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Ospite Linda Rando

Gruppo Albatros Il Filo, editoria a pagamento, spot in tv ed esordienti

577 risposte in questa discussione

Editoria a pagamento: di cosa si parla?
L'editoria a pagamento è una forma di editoria nel quale è l'autore a pagare l'editore, e non viceversa. è come il parrucchiere che paga il cliente per tagliargli i capelli, l'idraulico che aggiusta il rubinetto e dà 100€ ai proprietari dell'impianto idraulico anziché farsi pagare.
Per approfondire sull'argomento c'è una lunga serie di articoli sull'editoria a pagamento sul nostro blog.

Dato che non parliamo più di editori a pagamento, qui, perché parlare del Gruppo Albatros? Perché il Gruppo Albatros è la casa editrice a pagamento più famosa d'Italia e si è pubblicizzato più volte anche su Canale 5. Si va da contributi di 1000€ fino ai 7000€, stando alle testimonianze; sempre secondo il parere di alcune persone che hanno letto i loro libri, l'editing sarebbe piuttosto scadente e la promozione scarsa. Inoltre, abbiamo avuto personalmente le prove che la selezione non viene fatta: nel 2010, al Salone del libro di Torino, si è tenuta una tavola rotonda sull'editoria a pagamento intitolata "Quando i sogni hanno un prezzo". Siamo intervenuti io (Linda Rando), Andrea Malabaila di Las Vegas, Costantino Margiotta di Zero91 e Giorgia Grasso, direttrice editoriale del Gruppo Albatros alla quale ho presentato il contratto inviatomi da loro per la pubblicazione di un manoscritto composto da pagine di blog, Wikipedia, stralci di racconti, poesie e quant'altro. Il manoscritto lo potete scaricare da qui. I video della vicenda, invece, li potete vedere qui.



Di seguito, una lunga e dettagliata testimonianza di un editore pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo:

Ciao,

Vorrei lasciare la mia testimonianza affinché possa dare una mano a tutti quelli che desiderano affidarsi alla Albatros o ad altri EAP affiche possano investire i loro soldi nella promozione del loro lavoro investendo solo su se stessi e le proprie capacità e non affidandosi a chi li prende e poi ti abbandona come gli EAP. Ho appena pubblicato con il Gruppo Albatros, in Giugno, vi narro i fatti così come sono, sarete voi a giudicare. Ho scelto la Albatros perché il mio è un libro particolare ( non tutti gli aspiranti scrittori, sconosciuti, sono dei deficienti, sprovveduti come si fa intendere nella maggior parte dei forum, esistono delle storie alle spalle di chi compie una scelta)di denuncia con prove e documentazioni ad un personaggio noto e al sistema editoriale italiano, che ha trovato molti ostacoli e pensavo che affidandomi a che poteva fare pubblicità nelle reti Mediaset e offrendomi la possibilità di interviste a SKY e per radio, potessi rendere la storia del mio libro pubblica. In principio ho inviato due manoscritti per essere esaminati, loro hanno scelto quello più ad effetto a livello commerciale, la denuncia. Pensavo quindi che fosse loro interesse prendersi grande cura, sebbene mi avessero fatto pagare, di un libro che avrebbe potuto mettere in risalto anche loro come editori. In verità in principio mi avevano chiesto più di 2000Euro divenuti circa 1500 dopo una telefonata con il responsabile e una discussione sui contenuti e le possibilità del libro. Premetto che prima di inviare un manoscritto ad una casa editrice ho l'abitudine di farlo esaminare in genere da docenti universitari, e questo in particolare è stato giudicato nella sua semplicità e chiarezza di interesse sociologico e pedagogico.
Ebbene ho firmato questo contratto e la Albatros fino ad ora sta rispettando i termini, ma questo è un legale, vediamo nello specifico come stanno rispettando questo contratto.

La presentazione è stata fatta a Roma, altre spese per chi viene da fuori. Una presentazione multipla tipo catena di montaggio per 5/8 autori, alla quale non era stato invitato nessuno se non 5 o 6 persone amici e parenti di uno degli autori che era romano, tanto che l'ultimo fece il suo intervento parlando letteralmente alle sedie vuote.
Dopo una presentazione gestita da me al Palazzo delle Arti di Napoli nell'ambito della giornata mondiale della danza, sono stato contattato dalla presidente della proLoco di una paese nel napoletano la quale mi invitava a presentare il libro durante una loro manifestazione, invito che era stato fatto per conto del giornalista Rai Luciano Scateni in virtù dei contenuti del libro. Per motivi fantasma il libro viene censurato e il mio intervento cancellato. Cerco di fare presente questa situazione ai responsabili della Albatros ma non si degnano nemmeno di rispondermi. Nel frattempo vengo contattato da diverse redattrici dei diversi settori in cui la Albatros si divide, per consigliarmi premi letterari a cui partecipare, quelli a pagamento devo gestirli io quelli gratuiti sono a carico loro.

Distribuzione, La Albatros distribuisce tramite Ugo Mursia, ma è una distribuzione praticamente inesistente, ho contattato personalmente moltissime librerie e quasi tutte mi dicono che non hanno alcun rapporto con il Gruppo Albatros quindi è praticamente impossibile che un loro libro ottenga distribuzione su vasta scala.
Il libro compare nei cataloghi online anche alla Feltrinelli, ma questo sappiamo perche accade, infatti quando ho contattato gli store per ottenere informazioni e per sottoporre il libro ad una loro analisi per una eventuale promozione, sono stato trattato senza educazione e rispetto e quasi canzonato da quasi tutti.
Ho deciso di fare promozione da solo nelle librerie, è accaduto che per i contenuti del libro qualcuno si è rifiutato di promuoverlo e venderlo per paura di ritorsioni, dovrebbe essere questo il caso in cui il tuo editore, visto che è anche suo interesse, dovrebbe tutelare un proprio autore? chissà?

Programmi radiofonici ed interviste. Le interviste ci sono sempre a Roma, altre spese per l'autore, perché non esiste una qualche analisi di merito dell'opera e dei progetti futuri dell'autore, quindi tutti fanno tutto e allo stesso modo. Interviste compiute sempre come una catena di montaggio trattando proprio lo stesso autore e la sua fatica solo come un prodotto commerciale, un pacchetto via l'altro. Le interviste su SKY possono essere viste solo dai possessori SKY e non vengono in alcun modo concesse all'intervistato. Il programma radiofonico è in diretta ma la radio si ascolta solo nel Lazio o su internet. Devo dire che le intervistatrici e gli operatori di contatto sono sempre molto cortesi e disponibili.

Fiere. La casa Editrice è presente a numerose fiere del libro anche importanti, e gli autori possono ricevere gratuitamente solo il biglietto d'ingresso, il resto bisogna pagarlo e non ci sono iniziative per rendere noti gli scritti e i loro autori.

Promozione. In pratica la promozione non esiste, loro chiamano promozione i servizi che offrono ,cioè le interviste, la partecipazione alle fiere, i concorsi letterari che propongono e la pubblicità che fanno periodicamente a Mediaset. Solo che loro pubblicizzano e promuovono la sezione nuove voci e la casa editrice, gli autori restano i nessuno di sempre. Il libro pubblicato partecipa di diritto ad un concorso interno della Caos Film.
Per chi può c'è bisogno di spendere altro denaro e cercare ottime raccomandazioni per cercare di essere ascoltato da qualcuno, personalmente la situazione di danno e beffa a me si moltiplica perche non solo durante i miei tentativi, anche più assurdi di mettere in luce il libro, vengo ostacolato e censurato per i contenuti del libro ma spesso non sono considerato a causa della poca credibilità dell'editore che non gode ottima fama in nessun ambito.

Potrei andare avanti ancora per molto, ma ti annoierei, solo che sono stufo perché dopo dieci anni, un concorso letterario vinto(ovviamente con stranieri) questa Italia del nulla mi ha stufato, diceva bene uno dei tanti Literary Agent che ho contattato: "è assurdo che un lavoratore debba pagare per lavorare, non credo a ciò che dici non è possibile che in un Paese come l'Italia non si prendano cura di chi può fare guadagnare anche loro".

Ciao Grazie
Achille

Modificato da Niko
Aggiornato.
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La mia ragazza ha ricevuto una proposta da questa casa editrice in 24 punti assicurando pubblicità televisiva, radiofonica e la distribuzione nelle librerie ma versando appunto dei soldi. E' la prima volta che manda un manoscritto e non sa se fidarsi o meno. Cosa consigliate?

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Ho ricevuto anche io un contratto corredato da un catalogo, un cd con vari loro video e soprattutto una richiesta da oltre 2200 euro. Io le sconsiglierei di firmare, in giro non si leggono buone cose sul Filo, secondo me dovrebbe aspirare a pubblicare con un editore senza contributo. Solo in quel caso sai davvero se il tuo testo è stato letto ed apprezzato. Certo la richiesta di contributo non esclude la selezione, però quando la richiestaè così elevata il dubbio ti viene.

Spero di esserti stato utile.

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ragazzi navigando su internet si trovano pareri discordanti

sulla casa editrice il filo

nei vecchi post è indicata come a pagamento

per altri è adoppio binario seguendo i termini di WD

altri ancora dicono di non aver sborsato nulla e che ultimamente questi si sono trasformati?

sapete cosa io scrivo così anche se è a pagamento poi se mandano un contratto lo posto

naturalmente rifiutando con eduucazione

adesso che ci penso sarebbe un'idea dopo aver scritto a quelle free che mi interessano tanto per testare

san tommaso è mio parente

vedere a che punto arrivano gli editori a pagamento e se si può fare una distinzione che ne dite?

B :evil:

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Io ho mandato il mio manoscritto a molti editori a pagamento appositamente per vedere il loro modus operandi. Il filo mi ha chiesto 2250 euro nemmeno un mese fa, quindi non mi pare che siano tanto gratis. :D

Non aver pagato con "il filo" mi giunge nuova, hai parlato con Cabrini o Pinketts? Ti sarei grato, dato che sono un dei redattori della lista, se tu potessi linkarmi privatamente testimonianze positive, naturalmente di negative ne abbiamo lette sin troppo.

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Domanda: secondo voi Luciano de Crescenzo e Alberto Bevilacqua pagano? O Il Filo fa pagare solo gli esordienti?

Vado sul sito e ti vedo questi nomi famosi...

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Non penso proprio paghino, De Crescenzo è autore da milioni di copie vendute, ci mancherebbe,

loro sono gli specchietti per le allodole. Naturamente è un mio modesto parere, ma non penso si distacchi molto dalla realtà :)

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Io avevo partecipato ad un concorso indetto dal filo ed ero tra i vincitori. Il premio in palio era per l'appunto la pubblicazione. Analizzando il contratto che mi è arrivato a casa ho notato che, oltre a non richiedere il consenso dei miei genitori (io ero ancora minorenne), il contributo da versare era di 2250 euro, pari a 150 copie del libro, e la percentuale spettante all'autore era pari al 10% di ogni copia venduta (1,5 €). Tutti i miei conoscenti mi sconsigliarono di partcipare, e così rinunciai. Onestamente non credo che si possa parlare di serietà nel caso delle edizioni 'il filo'.

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Infatti era questo il paradosso... Nel bando del conocorso si parlava solo di 'contratto di pubblicazione', e poichè io a sedici anni non immaginavo nemmeno esistessero case editrici a pagamento, ci ero "cascato" subito. Onestamente penso che la casa editrice non abbia neanche letto tutti i manoscritti che sono sati inviati, ma abbia mandato di default la proposta di contratto a tutti. Non dico sia scorretto, ma neanche propriamente professionale.

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queste sono cose da "Mi manda rai 3" oppure che so le Iene, striscia la notizia. Questa gente andrebbe sputtanata una volta per tutte

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Bè, insomma. Alcuni si fidano e non è che vengano imbrogliati. Il fatto è che non è un buon investimento far pubblicare qualcosa da loro. A livello legale probabilmente loro sono in regola, perciò si rischia di fare una gaffe a tentare di "sputtanarli" :?

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Non dico che abbiano fatto una cosa illegale. Dopotutto se firmi un contratto accetti tutte le condizioni, però non puoi bandire un concorso e poi chiedere soldi al vincitore

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In effetti hai ragione :evil: però basta essere un minimo prudenti e queste fregature vengono evitate

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io, questi, li chiamo furti legalizzati. Capisco che l'editoria è in crisi, ma approffitarsi così è veramente un comportamento meschino.

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Onestamente non mi va di condannarli, non è che estorcano soldi alla povera gente :? un autore sceglie di pagare o meno; il loro ragionamento è che se la pubblicazione si rivela un fallimeto, le perdite sono contenute (per la casa editrice). E' una scelta che fanno, poi è ovvio che non guadagnano la stima di esordienti talentuosi ma poco propensi a sborsare cifre importanti per pubblicare un libro.

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probabilmente hanno fatto bene i loro conti. sparano nel mucchio, come del resto facevano anche prima con le pubblicità in prima pagina su Repubblica, e contano sul fattodi rientrare dalle spese promozionali... penso che poi la cura e la distibuzione del volume sia l'ultimo dei loro problemi...

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C'è da dire che nel contratto ti propongono molta pubblicità, radio, tv, giornali... il che è essenziale per vendere un libro, per farlo almeno conoscere. Quindi riconosco che possa far gola. Nel contratto c'era scritto anche che il libro avrebbe partecipato a un concorso.. In pratica tra i libri del filo ne veniva scelto uno e da questo ne sarebbe stato tratto un film. Però c***o, 3000 euri...

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C'è da dire che nel contratto ti propongono molta pubblicità, radio, tv, giornali... il che è essenziale per vendere un libro, per farlo almeno conoscere. Quindi riconosco che possa far gola. Nel contratto c'era scritto anche che il libro avrebbe partecipato a un concorso.. In pratica tra i libri del filo ne veniva scelto uno e da questo ne sarebbe stato tratto un film. Però c***o, 3000 euri...

Posso garantire che questi servizi effettivamente li svolgono, il punto è COME li svolgono. Io ho pubblicato con il Filo, per una scelta puramente egoistica, nel senso che volevo, come tanti, togliermi lo sfizio di veder pubblicato il mio libro. Ho affrontato la spesa perchè avendo scritto il romanzo a quattro mani il costo era dimezzato e alla fine paradossalmente, tra tanti contratti a pagamento ricevuti era quello che apparentemente era il più conveniente nel rapporto servizio offerto / costi.

Devo dire che Il Filo ha rispettato tutti gli adempimenti contrattuali; hanno organizzato la prima presentazione nella loro libreria al centro di Roma (oltre a noi c'erano altri 4 o 5 autori esordienti) fornendo tutto: copie per la vendita, locandine, inviti e relatore. Peccato però che il relatore in questione non avesse letto il nostro libro, e durante la presentazione abbiamo dovuto smentirlo continuamente perchè non aveva capito nemmeno il filo conduttore dell'opera, scambiandola per un romanzo d'amore mentre in realtà era tutt altro :)

Poi ci hanno contattato per l'intervista televisiva. Mio Dio, ancora ricordo con orrore quel giorno. La registrazione è andata in onda su un piccolo canale satellitare che sarà stato visto dalla mia famiglia, quella della mia amica e quella del presentatore; vi dico solo che questo individuo che si spacciava per presentatore esperto di libri non sapeva nemmeno pronunciare il nome di Grisham, lo chiamava GRICIA :) Sembrava un salumiere di periferia :mrgreen: E' stato in questo frangente che ho capito il grave errore che ho fatto a pubblicare con loro: quel giorno era prevista la presenza di un altro autore esordiente (oltre a noi e agli altri due ragazzi intervistati con noi). Beh, questo tizio non si è presentato, e una tipa della redazione del Filo presente alla registrazione ha detto testuali parole: "Meglio così, quel libro fa veramente pena!".

Per non parlare dell'intervista alla radio: radio locale era un complimento, presumo che al di fuori del centro di Roma nemmeno si prendesse la frequenza. Intervista che si è svolta per telefono, senza preavviso, ci hanno chiamate così di punto in bianco e mandate in diretta, con il nostro cellulare che non si sentiva e loro che non potevano chiamarci sul fisso... No comment!

Però devo dire che tutte le volte che ho organizzato presentazioni per conto mio Il Filo è stato sempre puntuale e collaborativo; ci hanno sempre fornito moltissime copie, ci hanno fatto le locandine, gli inviti e le pubblicità. Almeno questo...

Comunque per concludere questo mio lungo intervento, posso dire che ho capito che pubblicare con un editore che insieme al tuo libro fa uscire centinaia di titoli di esordienti non serve assolutamente a NULLA, se non a gratificare il tuo ego vedendo la tua opera sotto forma di libro. Lasciate perdere! :)

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io, questi, li chiamo furti legalizzati. Capisco che l'editoria è in crisi, ma approffitarsi così è veramente un comportamento meschino.

Se l'editoria è in crisi gran parte della colpa è degli editori a pagamento che saturano il mercato con qaulsiasi schifezza. basta che qualcuno li paghi. chi è causa del suo male pianga se stesso

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Non l'avevo trovato il post, scusami. :oops:

E grazie per la segnalazione. :lol:

Vedo ora nei quotidiani gratuiti che mettono gli stessi annunci de IL FILO. :evil:

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No... pure su canale 5? =______= fortuna che non l'ho ancora vista...

Che poi scusate, cosa vuol dire far pubblicità alla casa editrice?

Non dovrebbero fare pubblicità ai libri?

Non dovrebbero promuovere gli autori?

A me pare che qui gli unici a guadagnarci sono loro con le cifre assurde che spillano ai malcapitati di turno...

Ho un'avversione sempre più profonda per questo editore =___=

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Questa è la mia testimonianza:

stavo lavorando a un romanzo sul 2012, una sorta di narrativa fra il reale e il fantasy che sputtana molte opere di autori conosciuti riguardo tale data, quando su un giornale gratuito trovo l'annuncio di un concorso indetto da Il Filo gruppo albatros (che poi ho scoperto che fa capo alla Mondadori). Comunque, scrivo un tot di racconti fantasy in 5 giorni e partecipo al concorso. Ricevo una mail con scritto che solo nel caso la mia opera sia risultata tra i vincitori allora verrò contattato.

Il concorso prevedeva la pubblicazione gratuita per il vincitore.

Passano circa 2 mesi e mi ritrovo a casa il contratto di pubblicazione, una serie di note positive per la vittoria del concorso e la sorpresina, ovvero di pagare la pubblicazione del mio manoscritto.

Non sto a dire quanto mi hanno chiesto perchè cifra vergognosa; non vi dico nemmeno quanto ci ho messo a passare dallo stato felice allo stato triste, in quanto la mia ragazza quasi aveva le lacrime di contentezza per me.

C'è un tizio che dice di non aver pagato sul blog riaprire il fuoco, ma di quel tizio, su wikipedia, sono scritte una marea di cavolate.

Per il discorso Bevilacqua e company, loro non pagano perchè al posto loro pagano i polli esordienti.

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(che poi ho scoperto che fa capo alla Mondadori).

Quando si fanno certe affermazioni ci vogliono delle prove a suffragiare tali tesi. Quindi, condividi quanto hai scoperto 8-)

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Parole dette da uno degli scrittori pubblicati da Il Filo, con un grosso CV di opere. In pratica disse che il gruppo Albatros era una specie di sottofiliale della Mondadori, come dire, una specie di scuola calcio dove sfornano giovanissimi talenti che poi andranno alla società madre. Non posso citare nome e cognome del tipo perchè tempo fa fui richiamato alla privacy, per problemi di querela (non contro di me) e cose varie.

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