto dirlo anche senza preoccuparsi di indorare la pillola.

è la vita, è il mondo del lavoro, è la realtà.

può succedere nella scrittura come nello sport.

se si ambisce a scrivere in modo professionale, allora bisogna accettare il responso dei professionisti cui ci affidiamo per avere un'opinione.

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Una domanda: ma ti stai riferendo a un servizio di lettura o di editing? Perché effettivamente se una persona paga per un servizio di editing, deve ricevere il suddetto servizio di editing (o riavere i soldi). Se si tratta di un servizio di lettura, una scheda di valutazione negativa, che "fa a pezzi" il racconto può essere quello per cui si è pagato.

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da quanto si capisce, il racconto mal valutato è stato editato da soggetti terzi

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il primo racconto che gli inviai per editarlo è stato pubblicato su un numero della rivista, Writers Magazine, come esempio di cattiva scrittura: il sig. Forte ha piazzato in pieno pubblico tutte le sue annotazioni sul mio scritto, senza ovviamente che io fossi stato avveritito di tale operazione

sono in disaccordo al 99% con quello che scrivi (un autore negato VA fatto a pezzi e gli va proposta l'alternativa dell'agricoltura; la quasi totalità degli esordienti che tampinano le CE sono presuntuosi che nella migliore delle ipotesi hanno scritto una schifezza perché sono troppo pigri per far maturare il loro lavoro. non è bello sentirselo dire, ciò non toglie che sia vero), ma questa pratica di pubblicare a insaputa dell'autore non è contraria alla legge sul diritto d'autore?

potresti specificare se tu avevi inviato il testo per l'editing o per la pubblicazione su WMI?

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Non è che avevi firmato qualcosa, tipo l'informativa sulla privacy, per cui Delos era autorizzata a pubblicare eventualmente il racconto, qualora l'avesse ritenuto 'meritevole'?

Mi sembra strano, davvero strano, che abbiano pubblicato senza autorizzazione un racconto, quale fosse l'uso (e per un uso del genere, nessuno avrebbe dato l'autorizzazione).

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Ok Ayame, ma io credo che la qualità di un'esperienza è determinata, appunto, dalle persone. E la mia purtroppo è stata molto negativa.

non posso che stigmatizzare l'episodio del racconto usato come esempio di cattiva scrittura senza autorizzazione.

per il resto invece dissento, e ritengo che FF faccia un ottimo lavoro, e che se una cosa fa schifo sia giusto dirlo anche senza preoccuparsi di indorare la pillola.

è la vita, è il mondo del lavoro, è la realtà.

può succedere nella scrittura come nello sport.

se si ambisce a scrivere in modo professionale, allora bisogna accettare il responso dei professionisti cui ci affidiamo per avere un'opinione.

Quindi se tu sei davanti a un bambino che non sa risolvere un problema al lavagna, anziché faglielo capire con le buone gli sbatti la testa al muro (come faceva la suora dove andavo alle elementari). Spiacente, la differenza nelle persone si vede prorio in queste cose.

Cmq no, non ho firmato nulla, ho fatto il bonifico per ricevere l'editing. E ho ritrovato qualche tempo dopo la sorpresa.

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non posso che stigmatizzare l'episodio del racconto usato come esempio di cattiva scrittura senza autorizzazione.

per il resto invece dissento, e ritengo che FF faccia un ottimo lavoro, e che se una cosa fa schifo sia giusto dirlo anche senza preoccuparsi di indorare la pillola.

è la vita, è il mondo del lavoro, è la realtà.

può succedere nella scrittura come nello sport.

se si ambisce a scrivere in modo professionale, allora bisogna accettare il responso dei professionisti cui ci affidiamo per avere un'opinione.

Perfettamente d'accordo. Tutto ciò va spiegato (anche in modo spietato, volendo, ma mai offensivo nei riguardi della persona) all'autore, non al mondo intero e per giunta all'insaputa dell'interessato. Questa è una cosa molto grave, sia dal punto di vista etico che da quello strettamente giuridico. Se l'avessero fatto a me mi sarei incazzato come una bestia e starei già assillando il mio avvocato...

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Ciao Sylon,

infatti ho deciso proprio ora dis crivere all'interessato chiedendo la restituzione dei soldi spesi per l'editing...altrimenti sarà costretto ad agire per vie legali.

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Quindi se tu sei davanti a un bambino che non sa risolvere un problema al lavagna, anziché faglielo capire con le buone gli sbatti la testa al muro (come faceva la suora dove andavo alle elementari). Spiacente, la differenza nelle persone si vede prorio in queste cose.

La scrittura non è una prescrizione medica. Nè è obbligatoria per legge.

Nessuno è tenuto a insegnare niente.

A mio parere un vero scrittore dovrebbe apprezzare di più una stroncatura reale, sincera, pezzo per pezzo. Anche cruda se necessario.

E anzichè incazzarsi dovrebbe pensare a migliorare. Dovrebbe pensare a scrivere.

Io gliene sarei grato, al posto tuo.

IMHO.

Per quanto riguarda le questioni legali hai tutte le ragioni.

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io non ho detto che non bisogna stroncare né criticare, perché sennò non si cresce. Però c'è secondo me chi sa farlo con stile e chi no. Altre persone hanno "stroncato" i miei racconti, eppure non mi sono mai arrabbiato con loro, anzi le ringrazio tutt'oggi per il loro aiuto.

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Braveheart, il problema non è la stroncatura, ma il fatto che hai inviato il racconto per l'editing e te lo sei ritrovato pubblicato. La stroncatura è legittima, il pubblico ludibrio anche. Pubblicare senza il consenso dell'autore no. Gradirei che gli ulteriori interventi di tutti si concentrassero su questo aspetto.

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Ah beh, per quanto riguarda i contenuti non posso sindacare. Ovvio che se qualcuno ti recensisce qualcosa alla Gamberetta's way, il fastidio sia lampante.

Per quanto riguarda un mero discorso di correzione, anche totale, anche viscerale, non posso che dissentire.

Ciao, Dario.

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