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Fairness

Moccia, Twilight e compagnia bella

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Vorrei proporre questa discussione nata dal confronto di idee tra me e un mio amico.

Come vi ponete di fronte al genere di libro che presenta una trama discreta, un linguaggio semplice, personaggi così-così ma che viene venduto al pubblico come best seller?

I primi due esempi in questa categoria sono Twilight e tutta la produzione letteraria di Moccia. Per quanto mi riguarda (salvo in alcuni casi, come Tre metri sopra il cielo, dove la punteggiatura è più selvaggia della giungla Nera) sono abbastanza scettica: non do il via a una catena di offese e odio criticando questo e quello, ma prendo i libri per quello che sono: letture per ragazzine.

La cosa agghiacciante è, però, quando si trovano recensioni di donne (o peggio, di universitari, dove lo spirito critico dovrebbe essere alle stelle) che lasciano commenti come "Moccia facci sognare!" o "Twilight è il fantasy migliore mai scritto!".

Voi cosa ne pensate?

Siete pro alla distribuzione di questi libri come fenomeni editoriali? Sì, no? Perché?

Avete mai avuto un "Periodo Moccia" in cui amavate le storie mielose e malsane come Twilight?

Spero di aver aperto il topic nella sezione giusta, in caso contrario fustigatemi. :buhu:

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Io ho letto Twilight, perchè quando mia cugina me l'ha consigliato ancora non se ne parlava più di tanto. è semplicemente una storia, che non mi ha fatto impazzire ma che neanche cancellerei dalla faccia della terra.

Quello che invece mi da fastidio, non è tanto il libro in sè, ma le "fan". Io credo che per il libri non dovrebbero esistere i fan. I fan sono per i cantanti, perchè comunque appartengono al mondo dello spettacolo e non ne sono immuni. Mi da fastidio dover pensare che invece, ora come ora, anche i libri e gli scrittori sono diventati così... Una fan che si rispetti si adopera in tutti i sensi per far vergognare colui che ha scritto o inciso l'oggetto della sua passione, demolisce ogni tipo di asutostima.

è mortificante sentire ragazzine di undici anni che muoiono per ciò che fai solo perchè "va di moda" o la trasposizione cinematografica ha degli attori bellissimi. e ancora di più sentire che ti difenderanno a spada tratta qualsiasi cosa tu faccia, anche se un giorno ti svegliassi dicendo che ti va di far scoppiare la terza guerra mondiale perchè "c'è troppa calma".

Questo è ovviamente come mi sentirei io, e cioè che non vengo apprezzata perchè valgo, ma perchè la gente ignorante mi segue come l'ennesimo fenomeno letterario destinato ad essere dimenticato. Io, come scrittrice, aspirerei a diventare come la Christie, come Salinger e Harper Lee, non come il "Justin Bieber" degli scrittori. Mi darebbe fastidio avere fans che pendono dalle mie labbra e che si scannano con il primo idiota che dice la propria opinione.

Non sono un'idealista e so che altre persone invece non la pensano come me. Per questo, non aborro questo "fenomeno", questa moda. se voi vi accontentate di questo, ben venga, uno scrittore in meno con cui rivaleggiare.

Solo, azzardatevi ad avvicinare a me una di quelle fan che dice "Monica, facci sognare!" e gli spezzo le gambe! :)

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Ospite Jack Shark

Io non mi pongo di fronte, mi giro dall'altra parte :sss:

D'altro canto, qualsiasi cosa serva a far leggere di più, ben venga, anche se la qualità delle letture non è eccelsa.

Non tutti diventano fan. Alcuni cominciano da lì per poi accorgersi che leggere è bello, e magari si mettono alla ricerca di qualcosa di meglio ;)

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Ospite Kate M. Malone

Io concordo con Jack. Magari evito la lettura di Moccia (che a parer mio scrive ancora peggio della Meyer) ma se può servire ad avvicinare appunto le ragazzine al mondo della lettura, non vedo perché volerlo mettere al rogo. Basta iniziare a leggere e poi i gusti e i disgusti vengono da se. Io, per esempio, ho iniziato a leggere con i libri della Troisi. Comprare il primo, a cui hanno fatto una pubblicità manco fosse oro colato, è stata una delle scelte migliori della mia vita perché mi ha invogliato a continuare.

Che pubblicizzino pure, per me non fa differenza. :)

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Come vi ponete di fronte al genere di libro che presenta una trama discreta, un linguaggio semplice, personaggi così-così ma che viene venduto al pubblico come best seller?

un libro non viene venduto come best seller, ma diventa un best seller perché vengono vendute molte copie.

Siete pro alla distribuzione di questi libri come fenomeni editoriali? Sì, no? Perché?

Non è questione di essere pro o contro, l'editore deve cercare di vendere i libri che pubblica, è il suo lavoro. E per venderli deve anche promuoverli dicendo che sono libri sensazionali e bla bla bla... Ti pare che le pubblicità di cioccolatini dicano di non mangiarne troppi per non ingrassare? O ti pare che una commessa ti dica: "con quella gonna sembri una mignotta, non comprarla"? O peggio "guarda che stai spendedo 40 euro per uno straccetto sintetico che si sbiadisce dopo tre lavaggi"?

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I best seller, intesi come libri che vendono molto, mi colgono scettico. Diciamo quelli contemporanei, perché comunque Shakespeare è uno scrittore che ha composto libri vendutissimi, Hemingway, Pessoa, Brizzi pure, e sono tutti scrittori che apprezzo. Che il libro venda due o due milioni di copie non mi tocca, se mi piace la trama o conosco l'autore generalmente dò una chance.

Sono comunque fermamente convinto che le case editrici, qualità a parte, puntino anche sul potenziale di vendita di un libro: storie che tirano di più e storie che tirano di meno a livello commerciale, piuttosto che guardare al background degli scrittori.

Una bellissima storia di guerra scritta da te verrà scartata da una c.e. che contemporaneamente riceve la testimonianza da un reduce appena tornato, che magari non scrive bene come te, ma c'è il fattore true story. Non so se mi sono spiegato.

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Sicuramente piacciono e ha ragione kittycat. Il fenomeno viene dopo. Ho letto la saga di twilight e penso che sia importante farsi opinioni personali e mai dettate dal pregiudizio. Twilight mi ha intrattenuto piacevolmente ma non lo sovrastimo. Onestamente non condivido l'aspra critica nei confronti di chi apprezza una lettura, qualsiasi ne sia lo spessore. Io penso che se le ragazzine vogliono leggere Moccia per sognare non ci sia molto da rimanere straniti e niente di malsano.

Avere un idolo scrittore piuttosto che musicista e' anche normale (forse un bene) per le adolescenti.

Ho letto twilight. Mi e' piaciuto. Non lo considero il più grande fantasy del mondo. Ma non mi vergogno del fatto che mi sia piaciuto, se questa era la domanda del topic.

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Io ho letto tutti i libri della saga di Twilight, so che molti nasi si storceranno ma è così.

Non conoscevo il genere è mi è piaciuto. Non dirò che sono dei capolavori perché anche

nella mia ignoranza mi rendo conto che non è così. Sono dei libri per giovani che si leggono

tranquillamente. Non li brucerei ma sono comunque un modo per entrare in contatto con

questo mondo, poi si può anche cambiare strada. :flower:

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Ho letto twilight. Mi e' piaciuto. Non lo considero il più grande fantasy del mondo. Ma non mi vergogno del fatto che mi sia piaciuto, se questa era la domanda del topic.

Ho preso Twilight come esempio perché è uno dei casi più lampanti, ma sinceramente ce ne sono molti altri.

Mi viene in mente "La solitudine dei numeri primi". E' un bel libro, scritto veramente bene e tutto quello che vuoi, ma non ci ho visto il grande capolavoro che è stato pubblicizzato.

Però se davvero il fenomeno viene dopo, cosa lo causa?

Cioé, la cosa che mi lascia perplessa è come mai libri mediocri (definirli spazzatura è eccessivo, dopo tutto Twilight non è la peggiore cosa capitata alla letteratura) diventino più famosi di altri che magari valgono di più. Siamo davvero così manipolabili dalla stampa o dalla pubblicità? :c

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La cosa agghiacciante è, però, quando si trovano recensioni di donne (o peggio, di universitari, dove lo spirito critico dovrebbe essere alle stelle) che lasciano commenti come "Moccia facci sognare!" o "Twilight è il fantasy migliore mai scritto!".

Ok, qui stavo per schiattare. Dalle mie esperienze l'età vuol dire veramente poco, come vuol dire poco il fatto di essere studenti universitari e anche il fatto di essere bravi studenti. Sarebbe bello se ad una crescita fisica ne corrispondesse anche una mentale, ma purtroppo non è così >_>

Per rispondere al topic io ho letto tutti e quattro i libri di Twilight, ma bisogna sfatare l'idea che leggere qualcosa voglia dire necessariamente apprezzarla.

Ricordo ancora l'ansia dei miei amici quando cercai di parlargliene. Quando seppero che li avevo presi in prestito cominciarono a prendermi pesantemente per i fondelli additandomi come una specie di adolescente in calore solo e soltanto perchè li avevo letti, senza nemmeno ascoltare cosa ne pensavo. Erano così "spaventati" all'idea che Twilight potesse rincretinirmi che al compleanno mi regalarono uno di quei libri giganti, i tascabili I Mammut, intitolato "Storie di Vampiri" nel tentativo di indirizzare il mio (inesistente) interesse per i vampiri verso partiti migliori. Tutt'ora a distanza di anni non l'ho praticamente toccato °_°

Personalmente ho letto il primo spinta dal fatto che a consigliarmelo erano persone a cui normalmente - come me - non piaceva il genere romantico. Pensai quindi di aver finalmente trovato una storia d'amore che non mi avrebbe annoiato, qualcosa di diverso insomma, che potessi leggere anche io.

In realtà mi ha dato proprio l'impressione di essere un libro profondamente emo O_O Voglio dire, questa protagonista sta quattro libri a crogiolarsi nelle sue pene con una pesantezza sfiancante, motivo principale per cui non tutti lo reggono e motivo principale perchè piace a molte ragazze.

Credo, e questa è una mia teoria del tutto soggettiva, che al campione di "ragazze medie" che mi è capitato di analizzare piacessero proprio Edward e Bella come ideale di coppia a cui puntare.

Edward è il "bel tenebroso", affascinante, capace, romantico, cavaliere, intelligente, geloso, e Bella è la classica donzella in pericolo che brama di essere salvata dal suo bel principe con cui

si sposa e ha figli
(che poi non le vada non ci frega, di fatto è sempre Edward che la salva e che decide, mentre lei si annulla completamente in sua assenza). Cosa che magari una ragazza - con un briciolo di amor proprio - razionalmente rifiuta, ma a cui di fatto aspira quando si mette a sognare e che poi si illude di trovare in un ragazzo che puntualmente la delude, scassandoci i così detti su Facebook.
D'altro canto, qualsiasi cosa serva a far leggere di più, ben venga, anche se la qualità delle letture non è eccelsa.

E qui secondo me bisogna stare attenti, perchè credo che Twilight abbia rincretinito milioni di ragazzine...

Dalla descrizione che ho fatto prima si evince chiaramente che due personaggi così non possono che essere frutto di una fantasia adolescenziale, ma non si può assolutamente considerare una storia adulta, a meno che non si tratti di una donna con dei serissimi problemi di autostima, come può esserlo invece un'adolescente innamorata.

Il problema è che Twilight passa come una storia adulta, una storia matura. Cioè la storia tra Bella ed Edward non è percepita dalle lettrici (e - tragicamente - nemmeno dall'autrice -_-) come una storia adolescenziale, ma un modello maturo a cui aspirare... e ditemi voi se questo può andar bene.

Ricordo che in quello stesso periodo una mia amica rimase incinta. Aveva 17-18 anni, e quando capì di dover abortire sembrava quasi delirante, parlava del "suo bambino", del fatto che volesse tenerlo, pensava ancora a quel ragazzo (il padre) che le piaceva tantissimo, il quale in realtà la usava praticamente come passatempo.

Io conosco bene questa mia amica, e non dico che non dovesse provare dolore - non sto assolutamente parlando di questo - dico che mi sembrava delirante, perchè parlava appunto come un' adolescente a cui fosse crollato addosso tutto quel mondo di sogni che razionalmente sai essere irreale, ma che un libro come Twilight può farti passare come una cosa vera, a cui puoi aspirare.

Giuro, mi sembrava identica a

Bella quando Edward le dice di abortire e lei invece decide di tenere il bambino

Forse vi sembrerò esagerata, ma quando ho letto quell'ultimo libro a distanza di qualche tempo improvvisamente ho capito perchè la mia amica mi sembrasse così fuori di testa in quella situazione. Non era lei.

Quindi si ok, questi libri vanno bene se sono un espediente per invogliarti nella lettura (anche se c'è da chiedersi se davvero chi legge Meyer o Moccia poi legga altro...), ma se il loro contenuto è pessimo mi chiedo se il gioco valga la candela. Secondo me no.

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Cioé, la cosa che mi lascia perplessa è come mai libri mediocri (definirli spazzatura è eccessivo, dopo tutto Twilight non è la peggiore cosa capitata alla letteratura) diventino più famosi di altri che magari valgono di più. Siamo davvero così manipolabili dalla stampa o dalla pubblicità? :c

Credo che il punto centrale sia che diventano più famosi e questo dipende dai lettori medi, se vengono venduti è perché piacciono a molta gente, non credo che sia una manipolazione della stampa o della pubblicità, la reputo più una questione di gusto "medio".

Da notare anche che diventano si più famosi di altri libri più meritevoli, ma di certo non vengono presi come esempi di alta letteratura.

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Quando andavo io a scuola non c'erano Moccia e Twilight, ma c'era Dawson's Creek. A me non è mai piaciuto (mi annoiava a morte), però era seguito da molti miei compagni e amici. La trama di quella serie era allucinante, piena di paranoie assurde. Ma vi pare normale che alla fine degli anni '90 una ragazza viene mandata a vivere con la nonna in un paesino di provincia perché scoperta a fare sesso? Tra l'altro se sei zoccola, lo puoi fare sia a New York sia in un paesino sperduto.

E poi tutte le paranoie che si fa il protagonista?

E' anche giusto che ci sia un periodo della vita in cui si sogna e si aspira a un amore idealizzato. Poi si cambia, si matura, si fanno esperienze e si capisce che il mondo reale è diverso. Secondo me è una fase che fa parte della maturazione, che può avvenire a 12 anni per qualcuno o anche a 20 per qualcun altro.

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1) Non esistono i lettori medi e i lettori alti. Esiste invece chi dedica tempo e passione alla lettura, chi invece la utilizza come semplice medium per passare un quarto d'ora, e che predilige quindi letture semplici, o che comunque, non interessandosi al mondo editoriale, quando entra in libreria compra ciò che trova sullo scaffale, pensando all'equazione:

Libro molto venduto = Libro molto bello.

Che sia giusta o no questa equazione è poi tutto un altro discorso.

2) Le critiche a certi autori e a certi libri vanno bene, le capisco specialmente se a farle sono scrittori ( ovviamente voglio pensare che le critiche non siano mosse da invidia per il successo). Ciò che non capisco invece è la critica che spesso viene fatta ai lettori. A meno che non si pensi che tutte le persone siano competenti e sappiano analizzare in forma critica un libro. Le ragazzine di cui parlate, se trovano delle d eufoniche, non fanno salti sulla sedia, per il semplice fatto che a scuola insegnano così. Stessa cosa per esempio per gli avverbi... Sono esempi stupidi, ma se ne potrebbe fare molti altri.

3) Ringrazierò sempre Licia Troisi, perchè grazie alle sue saghe "orrende", mia figlia non solo si è avvicinata alla lettura, ma ha poi raggiunto altri libri, come il Signore degli anelli. Ha solo 11 anni, vogliamo criticarla perchè ha letto la Troisi? Ma se non ci fosse stata lei, forse non si sarebbe immersa nella lettura come sta facendo.

Buona Pasqua a tutti

Modificato da Sherlock Holmes

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Non ho mai letto i lbri di Moccia e mai lo farò, perchè ci sono mille altri modi più interessanti e intelligenti di sprecare tempo.

La saga di Twilight invece l'ho letta, incuriosita dall'a dir poco grande successo. L'ho citata nel topic dei libri peggio scritti, ma dal momento che la mia lettura è costituita per il 90% dai classici, sono abituata troppo bene e il confronto era impari.

Non penso che il fenomeno di Twilight in sè sia stato preparato a tavolino, la Meyer è stata bravissima a trovare la formula giusta per far appassionare milioni di ragazzine(e non solo). Personalmente la saga non mi ha entusiasmato, la trama era spesso deludente e annacquata, i personaggi di una noia e una piattezza mortale, il finale a dir poco ridicolo (chiunque abbia letto dello "scontro"-se vabbé, chiamamolo scontro-coi Volturi sa a cosa mi riferisco). Però sono arrivata fino alla fine. Lo rileggerei? Ma anche no.

Non mi irrita il fenomeno Twilight, quanto il fenomeno "vampiri" che ne è scaturito: questo sì organizzato a tavolino.

Sulla questione "almeno avvicina i ragazzi alla lettura" sono in parte d'accordo e in parte no. Dipende dalla persona. C'è la tipa che ha letto solo la saga di Twilight e quella che parte da quello per poi scoprire letture più interessanti. Sta alla curiosità dell'individuo.

E sul fatto che le adolescenti si facciano influenzare anche nella vita reale...la Meyer è mormona e contraria all'aborto, ma non penso avesse intenzione di fare il lavaggio del cervello alle lettrici. Se una tipa opta per determinate decisioni nella sua vita basandosi sulle scelte di Bella, poverina, non ci sta molto con la testa.

Per riallacciarmi al discorso OT dei telefilm, meglio comunque Dawson's Creek (con i complessati che ci mettevano tutta la prima serie per darsi il primo bacio) di altri telefilm come O.C. (ricchi alcolizzati e tossici) o Gossip Girl (ricchi cinici e ninfomani)

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Ospite Lem Mac Lem

Trama discreta e "Twilight" nella stessa frase sono un errore di ortografia, ma di quelli gravi.

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Ho "letto" twilight quando non era ancora un best seller. Loavevo trovato in biblioteca e attratta dalla copertina lo avevo preso in prestito. L'ho tenuto una settimana, poi l'ho riconsegnato. Avevo sì e no 16-17 anni e il mio livello critico era già alto da allora e ricordo di averlo mentalmente bollato tra i libri peggio scritti che mi fosse capitato tra le mani. A parte, ovviamente, la trama: incosistente, ocn personaggi che rasntano il ridicolo e che - giuro - mi hanno fatta spesso vergognare per la Meyer. Ero lì che leggevo e intano mi dicevo: devo aver letto male, non è possibile che i vampiri luccichino al sole. Era una cosa talmente stupida, che non stava in piedi e che rendeva - come se non ce ne fosse stato bisogno - il libro ancora più scialbo. Lì per lì mi è sembrato un libro passato in stampa senza nemmeno una correzione di bozze o una lettura da parte di un editor, cosa che ha affossato la mia stima per la casa editrice che l'aveva promosso.

Per quanto riguarda Moccia: stesso discorso, con l'aggravante che è stato publicato non perché meritevole, ma solo perchéi ragazzi di Roma cominciavano a farselo passare sottobanco, fotocopiandone delle parti. Una casa editrice ha fiutato l'affare e l'ha promosso: fine. Questo già di per sé vale a spiegare quanto sia apprezzato per i suoi contenuti dalle stesse case editrici.

In genrale, comunque, non sono una che critica senza aver letto. Di conseguenza, per rispondere alla domanda di Fairness: un libro può anche venirmi presentato come il capolavoro dell'anno, ma se non passa tra le mie mani e sotto i miei occhi ci credo assai poco. :la:

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1) Non esistono i lettori medi e i lettori alti. Esiste invece chi dedica tempo e passione alla lettura, chi invece la utilizza come semplice medium per passare un quarto d'ora, e che predilige quindi letture semplici, o che comunque, non interessandosi al mondo editoriale, quando entra in libreria compra ciò che trova sullo scaffale, pensando all'equazione:

Libro molto venduto = Libro molto bello.

Che sia giusta o no questa equazione è poi tutto un altro discorso.

Io invece dico che il lettore medio esiste, ma con un significato probabilmente diverso rispetto a quello che gli dai te, per me il lettore medio è quello che condivide il gusto generale.

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OT

Gossip Girl (ricchi cinici e ninfomani)

Non sono d'accordo, meglio gossip girl, ma è una questione di gusti: a me piacciono i complotti, ma non le paranoie.

fine OT

Per il resto sono d'accordo con Sherlock: alcune letture sono fatte per passare il tempo, per distrarsi. Punto.

Per quanto riguarda i gusti delle persone, son gusti. Mi sembra inutile e anche sbagliato giudicare la gente dai gusti che esprime. Magari una persona non avrà un gusto letterario raffinato, ma brilla in altri campi.

Poi, il fatto che la Mayer e Moccia vengano pubblicati non vuol dire che tolgono lo spazio agli esordienti bravissimi. Se non ci fossero loro, non è detto che l'esordiente x venga pubblicato. E comunque credo che l'esordiente x troverà sempre un libro o un autore di un immeritato successo.

Alla fine questi discorsi non portano a niente.

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3) Ringrazierò sempre Licia Troisi, perchè grazie alle sue saghe "orrende", mia figlia non solo si è avvicinata alla lettura, ma ha poi raggiunto altri libri, come il Signore degli anelli. Ha solo 11 anni, vogliamo criticarla perchè ha letto la Troisi? Ma se non ci fosse stata lei, forse non si sarebbe immersa nella lettura come sta facendo.

Ma infatti tua figlia ha 11 anni.

Cioé, a quell'età anche io leggevo libri così così perché erano sullo scaffale o perché li leggevano i miei amici. Penso sia normale.

Sarebbe preoccupante, però, se adesso, quasi maggiorenne, fossi ancora ancorata a Geronimo Stilton, definendolo un "bellissimo libro".

In genrale, comunque, non sono una che critica senza aver letto. Di conseguenza, per rispondere alla domanda di Fairness: un libro può anche venirmi presentato come il capolavoro dell'anno, ma se non passa tra le mie mani e sotto i miei occhi ci credo assai poco.

Ci dovrebbero essere più persone come te, che leggono senza il pregiudizio di una chiacchiera o di una pubblicità. Purtroppo ci facciamo sempre influenzare, sia nel bene che nel male.

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Il fatto e' che se io sono il venditore cerco di dirti che e' 100 un prodotto che e' 10. Twilight ha fatto successo sicuramente perché alle spalle aveva un background mediatico e una casa editrice forte (lain in Italia?). Il fatto e' che non andrebbe sovra-considerato. Alla fine io editore ti vendo il prodotto che so che cerca la massa e che ti tira di più, se voglio fare i numeri. Io non mi stupisco quando mi dicono le mie amiche che hanno letto Fabio volo (perché Fabio volo fa parte della compagnia Moccia e simili) che gli e' piaciuto, perché rappresentano una parte del target, mentre io no.

Qui si inserisce un discorso di gusto letterario e di lettore medio, a mio avviso. Ci sono tanti tipi di lettori, di target e questo in fondo se non e' importante per lo scrittore forse lo e' per l'editore perché deve vendere. Un libro su un amore morboso e impossibile, mi stupisce che scateni le adolescenti? No! Un diciottenne pure, e' anche un discorso di maturità mentale.

Mia zia cinquantenne legge gialli di patricia cornwell e ho scoperto, di recente, che e' gettonata questa scrittrice in quella fascia d'età.

Non so, forse e' una concezione troppo economicista. Ed estrema. Lascio la scrittura e l'università e faccio indagini di mercato. XD

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Qui si inserisce un discorso di gusto letterario e di lettore medio, a mio avviso. Ci sono tanti tipi di lettori, di target e questo in fondo se non e' importante per lo scrittore forse lo e' per l'editore perché deve vendere.

Sì, ma allora perché il "lettore medio" non si interessa di altri romanzi mediocri ma solo di quelli che vengono suggeriti dall'editore? (E poi, come mai l'editore propone un genere più di un altro).

Mi spiego: io compro sempre i libri in modo quasi casuale. Leggo la trama, considero se mi potrebbe piacere, ma non mi baso mai su recensioni e/o consigli degli altri.

Succede spesso che mi trovi a leggere libri mediocri (non brutti, soltanto nulla di speciale), magari con la classica trametta d'amore nascosta dietro un velo storico o qualche situazione particolare, magari anche scritti benino. Come mai questi romanzi sono stati "scartati" rispetto a Moccia-Volo-Meyer-qualsiasialtroautore?

Forse sono io a essere strana, però, se proprio mi devo immedesimare nella donzella indifesa di turno, preferirei che fosse una donzella ricca sfondata, bella come la Madonna e che vive in qualche castello con il suo marito tutto muscoli durante un periodo della storia stra-figo.

...O sono l'unica che non si vede bruttina, schizofrenica, innamorata di un vampiro dai chiari disturbi psico-sociali? :sss:

Sono sicura che le indagini di mercato frutterebbero più della scrittura, purtroppo :aka:

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Sì, ma allora perché il "lettore medio" non si interessa di altri romanzi mediocri ma solo di quelli che vengono suggeriti dall'editore? (E poi, come mai l'editore propone un genere più di un altro).

Forse - azzardo - perché manca un'educazione letteraria di base. A scuola nessuno educa i ragazzi al gusto per i buoni libri. Anzi, l'imposizione di leggere un libro al mese è il modo più sicuro perché ai ragazzi passi la voglia di leggere (persino io che ho sempre divorato montagne di libri odiavo dover leggere i libri imposti dalla professoressa).

Inoltre, le riviste specializzate sono rare.

Dunque, non c'è nulla che indirizzi il pubblico verso un certo standard e il lettore può affidarsi soltanto al passaparola e alla pubblicità. E gli editori non pubblicizzano spesso i libri migliori, ma i libri più vendibili.

Perché gli editori hanno pompato il fenomeno Moccia-Meyer-eccetera? Perché sono libri scritti in modo semplice, non ci vuole un genio per leggerli, dunque li può comprare chiunque, dunque gli editori ci guadagnano.

Il problema, secondo me, riguarda un'educazione al gusto che in Italia manca (non conosco la situazione di altri Paesi).

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Non so se la casa editrice lo faccia consapevolmente o meno. Sicuramente, e' consapevole di che tipo di libro possa diventare best seller e quale no. Pero' c'e' da dire che non e' una scelta basata solo sull'identificazione persona-personaggio. Mi viene in mente il caso editoriale Melissa p. In un intervista Elido Fazi dichiaro' che inizio' a vendere copie dopo averla fatta finire su panorama.

Il mercato si basa su statistiche. Se io fossi una ragazzina di quindici anni (nella media) non leggerei un libro di welsh ma quelli che parlano di amore difficile da ottenere. Poi c'e' una quota di ragazze che legge baricco, una quota che legge ammaniti, una quota che legge de luca, una quota che non legge niente, una quota che legge manga. O altro.

Non penso ci sia una regola assoluta..

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Ma ragazzi, giustamente voi guardate al lettore e lo paragonate a voi che leggete con occhi diversi.

Spesso chi legge lo fa davvero per passare il tempo, senza crearsi problemi di cultura o di letteratura alta o bassa.

Voi leggete perchè volete migliorarvi, perchè non si può essere scrittori senza leggere, e quindi i libri non solo li leggete, ma li analizzate, li smontate e rimontate. Controllate com'è stata costruita la trama, come sono stati sviluppati i personaggi, com'è l'intreccio e tante altre cose. Molte persone leggono e basta. Se una storia gli piace restano contenti, se non gli piace dicono "Bleah, questo libro fa schifo"... ma non fanno tutto il lavoro che fate voi. Loro vogliono solo una bella storia, scritta in maniera anche semplice e che riesca atrascinarli nella lettura. Questa è la massa e non tutti sono aspiranti scrittori.

Non vale solo per la lettura, ma per tutti i campi artistici.

Per molti "Il cielo sopra Berlino" potrebbe essere un film noiosissimo... però è senza dubbio un cult e un film di studio che non può mancare nella videoteca di un amante del cinema o di chi vuol fare cinema. Ma non tutti vogliono fare cinema e molti si addormenteranno a vedere il film.

Gli Zero assoluto hanno successo nella musica... e questo voglio dire, può essere associato a un Moccia.

Ma non ci si deve meravigliare, loro scrivono canzoni che non sono molto impegnate e che parlano ai ragazzi...Niente di chè armonicamente e arrangiamenti pressocchè tutti uguali. Ma vale per il discorso fatto per lettura e cinema.

E chi produce e vende, da alle persone ciò che vuole, perchè non sono dei benefattori, ma aziende imprenditoriali.

Non ci meravigliamo di questo.

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Forse sono io a essere strana, però, se proprio mi devo immedesimare nella donzella indifesa di turno, preferirei che fosse una donzella ricca sfondata, bella come la Madonna e che vive in qualche castello con il suo marito tutto muscoli durante un periodo della storia stra-figo.

...O sono l'unica che non si vede bruttina, schizofrenica, innamorata di un vampiro dai chiari disturbi psico-sociali? :sss:

Sono sicura che le indagini di mercato frutterebbero più della scrittura, purtroppo :aka:

Probabilmente il lettore medio ha un'autostima bassa, comunque mi sembra più facile immedesimarsi con Bella (carina ma niente di che, goffa e imbranata, senza particolari qualità o ambizioni) che, per rimanere in area vampiri, la protagonista dei Diari del Vampiro, Elena (?), stragnocca (e l'autrice te la mena ogni due righe che è figa, che i suoi capelli d'oro risplendono e la sua pelle è perfetta e il suo corpo è magro e tonico), desiderata da tutti, superpopolare.

Gli autori del telefilm hanno avuto la furbizia di renderla un personaggio molto più credibile, altrimenti sarebbe stato arduo per l'adolescente media, magari un pò sovrappeso e brufolosa immedesimarsi.

Comunque, massimo rispetto per la tua autostima! XD

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Uhm, io non metterei Tuailait e Moccia sullo stesso piano. Proprio no.

Allora, io non ho nulla contro i best-seller, anzi. Gli introiti dei best-seller permettono alla casa editrice di finanziare pubblicazioni meno commerciali, quindi, bene così. Inoltre, c'è chi magari è stato spinto verso la lettura proprio dalla Meyer o simili e che magari andrà oltre e scoprirà nuovi orizzonti. Che poi a me Tuailait era piaciuto assai, avendolo anche letto all'età giusta, e non è che mi abbia lobotomizzata.

Più che per generi, secondo me il lettore si distingue per 'momento'. C'è un periodo in cui necessito di staccare un po' dalle letture impegnate, magari sono a pochi giorni da un esame e ho il cervello che fuma e non posso certo prendere in mano un Pasolini. Allora andrò verso letture per nulla impegnate, che non 'migliorano', ma riposano. Non vedo cosa ci sia di male. Per dire, a mia madre piace Fabio Volo. Ma il suo cuore è pieno di Jack London, Steinbeck e Cronin.

Per la Troisi... io non vedo cosa ci sia di orribile in lei. A me all'epoca era piaciuta. E moltissimo. Non trovo difetti così evidenti nelle prime due saghe - sì che le ho lette anni e anni fa, eh - e anzi, diversi personaggi sono caratterizzati piuttosto bene. I cattivi, ad esempio, mi sono piaciuti moltissimo. Anche l'eroina della seconda saga l'ho trovata molto particolare e originale, non certo una Mary-Sue da fantasy... ecco, il disprezzo per la Troisi è tra quelli che capisco meno.

Con Moccia è diverso. Moccia mi disgusta. Anni fa mi è stato regalato 3msc. Essendo gratis, l'ho letto. E mi ha disturbata e disgustata, veramente. E' il mondo delle ragazzine scritto da un decerebrato nato vecchio. La celebrazione del vuoto, la legittimazione della pochezza. Mi fa impressione.

Comunque, tornando al tema principale... non mi disturba il best-seller di per sé. Gradirei che, nelle librerie, non rubasse troppo spazio al resto dell'offerta libresca, ma per il resto... mah. Buon per l'autore, per la casa editrice, per i lettori che lo apprezzano.

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Anche se nel campo dell'arte non si può parlare di best seller, ci sono artisti che vendono tantissimo, ma che non sono un granché. Eppure sono molto richiesti, piacciono.

E la loro clientela non è composta da ragazzine, ma da gente di mezza età, professionisti laureati (non in Storia dell'Arte però) e agiati. Ad alcune persone piacciono le cose semplici e forse molte persone non hanno un buon gusto nel campo dell'arte o della letteratura. Però, alla fine della fiera il cattivo gusto non è un crimine e danneggi solo te stesso.

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Ospite Jack Shark
Per la Troisi... io non vedo cosa ci sia di orribile in lei. A me all'epoca era piaciuta. E moltissimo. Non trovo difetti così evidenti nelle prime due saghe

Oddio, questa affermazione mi pare un po' azzardata...

Ho letto certe cose che ha infilato nei suoi romanzi, da far impallidire.

Non discuto lo stile o la scorrevolezza, ma di incongruenze ce ne sono talmente tante e talmente grosse che non si vedono solo se uno non vuole vederle.

Poi, in lei non c'è niente di orribile. Insomma, quando pubblicò era giovane e inesperta, gli errori ci stavano tutti. Io semmai avrei da ridire su chi ha editato i suoi romanzi sorvolando sui suoi errori.

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Ho notato che molti utenti usano il termine "semplice":

Twilight, Moccia, Fabio Volo, la Troisi, sono tutte storie semplici, ma anche "Il gabbiano Jonathan Livingston" lo è, eppure non credo che si possano confrontare le Meyer e Richard Bach.

Per quanto mi riguarda, "semplicità" non è sinonimo di "balità". C'è una bella differenza in mezzo, sia per quanto riguarda i libri che per quanto riguarda l'arte.

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