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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Creativa edizioni

93 risposte in questa discussione

Un attimo, però. Non è che l'autore debba chiudersi in casa e aspettare la mano dal cielo, un autore esordiente se vuol vendere deve darsi da fare al pari della casa editrice.

Verissimo, anche se la casa Editrice dovrebbe avere gli strumenti e l'esperienza per provvedere alla promozione del libro, senza bisogno che intervenga un autore, che generalmente in questo campo è totalmente a digiuno dei meccanismi.

E' anche vero che vendere è nel suo interesse e quindi, se la sua presenza ed il suo impegno possono aiutare, è giusto che si attivi.

Il discorso dell'acquisto delle copie da parte dell'autore invece, non ha scusanti:

Mi sono occupato per anni di vendite ed esportazione. NON C'È PRODOTTO di qualsiasi tipo che sia soggetto a questa VESSAZIONE.

Da che mondo è mondo, che si vendano scarpe, abbigliamento, mobili o servizi, l'azienda che distribuisce, valuta il prodotto, poi compra (e per far ciò, se è valida utilizza compratori qualificati) e mette in vendita.

Nell'editoria, l'imprenditore ha in più l'enorme vantaggio di pagare il prodotto solo quando lo ha già venduto (in termini di percentuale, comunque molto bassa in proporzione al prezzo di vendita) e, ulteriore vantaggio ha il prodotto in esclusiva.

Da non sottovalutare che, se il prodotto non vende non ha da preoccuparsi di svenderlo perché non avendolo ancora pagato, non ha da recuperare l'investimento.

L'autore (diciamo così) si "attacca al tram", non riscuote e non può neppure rientrare in possesso del suo prodotto perché "appartiene" per un tempo x all'imprenditore.

Che questa sia una prassi assolutamente condannabile è talmente chiaro, che non si capisce come facciano certi editori a non ammetterlo. E questo non depone certamente a favore della loro "intelligenza commerciale".

Infatti, se l'editoria fosse commercialmente un po' più "intelligente" smetterebbe di piangere sul fatto che in Italia si legge poco e comincierebbe ad ammettere che finché si produrranno letture QUALITATIVAMENTE MEN CHE MEDIOCRI, si obbligherà la gente a leggere sempre meno.

Ergo, invece di pubblicare libri scadenti, solo perché l'autore si è accollato le spese, scoraggiando quelli che non avendo disponibilità economiche rinunciano (pur avendo magari maggiore qualità), dovrebbero curare bene la selezione dei testi, ed incoraggiare, con una buona distribuzione dei ricavi, quegli autori che meritano e che possono far GUADAGNARE LETTORI.

Il problema della scarsità di lettori in questo paese, è soprattutto colpa loro.

Ma se dare qualità, all'inizio è costoso e dà ritorni non sempre immediati, far pagare l'autore invece, riesce a dare utili addirittura SENZA VENDERE IL PRODOTTO e questo è più immediato, più sicuro e più facile.

MA ETICAMENTE SCORRETTO e nel "LONG RANGE" meno proficuo.

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perdonatemi, appurato che:

- Ayame ha letto documenti convincenti che proverebbero la buona fede di Creativa;

- Nayan ha ricevuto da Creativa una proposta vergognosa che pare la nota spese di una copisteria;

- Maximod ha postato un altro carteggio su Creativa in stile 'mercato delle pulci';

- L'editore insiste nella sua innocenza utilizzando argomentazioni ora condivisibili, più spesso immeritevoli di riscontro (magari aizzando contro il WD i suoi scrittori, che fino alle 12 di stanotte si sono lanciati all'arma bianca).

Premesso tutto questo, io azzardo: non sarà che Creativa molto semplicemente provi con tutti i suoi aspiranti autori a piazzare in prima battuta 60-100 copie, e di fronte ai rifiuti:

- per pochi eletti scelga la strada della pubblicazione gratuita;

- per la grande maggioranza dei niubbi scelga la strada della micragna.

Ove così fosse, la si potrebbe piazzare in lista a doppio binario e così sarebbero tutti contenti (loro di Creativa)!

Sempre che Creativa abbia la bontà di esibire delle prove certe.

La decisione è tutta di Linda&co, buona serata.

vito

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La mia frase "chiudersi in casa" era un modo estremo per far capire come la penso. Io ho il mio blog, il mio sito, mi pubblicizzo via web per quel che posso e nel mio piccolo, in futuro parteciperò a tutti gli eventi che un qualsiasi editore, che vorrà pubblicarmi, potrà organizzare... l'editore non io, ma scusatemi non andrò mai più a fare la venditrice porta a porta :? perché semplicemente non è il mio compito.

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Scusate, ma questa C.E. è segnalata ancora tra quelle free? E addirittura, in quelle divise per genere, tra quelle che pubblicano poesia senza contributo?

Allego un passo dalla mail che ho ricevuto dalla redazione:

« Per le poesie, e solo per le poesie, siamo costretti a chiedere all’autore se è interessato ad acquistare un cento copie ad un prezzo scontato del 30%, in modo che rivendendole in occasione di presentazioni ci sarebbe anche un guadagno. Qualora se ne desiderasse un numero maggiore possiamo aumentare lo sconto. »

Io la toglierei da quelle free e le metterei almeno tra quelle a doppio binario e COMUNQUE la toglierei dalla lista di quelle free per genere relative alla poesia.

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Proprio oggi ho ricevuto la loro scheda di valutazione, molto positiva e mi additano come "pubblicabile". Vi aggiornerò sugli eventi

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Ho ricevuto anch'io una proposta editoriale da Creativa per un mio romanzo.

Premessa: io sono sempre stato per il mercato libero e ritengo che se un soggetto economico (come lo è un editore) lavora in modo meritevole, il mercato lo premierà; diversamente, e ciò vale per qualunque tipo di impresa, se le condizioni che pone ai suoi interlocutori sono vessatorie, saranno loro stessi ad escluderlo e quindi non troverà spazio nel mercato, salvo un cambiamento di rotta. Non voglio esprimere giudizi: mi limito ad illustrare quanto mi è stato comunicato dall'editore, credo che ognuno qui dentro sia abbastanza intelligente per tirare le proprie conclusioni. Ripeto: il mercato è libero e ogni editore ha il diritto di porre le condizioni che vuole ai suoi autori, la nostra forza sta nel rifiutare contratti che riteniamo irragionevolmente svantaggiosi o addirittura oppressivi. Come libero è il mercato, altrettanto lo siamo noi di comunicare e stimolare la trasparenza, nella misura in cui ciò che riportiamo corrisponde al vero. (tutto ciò che segue è documentabile)

Il mio rapporto con Creativa comincia con la spedizione di un mio romanzo edito e di un manoscritto inedito con i quali ho partecipato alla V° edizione del concorso Creativa. Totale costo per partecipazione: 50 euro più costo spedizione.

Vengo successivamente contattato telefonicamente per essere informato del fatto che il concorso si è concluso. Ringrazio e mi dico entusiasta di ricevere ed esaminare la proposta editoriale che mi avrebbero inviato.

Questo è quanto mi è stato proposto:

• l'autore cede per 5 anni i diritti di stampa dell'opera.

• il prezzo di copertina è fissato a 23 euro (le pagine sono più di 600.)

• l'editore stamperà una prima edizione di massimo 1000 (mille) esemplari. (non è specificato il numero delle copie.)

• all'autore spetta il 10% del prezzo di copertina (al netto dell'IVA.)

• l'autore si impegna a versare 100 euro a parziale copertura delle spese grafiche, di impaginazione e di spedizione.

• per quanto riguarda l'acquisto di copie da parte mia, mi è stato comunicato: "Purtroppo non ci è possibile regalare copie all’autore, tuttavia potrà acquistare le copie che desidera a prezzo agevolato il che gli consentirà di venderle in occasione di incontri o di presentazioni e quindi trarne anche un guadagno (o anche regalarle). Fino a 60 copie a prezzo intero, da 60 a 90 al 20% di sconto, da 90 a 150 al 30% di sconto, da 150 in poi al 40%. Le copie le può pagare in due rate, una alla stipula l’altra alla recezione." ad una email seguente in cui chiedevo lumi, mi hanno spiegato che "non imponiamo un numero ma, di solito, l’autore acquista un numero per sé."

• Quello che sinceramente ho trovato piuttosto strano è questa clausola: i diritti d'autore vengono versati solo a partire dalla copia venduta numero 501 (cinquecentouno): sotto questa soglia di venduto, nessun diritto spetta all'autore.

Vorrei chiedere in proposito il vostro parere. Io non voglio esprimere giudizi, ma per quanto mi riguarda, ho dedicato troppo tempo e fatica (non entro nei dettagli, ma i miei romanzi richiedono una ricerca molto accurata) perchè io possa accettare un contratto del genere. Credo che non potrei mai perdonarmelo, dopo l'impegno e le ore di sonno perso che ho dedicato al mio libro. Voi che ne dite?

(Oltretutto se non so nemmeno quante copie vengono stampate, come faccio a sapere se ne hanno vendute 200, 800, 10 o 1000?)

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Il mio umile parere è di lasciar perdere! Sei obbligato a comprare copie (e nemmeno poche: 100), hai un diritto d'autore più basso rispetto ad altre EAP (specifico, per le free piccole solitamente la percentuale è quella, se non più bassa), riceverai un compenso a partire dalla copia n.501! Te ne stampano 1000 e devi venderne almeno la metà per cominciare a prendere il 10%? Capirai che sei in perdita, senza fare troppi conti pubblicati?

E poi, per quali vantaggi? Distribuzione nelle librerie? Recensioni o segnalazioni su grossi quotidiani? Presentazioni? Cavoli, non ti regalano nemmeno una copia! Cos'è, uno sgravo troppo grosso per loro? E tu autore allora che dovresti obiettare?

Come vedi, ci sono troppi punti di domanda! Punta sulle case editrici non a pagamento!

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non ho compreso se ti tratti di un romanzo molto lungo o di un testo tecnico.

Nel secondo caso sarà dura spuntare condizioni migliori, salvo tuoi contatti col mondo dell'università e della ricerca.

Se si tratta di un romanzo o comunque di narrativa ti consiglio di buttare via il contratto e di cercare altro. Oltretutto il prezzo di copertina é veramente troppo alto!

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La mia esperienza è stata disastrosa. Non ho mai recensito una casa editrice nonostante abbia avuto rapporti con decine di cattivi editori, ma qui tocchiamo il limite: ho inviato un mio romanzo qualche mese fa, dopo un mesetto comincio a ricevere telefonate anonime, a cui non rispondo perchè secondo me una persona che a prescindere non si rende rintracciabile non merita di essere ascoltata. le telefonate durano due giorni, alla fine la mia fidanzata risponde e un uomo le intima di passarmi l'interessato (me) perchè non lei non era la mia segretaria, e se non l'avesse fatto io avrei perso una grande opportunità editoriale. La mia fidanzata risponde che vorrebbe sapere con chi sta parlando, prima di passarmi, ma loro rispondono che deve farsi gli affari suoi e le attaccano il telefono in faccia. Torno a casa e trovo una mail di edizioni creativa in cui mi dicono che da un po' di tempo cercano di contattarmi al cellulare ma non rispondo, gli faccio presente che non ho intenzione di discorrere con persone che si nascondono dietro un numero sconosciuto e che avrei parlato con loro solo se avessi visto un numero e sentito delle scuse. Loro mi confermano di avermi chiamato da un privato, ma dicono di non avere personale scortese e che quindi posso aver ricevuto una telefonata da qualcun altro e non da loro, poi vogliono sapere perchè abbia risposto la mia fidanzata e non io.. con un ultimo sforzo di pacatezza rispondo che la mia fidanzata risponde al mio cellulare così come guida la mia auto e mangia i miei biscotti la mattina, la risposta è che hanno cestinato il mio romanzo e devo salutargli la mia "fidanzata che mangia i biscotti". io non rispondo alla provocazione e li prego di non farsi più sentire. questa è la mia esperienza, spero possa essere utile a tanti altri scrittori che si rapporteranno a questa casa editrice.

 

Da buon giurista so che questa conversazione potrebbe essere additata dagli interessati come tendenziosa o diffamatoria, pertanto affermo che le mie deduzioni sulla rispondenza del numero con l'identità della casa editrice succitata sono strettamente personali e possono anche discordare dalla realtà, quindi dichiaro di riportare esclusivamente un mio pensiero e non una rispondenza che ad oggi non posso provare pienamente. invito quindi tutti i lettori a formulare il proprio pensiero in maniera autonoma tralasciando le mie considerazioni personali.

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Mi riallaccio alla discussione. Nel frattempo, se altri hanno avuto riscontro da questa casa editrice mi interesserebbe saperlo. Due settimane fa ho ricevuto una mail con una proposta che non prevede contributo ma mi esortano a comprare qualche copia del mio testo (che hanno valutato positivamente e ne riportano anche un estratto per sottolinearmi la profondità con la quale mi sono espressa). Lo dico non certo per vantarmi ma per chiedervi un consiglio, ovviamente! Vincolo di 5 anni, si occupano loro di editing, grafica e impaginazione. L'acquisto copie non è imposto. L'accordo ha validità 15 giorni dalla data di emissione. Se può servire allego il contratto.

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Aggiungo che la mail con la proposta è stata preceduta da una telefonata (dal mio display compariva "numero privato") di un tizio di cui purtroppo non ricordo il nome ma che, dopo una bella chiacchierata sulla politica della casa editrice che non chiede contributo ma si aspetta tanto impegno dall'autore riguardo le presentazioni e la distribuzione, ha ammesso di non aver ancora letto il testo (ma l'ho chiesto io). Mi sono cadute le braccia. Secondo voi si può chiedere ad un autore se è interessato alla pubblicazione senza aver letto ciò che ha scritto?

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Riporto la mia situazione:

Ho pubblicato con Creativa, e tra un mesetto circa avrò finalmente in mano l'oggetto tanto agognato da ogni esordiente. Fin'ora la mia esperienza rimane positiva. Nel senso che sì, l'editore richiede un grande investimento di tempo nella promozione dell'opera da parte dell'autore, ed esorta all'acquisto di copie, ma non obbliga assolutamente quest'ultimo a nulla. Difatti io non ho ricevuto nessuna costrizione. Anzi colgo l'occasione per sottolineare le ottime tempistiche di editing e di conseguente pubblicazione.

 

Ricapitolando, come ho già detto l'esperienza iniziale è molto buona. Vi terrò aggiornati per quanto riguarda la promozione editoriale.

Buona vita.

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Ciao Real life, sei "tu", giusto?

Perché io sono "io", il tuo agente...

 

Ma non dirlo in giro, qui mi trovi come micro-editore EVE  :asd:

 

Sono contenta che ti trovi bene, aggiornami!

:flower:

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non ho capito: esorta ma non obbliga all'acquisto delle copie?

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Sì, come agente ho avuto a che fare con loro.

 

Diciamo che il contratto puoi firmarlo lo stesso, loro alla fine la tiratura minima la stampano.

 

In fase contrattuale, tuttavia, caldamente ti "esortano" ad acquistare libri: se lo fai è meglio.

 

Nessun obbligo, io una trattativa l'ho chiusa con 0 copie acquistate. Solo "suggerimento" molto caldo :)

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Buongiorno, io avrei tra le mani una loro proposta di pubblicazione, ma francamente mi pesa non poco il dover acquistare un certo numero di copie...

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Buongiorno, io ho appena ricevuto una proposta di contratto, e sono perplesso per  un paio di cose:

a)  Se non c'è un obbligo d'acquisto, perché mettono nel contratto il numero di copie che ti impegni ad acquistare? ( le prime 30 a prezzo pieno)

b) C'è un contributo alle spese di 100€ per le spese grafiche di altri 50€ per l'ebook?

c) i diritti d'autore (7% escluse le copie comprate dall'autore), saranno pagate con libri della casa editrice.

In cambio l'editrice si impegna a organizzare tre presentazioni del libro.

Sono molto perplesso. Che ne pensate?

 

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Ciao @pauelli , noto che è il tuo primo post. Solitamente è richiesto ai nuovi arrivati di presentarsi nella sezione Ingresso (qui) prima di postare, come da Regolamento (qui). Fai comunque in tempo a farlo ora. ;)

Per rispondere alla tua domanda, premettendo che non conosco il contenuto del contratto che ti è stato inviato, è espressamente dichiarato in qualche parte di esso che non vi è obbligo di acquisto? Perché la clausola che citi sembra contraddire questa affermazione. La CE è inserita tra quelle a doppio binario, per cui non è così improbabile che te lo chiedano.

I diritti d'autore al 7% sono una percentuale nella media delle royalties per un esordiente, ma è la prima volta che sento che vengono compensate in libri. :(

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dice così: 

10. Articolo dieci

L’editore si impegna a pagare all’autore il compenso lordo nella percentuale del 7%  sul prezzo di copertina (al netto dell’I.V.A.) sulle copie vendute, in qualunque tipo e formato. Per incentivare la diffusione dei  titoli dell’editore, i diritti d’autore maturati per le prime 200 copie saranno ripagati in libri della casa editrice... 

L’autore ha diritto ad acquistare le copie di cui avrà bisogno, secondo il  seguente listino :

 

·        Fino a 30 copie prezzo di copertina intero

·        da 31 a 60 copie sconto del 20%

·        Da 61 a 120 copie sconto del 30%

·        Da 121 copie in poi sconto  del 40%

 

L’autore, acquista ________copie  al prezzo  di ______ euro pagabili 50% alla stipula del contratto e 50% alla ricezione delle copie.

Sulle copie date gratuitamente e/o come saggio campione gratuito allo scopo di facilitare la diffusione dell’opera (critici, biblioteche, bookcrossing…) non sarà corrisposto all’autore nessun compenso,

Non c'è un obbligo. Ma allora perchè mettere il numero di copie in contratto?

Ho calcolato che, tutto compreso, le prime 120 copie costerebbero 11,25/ a copia . Se mi autopubblicassi, meno di 6.

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In effetti, la clausola sembra un po' controversa.

Partiamo dal tuo 7% come autore. Il prezzo di copertina è 11,25? Perché, in tal caso, le tue royalties sulle prime 200 copie sarebbero (se non mi confondo con i calcoli) poco più di 150 euro (lorde). Che non sono molte, ma neanche pochissime e ti verrebbero retribuite in un quantitativo di libri pari a quella cifra (cosa che alimenta un circuito di vera e propria vendita tra autori... condivisibile o meno che sia).

Il fatto che si dica che l'autore "ha diritto ad acquistare" delle copie per la promozione è anche normale. Oltre alle copie omaggio che spettano di diritto, di solito troppo poche per l'invio a recensori, critici, ecc..., è abbastanza probabile che ne serviranno altre (magari per fare dei regali agli amici).

Quello che non è chiaro, infatti, è la parte sottostante:

34 minuti fa, pauelli dice:

L’autore, acquista ________copie  al prezzo  di ______ euro pagabili 50% alla stipula del contratto e 50% alla ricezione delle copie.

 

C'è qualche altro punto in cui è espressamente dichiarato che non vi è obbligo di acquisto? Perché dire che l'autore ha diritto ad acquistare le copie al 50% non vuole dire espressamente che non è tenuto all'acquisto.

A meno che non si possa lasciare quello spazio totalmente vuoto. Forse è inserito proprio perché, bene o male, all'autore non bastano le copie omaggio (dalle 5 alle 10, molto spesso) e quasi sempre ne compra altre, quindi l'acquisto di queste diventa contestuale alla stipula del contratto, ma può essere facoltativo (e quindi lasciato in bianco).

È una formulazione un po' ambigua, che andrebbe chiarita meglio.

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Non è indicato da nessuna parte un obbligo all'acquisto. Sarò più preciso quando avrò parlato con l'editore. 

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Verificati i link. Attendiamo notizie ulteriori da @pauelli o altri utenti, per cui al momento lasciamo in Doppio Binario.

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Ritengo  questa casa editrice poco affidabile , il libro lo si  ripaga con l’acquisto delle copie,  perché un minimo di copie pur sempre lo comprerete, se non anche da regalare ad amici e parenti e le copie stampate su richiesta costano pochissimo ormai è tutto elettronico.  Si poi a chiacchiere vi diranno che ne hanno stampate 300 e noi poveri creduloni andremo sbandierando ai quattro venti di aver pubblicato un libro, che resterà a prendere polvere sulla scansia di una libreria virtuale. Poi fateci caso molte case editrici nate negli ultimi anni, vengono aperte da scrittori che non sono diventati nomi (questo è il caso), alla fine è un percorso obbligato ci si autopubblica con i soldi degli altri e si resta vicini al mondo della scrittura, perché prima o poi un buchino che ci permette di avere il nostro altarino personale si trova. Dopo alcune esperienze voglio lasciarvi il mio pensiero, quelle lettere che tanto ci fanno sognare, che sembrano aver scatenato stupore e compenetrazione in chi ha letto la bozza del nostro romanzo, sono solo prese per i fondelli.  Ci sono molti motivi che ci spingono a scrivere ma spesso chi scrive cerca se stesso e nel cercare se stessi è facile cadere nel circolo vizioso dell’edonismo/esibizionismo e chi pubblica libri questa debolezza sa usarla a suo vantaggio.
 Per una persona comune ricevere una lettera di un editore con tanto di carta intestata, che dopo aver  valutato la tua opera la ritiene idonea alla pubblicazione  fa un certo effetto. Alla fine le vere case editrici quando leggono che ti sei auto pubblicato, perché di questo si tratta se non ti cestinano subito poco ci manca, ci sono persone che ancora si autoincensano per pubblicazioni pagate e non hanno capito che c’è solo da vergognarsi, è pur vero che da una parte bisogna pur cominciare ma bisogna avere l’umiltà di capire quando dire basta e non sfornare un libro ogni anno.

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Ciao @giorgiobova , grazie per il tuo intervento. Quello che non mi è chiaro, però, è se il tuo sia un discorso generico sulle case editrici a pagamento o una tua testimonianza diretta su questa casa editrice specifica. In tal caso andrebbe benissimo, perché ci stai dicendo che la CE in questione ti ha chiesto di acquistare delle copie ed è una testimonianza in più. Potresti, eventualmente, essere un po' più specifico nel raccontare la tua esperienza? Nel primo caso, invece (discorso generico), vorrei segnalarti che esistono aree del forum specifiche per confrontarsi sull'operato delle CE e sulla loro politica nei confonti degli autori. Di certo lì potrai dare e ricevere idonei pareri in merito.

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Ho pubblicato con CE nel 2013 (*Editato dallo Staff*). Voglio dire che sono stati splendidi: chiarezza nelle richieste; cura nell'editing, ma anche rispetto delle mie scelte stilistiche ed anche estetiche sulla copertina; rispetto dei tempi di pubblicazione, consegna degli ordini veloci, a quanto mi è stato detto da conoscenti che avevano ordinato on line o in libreria. E, sottolineo, anche una bella edizione: piccola e semplice come piaceva a me (ben rilegata, che non si è rotta dopo poche letture!). Mi dispiace leggere quanto viene scritto da molti qui. 

Certo ha dei limiti e questo è il motivo per cui oggi sono entrata in questo sito.

Dovrei mandare loro firmato un contratto per un secondo libro e quello che mi preoccupa, e che ho sempre detto loro, è la troppa promozione che dovrei fare io e la poca da parte loro. 

Qualcuno ha scritto che neppure leggono il manoscritto pur accettandolo: è una calunnia! A me hanno fatto delle osservazioni che tra l'altro ho trovato giustissime pur rispondendo in tempi brevissimi.

L'acquisto dei libri non è assolutamente vincolante: oltre quello che c'è scritto sul contratto (l'autore ha diritto....) mi è stato detto esplicitamente a voce: potevo anche non prenderne nemmeno una. Certo, se l'autore/autrice non li compra da sé, il rischio è che le copie vendute saranno davvero poche perché il libro avrà poche probabilità di diffusione. E questo è il nodo dolente, ripeto. Ma questo loro lo chiedono esplicitamente: per questo affermo che sono stati e sono chiari.

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Stessa esperienza di NyaN, la mia... Dopo avere fatto le medesime obiezioni mi hanno risposto così:
"Ciao ***,

ho parlato con l'editore ma purtroppo non è più certo di non volere procedere con la pubblicazione in quanto, dopo la tua telefonata della scorsa settimana, non ti ha visto sufficientemente convinta e quindi ha pensato di rivolgere l'attenzione ad un'altra opera, mi ha chiesto quindi qualche altro giorno per rivalutare la situazione. Entro la fine di questa settimana ti darò una risposta."
Chiaramente la risposta è stata negativa. Il modo subdolo che hanno di mostrarsi inizialmente attenti, precisi e gentili, per poi risentirsi quando tu, leggendo il contratto, cerchi di comprendere meglio, illudendoti di poter raggiungere un accordo diverso, è indegno, perché ti fanno anche sentire in colpa. Ho passato delle settimane a chiedermi dove avevo sbagliato.
Sono una casa editrice EAP. Punto. É inutile che fingano il contrario. Che ipocrisia e quanta malignità a cattiveria. Preferisco mille volte quelli che si mostrano per quello che sono.

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