• Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

247 risposte in questa discussione

Discorsi già sentiti mille volte. Si inizia in questo modo, facendo leva sull'ingenuità e la poca esperienza degli autori e si arriva a farsi giustificare un contributo davvero esoso, se girano cifre come 5/6000 euro

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E personalmente, aggiungo anche da parte di noi lettori. Io debello dai possibili acquisti un libro di un editore che chiede contributi agli autori. Non mi prendo una parte del rischio in un prodotto finito. Non saremo in molti a pensarla così, ma qualcuno c'è.

2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Apuo: implicitamente confermi che non chiediamo soldi per stampare copie, visto che solo la prima tiratura di un nostro titolo è tra le 1000 e le 2000 copie; in più abbiamo gia avuto modo di chiarire che la stampa è un costo minimo, e che autopubblicazione e autopromozione hanno obiettivi diversi rispetto a una casa editrice strutturata.

Per gli esordienti propositivi e frizzanti (e che macinerebbero chilometri per le promozioni) è un peccato sparare una cifra così alta. A meno che non sia vostra nuova politica dissuaderli.

Con i seimila euro richiesti si potrebbe stampare il libro economicamente e pagare una giovane agenzia pubblicitaria, facendo distribuire nei canali web usuali.

Se il romanzo dovesse valere qualcosa, allora le Case Editrici si farebbero sentire.

E voi (per assurdo) avreste perso un esordiente coi controfiocchi.

2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno a tutti. Oggi sono stato invitato in sede alla Leone, per discutere della possibile pubblicazione di un mio romanzo.

A parte il fatto che il romanzo proposto non è stato nemmeno letto (è stato proprio esplicitato, alludendo alla lunghezza del tomo - e su questo c'è da dire che hanno ragione, troppo lungo. Infatti mi han richiesto di portarne di più corti, e li ho regolarmente portati oggi), mi sono trovato di fronte a una persona che prima mi ha illustrato i grandi risultati dell'editore, la sua grande spinta promozionale, il suo grande catalogo, e infine, lo devo ammettere, un buon contratto, per poi dirmi, chiaro e tondo, che per pubblicare con Leone è necessario e obbligatorio essere inseriti nel catalogo promozionale, inserimento che, come dice l'editore, ha un costo di 5.000 euro + IVA.

Ovviamente, pubblicando già in Free, mi son sentito un po' preso per il culo.

Anche perchè il suddetto editore ha esplicitato che loro non sono a pagamento, la pubblicazione è gratuita, ed in fondo il costo della stampa dei volumi è molto alto per loro (tiratura minima 1000 copie), però la promozione e l'ingresso in catalogo sono obbligatori. 

Nel complesso, quindi, si tratta di Pubblicazione a Pagamento, non di Doppio Binario.

Non vi dico con che rabbia mi son sentito dare dello 'sconosciuto' e mi son sentito dire, da un EAP, 'dai, questa è la tua opportunità per diventare scrittore'. No, non si diventa scrittori così, caro mio. 

Ho altresì sentito altri autori della Leone, i cui contratti però, decennali, sono ancora in free. A quanto pare è una modifica recente.

Volevo avvisarvi del tutto, ecco. E spero che qualcuno non si proponga a chi attende solo il pesce da cui stillare olio.

Ps. io i libri della Leone non li voglio neanche più vedere.

Pps. mi avevan dato un mese di tempo per decidere, direi che sono bastati 20 secondi. Appena capita l'antifona, ho rimesso tutto nel plico, facendo capire che me ne volevo soltanto andare. 

 

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ah! Un altro paio di cose venutemi in mente proprio ora, e molto 'toste'...

1. Continuava a ripetermi che il catalogo è 'molto prestigioso', premendo spesso sulla parola 'internazionale'...Bah.

2. Ad un certo punto ho detto 'sarebbe anche inutile pensarci, non avendo la disponibilità economica'. E mi son sentito dire 'Quando si prendono decisioni così, è meglio contattare i genitori. Io se tu fossi mia figlia vorrei sapere. Insomma, è una decisione che dovete prendere TUTTI INSIEME'..e ha ripetuto più volte il concetto 'TUTTI INSIEME'. Dopodiché, ha insistito con il progetto 'Leoncini', per i brevi testi, proponendomi l'entrata a catalogo con quelli a 3000 + IVA. Ovviamente non ho sentito ragioni. Ora, scusate, ma io non ho capito. Voleva mettere in mezzo i miei per farmi spendere a tutti i costi? No, perchè non capisco, non voglio fare illazioni. E non capisco un'altra cosa: voleva farmi pagare/pubblicare a tutti i costi, non avendo nemmeno letto uno dei testi proposti, ma puntando sul 'soldo'? No, perchè anche qui non vorrei aver capito male. Qualcuno l'ha capito meglio di me? 

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ilo, una cosa che non ho capito dal tuo intervento, come quello qualche pagina indietro di Leone Editore, è la componente promozionale che intendono offrire - anche col contributo dell'autore.

Promozione, marketing, pubblicità sono parole con possono avere molteplici contenuti, però se viene richiesto all'autore di metter mano ai propri soldi, il minimo che mi aspetto è - contemporaneamente - di vedermi presentato un piano, più o meno dettagliato (anche se dovrebbe essere più) relativo alle attività di promozione, modalità, pianificazione e obiettivi attesi.

Anche perché un contributo di 5.000 euro, a cui va sommata la parte non esplicitata che l'autore si tiene in carico, vuol dire 5 euro a copia per la prima edizione. Se mi accontento di vendere 1000 copie, e andare quindi in perdita coi diritti d'autore, con quella cifra probabilmente posso fare lo stesso anche senza editore alle spalle.

Insomma, ti hanno prospettato un qualche piano per la promozione o sono rimasti sul generico?

3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@pennuto Beh, hanno parlato di volantini, segnalibri, di un catalogo proposto alle librerie, di banner sul sito e su ibs..e poi non ricordo altro, ma sicuramente intendeva altro. Fatto sta che 5000 euro, per fare queste cose, mi sembrano assurdi. La casa editrice dovrebbe fare pubblicità a ciò che vende gratis.. se devo pagare per farti vendere allora mi metto in proprio e MI faccio vendere. 

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ah, altra cosa che mi sono ricordato adesso! Mi ha detto 'in regola un nostro autore scrive un libro all'anno'. Io gli ho detto (tutto questo prima del 'contributo obbligatorio', e già così mi aveva fatto venire dei bei dubbi) 'perfetto, io ne scrivo di mio 3 o 4 all'anno, siamo a posto'. Mi sono sentito rispondere 'troppo. Devi scrivere meno' con una faccia inorridita.

Cioè: ma chi sei tu per dirmi quanto devo scrivere? Ma stiamo impazzendo tutti? Questo mi ha fatto venire i primi dubbi, e poco dopo mi è stato prospettato il 'contributo'.. Vorrei capire se è una prassi per tutti quelli che si sono proposti, ora. Perchè è avvilente.  

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La cosa più avvilente è che fino a un anno fa circa, Leone era considerato uno degli editori più seri (prima che venisse fuori la storia del contributo, cioè). Evidentemente hanno cambiato "politica", della serie "dalle stelle alle stalle".

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Interveniamo nuovamente nella discussione per chiarire il nostro pensiero. Come già scritto precedentemente, e come ribadito da Ilo, i soldi richiesti sono necessari non per il normale lavoro redazionale che rimane assolutamente gratuito, ma per le attività promozionali accessorie, attività che peraltro continuano a ottenere risultati lusinghieri. Ogni tre mesi circa viene preparato un folder che presenta tutte le novità della casa editrice. La preparazione di questo folder è una delle attività più impegnative della redazione. Questo catalogo viene poi distribuito alla promozione che, debitamente istruita, gira le librerie d'Italia per raccogliere le prenotazioni prima dell'uscita del libro. La distribuzione è poi garantita in tutta Italia, in qualunque posto sia richiesta, e chiunque ha pubblicato con piccole case editrici sa quanto sia difficile da ottenere. Tutte queste attività costano tantissimo, e qualunque casa editrice di piccole dimensioni che prometta di portarle avanti senza richiedere contributi è in mala fede. La pubblicità sui canali che pratichiamo abitualmente, i segnalibri, le locandine, l'arrivo delle copie in libreria come novità tramite la promozione ci garantiscono la visibilità necessaria per diffondere il nome dell'autore e il titolo del libro il più possibile. Sull'internazionalità del nostro catalogo non possono esserci dubbi, pubblichiamo costantemente libri di importanti autori stranieri (che paghiamo benissimo) e diversi nostri libri sono stati tradotti e sono in corso di traduzione all'estero (naturalmente avere un'agenzia che se ne occupi costa salato). Quanto all'ultima affermazione sui genitori, vista la giovane età del soggetto l'editore vedendolo in difficoltà ha pensato che fosse una decisione troppo importante da prendere da solo. Non c'era alcuna volontà di fargli pressione.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ringrazio Leone Editore per la risposta che, però, non mi appare soddisfacente.

La preparazione del folder con le novità della casa editrice, l'istruzione di chi si occupa della promozione presso le librerie e la relativa distribuzione in ambito nazionale sono tutte attività che, mi aspetto, rientrino nelle normali attività di una casa editrice, e che, in quanto tali, dovrebbero essere completamente avulse da qualsiasi specifico contributo per la promozione del singolo autore.

Il fatto che il catalogo sia internazionale non lo pongo in discussione, mi domando come, però, questo c'entri con il singolo autore, e il relativo contributo richiesto, se, in prospettiva, non si intende sin da subito spingere l'autore anche verso l'estero. Il fatto che Leone pubblichi autori esteri ritengo che, nuovamente, esuli dal contributo e riguardi solo la normale attività della società editoriale.

Segnalibri, volantini e gadget vari lasciano il tempo che trovano. Mi si permetta dirlo. Ho fatto per tanti anni marketing e un pochino credo di sapere di cosa si parli. Sono tutti oggettini molto graziosi che, magari, gratificano l'ego dell'autore ma conducono a una promozione limitata del singolo romanzo.

 

Con grande rammarico non ho letto di specifiche iniziative, dalle presentazioni librarie alla partecipazione a manifestazioni vari, non ho letto di altre iniziative più specifiche, che potrebbero andare dalla creazione di uno spazio autore nel sito dell'Editore (magari c'è, ma Leone Editore non lo ha citato, e se c'è il non averlo citato non crea molto confidenza sulle effettive capacità di promuovere) o, magari, della creazione di un apposito sito dedicato al testo, oppure ad altre più subdole formule di marketing virale che l'editore usa (o potrebbe usare) per i suoi autori migliori.

Insomma, ancora non vedo nulla che giustifichi, per l'autore, l'investimento di quei 5.000 euro per l'effettiva promozione del proprio volume. Mi pare, insomma, che l'autore si trova semplicemente a finanziare Leone Editore per lo svolgimento delle normali attività editoriale.

5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo che l'editore debba semplicemente fare il suo lavoro: investire se crede nell'opera che deve pubblicare. Nulla più, nulla meno. Se chiede un "contributo",a mio modesto parere, già dimostra di non credere in quel libro. Secondo me non c'è nulla di male nell'essere un editore a pagamento, sarebbe corretto ammetterlo. 

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Interveniamo nuovamente nella discussione per chiarire il nostro pensiero. Come già scritto precedentemente, e come ribadito da Ilo, i soldi richiesti sono necessari non per il normale lavoro redazionale che rimane assolutamente gratuito, ma per le attività promozionali accessorie, attività che peraltro continuano a ottenere risultati lusinghieri. Ogni tre mesi circa viene preparato un folder che presenta tutte le novità della casa editrice. La preparazione di questo folder è una delle attività più impegnative della redazione. Questo catalogo viene poi distribuito alla promozione che, debitamente istruita, gira le librerie d'Italia per raccogliere le prenotazioni prima dell'uscita del libro. La distribuzione è poi garantita in tutta Italia, in qualunque posto sia richiesta, e chiunque ha pubblicato con piccole case editrici sa quanto sia difficile da ottenere. Tutte queste attività costano tantissimo, e qualunque casa editrice di piccole dimensioni che prometta di portarle avanti senza richiedere contributi è in mala fede.

 

Cortesemente, vi invito a moderare i termini, perché per illustrare la vostra personale politica editoriale non avete alcun bisogno di affermare la malafede di altri editori, la cui scelta è di non chiedere soldi all'autore, nè per stampa, nè per distribuzione, nè per promozione. Gli editori che si fanno carico di tutto il processo produttivo del libro, facendosi pagare esclusivamente dai lettori, non sono in malafede.

Grazie.

5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Egregio Leone Editore quello che voi dite in questo post e in quelli precedenti è tutto giusto, come si suole dire "il discorso non fa una grinza".

Tuttavia, nel promuovere autori esordienti voi avete fatto una precisa scelta editoriale che, come impresa commerciale, comporta rischi. Questi rischi non potete, però, addossarli all'autore.

Se voi, per fare pubblicità e promuovere il libro di un esordiente dovete spendere soldi, come è logico che sia, non potete richiedere all'esordiente di sostenere questa spesa perché essa rientra tra i rischi d'impresa non tra i doveri dell'autore.

Doveri dell'autore che è giusto siano chiamati a concorrere alla divulgazione del libro ma consistono in ben altre cose quali la partecipazione, l'impegno a sostenere dibattiti, convegni, conferenze, etc. etc.

D'altronde i doveri di un esordiente, così come quelli di un autore affermato, sono chiaramente indicati nel contratto e riguardano tutt'altro che la partecipazione economica alle spese sostenute dall'editore (nei contratti con ENAP, ndr).

Contrariamente a quanto voi affermate, il chiedere soldi fa della società editrice non a pagamento una società editrice a pagamento perché, tra l'altro, la cifra sostenuta dall'autore, così come evidenziato anche da altri utenti, vi permette di "scaricare" parte del rischio d'impresa costituito dalla stampa dei libri stessi.

In altre parole, se io vi do 5.000 euro (+ iva) è inutile che voi mi diciate che questi soldi serviranno per la promozione del libro perché nulla mi dice che, invece, voi li utilizziate per sostenere i costi della stampa.

La vostra è sicuramente una bella realtà editoriale, nessuno dice il contrario, e per questo non posso che farvi  i miei complimenti trattandosi di una realtà che si è espressa in pochi anni su un mercato difficilissimo.

Resta evidente, in ogni caso, che la vostra politica imprenditoriale va in una certa direzione che non è la stessa che viene promossa in questo forum.

Forse, (mi permetto un consiglio da incompetente poiché non sono un editore) sarebbe il caso che, magari, scegliate un numero più ristretto di esordienti, riducendo così i rischi d'impresa e le spese sostenute per la promozione di diversi libri,  e a quei pochi scelti non facciate pagare nulla così come quando avete iniziato. 

Decidete voi, è una scelta di marketing che spetta a voi.

Modificato da lover
2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rispondiamo un'ultima volta per chiarire alcune questioni. Non è mai stata proposta una pubblicazione di libri non valutati dalla casa editrice. In questo incontro preliminare si è preferito informare con anticipo l'aspirante autore delle modalità di pubblicazione nel caso in cui la valutazione fosse stata positiva. Vogliamo ricordare inoltre che la casa editrice propone sempre un progetto di durata decennale, destinato a far circolare il nome dell'autore e del libro il più possibile, che non si esaurisce quindi con la pubblicazione. Segnaliamo infine che segnalibri, locandine e quant'altro sono stati citati solo a titolo esemplificativo, e che le presentazioni non sono state menzionate perché fanno parte delle normali attività che una casa editrice deve comunque garantire all'autore.

Siamo intervenuti solo perché il resoconto di Ilo non rispecchiava il reale andamento del colloquio e metteva in dubbio la credibilità della casa editrice, ma non pretendiamo di far cambiare idea a nessuno. La discussione per noi si chiude qui anche per non alimentare altre polemiche, vi ringraziamo comunque dell'ospitalità sul forum e dell'opportunità di spiegare le nostre ragioni.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rispondiamo un'ultima volta per chiarire alcune questioni. Non è mai stata proposta una pubblicazione di libri non valutati dalla casa editrice. In questo incontro preliminare si è preferito informare con anticipo l'aspirante autore delle modalità di pubblicazione nel caso in cui la valutazione fosse stata positiva. Vogliamo ricordare inoltre che la casa editrice propone sempre un progetto di durata decennale, destinato a far circolare il nome dell'autore e del libro il più possibile, che non si esaurisce quindi con la pubblicazione. Segnaliamo infine che segnalibri, locandine e quant'altro sono stati citati solo a titolo esemplificativo, e che le presentazioni non sono state menzionate perché fanno parte delle normali attività che una casa editrice deve comunque garantire all'autore.

Siamo intervenuti solo perché il resoconto di Ilo non rispecchiava il reale andamento del colloquio e metteva in dubbio la credibilità della casa editrice, ma non pretendiamo di far cambiare idea a nessuno. La discussione per noi si chiude qui anche per non alimentare altre polemiche, vi ringraziamo comunque dell'ospitalità sul forum e dell'opportunità di spiegare le nostre ragioni.

Da parte mia, grazie a voi per la risposta.

L'aspetto dell'incontro preliminare non era stato chiarito negli interventi vari nel thread e giustifica la vaghezza dei contenuti della proposta promozionale. Rimane il dubbio sulla modalità di approccio verso l'aspirante autore, prospettandogli il contributo richiesto, prima di una qualsiasi valutazione della sua opera, ma capisco che è una ben precisa scelta aziendale. Scelta che, d'altra parte, non può che far considerare - almeno secondo i parametri di questo forum - Leone Editore come casa editrice a "doppio binario".

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anche io ringrazio l'editore che si espone su questo forum per spiegare la propria linea editoriale. Permane il dubbio, però, di non essere pubblicati perché l'opera vale ma solo perché si ha la possibilità di contribuire. Mi chiedo: gli editori che hanno in mano un potenziale buon libro ma con un autore che non può contribuire, che fanno? Se la risposta è: "Ci investiamo noi" allora è vero che quando vengono chiesti i contributi è perché non credete fino in fondo in quel lavoro. Se la risposta è: "lasciamo perdere" allora siete decisamente EAP e non DoppioBinario.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Spett.le CE,

se un ristorante decide di offrirmi "gratuitamente" la cena, ma dopo mi chiede 3.000 euro per pubblicizzare in tutta Italia questo suo "regalo",

ufficialmente ceno gratis, in realtà, questa cena,  mi costa 3.000 euro.

4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho inviato il manoscritto i primi di ottobre. Qualche giorno fa mi ha telefonato un collaboratore della CE facendomi la seguente proposta: 6100,00 euro; semplice. A dire il vero - come se avessero una sorta di pudore - mi hanno detto che avrei dovuto dare un contributo di € 5000,00 più iva per arrivare alla pubblicazione. La telefonata è stata molto cordiale, la persona con cui ho parlato mi ha decantato l'opera, mi ha chiesto addirittura se l'avessi fatta editare perchè era già in ottimo stato. Onestamente in alcuni momenti mi sono sentito lusingato, soprattutto quando ripeteva il titolo del romanzo. Fa un certo effetto sentirlo nominare durante una conversazione con un editore, ma questo gli imbonitori lo sanno bene, fa parte della loro arte. Una delle cose che più mi ha irritato è stata l'insistenza con cui continuava a ricalcare il fatto che i soldi servissero per costruire, in ottica futura, una carriera da scrittore, accennando alla questione che tre o quattro dei loro autori erano quasi riusciti a poter fare della scrittura il proprio lavoro. Tante esagerazioni, tante lusinghe, ma alla fine quello che voglio io è capire se la mia opera è meritevole di pubblicazione, non mi interessa pubblicare a tutti i costi. Perchè dovrei infliggere al mercato un'opera scadente? Ah a proposito, alla fine la cordialità, velatamente, è venuta a meno: mi ha salutato facendomi gli auguri di sperare di non trovare sul mio cammino degli editori senza scrupoli "...perchè sà, in questo modo c'e' pieno di squali, di gente senza scrupoli, è una giungla". Eccome se non lo so!

Siamo sicuri che sia meritevole di rimanere ancora in doppio binario?

3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il primo contatto che ebbi con la Leone editore fu a Gennaio del 2013. A dicembre 2012 avevo inviato loro il mio primo romanzo. La persona con cui parlai (R.G.) mi fece qualche bel complimento, mi specificò che lui non aveva letto il mio lavoro, ma che esso necessitava di editing, per un costo di 5000 euro. Proposi di apportare io stesso le modifiche che mi sarebbero state suggerite, ma egli mi rispose che avrebbe preferito ingaggiare un professionista; temeva che io fossi troppo innamorato del mio romanzo per rimaneggiarlo con obiettività. Declinai la proposta. A gennaio 2014 telefonai alla casa editrice per proporre un nuovo lavoro, e chiesi di parlare con la solita persona. Mi risposero che non faceva più parte del team. Spiegai quanto accaduto un anno prima, e proposi il mio secondo romanzo. Questa volta la persona con cui parlai mi disse che - in caso il mio lavoro fosse ritenuto idoneo - avrei dovuto contribuire lo stesso alle spese economiche per la pubblicazione. Chiesi se non avrebbero almeno dovuto leggerlo prima. Siccome temevo che il mio interlocutore non avesse capito che si trattava di un nuovo lavoro, glielo specificai di nuovo, ma lui mi spiegò che aveva capito e che comunque mi avrebbero chiesto un contributo. 

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Qualche giorno fa sono stato contattato di nuovo da questa c.e. nella persona del signor M.B.

Mi ha detto di aver trovato il mio manoscritto nell'ufficio per caso e mi ha chiesto di spiegargli la mia storia con la Leone. L'ho fatto. Mi ha ribadito che per pubblicare con loro avrei dovuto pagare più di 5000 euro, e questo senza che avessero letto il mio secondo romanzo. Ho ripetuto due volte che non avrei pagato un euro e che era inutile insistere; questa persona ha tentato in tutti modi, e devo dire francamente anche in modo irritante, di spiegarmi i vantaggi del pagare a loro 5000 euro, che le altre case editrici non ti fanno pagare niente ma poi non ti distribuiscono, che le agenzie letterarie ti aiutano, sì, ma poi ti chiedono "decine di migliaia di euro", e soprattutto che loro erano una c.e. non a pagamento ma poi "grazie ad autori che gli mettevano il manoscritto in mano e gli dicevano 'fatemi diventare famoso' (fregandosene della promozione), sono stati costretti a diventare una casa editrice a pagamento". E ho ravvisato in questa ferrea, martellante volontà di convincere, lo stesso tipo di strategia messa in atto due anni prima dal suo collega (R.G.). Ora, visto che mi pare di capire che LEONE EDITORE è ORAMAI DIVENUTA A PAGAMENTO, come ammesso dal suddetto impiegato, perché (lo chiedo ai moderatori del blog) non spostarla tra le c.e. a pagamento?

Il signore di cui sopra mi ha detto che anche lui è uno scrittore, e che anche lui prima era assolutamente contrario all'editoria a pagamento, ma poi ha capito che non è un male come credeva. 

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Avevo inviato, ma depenno subito! Meno male che esiste il WD, vi adoro :)

2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ringrazio l'editore per la chiarezza e la correttezza nell'aver esposto la sua posizione

ringrazio il WD, che mi ha fatto scoprire che un editore che tenevo d'occhio perché mi piaceva è diventato a pagamento.

bene, lo depenno dalla lista di quelli che mi interessavano.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Riporto, anch'io purtroppo, la stessa esperienza di molti altri. Sono stata contatta dalla CE qualche giorno fa con richiesta di contributo (investimento per loro) di 3.000+iva e devo dare risposta a breve altrimenti non riescono a mettermi nel catalogo del primo semestre 2014 (noto che sono state riportate le stesse scuse a chiunque). Leggendo le Vs. ultime esperienze credo proprio che rifiuterò, è un peccato perché anche io pensavo fossero seri. Erano riusciti quasi a convincermi, soprattutto sull'editing, ma il mio dubbio era se sceglievano gli esordienti in base al manoscritto o per il semplice fatto che fossero "esordienti" quindi privi di esperienza e pertando di facile preda.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao, anche io ho avuto una esperienza del tutto simile alle precedenti: invio manoscritto a leone, contatto da parte della casa editrice, approfonditi colloqui e spiegazioni, contratto decennale, richiesta di contributo economico importante, colloquio con l'editore in persona presso la loro sede, lettura del contratto con discussione face to face, spiegazione del piano di promozione, consigli su cosa è meglio fare e cosa non ha senso e serve solo a gratificare l'autore, eccetera. Impressione di persone serie che sanno quello che fanno e che stanno pensando al futuro. Però... sono tanti soldi. La domande vera è: fanno quello che promettono? riescono ad avare successo coi libri che pubblicano? sono effettivamente presenti in TUTTE le librerie e sul banco novità di mondadori, feltrinelli, eccetera? perchè se la risposta è sì, allora ci può stare che chiedano una co-interessenza all'autore sconosciuto esordiente (magari meno esosa). Se invece non ci riescono, allora sono come gli altri.

cercasi esperienze a riguardo, grazie

-2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

fino a due anni fa erano presenti alla Fiera del Libro di Torino, ed erano free: mi faceva un po' storcere il naso la richiesta del cartaceo, ma l'impressione era stata buona, e li avevo inseriti nell'elenco degli editori "da contattare in futuro"

Ora non vengono più alla Fiera, e a sentire le vostre testimonianze sono diventati a pagamento.

Due pessime credenziali. Personalmente, li ho depennati dal famoso elenco.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

non sto scherzando, era una domanda seria e risposte del genere non mi aiutano.

magari se argomenti un pochino, mi aiuti.

grazie

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Okay, ecco l'argomentazione: questo è un forum contro l'editoria a pagamento.

Se vuoi sapere a chi rivolgerti per i listini prezzi degli editori a pagamento, vai altrove.

2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.


Accedi Ora