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IreneZolea

A quale pagina abbandonate un romanzo noioso...?

79 risposte in questa discussione

In poche parole, quand'è che comprendete, solitamente, che un libro non fa per voi, è noioso, e lo rimettete sullo scaffale?

Oppure proseguite la lettura ad oltranza, sperando che all'ultimo ci sia qualche colpo di scena che dia un senso al piattume precedente?

Grazie ;)!

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Ciao, Irene! :)

Io di solito me ne accorgo subito: le prime due pagine sono fondamentali; a volte trascino la lettura per una ventina di pagine ma poi, se non cambia nulla, abbandono l'impresa. Anche perché se un libro non mi "prende" leggo in modo superficiale, continuo a rileggere gli stessi passi, confondo i personaggi, insomma è tempo sprecato. Per me "leggere" vuol dire essere "rapita", la noia non la concepisco in una cosa che dovrebbe essere un piacere. Ciao e grazie! :D

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Ciao, Irene! :)

Io di solito me ne accorgo subito: le prime due pagine sono fondamentali; a volte trascino la lettura per una ventina di pagine ma poi, se non cambia nulla, abbandono l'impresa. Anche perché se un libro non mi "prende" leggo in modo superficiale, continuo a rileggere gli stessi passi, confondo i personaggi, insomma è tempo sprecato. Per me "leggere" vuol dire essere "rapita", la noia non la concepisco in una cosa che dovrebbe essere un piacere. Ciao e grazie! :D

Ahahaha ciao, bel nome :flower: !

Grazie mille per la risposta, credo che siamo anche sulla stessa lunghezza d'onda ;)!

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Di solito insisto fino a pagina 50.

Per due o tre volte, poi capisco che " non se po".

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Spesso arrivo quasi alla fine (con il codice da Vinci fino a una trentina di pagine dalla fine) prima di mollare. Così se lo faccio è un atto di spregio: non mi costerebbe nulla finirti, ma ho deciso che non vale la pena.

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Secondo me è difficile generalizzare, dipende anche molto dal genere. Ad esempio ci sono molti romanzi gialli e di fantascienza che iniziano in modo volutamente piatto e noioso, per trasmettere un senso di normalità, ma più avanti - appunto per l'appartenenza di genere - sai che il piattume verrà stravolto e quindi vale la pena continuare. Viceversa, molti romanzi iniziano col botto ma poi esauriscono gli spunti iniziali e si trascinano stancamente.

 

Però direi lo stesso che bastano una o due pagine, ma più per una questione di stile che di contenuti. Qualunque cosa venga narrata, se ti piace subito il come ci sono buone possibilità che ti piaccia anche tutto il resto. Altrimenti, anche se la trama è coinvolgente, sarà comunque una lettura spiacevole e faticosa.

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Non ho una regola, abbandono quando stabilisco che leggere il libro è un'attività più noiosa di fissare il muro. Per completezza aggiungo che il mio muro è piuttosto interessante.

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Di solito insisto fino a pagina 50.

Per due o tre volte, poi capisco che " non se po".

 

Io purtroppo non sono tenace come Pippowood. :asd:

 

 

Ho un brutto problema con lo stile, io: se lo stile non mi piace, vuoi perché è troppo barocco o ricercato, vuoi perché si vede lontano un miglio che lo scrittore lo fa a bella posta a raccontarmi qualcosa di futile usando però uno stile esteticamente (anzi, poeticamente) gradevole, vuoi perché, al contrario, è pessimo, non vado oltre pagina 2.

 

Non ho una regola, abbandono quando stabilisco che leggere il libro è un'attività più noiosa di fissare il muro. Per completezza aggiungo che il mio muro è piuttosto interessante.

 Ovviamente come per 9talete9 neanche per me è una regola: semplicemente, ho un muro mooolto interessante.  :asd:

 

Superato questo primo ostacolo, se il libro ha davvero qualcosa da dire, anche fosse solo una storia da raccontare (guarda un po'  :asd:), non c'è motivo per cui non debba finirlo. Poi magari dirò che non mi è piaciuto o che avrei preferito che in quel punto l'autore avesse fatto così invece che colà, ma comunque se il libro si legge, riesco a finirlo.

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A quale pagina abbandono un libro noioso?

Generalmente l'ultima.

Ci sono stati libri che per 90 delle loro 150 pagine totali mi sembrati lenti e noiosi, e arrivati alla parola fine mi sono invece piaciuti.

Magari solo poche a quel punto si capivano le intenzioni dell'autore, e quello scorrere lentissimo trovava un senso, che con un ritmo diverso non avrebbe avuto.

Ci sono libri che non mi sono piaciuti dall'inizio alle fine, ma vi ho trovato due/tre perle nel mezzo.

Ci sono libri che non mi sono piaciuti e basta, ma sono quel tipo di lettore che fino all'ultima pagina potrebbe ancpra cambiare parere. Solo che in quei casi non è successo.

Poi ci sono libri accantonati, ma mi riservo di continuarli, un giorno.

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Mai lasciato un libro senza finirlo, ma con molti sono stato tentato.

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In genere cerco di leggerli fino in fondo, anche obbligandomi; perché rispetto il lavoro che c'è dietro; e ogni testo, per quanto ostico, può nascondere delle perle. Però ci sono libri che nonostante gli sforzi proprio non riesco a leggere. Spesso sono scritti anche da grandi autori. Ad esempio mi sono fermato a metà strada con "Doctor Sleep" di Stephen King. Comunque, per stare al gioco, direi che le prime 40/60 pagine sono fondamentali. Se la lettura inizia in salita, difficilmente proseguirà in piano.

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Io non abbandono mai un libro. Sono i libri che abbandonano me. Anche con molta fantasia, devo dire.

Parecchi si nascondono in bagno (ma lì spesso li scopro). Qualcuno si mimetizza nell'area sbagliata della biblioteca, cercando di confondersi col resto. Uno è fuggito da una camera d'albergo. Tutta una serie l'ho scovata nascosta in una valigia sotto un pacco di panni sporchi, tutti abbracciati e rannicchiati nell'angolo.

Ne scovo persino in garage. O a casa degli altri.

Prima o poi li acchiapperò tutti. :sss:

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Ma fuggiranno di nuovo... Alcuni li si ritrova dopo anni e anni. Soprattutto se ti capita di dover traslocare.

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E' raro che abbandoni un libro: non perché lo ritenga scorretto, semplicemente perché di rado sbaglio nella scelta. 

Quando però capita non c'è regola.  Di solito è colpa di un cuginetto che sta sotto di lui e inizia a sgomitare.  Mentre mi sforzo di leggere l'altro, lui continua malizioso a farmi l'occhiolino e io, che sono d'animo tenero, prima o poi cedo...

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swetty: Io non abbandono mai un libro. Sono i libri che abbandonano me. Anche con molta fantasia, devo dire.

 

Effettivamente credo tu abbia ragione.

Ogni tanto ne trovo qualcuno che si nasconde nel cassonetto della carta. :nondico:

 

Per rispetto della sua privacy...lo lascio la.

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Inviato (modificato)

Uh... molto raramente riesco a mollare un libro, anche se non mi appassiona. Le poche volte che capita è dovuto a un'antipatia violenta scatenata da qualcosa, forma o contenuto, troppo lontano dalla mia etica. Questo non avviene solo per grandi cose (simpatie naziste dell'autore et similia) ma anche da gigionismo o evidenti manovre per agganciare emotivamente il lettore con troppo mestiere e poco sentimento, ovvero in modo freddo e studiato a tavolino.

Ho mollato per questo autori popolarissimi e molto apprezzati...

Mancanza di sincerità, non la sopporto nelle persone e nemmeno nei libri.

Modificato da Carla Barbara
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. . . sì, alcuni a volte ritornano (mai quelli che abbiamo prestato però!) :D

I libri non si prestano. Casomai si regalano. Tanto non tornano indietro comunque.

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Inviato (modificato)

Raramente abbandono un romanzo, deve proprio schifarmi o essere per me così noioso e/o banale e/o scontato, ma così tanto che proprio non riesco a proseguire. E' capitato forse 2 volte e non ricordo esattamente a che pagina, ma direi quasi a metà (sono sempre troppo speranzosa che possa migliorare!).

Modificato da millika
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Io solitamente non abbandono un libro, anche se non mi appassiona continuo a leggerlo.

Solo in casi di profonda noia e/o disgusto lo abbandono, soprattutto quando ho comprato da poco un libro che invece desidero molto leggere.

Comunque arrivo quasi sempre a metà libro.

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Come ho raccontato in un altro topic, Flaubert diceva alla nipote di leggere fino in fondo un libro anche se lo odia, perché solo così può vedere l'idea nel suo complesso. In genere sono sempre stato rispettoso di questa idea: anche i libri che più mi hanno annoiato (come, non voletemene, il Don Chisciotte...) li ho letti fino in fondo. Però ci sono stati due casi di abbandono: uno nessuno centomila, e Sulla Strada. Perché? Perché me li avevano dati per scuola e io avevo voglia di leggere il Trono di Spade XD

Comunque, a me interessa più il motivo dell'abbandono. Per esempio, Alexander ha detto che a volta abbandona un libro per uno stile troppo barocco. Io invece ho letto ogni parola di D'Annunzio ma,per dire, non riesco a leggere Pirandello. Come mai? Non lo so neppure io, ma considerando che mi piace la Mazzantini mentre inorridisco davanti alla Modigliani credo sia perché cerco più l'originalità nella forma che nel contenuto.

In libreria in genere compro solo libri di cui ho già sentito parlare, che mi sono stati raccomandati, o di cui ho letto qualcosa online. A volta capita però che trovi qualcosa che sembra interessante di cui non avevo sentito parlare (dello pseudo-romanzo di Dario Fo non sapevo niente!). In quel caso di quante pagine ho bisogno per decidere? Bah, quattro righe. In realtà è che non ho voglia di perdere più tempo lì, ma comunque la quarta mi dà un'idea della trama, e poche righe sono sufficienti per capire lo stile; anche se becchi proprio la pagina venuta male, comunque lo stile oscilla entro confini vicini, esclusi certi esperimenti.

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Live: trovi noioso il Don Chisciotte, abbandoni Pirandello e divori ogni parola del D'Annunzio narratore?

Ricordami se mai ci invitassero entrambi a un banchetto letterario che devo disdire assolutamente... Potrebbe finire malissimo :asd:  :asd:  :asd:

 

Scherzo, ovviamente: ci mancherebbe altro!

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Cercherò di schivare i tuoi strali XD

Ma in verità il Don Chisciotte mi ha dato tantissimo, è stato il libro che più in assoluto mi ha firmato come persona; e dopo averlo letto, ho letto anche l'analisi di Unamuno. Però ho fatto tanta fatica a finirlo, questo non posso negarlo.

Ma su D'Annunzio sì, io mi faccio di D'Annunzio in endovena tutti i giorni.

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Cercherò di schivare i tuoi strali XD

Ma in verità il Don Chisciotte mi ha dato tantissimo, è stato il libro che più in assoluto mi ha firmato come persona; e dopo averlo letto, ho letto anche l'analisi di Unamuno. Però ho fatto tanta fatica a finirlo, questo non posso negarlo.

Ma su D'Annunzio sì, io mi faccio di D'Annunzio in endovena tutti i giorni.

Pensa che il Don Chisciotte ho dovuto leggerlo per un esame di letteratura spagnola e mi sono anche sorbito il primo tomo in lingua.  Poi il secondo l'ho letto in italiano perché non avrei mai fatto in tempo a dare l'esame.  Nonostante ciò mi sono anche divertito... e lo reputo, a differenza di certi altri classici, di un'attualità incredibile.  Amo anche la canzone che Guccini gli ha dedicato... 

Mi dispiace sinceramente per la tua dipendenza, ci sono delle cliniche: se vuoi m'informo...

 

Mi sono permesso di scherzare perché mi sei sembrato una persona spiritosa: cosa sarebbe mai la vita se a ognuno di noi piacessero le stesse cose?  Certo che D'Annunzio, come Céline, Pound e tanti altri, ha subito un certo ostracismo che ben poco ha a che vedere con la qualità letteraria dei suoi testi... Ma qui ci infileremmo in un discorso molto lontano dallo spirito del topic, quindi mi ammonisco da solo a tornare in topic. 

 

E Andrea Sperellli comunque lo avrei strozzato con le mie mani... :asd:

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Io "da giovane" mi sono letta le Mille e una notte, e ho fatto una fatica terribile a finirlo, ma allora ero più buona e meno impegnata. Adesso mi da molto fastidio leggere libri che mi annoiano, sia per la forma troppo "elaborata" o per il contenuto che non mi "cattura". L'anno scorso, dopo due capitoli vomitevoli, ne ho mollato uno che era orribile.

Di violenza al mondo ce n'è già troppa: perché farcene da soli leggendo robaccia?

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Io ultimamente sbaglio poco devo dire, mi è presa la mania di leggere recensioni e stralci prima di spendere soldi.

Comunque era una cosa che mi capitava spesso: o avevo troppi libri a casa e la curiosità vinceva l'interesse, oppure mi annoiavo così tanto da mollarlo a meta. Se succede di solito o è perché lo trovo sconclusionato( nel senso che se a pagina cento la trama non si vede mi sento in diritto di lanciare il libro nel giardino) o perché c'è qualcosa di sottofondo o altro che mi ha dato fastidio (ytipo forzature varie).

Dopotutto la penso anche io come aletheia: non ha senso leggere un libro se non ho nessuna motivazione per farlo.

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Oddio, scusate,sono dal cellulare e mi sono partiti tre messaggi D:

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Cerco di non abbandonare mai un libro a metà, per principio. Quando la lettura diventa noiosa e forzata penso che a volte sia colpa mia che ho altre robe per la testa. Così lo lascio 'riposare' per tot tempo e poi ritento di arrivare in fondo, sperando di avere più fortuna. Mi sta capitando proprio ora con La coscienza di Zeno!

 

Mentre leggevo I vendicatori di King/Bachman ammetto di aver saltato righe su righe (o pagine?) giusto per sapere dove avesse intenzione di arrivare. Ma sono arrivato in fondo, non vale come romanzo abbandonato!  :Bossah:

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Io ultimamente sbaglio poco

 

Insomma... a giudicare dal messaggio triplicato non si direbbe... :asd:  :asd:

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Niente Regole. Far West puro. Oddio, se è un romanzo da ombrellone e dopo dieci pagine non c'è ancora stato un colpo di scena o un avvenimento misterioso, allora è spacciato.

Moby Dick saranno quasi due anni che mi trascino a leggerlo. Una pagina ogni tanto. Masochismo? No; in parte puntiglio di portare a termine un grande classico della letteratura, poi perché certe parti valgono la pena di esser lette se ti piace la letteratura (l'apparizione di Achab che inchioda la moneta d'oro all'albero maestro promettendola al primo che avvisterà la balena bianca vale quanto il Clint Eastwood di "quando un uomo con il fucile incontra un uomo con la pistola...).

Insomma si va un po' a istinto, ai giudizi altrui, a ciò che ci invoglia in quel periodo e così via.

Un consiglio, forse già dato ma sempre buono: mai buttar via un libro anche se le prime pagine ti fanno schifo. Può essere che anni dopo tu lo riprenda e ti accorga che in fondo non è poi così male. 

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