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simo

Puntoacapo editrice

8 risposte in questa discussione

Nome: Puntoacapo editrice

Generi trattati: poesia, senza trascurare prosa e narrativa, specie non mainstream

Invio manoscritti: http://www.puntoacapo-editrice.com/proposte-di-pubblicazione

Distribuzione: http://www.puntoacapo-editrice.com/acquisti

Sito web: www.puntoacapo-editrice.com

Facebook: https://www.facebook.com/puntoacapoEditrice.poesia

 

Casa editrice che sembra seria, specializzata nella pubblicazione di poesia di alta qualità. Ho presentato loro il mio nuovo libro di racconti e mi hanno chiesto un "contributo" di 4000 euro.

Qualcuno di voi la conosce?

Modificato da ElleryQ
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http://www.puntoacapo-editrice.com

Casa editrice che sembra seria, specializzata nella pubblicazione di poesia di alta qualità. Ho presentato loro il mio nuovo libro di racconti e mi hanno chiesto un "contributo" di 4000 euro.

Qualcuno di voi la conosce?

4000 euro per una pubblicazione di un libro di poesia? Non mi pare un contributo così proporzionato, quante copie avrebbero stampato da contratto?

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Gentile Redazione, nel sito ("Proposte di pubblicazione") sono inserite molte informazioni sul modus operandi di puntoacapo, anche perché la casa editrice, pur nata giusto due anni fa, punta ad occupare una fascia di eccellenza sia nelle collane che nei progetti. In linea di principio, puntoacapo non è interessata al vanity publishing in alcuna sua forma: il nostro catalogo offre solo nomi che - a nostro giudizio, ovviamente - rappresentano l'eccellenza. Quindi, nomi molto noti o che secondo noi lo diventeranno; e questo vale anche per i (non molti) nomi poco noti o i (pochi) esordienti. I quali, però, a maggior ragione, possono vantare l'inclusione in un progetto editoriale che vuole essere - specie per la poesia, ma non solo - il massimo dell'autorevolezza. Nessun editore escluso, incluse le majors. Sarà un progetto molto ambizioso, ma in soli due anni abbiamo raccolto una mole imponente di consensi e proposte che vanno molto al di là della oggettiva mole e potenza editoriale di una casa editrice che non può certo competere con Mondadori et alia.

Detto questo: Il contributo è una pratica universale, ammessa o meno. Diciamolo senza ipocrisie, una buona volta. Via il cappello alle micro imprese che possono permettersi di fare tre o quattro titoli all'anno di gran qualità chiedendo poco o niente, basandosi sulla passione e sulle capacità di un piccolo nucleo di entusiasti. Una casa editrice che abbia ambizioni però deve mettere in conto anche ben altre spese, quindi o affidarsi alle vendite o colmando il gap tra costi e introiti. E' per questo che noi abbiamo ripensato tutto il processo editoriale (da qui il nome...), ottimizzando molti fattori sempre dimenticati o trascurati. La Collana Format (cioè raccolte globali di poeti già ben noti) non fa richieste economiche: si basa sul nome del poeta, sul nostro lavoro editoriale e sulle vendite, che sono cospicue. Per dire, credo che il libro di Cappi sia stato il libro più venduto del 2009. La collana Passi (raccolte singole) se possibile segue lo stesso criterio, cioè non imporre acquisti. Al massimo, viosto che è lo stesso autore a richiedere delle copie, ne proponiamo 50 o 60, ma a cifre che sono molto al di sotto di quanto chiedono editori "paga e pubblica"... e anche di quanto chiedono editori che non chiedono alcun contributo, almeno ufficialmente. diciamo che tutti comprano alcune decine di copie.

Per la promozione: il libro è fornito di una scheda che viene inviata a decine di siti e distributori online (ce n'è una piccola lista sul sito, ma sono quelli che forniscono più ordini); il libro viene inviato al nostro Distributore EdiQ e viene proposto a molte altre librerie (anche qui, alcune sono indicate nel sito). Si tratta, in genere, di librerie che permettono anche presentazioni. Sul sito c'è la lunga lista delle attività svolte.

Siamo poi iscritti a Fidare, e tramite questa associazione parteciperemo alle maggiori Fiere del Libro.

Progetti in allestimento: una antologia critica della Poesia piemontese, un Almanacco nazionale di nuova concezione e forse un Annuario della Poesia Europea.

Questa è la loro risposta.

Simo, 4000€? Alla faccia delle "cifre molto al di sotto di quanto chiedono editori paga e pubblica" :shock:

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Buongiorno,

dirigo puntoacapo e quindi mi permetto di intervenire in breve e spero costruttivamente. Ho già espresso molte perplessità al direttore del forum sui criteri di definizione. nello specifico di ciò che si dice sul libro di Simo, mi spiace he l'onesto e civile scambio con un autore immagino giovane e inesperto ma giustamente ottimista si sia trasformato in una bollatura per una casa editrice che a pagamento non è, ma che al massimo chiede ad alcuni autori meno noti un onestissimo contributo - però pubblicando senza richiedere nulla l'opera omnia di poeti come Brian Lynch, Cristina Annino, Alberto Cappi, Tolmino Baldassari (appena scamparso, purtroppo), Remigio Bertolino, oltre a tanti altri libri - cito Alberto Toni, ma anche Federico Buffoni, Roberto Morpurgo, Alessandra Paganardi, Enrico Marià, ecc. Esempi di cobtributo? Ottocento, Mille euro per un libro di 128 pagine. Ripeto, quando non si può evitare.

Ma se arriva un libro di 440 pagine - e questo è un dato che non è emerso fin qui - valido ma che richiede un pesante editing... che fare? Non resterebbe allora che dire no, senza tante storie. Aspettare che l'autore faccia un bel giro, provi a pubblicare con altri o lo faccia - ovviamente con cifre molto diverse - e poi pubblicarlo gratis, pagando i bei diritti che uno giustamente vuole, se (SE) diventerà un autore di quelli che vendono a scatola chiusa 2000 copie almeno.

MF

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Salve Mauro, grazie per il suo intervento pacato e gentile, è cosa rara oramai. Comunque, le spiacerebbe passare nella sezione Ingresso e presentarsi, come richiesto da regolamento? Gliene sarei grata.

Tornando al suo messaggio, mi permetta di farle notare che quattromila euro non è un contributo da poco. Anzi: è un contributo molto alto.

In questo forum abbiamo segnalato numerosi editori - più di cento - che pubblicano assumendosi completamente le spese di produzione di un libro; sono editori molto piccoli, che pubblicano anche grossi tomi, però non chiedono soldi.

Per questo, ahimè, la sua casa editrice può essere definita solo "a pagamento", e non c'è nulla di infamante a esser definiti così.

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