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Ospite Signor Ford

Il Marchio - Aurora D'Evals

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Ospite Signor Ford

Titolo: Il marchio

Autore: Aurora D'Evals

Editore: Runa Editrice

Pagine: 334

ISBN: 9788897674306
Prezzo: € 14,00 cartaceo

€ 4,99 ebook

 

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Trama: la vita di Sara può apparire a chiunque perfetta: è una figlia benestante e vezzeggiata dalla famiglia, ha una relazione d’amore solida, un lavoro in banca e un futuro che in tutta la sua drammatica prevedibilità, le appare già scritto. Ma l’incontro con Ginko, l’antitesi del bravo ragazzo, e la passione che ne scaturisce, mette a repentaglio la sua armonia per dare sfogo alla passione travolgente e al desiderio. Sara varcherà i suoi limiti, accetterà il rapporto con il suo amato master scoprendo come i suoi istinti e le sue tendenze potranno appagare la sua voglia mettendo in risalto tutte le contraddizioni dell’esistenza sbiadita che prima conduceva. Un desiderio che diventerà un marchio indelebile ricordandole tutte quelle cose che non avrebbe mai dovuto scordare.

 

Contenuti: per poter apprezzare al meglio un romanzo erotico, è necessario in fase di lettura avere la mente scevra da pregiudizi o timori. Se coniughiamo questa tendenza a una narrazione realistica, che si discosta parecchio della ultime mode letterarie sul BSDM fai da te e il sesso facile per le casalinghe, possiamo essere capaci di poter godere della storia che la scrittrice si propone, apprezzandone le sfumature. Il marchio, al di la delle scene erotiche e della trama pervasa dall’erotismo e dal desiderio senza fronzoli, che rimane anche se descrittivo e brutale, comunque raffinato, è una storia che consente al lettore di scavare nell’animo umano e scoprire tutti i sottintesi tipici delle relazioni, che siano o meno basate sul binomio master/slave. A parte la sagace descrizione della società moderna, ma soprattutto di quella fetta di società edulcorata, quasi perfetta, dove le signorine perbene si crogiolano passando dalla casa paterna al marito perfetto (magari di facciata, ma perfetto) che mette in luce tutte le contraddizioni odierne, il plusvalore del romanzo è quello di attribuire un ruolo nitido al senso di claustrofobia della vita perfetta contrapposto alla pulsione del desiderio fisico che trascende e diventa amore. Andando oltre gli schemi di concetto che siamo abituati ad applicare, infatti, la relazione con i giochi erotici e soprattutto i ruoli di schiavo e padrone non si mostrano come un istinto sordido da reprimere e da mostrare per far eccitare il lettore bisognoso, ma diventa sentimento, evidenziando con semplicità un concetto: il sesso, se consenziente, non è mai sbagliato ed è un elemento importante che può liberare e qualificare l’amore. Da qui subiamo il rovesciamento della morale attuale, che ci porta a credere che le relazioni non canoniche (e spesso non di facciata) non devono mai cascare nel tranello valutativo dello sbagliato, o del perverso. La storia di Sara, la sua personale redenzione da una vita che non sentiva sua, ci insegna quindi che il sesso è lecito, santifica, e fa parte a tuttotondo delle relazioni umane, anche quando la società bacchettona tende ancora oggi a declassarlo a istinto conservativo, a esperienza intima da non incentivare se non incanalata negli schemi appresi e imposti spesso esternamente. La trasformazione pertanto acquisisce spessore nel momento in cui avviene quel passaggio dall’apparenza (vita rosa, fidanzato ricco, desideri materiali appagati) all’essenza (dimensione del dolore e della reciproca dipendenza, amore reale, difficoltà di vissuto).

 

Ambientazione e Personaggi: Il livello descrittivo degli spazi rispecchia le situazioni intime di dipendenza amorosa che vengono vissute e raccontate da Sara durante la narrazione. Lo spazio fisico non si sostanzia nella descrizione minuziosa degli ambienti e degli accessori, quanto nelle luci e nelle penombre, negli odori e nel tatto corporale. In questo senso sono parecchio azzeccate anche le location dove si realizzano le pratiche più estreme, con una doverosa dovizia di particolari: a tal proposito si citano la serra di Cosimo, come anche il locale riservato dove Sara e Ginko concretizzeranno alcune situazioni eccitanti. Il livello sociale invece, ambientato in una generica banca, una generica casa, un generico negozio di tatuaggi restituisce l’universalità della location, lasciando il lettore libero di intravedere qualsiasi città nota. In merito ai personaggi, a fine lettura, vi è una disparità piuttosto evidente: mentre il lettore saprà dire vita, morte e miracoli di Sara, anche i suoi pensieri perversi o più remoti, e mentre di Ginko, seppur filtrato dal sentire di lei, avremo un quadro composito di chiaroscuri che restituisce l’immagine dell’uomo tenebroso e dolce, padrone e umano, tanto che alcuni dettagli verranno resi noti solo durante lo svolgimento delle scene, di altri personaggi di contorno si ha un inquadramento piuttosto vago, abbozzato, lasciandoli muoversi nella scena come delle comparse: in primo luogo sfuggono alcune variazioni del comportamento del padre di Sara, che pian piano accetta Ginko, come anche le figure amicali: abbiamo Katia, o Maria Luisa, che seppur importanti, non si riesce a capire nemmeno come il loro rapporto si sperimenti. Ma questa tendenza si nota soprattutto perché la scelta narrativa e la personalità di Sara nel suo insieme privilegiano il rapporto con Ginko e tutte le sue evoluzioni rispetto magari a dare consistenza al contorno, restituendo comunque l’intento di far emergere nella lettura il rapporto slave/master come totalizzante e onnipresente. Rimane controversa, e utile a dare una svolta alla trama, la figura di Cosimo, che magari avrebbe potuto tendersi maggiormente durante la narrazione, ma che comunque, pur depositario di odio e frustrazione, ha un comportamento ben definito, allineato sino alla fine.

 

Stile e forma: la narrazione in prima persona rimane fluida e coerente col punto di vista, crescendo di intensità nella motivazione e nel percorso della protagonista. Sara parte da un profilo, e seguendo il filo del desiderio si modifica, cresce, sia nel pensiero che nella pratica, tanto cheil lettore facilmente noterà le differenze nei momenti erotici iniziali rispetto a quelli conclusivi. Lei non è più uno schiavo, ma fa della sua dipendenza il ruolo di comando, imparando a conformare a sé la realtà. Lo stile è sobrio, poche sviste, coinvolge. Giusto qualche ripetizione che produce l’impressione di ridondanza di pensiero o di parola, ma sono momenti minimi, perché si viene subito conquistati dalla lettura e dalla storia che prende forma.

 

Conclusioni e giudizio finale: Aurora D’Evals è un mistero: legge, scrive e fa di erotismo la sua natura più intima, che regala agli altri. Ma, nonostante poche piccole sbavature, ha prodotto una grande idea e l’ha coltivata e perseguita con cura e passione, trasmettendola fino a noi. Il marchio è una lettura per menti aperte, che non temono il pregiudizio o la presenza di gesti forti ed emblematici, dedicata a tutti coloro che si vogliono erotizzare con un testo serio, che non parla di pratiche sessuale fini a se stesse ma che nasconde dentro il senso dell’amore… e il concetto che ad amare nel modo che si ritiene appartenerci, non fa mai male. E non bisognerebbe mai sentirsi giudicati per questo.

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Ospite Njagan

Era dai tempi del liceo che non leggevo un romance erotico. Allora lo si faceva per scherzo, per fare qualcosa di "proibito" insieme alle compagne di classe. Adesso invece mi sono ritrovata a scoprire un'esordiente dallo stile originale e un libro che rientra nella "letteratura" di genere. Per ora lascio i miei complimenti, riservandomi di scrivere la mia recensione in seguito. :flower:

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