• Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Mattia

Dialoghi con Mattia Signorini

455 risposte in questa discussione

225]Ciao a tutti, sono Mattia Signorini. Sono qui per rispondere a un po' delle vostre domande sul lavoro di questi anni in agenzia. Vedo che ci sono alcuni dubbi su molte questioni. Prima di iniziare vi spiego però perché sono qui.


225]Conosco Writer's Dream da molto tempo e l'ho sempre apprezzato. Circa un anno fa mi avevano segnalato questo thread, così mi sono iscritto con il nick "lavoronelleditoria". Non avevo il tempo tecnico di rimanere a lungo, ma per alcuni giorni c'era stato un bel confronto. Poi, preso dal lavoro e da mille altre cose, quando ho visto che l'argomento si era esaurito, ho lasciato il forum.


225]In questi giorni ho conosciuto, prima su facebook e poi oggi dal vivo, la fondatrice di questo forum. Abbiamo scoperto di abitare a 500 metri di distanza. Vai a capirla, la vita. Prima di incontrarla mi sono ricordato di questa discussione, e ieri sera sono tornato a vederla. Non avevo idea che fosse proseguita così tanto.


225]Provo a rispondervi. Per farlo devo raccontarvi un pezzo della mia storia, la parte che ha avuto a che fare con l'agenzia. È l'unico modo che ho per dirvi tutto quanto, sperando vi faccia piacere. Vorrei raccontarvi tutto quello che c'è stato dietro al meraviglioso periodo (per quanto mi riguarda) di scouting di cui mi sento un po' il papà. Cerco di farvi un riassunto, ma non prevedo un post breve. Poi arriverò anche alle vostre domande.



225]L'AGENZIA, GLI ESORDIENTI, LA LETTURA DEI DATTILOSCRITTI. IN UNA SOLA PAROLA: SCOUTING.



225]L'INIZIO.


225]Nell'estate del 2009 avevo deciso di trasferirmi a Milano. Un mio romanzo era stato tradotto in molti paesi, e avevo una certa libertà, anche economica, di dedicarmi a quello che più mi piaceva. All'epoca avevo 29 anni e l'idea che sarebbe stato bello fare qualcosa per chi aveva talento e faceva fatica a trovare le vie della pubblicazione. Facevo parte dell'agenzia di Vicki da solo 3 anni. Ero uno dei fortunati, me ne rendevo conto: oltre a me, solo altri tre ragazzi erano rappresentati da lei. Allora gli agenti rappresentavano solo autori famosi. Dopo anni di rifiuti, di tentativi, di riscritture, nel 2006 avevo mandato una email alla casella di posta di Vicki, con poche e laconiche parole, e 20 pagine dell'ultimo (in tutti i sensi) romanzo che avevo deciso di scrivere. In sostanza chiedevo, visto che la stimavo moltissimo, che mi dicesse che quello che facevo non valeva poi molto. Almeno me la sarei messa via (ero stanco, come tutti, di sbattere la testa contro i muri). Quelle 20 pagine hanno colpito la sua attenzione e ha voluto leggere il romanzo che poi sarebbe stato messo sotto contratto con un editore qualche settimana dopo (sarebbe uscito nel 2007). Quel romanzo ha venduto molto bene, e nell'ambiente editoriale iniziava a girare la voce che Vicki faceva scouting di esordienti. Due anni dopo, quando mi sono trasferito a Milano, il numero di dattiloscritti in attesa di lettura era davvero grande.

225]Da parte mia ho sempre pensato che se un giorno avessi pubblicato le mie cose, avrei contribuito, anche se in piccola parte, a dare una mano agli altri. Era un mio desiderio, una mia passione, tutto qui.



225]SCOUTING, I PRIMI MESI.


225]Mi ero proposto per leggere i dattiloscritti. Vicki ha sempre avuto quel delizioso vizio di seguire in prima persona tutti i suoi autori, dal più venduto al meno venduto. Per lei avevano tutti lo stesso valore. Per questo non aveva anche il tempo materiale di far fronte all'aumento degli invii. All'epoca - il 2009 - ne arrivavano una media di 15-20 al mese. Fate voi i conti di quanti se ne erano accumulati solo nell'ultimo anno.

225]Insomma, ho iniziato a leggere. L'accordo era questo: ero libero di provare, ma se non avessi trovato niente di valido l'esperienza si sarebbe chiusa alla fine dell'anno.

225]Mi sono reso conto che non era così facile come pensavo. Le proponevo libri che per lei non funzionavano. Ha passato quei mesi a spiegarmi il perché, dedicandomi molto tempo, anche al di là dell'orario di lavoro, che era di molte, moltissime ore al giorno.

225]Poi durante una mia presentazione a un piccolo festival, noto nella bancarella del libraio un libro di un autore autopubblicato, lo prendo in mano e bingo: avevo trovato il primo libro su cui lavorare.

225]Ci ho messo quattro mesi, lavorandoci tutti i giorni . Il libro poi ha trovato un editore, ma era inammissibile tutto quel tempo per un'agenzia che viaggiava a ritmi più serrati.

225]Secondo accordo: avrei proseguito fino a giugno, ma dovevano arrivare ben altri risultati.

225]In tutto questo tempo avevo però capito una cosa. I libri così com'erano non sarebbero mai andati bene. All'agenzia non serviva un lettore, ma un coach. Uno che dicesse agli autori che avevano talento, come prendere quel talento e tirarne fuori un libro che filasse dall'inizio alla fine. Avevo in mano solo tanta passione, tenacia e tutti gli insegnamenti che mi aveva dato Vicki in quei mesi.



225]SCOUTING. I SUCCESSIVI TRE ANNI. PIÙ CHE UN'AGENZIA, UNA FACTORY.


225]Ci credevo, sapevo di avercela dentro, questa cosa, e volevo tirarla fuori. Se scrivi libri, non è certo detto che tu sia capace a lavorare su quelli degli altri, ma avevo alle spalle una grande agenzia e una persona che mi stava a fianco ogni giorno. Anche a Vicki piaceva l'idea di scoprire nuovi autori, mi diceva che era la cosa bella del suo lavoro e che voleva davvero ricominciare a farlo.

225]Insomma, la faccio breve, è andata come è andata. Per tutto il 2010 ho lavorato fianco a fianco con lei, ho sbagliato, ci ho messo a volte più tempo del dovuto, ma i risultati arrivavano. Tutte le mie "scoperte" venivano pubblicate, nessun rifiuto. Non ci dormivo la notte. Il numero mensile di romanzi ricevuti alla fine dell'anno era raddoppiato. Con l'inizio del 2011 Vicki mi comunica che da quel momento in poi me la sarei dovuta sbrigare da solo. Eravamo ormai in totale sintonia, le mie scelte erano le sue scelte, i miei rifiuti erano i suoi rifiuti.

225]Credo che sia iniziato lì il periodo in cui non ci siamo più fermati. Ogni mese trovavo un autore nuovo, lavoravo con più autori contemporaneamente, avevamo lettori esterni, collaboratori che mi aiutavano. Iniziavo a fare editing anche agli autori già pubblicati. Molti finivano in classifica.

225]Non credo di essere stato poi così bravo, ma solo di aver messo in quel lavoro una tale passione che smuoveva le montagne.

225]Ora so che a molti di voi sta nascendo una domanda.



225]LE LETTERE DI RIFIUTO STANDARD E LA DOMANDA CHE NASCE SPONTANEA.


225]Avevamo studiato un metodo.

225]Non era tecnicamente possibile rispondere a tutti, per leggere un intero libro e formulare una scheda di lettura mi sarebbero serviti almeno due giorni a romanzo. Il numero di invii da parte di esordienti aumentava a dismisura. Le lettere di rifiuto standard che venivano inviate stavano a significare: abbiamo letto il tuo libro, ma non fa per noi.

225]Ve la dico papale papale: per capire se un libro già buono dall'inizio funziona in ogni sua parte bisogna leggerlo fino in fondo; per capire che un libro non funziona bastano spesso poche pagine.

225]Potreste non essere d'accordo, ma vi assicuro che è così. Ho sentito molte volte frasi come: "Ma da pagina 40 il mio libro fila che è una meraviglia". Mia risposta: "E allora perché hai scritto le prime 40 pagine?"

225]Ma cercavo di parare anche quello. Sia i libri che leggevo io, che quelli che leggevano i collaboratori dell'agenzia (sì, a un certo punto ho avuto bisogno di collaboratori), non venivano presi in esame solo nelle prime pagine. Leggevamo l'inizio e poi qua e là. Quello che spesso si pensa è di avere LA storia eccezionale, uno stile unico, eccetera, ma il 99% di quello che ricevavamo era impubblicabile. Un libro non è fatto solo di una buona storia (ce n'erano a nostro avviso davvero poche), ma da un insieme enorme di altri fattori. Alcuni che si possono vedere molto semplicemente, come una scrittura che fila, e soprattutto una propria voce narrativa.

225]Vi racconto al proposito un episodio. Una scrittrice (che aveva già pubblicato altri libri), arriva in agenzia sotto segnalazione di non mi ricordo chi, e chiaramente finisce nel mucchio insieme agli altri (non ho mai amato fare preferenze, non le ho mai fatte, per me tutti i libri erano potenzialmente uguali e dovevano ricevere lo stesso rispetto). Vicki lo sfoglia velocemente, mi dice che l'autrice ha una buona scrittura, ma in definitiva lo affida a me. Se io lo avessi rifiutato, lei non mi avrebbe chiesto più niente.

225]Il libro era scritto benissimo, la storia c'era, ma purtroppo non decollava. Era comunque un'autrice di valore, e l'ho letto fino in fondo. Poi mi sono limitato a fare questo: ho tolto le prime 40 pagine e l'ho ridato a Vicki senza dirglielo, chiedendole di leggerlo tutto. Il giorno dopo mi chiede: "Ma cosa ci hai fatto? Il libro è fantastico". Ecco, c'erano quaranta pagine di troppo, le prime. Perché quindi l'ho letto tutto, direte voi? Semplicemente perché funzionava da subito, bella storia, scrittura pulita ed efficace, una voce originale, ma era lento. Tolte le prime quaranta pagine, invece, si reggeva in piedi perfettamente (regola numero 1: se togli qualcosa dal tuo romanzo e il tuo romanzo fila lo stesso, allora quel qualcosa è di troppo).

225]Per inciso, quel romanzo è stato nella cinquina finalista del Premio Strega quest'anno.

225]Mi stavo dimenticando la domanda che nasce spontanea. Eccola: "Quindi lo devo a te se il mio romanzo è stato rifiutato?"

225]Anche se non li ho letti tutti io (ma una gran parte sì, e comunque supervisionavo ogni cosa che arrivava), la risposta è sì.



225]I RIFIUTI. UN'AGENZIA O UNA CASA EDITRICE NON SONO DEGLI ENTI CHE PRATICANO MECENATISMO.


225]Lo so, sarebbe bello avere un confronto, ma non è tecnicamente possibile. Un'agenzia, o una casa editrice, vogliono lavorare sugli autori che li fanno emozionare, non su quelli che non suscitano il loro interesse. Le risorse sono sempre limitate. Per dirla in altri termini, se dieci ragazze o dieci ragazzi vogliono uscire con voi, nove non vi dicono molto, e una o uno vi fanno impazzire, con chi decidete di uscire?

225]Vista dal vostro punto di vista, c'è un'altra grande verità: che là fuori è pieno di agenzie letterarie e case editrici serie. Forse non siete piaciuti a una, ma magari a qualcun altro piacerete. Oppure non sarà proprio quel romanzo a cui tenete tanto, forse sarà un altro. O forse non avete le carte giuste. Ma questo nessuno può dirlo. Vicki mi ha insegnato due cose: la prima è il rispetto per chiunque dedica molto del suo tempo alla scrittura, la seconda è che né io e né lei abbiamo il diritto di esprimere giudizi oggettivi. Considerate i nostri rifiuti come pure espressioni della soggettività di due persone.



225]L'EPILOGO, CHE È ANCORA UNA VOLTA UNA DOMANDA: PERCHÈ DI COLPO NON LEGGONO PIÙ?


225]Risposta breve: ogni esperienza, per quanto stupenda, ha una fine.

225]Risposta lunga: di seguito.

225]Nell'autunno dello scorso anno - 2012 - avevo deciso di lasciare Milano e di tornarmene a vivere in Veneto. Una scelta personale, semplicemente avevo voglia di starmene in campagna, con gli amici di sempre, e dedicarmi un po' di più alla scrittura dei miei libri. Nei tre anni e mezzo in cui sono stato da Vicki ho scritto un solo romanzo. Amavo talmente quel lavoro che mi sono dedicato quasi tutto il tempo ai libri degli altri. Lo so, qualcuno non ci crederà, ma è così.

225]Ne ho parlato con Vicki. Lei me l'ha sempre detto, che lo sapeva. Sapeva che sarei andato via da Milano. Non lo so, da qualche parte deve avere una sfera di cristallo. Mi ha anche detto: "Se te ne vai, chi tiene in piedi tutta questa cosa?"

225]Già, chi?

225]Eravamo arrivati a 300 romanzi ricevuti al mese. Un numero immenso, da grande casa editrice. Chi li ha inviati in quel periodo sa bene che i tempo di risposta si sono allungati un po'. Avendo creato una struttura che faceva capo a me, ed essendo io l'unica persona a conoscere così bene Vicki e il suo lavoro, e tra l'altro ad avere i suoi stessi gusti, iniziavo ad avere qualche problema di gestione. La sto facendo facile: in realtà i problemi erano più di qualcuno.

225]Pensavo che avremmo trovato una soluzione. Nel frattempo, nel settembre 2012 mi arriva (sempre allo stesso indirizzo, come tutti) una specie di monologo con poche parti di narrativa, arrabattato in 50 pagine. Era sotto una pila immensa di romanzi. Me lo sono portato a casa una sera in cui sono uscito prima dall'agenzia, convinto che non mi avrebbe portato via molto tempo.

225]Invece per me i libri della sera sono sempre stati dei grandi porta-via-tempo. Mi capitò lo stesso qualche mese prima con un'autrice di 20 anni, Gaia Coltorti. Mi innamorai di quel libro. Lo scrivo, perché ho letto che a qualcuno qui dentro non è piaciuto. Ma lo difenderò sempre. Anche se questa non è la sede delle spiegazioni riguardo a quel romanzo, secondo me quel funziona (non l'abbiamo pensato solo io e Vicki, ma un'intera filiera editoriale). Era il romanzo di una ragazza giovane, senza raccomandazioni o conoscenze di alcun tipo. Eppure mi ha tenuto incollato fino alle 3 di notte. Qui non c'erano tanti perché. Pura soggettività, ma di quella che ti fa emozionare mentre non riesci più a tenere gli occhi aperti.

225]Un monologo di 50 pagine, dicevo. Ma con una voce pazzesca, nuova. Una ragazza di 24 anni che viveva a Parigi, dove studiava teatro. Me ne stavo andando dall'agenzia, ma volevo farlo bene. Ho chiesto a Vicki di poter lavorare due mesi con questa ragazza. I dattiloscritti in arrivo aumentavano ancora, due mesi sarebbero stata un'apocalisse. Ho incontrato questa ragazza a Milano, le ho detto che me ne sarei andato alla fine dell'anno e che si trovava davanti a una scelta: aveva due mesi per trasferirsi lì e riscrivere tutto il romanzo. Ho usato parole un po' più forti, in verità, visto che più che un romanzo sembravano degli appunti. Le ho anche detto che non era sicuro che Vicki l'avrebbe presa, e anche se fosse stato non era sicuro che l'avrebbe messa sotto contratto un editore. Lei si è trasferita a Milano, ha rinunciato al teatro ed è andata in rosso con il conto in banca. Il 4 dicembre aveva terminato il suo romanzo. Non so in quanti l'avrebbero fatto al suo posto. Credo davvero pochi.

225]Il romanzo che avevamo tra le mani però ha posto un interrogativo in Vicki. A lei piaceva molto, ma una scrittura e una voce così diverse dal solito avrebbero interessato gli editori? Me lo ricordo come fosse adesso, le dissi: "Beh, o lo vogliono tutti, o non se lo prende nessuno". Tre giorni dopo lo volevano tutti. Uscirà per Einaudi nella primavera del 2014 e sarà un romanzo su cui punteranno molto.

225]Poi è finita così, me ne sono tornato in Veneto, con una montagna di email non lette, e con l'accordo che avrei lavorato ancora per l'agenzia da casa, facendo avanti e indietro fino alla fine di giugno 2013.

225](Vi ho omesso una cosa - sto scrivendo di getto - abbiamo cercato qualcuno che facesse lo stesso mio lavoro, ho provato per mesi a spiegare cosa si doveva fare, come lavorare con gli autori, ma non ha funzionato. La stessa Vicki era, ed è, convinta che certi lavori, e certe alchimie, non sono replicabili. È stato un periodo così intenso e bello che un po' ormai ne sono convinto anch'io).



225]IL 2013 E LA NASCITA DELLA SCUOLA PALOMAR.


225]Fino a giugno 2013 il mio compito si è ridotto. Ho lavorato con autori già affermati e ho seguito autori esordienti che avevo in ballo, ma la maggior parte del mio tempo era dedicata alle email in arrivo. La situazione era diventata così ingestibile che ci chiedevamo tutti cosa sarebbe successo a giugno.

225]Nel frattempo né io né Vicki volevamo perdere per strada tutto quel bagaglio di esperienza e risultati. È stata lei a dirmi che avrei dovuto fare qualcosa in Veneto. Mi ha detto che dovevo portare avanti quello che si faceva lì. L'idea della scuola è nata poco prima che partissi e si è sviluppata nei mesi immediatamente successivi.

225]Mi sembra chiaro, non solo per il rapporto che abbiamo, ma per tutti i risultati ottenuti insieme, che sono stati al di là di ogni nostra previsione, che la scuola Palomar ha un rapporto privilegiato con l'agenzia di Vicki. Come potrebbe essere diversamente?

225]Qualcuno potrebbe pensare che lei voglia favorire un suo autore in una nuova attività. L'avrei pensato anch'io senza sapere tutta la storia che vi ho raccontato.

225]Certo, adesso non posso seguire tutti personalmente. Lo faccio con i miei attuali 55 studenti, e vi assicuro che non dormo la notte (vengono da tutta Italia, la sento addosso come una grande responsabilità). I corsi e il master durano molto più degli orari stabiliti sul sito della scuola, e i miei studenti mi scrivono a tutte le ore. Dall'altra parte c'è uno che risponde a tutte le ore.

225]Per quanto riguarda il servizio di valutazione dattiloscritti (a cui si aggiungeranno quelli di coaching e di edititing il prossimo anno), ho delle persone fidatissime, che lavorano con lo stesso metodo che mi ha insegnato Vicki in questi anni. Per quanto mi è possibile, cerco di supervisionare tutto.





225]Adesso veniamo ai vostri dubbi/domande.



225]Ho telefonato/scritto in agenzia e mi hanno detto che non leggono più dattiloscritti.


225]Ho guardato in questi giorni la casella di posta dell'agenzia. In due mesi e mezzo, quasi 300 romanzi arrivati. Meno di quando c'ero io, certo, ma è fisiologico. In quel periodo rispondevamo sempre e in velocità, e su questo aspetto c'era un gran passaparola. Comunque un numero impressionante. Vicki e tutto lo staff sono attualmente impegnati in un grosso progetto, che coinvolgerà anche gli esordienti e vedrà la luce in questi mesi (e in cui se il tempo me lo consentirà avrò anch'io un ruolo con la scuola Palomar, ma è ancora presto per parlarne). In più ha i suoi autori, che continua a seguire personalmente.

225]Ora, vi assicuro che quelle email non andranno perdute, che qualcuno le guarderà, alcune le hanno già guardate. Forse non sarà possibile dedicarci tutto il tempo che ci dedicavamo noi in passato, e non ci sarà la solita frase di rifiuto standard. Ma non andranno perdute. Non so però dirvi quanto tempo ci voglia. Di sicuro non poco.



225]Quindi se voglio essere rappresentato da Vicki devo passare attraverso la scuola?


225]È un canale privilegiato, certo. Un romanzo proposto dalla scuola verrà letto subito. Questo perché ne proponiamo veramente pochi, e perché la scuola è fatta da chi gestiva in agenzia tutto lo scouting.



225]Ok, mi sembra chiaro che verranno privilegiati gli studenti a chi invia un dattiloscritto in lettura. Che vantaggio ne avrebbe la scuola, altrimenti?


225]Avete ragione e torto. La ragione sta nel fatto che non ne ho alcun vantaggio. La lettura di un dattiloscritto alla scuola rende qualcosa come due pizze e una bottiglia d'acqua. Questo perché un professionista che lavora due giorni su un dattiloscritto va retribuito giustamente. Per me la correttezza e il rispetto del lavoro altrui è tutto. Il resto se ne va in tasse. Se poi come immaginate la scuola ha una struttura da mantenere, la valutazione dei dattiloscritti rende meno di zero. Perché la dovrei fare, allora? Ecco dove sta il torto. Da qualsiasi parte arrivi un romanzo, se il romanzo vale è mio dovere fare di tutto perché veda la luce. Lo so che viviamo in un mondo di principi piuttosto vaghi, ma io credo ancora fortemente nella correttezza. La norma che la nostra società predica ogni giorno, in molte forme, è il fregare gli altri. Ecco, questa norma non appartiene né a me né a nessuno dei miei collaboratori. Se chiunque lavora nella mia scuola dovesse mancare di rispetto o non fosse corretto nei confronti di qualcuno, il giorno successivo smetterebbe di lavorare a questo progetto.



225]Io non voglio pagare una valutazione per essere preso da un'agenzia. E non ho nemmeno intenzione di iscrivermi a una scuola per pubblicare.


225]È giustissimo. Se questo dovesse essere il motivo che spinge qualcuno a venire alla scuola Palomar, sarei il primo a scoraggiarlo. Una scheda di valutazione serve a voi per primi, per migliorarvi e avere finalmente quella risposta che non avete mai. Forniamo schede lunghe, dettagliate, per questo motivo. La rappresentanza da parte di un'agenzia deve essere solo una eventuale conseguenza.

225]Per quanto riguarda l'iscriversi a una scuola per pubblicare, vi sconsiglio fortemente anche questo. Quello che ho detto ai miei studenti, soprattutto a quelli del master prima che si iscrivessero, è che non volevo lì nessuno che avesse come obiettivo la pubblicazione. Quello che garantisco è che alla fine di quel ci sarà una consapevolezza diversa sulla scrittura di storie, e ognuno scriverà meglio di quando è partito. Il talento non si può insegnare. Chiunque ve lo dica, è uno da cui stare alla larga.

225]L'obiettivo che si deve porre chi decide di affrontare questa esperienza è quello di confrontarsi con se stesso, non con una casa editrice. Se poi tirerà fuori un buon libro, tutte le porte saranno aperte.

225]Aggiungo un'ultima cosa: ho scelto gli stuenti del master solo tra chi aveva già una buona capacità di scrittura (in tutto sono 10, mi piace lavorare con numeri piccoli). Molti di loro hanno scritto diversi libri. Tutti si vogliono migliorare, ma sono arrivati con la convinzione di sapere già molte cose. Adesso, che abbiamo iniziato da un mese, hanno molti, bellissimi dubbi. Ne aggiungo un'altra: lì non faccio l'insegnante canonico, né io né gli altri. Faccio quello che facevo da Vicki: cammino fianco a fianco di tutti, cercando di comprendere le loro esigenze, e lavorando sui loro progetti. Quello che ha reso vincenti gli anni con Vicki è che nessuno faceva il maestro. Cercavamo di affrontare un percorso insieme, ascoltandoci l'un l'altro.

225]Forse il segreto di questi anni intensi e che hanno visto tanti esordienti pubblicati è stato tutto lì.



225]Bene, ci ho messo quattro ore a scrivere questo post. Spero che chi è arrivato a leggere fino a qui lo apprezzerà, e che il racconto dall'interno di quest'esperienza vi abbia reso il tutto meno lontano e ostile. Non so se ve l'ho trasmesso, ma questo è il racconto di anni che sono stati appassionanti, dove un gruppo di persone hanno inseguito un piccolo sogno, realizzando nello stesso tempo i sogni di altri.



225]p.s. Leggendo i post ho visto anche quelli di Claudio. Non conoscevo l'esistenza di questi ultimi post, e non sapevo che fosse così attivo qua. Claudio, vorrei dirlo, a mio avviso è uno dei migliori scrittori che ci sono in giro. Ho avuto l'onore di leggere tra i primi il suo ultimo romanzo, di chiamarlo e di lavorarci insieme quando ero in agenzia. Anche lui l'aveva inviato senza conoscere nessuno, era là, nel mucchio, e quando l'ho avuto tra le mani, anche se in una forma ancora da sistemare, mi sono sinceramente emozionato.

8

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho pubblicato il post sopra prima di leggere quello pubblicato da Mattia (nel senso che non c'era ancora la sua risposta) quindi non sono collegati, rispondevo agli utenti prima.

Mi ha fatto molto piacere leggere tutta la storia e trovare una persona che ama molto il suo lavoro. Direi che ci sono tutte le risposte alle nostre domande. Ripeto che se subito ero fra quelle che non amava l'idea di dover pagare (più che altro per mancanza vera e propria di soldi, non per altro), ho poi cambiato direzione, riflettendo sul fatto che una scheda di lettura è comunque utile per conoscere le potenzialità di ciò che si ha scritto. Quindi io probabilmente ne usufruirò appena sarò abbastanza convinta di quello che ho scritto.

Grazie per essere intervenuto e aver chiarito i dubbi. Credo sia molto raro trovare qualcuno che perda tempo per dare spiegazioni ad "aspiranti scribacchini".

Un ultima cosa: da quello che hai raccontato mi sembra di capire che la lettura dei manoscritti dell'agenzia Satlow difficilmente riprenderà fra sei mesi, se eri tu a reggere tutto e ora ti occupi di altro, probabilmente sarà molto difficile sostituirti e comunque non avverrà in un tempo così breve.

 

In ogni caso, grazie ancora per la spiegazione.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dolcenera, quando ero là dentro avevo l'autorizzazione a parlare per conto dell'agenzia. Infatti quando mi ero iscritto con un nick generico era per quel motivo. Ora non posso dare una risposta. Da una parte non so che progetti ha in mente l'agenzia per questo aspetto specifico (che è solo una piccolissima parte del loro lavoro), dall'altra non mi sembra giusto farlo. Il fatto di essere qui è solo una mia decisione.

Credo che se questo thread è così lungo, e in passato abbiamo raggiunto quei numeri di ricezione dattiloscritti, è perché si parlava molto bene di qualcosa che avevamo creato insieme Vicki ed io, ed è questo il motivo per cui ho voluto rispondere dettagliatamente. So per certo che nessuna agenzia in Italia faceva questo, che è nato per caso, per scommessa, per passione, e che poi ha avuto un suo epilogo naturale, trasformandosi in qualcosa d'altro.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io abito abbastanza vicino, se non avessi gli esami (e dei genitori che pensano solo a farmeli dare) farei un serio pensiero sulla scuola di scrittura. Vedrò prossimamente se è una cosa fattibile.

 

Solo una domanda: avete qualche riserva su chi scrive fantasy, o comunque narrativa di genere? Chiedo perché io mi sento portata perlopiù per la letteratura di intrattenimento, e non credo che sarei mai in grado di scrivere il tipo di storia adatta al Premio Strega, ovviamente con tutto il rispetto per chi ci riesce. :) Questo non vuol dire che io ambisca a scrivere libri senza spunti di riflessione, ci mancherebbe, ma diciamo che un mio ipotetico lettore dovrebbe prima di tutto divertirsi. Se la scuola impone come obiettivo una narrativa più "alta", preferisco saperlo in anticipo, così vi faccio i migliori auguri e mi tiro indietro. :)

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dolcenera, aggiungo una cosa: è bene dividere la lettura dei dattiloscritti da quello che facevo io. Il mio lavoro era quello di fare coaching, cioè smontare i libri e rimontarli, far leggere libri, vedere film inerenti al tema trattato, studiare i personaggi, la storia, la struttura con l'autore, entrare nella sua testa, uscirne, vederla come la vedeva lui e da lì partire. Era un lavoro maieutico e totalizzante. Poi, leggevo anche i dattiloscritti. Ma l'ho scritto sopra: se uno legge solo i dattiloscritti, e ha un decente intuito, prenderà i dattiloscritti che già funzionano (percentuale molto piccola). Un altro lavoro è intuire il potenziale e provare a portare l'autore a quel potenziale.

 

 

Feleset: non lavoro sui fantasy. Semplicemente perché non sono un genere su cui riesco a lavorare e perché non troverai nessun editore disposto a pubblicarteli, visto che nonostante si pensi il contrario, non hanno mercato. Già l'editoria è un mondo difficile. Far spendere soldi e tempo a un autore, e tanto tempo a me stesso, per lottare contro i mulini a vento, non mi sembra vantaggioso per nessuno. Discorso diverso con gli urban fantasy. Quando ero in agenzia presi Francesco Falconi, che ha pubblicato Muses con Mondadori. Ho lavorato io a quel libro con lui. La scrittura era già ad altissimo livello quando è arrivato. In ogni caso, se ti è capitato di leggerlo, il libro è molto urban e poco fantasy. 

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie della gentile risposta, prendo atto. :)

 

Falconi ce l'ho presente, ma purtoppo non l'ho ancora letto. Conto comunque di provvedere, è tra gli autori "in lista" per le mie letture future.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Tutto molto interessante, grazie (più o meno era quello che avevamo intuito, no?)

 

Ricapitolando, se uno dovesse aver spedito un manoscritto a luglio e non avesse ricevuto risposta alcuna (neanche l'avviso retroattivo che hanno ricevuto alcuni utenti del forum), cosa dovrebbe pensare (lo chiedo senza alcuna polemica: ho capito benissimo la dinamica, davvero una lettura affascinante; purtroppo ahimè non riesco ad accantonare il mio egocentrismo e a smettere di chiedermi che fine abbia fatto il mio file)?

 

E' stato letto e rifiutato (ma non avete spedito la mail standard di rifiuto per mancanza di tempo)?

 

Sarà forse letto in futuro, ma comunque non riceveremo alcuna conferma di lettura?

E' normale che non abbia ricevuto neanche l'avviso di cui si parla nel 3d?

 

Lo chiedo, perché non so bene come interpretare questo passaggio:

 

Ora, vi assicuro che quelle email non andranno perdute, che qualcuno le guarderà, alcune le hanno già guardate. Forse non sarà possibile dedicarci tutto il tempo che ci dedicavamo noi in passato, e non ci sarà la solita frase di rifiuto standard. Ma non andranno perdute. Non so però dirvi quanto tempo ci voglia. Di sicuro non poco.

 

Ti ringrazio molto per il tempo che hai speso a risponderci, non è da tutti!

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Be', al di là di tutto, di nuovo grazia a Mattia-lavoro-nell'editoria che ha perso tempo – parecchio, direi – per raccontarci quello che noi non vediamo. Stavolta grazie doppio, visto che a 'sto giro nemmeno è dentro l'agenzia.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi unisco ai ringraziamenti, non è da tutti regalare il proprio tempo così generosamente.

Grazie Mattia, per noi è veramente prezioso avere di tanto in tanto uno scorcio su quel che accade nella parte oscura della luna!  : Thanks :

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quindi diciamo che se prima un manoscritto poteva essere accettato per l'idea o per lo stile narrativo originale, ecc lavorandoci insieme sopra, adesso verrà accettato solo se è abbastanza buono da essere già di per sé pubblicabile?

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Mattia,

grazie per l'esaustiva spiegazione tanto attesa qui sul WD!

E' davvero carino che tu sia riuscito a trovare un po' di tempo per spiegare alcuni meccanismi che risultavano poco chiari agli utenti, se non altro per non farsi idee sbagliate o fuorvianti nei confronti dell'agenzia.

A suo tempo, anche io fui rifiutata - ahimè - perchè avevo proposto un fantasy non sapendo che l'agenzia non li accettava, ma la reputo una delle migliori.

Buon lavoro per tutti i tuoi progetti :nerdare:

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

AXOLOTL (ma vale per tutti): Ho lavorato lì fino al 30 giugno 2013. Chi ha inviato il suo romanzo entro quella data ha sicuramente ricevuto una risposta. Chi l'ha inviato dopo, non la riceverà. C'è scritto anche nell'email di risposta automatica dell'agenzia. Mi sembra tutto molto chiaro, no? Non vedo perché continuare a farsi domande su un'informazione esplicita, che inoltre ho confermato io stesso nel mio post. Consiglio: quando inviate un romanzo, poi dimenticatevene. In tutti gli ambiti della vita, credo, rimanere attaccati ai forse e alle possibilità non ci permette di vivere bene l'oggi, e nemmeno il domani. Non ho idea di quali romanzi siano stati letti e quali no. Per quanto riguarda il tuo caso: forse l'avviso di risposta automatica è stato messo dopo le vacanze. Visto che l'agenzia lavora 24/7 tutto l'anno, e l'attività delle case editrici in estate è ridotta al minimo, si fanno vacanze lunghe. 

 

Trucchetto di nonna Papera sugli invii: 1) Non inviate i vostri libri a nessuno dopo la metà di giugno, sono tutti stanchi da un'annata intensa e stanno per andare in vacanza; 2) Non inviate i vostri libri dall'1 al 20 ottobre: c'è la fiera di Francoforte, editori e agenti sono lì, la settimana prima si preparano a quello, la settimana dopo concludono i contratti, e quando riapriranno le mail relative agli invii degli inediti sarete in coda a molte decine di persone.

 

DOLCENERA: ho già risposto sopra.

2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

p.s. Se avete qualcosa da chiedere, fatelo pure, rispondo volentieri. Stanotte sono andato a rileggermi quello che avevo scritto un anno fa su questo thread. Ho visto che sono stati toccati molti argomenti, probabilmente già là lci sono diverse risposte. Se a qualcosa non ho già risposto là, lo faccio adesso. 

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Davvero generoso da parte di Mattia condividere con noi questo spaccato così importante della sua vita, mostrandoci il lato umano non solo suo, ma anche di Vichi e inoltre chiarendoci il metodo di lavoro dell'agenzia nel dettaglio. Da questo suo intervento c'è tanto da imparare e su cui riflettere. Mi ha molto colpito e affascinato... sono davvero senza parole. Grazie Mattia.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mattia, sembra sempre una parola troppo piccola, ma voglio dirti grazie per aver condiviso una parte di te su questo forum e per aver fatto chiarezza laddove non c'era.

Io sono tra quelli che hanno inviato il manoscritto all'agenzia dopo giugno 2013. Nella risposta automatica c'era scritto che, trascorsi tre mesi dalla data di invio, il romanzo si sarebbe dovuto considerare rifiutato.

Sulla base di ciò che hai detto, sembrerebbe che questi tre mesi possano dilatarsi ulteriormente, è corretto? (per la serie: "morirò ma non mi arrendo")

Grazie ancora e in bocca al lupo per la tua scuola!

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

CAMILLE: confermo che probabilmente è così, ma anche questo l'ho scritto sopra. Come sempre ho scritto sopra, però, consiglio - a te come ad altri - di non attaccarti a quel "probabilmente". Consideralo rifiutato. Se non fosse così (nell'infinitesimale possibilità che non fosse così) ti troverai una bella sorpresa. No?

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Inviato (modificato)

Ciao Mattia, scioglimi un dubbio perché ce l'ho ancora e se c'è una cosa che odio, è storpiare i nomi. Come si chiama Vichy (o VickY, o Viky etc.) etc? L'anno scorso, ricordo bene la data, il 27 febbraio 2012, le spedii il mio bambino (che poi non venne accolto nella premiata nursery), perché era da tantissimo tempo che nel forum di Ioscrittore (il torneo letterario che frequentavo e di cui poi sono stato finalista) circolava il nome di questa spilungona straniera, agente letterario che pareva avesse il tocco di re MIda. Avevo sotto mano una serie di indirizzi email e ne feci una mailinglist, uno di questi si rivelò buono e lei mi rispose personalmente. Poi, purtroppo, la love story non continuò, ma io proseguo a scrivere e ora sto cercando di fidanzarmi con Silvia Meucci, ma arrivo sempre tardi al suo gong mensile.  

Modificato da Ciube
0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Si chiama Vicki. In tutti i miei post è scritto correttamente ;)

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

sicuramente sbaglio, ma credo che i ringraziamenti nei tuoi confronti siano eccessivi e modesti: eccessivi perché se ho ben dedotto tu ami leggere, cercare le pepite nel fiume, scovarle, pulirle e mostrarle, e questo è bellissimo, ricorderò sempre ogni scoperta da me incontrata di grandi autori, tutto è giusto, o aggiustato prima di pubblicare, ma la voce, i modi, tecnica e racconto sono colpi diretti alla mente ed al cuore, è stare seduto vicino allo scrittore, mille volte ho immaginato la sua posizione nello scrivere, l'espressione dei suoi lineamenti, i suoi occhi verso l'ignoto. Hai ragione Mattia nel consigliare a noi tutti di non pensare al rifiuto, ma bensì di sperare in una lieta sorpresa, prossima o falsa, quello che davvero rimane basilare è la felicità che si ha nel creare, nel dare vita a personaggi che rimarranno con noi per sempre, anche se solo con noi, l'importante è averli.

Modesti perché le tue frasi sono luci e miraggi a noi cari; grazie davvero e sii felice.

Vorrei confidarti, confidarvi, un segreto, da circa venticinque anni..ho invidio i carcerati,

folle, ma è stato spesso un mio pensiero, loro hanno tantissimo tempo per scrivere.

Ciao a tutti

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

CAMILLE: confermo che probabilmente è così, ma anche questo l'ho scritto sopra. Come sempre ho scritto sopra, però, consiglio - a te come ad altri - di non attaccarti a quel "probabilmente". Consideralo rifiutato. Se non fosse così (nell'infinitesimale possibilità che non fosse così) ti troverai una bella sorpresa. No?

E' bello sapere che esistono ancora persone educate e gentili che si prendono la briga di tendere una mano a chi nemmeno conoscono. Hai reso un po' meno buia una giornata per me non troppo semplice. Grazie di nuovo, seguirò il tuo consiglio.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

DOVLATOV: purtroppo devo deluderti. Amo leggere, ma gli esordienti non sono in cima alla mia lista dei desiderata. Mi aspettano pile e pile di romanzi che ho acquistato e mai aperto, e mi guardano ogni giorno dicendomi: "Dai, sfogliami!" È molto romantico come tu lo descrivi. Ma per trovare una pepita devi setacciare parecchia terra, e la terra non mi interessa particolarmente, mi ha sempre portato via troppo del tempo che avrei volentieri dedicato ad altro. Quando invece trovo la pepita, che non è solo un libro, ma in genere anche una persona stimolante, allora è un piacere. Non tanto leggere quel libro, che è quasi sempre da rimettere a posto.

Leggi: gran fatica, soprattutto perché appena dici a un autore che deve cambiare diverse cose, in molti casi si aprono voragini nel (suo) cielo. E l'ho pensato così, e questo capitolo non deve cambiare, e il mio messaggio nascosto sotto tre strati di citazioni è essenziale, e l'episodio del cane ubriaco che lo so che non c'entra niente con la storia ma è così divertente che voglio tenerlo... Ho sempre passato metà del tempo a dover spiegare come si costruisce una storia con i crismi di una storia.

Quello che mi piace, invece, è l'altra metà del lavoro. Quando riesco a far liberare un autore da certi schematismi, ha capito dove deve andare, gli si pianta quel meraviglioso sorriso in faccia, che non glielo togli nemmeno se gli cade un water sulla macchina, e fila via veloce come il vento verso la sua nuova destinazione. Ecco, io aspetto i viaggi verso nuove destinazioni, che poi sono quelli che proviamo a fare insieme.

 

DOVLATOV, CAMILLE: Non era un messaggio di speranza, il mio, ma di distacco. Non è il fatto di disinteressarsene perché forse arriva una bella notizia (non è, anche questa, una forma accesa di speranza che distrae dalla vita di tutti i giorni?), ma proprio il non pensarci. 

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Un'impressione (prendetela come tale). Sto vedendo che tra tutte le cose che potreste chiedermi, sull'editoria, sulla valutazione dei libri, sui criteri, eccetera, tutti gli argomenti vertono su uno solo: il mio libro verrà letto?

Non lo so, c'è qualcosa che non mi torna. Qualcosa che ha a che fare con il comprendere i meccanismi generali delle cose, che dovrebbe essere proprio, a priori, di chiunque vuole fare il mestiere di scrittore (qualcuno la chiama curiosità).

Ma forse è solo un'impressione da venerdì sera.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Mattia, innanzitutto grazie per il tempo che stai dedicando a questa discussione e grazie per aver condiviso con noi il tuo percorso, è stato interessante capire certi meccanismi che hai descritto e emozionante leggere della passione che traspare dalle tue parole.

L'unico rammarico, ora, è forse aver perso l'opportunità di beccarti quando ancora eri a lavoro con Vicki perché è evidente che difficilmente qualcuno farà quello che tu hai fatto.

 

Visto che sei così disponibile, ti lancio una curiosità: cosa ti colpisce in un romanzo? Cosa ti fa dire, leggendo qualcosa che forse manca di "forma", questo autore ha talento?

Grazie mille ancora.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quanto m’attizza ‘sto ragazzo, mi affascina davvero la sua maieutica. Mattia, ho il doppio della tua età eppure sono appena diventato tuo follower. Non sbavo per pubblicare e le storie che ho scritto rimarranno, con ogni probabilità, nel mio scaffale inediti per sempre. Perché taglierei le mani a chi soltanto si azzardasse a spostare una virgola, figurarsi poi a cassare quaranta pagine. Però hai ragione, può capitare di scrivere storie e poi, inconsapevolmente, infilarle noi stessi  in un cilicio che le immeschinisce. Fino a quando non arriva uno come te, con le forbici in mano. :asd:  

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

CIUBE: Grazie. Sai un altro mantra che avevo quando stavo in agenzia (e pure adesso)? L'età non conta, quello che conta è il libro.

SWINDLE: Non me ne sono andato, mi sono trasformato (diciamo così). Contro della nuova versione: se uno viene alla scuola, ahimè non è più gratuito. Pro della nuova versione: anche uno che in agenzia veniva rifiutato, alla scuola ha l'occasione di fare un percorso sicuramente non facilissimo, ma da cui avrà un confronto serrato con se stesso e con la sua scrittura.

Ho provato a rispondere alle tue stesse domande il primo weekend del master. Erano in tutto 10 ore, ce ne ho messe 14 (questo fatto può far capire a tutti perché è difficilino dire in due righe perché qualcosa non funziona).

Ma se dovessi essere estremamente breve, e quindi forse estremamente banale:

1) Ti colpisce, ad esempio, una storia che puoi raccontare in 20 secondi e in quei venti secondi vedi che funziona.Meno ci metti a raccontarla, più funziona e acchiapperà il lettore (lo so, ci vorrebbe un thread solo per quello). Meno ci metti a raccontarla, più è facile per l'agente spiegarla all'editore, all'editore spiegarla agli agenti, agli agenti spiegarla ai librai, ai librai spiegarla ai lettori, ai lettori spiegarla ai loro amici. Esempio di una commedia a mio avviso bellissima, alla Nick Hornby (lasciate perdere il film, al confronto fa schifo): Un giorno di David Nicholls. Due ragazzi si incontrano per la prima volta dopo la laurea, il 15 di luglio, poi si perdono. Ogni anno, quello stesso giorno, i loro destini torneranno a toccarsi, e poi a perdersi di nuovo. Così, per vent'anni, senza che nessuno riesca mai a dire all'altro che è vero amore.

2) Una voce narrativa particolare (come la vedo? Perché io stesso scrivo libri e nella mia vita ne ho letti parecchi, e poi forse una certa predisposizione personale. Non è che tutto è spiegabile), e un'idea di storia efficace, che puoi raccontare in 20 secondi.

Ne deriva che (regoletta numero 2 di questo thread: Più tempo ci metti a raccontare la tua storia, più non ti è chiaro cosa vuoi dire. regoletta 2bis: se pensi che per scrivere la tua sinossi hai bisogno di 2 pagine, il tuo romanzo non è ricco, è confuso).

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

-----> Lo so cosa state pensando. Vi rispondo subito:

 

Anche Delitto e castigo lo puoi raccontare in 20 secondi.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Voglio anche io passare di qui per ringraziare Mattia, per aver speso un po' del suo tempo senza che nessuno chielo avesse chiesto, per essersi mosso evidentemente spinto da tutto il parlare che si fa su questo meraviglioso forum. Oltre a svelarci aspetti di un mondo che si conosce poco, e a darci le dritte su come prenderla, ci inorgoglisce immensamente.

Se devo fare un sunto di quello che ho percepito dal suo dire, per quanto strettamente mi riguarda, è che appena ho qualche soldino da investire mi regalerò una scheda dio valutazione sul mio manoscritto. Sono convinto di avere molte lacune, non posso far altro che affidarmi a chi ne sa di più. Rimane sempre la mia personale gratitudine a tutti gli amici del forum che mi hanno aiutato e continuano a farlo, naturalmente.

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Domande:

- Qual è l'errore più comune di un principiante?

- Cosa ti fa subito chiudere un manoscritto e dire "questo non potrà mai essere pubblicato"?

- Cosa rende un personaggio, una persona (o quasi)?

- Meglio uno stile originale e "confuso" (nel senso che tende a confondere il lettore) o uno stile più impersonale, ma chiaro?

1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Aggiungo: se mi fosse arrivata una sinossi come quella che ho scritto in due secondi là sopra (l'ho scritta in due secondi perché è chiara la storia narrativa principale del libro) mi sarei buttato all'indietro, la sedia si sarebbe inclinata su due gambe, avrei lanciato in aria il dattiloscritto, mi sarei buttato per terra a cercare la prima pagina con il numero di telefono (un bravo autore furbo mette sempre il numero di telefono sulla prima pagina, oltre che nella mail di presentazione), e avrei preso in mano il telefono.

Poi mi sarei trattenuto.

Avrei letto le prime 5 pagine. Se fossero state buone anche quelle avrei chiamato l'autore fino a che non avesse risposto e gli avrei detto di venire subito a parlarmi, assicurandomi che altre agenzie non avessero il libro in mano.

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Altra domanda che ho dimenticato nel post precedente: hai scritto che i fantasy non si riescono a far pubblicare perché non c'è mercato, quali sono i generi che invece hanno un buon mercato e vengono quindi pubblicati più volentieri?

0

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.


Accedi Ora