Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Writer's Dream Staff

Manuali di scrittura

Post raccomandati

Questa discussione è a disposizione di chi ha bisogno o desidera consigliare qualche buon manuale di scrittura creativa.

Siate più specifici possibili e date tutte le informazioni necessarie affinché il libro possa essere rintracciato con facilità dagli eventuali interessati.

 

Manuali in italiano (ordine alfabetico; in grassetto quelli più apprezzati dalla comunità):

  1. Amata scrittura. Laboratorio di analisi, letture, proposte, conversazioni - Dacia Maraini
  2. Anatomia di una storia - John Truby

  3. Come non scrivere un romanzo - Howard Mittelmark e Sandra Newman
  4. Come si scrive un racconto - Vincenzo Vizzini

  5. Consigli a un Giovane Scrittore - Vincenzo Cerami

  6. Elementi di stile nella scrittura - William Strunk Junior

  7. Esercizi di scrittura narrativa - Josip Novakovich

  8. È più facile scrivere bene che scrivere male - Massimo Birattari

  9. I ferri del mestiere (Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti) - Fruttero & Lucentini

  10. Il grande manuale di scrittura creativa - AA VV, Editrice Nord (fuori catalogo)

  11. Il libro delle idee per la scrittura - Jack Heffron

  12. Il mestiere dello scrittore - John Gardner

  13. Il mondo narrativo. Come costruire e come presentare l'ambiente e i personaggi di una storia - Davide Pinardi, Pietro De Angelis

  14. Il nuovo Manuale di Stile - Roberto Lesina

  15. Il principio dell'iceberg - E. Hemingway

  16. ll prontuario dello scrittore - Franco Forte

  17. Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema - Chris Vogler

  18. Lezioni di letteratura - Vladimir Nabokov
  19. Lo zen e l'arte della scrittura - Ray Bradbury
  20. L'eroe dai mille volti - Joseph Campbell (non propriamente un manuale, tuttavia molto apprezzato perché vi si avvicina)

  21. L'arte della narrativa - David Lodge

  22. L'arte della scrittura drammaturgica - Lajos Egri

  23. L'arte del personaggio - Lajos Egri

  24. L'officina della parola - Giulio Mozzi e Stefano Brugnolo

  25. Manuale di scrittura creativa - Cotroneo Roberto

  26. Master di scrittura creativa - Jessica Page Morrell

  27. Niente trucchi da quattro soldi, consigli per scrivere onestamente - Raymond Carver

  28. On Writing. Autobiografia di un mestiere - Stephen King

  29. Pronto soccorso per scrittori esordienti - Jack London

  30. Retorica (Libro III: il messaggio) - Aristotele

  31. Scrivendo s'impara - Manuela Salvi

  32. Scrivere come i grandi. A lezione di scrittura da Salinger, Hemingway, Kafka e altri diciotto grandi maestri - William Cane

  33. Scrivere crime story - Sue Grafton

  34. Scrivere il giallo e il nero - Laura Grimaldi

  35. Scrivere un romanzo - Donna Levin

  36. Senza trama e senza finale - Anton Čecov

  37. Story - Robert McKee (incentrato sulla sceneggiatura)

  38. 78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato, e 14 motivi per cui invece potrebbe anche esserlo - Pat Walsh

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Njagan

Consiglio Lo zen e l'arte della scrittura di Ray Bradbury. (Pag. 124)

Indice (a parte l'introduzione e i ringraziamenti):

- La gioia di scrivere.

- Corri forte, tieni duro, o la cosa in cima alle scale, o nuovi fantasmi da vecchi cervelli.

- Come trovare una musa e nutrirla.

- Ubriaco, e con la responsabilità di una bicicletta.

- Investire gli spiccioli: Fahrenheit 451.

- Questa parte di Bisanzio: Dandelion Wine.

- La lunga strada per Marte.

- Sulle spalle dei giganti.

- La mente segreta.

- Tirando Haiku in un barile.

- Lo zen nell'arte della scrittura.

- Sulla cretività.

Non vi aspettate il classico manuale con regole o consigli pratici. Bradbury porta a riflettere e incontra il suo lettore in angolo zen, appunto. Le ragioni per cui lo consiglio sono racchiuse in questa lunga estrapolata dal terzo capitolo.

"Non è facile. Nessuno l'ha mai fatto con costanza. Quelli che ci hanno provato con più decisione, l'hanno fatta scappare nella foresta.

Quelli che hanno girato la schiena e hanno fatto quattro passi a soli, fischiettando tra i denti, l'hanno sentita camminare dietro di loro, attirata da un disprezzo attentamente studiato.

Stiamo parlando della Musa, naturalmente...

Si muove quando sente un suono, impallidisce se le fai una domanda, si volta e svanisce se le scompigli il vestito.

Cosa la angustia? ti chiedi. Perché indietreggia se la fissi negli occhi? Da dove viene e dove va? Come possiamo fare per farla restare più a lungo? Che temperatura le aggrada? Ama che si parli ad alta voce o a voce bassa? Dove comprare il cibo per lei, e di che qualità e quantità e a che ora mangia? Possiamo cominciare parafrasando la parola "Amore" con la parola "Arte".

L'arte volerà se l'abbracci soavemente,

L'Arte morirà se l'abbracci strettamente.

Soavemente, strettamente, come faccio a sapere, se sto tenendo l'arte o la sto lasciando andare?

Al posto di "Arte" metti se vuoi, "Creatività" o "Subconscio" o "Ardore", o qualsiasi altra parola che sta per ciò che succede quando cominci a girare come una trottola e una storia "appare".

Un altro modo di descrivere la musa può essere il rimettere insieme quei piccoli punti luminosi, queste bolle aeree che navigano nella vista di ciascuno, minute macchie della lente o la pelle esterna, trasparente, dell'occhio. Non percepite per anni, quando tu all'inizio fissi la tua attenzione su di loro, possono diventare disturbi insopportabili, perdite dell'attenzione che avvengono a tutte le ore del giorno. Deturpano quello che stai guardando entrando in campo. C'è gente che è andata dallo psichiatra con il problema delle "macchie". Il consiglio inevitabile: ignoratele e spariranno. Il fatto è che non se ne vanno; restano, ma noi le ignoriamo, e fissiamo il nostro interesse sul mondo e sugli oggetti sempre mutevoli del mondo, come vorremmo.

Così, allo stesso modo, con la nostra Musa. Se noi fissiamo l'interesse oltre la musa, lei riguadagna il suo equilibrio e resta fuori campo.

Io sono del parere che per tenere una Musa vicino a sé, bisogna prima di tutto sfamarla. Come si possa sfamare qualcosa che non c'è a dire il vero è un po' difficile da spiegare. Ma viviamo in un mondo di paradossi. Uno in più non ci dovrebbe disturbare...

Quello che il Subconscio è per ogni altro essere umano, nel suo aspetto creativo diviene, per gli scrittori, la Musa. Sono due nomi per la stessa cosa. Ma in qualsiasi modo lo chiamiamo, questo è il nucleo dell'individuo che fingiamo di esaltare, al quale erigiamo templi, e al quale accordiamo un rispetto non sincero, nella nostra società democratica. Qui c'è la sostanza dell'originalità. Perché è nella totalità dell'esperienza che ha vissuto, memorizzato e dimenticato, che ogni uomo è veramente diverso da tutti gli altri. Perché nessuno uomo vede le cose nello stesso ordine, nella sua vita. Uno vede la morte prima di un altro, uno conosce l'amore più velocemente di un altro. Due uomini, per quanto ne sappiamo, che vedono lo stesso incidente, lo ricordano con coordinate diverse, in parte diverse dei loro alfabeti alieni. Non ci sono cento elementi, ma due miliardi di elementi al mondo. Tutto risulterebbe diverso, negli spettroscopi e nelle scale.

Sappiamo com'è vivace e originale ogni uomo, anche il più lento e ottuso. Se ci avviciniamo a lui correttamente, e parliamo con lui, e gli diamo respiro e alla fine gli chiediamo Che cosa vuoi? (O, se l'uomo è molto vecchio, Che cosa volevi?) ogni uomo parlerà del suo sogno. E quando un uomo parla dal suo cuore, nel suo momento di verità, parla di poesia.

Quando la gente mi chiede da dove prendo le mie idee, mi viene da ridere. Com'è strano, siamo così occupati a guardare fuori, a trovare strade e mezzi, che dimentichiamo di guardare dentro.

La Musa è là, un fantastico magazzino, il nostro essere completo. Tutto quanto è più originale giace in attesa di essere convocato.

Come preparare il menù?

Ogni giorno della tua vita leggi poesie.

La poesia espande i sensi e li riporta in condizioni primordiali. Fa sì che tu ti renda conto del tuo naso, del tuo occhio, del tuo orecchio, della tua lingua, della tua mano. E, dopo tutto, la poesia è metafora compatta o similitudine. Tali metafore, come i fiori di carta giapponesi, possono espandersi all'esterno in forme gigantesche.

Saggi. Scegli dei libri che migliorino il tuo senso dei colori, il tuo senso delle forme e delle dimensioni del mondo. Perché non imparare qualcosa sull'olfatto e sull'udito? I tuoi personaggi dovranno qualche volta usare i loro nasi e le loro orecchie o perderebbero la metà degli odori e dei suoni della città e tutti i suoni ancora vaghi della natura selvaggia degli alberi e dei prati della città.

Perché tutta questa insistenza sui sensi? Perché se vuoi convincere il tuo lettore che è là, devi attaccare tutti i suoi sensi, di volta in volta, con colori, suoni, gusti e trame. Se il tuo lettore sente il sole sulla pelle, il vento che gli muove le maniche della camicia, metà della tua battaglia è vinta. Il più improbabile dei racconti può diventare probabile, se il tuo lettore, attraverso i suoi sensi, sente con certezza di essere nel bel mezzo degli avvenimenti. Non può rifiutare, allora, di partecipare. La logica degli avvenimenti dà sempre strada alla logica dei sensi.

...e i racconti e i romanzi. Leggi gli autori che scrivono nel modo in cui vorresti scrivere, che pensano nel modo in cui vorresti pensare. Ma leggi anche quelli che non pensano come pensi o non scrivono come vuoi scrivere, e così sarai stimolato in direzioni che potresti non prendere per molti anni.

I nostri sono un tempo e una cultura immensamente ricchi di spazzatura come di tesori. A volte è un po' difficile distinguere i tesori dalla spazzatura, così esitiamo, timorosi di dire la nostra.

Qual è il carattere che tiene insieme tutte queste cose? Se ho nutrito la mia Musa in parti uguali di spazzatura e tesori, com'è che sono arrivato alla fine della vita con quelle che la gente ritiene siano storie accettabili?

Io credo che una cosa le tenga tutte insieme. Tutto quello che ho fatto l'ho fatto con eccitazione, perché volevo farlo, perché mi piaceva farlo.

La costante rimane, la ricerca, il ritrovamento, l'ammirazione, l'amore, la risposta onesta ai materiali che ci circondano, non importa quanto trasandati possano sembrare un giorno, quando ci voltiamo a guardarli.

...mi sembra una continua rincorsa degli amori, la ricerca di questi amori a dispetto dei bisogni presenti e futuri, il movimento da trame semplici a trame più complesse, da quelle ingenue a quelle più informate, da quelle non intellettuali a quelle intellettuali. Niente è perso. Se ti sei mosso su territori sconfinati e hai osato amare delle cose stupide, avrai imparato anche dagli oggetti più primitivi che hai collezionato e che hai messo da parte nella tua vita.

E mentre la nutri, come mantenere la tua Musa è il problema finale.

La Musa deve avere una forma. Scriverai un migliaio di parole al giorno per dieci o vent'anni per provare a dare una forma, per imparare abbastanza sulla grammatica e sulla costruzione di una storia in modo che questo diventi parte del subconscio, senza restringere o distorcere la musa.

Sii certo di questo. Quando l'amore onesto parla, quando comincia la vera ammirazione, quando sale l'eccitazione, quando l'odio solleva in spire come il fumo, non devi mai dubitare che la creatività sarà con te per sempre.

Esperienza. Fatica. Questi sono i due lati della medaglia che quando è lanciata non è esperienza né fatica, ma il momento della rivelazione. La moneta, per l'illusione ottica, diventa un tondo, brillante globo roteante di vita. È il momento in cui il ritmo del portico risuona soavemente e una voce parla. Tutti trattengono il fiato. La voce sale e scende. Il babbo racconta degli anni passati. Un fantasma nasce dalle sue labbra. Il subconscio muove e stropiccia i suoi occhi. La musa si avventura tra le felci sotto il portico, dove i ragazzi dell'estate, sparsi sul prato, ascoltano. Le parole diventano poesia che nessuno capisce, perché nessuno ha pensato di chiamarla così. Il tempo è là. La storia è là. Un uomo ben nutrito afferra e con calma offre la sua infinitesima porzione di eternità. Sembra una cosa grande, nella notte estiva. E lo è, come lo è sempre stato nei tempi, quando c'era un uomo che aveva qualcosa da dire e uno, quieto e saggio, che l'ascoltava."

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

io consiglio 

 

 Niente trucchi da quattro soldi, consigli per scrivere onestamente - Raymond Carver - minimum fax, pagg. 119

 

"Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste" R. C.

 

Non è un manuale di scrittura "tecnico", a differenza - per esempio - di quello di Franco Forte che spiega come impaginare, come scrivere una sinossi, come presentarsi a un editore,

ma un vero piccolo gioiellino che dispensa i pensieri di Raymond Carver riguardo all'essere scrittore. Il libro raccoglie dei brani tratti da interviste a RC e sono suddivisi i capitoli tematici.

Non è un testo accademico, ma piccole perle da leggere ogni momento che se ne ha voglia, anche solo per avere una spinta quando ci si trova abbacchiati di fronte alla temibile "pagina bianca".

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nessuno ha ancora citato On Writing. Autobiografia di un mestiere di Stephen King?

Io l'ho trovatp in biblioteca, visto che la Sperling non lo ristampa dal 2001 circa...

Metà del libro è proprio l'autobiografia del Re, il resto sono inviti a come organizzare il lavoro e qualche consiglio e tutto svolge il proprio compito.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Njagan

Veramente era già presente nel link sopra :la:

E oltre che in biblioteca si trova anche su Amazon, versione cartacea e kindle :)

Ma tornando IT, uno dei manuali che ho trovato utile (oltre a quello di Strunk sempre citato nel link) è L'arte della narrativa di David Lodge.

Sono 305 pagine con 50 capitoletti che spaziano dall'incipit allo straniamento.

L'ho trovato ben fatto per quanto riguarda l'aporia, la narrazione mimetica e diegetica, il monologo interiore, il flusso di coscienza e molti altri argomenti difficilmente trattati nei vari manuali.

Tra l'altro ho apprezzato la formula di Lodge che prevede lo stralcio di un romanzo e subito dopo la spiegazione o il raffronto con un altro autore.

Con questo manuale ho scoperto libri e autori fantastici.

È colpa di Lodge se mi sono perdutamente innamorata di Amis.

*tranquillizza Eggers: no, lui appartiene al passato ormai u.u*

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Howard Mittelmark, Sandra Newman, Come non scrivere un romanzo

una guida per evitare i 200 errori più comuni

218 pagine, libro rilegato

traduttore: Giaccari R.

ISBN 9788863800517

Ed. Corbaccio

 

è uno scherzoso "manuale al contrario" in cui gli autori evidenziano i 200 modi più efficaci per farsi cestinare dagli editori. il tono è sempre ironico e la lettura facile, ma i consigli sono molto utili, basta... non seguirli.

è suddiviso in sette parti:

  1. La Trama
  2. I Personaggi
  3. Stile - i fondamenti
  4. Stile - punto di visat e voce
  5. Il mondo del romanzo mal scritto
  6. Effetti speciali e giochi azzardati...
  7. come non vendere un romanzo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Fruttero & Lucentini, "I ferri del mestiere (Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti)" - Einaudi, prima edizione 2003, ristampato nel 2013.

Imperdibile manuale di scrittura creativa. Affronta in maniera sempre deliziosa svariati temi. Nell'ordine: La parodia, Il dialogo (mirabile esempio di uso dei registri), la traduzione (altro incredibile esempio: 26 pagine che alla lettura volano letteralmente per spiegare la traduzione di un paio di righe dall'inglese!), la fantascienza, storie di guerra, ghost-stories, il noir, i fumetti.

E ancora: il mercato editoriale e l'autopromozione.

Come dice il titolo è un vero e proprio manuale, ma involontario: raccoglie una quarantina di saggi che i due grandi hanno scritto nel corso di più di trent'anni di carriera editoriale. Domenico Scarpa li ha raccolti e suddivisi facendone un vero e proprio strumento. Prezioso.

A tratti potrà sembrare un po' datato ma anche negli scritti meno recenti è uno splendido esempio di quanto duro lavoro artigianale ci sia nella buona scrittura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Beh, per chi ha davvero voglia di leggere, c'è "Il grande manuale di scrittura creativa" aa. vv, editrice Nord.

Sulle linee guida delle scuole di scrittura creativa americane, è un tomo di oltre 700 pagine, ma è completo, c'è tutto.

A me ha insegnato diverse cose, soprattutto mi ha reso più consapevole di alcuni strumenti già in mio possesso!

Modificato da Eleya

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Dark

Uno dei miei primi, e che mi ha lasciato un piacevolissimo senso di ... è stato

"Niente trucchi da quattro soldi - Consigli per scrivere onestamente" di RAYMOND CARVER.

Tutto qui.

:emo:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

io non ho mai letto un manuale di scrittura al momento (penso che lo farò a breve però, mi avete ispirato), ma mi sono sempre chiesto se serva (penso di sì), a quanto serva (non ne ho idea) e se non c'è il rischio che poi la scrittura diventi troppo "concentrata", ovvero che uno si perda troppo nella ricerca della forma a scapito della sostanza.

Beh, secondo me dipende da "quanti strumenti del mestiere" possiedi, come dice S. King.

Se hai delle buone basi, se scrivi da tempo, e leggi molto, troverai soprattutto conferme in un manuale di scrittura.

Ovvio, se sei alle prime armi... ti sembrerà un testo di grammatica!

Scherzi a parte, ci sono diversi spunti interessanti, anche per chi è già navigato, nel senso, di diventare più consapevoli quando si usano certe tecniche che, magari, vengono applicate in modo inconsapevole e quindi approssimato.

Quando padroneggi un minimo di tecnica, diventa "naturale" scrivere secondo le sue regole, perciò la "forma" diviene parte della "sostanza", cioè un qualcosa che non è più così distante, anche se va ricercato comunque, sempre.

Poi, come al solito, ognuno deve trovare il proprio modo di raggiungere l'obiettivo, che può essere con o senza manuale. ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Roberto

Non mi stancherò mai di consigliare Elementi di stile nella scrittura - William Strunk Junior.

 

Dalla quarta di copertina:

 

Da quasi cento anni The elements of style di William Strunk Jr rappresenta negli Usa uno straordinario fenomeno editoriale. Un libro di didattica che ha formato tutte le generazioni americane dal 1918 (data della sua apparizione) ad oggi, vendendo milioni di copie.

Come ha scritto Stephen King: "La maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze. Una rispettabile eccezione alla regola di cui sopra è The Elements of Style. Non ci sono scemenze in quel libro e se ce ne sono, sono meno che veniali. Vi dico fin d'ora che tutti gli aspiranti scrittori dovrebbero leggerlo.

 

Ma in che cosa consiste il segreto del suo successo? Forse il punto fondamentale è che il libro non solo dice ciò che si dovrebbe sapere sulla scrittura, ma soprattutto non dice niente di più. Perché dentro vi è distillato solo l'essenziale. Dalle norme sintattiche all'analisi dei segni d'interpunzione, delle loro funzioni e di tutti i possibili usi; dalle norme compositive alle questioni di forma all'uso improprio delle espressioni linguistiche, fino all'approfondimento sullo stile e i suoi effetti. E questo in pochissime, essenziali pagine. Perché tutto il resto è talento e applicazione.

 

Il libro è integrato da note di approfondimento e paragrafi aggiuntivi per il lettore italiano, a cura di Mirko Sabatino.

 

Ok, la mia buona azione quotidiana l'ho fatta, uff...

Scherzi a parte, per me è stato molto utile e chiarificatore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non mi stancherò mai di consigliare Elementi di stile nella scrittura - William Strunk Junior.

 

Dalla quarta di copertina:

 

Da quasi cento anni The elements of style di William Strunk Jr rappresenta negli Usa uno straordinario fenomeno editoriale. Un libro di didattica che ha formato tutte le generazioni americane dal 1918 (data della sua apparizione) ad oggi, vendendo milioni di copie.

Come ha scritto Stephen King: "La maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze. Una rispettabile eccezione alla regola di cui sopra è The Elements of Style. Non ci sono scemenze in quel libro e se ce ne sono, sono meno che veniali. Vi dico fin d'ora che tutti gli aspiranti scrittori dovrebbero leggerlo.

 

Ma in che cosa consiste il segreto del suo successo? Forse il punto fondamentale è che il libro non solo dice ciò che si dovrebbe sapere sulla scrittura, ma soprattutto non dice niente di più. Perché dentro vi è distillato solo l'essenziale. Dalle norme sintattiche all'analisi dei segni d'interpunzione, delle loro funzioni e di tutti i possibili usi; dalle norme compositive alle questioni di forma all'uso improprio delle espressioni linguistiche, fino all'approfondimento sullo stile e i suoi effetti. E questo in pochissime, essenziali pagine. Perché tutto il resto è talento e applicazione.

 

Il libro è integrato da note di approfondimento e paragrafi aggiuntivi per il lettore italiano, a cura di Mirko Sabatino.

 

Ok, la mia buona azione quotidiana l'ho fatta, uff...

Scherzi a parte, per me è stato molto utile e chiarificatore.

  :umhh:... mi hai convinta! :D  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Roberto

:umhh:... mi hai convinta! :D

Ottimo, non te ne pentirai. E' leggero ma efficacissimo, si legge bene, circa cento pagine.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao a tutti.

 

Dopo la breve presentazione di qualche giorno fa, pubblico il mio primo post.

Mi spiace se la discussione non è nella sezione adatta, chiedo ai moderatori

di spostarla se così non fosse.

 

La mia domanda è: quali sono i manuali di scrittura che vi hanno aiutato di più? 

 

Io ne ho letti alcuni: Manuale di scrittura creativa di Crotoneo, On Writing di S. King e

Scrivere un romanzo di Donna Levin.

 

Tutti e tre mi hanno dato qualcosa, ma quello più illuminante è stato On Writing - forse perché King è in assoluto il mio scrittore preferito.

 

Cerco inoltre un manuale che dia istruzioni precise sullo stile e anche sulla scelta formale.

Ne conoscete qualcuno?

King cita Elementi di stile nella scrittura di Strunk j. L'avete letto? 

 

Grazie e buona serata a tutti,

 

Max

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il tuo cuore: è il manuale di scrittura più efficiente; il resto è formativo.

Ok, forse non è la risposta che vuoi adesso, ma sono sicuro che un giorno sarà La risposta.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Manuali di scrittura? Ne ho letti un po' (quasi tutti d'oltremanica o d'oltreoceano), ma nessuno che mi abbia aiutato davvero: di solito sono troppo generici o ripetono cose già note, elementari; quando va male poi, si contraddicono. Ho sentito parlare del manuale di King, ma non l'ho mai letto: se però già l'hai trovato utile, ottimo.

Se non hai problemi con l'inglese, ti consiglio le lezioni di Brandon Sanderson (autore di Mistborn e degli ultimi volumi della Ruota del Tempo di Jordan) su youtube: sono incentrate su fantasy e sci-fi, ma gran parte dei concetti sono validi per la narrativa in generale.

 

Se cerchi un manuale sullo stile, c'è un solo libro che mi sento di consigliare: la Retorica di Aristotele. Più precisamente, il terzo libro, quello che tratta dello stile. Ok, è un manuale di retorica, e Aristotele fa riferimento ai discorsi degli oratori del suo tempo, però molti dei concetti espressi precorrono incredibilmente i nostri giorni: 'show, don't tell', utilizzo di termini specifici ed appropriati, rifiuto di uno stile poetico et cetera.

L'ideale sarebbe leggerlo in greco, però credo che anche la traduzione sia sufficiente.  :asd:

 

PS: per il futuro (visto che ci sono stati parecchi avvisi per questo :asd:) evita di postare in una sezione specifica se non sei sicuro di quale sia quella più appropriata e posta direttamente nel forum generale di Questioni Scrittevoli.  : Chessygrin :

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quoto Roberto: Elementi di stili è davvero comodo. Va tenuto in casa, va consultato, anche se personalmente trovo che seguire le regole pedissequamente non sia cosa da fare nella scrittura. Ma le regole, se così si possono chiamare, vanno sempre conosciute. 

Così come quoto la retorica di Aristotele.

Io ne ho letti un po', di manuali. Devo dire che quasi tutti mi hanno fatto comodo per alcune cose e meno comodo per altre. 

Uno di quelli che mi sento di consigliare, oltre a quelli già citati, è Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers' Workshop. Ci sono capitoli interessanti e spiegati con semplicità. Diciamo che l'ho trovato onesto. Ha anche il vantaggio di metterti addosso la voglia di scrivere :) perlomeno, a me la mette addosso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Beh, per chi ha davvero voglia di leggere, c'è "Il grande manuale di scrittura creativa" aa. vv, editrice Nord.

Sulle linee guida delle scuole di scrittura creativa americane, è un tomo di oltre 700 pagine, ma è completo, c'è tutto.

A me ha insegnato diverse cose, soprattutto mi ha reso più consapevole di alcuni strumenti già in mio possesso!

Ci sono diversi testi di questa casa editrice che riguardano la scrittura. Ma io non sono riuscita a trovarli, forse perché sono un po' vecchi. Li trovo fuori catalogo. Tu sai dove posso cercare?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il mio in effetti è datato... 10 anni!

Sum, hai ragione non si trova cercando nel Web e sul sito della NORD non esiste più.

Forse, più in là lo ripubblicheranno...

Nel frattempo tieni d'occhio i venditori privati o ebay. :asdf:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il mio in effetti è datato... 10 anni!

Sum, hai ragione non si trova cercando nel Web e sul sito della NORD non esiste più.

Forse, più in là lo ripubblicheranno...

Nel frattempo tieni d'occhio i venditori privati o ebay. :asdf:

 

grazie ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Consiglio Senza trama e senza finale di Anton Čecov e Il principio dell'iceberg di E. Hemingway.

Entrambi sono libricini ma sulla loro utilità non ho alcun dubbio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

I Nomi (proprio con la "N" maiuscola) che ha citato Hector mi fanno venire in mente che Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov (Garzanti, la mia edizione è del 1992) è oltre il Manuale, oltre la Lezione, oltre l'Analisi dei testi (e che testi: vengono rivoltati come calzini niente meno che lavori di Jane Austen, Charles Dickens, Gustave Flaubert, Robert L. Stevenson, Marcel Proust, Franz Kafka e James Joyce).

Semplicemente imperdibile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Penso che i manuali di scrittura, contrariamente a chi ne scredita l'utilzzo perchè potrebbero contaminare il prorio stile, siano un elemento imprenscindibile per tutti quelli che si vogliono avvicinare alla stesura di un qualsiasi romanzo o racconto. Bisogna conoscere le "regole" per poterle poi aggirare, non si tratta di omologare i testi tutti allo stesso modo, ma dare dei principi sui quali poi piantare le radici delle nostre ispirazioni. Naturalmente nessun manuale è adatto allo stesso tipo di persone, un po' come i libri scolastici, non tutti riescono a tramettere il senso reale dei loro consigli. Questo può dipendere da diversi fattori. La casa editrice *EDIT DALLO STAFF* prende in considerazione molti degli argomenti legati alla scrittura. Tanti testi sono già stati citati, ma volendo offrire un manuale nuovo, che ho nella mia wishlist avendone letto l'anteprima, mi sento di consigliare *EDIT DALLO STAFF*

Se qualcuno lo avesse già acquistato e potrebbe darne un giudizio più approfondito è cosa gradita. Altrimenti non resta che aspettare che sfoltisca la mia lista :-)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Ma stiamo scherzando?

Qui si consigliano manuali già letti che si considerano buoni. Non consigliamo anteprime, per carità. Tanto meno facciamo pubblicità a chicchessia... lo spam pure tra i manuali, no vi prego. Qui l'incubo dovrei essere io ma mi state confondendo le idee :sss:

Se non si era capito ho editato il messaggio.

Per i consigli di lettura ci sono appositi thread. Per fare quattro chiacchiere e scambiare pareri, pure. Per le vostre rimostranze sapete come agire.

Buone letture.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

io non ho mai letto un manuale di scrittura al momento (penso che lo farò a breve però, mi avete ispirato), ma mi sono sempre chiesto se serva (penso di sì), a quanto serva (non ne ho idea) e se non c'è il rischio che poi la scrittura diventi troppo "concentrata", ovvero che uno si perda troppo nella ricerca della forma a scapito della sostanza.

Il rischio a mio parere, più dei corsi che dei manuali in verità, è la tendenza a produrre dei cloni.

Troppo spesso i consigli dei manuali si trasformano in rigidi schemi che finiscono per diventare la sostanza, anziché la forma del narrare. 

Con questo, ben inteso, non è che i manuali siano inutili, tutt'altro.  E' che andrebbero analizzati e adattati ai propri fini, non digeriti e riprodotti in copia conforme.  Perché troppo spesso mi capita di leggere racconti che si assomigliano, personaggi stereotipati, metafore che si ripetono quasi identiche.

Il manuale insomma è uno strumento utilissimo, che aiuta a dare la forma migliore a quella sostanza che, si spera, ci portiamo dentro. 

Quando finisce per prenderne il posto allora abbiamo fallito. 

Noi, non i manuali.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Vi riporto la mia recensione sui manuali proposti.

 

Immagine di copertina: http://www.audinoeditore.it/img/big/M-046.jpg

Titolo: Scrivere un romanzo

Autore: Donna Levin

Editore: Dalla collana Dino Audino Editore

In catalogo: SI

Disponibile in ebook: No

Disponibile negli store dell’usato: Se esiste il nuovo ci sarà chi lo avrà usato.

Numero ISBN: 978-88-7527-145-9

Prezzo: 16,15

Sinossi: L’arte del romanzo vive all’interno dell’immaginario collettivo avvolta da una sfera di sacralità inviolabile; di conseguenza, la possibilità del suo insegnamento viene spesso negata e derisa. In realtà, da un libro, qualche volta è possibile acquisire la spinta per scrivere nella giusta direzione. Qualche altra volta si possono trovare stimoli, o esempi o indicazioni concrete per la risoluzione dei problemi. Qualche altra volta ancora si riesce a ottenere qualcosa di più, come una profonda esplorazione delle strutture del romanzo, condotta da qualcuno competente e esperto. È il caso di Donna Levin, insegnante di scrittura e scrittrice lei stessa, che ci aiuta a conoscere quello che è necessario sapere per scrivere al meglio il proprio romanzo. Questo testo è infatti una sorta di seduta di sviluppo ed editing narrativo per scrittori, e ogni suo capitolo unisce alla teoria letteraria la pratica laboratoriale delle note di riscrittura e l’uso di esercizi e “casi” tratti da grandi capolavori letterari e cinematografici. Alcuni esempi, tra i tanti: come rendere appassionante un conflitto e quale punto di vista utilizzare per dare spessore a una storia? Come alzare la posta in gioco per accrescere l’identificazione del pubblico? Perché prestare grande attenzione alla divisione in capitoli? Insomma quali strumenti utilizzare per raccontare in modo più efficace e preciso la propria storia. Da veri narratori.

Indice dei capitoli:

1 Perché si deve studiare la tecnica in questo mondo imperfetto

2 Il personaggio è il destino

3 Creare la trama

4 Dove guardi dipende da dove sei: il punto di vista

5 Le parole sono tutto ciò che abbiamo

6 Lo stile fa il romanzo

7 A mo’ di conclusione

Note: Il libro lascia più di uno spunto di riflessione, l’autrice prende come esempi libri a lei cari, cito uno tra tutti “Anna Karenina” di Tolstoj, su cui baserà le sue riflessioni. La lettura scorre via veloce, non ci vengono proposti tecnicismi di difficile interpretazione, il testo risulta tradotto abilmente, per i passaggi più difficili sono presenti delle note, questo in modo da farci giungere il messaggio originale dell’autrice, nella forma più chiara possibile. Un testo che vi permetterà di dormire senza incubi. In fondo questi dovrebbero essere riservati solo a chi non ha la coscienza pulita.

 

 

Immagine di copertina: http://giotto.ibs.it/cop/cop.aspx?s=E&f=170&x=0&e=9788862204644

Titolo: È più facile scrivere bene che scrivere male

Autore: Massimo Birattari

Editore: Ponte delle Grazie

In catalogo: SI

Disponibile in ebook: Si

Disponibile negli store dell’usato: Forse

Numero ISBN: 9788862202862

Prezzo: 8,99

Sinossi: Scrivere bene è meno difficile di quanto siamo abituati a pensare. Dire che è più facile che scrivere male può sembrare un’esagerazione. Ma pensate a tutte le energie che sprechiamo per complicarci l’esistenza e infilarci nei labirinti di una lingua involuta e oscura. Pensate a certi comunicati stampa, ai verbali delle riunioni di condominio, alla lingua che ci sentiamo costretti a usare nelle relazioni scritte in ufficio o a scuola. Davvero è meno faticoso scrivere bene. A patto di sapere come si fa.

Indice dei capitoli:

1 Semplicità (con diversi sotto capitoli)

2 Chiarezza

3 Precisione

4 Leggerezza

5 Ironia

6 Eleganza

7 Espressività

8 Consapevolezza

Note: L’autore ci dice che questa è l’edizione aggiornata di un precedente manuale uscito nel 2002, con il titolo “Italiano: lo stile”. Gli otto capitoli sono dedicati ciascuno a un principio chiave dello scrivere bene. Punti di riferimento imprescindibili. Il libro si rivolge a tutti coloro che hanno bisogno di scrivere in italiano e vogliono farlo con disinvoltura e soddisfazione personale. Discorsi che vanno affrontati seriamente, ma in fondo come si può pensare che non sia così oppure di mettere in discussione le qualità dell’autore, sul quale ha avuto parole di elogio anche Beppe Severgnini.

Esistono suggerimenti pratici, cose da evitare, esercizi e l’altra campana. Quest’ultimo mette in evidenza lo stile di alcuni autori che, in maniera consapevole, violano gli argomenti trattati. Riguardo al primo capitolo un esempio di semplicità ci viene dello stesso Calvino: “Dove trionfa l’antilingua – l’italiano di chi non sa dire «ho fatto» ma deve dire «ho effettuato» - la lingua viene uccisa”. Ci verrà raccontata una lezione di Indro Montanelli, che imparerà in America, scrivendo i suoi primi articoli, l’importanza di scrivere pensando di riferirsi a un lattaio dell’Ohio.

La sezione dedicata a “L’altra campana”, la reputo uno delle più interessanti, in cui si analizzano concretamente gli argomenti trattati, contrapposti all’uso che ne fanno alcuni autori. Così, volendo numerarli, abbiamo:

1 La prosa non semplice di Carlo Emilio Gadda e il suo “Quel pasticciaccio brutto di via Merulana”, per il quale ci verranno fornite le giustificazioni del metodo.

2 Non proprio un esempio di chiarezza, Eugenio Montale “le occasioni”.

3 La precisione di Giacomo Leopardi con “Il Zibaldone” e “L’infinito”.

4 Il mattone di Giorgio Colli “La nascita della filosofia”,

5 Il sarcasmo di Luciano Biancardi e “La vita agra”.

6 Le pecche dello stile di Italo Svevo “La coscienza di Zeno”.

7 Privi di espressività sono le notizie di agenzie, cronaca e ecc.

8 Trattasi di un riepilogo conclusivo.

È giusto dare spazio a un diritto di critica, se vi è possibile pubblicizzate i due manuali proposti e fateli conoscere, in caso contrario sarò disposto a sentire la vostra “L’altra campana”.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io ho comprato in edicola i volumi del corso di scrittura "Io scrivo" del Corriere della Sera e questo corso mi ha aiutata molto. Ora sto acquistando anche i volumi del corso "Scrivere", sempre in edicola. Del primo ho apprezzato in particolare i dvd allegati (ogni settimana un'intervista a uno scrittore diverso). Inoltre, ho letto "Amata scrittura" di Dacia Maraini e "78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato, e 14 motivi per cui invece potrebbe anche esserlo" di Pat Walsh.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora


×