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Predator76x

In Edition

10 risposte in questa discussione

[Casa Editrice non più attiva]

 

Sitohttp://www.inedition.it

Distribuzione: /

Invio manoscritti: /

Facebook: /

 

Non sapevo se fosse a pagamento oppure no, così tempo fa inviai il mio manoscritto. Mi hanno risposto oggi, inviandomi una considerazione della mia opera più il contratto. Chiedono l'acquisto di 100 copie al prezzo di euro 12 l'una.

Inoltre chiedono se voglio donare in beneficenza la mia percentuale di vendita, dicendo che è un'ottima cosa per pubblicare. Io reputo la questione non solo assurda, ma da denuncia. Se queste persone volessero veramente fare beneficenza e il mio manoscritto valesse veramente ciò che dicono, allora mi pubblicherebbero gratis e con il ricavato per intero di ogni libro si potrebbe fare l'opera di bene; invece costoro mi chiedono dei soldi e poi si spacciano anche per benefattori chiedendo se voglio devolvere la mia parte di ricavato delle vendite ai bimbi africani. Non ho capito, io devo fare la doppia beneficenza? (editore e africani)

E poi magari loro si prendono i meriti?

Non ho parole...

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:shock: ma non sanno più che inventarsi? Questa della beneficenza ancora la dovevo sentire...

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:shock: ma non sanno più che inventarsi? Questa della beneficenza ancora la dovevo sentire...

in alcuni casi è fatta con serietà, per esempio La Penna Blu devolve una quota del guadagno in beneficenza, manon chiede un cent di contributo agli autori.

anche 0111 mi pare devolva qualcosa, ma sappiamo che non è nella lista degli editori free

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Giusto, il discorso de La penna blu, mi sembra onesto e corretto ;)

Ma a Predator è stato chiesto, in sostanza, di pagare due volte. Non solo gli è stato chiesto un contributo per la pubblicazione, ma anche se voleva dare la sua percentuale (neanche una parte ma tutta) in beneficenza. Allora mi domando: perché non date anche la vostra di percentuale? O addirittura non date tutto il ricavato delle vendite in beneficenza? Guarda caso, solo la sua parte :evil: Oddio, almeno io ho capito così, è esatto Predator? Comunque sia, ha ragione a rimanere senza parole...

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Magari intendevano dire fare beneficenza all'editore, dopotutto mica è stato specificato a chi sarebbe stato devoluto il denaro ;)

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Giusto, il discorso de La penna blu, mi sembra onesto e corretto ;)

Ma a Predator è stato chiesto, in sostanza, di pagare due volte. Non solo gli è stato chiesto un contributo per la pubblicazione, ma anche se voleva dare la sua percentuale (neanche una parte ma tutta) in beneficenza. Allora mi domando: perché non date anche la vostra di percentuale? O addirittura non date tutto il ricavato delle vendite in beneficenza? Guarda caso, solo la sua parte :evil: Oddio, almeno io ho capito così, è esatto Predator? Comunque sia, ha ragione a rimanere senza parole...

sì quello che hanno chiesto a Predator è folle. ricorda l'altra barzelletta dell'essere pagati in copie del tuo libro...

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Hai capito bene Sarah. Anche io ho capito: i bimbi africani non avrebbero nemmeno un centesimo e la casa editrice si ritroverebbe delle copie da vendere a me, incassando il 100% e facendo beneficenza a se stessi, con i soldi miei però.

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Rino Tripodi, direttore di InEdition, mi ha chiesto di postare questo suo messaggio in quanto ha avuto alcuni problemi tecnici.

Personalmente sono per la massima libertà di parola, specie in questi tempi di “bavagli”, e apprezzo abbastanza alcune iniziative di Writers’s Dream, come i video su Albatros, ecc. Ma certi interventi andrebbero filtrati, altrimenti si rischia di offendere le persone.

Inoltre, non è mai molto “etico” calunniare e diffamare gli altri nei blog e, inoltre, facendolo, nascondersi sotto pseudonimi. La delazione è pratica dei regimi nazisti, fascisti e stalinisti. Nonché dei vigliacchi di tutte le risme e di tutte le epoche.

Il signor “Predator 76x”, vale a dire tale Lxxx Gxxxxxx di Napoli (la foto è sua? mah!), non può dire inesattezze, né fornire in rete nome, cognome e recapiti altrui.

La sua opera, “Racconti pxxxxxxxx”, è scritta abbastanza bene e valida nel suo complesso. Poiché la inEdition di Bologna legge, valuta ed eventualmente propone, considerato che i racconti erano senz’altro pubblicabili, abbiamo prospettato in via preliminare e informale (telefonica) un contratto con acquisto di 100 copie, che, in genere, servono (e vengono richieste) a tutti i nostri scrittori per omaggi, presentazioni, iniziative organizzate da loro stessi.

Dato il genere fiabesco, si è proposto all’autore di abbinare la vendita a un’iniziativa di beneficenza, ASSOLUTAMENTE NON SCELTA DALLA CASA EDITRICE, ma a cura dell’autore stesso.

Io stesso, per una mia fiaba, ho destinato tutti i miei diritti d’autore a una iniziativa di solidarietà in Africa. Non ho incassato un euro, ma quanto avrei venduto senza tale idea? Il signor L.G. ha anche ricevuto in allegato a una mia email del 20.1.10 (ore 15,16) il “dépliant” dell’iniziativa legata alla mia opera, ma nel suo post non ne fa cenno.

Nella mia e-mail immediatamente successiva del 21.1.10 (ore 21,16), scrivevo:

“Posso condividere le sue legittime perplessità [...] L’idea di devolvere una parte dei ricavati delle vendite dirette in iniziative di solidarietà era solo una possibilità di far diffondere l’opera dopo la sua uscita”.

Se, poi, qualcuno pensa di fare soldi con la letteratura...

Nella stessa e-mail avevo allegato due miei articoli contro gli editori truffaldini.

Anche di questo L.G. non parla nel suo post. Non farebbe bene a leggere con più attenzione le comunicazioni che gli pervengono?

Tengo a precisare che

1. inEdition è la casa editrice n. 1 in Italia per la didattica delle Arti grafiche.

2. Non siamo una casa editrice a pagamento, ma semmai a “Doppio Binario”, secondo la definizione di WD.

3. Molti autori non hanno pagato nulla per pubblicare con noi.

4. Comunque non promettiamo chissà quale successo, ma, onestamente, solo la possibilità di pubblicare decentemente.

5. Non pubblichiamo tutto, ma leggiamo, valutiamo, proponiamo (e la dott.ssa Linda Rando sa che è vero perché abbiamo rifiutato una “bufala” che ci era stata proposta da WD).

6. Ogni opera è sottoposta al vaglio critico, al pignolo lavoro di editing e di revisione.

7. I nostri autori sono talmente contenti del servizio che forniamo loro che tornano a pubblicare da noi (basta vedere il catalogo in cui si reiterano alcuni nomi).

8. Abbiamo acquisito i diritti di opere straniere, dunque abbiamo pagato e non siamo stati pagati.

9. Alcune nostre opere sono state altresì anche tradotte all’estero.

10. La nostra rivista telematica “LucidaMente” si occupa di cultura ed etica civile, è apprezzata da tutti e ha superato i centomila lettori.

11. Nessuno parla male di noi.

12. Non abbiamo problemi a collaborare con le iniziative di WD: abbiamo solo da guadagnarci, essendo trasparenti e onesti.

Insomma, stavolta una “denuncia” fuori luogo, inutile, falsa.

Io mi firmo senza pseudonimi perché sono onesto e in buonafede.

Rino Tripodi

inEdition editrice

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Sono rimasto molto deluso da questa casa editrice. Non solo per la richiesta di contributo (proposta come se fosse una tipografia), ma anche perchè hanno dimostrato di non aver dato altro che un'occhiata rapida al mio testo. Caspita, ero certo che almeno leggessero i testi pervenuti.

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Casa editrice non più attiva. Archivio.

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