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sybilvane

Rupe Mutevole Edizioni

13 risposte in questa discussione

purtroppo dobbiamo richiedere un contributo per la stampa e distribuzione dell'opera

le copie gratuite variano da un minimo di 20 ad un massimo di 50

tutte le copie oltre quelle gratuite che l'autore ci richiede per una vendita diretta gliele forniamo con il 50% di sconto

cordialmente

Cristina Del Torchio

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A me, dopo soli due giorni dall'invio di un romanzo che è composto di ben 165 pagine A4, è stato proposto questo:

P.S per correttezza preciso che, ho ,erroneamente, proposto la mia opera per una collana che si occupa di un altro genere, ma loro hanno precisato che potevano inserirla in un'altra...

l'autore avrà un contratto di questo tipo:

- contratto triennale, senza nessun diritto di esclusiva (nel senso che siamo contrari al diritto di prelazione), prima tiratura di 400 copie, diritto d'autore del 10%, depositi legali, dalle 10 alle 20 copie in regalo, no macero (siamo autosufficienti per la produzione e i nostri libri non vengono mai portati al macero), vendita online e nelle librerie, attraverso una distribuzione reale, non solo virtuale. Rupe Mutevole si distribuisce da sé per il 95%, il che vuol dire che prende contatti giornalmente per avere nuove librerie fiduciarie, e che ne ha già di ben assodate. Rupe Mutevole si adopera per ogni suo autore partendo dal territorio dello stesso, favorendo l'organizzazione di eventi come presentazioni e soprattutto coinvolgendo l'autore in tutte le attività che serviranno a mostrare al pubblico il libro.

Come ben saprà, il mercato è quello che è. Bisogna essere propositivi e dinamici. Dal momento in cui l'oggetto libro è presente, è necessario venderlo. Non avendo il dono dell'ubiquità nè la possibilità fisica di essere ovunque, ci si ingegna e si collabora assieme per la realizzazione di progetti che sono anche commerciali, oltre che artistici.Molti autori poi sono diventati addirittura collaboratori, come nel mio caso.

I nostri autori hanno la possibilità di acquistare i libri da noi al 50% e per le prime volte addirittura di averne dalle 20 alle 30 in conto deposito, il che vuol dire che l'autore le vende nei suoi canali privati e a vendita ultimata verserà il 50% all'editore. molti hanno infatti recuperato il proprio investimento facendo questo, autogestendosi per la commercializzazione di una parte della tiratura. sia chiaro che non è obbligatorio farlo. se l'autore ha i mezzi e la possibilità, ha piacere egli stesso a "mettersi in mostra" ma sempre secondi i suoi tempi.

Siamo presenti in circa 300 librerie italiane ma attenzione, i librai hanno politiche ben precise, quindi non ovunque mettono il libro in vista e non ovunque accetteranno la copia del signor Nessuno della casa editrice Pinco Pallo. Come saprà lavorano su poche copie, con noi piccoli editori, e le vogliono in deposito, che non vuol dire che le acquistano subito. Noi ci adoperiamo affinché più punti vendita conoscano il nostro nome. Questa si chiama distribuzione reale. Affidarsi a un distributore vuol dire fare distribuzione passiva, ovvero inviare i libri in libreria solo quando questi vengono ordinati, e dato che parliamo di autori di circuiti piccoli, si finirebbe per non vendere neanche una copia, a meno di non farsi una pubblicità enorme che invogli tutta Italia ad andare in libreria e ordinare proprio il nostro volume tra 100.000 nuovi volumi distribuiti al giorno... Da qui la necessità di avere strategie e obiettivi, e soprattutto di non considerarsi svincolati dalla vita del libro.

E' necessario che gli autori si rendano conto di come funziona davvero l'editoria odierna.

Da qui anche la necessità di chiedere un contributo. Il contributo è circa un terzo delle spese totali per stampare e pubblicare un libro. Il suo libro, formattato secondo gli standard editoriali, ovvero impaginato come libro formato 12x20, avrebbe una dimensione di circa 300 pagine. Si renderà conto che stampare e pubblicare - e probabilmente avrà anche sentito che ci hanno tolto la tariffa editoriale ridotta, quindi adesso come non mai anche distribuire - 400 copie di un libro di 300 pagine, non è proprio uno scherzo. Molti editori chiedono un contributo, certo, con la differenza che noi i libri li creiamo sul serio e li mettiamo in commercio non solo virtualmente. Garantiamo all'autore la massima disponibilità prima durante e dopo, e siamo sempre pronti ad evadere gli ordini. Spesso ci siamo ritrovati a distribuire i libri prima ancora di aver praticamente registrato l'uscita del volume, perché l'autore di sua volontà aveva già fatto pubblicità o organizzato una presentazione in libreria. Capirà bene che non si può essere in vetrina nè nelle Feltrinelli nè nelle Mondadori di tutta Italia. Come dicevo prima, le librerie hanno loro politiche precise. Scelte dettate spesso dal caso e le confesso dall'ignoranza. Ecco perché la maggior parte degli editori non fa neanche lo sforzo di mettere fisicamente i libri in un punto vendita. Perché sa che quello è un capitale immobilizzato, che gli ha richiesto sforzi economici, e che una buona fetta dell'eventuale venduto (perché non è detto si venda) andrà proprio al libraio e una più piccola all'autore come diritto d'autore. Insomma, tutto ciò per farle capire un po' come lavoriamo. Noi sì, lavoriamo realmente nell'editoria e a differenza di molti, che non riescono neppure a far ordinare i propri libri dai librai testardi, grazie alla presenza sul territorio, di moltissimi autori, che esponenzialmente diffondono all'amico dell'amico dell'amico (per dirla in breve) abbiamo il privilegio di non passare più inosservati (vuoi anche perché curiamo i libri personalmente, scegliamo carte pregiate e particolari, e abbiamo uno stile inconfondibile).

So che la proposta sul piatto è esosa, specie visti i tempi attuali, ma so anche che siamo piuttosto bravi in quello che facciamo. Io sono anche autrice di Rupe Mutevole, con loro ho pubblicato due libri e sì, i miei libri sono in diverse librerie e faccio presentazioni. Ho pubblicato anche con altri e i librai addirittura non ordinano neanche le copie che i clienti vanno loro a chiedere. Dunque sono la prima a comprendere la dinamica concreta di quella parte di editoria di cui tutti millantano la conoscenza, ma che solo un approccio diretto può chiarire.

Resto a disposizione per qualunque cosa.

Cordialmente,

Quando ho fatto notare che mi sembrava strano che avessero impiegato così poco tempo a valutare il mio manoscritto, perchè suppongo che un editore non si limiti a "leggerlo" e che debba esserci un confronto anche con altri editors, anche perchè si presuppone e si spera, che non abbiano sulla scrivania solo il mio libro, mi è stato risposto questo:

Preciso, ma così, per dovere di cronaca, giusto perché siamo a chiacchiera in questo momento, che se non l'avessi letto, il suo scritto, non avrei neanche potuto fare il paragone con le autrici che le ho citato, ma del resto neanche lei ha letto, e così ne ho conferma, i dettami della collana Heroides, che a differenza del solito pubblicato nelle altre collane, ha la particolarità di richiedere letteratura "alta", e di conseguenza neanche un cent all'autore. Si chiama selezione, lecita, contestabile ma lecita. Ho creato la collana per scopi precisi. Non è per tutto. Altrimenti era inutile persino dare la traccia.

Essendo una piccola editrice, questo giusto per chiudere, noi possiamo leggere i manoscritti in due giorni e non attendiamo che sia l'autore a dirci come fare il nostro dovere (in questo caso io, dato che mi occupo della collana) e rispondere dettagliando anche il tipo di lavoro che viene fatto nel post-pubblicazione. Forse non lo sa, ma in questo tipo realtà troverà sempre prima le persone. E se non fosse convinta del fatto che in Heroides non può andare davvero tutto, legga un po' l'unico libro che vi trova al momento e si farà un'idea. E può leggere anche la sola prima pagina e l'ultima - dato che dubita, dubito anche io :-)

Ogni minuto di tempo dedicato a un autore non ci viene rimborsato. Se l'autore dunque non è interessato a pubblicare con noi, non possiamo rimandargli il manoscritto con l'editing e annotazioni varie. Converrà con me che sarebbe quantomeno poco proficuo per chi fa questo come unico mestiere. Quindi ecco perché non le posso rimandare il manoscritto con gli appunti che mi sono venuti in mente. Né del resto penserà che la prima lettura o scorsa del file, sia quella che ne decreti la pubblicazione prendendolo così com'è. Quella è una lettura di massima, di approccio al testo. Il lavoro vero viene dopo e dura svariati mesi.

Chiaramente, e faccio questo esempio perché mi riguarda da vicino, non siamo la Zero91, che legge la sinossi e dà risposta dopo 14 mesi - e giudica dalla sinossi - prima di chiedere 3 capitoli in lettura, e ovviamente pubblicare tutti senza chiedere un cent. Mai detto di essere altro. Quindi, data la validità della sua scrittura, e lo dico in maniera onesta, pazientando troverà la giusta collocazione.

.

Cordialità e vivi auguri per la sua produzione artistica odierna e futura.

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Uhm, meno male che sono passato di qui a controllare. In questi giorni avevo ricevuto delle segnalazioni per questa casa editrice: l'impressione era buona, di una realà piccola e in fieri, per carità, ma buona.

Così come mi appariva discretamente invitante l'interesse a ricevere / valutare manoscritti espresso da parte loro.

Però, se poi il tutto si riduce ad una pubblicazione con richiesta di contributo e distribuzione dubbia...amen...mi sa che lascerò perdere.

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Ricevuta risposta per email dopo circa 4 giorni dall'invio. Una risposta non prestampata ma molto dettagliata dalla quale si evince che il romanzo è stato almeno letto e dove si fanno anche riferimenti sulle emozioni che ha suscitato l'opera. Dopo contatto telefonico si fa presente che è previsto un contributo dell'autore intorno agli 800 euro per circa 500 copie. Attendo proposta scritta per essere più preciso.

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Uhm, dopo solamente 4 giorni? Ma si trattava di un romanzo breve oppure di qualcosa di corposo?

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Era un romanzo breve di circa 100 pagine. Mi è arrivato il fac simile di contratto

durata tre anni

10% sulle vendite

500 copie

20 copie 'omaggio'

contributo da definifre 800/900 euro

La signora della casa editrice mi ha detto che a Pasqua hanno avuto un passaggio in Rai di un loro libro e che fanno distribuzione diretta perche i distributori non fanno bene il loro lavoro e non garantiscono la capillarità. Mi ha detto che per loro non è piu possibile pubblicare senza contributo: ha sottolineato che è un contributo e non altro. Ho contattato alcuni autori che hanno pubblicato con questa casa editrice: la dipingono seria, con persone che ti seguono. L'unico neo come sempre sarebbe relativo alla distribuzione. Alcuni autori mi hanno detto che le uniche copie vendute sono state quelle per cui si sono impegnati in prima persona. Poi dipende anche da tanti fattori...compresa la fortuna e la qualità del libro. Di questa casa editrice mi piaceva l'approccio "letteratura di confine" e la collana "la quiete e l'inquietudine". La cosa che amareggia è che tutti gli autori che mi hanno risposto sottolineano come in Italia sia possibile pubblicare solo a pagamento. Io invece voglio continuare a credere che non sia cosi. E quindi andrò avanti fino a quando non arriverà una proposta senza contributo.

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La cosa che amareggia è che tutti gli autori che mi hanno risposto sottolineano come in Italia sia possibile pubblicare solo a pagamento. Io invece voglio continuare a credere che non sia cosi. E quindi andrò avanti fino a quando non arriverà una proposta senza contributo.

E fai bene, perché pubblicare senza pagare è possibile :lol:

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tutti gli autori che mi hanno risposto sottolineano come in Italia sia possibile pubblicare solo a pagamento

Tutti coloro che danno una risposta simile per me non sono veri scrittori. Sono persone che vogliono giustificare così il fatto di aver scelto la via più facile.. Io la vedo come una metafora: è come trovarsi su una canoa in un rapida e avere di fronte due deviazioni. La prima sembra più tranquilla, semplice e scorrevole. La seconda tortuosa e pericolosa. Scegliere la prima è come pubblicare a pagamento, finisci in fondo a una cascata. Scegliere la seconda significa barcamenarsi, rischiare, sfiancarsi, ma alla fine si giunge a destinazione.

Chi giunge a destinazione per me è un vero scrittore

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Molte delle persone che sostengono che non c'è alternativa alla pubblicazione a pagamento per un emergente, ignorano l'esistenza di piccoli e medi editori non a pagamento. So che può sembrare assurdo, ma purtroppo è così. Ci sono persone convinte che le uniche alternative per la pubblicazione siano le major, che scartano a priori, e gli EAP. E' la dura realtà, e ce ne sono taaaaaaaaaante di persone così.

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Quello che dici è sacrosanto Nayan,

ma una persona con un briciolo di senno che si appresta a firmare un contratto oneroso deve(!) fare qualche ricerca. Fossimo nell'età della pietra, allora amen. Ma siamo nell'era di internet, trovare informazioni e confrontarsi è diventato alla portata di tutti. Anch'io in principio ero convinto in questo modo. Dopo 10 minuti di ricerca sul web ho trovato questo forum e ho capito che non è assolutamente vero che l'unica via è a pagamento. Io credo che sia anche una questione di accortezza :lol: Sono convinto che le persone che in questo forum abbiano pubblicato a pagamento siano i primi a poterlo confermare..

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Li ho contatatti recentemente e ne confermo cortesia, serietà e attenzione verso materiale inviato anche per e-mail. Devo però anche confermare che la politica della casa editrice, al momento, è indirizzata alla richiesta di un contributo. Non ho elementi per valutare l'entità del suddetto contributo, ma perlomeno sono stati chiari e trasparenti sin dal primo contatto. Sapendo a cosa si va incotro si evita eventualmente di perdere, e far perdere, tempo prezioso. :|

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Il sito ha pochissime informazioni, in prevalenza arretrate, e la pagina Facebook è ferma al 2015. Archivio.

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