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  2. Stanislavskij (Metodo) - Creatività - Brillantezza - illuminazione - diurna - assonnato - materasso - ultracomodo - narcotizzante - esanime - lettiga - frattura CBIDAMUNELFOPTVGRS
  3. @Fraudolente, ho trovato molto interessante la tua risposta, anche se non credo che tu abbia compreso appieno il suggerimento da leggere tra le righe del mio commento. Qui, però, per ora, questo non mi interessa. Ci tengo invece a dirti che non è produttiva -e qui per produttiva/o intendo utile a migliorare il testo- nessuna difesa d'ufficio, né da parte degli Autori che si arroccano dentro presunte libertà d'espressione né da parte di colleghi editor che con le loro spiegazioni complicano la vita agli Autori invece di semplificarla. Che cosa desideriamo da un testo? Perché leggiamo? A quale finalità tendiamo? Da quali premesse culturali e sintattiche partiamo per scrivere e leggere? Perché il tuo testo tra virgolette mi annoia e lo stesso tuo testo ad altri incanta? Tu capisci bene, amico mio, quant'è difficile trovare la grammatica (e le sue regole) che ci possa far andare d'accordo"! Io non leggo e non scrivo adottando la tua tecnica perniciosamente descrittiva e tu non scrivi e leggi come a me piacerebbe. E questo complica tutto. Mettiamo da parte le teorie e le teorizzazioni (mostra e non dire, taci che è meglio!), chi se ne importa, dico io a te: chiamiamo un attore, diamogli da leggere ad alta voce il tuo testo e vediamo poi all'uditorio che cosa arriva. Se il testo è declamabile, avvincente, cattura l'attenzione, sospende il tempo e lo spazio durante la lettura per ricrearne un altro, dove il lettore sente vibrare il pensiero e l'animo, bene, allora tu come autore del testo hai vinto la scommessa. Se, invece, il ritmo della tua prosa zoppica, le frasi hanno respiro troppo lungo o troppo corto, la voce narrante è monotona, i dettagli sono centripeti anziché centrifughi e il pensiero e il cuore del lettore non viene adeguatamente e sottilmente sollecitato, allora tu come autore hai scritto un'opera per te e per i pochi che scrivono e leggono come tu fai. Non per tutti. Non si tratta di rivendicare questa o quella libertà , e nemmeno di andare contro questa critica o un'altra. Si tratta di essere consapevoli del fatto che tu come autore (che altri autori leggeranno) hai una responsabilità, più responsabilità: verso la lingua italiana, le sue regole e il suo uso; verso il recupero di una tradizione narrativa o verso l'innovazione della stessa; verso la forma e il contenuto che non devono essere banali o scontati o noiosi; verso il valore etico di ciò che tu affermi scrivendo, verso la morale o verso l'antimorale che tu esalti scrivendo; verso il pubblico dei lettori che va sempre soggiogato per ricordargli antichi o nuovi valori etici, politici, culturali, artistici, -e non solo perché il lettore va intrattenuto con qualsiasi mangime a disposizione. Quando tu scrivi rifletti nella tua scrittura la tua visione del mondo e dell'uomo, e su questa tua visione tu richiami l'attenzione e la partecipazione attiva ed emotiva del lettore -se ci riesci. La tua libertà di espressione, perché tu senti che devi scrivere così e non colà, non interessa a nessuno. Interessa ciò che tu stai comunicando e come tu lo comunichi. Da qui il mio invito a un rigore analitico estremo, a un controllo sintattico e concettuale severo prima della pubblicazione del testo...non secondo me o secondo te, bensì per chi vorrà o dovrà leggerti. Poi, va da se che compito mio qui non è ostacolarti ma stimolarti a maturare la tua cifra stilistica, che-secondo me- e per questo tuo testo (non ne conosco altri) è ancora in cantiere, in fase di costruzione, hai ancora intorno le impalcature e i materiali, i cocci degli ingredienti che hai usato per dar vita alla tua storia narrata. Per salire a livello 2 e 3 il cantiere dovrà sparire e tagliando e tagliando, correggendo e revisionando per mesi, dovrai mostrare al pubblico (non a me) che l'io narrante che non giudica ma offre al lettore gli elementi essenziali per estrarre dal testo un giudizio, sarà quello che ti consentirà di raggiungere il maggior numero di lettori possibili (anche rinunciando a un po' della tua amata libertà d'Autore, pur sempre conservando quella di uomo). Mi stampo la tua prima risposta e ci rifletto ancora, perché credo che contenga spunti di riflessione interessanti anche per noi editor, qui spesso troppo saccenti (incluso me, of course) e didatticamente poco preparati..
  4. I testi della mia settimana sono questi: Racconti: Arancione di @paolati Racconti brevi in "5 punti": Serial killer di @Macleo Racconti brevi in "5 punti": Cattivi consigli di @Macleo Le zanzare e il benzinaio di @Plop Stories Camminata di @Bruno Traven Il Liutnent della Reserve Gustav Leffers di @Bruno Traven Risonanza Schumann di @Pietro97 Racconti brevi in "5 punti": I due re di @Joyopi Contro il rip di @Elisah15 Racconti lunghi: La rimozione di @Davide Carrozza Ritorni di @Ella F. Il lato nerd di @Roberto Ballardini Siamo in concomitanza con MI105 OL, quindi ho un pochino di racconti supplementari da leggere, ma si farà, siatene certi Pazientate un pochino... ino... ino...
  5. O è un po' impacciato o ha una destrezza da prestigiatore. Capisco che ci si riferisca ad azioni diverse (avvicinarsi, sollevare) ma un po' stona. IMHO. Perchè "sembrava"? Era. Giusto qualche piccolo appunto. Per il resto ben poco da dire: surreale, divertente, senza troppe pretese (e per me è un pregio).e con un finale sorprendente nella sua "stronzaggine". A me è piaciuto. Buona prova (non ottima, ma sempre meglio che discreta ) Ciao Luna .
  6. Tanto mi hanno tolto il diritto di voto a 'sto giro (oltre che una targhetta guadagnata con sudore ed idiozia). Comunque, ti avrei votato.
  7. Sì, poi bisogna saper distinguere dove è più opportuno raccontare e dove mostrare. Io, ad esempio, incontro difficoltà nella descrizione dei personaggi: mi sembra sempre di non aver raccontato abbastanza. Me li immagino e li faccio agire di conseguenza. Poi dubito che l'azione da sola non basti e mi dilungo in una descrizione, a volte addirittura tornando indietro. Non mi piace, non vorrei farlo, ma l'azione da sola proprio non mi basta. Tuttavia, i miei (pochi) lettori, e anche alcuni critici e/o recensori, hanno apprezzato proprio le caratterizzazioni accurate. Forse anche troppo... Perfetto. La mia regola principale e infrangibile è questa: leggerei il libro che sto scrivendo? Sono un lettore molto esigente.
  8. Benvenuta sul WD @Martinoska . Ti lascio qui il nostro link dedicato ai nuovi utenti e ti auguro un buon proseguimento.
  9. @Macleo @simone volponi Grazie del passaggio. @Macleo Le due annotazioni sono ineccepibili. In questo caso confesso che si tratta più che altro di pigrizia mentale, non sapevo bene dove avrei fatto atterrare Chicca. E il POV bestiale mi stava mandando in crisi con le descrizioni. Così, in questa mia insicurezza, il diavoletto burlone ha subito fatto capolino tra le mie stanze grigie e il modellino radiocomandato con sopra la malcapitata formichina è entrato nello studio di un cartoonist e Chicca è stata assorbita in un mondo di fantasia. Un altro fattore di questa scelta fa sempre riferimento all'insicurezza, questa volta nel rispetto della traccia. E il nuovo mondo l'ho così raddoppiato su un'altro livello, peraltro più comodo da gestire in chiave animalesca. @simone volponi in pratica, sono sceso in campo con la bizona
  10. Ciao! Avrei una curiosità in merito alle modalità di vendita... se io decidessi di pubblicare il mio romanzo con Youcanprint, è possibile che sia io stessa poi a vendere il libro? Mi spiego meglio: da quello che ho capito, con la vendita online ciascun compratore può ordinare il libro e farselo recapitare a casa... ma se io, autrice, decidessi di ordinare da sola tipo 50 copie, come se fossi un qualsiasi compratore,poi potrei rivenderle (magari durante una presentazione) o sarebbe illegale/ fiscalmente inopportuno?
  11. @Neyther Se il protagonista è il "cattivo" e riesci a farmelo apprezzare, allora sì. Se il protagonista è l'eroe e dopo pagine e pagine me lo fai perdere, dovresti scrivere un finale davvero grandioso per non farmi gettare tutto nella pattumiera. Ti faccio un esempio con un romanzo che non è fantasy, ma che ha un protagonista "perdente". Metto tutto sotto spoiler, per evitare di rovinare la sorpresa agli altri utenti.
  12. Buonasera a tutti! Mi chiamo Martina, ho ventisette anni e da sempre sono stata un'appassionata del mondo letterario. Amo leggere e scrivere (ho numerosi racconti nascosti nel mio pc!), anche se non ho mai pubblicato nulla. Spero, un giorno, di poter vedere un mio libro sulla libreria di casa mia, ma temo sia ancora un sogno piuttosto lontano! Sono qui perchè molte volte ho trovato nei vostri post e nelle vostre discussioni, interessanti spunti di riflessione. Spero di riuscire a dare il mio contributo anch'io!
  13. No, questo mi rifiuto di crederlo. D'accordo, viviamo in un'epoca "veloce", ma quando prendo in mano un libro significa che ho tempo e voglia di leggere: la Tv è spenta, idem il computer e Whatsapp non ce l'ho, per mia fortuna (non è vero: per una scelta precisa). Io amo rileggere una frase, se è scritta bene. Certo, se devo rileggerla perché non ho capito allora è un altro conto. Ciò non vuol dire che come lettore io possa apprezzare uno stile icastico anziché uno magniloquente; ma questo fa parte delle scelte che mi detta il gusto, non la mancanza di tempo.
  14. salve a tutti, qualcuno sa per quanti anni è possibile cedere i diritti di pubblicazione non esclusiva? E' possibile cederli per sempre? Se non è specificata la durata in un contratto, per quanti anni questi diritti vengono ceduti? P.S. Avevo sentito che i diritti di pubblicazione esclusiva possono essere ceduti per un massimo di venti anni...
  15. @JPK Dike, no, per carità, non era mia intenzione offendere, ma solo notare che tu sei di quelli che con l'inglese si danno da fare... Tutto qui. Anzi, ti leggo volentieri, anche proprio perché mi apri una finestra dalla quale avevo solo e malamente sbirciato. Il bello di questo forum è proprio il confronto e, se ti ho dato l'impressione di essere stato offensivo, pubblicamente mi scuso. E poi, che gusto ci sarebbe e, ben più importante, che ci sarebbe da imparare se la pensassimo tutti allo stesso modo?
  16. @AndreaA mi segue su Instagram. Ecco qui il sito https://pinkmagitalia.com/
  17. Un saluto a tutti, scrivo il presente messaggio per venire a capo di una questione, in cui spero qualcuno possa aiutarmi. Da tempo ormai insieme ad altri amici, scriviamo manoscritti a piu' mani che vorremmo far diventare dei testi di narrativa. Tutti vogliamo mantenere i nostri diritti d'autore in misura uguale a quella prevista dalla normativa riguardante le opere in comunione. Il problema e' che dovrei essere io a stamparle e venderle per mezzo di un sito web per distribuire poi i proventi a tutti gli altri autori. Previo accordo di pubblicazione concessomi dagli altri autori, posso incassare per conto loro il prezzo di copertina e poi distribuirlo, oppure no? Spero che qualcuno possa aiutarmi! Grazie a chiunque rispondera'
  18. Salve a tutti, l'argomento è parecchio interessante. Mi sto cimentando nel scrivere un fantasy e mi piacerebbe farlo allontanandomi dai classici cliché. Sono giorni che penso a cosa scrivere ma ogni idea che mi viene in mente è già stata scritta. Sono giunto alla conclusione che non esista romanzo, libro, film che non sia simile a qualche altro. Come qualcuno diceva, bisogna reinventare i cliché e adattarli secondo la propria immaginazione e idea. Penso che il romanzo che dovrei scrivere e consegnare entro Giugno, sarà strutturato in maniera simile a qualche altra storia fantasy, ma mi concentrerò molto sull'aspetto dell'antagonista, del "super cattivo" piuttosto che sull'eroe di turno, perché mi piacerebbe far perdere i buoni e far raggiungere le ambizioni di conquista al cattivo.. Ma a che prezzo? Ne sarà valsa la pena? Penso di puntare su queste domande. Leggereste mai un fantasy dove l'eroe non vince e il cattivo riesce ad attuare i suoi piani fino alla fine?
  19. Già il nome non era proprio il massimo...
  20. @Fraudolente Non so cosa dirti. E non capisco cosa ci combino Io. Le critiche te le fa Renato, e le offese le becco io? Mah. Io scrivo come mi hanno insegnato, e parlo di cose che conosco. Te sei libero di ignorarmi e scrivere come ti pare, però almeno evita di dirmi di lava' i panni in Arno, che non è proprio un'espressione elegante.
  21. Comincia da ciò che hai in testa. Il resto, che sia incipit o finale, verrà dopo. Come dice @butch, finirai per modificarlo più volte, quindi non dargli troppa importanza.
  22. Viviamo in tempi in cui l'attenzione di un lettore si misura in termini di secondi, prima che passi ad altro. Costringerlo a rileggere una frase, perché troppo lunga, significa perderlo. Lo stesso per un termine elaborato. Lo stile si adatta al tempo di chi non ha tempo da dedicare a un libro.
  23. Complimenti! Leggo spesso Tuffi. Son (piccole) soddisfazioni che danno gusto. E poi sapere di essere letto motiva, almeno per me è così. Non mi è capitato di sentirlo o vederlo citato su altre riviste... mi documento. Come l'hai trovata?
  24. Grazie, @Luna .
  25. @Unius , dell'Odysseus / Odisseus te l'han già detto. Però c'è anche: ma soprattutto e questo a un supercritico sardo non è ammesso, è gravissimo! Sto scherzando, naturalmente. Il racconto è molto bello, originale e scritto in modo magistrale nel tuo miglior stile militar-granitico. Personalmente non apprezzo i soliti riferimenti biblici, mentre trovo assurdo questo: Dio, se mai esiste, non può che essere onnisciente e sapere tutto da sempre, non è che a un certo punto si mette a credere in Colombo, un uomo!, e nel 1492 gli dà il permesso di fare qualcosa. Ma queste sono cose mie, che rabbrividisco quando qualcuno, magari anche il papa, dice che Dio piange, come fosse mio nonno! Ovviamente quanto sopra nulla leva alla forza della tua narrazione che mi è molto piaciuta.
  26. Continuo a dire che in questo forum manca l'emoticon dell'applauso, fortuna che ho un fiorista di fiducia
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