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Ospite edorzar

Mond&editori

123 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

Nome: Mond&ditori
Generi trattati: saggistica e inchiesta di vario genree
Invio manoscritti: non specificato

Contatti: http://www.mondeditori.com/it/contatti

Distribuzione: non specificata
Sito web: http://www.mondeditori.com/it/
Facebook: https://www.facebook.com/mondeditori

 

 

Pubblicazione a pagamento

 

Modificato da ElleryQ
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Beh, apprezziamo almeno la chiarezza e l'onestà di dire apertamente che chiedono un contributo, rendendo quindi l'autore totalmente responsabile e libero di scegliere.

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simili dichiarazioni sono più che altro ai limiti dell'arroganza, non vedo cosa ci sia da apprezzare

- l'editore è tenuto a qualificarsi e dirti se è un editore o un editore a pagamento

se non lo affermasse chiaramente, potrebbe essere visto come un tentativo di induzione in errore

si apprezza chi, vedendo un portafogli per strada, in una via deserta, presolo, lo porta ai carabinieri, ma se lo stesso portafogli lo trova uno in una via affollata, cogli occhi addosso della gente che passa, forse che il tale potrebbe mai avere altra scelta che quella di consegnarlo ai carabinieri? Non potrebbe tenerlo per sé, con tutti quei testimoni

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Buonasera,

mi chiamo Matteo Mantovani e sono il direttore generale di Mond&editori srl, e rispondo al Vs. interessamento nei confronti della Nostra Casa Editrice che da diverso tempo dirigo.

La prima questione è soprattutto morale, mi permetto di precisare, che allo stesso modo in cui esiste in Italia il diritto di opinione, esiste anche il diritto di replica, e correttezza vorrebbe che chi fosse citato nel Vs. libero portale di informazione, fosse anche avvisato in modo tale che possa rispondere a quanto nei propri riguardi è stato scritto. E mi meraviglio che tale sensibilità sembra essere stata dissatesa, proprio da Voi che delle libertà di espressione vi fate difensori ad oltranza.

Per quale motivo la Vs. libertà può valere di più della Nostra?

Come prima cosa Mond&editori srl è una casa editrice seria, e come tale non deve dare alcuna spiegazione della propria politica editoriale, questo è anche confermato dal fatto che le condizioni di pubblicazione per gli esordienti sono espressamente scritte sul nostro portale.

Devo purtroppo rispondere, in quanto i vostri post mi sembrano alquanto lacunosi nelle informazioni che avete rilasciato.

Nella paginetta dedicata agli autori esordienti è anche scritto quanto segue:

- E' buona regola che qualunque opera prima di essere presentata ad un editore venga esaminata da un letterato competente, che stili una valutazione sul livello di qualità della medesima. Riteniamo che tali indicazioni, per un esordiente, siano fondamentali, soprattutto al primo approccio con il mondo dell'editoria. Vi diamo questo consiglio in quanto Mond&editori srl non rilascia pareri sui manoscritti, e si limita solamente a dare un parere positivo alla sua pubblicazione. Tale scelta è legata sia al carattere della gratuiticità della valutazione dei manoscritti, sia all'esclusiva finalità di pubblicare l'opera nelle nostre collane.

Noi partiamo da un principio molto elementare, se un Autore ha scritto un'opera che si può ritenere valida per la pubblicazione, può valutare per quale casa editrice pubblicarla e a quali condizioni.

Più del 90 percento dei testi da noi pervenuti vengono scartati perchè di scarsa qualità. Infatti oggi molti autori si gettano allo sbaraglio rischiando di finire in mano ad editori opportunisti, che potrebbero pubblicare quello che ragionevolmente non di dovrebbe, perché necessita di perfezionamenti.

In tal senso mi pare paradossale, che nei vostri post, venga criticata la Nostra discrezionalità su quanto viene offerto in modo totalmente gratuito, vale a dire la selezione delle opere da proporre alla pubblicazione.

Per quale ragione un editore deve investire tempo e denaro ad esaminare opere prive dei requisiti fondamentali per una possibile pubblicazione?

Non è nell'interesse dell'autore conoscere la validità della propria opera prima di inviarla a un editore?

Andreste mai ad un colloquio per un lavoro da ingegnere con un diploma di terza media?

Così, un pò per l'opportunismo di certi editori e un pò per la superficialità dei giovani autori, capita che si consumino piccole tragedie economiche.

E' ovvio, che in questo contesto nessuno di questi editori rinuncerebbe ad un buon 95% di opportunità di incassare denaro dagli esordienti, scrivendo che non vorrebbe ricevere manoscritti da questi se prima non siano stati esaminati da un letterato (e non da parenti ed amici) e ritenuti validi per una proposta di pubblicazione.

Scrivere richiede tempo, dedizione e molto coraggio. Non si è mai visto uno sportivo che vinca senza sacrifici, senza tecnica, o senza inventiva o senza investire un pò del proprio denaro in quello che crede. Non vedo perché questo debba essere differente per uno scrittore in erba.

Ora scrivo a riguardo di tale espressione:

simili dichiarazioni sono più che altro ai limiti dell'arroganza, non vedo cosa ci sia da apprezzare

- l'editore è tenuto a qualificarsi e dirti se è un editore o un editore a pagamento

se non lo affermasse chiaramente, potrebbe essere visto come un tentativo di induzione in errore

si apprezza chi, vedendo un portafogli per strada, in una via deserta, presolo, lo porta ai carabinieri, ma se lo stesso portafogli lo trova uno in una via affollata, cogli occhi addosso della gente che passa, forse che il tale potrebbe mai avere altra scelta che quella di consegnarlo ai carabinieri? Non potrebbe tenerlo per sé, con tutti quei testimoni

Vorrei precisare a tale riguardo nel caso fosse in dubbio Mond&editori srl applica nella scelta dei propri manoscritti da proporre alla pubblicazione una ferrea politica editoriale e non ruba denaro a nessuno. Chiunque può decidere o meno di pubblicare per Noi. E se pubblica con Noi, significa che si riconosce nella nostra politica editoriale, nei nostri libri di difficile mercato, contrari ai poteri forti, come i libri di Gabriella Carlizzi.

E a tale riguardo ci difenderemo, da queste espressiore diffamatorie, volgari e dequalificanti nei confronti del nostro prodotto e della nostra etica editoriale.

E' opportuno sottolineare, che quanto è stato scritto nei Nostri riguardi, è in un contesto di imparzialità e non è stata offerta alcuna opportunità di chiarimento o di contradditorio, privando così Mond&editori srl del diritto di difendersi pubblicamente di quanto ingiustamente scritto, subendo così danni alla propria immagine e reputazione.

In attesa di un Vs. sollecito riscontro, cordiali saluti,

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Salve Matteo, grazie per l'intervento. E' sempre piacevole vedere un intervento di un editore, specialmente se pacato.

Due parole. Innanzitutto essendoci la famosa libertà di opinione siamo liberissimi di parlare di chicchessia senza darne comunicazione a nessuno.

Oltretutto, se dovessimo contattare tutti gli editori di cui parliamo non avremmo più trenta secondi liberi, nella giornata.

In secondo luogo ognuno esprime la propria idea in base a quanto legge. Non nego di essere totalmente in disaccordo con Armandillo, ma non per questo devo o posso tappargli la bocca.

Parlando invece di Mond&editori, apprezzo il fatto che non vi nascondiate dietro a un dito come fanno molti editori.

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buona sera.

Ho redatto quella breve recensione attenendomi alla massima neutralità possibile, evitando quindi qualsiasi commento personale sulla Vostra politica aziendale, della quale nessuno Vi richiede di dar conto.

Forse il collega Armandillo è stato esagerato nella sua metafora, ma non ravvedo alcun danno alla Vostra immagine nei brevissimi post che precedono il Vostro intervento.

Cordialmente.

Vito Introna

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la mia reprimenda era più indirizzata a lucfax

siccome non riesco a modificare il messaggio, avviso i moderatori che possono cancellare SOLO la frase

simili dichiarazioni sono più che altro ai limiti dell'arroganza, non vedo cosa ci sia da apprezzare

non essendomela mai presa con Mond&editori

cancellatela pure voi dal vostro post poi

un editore a pagamento, gli spiegavo, quando scrive nel suo sito di esserlo, non è che bisogna dargli il premio. Si è attenuto alla legge che gli impone di non mandare messaggi equivoci o equivocabili.

quindi voi siete in regola con la legge (PIENAMENTE non come altri di cui parlo sotto) ed osservanti della stessa

Voi osserverete che ci sono altri editori a pagamento che non lo scrivono nel loro sito di essere tali, ma questi sono passibili di sanzioni se la legge venisse amministrata davvero, poiché si tratta quantomeno di un modo per carpire la buonafede e la legge sanziona questi comportamenti.

c'è una legge che impone di non lasciare intendere al destinatario del messaggio pubblicitario cose non corrispondenti alla realtà, se non vi fosse questa legge ed uno, spinto dal suo senso di responsabilità, evitasse di indurre in confusione i destinatari, ad esempio indicendo concorsi mensili in cui si guarda bene dal dire che la pubblicazione sarà a pagamento (come fa una famigerata editrice a pagamento), allora davvero gli si potrebbe dire bene, bravo! ma quando è la legge ad obbligare un editore a pagamento a dichiararsi a pagamento, egli scrivendolo semplicemente osserva la legge, come facciamo noi astenendoci dal commettere reati

combattevo insomma la brutta improprietà dei vocaboli che porta a esprimere pensieri inappropriati

pace e bene figliuoli

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Buongiorno,

come prima cosa è vergognoso che si tiri il sasso e si nasconda la mano.

Mond&editori è una casa editrice trasparente, che non ha nulla da nascondere a nessuno, non ruba denaro ad esordienti incompetenti e non ha neppure schelletri nell'armadio. Quindi non può essere confusa con altri attività editoriali che applicano differenti metodologie di lavoro. E neppure essere confusa con quello che voi definite "editoria a pagamento", per moltissime ragioni.

Come direttore posso rispondere a chiunque, apertamente, e nei modi di chi essendo della parte della ragione, può permettersi. E non ho certo la coda di paglia, e non credo, in risposta all'utente Armadillo, che si possa prospettare pace e bene, quando nulla nelle vostre risposte fa trasparire una comprensione delle altrui legittime ragioni.

A riguardo dell'utente Edorzar, tengo a precisarle che oggettività e parzialità non fanno certo parte del suo lavoro, in quanto è stato omesso, nell'intervento, una cospicua parte della politica editoriale di Mond&editori, e della Nostra mission. Tale omissione trascura molti aspetti determinanti, del Nostro operato, primo fra tutti che Mond&editori è interessata a pubblicare opere "scomode" ai poteri forti. E questo è meritevole di stima e rispetto, in quanto il panorama editoriale è estremamente piatto, fatto di pochi editori che possono permettersi di riempire metrature di scaffallatura, sempre coi medesimi libri, i medesimi concetti, preconfezionati per l'acculturamento di massa, ed appartenenti ad un certo entourage culturale molto potente.

Da parte vostra aver trascurato la Nostra politica editoriale mi pare un grave mancanza, non solo nei Nostri riguardi, ma anche nei riguardi di chi, avendo scritto opere di un apprezzabilie livello, non trova alcun editore disponibile a pubblicarle, perché potrebbero dare noia a quelli che tutti i giorni infarinano questo popolo con le proprie intangibili verità.

In ultimo, Ayame, non la consideri come una minaccia, perché è ben distante dai miei propositi. Si metta a studiare un pò di diritto, soprattutto dell'informazione, e cerchi di gestire questo forum nella più assoluta trasparenza, e rispetto delle poche leggi che garantiscano un proficuo scambio di opinioni.

Parafrasando Kavafis, i mostri sono dentro di noi, se siamo noi a tenerceli dentro. E da come si è visto, oggi uno dei mostri incontrati nel girone della "vostra editoria a pagamento" ha parlato di libertà e riscatto dalla prepotenza culturale di pochi, così come è scritto nella Nostra missione, Mond&editori "intende contribuire alla crescita di una "consapevole ed autentica libertà di espressione"".

Mi pare un grave errore scambiare il buono per il cattivo.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Non si preoccupi, il diritto già l'ho studiato e parlo con cognizione di causa.

È stata riportata una citazione dal vostro sito ed è stato linkato il sito stesso, nel pieno rispetto di ogni norma sull'informazione.

E non si preoccupi, che personalmente non mi sono mai nascosta davanti a nessuno e c'ho sempre messo nome, cognome e faccia.

Inoltre gradirei la si piantasse di fare l'equazione ''a pagamento=cattivo'', è un'interpretazione del tutto arbitraria che non ha nulla a cui spartire con la nostra classificazione.

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Egregio dottore, in primis non ho detto di essere Re Salomone.

La prego di moderare questo tono irritato e sbeffegiante perchè. pur facendo tanto di cappello alla sua azienda e alla sfida che essa lancia all'occulto e ai poteri forti, orbene, in pieno rispetto della legalità Mond&editori ha scelto di pubblicare solo a pago.

Sto parlando di Mond&Editori, non di un altro editore, abbia pazienza.

Non riteniamo lesa in alcun modo la sua immagine istituzionale.

saluti

vito

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Signor Mantovani, citando Ayame la pregherei di non pensare a "a pagamento = cattivo". Se legge bene i principi con cui smistiamo le case editrici nelle nostre liste, per quella a pagamento c'è chiaramente scritto:

In questa lista andranno le case editrici che:

- Chiedono sempre contributi, sotto forma di acquisto copie, editing, isbn o quant'altro, di qualsiasi entità.

Mille euro sono un contributo piuttosto importante, per cui rientrate in questa lista. Il fatto che voi lo indichiate in maniera esplicita nel vostro portale vi rende più corretti, a differenza di tanti altri siete fra i pochi che mettonoo subito le cose in chiaro. Noi non siamo a favore dell'editoria a pagamento, ma nessuno qui vi ha detto che rubate soldi. Semplicemente non condividiamo la vostra visione di "editoria".

Nessuna forma di "ah! il marrano!" da parte nostra, semplicemente è stato preso un estratto copia-incollato dal vostro sito web con le sole informazioni che a noi possono interessare e il link per visitarvi.

Se lei vorrà ancora stare qui con noi e volesse darci altre informazioni riguardo alla vostra politica non avremo nessun problema ad ascoltarla, anzi, offrirà un utile servizio a chi legge.

Le ricordo inoltre che le opinioni dell'utenza non sono necessariamente quelle dello staff e se si ritiene offeso da quanche espressione più colorita delle altre, può continuare la diatriba via messaggio privato (:

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Mi pare una risposta difensiva.

Ho solamente puntualizzato che venga riconosciuto il valore della Nostra attività editoriale. Ma questo non mi pare un concetto compreso a sufficenza. Eppure è poca cosa "dare a Cesare, quello che è di Cesare".

E' una questione di proprietà di linguaggio?

Con editore a pagamento, si intende un editore che pubblica qualsiasi opera purché ci sia un autore disposto a remunerarlo, senza riguardo per linee editoriali e meriti.

Ritiene che sia il nostro caso?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Scusi, l'ha già fatto queenseptienna, ma mi permetto di rifarlo anche io.

Ricito i criteri di selezione delle case editrici a pagamento

In questa lista andranno le case editrici che:

- Chiedono sempre contributi, sotto forma di acquisto copie, editing, isbn o quant'altro, di qualsiasi entità.

non si parla di selezione, linee editoriale e meriti. Quindi, se voi chiedete mille euro sempre, rientrate in questa categoria, creata da questo forum, secondo i criteri di questo forum.

Volevo anche sottolineare un'altra cosa da voi detta

Andreste mai ad un colloquio per un lavoro da ingegnere con un diploma di terza media?

Su questo esempio vi dò ragione: siccome non esiste un diploma da scrittore, e siccome tutti sanno scrivere nel senso di rendere graficamente le parole usate per comunicare, molti pensano anche di poter scrivere un romanzo.

Continuando nel suo esempio, però, bisogna ammettere che parte della selezione la fa il denaro: se infatti io, dopo anni di studio, ho preso la mia laure con ottimi risultati, però non ho i 1000 euro che mi chiedete per cominciare a lavorare da voi, devo stare a casa. Così mi dite voi. E voi prenderete qualcun altro, sicuramente meritevole, ma magari meno bravo di me, con l'unica differenza che lui ha 1000 euro più di me.

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Grazie Emma,

finalmente un post interessante e meritevole di discussione. Perchè non mi chiede, il motivo perché chiediamo un contributo editoriale di soli 1000 €?

Così finalmente possiamo avere un contradditorio.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Perchè non mi chiede, il motivo perché chiediamo un contributo editoriale di soli 1000 €?

Non gliel'ho chiesto, perché ho sentito molte altre motivazioni. Ma magari le vostre sono diverse, quindi se le vuole spiegare le leggerò con interesse.

Resta, però, il punto che chi non ha 1000 euro viene escluso a priori.

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Perchè non mi chiede, il motivo perché chiediamo un contributo editoriale di soli 1000 €?

Fin'ora me ne sono stato buono e zitto, ma questa cosa mi fa incazzare.

Ora, capisco che per lei 1000 euro sono "SOLO" 1000 euro.

Per gente come me che si fa un culo così 12 ore al giorno, 1000 euro sono un mese intero di stipendio.

Per un disoccupato 1000 euro potrebbero essere un'utopia.

Quindi per favore, mi dica pure che chiedere meno soldi rispetto a molti altri editori che chiedono cifre ben più importanti, ma non dica che 1000 euro sono "solo" 1000 euro.

Per me, che ho pagato ZERO euro per pubblicare, sono sempre uno sproposito

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Hai ragione Jack, la parola 'soli' mi era sfuggita...

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Posso farvi una domanda?

Quanto costa uno smartphone di moda?

Quanto costa un viaggio in Egitto?

Sono i termini di paragone che fanno la differenza.

Io spenderei 1000 euro per pubblicare un libro presso un editore, e mi priverei di altri beni o di una vacanza, se credo in quello che scrivo. A maggior ragione se ci ho messo l'anima a scriverlo.

Quanti guadagnano 1000 euro al mese, ma non si privano della vacanza o di qualche amenità tecnologica?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Pagherei per fare una vacanza? Sì.

Pagherei per lavorare? No.

C'è differenza tra un servizio e un lavoro, Matteo. Poi ognuno fa le sue scelte; io la mia l'ho fatta.

Stiamo comunque uscendo dal punto focale della discussione ed entrando nel campo generalistico dell'editoria a pagamento; non mi pare il caso.

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Senza offesa, ma sta scherzando?

Ho seguito senza mettere bocca perché mi sembrava che non ce ne fosse bisogno, ma qui sta veramente innaffiando fuori dal vaso.

Io non ho il problema in sé di spendere mille euro per un qualcosa a cui tengo, ma si rende conto che Lei sta dicendo a della gente che spendere mille euro, suvvia, è un qualcosa che in realtà tutti si possono permettere e fine della storia? O_O

Riguardo allo spenderli perché in quello che scrive ci crede davvero, visto che parliamo di opinioni personali, io direi che non spenderei soldi per pubblicare proprio perché tengo a quello che ho scritto ^^

Però sono curiosa, anche a me, come a Emma, piacrebbe sapere direttamente le motivazioni per cui non è possibile pubblicare per la sua Casa Editrice se non si dispone di denaro, nonostante il manoscritto mandato possa venire considerato valido e adatto alla pubblicazione ^^

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Gentile Editore,

se non Le spiace vorrei dire anch'io la mia su questa sua peculiare presa di posizione, cercando di rispondere ad ogni questione da Lei sollevata.

Mond&editori è una casa editrice trasparente, che non ha nulla da nascondere a nessuno, non ruba denaro ad esordienti incompetenti e non ha neppure schelletri nell'armadio. Quindi non può essere confusa con altri attività editoriali che applicano differenti metodologie di lavoro. E neppure essere confusa con quello che voi definite "editoria a pagamento", per moltissime ragioni.

Tanto di cappello alla trasparenza di chi subito dice le cose come stanno, come Lei e i Suoi collaboratori. Resta sempre editoria a pagamento, però - intendendo con questa espressione tutta l'editoria che contempla forme di collaborazione economica da parte degli autori, indipendentemente dalla qualità del lavoro (senz'altro impareggiabile, non lo metto in dubbio) svolto dalla C.E. che Lei dirige.

Perchè non mi chiede, il motivo perché chiediamo un contributo editoriale di soli 1000 €?

Il nocciolo della questione, gentile Editore, è piuttosto sapere perché chiedete un contributo e non vi accollate per intero il c.d. rischio d'impresa; sarebbe interessante ai fini della discussione sapere, inoltre, se questa somma sovvenziona totalmente o parzialmente le spese che sostenete per la pubblicazione dell'opera, come sarebbe altresì interessante conoscere, ad esempio, quante copie di un testo vengono stampate nella prima tiratura.

Infine, gentile Editore, mi lasci dire che il Suo paragone con chi spende soldi per smartphone o vacanze anche se non se li può permettere, è oltremodo improprio. Per concludere, infine, mi stupisce il fatto che Lei si senta diverso dagli altri Editori perché chiede meno soldi. Come a dire che un ladro rappresenti un'ottima frequentazione solo perché girano tanti assassini (resta inteso, ovviamente, come nessuno dei due ruoli si attanagli alla Sua persona né ai Suoi collaboratori).

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Io spenderei 1000 euro per pubblicare un libro presso un editore, e mi priverei di altri beni o di una vacanza, se credo in quello che scrivo

io dimostro di credere in quello che scrivo già nel momento in cui lo faccio, spendo il mio tempo, faccio ricerche, ci metto anima e corpo. La domanda vera è: l'editore crede in quello che scrivono i suoi autori?

Se ci credesse farebbe il suo mestiere, ossia l'imprenditore. Investirebbe sull'opera cercando i migliori canali per farla arrivare ai lettori. Altrimenti nada. E' assurdo, è come se io facessi pagare il commesso del mio negozio per lavorare da me. Sembra quasi che l'editore pubblicando faccia un favore, anzichè il suo mestiere. E' ora che si cominci a considerare l'autore come un collaboratore a tutti gli effetti, non come un cliente.

Questa è la norma, il resto per me è assurdità.

Preciso che il mio è un discorso genereale e rivolto al mondo dell'editoria a pagamento, sinceramente il lavoro specifico della Mond&editori lo sconosco e quindi non mi permetto di giudicarlo.

Scusate l'intervento, ma volevo esporre il mio pensiero.

Auguro a tutti un buon proseguimento, Dario.

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Io spenderei 1000 euro per pubblicare un libro presso un editore, e mi priverei di altri beni o di una vacanza, se credo in quello che scrivo. A maggior ragione se ci ho messo l'anima a scriverlo.

io mi comprerei lo smartphone, andrei pure in vacanza...se poi dai 1000 avanza pure qualcosa ci vado a mangiar la pizza. :D

Tutto questo non significa che non credo in ciò che scrivo. Non tutti i cristiani sono S. Francesco o sbaglio?

Anzi se credo in ciò che scrivo, sarò altrettanto convinto che troverò un editore disposto a pubblicarmelo senza chiedermi un centesimo in più. Altrimenti l'Italia è piena di tipografie.

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Posso farvi una domanda?

Quanto costa uno smartphone di moda?

Quanto costa un viaggio in Egitto?

Sono i termini di paragone che fanno la differenza.

Io spenderei 1000 euro per pubblicare un libro presso un editore, e mi priverei di altri beni o di una vacanza, se credo in quello che scrivo.

Sì, sì, ci credo...

C'è gente che paga per mangiare insetti...

C'è gente che paga per farsi infibulare il pene...

C'è gente che paga per farsi frustare da un trans...

Son termini di paragone che fanno la differenza.

Insieme al "pagare 1000 euro per pubblicare" rispondo per tutte le cose: NO, GRAZIE!

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Siete pregati di tenere bassi i toni della discussione, grazie.

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Io spenderei 1000 euro per pubblicare un libro presso un editore, e mi priverei di altri beni o di una vacanza, se credo in quello che scrivo

Da questo deduco che le sue motivazioni sono paragonabili a quelle di molte altre case editrici che pubblicano chiedendo un contributo, quelle che in questo forum vengono definite 'a pagamento'.

Saranno sicuramente valide per lei e molti altri, non lo discuto, ma sono motivazioni che già conoscevo, e come me sono certa altri utenti del forum, e non ci convincono.

A ognuno la propria idea, comunque.

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Con editore a pagamento, si intende un editore che pubblica qualsiasi opera purché ci sia un autore disposto a remunerarlo, senza riguardo per linee editoriali e meriti.

Ritiene che sia il nostro caso?

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

Dimenticavo di rispondere a questo. Per editore a pagamento si intende un editore che pubblica chiedendo un contributo all'autore, sia esso sotto forma di denaro o acquisto copie o altro. Fine.

Nessuno ha mai detto che voi pubblichiate le più becere porcate; che ci sia anche chi lo fa è un altro paio di maniche, ed è per questo che vorrei rimanere nell'ambito della discussione, che riguarda la vostra casa editrice e non l'editoria a pagamento di per sé.

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Apprezzo tutti quanti i vostri commenti, anche se mi pare che ci sia un pò di confusione.

Come prima cosa si diventa scrittori dopo aver pubblicato una certa quantità di libri. La prima opera è solo l'inizio di una lunga carriera, e che chi avrà forza e coerenza potrà raggiungere certi risultati. Indipendente che venga richiesto un contributo opppure no.

Quindi non si paga per lavorare, perchè è veramente raro che un lavoro di un esordiente si possa ritenere un business, tanto da esser certi di un vendere un cospicuo quantitativo di copie ed accollarsi anche altri rischi di natura non economica.

Il ruolo di un editore che pubblica il libro di un esordiente è quello di "incubatore", vale a dire di gestire l'esordio dello scrittore, nella prospettiva che questo acquisisca gli strumenti di base per proseguire la carriera di scrittore.

Così se non in termini economici, ma certamente di profitto professionale ed artistico, il maggior riguardo l'ottiene l'esordiente.

Alcuni anni fa, intendavamo pubblicare senza richiedere contributo, ed abbiamo sperimentato questa strada per alcuni mesi, ed avevamo trovato anche autori interessanti e disponibili a sottoscrivere il contratto di edizione. Poi abbiamo deciso di non fare più nulla. Avremo dovuto svolgere un lavoro impegnativo, sia economicamente, che di risorse e non avevamo trovato il giusto livello di maturità da parte degli autori.

Voglio intendere, che l'investimento su un esordiente, non è solo quello che pubblica ora, ma tutto quello che farà in seguito. E quindi tutto il suo lavoro successivo alla pubblicazione è determinante.

Un esempio è la disponibilità a presentare e far conoscere il proprio libro. Un minimo di impegno da parte dell'autore ci deve essere. Dovrebbe presenziare alle presentazioni, e sapper parlare di un libro che quasi mai conosce bene, oltermodo curare contatti su internet e public relations di svariato genere. Questa opportunità in genere svaniva al primo incontro, trovandosi accomodati in poltrona, e ricolmati della nostra disponibilità, questi non mostrano alcun entusiasmo, e neppure intenzione di prendere questo impegno seriamente. Ritenevano forse di aver vinto alla lotteria, e di poter vivere di rendita.

Ovviamente voi siete esclusi.

Matteo Mantovani

Mond&editori srl

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Dovrebbe presenziare alle presentazioni, e sapper parlare di un libro che quasi mai conosce bene

Non l'ho capita... ma chi l'ha scritto il libro? :shock:

Capisco bene il vostro punto di vista e ritengo che siete stati sfortunati, oppure non avete avuto l'abilità necessaria nel saper scegliere

Anche nel mio lavoro (il commercio) posso sbagliare a scegliere un articolo, ma se mi rimane in magazzino, è colpa mia nel non aver saputo scegliere oppure devo dare la colpa al fornitore che non fa abbastanza pubblicità?

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