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Ospite Roberto

Tullio Pironti Editore

Post raccomandati

No, in effetti glissano. Ecco la risposta.

Spett.le Casa Editrice Tullio Pironti,

dopo aver visitato il vostro sito, mi piacerebbe ricevere alcune informazioni in merito alla vostra politica di valutazione di manoscritti, in dettaglio mi interessa sapere se accettate di valutare qualsiasi genere letterario, in quante copie devono essere inviate le opere (se solo cartacee o anche tramite formato elettronico) e se chiedete contributi all'autore per la pubblicazione, anche se sotto forma di acquisto copie.

Ringraziandovi anticipatamente per l'attenzione,

distinti saluti

Enrica Aragona

Gentile Sig.ra Aragona,

con riferimento alla sua richiesta, la informiamo che pubblichiamo per lo più testi di saggistica e narrativa.

La informiamo altresì che può inviarci in visione, senza impegno alcuno da parte nostra, la sua proposta editoriale all'indirizzo della nostra casa editrice, che troverà in calce alla presente, intestando il plico all'attenzione del Prof. Maglione, nostro editor.

Tenga presente che i tempi di lettura non sono brevissimi, anche in considerazione del fatto che abbiamo un arretrato notevole da esaminare e un programma editoriale ben delineato fino al prossimo inverno.

Restiamo a sua disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.

Ho chiesto chiarimenti con un'altra e-mail, specificando che voglio sapere se chiedono contributo per la pubblicazione e non per la lettura (ci mancherebbe ._.)

Aspettiamo...

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Ospite slacky

Un'amica ci lavora, ma pubblicano molto molto di rado nuovi autori, almeno così era fino a marzo scorso e non credo la politica sia cambiata. Se un'opera vale chi si occupa di leggere il manoscritto lo comunica, anche se non ti pubblicano. Credo non chiedano contributi.

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Ospite Linda Rando

Nessun contributo, la selezione è dura ed è difficile che pubblichino esordienti. Però li leggono.

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Mi è tornato indietro il manoscritto con la busta integra, l'hanno rifiutato senza neanche leggerlo. Non gli invierò mai più nulla.

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Uhm... Ma posta del genere come si rispedisce al mittente?

Perché in quel caso il postino consegna e basta, non si deve firmare l'accettazione o cose del genere, ma sinceramente non sono un esperto di invii postali.

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In alto a sinistra di una qualsiasi lettera si deve inserire il nome e l'indirizzo del mittente.Ed è a quell'indirizzo che me l'hanno rispedito, chiuso *__*

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In alto a sinistra di una qualsiasi lettera si deve inserire il nome e l'indirizzo del mittente.Ed è a quell'indirizzo che me l'hanno rispedito, chiuso *__*

Ciao Black Mamba,

mi permetto di segnalarti ciò che ho scoperto parlando per delle buone mezzore con poste italiane, sia direttamente agli sportelli sia telefonicamente quando, qualche mese fa, inviai ad alcune case editrici il manoscritto tramite posta ordinaria. Volevo utilizzare anch'io piego di libri, in quanto decisamente più economico... Ebbene, dovetti rinunciarvi in quanto la legge vuole che per questo tipo di spedizione non vi sia alcun carattere di corrispondenza, quindi sono bandite in toto le lettere di presentazione che immagino tu possa aver inserito. Unica possibilità è infilarci un biglietto di presentazione. Non vorrei che un postino particolarmente zelante abbia aperto, verificato, richiuso e rispedito al mittente!

In bocca al lupo

Erika

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In alto a sinistra di una qualsiasi lettera si deve inserire il nome e l'indirizzo del mittente.Ed è a quell'indirizzo che me l'hanno rispedito, chiuso *__*

Ciao Black Mamba,

mi permetto di segnalarti ciò che ho scoperto parlando per delle buone mezzore con poste italiane, sia direttamente agli sportelli sia telefonicamente quando, qualche mese fa, inviai ad alcune case editrici il manoscritto tramite posta ordinaria. Volevo utilizzare anch'io piego di libri, in quanto decisamente più economico... Ebbene, dovetti rinunciarvi in quanto la legge vuole che per questo tipo di spedizione non vi sia alcun carattere di corrispondenza, quindi sono bandite in toto le lettere di presentazione che immagino tu possa aver inserito. Unica possibilità è infilarci un biglietto di presentazione. Non vorrei che un postino particolarmente zelante abbia aperto, verificato, richiuso e rispedito al mittente!

In bocca al lupo

Erika

Volevo dire biglietto da visita, sorry

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Ti assicuro che quella busta non è stata aperta! E nella casellina della motivazione c'era barrata la casella del "rifiuto" da parte delle editore. Cioè non ha accettato di ritirare il pacco...

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Tra le più note, antiche e affermate case editrici napoletane vi sono quelle di Tullio Pironti e di Mario Guida. Essendo delle case editrici gloriose, ma soprattutto locali, devono la loro sopravvivenza alle loro librerie, particolarmente ricche e soprattutto specializzate in libri rari. Come editori devono innanzi tutto seguire la moda del momento e cioè dare spazio ad autori ben noti, o comunque famosi, che possano garantire un ritorno economico in un paese come il nostro dove la lettura è il privilegio di pochi e la decisione di acquistare un libro dipende da quanto l'autore sia conosciuto dal pubblico. Emergere con un libro interessante e ben fatto è divenuto, particolarmente in Italia, quasi impossibile se non si è già molto ben conosciuti. Ecco perché qualsiasi imbecille che abbia acquistato una certa notorietà per la sua presenza nel cinema o nella TV o, persino, nelle cronache scandalistiche e giudiziarie, si possa permettere di scrivere (o di farsi scrivere) un libro, e trova facilmente un editore. Editare, seriamente, una qualsiasi opera di narrativa, comporta un enorme impegno e notevoli spese. Occorre, innanzi tutto, saper leggere il manoscritto dell'esordiente e aver la necessaria competenza per poter valutare se l'opera sia, o meno, interessante e degna di essere pubblicata; poi è necessario il contatto con l'autore per modificare, rivedere, correggere il tutto per eliminare parti ridondanti o superflue. Occorre ancora il correttore delle bozze, che verifichi il tutto parola per parola.Dopo la stampa si deve provvedere alla costosa distribuzione nelle librerie nazionali e alla relativa pubblicità fatta con ogni mezzo. Insomma è un'attività lunga e costosa che, se le cose non vanno bene, può risolversi in una perdita secca, cosa che, specialmente di questi tempi, ben pochi possono permettersi. Ecco perché è bene non farsi eccessive illusioni. Oggi, chi vuole avere la soddisfazione di avere tra le mani e potere sfogliare la propria opera, senza per questo avere l'illusione di diventare una gloria nazionale e di arricchirsi, può farlo, ma deve fare tutto da sé. Oltre che saper raccontare, dovrà sapere impaginare, correggere, usare i caratteri e la formattazione adatta, illustrare (o farsi illustrare) la copertina e infine riuscire a individuare una delle centinaia "case editrici" che stamperanno il suo libro, magari dotandolo del codice ISBN, senza pretendere che l'autore acquisti per proprio conto un centinaio di copie al costo di qualche migliaio di euro. Dovrà ancora essere l'autore a curare, a proprie spese, la presentazione e la vendita dei suoi libri tra parenti, amici e conoscenti. Certo, il libro potrà essere pubblicizzato e acquistato via Internet, ma è bene non farsi illusioni. Pochi, se non pochissimi, sono disponibili a fornire i propri dati e ad usare la propria carta di credito per acquistare su Internet il libro di uno sconosciuto. Chi riesce a vendere anche solo un centinaio di copie può tranquillamente vantarsi di essere un mostro di bravura!

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Vado OT, suppongo... Credo che la situazione recente sia meno nera. Sono spuntati molti piccoli editori free e - lo testimoniano diversi siti - non pochi esordienti sono stati pubblicati quasi al di là delle proprie speranze. Soddisfazione poco duratura perché la distribuzione è quasi inesistente, pochi comprano nel web, eccetera. Al centinaio di copie si arriva, ma trovo il risultato insignificante. Mi chiedo infatti se valga la pena di affidare all' editore quasi sconosciuto anche il secondo lavoro :nein: .

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Vado OT, suppongo... Credo che la situazione recente sia meno nera. Sono spuntati molti piccoli editori free e - lo testimoniano diversi siti - non pochi esordienti sono stati pubblicati quasi al di là delle proprie speranze. Soddisfazione poco duratura perché la distribuzione è quasi inesistente, pochi comprano nel web, eccetera. Al centinaio di copie si arriva, ma trovo il risultato insignificante. Mi chiedo infatti se valga la pena di affidare all' editore quasi sconosciuto anche il secondo lavoro :nein: .

Sì, ma attenzione ai cosiddetti editori free. Rilasciano gratis il codice ISBN? Provvedono gratis all'invio delle copie per le bibilioteche previste per legge? Richiedono l'acquisto di un certo nunero di copie a prezzo agevolato e quante e come? Prevedono un compenso che non sia irrisorio per l'autore? Forniscono gratis dei modelli di copertina? Richiedono una serie di servizi "accessori" a pagamento? Stampano il libro in modo decente? Prevedono un minimo di distribuzione nelle librerie?

Sono molte le cose che devono essere ben valutate prima di tuffarsi in un'avventura che può diventare cara e amara.

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Siete off topic, se volete trattare l'argomento aprire un topic apposito nella sezione giusta. :)

Così ognuno potrà dire la sua senza allungare inutilmente questa discussione che riguarda un editore specifico. :)

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Posso dare un piccolo aggiornamento su questo editore? Spulciando su Internet mi sono imbattuta in questo articolo di Stefano Piedimonte pubblicato su L'Unità, in cui Lo stesso Tullio Pironti ammette che ha cominciato a chiedere contributi agli autori esordienti e ne spiega i motivi (discutibili secondo me) Vi linko la pagina:

 

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2565000/2562507.xml?key=Stefano+Piedimonte&first=1&orderby=1&f=fir

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Posso dare un piccolo aggiornamento su questo editore? Spulciando su Internet mi sono imbattuta in questo articolo di Stefano Piedimonte pubblicato su L'Unità, in cui Lo stesso Tullio Pironti ammette che ha cominciato a chiedere contributi agli autori esordienti e ne spiega i motivi (discutibili secondo me) Vi linko la pagina:

 

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2565000/2562507.xml?key=Stefano+Piedimonte&first=1&orderby=1&f=fir

 

Un bell'articolo, una testimonianza tutt'altro che trascurabile che spiega molto bene il perché sia meglio non rivolgersi mai a una EAP. Infatti Prionti più che spiegare ragioni che possano convincere della "bontà" di autofinanziarsi, ottiene il risultato esattamente contrario. Meglio evitare...

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Ospite Njagan

Credo che l'articolo non lasci spazio a diverse interpretazioni.

Sposto la CE di sezione.

Grazie per la segnalazione Dania :flower:

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Io francamente non capisco:

Sono tutti convinti che un editore debba essere un mecenate, che debba accollarsi tutto il rischio.

Un editore è un IMPRENDITORE.

Un imprenditore valuta, fa i suoi conti poi si accolla il rischio e basta.

 

(...) Col tempo ho capito che non potevo essere un mecenate, che non potevo essere sempre e solo io a rischiare, che era da stupidi»

Lo dico da piccolo imprenditore: mi fa arrabbiare a prescindere dal fatto che sia un editore.

 

Le capita mai di mettere la sua firma di editore su testi di cui non è orgoglioso? «Sì, mi capita. Quando succede, non li pubblicizzo. Cerco di farli passare inosservati, li considero dei figli scemi»

Mi spiace ma a questo punto io ho smesso di leggere l'articolo. Ne ho davvero abbastanza. Le premesse mi parevano apprezzabili (visto che non c'è un-editore-uno che non si vergogni di ammettere che pubblica a pagamento e avere l'occasione di leggere cosa ne pensa l'unico che fino ad ora ho visto intervistato mi sembrava interessante).

Ma questo è troppo. Questo vuol dire essere in malafede nei confronti dei propri clienti (sia autori paganti che lettori) e avere un'etica del lavoro completamente distorta rispetto al mio modo di vedere.

Grazie molte, Dania, per la segnalazione.

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Era mio dovere dare questa segnalazione, anche perchè l'editore è della mia città e insieme a Guida ( altro eap conosciutissimo a Napoli) è uno dei più importanti librai della mia città e uno dei più "antichi". Spiace che queste realtà che dovrebbero sostenere la cultura, anche e soprattutto quella degli autori  emergenti, si riducano a meri supermercati del libro.

Dicono che è la crisi. Ma si può far passare tutto attraverso questa motivazione?  :-_-:

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Link aggiornati. Inviata anche email per eventuali aggiornamenti sulla politica.

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