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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

846 risposte in questa discussione

Per 0111, è diventata a pagamento

Ma non vero che e diventata a pagamento! Io pubblico con loro e per pubblicare non ho mai sborsato un soldo! E vi dico che in passato ho pubblicato con una che si faceva pagare (non faccio nomi.... e scema io che l'ho fatto... :cry: ) e vi posso assicurare che trovo differenza nelle due modalità di pubblicazione! E senza dubbio mi trovo meglio con la 0111. Devi dare a loro un tot di percentuale sulle vendite è vero, ma non ti chiedono un centesimo quando firmi il contratto! Credo che questa sia una differenza enorme da una casa editrice che invece chiede una barca di soldi, perchè anche se devi dare loro la percentuale, comunque a te resta la tua di percentuale ma parti da costo nullo in pratica.

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Per 0111, è diventata a pagamento

Ma non vero che e diventata a pagamento! Io pubblico con loro e per pubblicare non ho mai sborsato un soldo! E vi dico che in passato ho pubblicato con una che si faceva pagare (non faccio nomi.... e scema io che l'ho fatto... :cry: ) e vi posso assicurare che trovo differenza nelle due modalità di pubblicazione! E senza dubbio mi trovo meglio con la 0111. Devi dare a loro un tot di percentuale sulle vendite è vero, ma non ti chiedono un centesimo quando firmi il contratto! Credo che questa sia una differenza enorme da una casa editrice che invece chiede una barca di soldi, perchè anche se devi dare loro la percentuale, comunque a te resta la tua di percentuale ma parti da costo nullo in pratica.

Non ti hanno chiesto di piazzare un tot di copie in un dato periodo, con la clausola che qualora non ce l'avessi fatta avresti dovuto acquistare una parte di esse a prezzo scontate?

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secondo me state parlando di due cose diverse.

Ayame: credo che tu ti riferisca alla quindicina di copie richiesta a partire dalla scorsa estate, per l'eventuale correzione bozze.

Massimo: mi sembra di capire che tu ti riferisca invece alla clausola sul conto vendita.

Resta il fatto che la 0111 è una casa editrice piccola, ma "limpida", che fa le cose alla luce del sole (cosa non da sottovalutare). Nel sito c'è esplicitata tutta la politica editoriale, la situazione delle letture, le iniziative che propone, le vendite per ogni titolo, ecc. Vederla classificata in questa categoria dispiace. Specie a noi che ci abbiamo pubblicato, senza aver pagato un centesimo e che possiamo testimoniare in maniera positiva.

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Quel che non capisco è il discorso limpidezza: nella categoria A pagamento non ci vanno editori che non sono limpidi o che sono disonesti, ma quelli che chiedono soldi o acquisto copie. La Zerounoundici, per quanto ne chieda poche, le chiede e la clausola citata da Max è un vincolo che la fa rientrare nella categoria A pagamento, con l'aggiunta che non fa editing e promuove poco. Tutto qui :)

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Quel che non capisco è il discorso limpidezza: nella categoria A pagamento non ci vanno editori che non sono limpidi

veramente uno dei criteri indicati per finire nella lista a pagamento è: Sono poco chiari nella definizione dei dettagli del contratto

Ripeto quanto scritto prima: non avendo sborsato un solo centesimo per pubblicare, mi sembra strano trovare la casa editrice in questione nella lista di coloro che chiedono sempre un contributo.

Anche perchè qua siamo tutti, credo, contro un certo tipo di editoria a pagamento.

in ogni caso...fate vobis!

saluti

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Sì, ma c'è anche scritto che il criterio principale è quello della richiesta di contributo. 0111 ha cambiato politica, ora chiede sempre ai suoi autori di acquistare un tot di copie: prima non lo faceva, è per questo che è passata da una lista all'altra. Non importa l'entità, potrebbe chiedere anche l'acquisto di tre copie ad autore, le cose non cambiano.

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Ripeto quanto scritto prima: non avendo sborsato un solo centesimo per pubblicare, mi sembra strano trovare la casa editrice in questione nella lista di coloro che chiedono sempre un contributo.

Mi trovo d'accordissimo con lapidus; perchè per quanto riguarda la mia esperienza non la trovo un editore a pagamento. E ci sono passata con quella a pagamento :evil: . Che non mi ha fatto la benchè minima pubblicità inoltre; al contrario della 0111 che invece si impegna attraverso internet a diffondere "Un solo destino". Ci sono persone che non conosco e che mi scrivono e mi dicono di averlo letto. Eppure non mi hanno mai contattata quindi per logica lo hanno preso dalla casa editrice. Invece i monologhi non li conosce quasi nessuno (e dire che ho pagato!) :evil:

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Ripeto quanto scritto prima: non avendo sborsato un solo centesimo per pubblicare, mi sembra strano trovare la casa editrice in questione nella lista di coloro che chiedono sempre un contributo.

Mi trovo d'accordissimo con lapidus; perchè per quanto riguarda la mia esperienza non la trovo un editore a pagamento. E ci sono passata con quella a pagamento :evil: . Che non mi ha fatto la benchè minima pubblicità inoltre; al contrario della 0111 che invece si impegna attraverso internet a diffondere "Un solo destino". Ci sono persone che non conosco e che mi scrivono e mi dicono di averlo letto. Eppure non mi hanno mai contattata quindi per logica lo hanno preso dalla casa editrice. Invece i monologhi non li conosce quasi nessuno (e dire che ho pagato!) :evil:

so che si impegnano parecchio per la promozione, ma "dover" acquistare tot copie significa comunque "pagare"

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Io ho pubblicato due libri con la 0111 e tutto quello che mi hanno chiesto è stato acquistare 8 copie che sono state da loro spedite ai membri del gruppo di lettura. Niente di più.

Poi il fatto che mi sia comprata delle copie per me e che poi ho rivenduto è stata una mia scelta. (e ci ho guadagnato sopra almeno)

E' vero che non è una pubblicazione gratuita ma non è neanche al livello di certi editori che ti chiedo di comprare 100 copie, quindi non saprei neanch'io come considerarla.

Ora hanno pure cambiato politica editoriale, non ci sono più le copie per il gruppo di lettura e se non ho capito male per chi pubblica con l'Associazione c'è una specie di pre-ordine di 30 copie e il libro viene pubblicato solo se queste 30 copie vengono vendute tutte, e non è quindi a spese dell'autore.

Però non ci metto la mano sul fuoco perchè ogni tot cambiano le regole @.@

Poi il fatto che molti vengano pagati in buoni sconto può piacere o meno, ma questo è un altro discorso.

Riguardo la questione editing da quando hanno cambiato politica, almeno per i libri pubblicati nella collana selezione e the best of 0111 eseguono un editing ortografico-grammaticale (così ho letto nel sito)

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Riguardo la questione editing da quando hanno cambiato politica, almeno per i libri pubblicati nella collana selezione e the best of 0111 eseguono un editing ortografico-grammaticale (così ho letto nel sito)

In realtà no, non fanno editing (però non è vero che non fanno promozione).

Per quel che riguarda le copie, il discorso è diverso. Inizialmente per la pubblicazione nella collana Selezione non era richiesto niente. Adesso è richiesta una garanzia di vendita di 25 copie (ovvero o le vendi entro novanta giorni o le compri tu a prezzo da rivenditore). Al contrario per altre collane già esisteva questo tipo di richiesta, mi pare.

Come avevo già detto, concordo sul fatto che a livello tecnico faccia poca differenza, sempre acquisto di copie è volendo, ma è anche brutto vederla accomunata a quelle case editrici che si fanno pagare per l'aria fritta (nella peggiore delle ipotesi io avrò acquistato dei libri, non buttato soldi dalla finestra, ma è anche probabile che non debba prendermene neanche uno di tasca mia) e che pubblicano qualunque cosa basta che le si paghi.

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Ragazzi capisco le perplessità, ma le case editrici sono suddivise secondo la richiesta di un contributo, non sulla serietà; fino a quando il vincolo c'era solo in alcuni casi andava in Doppio binario, ora che è sempre presente è questa la lista adatta.

Azoto liquido, fanno una sommaria correzione di bozze, non editing :D

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Io mandai un mio lavoro questa estate. Dopo un paio di mesi circa mi risposero che erano interessati e che, quindi, erano disposti a pubblicarlo nella Selezione. Mi inviarono una bozza del contratto che lessi subito e... altrettanto velocemente rifiutai.

1) perché mi si proponeva un eventuale acquisto di copie nel caso non fossi riuscita a piazzarne da sola un certo numero.

2) perché le prime duecento copie vendute mi sarebbero state pagate con libri omaggio :evil:

3) perché c'erano altre clausole che non mi piacevano e non sto qui ad elencare. Feci già un errore con il mio primo editore e non volevo fare il bis. Errare è umano, perseverare è diabolico. Altrimenti a cosa servono le esperienze?

Comunque il motivo principale per il quale rifiutai fu il punto 2! Non esiste che un mio lavoro venga pagato con un sistema medioevale quale il baratto! Scherziamo? Il lavoro altrui si paga con il denaro... non è che se mi viene l'idraulico a casa io lo ricambio con un tutto fuorché la moneta. Mi riderebbe in faccia. Così come tutti gli altri lavori. Le prestazioni e i servizi che uno offre si pagano con il denaro.

Al mio rifiuto, mi ha risposto la direttrice che, in tono piuttosto alterato, mi accusava di aver fatto perdere del tempo e del denaro a lei e alla casa editrice, in quanto coloro che hanno valutato il mio romanzo erano stati pagati :lol:

Ora, vi sembra corretto un discorso del genere? A me no, sinceramente. E' il tuo lavoro valutare manoscritti! E io, come autrice, sono libera di decidere con chi diavolo pubblicare!

Inoltre, quando le dissi il motivo del mio rifiuto, mi arrivò una seconda email, ancora più alterata e molto sarcastica, con la quale mi augurava di trovare un editore che potesse soddisfare le mie voglie di successo e denaro.

Al che, ho gettato la spugna. Un simile commento non meritava una replica.

Ecco, questa è stata la mia esperienza con la 0111.

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Credo che ti sia stato offerto lo stesos contratto che ho io.

Ora, sulla risposta non commento non conoscendola in presa diretta, però mi meraviglia che tu abbia trovato delle clausole sgradevoli (anche perché di clausole ce ne sono 12 in tutto e a me sono sembrate tutte perfettamente normali).

Riguardo l'eventuale acquisto di copie, sì, sono le 25 di cui parlavo prima.

Il pagamento... io ovviamente ci ho riflettuto come prima cosa e devo dire che non mi dispiace per nulla.

Intanto, pre la precisione, è fino a 150 copie che ti retribuiscono in quel modo (dalla 151sima in poi pagano in denaro) e non è che ti danno "libri omaggio", ti danno copie del tuo stesso libro.

Questo significa che le puoi usare, vendere...

Ora, facendo un po' di conti... se su 10 copie vendute prendo il 5%, mi entrano in tasca 70c a copia, vale a dire 7 Euro

Se per 10 copie prendo una copia omaggio e la vendo a prezzo di copertina, incasso 14 Euro... :lol:

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Sì, hai ragione CMT, le copie omaggio sarebbero state del mio romanzo, però è il principio che non mi è piaciuto :) Il mio lavoro lo paghi in denaro perché è giusto che sia così. Il discorso che fai tu, cioè quello di rivendersi quelle copie è giusto, guadagni qualcosina. Ma siccome, anche per il mio primo libro pubblicato, ho dovuto fare la manager di me stessa, togliendo tempo (e parecchio anche) alla scrittura, non ho voluto ripetere ^^.

Io ho sempre pensato che lo scrittore deve scrivere e basta, a fare le PR ci deve pensare l'editore. Ognuno deve fare il suo mestiere, almeno questo è come la vedo io :) se poi, ragionando così, non troverò mai un editore, allora pazienza. Ho una visione piuttosto romantica e classica del rapporto editore-autore e me la porterò dietro a vita perché ci credo fermamente :)

Comunque, quello che più mi ha dato fastidio è stato il tono di risposta delle mail: acido e piuttosto scorbutico.

Io sono sempre molto gentile con tutti e leggere un tono acceso come quello, solo perché ho rifiutato la loro proposta, è stato a dir poco irritante, credimi!

Non mi si può venire a dire che gli ho fatto perdere tempo e denaro, scherziamo? Per non parlare dell'augurio finale di trovare un editore che mi dia ampie prospettive economiche. Rimasi basita, giuro :o anche perché non mi conosci minimamente e non sai quali sono i miei sogni in campo scrittevole (che non sono certo quelli di diventare un Dan Brown in gonnella).

Ma va bè, ormai è acqua passata! Sono contenta per voi che, al contrario di me, vi siete trovati bene ;)

Anzi, vi faccio i miei in bocca al lupo!

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bisognerebbe spiegare a certi editori che quando decidono di pubblicare un libro non stanno facendo la carità a nessuno. Se non ci fossero gli autori a scrivere i libri, loro cosa venderebbero?

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Il discorso che fai tu, cioè quello di rivendersi quelle copie è giusto, guadagni qualcosina.

Più che qualcosina... il 100% :)

Ma siccome, anche per il mio primo libro pubblicato, ho dovuto fare la manager di me stessa, togliendo tempo (e parecchio anche) alla scrittura, non ho voluto ripetere.

Quello dovrai farlo sempre.

Un editore ti può supportare ma questo non ti esimerà mai dal doverti anche supportare da sola, a meno che non riesci a pubblicare con un qualche colosso dell'editoria (il che comunque non implica che tu non debba supportarti, ma solo che loro ti aiuteranno molto di più a farlo... la promozione però rimane un impegno dell'autore anche quando l'editore fa moltissimo in suo supporto e gliela organizza in ogni minimo dettaglio).

Io ho sempre pensato che lo scrittore deve scrivere e basta, a fare le PR ci deve pensare l'editore.

È vero, ma può darti i mezzi, non farlo al posto tuo. Se c'è da fare una presentazione chi parla del libro? L'editore? Se ti vogliono intervistare che fa, risponde lui? Ne dubito. :)

Certo, se l'editore ti pubblica il libro dopodiché se ne frega altamente e lascia che te la sbrighi tu è un altro discorso, lì c'è qualcosa che non va, ma che tu debba fare la tua parte nella promozione no, quello lo trovo assolutamente normale, e sarà una parte tanto più grande quanto più piccolo è l'editore a cui ti rivolgi.

Ho una visione piuttosto romantica e classica del rapporto editore-autore e me la porterò dietro a vita perché ci credo fermamente :)

Romantica sì. Classica non direi... sinceramente mi stupirei di trovare anche un solo autore che non abbia mai fatto promozione per il suo libro.

Comunque, quello che più mi ha dato fastidio è stato il tono di risposta delle mail: acido e piuttosto scorbutico.

Io sono sempre molto gentile con tutti e leggere un tono acceso come quello, solo perché ho rifiutato la loro proposta, è stato a dir poco irritante, credimi!

Ti credo, non ho motivo di non farlo.

Ma va bè, ormai è acqua passata! Sono contenta per voi che, al contrario di me, vi siete trovati bene :)

Non lo so ancora, l'uscita del mio sarà dopo le feste, può anche darsi che mi troverò malissimo, chi può dirlo?

Il mio unico punto era che il contratto non mi sembra affatto così terribile. :)

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È vero, ma può darti i mezzi, non farlo al posto tuo. Se c'è da fare una presentazione chi parla del libro? L'editore? Se ti vogliono intervistare che fa, risponde lui? Ne dubito.

Certo, se l'editore ti pubblica il libro dopodiché se ne frega altamente e lascia che te la sbrighi tu è un altro discorso, lì c'è qualcosa che non va, ma che tu debba fare la tua parte nella promozione no, quello lo trovo assolutamente normale, e sarà una parte tanto più grande quanto più piccolo è l'editore a cui ti rivolgi.

No, no CMT, ci mancherebbe :) certo che parteciperei alle presentazioni, interviste radio e quant'altro... figurati. Scusami, sono io che, nello scrivere, mi sono persa dei concetti per strada.

La cosa che non vorrei fare è organizzare questi eventi da sola. Venendo da una prima esperienza negativissima, dove ho fatto la manager di me stessa, sono rimasta talmente scottata che ora valuto ogni virgola di un contratto.

Tutto qui :)

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No, no CMT, ci mancherebbe :D certo che parteciperei alle presentazioni, interviste radio e quant'altro... figurati. [...]

La cosa che non vorrei fare è organizzare questi eventi da sola.

E su questo ti do piena ragione infatti. :)

Però lì, appunto, tutto dipende anche dai mezzi di cui dispone una casa editrice, e (qui non mi riferisco ad alcun caso specifico, comunque) c'è sempre da distinguere quelle che se ne fregano altamente da quelle che fanno ciò che possono nei loro limiti.

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anche senza grossi mezzi, secondo me, un editore può fare di più che chiedere agli autori di comprarsi le copie.

esempio: con Montag ho pubblicato senza contributo, le presentazioni me le sono organizzate, investendoci tempo e soldi (per voler mio ho girato parecchio, Sardegna compresa, e da Milano non è dietro l'angolo), però l'editore viene incontro in ogni cosa, da una copartecipazione in caso ci sia da pagare una quota alla libreria che ospita l'evento, alla possibilità di avere tot copie, con significativo sconto e quindi guadagno da parte mia, pagando solo quelle che vendo, e restituendo l'invenduto.

credo le presentazioni sianotutto a questi livelli, dove la distribuzione è quello che è, e la pubblicità ancora meno. a una presentazione si possono abbinare interviste presso la stampa locale, a volte anche in radio, è in generale un evento che da visibilità... quindi pubblicare e poi non fare di tutto per sfruttare la possibilità è un pò un controsenso. quindi si cerca di farne il più possibile, e di ricavarne il più possibile,magari facendole non in libreria ma in locali, circoli, associazioni dove i libri li vende direttamente l'autore.

ma dover comprare copie per pubblicare, mai. E' una questione di principio, non cambia se le copie sono 10, 100 o 1000... anche se poi conviene , non ci piove: non mi è mai stato imposto l'acquisto copie, ma sommando tra tutti e tre i titoli personalmente ne ho prese oltre un centinaio (scontate) proprio per il discorso di cui sopra...

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Il discorso, detto in termini semplicistici, è che se tu paghi all'editore un migliaio di euro questi ha già un bel guadagno e non si impegnerà per promuoverti, distribuirti e quant'altro. Non si preoccuperà neanche che la copertina e l'impaginazione, l'editing, la rilegatura siano adeguati.

E si parla sempre in generale, lo sottolineo.

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Purtroppo non tutti hanno la possibilità di fare presentazioni e girare l'Italia.

Io ho venduto un po' di copie per conto mio, più di quante ne abbia vendute l'editore.

Per questo mi domando se lo scopo dell'editore è solo quello di svolgere gli adempimenti burocratici. Alla fine il mio terzo romanzo l'ho stampato con lulu. Vi assicuro che ci ho speso sicuramente di meno...

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"perché le prime duecento copie vendute mi sarebbero state pagate con libri omaggio"

Se posso scegliere, anziché dei libri che non ho richiesto, datemi almeno dei buoni pasto per la spesa. ^^

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Resta il fatto che 0111 non è un editore a pagamento

non ne possiede le caratteristiche

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Alla fine il mio terzo romanzo l'ho stampato con lulu. Vi assicuro che ci ho speso sicuramente di meno...

rispetto la scelta, ma mi chiedo: a che pro?

se si vuol provare a emergere, per esempio prendendo parte a premi letterari x romanzi editi, la vanity press è cassata in partenza. editori che pubblicano senza contributo ce ne sono, non tanti ma ci sono, si parla di alcune decine... e ci sono anche big, e meno big, che leggono manoscritti di esordienti. fazi, marcos y marcos, piemme, ti dico solo le prime che mi vengono in mente. altri piccoli magari lo chiedono ma a volte organizzano concorsi dove in caso di vittoria pubblichi senza pagare... penso che la strada migliore sia questa, e non l'autopubblicazione. ma se non altro pertestare il valore del nostro lavoro: se dieci o venti editori dicono NO, beh, forse allora non sono loro, ma il libro che proponiamo...

mio umilissimo parere, ripeto.

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Prima dell'autopubblicazione ho anche contattato alcuni editori non a pagamento, il romanzo non è stato preso in considerazione e ho optato per l'autopubblicazione, giusto per averne qualche copia per la mia cerchia di parenti e amici, della serie ormai l'ho scritto, tanto vale stamparlo in un formato decente. Non certo per vanto perchè se avessi voluto vantarmi veramente avrei proposto anche questo alla 0111 e l'avrei pubblicato come un libro vero.

Ci sono molti autori anche bravi che scelgono il print on demand e spesso capita perchè gli editori o sono troppo selettivi o sono troppo cari :P oppure perchè si crede che l'opera non valga abbastanza.

Riguardo ai concorsi letterari, spesso costosi e troppa concorrenza, e troppo fattore C cosa che a me manca xD

In questo caso ho fatto un discorso puramente economico e tra tenere il libro nel cassetto per altri due anni e autopubblicarmi per gli affari miei ho scelto quest'ultima opzione :D

E chi l'ha letto l'ha apprezzato ugualmente.

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