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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Creativa edizioni

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Ospite

Nome: Creativa edizioni

Genere valutati: poesia, narrativa e saggistica
Invio manoscritti: http://www.edizionicreativa.it/content/cms/body.php?id=39

Contatti: http://www.edizionicreativa.it/content/cms/body.php?id=41

Distribuzione: http://www.edizionicreativa.it/content/cms/body.php?id=23

Sito: http://www.edizionicreativa.it/content/cms/body.php

Facebook: https://it-it.facebook.com/ufficiostampa.edizionicreativa/
 

Dicembre 2016: dal loro sito

Certo è che un editore ha delle spese. Basti pensare al lavoro di tipografia e a tutti i costi di gestione che purtroppo sono inevitabili. Pensare di coprire i costi solo con la vendita, purtroppo è utopico.

Ciò non significa che sia giusto imporre all’autore l’acquisto di due/trecrento libri a prezzo intero convincendolo con fasulli elogi e vane promesse di improbabili successi.

 

Può essere richiesto e inserito in contratto l'acquisto di un numero prefissato di copie.

Modificato da ElleryQ

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Buonasera a tutti, mi sono appena iscritta proprio perchè vorrei riportare la mia esperienza con questa casa editrice ed evitare che altre persone perdano il loro tempo come ho fatto io.

Lo scorso anno avevo inviato ad Edizioni Creativa il mio manoscritto, l'approccio mi era sembrato buono, si erano presentati come una casa editrice che non chiedeva contributi per la pubblicazione ma un forte coinvolgimento dell'autore nella diffusione dell'opera, tramite l'organizzazione di presentazioni e simili, cosa che a me non pesava affatto. Così mi sono fatta mandare un accordo di pubblicazione, ma con mia somma sorpresa in quello che loro chiamavano "contratto" (un foglio word con un logo a colori, nessuna firma) oltre alla richiesta di acquisto da parte dell'autore di x copie, era ben sottolineata la clausola "l'editore si impegna a stampare un numero massimo di copie pari a x". Al che, ho iniziato ad avere qualche perplessità, mi sono chiesta... ma se chiedono a me di acquistare 100 copie (ma non era editore non a pagamento???) e loro si impegnano a pubblicarne un numero massimo x, chi mi assicura che non stamperanno solo le mie 100? Non sono molto esperta di contrattazione, ma da quando scrivo la prima cosa che mi è stata detta è di diffidare dai contratti che riportano la dicitura "numero massimo di copie" proprio per questo motivo.

Così dopo qualche scambio di email non proprio amichevole con la redazione, ho desistito e mi sono rivolta ad un altro editore.

Qualche settimana fa, quando ho ultimato il mio secondo romanzo, ci ho riprovato, per vedere se magari ero stata sfortunata io visto che avevo letto commenti positivi in altri forum su questo editore.

Stesso approccio, mi mandano la loro scheda di valutazione in cui scrivono che la mia opera è interessante, sottolineano che lo faranno leggere ad una seconda commissione che dovrà valutare se pubblicarlo o meno. Arriva il responso della commissione, l'opera sarà pubblicata, giudizio positivo da tutti, al che mi arriva un'email in cui mi si chiede quante copie voglio acquistare con relativi prezzi, premetto che mi sparano un prezzo di copertina di 15 euro per meno di 200 pagine. Rispondo che purtroppo le mie possibilità economiche non mi permettono di acquistarne un numero elevato, che ne voglio solo una ventina.

Beh, la loro risposta è stata "gli autori che non acquistano molte copie non fanno promozione, percio' il suo libro non ci interessa più".

Ora, se questo per voi è un editore non a pagamento forse sono io che ho un concetto sbagliato di editoria non a pagamento.

Naturalmente ho tutte le email a riguardo, che posso fornire a chiunque me le chieda.

Spero vi sia utile...

Ciao

Enrica

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Sicuramente, come già scritto sopra la sua posizione è da rivedere, ho letto anche altra roba in giro decisamente poco lusinghiera.

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ciao

la mia esperienza con Creativa è invece di senso opposto.

Ho inviato via e-mail un manoscritto (Gioco di voci, romanzo erotico) per la selezione editoriale della neonata collana Piccole Storie a

Maria Giovanna Luini, la curatrice, ed è stato scelto. Firmato il contratto, che non prevedeva assolutamente un acquisto copie da parte mie come conditio sine qua non per pubblicare, e lavorato un mesetto all'editing.

Sul contratto (era il primo che firmavo) non è specificata la tiratura, ma nel tempo io ne ho acquistate più o meno un centinaio di copie, in fasi diverse, e molte altre ne ho viste fisicamente stampate ed esposte a fiere ecc ecc.

A proposito di fiere dell'editoria, sono molto attivi e presenti, non solo come presenza nello stand ma anche come eventi e presentazioni organizzati (torino, pisa bookfestiva, napoli, roma ecc)

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Io non conosco la signora Luini, premetto che nelle note biografiche che ho inviato alla Creativa Edizioni, avevo espressamente scritto che non ero interessata ad una pubblicazione a pagamento, nemmeno sotto forma di acquisto copie.

Nonostante questo, dopo un approccio iniziale nel quale hanno sottolineato di non chiedere nulla all'autore se non di impegnarsi attivamente per la promozione del libro, mi hanno chiesto quante copie intendessi acquistare, per scriverne il numero nel contratto che mi avrebbero inviato. Il costo delle copie a me riservate variava in base al numero che ne avrei acquistato; per usufruire dello sconto del 20% avrei dovuto acquistarne alcune decine.

Rispondo che non posso prenderne più di 20, acconsentendo a pagarle a prezzo intero, ma il riscontro non è stato positivo; dalle informazioni che ho ricevuto attraverso la casa editrice ho saputo che nella loro idea, un autore che non vuole acquistare copie è perché evidentemente non ci crede nemmeno lui al suo testo, mentre loro avrebbero bisogno di autori che invece si diano da fare concretamente girando il Paese e impegnandosi nella promozione.

Ho chiesto spiegazioni, rispondendo che mi sembrava strano che una casa editrice con così tanta esperienza non capisse che una ragazza giovane non ha la possibilità di farsi carico di troppe spese, ma improvvisamente sono spariti, il mio testo non è stato mai pubblicato e io non ho avuto più alcuna notizia da loro.

Credo che cercare in maniera subdola di "colpevolizzare" l'autore accusandolo di non credere nella propria opera soltanto perchè non può permettersi di acquistarne 100 o più copie sia un comportamento veramente scorretto ed antipatico :) La mia opinione è che questi signori dovrebbero evitare di contattare autori che non ritengono validi e focalizzarsi solo su quelli che a loro giudizio meritano veramente, perchè in fin dei conti se al mio rifiuto di acquistare copie improvvisamente l'interesse per il mio romanzo è crollato, devo dedurre che non lo reputassero il best seller del secolo :)

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sì, sono d'accordo.

diciamo che conosco esperienze molto diverse con loro. ma molto, molto diverse.

per esempio:

a un caro amico, autore già pubblicato con editore non a pagamento, hanno rifiutato un manoscritto, ma fornendo dettagliata scheda di lettura con indicazioni, consigli eccetera...

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Ma in realtà la scheda di valutazione l'hanno mandata anche a me, li ho pure ringraziati perchè era palese che il mio testo fosse stato letto con molta attenzione, tanto piu' che in seguito alle loro osservazioni ho apportato delle modifiche e gli ho rimandato il romanzo... :? E' il "dopo" che non mi è piaciuto molto :)

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Buonasera a tutti, mi sono appena iscritta proprio perchè vorrei riportare la mia esperienza con questa casa editrice ed evitare che altre persone perdano il loro tempo come ho fatto io.

Lo scorso anno avevo inviato ad Edizioni Creativa il mio manoscritto, l'approccio mi era sembrato buono, si erano presentati come una casa editrice che non chiedeva contributi per la pubblicazione ma un forte coinvolgimento dell'autore nella diffusione dell'opera, tramite l'organizzazione di presentazioni e simili, cosa che a me non pesava affatto. Così mi sono fatta mandare un accordo di pubblicazione, ma con mia somma sorpresa in quello che loro chiamavano "contratto" (un foglio word con un logo a colori, nessuna firma) oltre alla richiesta di acquisto da parte dell'autore di x copie, era ben sottolineata la clausola "l'editore si impegna a stampare un numero massimo di copie pari a x". Al che, ho iniziato ad avere qualche perplessità, mi sono chiesta... ma se chiedono a me di acquistare 100 copie (ma non era editore non a pagamento???) e loro si impegnano a pubblicarne un numero massimo x, chi mi assicura che non stamperanno solo le mie 100? Non sono molto esperta di contrattazione, ma da quando scrivo la prima cosa che mi è stata detta è di diffidare dai contratti che riportano la dicitura "numero massimo di copie" proprio per questo motivo.

Così dopo qualche scambio di email non proprio amichevole con la redazione, ho desistito e mi sono rivolta ad un altro editore.

Qualche settimana fa, quando ho ultimato il mio secondo romanzo, ci ho riprovato, per vedere se magari ero stata sfortunata io visto che avevo letto commenti positivi in altri forum su questo editore.

Stesso approccio, mi mandano la loro scheda di valutazione in cui scrivono che la mia opera è interessante, sottolineano che lo faranno leggere ad una seconda commissione che dovrà valutare se pubblicarlo o meno. Arriva il responso della commissione, l'opera sarà pubblicata, giudizio positivo da tutti, al che mi arriva un'email in cui mi si chiede quante copie voglio acquistare con relativi prezzi, premetto che mi sparano un prezzo di copertina di 15 euro per meno di 200 pagine. Rispondo che purtroppo le mie possibilità economiche non mi permettono di acquistarne un numero elevato, che ne voglio solo una ventina.

Beh, la loro risposta è stata "gli autori che non acquistano molte copie non fanno promozione, percio' il suo libro non ci interessa più".

Ora, se questo per voi è un editore non a pagamento forse sono io che ho un concetto sbagliato di editoria non a pagamento.

Naturalmente ho tutte le email a riguardo, che posso fornire a chiunque me le chieda.

Spero vi sia utile...

Ciao

Enrica

Io ho avuto un'esperienza molto simile a quella di Enrica con questa casa editrice.

Anch'io ho conservato tutte le mail che ci siamo scambiati, per cui posso documentare che quando detto in questo post corrisponde a verità :mrgreen:

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io ebbi inizialmente solo contatti telefonici (ero in vacanza e vedendo numero sconosciuto pensavo fosse una cosa di lavoro, quindi non rispondevo. riuscirono a intercettarmi dopo un decina di giorni) e la 'lista sconti' per eventuali copie mi fu anticipata a voce e poi riportata su una mail. Io avevo specificato sin da subito che non ero certo di poter garantire acquisto, e che comunque non mi interessava se si fosse trattato di conditio sine qua non per la pubblicazione. ho scelto di comprarne mi par di ricordare una sessantina (in ogni caso una in più di quelle che serviva prendere per avere sconto) e in seguito parecchie altre, ma soltanto dopo aver ricevuto il contratto che già firmato dall'editore, e che ho dovuto rispedire firmato anche da me. non c'era nessun vincolo sul contratto in questione...

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Sono in trattativa con lo stesso editore. Ho parlato al televono con Ferrara, che ha confermato l'assoluta mancanza di "obolo" ma solo partecipazione attiva alla promozione del libro.

Boh, se avrò notizie, aggiornerò il topic.

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su u sito di case editrici dice che non richiede contributi.

Infatti sta cosa andrebbe approfondita. Forse nei primi tempi chiedeva fondi all'autore, ma oggi è possibile che abbia cambiato politica.

Sto aspettando di vedere il contratto e leggerlo bene, poi vi saprò dire.

ti auguro di avere esperienza positiva come la mia.

Grazie ;)

Attualmente il libro è al vaglio dei lettori scelti dall'editore per una valutazione quanto più obiettiva possibile.

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su u sito di case editrici dice che non richiede contributi.

Infatti sta cosa andrebbe approfondita. Forse nei primi tempi chiedeva fondi all'autore, ma oggi è possibile che abbia cambiato politica.

Sto aspettando di vedere il contratto e leggerlo bene, poi vi saprò dire.

ti auguro di avere esperienza positiva come la mia.

Grazie :D

Attualmente il libro è al vaglio dei lettori scelti dall'editore per una valutazione quanto più obiettiva possibile.

Nono, anche un paio di mesi fa, ho letto un'altra richiesta di prenotazione copie a piacere, che poi tale non era. Forse, semplicemente sono a doppio binario. :D

Tienici aggiornati.

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possibile.

io ho riportato mia esperienza: l'acquisto copie a piacere era previsto, ma era una voce che potevo compilare io nel contatto già sottoscritto e firmato dall'editore.

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Salve, scrivo per riportarvi la mia personale esperienza di questi giorni.

A novembre 2009 invio il mio manoscritto alla casa editrice. A gennaio 2010 ricevo una mail in cui mi si diceva che il mio libro aveva ricevuto una valutazione positiva (cosa rara scrivevano) e mi inviano pure una bella scheda di valutazione molto dettagliata con pregi e difetti. Inoltre mi avvertono che mi avrebbero contattato. Puntualmente una settimana dopo mi chiama il titolare (ferrara) e facciamo 2 chiacchiere. Alla domanda se avevo ricevuto altre proposte editoriali rispondo di si ma solo con la clausola di acquistare obligatoriamente un numero minimo di copie e sottolineo che io per principio non lo voglio fare. Dico cioè che sicuramente ne acquisterò per regali e presentazioni ma non voglio essere obbligato a farlo. Ferrara mi dice molto professionalmente che loro non richiedono all'autore nulla se non tanta buona volontà per promuovere il libro stesso. E lo sottolinea in maniera forte. Ed io sono ben contento di essere attivo: non aspetto altro che la pubblicazione del libro per iniziare a promuoverlo. Ci salutiamo e mi dice che dovrà fare leggere il mio manoscritto ad un altro collega e se pure lui darà esito positivo lo pubblicherà.

Attendo circa 3 settimane e mi arriva una mail affermativa. Il libro è pubblicabile. Esulto. Nella mail mi viene detto che però loro non regalano copie all'autore e che fino a 60 copie il costo mio di acquisto sarà quello pieno. Poi dalla 61 cominciano gli sconti. Mi chiedevano poi un piccolo curriculum da mettere in quarta di copertina e pure se avevo già pensato ad una immagine per la copertina.Io tutto contento rispondo adeguatamente e chiedo come funziona per le eventuali correzioni e editing. Inoltre chiedo se hanno già pensato al prezzo di copertina. Mi rispondono in maniera molto sintetica che il prezzo sarà di 14 euro e mi chiedono di indicare quante copie voglio del libro per inserirlo nel contratto che poi mi spediranno a casa. Perchè mi chiedo? un pò deluso faccio finta di nulla e dico che inizialmente me ne serviranno una trentina per regali a parenti e amici e poi quando inizierò a fare le presentazioni altrettante. Mi rispondono che è auspicabile indicare nel contratto almeno 60 copie che è poi il minimo richiesto e che al massimo avrei potuto pagarle in 2 soluzioni. Mi è caduto il mondo addosso perchè di questa casa editrice avevo sentito parlare bene. Fino a poco tempo fa si trovava nella lista tra quelle non a pagamento e sul sito lo scrivono pure. Io ancora non ho risposto a quest'ultima mail in attesa di avere più informazioni, ma leggendo questo forum mi sa proprio che non ci sia nulla da sperare. In ogni caso tutto quello che ho detto è documentabile dalle mail che ho ricevuto!

Se avete consigli scrivetemi. Grazie!!

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Brintax, devi presentarti nella sezione ingresso prima di postare nel forum.

La mia esperienza è stata identica alla tua ;)

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Io ci sono rimasto molto male perchè questa volta ci credevo davvero! Anche perchè se non sbaglio in una precedenta lista questa casa editrice si trovava tra quelle non a pagamento. Peccato. Quindi il tuo consiglio è quello di lasciare perdere?

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Ci sono rimasta male anche io. Soprattutto per l'arroganza e la presunzione con cui sono stata trattata quando ho chiaramente detto che non sarei stata disposta a comprare le copie che chiedevano.

Stando a quanto sostenuto da loro, gli autori che non intendono acquistare un numero di copie elevato sono autori che non intendono promuovere attivamente il proprio libro.

Nel mio concetto di editore, le copie destinate alla promozione non sono di certo a carico dell'autore.

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Leggendo gli ultimi interventi mi sembra chiaro che Creativa abbia del marcio...

Comunque, le trattative per il nostro libro proseguono. Finora, appunto, l'editore ha voluto solo assicurarsi che da parte degli autori ci sia partecipazione nella pubblicità.

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Comunque, le trattative per il nostro libro proseguono. Finora, appunto, l'editore ha voluto solo assicurarsi che da parte degli autori ci sia partecipazione nella pubblicità.

Di solito si manifestano quando stanno per mandarti il contratto, contattandoti per stabilire quante copie vuoi comprare per scriverlo, appunto, nel contratto.

Ma magari i testi che ritengono più meritevoli subiscono un altro trattamento.

Tienici aggiornati :)

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Salute a tutti,

desidero lasciare la mia testimonianza perché temo che qui si sia preso un grosso granchio!

Ho scritto in passato articoli feroci sull'editoria a pagamento; alcuni li potete leggere a questo link:

http://www.cartacantalab.com/focus-on/1 ... tima-parte

dove viene citato anche il lodevole impegno di writer's dream.

E' un peccato che il lavoro di un editore sano come Gianluca Ferrara e Edizioni Creativa venga infangato.

Fa male agli autori e alla piccola editoria.

Ho pubblicato con loro di recente e vi posso confermare con assoluta certezza che NON RICHIEDONO CONTRIBUTI.

L'autore coinvolto nel progetto editoriale può scegliere in assoluta libertà di acquistare quante copie vuole del suo libro. Maggiori le copie maggiore lo sconto praticato (si va dal 20 al 60% sul prezzo di copertina).

Va da sé - ed è scritto nero su bianco sul loro sito - che l'autore viene invitato a promuoversi per quanto possibile coi suoi mezzi. Chiunque conosca i meccanismi della piccola e media editoria (in certi casi anche della grande) sa che se l'autore non è disposto a spostarsi, a farsi vedere, a organizzare delle presentazioni dei suoi lavori in loco, a promuoversi via web e concorsi et alia, il suo lavoro perde molte possibilità di venir diffuso.

Edizioni Creativa chiede ai suoi autori di essere attivi e partecipi nella promozione del libro.

Da par loro muovono i prodotti per fiere (Torino, Roma Pisa, Napoli ecc.), via web e per altre manifestazioni collaterali.

Sono onesti, leggono i libri e forniscono schede di valutazione professionale.

Sono d'accordo sull'idea che l'autore che acquista solo una ventina di copie non è abbastanza convinto del proprio progetto e mettendomi nei panni di chi lo edita avrei qualche problema a imbarcarmi in una simile impresa, salvo restando che magari l'opera è qualitativamente ineccepibile da un punto di vista letterario.

Il libro edito è comunque e sempre un prodotto che va commercializzato, al meglio.

Quanto poi a verificare la tiratura sfido chiunque degli autori ad andare in tipografia e contare le copie che effettivamente escono impacchettate dopo la commessa dell'editore.

A quanto ne so solo il bollino SIAE permetterebbe la tracciabilità completa ma anche lì ci sono dei però e al riguardo le informazioni sono discordanti.

Un rapporto di questo genere si basa anche sulla fiducia nell'etica e nella professionalità del nostro interlocutore e sul riscontro di altri autori che già sono passati per l'esperienza - quelli che ho sentito io sono rimasti tutti molto soddisfatti.

A mio avviso quando trovo il libro nei circuiti online e i distributori sono in grado di soddisfare le richieste credo che il rapporto funzioni bene. Altri aspetti positivi sono il dialogo franco e il rapporto solidale che si crea col piccolo editore, e questo a Gianluca Ferrara non difetta.

Non abbattiamo realtà vitali e salutari per l'editoria come Edizioni Creativa.

Credetemi: sono altri i bersagli da colpire.

Grazie per l'attenzione.

8-)

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Sono d'accordo sull'idea che l'autore che acquista solo una ventina di copie non è abbastanza convinto del proprio progetto e mettendomi nei panni di chi lo edita avrei qualche problema a imbarcarmi in una simile impresa, salvo restando che magari l'opera è qualitativamente ineccepibile da un punto di vista letterario.

Il problema è che se la casa editrice ha bisogno che l'autore investa sul libro, fosse anche di un euro, allora quella casa editrice probabilmente (nel caso sia onesta -come ci sta benissimo che sia Edizioni Creativa) non ha le possibilità di svolgere la sua mansione di impresa.

Mi sembra un po' strano dire che è normale autocomprarsi i libri per aiutare la casa editri, visto che quando pubblichi un libro tu sei il fornitore e loro quelli che accettano di venderlo ai clienti esterni.

Ora: non parlo del tuo caso in particolare ^^ , ma ho notato che spess(issim)o il mestiere di autore/scrittore/ chiamatelo come volete è visto come qualcosa di diverso da un qualsiasi altro mestiere, un mestiere dove c'è da dimostrare di aver fede nel progetto magari "aiutando econonomicamente" (perché comprando le copie del proprio libro è questo che si fa - e se un editore ne ha effettivamente bisogno, vedete quanto ho scritto sopra) l'editore. Una cosa del genere non esiste da nessun'altra parte, perché l'editoria dovrebbe essere diversa?

Poi tu dici che in questo caso specifico comprare copie non è obbligatorio, ma volevo comunque rispondere alla quote che ho postato in cima ^^

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Ospite edorzar

scusa Alberto, non mi è chiaro il bersaglio di questa tua filippica.

La casa editrice Creativa sostanzialmente preme sul singolo autore per imporre un acquisto di copie, scaccia via gli autori pre-selezionati indigenti, richiede sistematicamente attività promozionali continuative con dispendio di risorse di tasca dell'autore e tu la difendi a spada tratta?

Questo è un editore a pagamento a tutti gli effetti, magari non tra i più esosi, forse anche tra i meno subdoli, ma onestamente un editore che dice "Se non compri a PIACERE almeno 60 copie ti caccio!" non credo che meriti altra qualifica.

ciao

vito

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Ospite Lem Mac Lem

Sono d'accordo sull'idea che l'autore che acquista solo una ventina di copie non è abbastanza convinto del proprio progetto e mettendomi nei panni di chi lo edita avrei qualche problema a imbarcarmi in una simile impresa, salvo restando che magari l'opera è qualitativamente ineccepibile da un punto di vista letterario.

No, calmini.

Sulla casa editrice in questione non mi pronuncio, non ci ho mai avuto a che fare e per quel che ne so è la più seria dell'universo, ma questa esternazione mi fa girare le ovaie a tremila.

Mi sarei un po' tanto ROTTA LE PALLE di sentir dire che l'autore non crede nel suo lavoro perchè non è disposto a riempirsi la cantina di copie del SUO libro, ok? Facciamola finita con sta menata una buona volta, l'autore ha GIA' creduto nel suo lavoro, perdendoci su tempo, denaro (anzichè fare altro di più remunerativo, qua sembra che gli unici che non possano sprecare manco mezzo minuto siano sempre gli altri, l'autore evidentemente ha giornate di 76 ore, tutti i week end liberi, abbonamenti gratuiti al treno per girare l'Italia, e può dormire sotto i ponti, adesso arriva pure l'estate, le trasferte sono gratis), fatica, ricerche, quel che si vuole. Da un anno in su, per scrivere un romanzo. E mi si viene a dire che una persona che investe UN ANNO E PASSA della sua esistenza in un progetto, è una persona che non ci crede?

Ma diciamo che piuttosto l'editore non vuole rischiare mezza lira e allora l'autore deve fare il tappabuchi almeno per le spese di stampa, via.

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Sono d'accordo sull'idea che l'autore che acquista solo una ventina di copie non è abbastanza convinto del proprio progetto e mettendomi nei panni di chi lo edita avrei qualche problema a imbarcarmi in una simile impresa, salvo restando che magari l'opera è qualitativamente ineccepibile da un punto di vista letterario.

No, calmini.

Sulla casa editrice in questione non mi pronuncio, non ci ho mai avuto a che fare e per quel che ne so è la più seria dell'universo, ma questa esternazione mi fa girare le ovaie a tremila.

Mi sarei un po' tanto ROTTA LE PALLE di sentir dire che l'autore non crede nel suo lavoro perchè non è disposto a riempirsi la cantina di copie del SUO libro, ok? Facciamola finita con sta menata una buona volta, l'autore ha GIA' creduto nel suo lavoro, perdendoci su tempo, denaro (anzichè fare altro di più remunerativo, qua sembra che gli unici che non possano sprecare manco mezzo minuto siano sempre gli altri, l'autore evidentemente ha giornate di 76 ore, tutti i week end liberi, abbonamenti gratuiti al treno per girare l'Italia, e può dormire sotto i ponti, adesso arriva pure l'estate, le trasferte sono gratis), fatica, ricerche, quel che si vuole. Da un anno in su, per scrivere un romanzo. E mi si viene a dire che una persona che investe UN ANNO E PASSA della sua esistenza in un progetto, è una persona che non ci crede?

Ma diciamo che piuttosto l'editore non vuole rischiare mezza lira e allora l'autore deve fare il tappabuchi almeno per le spese di stampa, via.

Mamma mia McLem, ti quoto e straquoto, giuro! Anch'io mi sono decisamente rotta i zebedei di sentir dire "l'autore è il primo che deve credere nel proprio lavoro". Se ci butto sangue per anni non lo faccio forse per quel motivo? Il lavoro dell'autore finisce nel momento in cui deposita la propria opera sulla scrivania dell'editore, salvo ovviamente la fase di pubblicazione (editing, copertina ecc). Dopo di che, subentra il lavoro dell'editore il quale, visto che mi ha pubblicato, avrà una certa fiducia nel mio lavoro, no? E allora che si desse da fare per promuoverlo e che cavoli. Mi sono rotta di andare in giro per librerie a elemosinare un posticino, per non parlare degli sguardi di pena e compassione dei librai che sembrano dire "poveraccia, guarda questa che deve fare per vendere tre copie in più". No basta, mi sono scocciata. Tutto questo è frustrante e umiliante! Se gli editori decidono di fare questo lavoro, se ne assumano tutti i pro e i contro e non puntino solo al Dio denaro. Se non hanno soldi, tempo e voglia di promuovere (in maniera seria) i propri autori, allora non devono aprire un'attività del genere, anche perché nessuno li obbliga. Che ognuno assuma i propri ruoli.

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albertocarollo, prima di tutto presentati nella sezione Ingresso come richiesto dal Regolamento.

In secondo luogo, tu sei liberissimo di avere la tua opinione in merito, ma purtroppo ci sono persone qui dentro, come la sottoscritta, che con Creativa hanno avuto non una, ma ben due dimostrazioni tangibili di quale sia la loro politica.

Parliamo di onestà. Bene, chi ti manda una scheda di valutazione dettagliata, sostenendo nella stessa scheda che il tuo manoscritto è meritevole di pubblicazione, chiamandoti per telefono assicurandoti che non ti chiederà nessun contributo per poi cacciarti letteralmente a calci nel culo quando gli dici che non sei disposto ad acquistare più di 20 copie, a casa mia non è onesto. Non nel senso che ti vuole rubare dei soldi, sia chiaro; semplicemente nel senso che non mantiene quanto detto. Una persona onesta e professionale che crede veramente nel tuo testo lo fa a prescindere dai soldi che io, autore, sono disposto a tirare fuori.

Poi sta storia che le copie acquistate dall'autore sono indicative della serietà e dell'impegno che intende profondere nelle future presentazioni è semplicemente ridicola. Potrei comprare anche 100 copie del mio libro e regalarle a tutti i miei amici e a tutti i miei parenti, rimanendone totalmente sprovvista in caso di presentazione. A quel punto l'editore cosa farebbe? Mi direbbe che non ho creduto abbastanza nel mio testo o si fregherebbe le mani pensando agli altri soldi che incasserà quando sarò costretta a comprarmene altre 100 copie per autofinanziarmi le presentazioni? Spiegamelo, per cortesia.

Essere un editore a pagamento non significa automaticamente essere un delinquente o un essere poco serio, significa semplicemente essere un editore che chiede all'autore di contribuire economicamente alla stampa e (in alcuni casi) alla diffusione del proprio libro. Perciò smettiamola di difendere l'indifendibile.

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Francamente, io non sono riuscita a pubblicare, oramai tempo fa con Creativa, ma nessuno mi chiese soldi anzi mi fu spiegato il perchè e fui invogliata ad andare avanti, in ogni caso mai mi fu detto di acquisti obbligatori ecc. Anzi una ragazza che conoscevo pubblicò e mi disse che è stata un'ottima esperienza. Come del resto dicono altre persone in questo blog.

In realtà non riesco a capire neanche tutto questo astio che mi puzza di autore segato... :lol:

M.

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