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  2. Amorte

    @camparino A uno coi guanti sditati, che ha trovato una con gli anfibi, cazzo gli frega di farsene un'altra? – Eh! Meno male. Sciocchi sono, sono sciocchi. @Adelaide J. Pellitteri Odio scarpe aperte: calzo anfibi, sandali al mare e anfibi al mare, la sera. – Questa è colpa mia, se non l'hai capita. Volevo dire che questa donna non ama le scarpe aperte, riesce a calzare infradito al mare solo di giorno, ma la sera, anche al mare in agosto, calza anfibi. Grazie del passaggio e del tempo dedicato. Alla prossima.
  3. Sottoscrivo in toto, ma di nuovo userei "revisionare" e non "editare". Un autore non può editarsi un romanzo da solo, punto Non c'è verso di cambiare questo dato di fatto. Lo spirito stesso dell'editing prevede un parere esterno, un confronto con qualcun altro. Da solo puoi confrontarti solo con te stesso, quindi si tratta di revisione, non so più come farlo capire. Anche qui sottoscrivo. Personalmente ho editato romanzi (secondo il mio parere e quello di altri addetti del settore) ottimi, buoni, mediocri, pessimi. Tutto lo spettro. Un editor affina l'aggettivo, e qualche volta lo alza (raramente lo abbassa ) di qualche tacca, ma non di più. Nel caso di romanzi pessimi, al massimo lo si può rendere decente, con un lavoro lungo e impegno da entrambe le parti, lo si può rendere buono. Mai ottimo, mai eccezionale. Se mancano le basi all'autore non basta un editor, pur bravissimo, per rendere il romanzo eccellente. Però in tutto questo vedo che sfugge una cosa importantissima. L'editing non serve solo al romanzo, ma anche e soprattutto all'autore. L'editing su un romanzo "ottimo" diventa occasione per tirare fuori tutto quello che c'è di buono in un autore, potenziarlo (ma che già c'è!). L'editing su un romanzo "pessimo" diventa occasione di insegnamento: una sorta di laboratorio creativo dove all'autore vengono passati gli attrezzi del mestiere, gli viene spiegato come e quando usarli. Il romanzo che ne uscirà fuori non sarà un capolavoro, non lo potrà mai essere; quello successivo, però, sarà migliore del precedente. E se l'autore studia, si allena, è umile e ha voglia di migliorare... beh, col tempo magari arriverà a scrivere dei buoni romanzi (di base). L'autore può fare tutto questo in autonomia? In parte (si può migliorare anche da soli). Ma non può fare editing a un suo romanzo, è illogico e impossibile per la stessa definizione di editing. Ti assicuro, @JPK Dike, che non sai cos'è il vero editing o non diresti mai che lo puoi fare da solo. Io stesso, da Editor, non posso editare un mio testo, è impossibile!
  4. Dragonfriend - Marc Secchia

    Titolo: Dragonfriend - Dragonfriend Libro 1 Autore: Marc Secchia Traduzione a cura di: Adriano Russo Autopubblicato: Amazon & Draft2Digital ISBN: 9781547510061 Data di pubblicazione: 17 Dicembre 2017 Prezzo: 2,99 € Genere: Fantasy Caratteri: 800.000 (424 pagine) Quarta di copertina: Pugnalata. Bruciata da un drago. Abbandonata alla mercé dei windroc. Ra'aba il traditore ha cercato di mettere Hualiama a tacere, ma non ha tenuto conto della zampa di un draghetto e del coraggio di una ragazza che rifiuta di morire. Soltanto un'amicizia straordinaria potrà salvare il regno di Fra'anior, tanto amato da Hualiama, e riportare il re sul Trono d'Onice. Flicker, il prode draghetto. Hualiama, un'orfana adottata dalla famiglia reale. Il potere di un'amicizia pagata a caro prezzo. Questa è la storia di Hualiama Amica dei Draghi, e di un amore che è diventato leggenda. Marc Secchia è l’autore bestseller di più di venti romanzi fantasy ed è stato pubblicato in cinque lingue. Nato in Sud Africa, vive e lavora in Etiopia con sua moglie e quattro figli, due cani e un numero variabile di marabù africani che si appollaiano sulle acacie sul retro. Quando non scrive sull’Africa o sui draghi, Marc viaggia verso luoghi remoti. Pensa che non ci sia nulla di meglio di stare in cima a una montagna chiedendosi cosa si trovi oltre l’orizzonte. Link all'acquisto: Amazon iBookstore Google Play
  5. Salve Editore, lo so che le avranno già chiesto tante volte dei manoscritti che le sono stati inviati.

    Io non le chiedo di cercare il mio ma soltanto se mi può dire, gentilmente, un lasso di tempo in modo che possa avere ancora una piccola speranza con voi.

    Grazie mille per la sua disponibilità perché leggo che ne da abbastanza.

    Buona giornata e buon lavoro.

  6. Il Prologo

    Secondo me può essere anche una parte che non c'entra nulla, anzi penso che questo spinga il lettore a leggere il libro con curiosità, cercando un nesso con il prologo. Mi sembra di averlo letto in un giallo anni fa (non ricordo più quale) che nel prologo narrava di un ricordo d'infanzia dell'assassino. Si svelava solo alla fine chi era il bambino del prologo ma ti giuro era una curiosità che mi aveva fatto finire il libro tutto d'un fiato!
  7. Il Prologo

    Ciao @Marco93 Prendo un paio di esempi per estrapolare una possibile risposta. La lettura spesso contiene le risposte che cerchiamo. Vado di best seller, così da non immergermi troppo nel caso particolare. I pilastri della Terra. Il prologo è ambientato dodici anni prima l'inizio del primo capitolo. Protagonista del prologo è una coppia, di cui l'uomo viene impiccato, mentre la donna assiste e recita una maledizione. La donna poi tornerà come personaggio di centrale importanza più avanti (sebbene non come PoV). Anche la situazione narrata nel prologo ricoprirà un ruolo centrale per tutto ciò che seguirà. Quindi per la domanda 1 è sì, in questo caso. Per la 2 invece non proprio, ma comunque non compare nessuno dei personaggi che poi saranno il fulcro della trama. Uomini che odiano le donne. Il prologo si svolge un mese e venti giorni prima del primo capitolo. I protagonisti sono due personaggi che parlano al telefono, i quali ricompaiono poi nella trama come personaggi secondari (uno sarà una comparsa). La situazione narrata si rivelerà di importante per quanto ne seguirà, sebbene nel prologo non succeda niente che modifichi il corso della storia. E' più uno spaccato su una situazione chiave e un modo per introdurre la trama in medias res. Questi sono solo due esempi, ma si possono già trarre delle conclusioni. I prologhi possono essere pensati e raccontati in modo diverso, ed è plausibile che tra loro e l'inizio vero e proprio della trama ci sia un gap temporale. Direi che i personaggi che ci compaiono possono anche sparire nel proseguo: ciò che è importante è che il prologo racconti una situazione degna di essere posizionata come incipit. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione utile. ^_^
  8. Riorganizzazione elenco case editrici free

    Fatto, adesso non è una sottocartella e dovrebbe essere più chiaro. E noi rimaniamo a disposizione per ricevere le segnalazioni Puoi cercare tramite la ricerca del forum le Case editrici che secondo le informazioni che possiedi hanno chiuso. Se queste CE sono presenti in qualche lista, puoi segnalare la cosa direttamente nella discussione dedicata; se non presente in nessuna lista e se è effettivamente chiusa, non vale la pena aprire un topic apposito.
  9. Storie Horror di due frasi

    Il mio ragazzo dopo averne lette alcune su wattpad, ne ha inventata una brevissima che non fa paura ma che si può leggere partendo dall'inizio o anche dalla fine. Resta sempre uguale Voglio condividerla con voi: "Dolce mostro divora mostro dolce!" Ps: non chiedetemi perché dolce mostro, anziché orrendo o crudele, sarebbe una storia lunga ahahah
  10. Amorte

    Ciaola a todo. Camp: zeppe>anfibi. Adelaide: la parte craniata l'ho scritta io. Vedrò di rivederla. Grazie del vostro tempo.
  11. 31 Dicembre 1999

    Ciao, ho letto questo racconto e volevo lasciarti un commento; spero ti sia utile o ti dia spunti interessanti. In realtà l'ho letto stamattina prima di andare a lavoro, poi il tempo mi ha rimproverato e l'ho salvato per riportarlo ora, con le dovute correzioni. Ho visto che nel frattempo ha commentato @Yaxara - che nomino e saluto -, e ho anche visto che alcuni commenti sono simili ai suoi; c'est la vie, non aggiungo e non tolgo nulla perché non voglio falsificarmi. Dico ogni volta che do un parere da lettore, non da editore o editor o... non so altro, sono un lettore, quindi prendi i miei suggerimenti come un parere. Innanzitutto, hai rischiato, ma ottima prova: appena ho letto "Il Millennium Bug era alle porte", ho assaporato una tematica usata innumerevoli volte tra racconti, parodie, cartoni animati... Invece no, buona idea che, almeno per me, è originale e dal finale inquietante, ma davvero interessante. Collegandomi a quanto detto, posso immaginare che sia una scelta voluta un incipit un po' sottotono "Il Millennium Bug era alle porte" con un finale, invece, molto forte a seguito di quanto accaduto "Poi si riunisce ai suoi simili, direzione la città". Si nota anche una netta differenza di stile tra incipit e finale: il primo è da racconto classico, frase breve ma completa, mentre il secondo, a seguito di un'azione del n.11, dà una sentenza secca, un nuovo inizio (non piacevole, immagino, per gli abitanti). Mi è piaciuta molto, inoltre, la scena del cambio turno, l'hai resa bene, secondo me. Raymond con l'aria del "ora sono cavoli tuoi" che lascia a un "Ben" che tutto ha tranne voglia di lavorare. Anche la personalità di Ben, in quel suo luogo di lavoro che probabilmente odia, per me è resa bene. Passo a segnalarti alcune frasi su cui c'è qualcosa che non mi convince e/o qualche refuso. Non ne segnalo una a una, ma in molte frasi c'è un cambio di tempo verbale rispetto alle frasi vicine. Ti consiglierei, a tal proposito una revisione. Passo ad altro, più nel particolare. Frase un po' troppo lunga. La dividerei, vedi se ti piace o se ti è utile la riformulazione (ho anche cambiato "in" con "su" in "in Baker Street"). «Benjamin svolta a destra su Baker Street, una piccola arteria della ben più grande San Leonard Avenue. Non si preoccupava di azionare la freccia della sua Volkswagen Corrado del '95 rossa fiammante, tenuta in modo maniacale, tanto nessuno l'avrebbe vista. Non c'erano altre vetture che percorrevano quella strada buia e sconnessa.» Tralasciando frase e riformulazione, non mi convince molto il termine "arteria" per una piccola strada; ma forse perché sempre usato per le grandi vie di comunicazione. Non riesco a immaginarmi la scena, cioè l'aprire lo sportello con un piede. Se volevi dare per scontata l'azione di tirare via la levetta dello sportello per poi spingerlo con un piede, poteva essere meglio "spinge/tira via lo sportello con un piede ed esce". Ho intravisto nei commenti precedenti che era questa l'interpretazione, ma lascio ugualmente. Qui una volta tanto dico il contrario, ovvero metterei i due punti dopo "prassi". Ti faccio due segnalazioni, una personale e una per la lettura. Personalmente, dico spesso - sono noioso! - che molte case editrici mi hanno scartato (anche) per l'uso delle << o >> e/o dei doppi apici per i discorsi diretti al posto delle virgolette « e ». Questo è solo un appunto personale, nulla di più. Tra l'altro, su windows ALT + 174 = « e ALT + 175 = ». Per quanto riguarda la lettura, questa frase del discorso diretto è l'unica a non convincermi. Nel parlare, soprattutto nel caso di due che fanno un lavoro, come dire, "scorbutico" o "frustrante", il giro di parole "quella di oggi" che ripete "giornata" non lo vedo bene. Come fai anche dopo, mi aspettavo anche questa frase più secca, frustrata o sarcastica, che so, vedrei meglio un «Ehi Ray, giornata tranquilla oggi?». A parte le virgolette - nota personale - in tutti i discorsi diretti manca la punteggiatura finale a parte i casi di ? o !. In questo caso, per esempio, manca il punto alla fine. Toglierei "che fu" (metterei una virgola al loro posto) e anche "qualcosa di"; vista così la frase è un po' macchinosa, le darei un pizzico di velocità e ansia ("animalesco" da solo, dopo la virgola). A parte lo spazio mancante tra "J." e "Wallace", apprezzo che Ben chiami il collega con il nome intero, segno di disprezzo per quella sua uscita precedente. Sono sempre molto curioso e mi chiedo, leggendo qualche racconto, se sigle o specifici particolari significhino qualcosa per l'autore. Ovviamente l'autore può anche non rispondere se vuole mantenere un eventuale significato personale. Comunque sul "9 e 13" avrei specificato "di sera". Questa frase ha molte ripetizioni, però, personalmente, ci stanno perché si tratta di uno sfogo personale e, forse, senza ripetizioni, non sarebbe nemmeno credibile. Qui passi dalla terza persona alla seconda. Lo vedrei meglio come pensiero personale di Ben che come narrazione (quindi tra doppi apici). Inoltre metterei la virgola anche prima del "sì": immagino che il "si" sia un "sì" comunque. Credo sia "anti-proiettile". Vedrei meglio un "rilassato come non mai" alla fine. Sarei andato a capo entrambe le volte per isolare il passaggio della mezzanotte. Il racconto è gradevole nella forma e si legge bene, peccato, come detto, questi cambi di tempi verbali. Per me con una correzione su questo punto migliora molto. Inoltre andrei anche un po' più a capo nell'ultimo paragrafo per evitare il muro di parole. Comunque, che so, potrebbe anche essere un ottimo inizio per un romanzo... Ciao e alla prossima lettura.
  12. Il Prologo

    Salve. Oggi volevo porvi una domanda, che è un problemino che mi assale da quando ho iniziato a scrivere. (Non ho ancora pubblicato nulla, è tutto in elaborazione). Secondo voi, il prologo, che sia in un Fantasy o in un Thriller o in qualsiasi altro genere, deve essere per forza collegato al primo capitolo o può essere anche solo una scena antecedente all'inizio della storia? Ed oltre a questo, devono esserci per forza dei personaggi oppure può essere usato un pizzico di vago mistero? Grazie in anticipo per le risposte.
  13. Scritture Fantastiche

    "Scritture fantastiche" è nato quasi dieci anni fa, sebbene con un nome diverso. Un po' mi serve per autopromozione alle mie opere, ma sopratutto nel blog mi occupo di sostenere gli scrittori emergenti. Ormai in prevalenza mi occupo di fantastico, ma sono aperta a ogni genere. Non posso dirvi di sì per le recensioni perché ho una lista di libri da leggere infinita. Sono invece disponibile per segnalazioni e blogtour. Link: https://valentinacapaldi.blogspot.it/
  14. Oggi
  15. Della necessità o meno dell'editing

    Penso che tu stia confondendo due aspetti diversi. Primo aspetto: definizione di cosa si intende per "a pagamento", "doppio binario" e "free". Ribadisco che una CE che sostenesse di voler pubblicare esclusivamente testi già "perfetti" potrebbe serenamente rientrare nella categoria "free", laddove non facesse sborsare un euro agli autori di questi testi, a suo giudizio, già perfetti. Quindi, se tu non sei d'accordo con questa affermazione per te sarebbero "a doppio binario" tutte le CE che non effettuano un ottimo editing, perché lo ritieni "indispensabile"? E se arrivasse un utente a sostenere che per lui sono indispensabili una distribuzione capillare e una pubblicità di un certo livello? Se dicesse che vuole passare su Rai 1 in prima serata? Tutte le piccole CE free che non lo distribuiscono capillarmante e che non gli pagano il passaggio su Rai 1 in prima serata per pubblicizzarsi per lui sarebbero a doppio binario, visto che dovrebbe accollarsi lui i costi per la distribuzione capillare e la pubblicità. Potrei andare avanti, ma credo che il concetto sia chiaro: proprio perché questo forum serve agli aspiranti scrittori come "orientamento", abbiamo tutti il dovere di lasciare da parte le considerazioni personali e i "a me piacerebbe tanto che fosse così" per attenerci a considerazioni asettiche e logiche, almeno per quanta riguarda le definizioni "base". Secondo aspetto: Anche io. Penso che l'editing sia indispensabile. Siamo d'accordo. Dipende da cosa intendi per "ottimo editing", perché qui se non ci mettiamo d'accordo sulle definizioni non ci capiremo mai. Se hai scritto un testo già buono e ci sono da fare pochi interventi mirati, certo che una piccola CE può fare un "ottimo editing", chi dice di no? Ma io vorrei parlare di fatti, di cifre... come ho detto di là, poniamo che per un testo "medio" (quindi non quello già buono su cui basta dfare pochi interventi mirati, ma un testo che necessita l'intervento di professionalità specifiche per un tempo che varia dalle poche settimane a mesi) si debbano spendere dai 1000 ai 3000 euro. Come può una piccola CE permetterselo? Non può. Anche qui credo ci sia un po' di confusione sul funzionamento dell'industria editoriale. La mia compagna sta studiando Editoria. Quello che le insegnano i professori è che mediamente alle CE rimane un lordo di circa il 30% del prezzo di copertina da cui vanno sottratte le spese di stampa e la percentuale da dare all'autore. Poi li vogliamo pagare i dipendenti, l'affitto dell'eventuale sede ecc ecc? Se vendo un testo a 15 euro, il mio lordo sono 5. quanto mi costa una copia? quanto devo dare all'autore? cosa mi rimane? 1 euro, forse? L'editoria è in crisi perché non ci si guadagna nulla coi libri. Nulla. I grandi gruppi editoriali italiani sono tutti in perdita con l'editoria da narrativa. Guadagnano da altri settori. testi scolastici, cartolibrerie ecc ecc. Con la narrativa vanno sotto anche quelli che hanno i best seller, e qualcuno ancora pensa che un piccolo editore possa permettersi di fare questo e quello? Sono favole. Favole. Non è colpa dei piccoli editori tra l'altro, ma di un sistema che permette alla distribuzione di "mangiarsi" quasi tutti gli utili. Che poi esistano piccoli editori che ci mettono tanta passione e che facciano un lavoro eccellente sui testi è una bellissima verità, ma ricordiamoci che sono quasi sempre editori che in prima persona si leggono i testi, li analizzano e li editano spendendo il loro tempo libero perchè "ci credono". Oppure, in altri casi, son editori che prendono stagisti universitari a cui ammollare l'editing del testo senza spendere un euro, e come va va (puoi beccare il fenomeno e puoi beccare il cane, è randomico).
  16. PREMIO IN-VERSI PER SILLOGI INEDITE

    Fino a
    ChiPiùNeArt Edizioni Primo Concorso di Poesia In - versi ChiPiùNeArt Edizioni bandisce il primo concorso di poesia dedicato a sillogi inedite in lingua italiana. REGOLAMENTO 1. Al premio possono partecipare Autori che abbiano compiuto i diciotto anni di età. 2. Le raccolte devono essere costituite da almeno trenta componimenti. Non saranno ammesse opere già commercializzate nemmeno sotto forma di autopubblicazione. 3. Si può concorrere con più opere ripetendo l’iscrizione per ciascuna di esse. 4. Gli elaborati, redatti in carattere Times New Roman corpo 12, dovranno essere inviati esclusivamente in formato digitale all’indirizzo chipiuneartedizioni@chipiuneart.it unitamente alla scheda di partecipazione scaricabile dal sito e alla ricevuta del bonifico di euro 10 quale quota di partecipazione alle seguenti coordinate bancarie: C.C.: IBAN: IT71I0200805200000103835213 BANCA: UNICREDIT AGENZIA: CENTRO COMMERCIALE I GRANAI – ROMA INTESTATARIO: CHIPIUNEART EDIZIONI S.R.L. S. CAUSALE: PREMIO DI POESIA 5. I file con le opere dovranno essere denominati con il solo titolo. Il frontespizio dovrà ugualmente riportare il solo titolo, mentre i dati dell’Autore saranno indicati nella scheda di partecipazione. 6. Le opere dovranno pervenire entro il 30 giugno 2018. Le opere pervenute saranno esaminate, in forma anonima, da un comitato di lettura scelto da ChiPiùNeArt Edizioni, il quale designerà le quattro sillogi finaliste. Tra queste la Giuria, composta dalla Redazione di ChiPiùNeArt e presieduta dallo scrittore, poeta e saggista Amato Maria Bernabei, sceglierà la prima e la seconda classificata. Entro il mese di settembre saranno resi noti sul sito i nomi delle opere finaliste e la data e il luogo della premiazione. I finalisti saranno avvertiti personalmente. Le opere prima e seconda classificata saranno indicate nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà a Roma nel mese di ottobre 2018. Le decisioni della Giuria sono irrevocabili. Nessuna scheda di valutazione sarà rilasciata alle opere non finaliste. PREMI All’ Autore dell’opera prima classificata saranno assegnati il trofeo In-versi e una scheda critica. Gli altri finalisti riceveranno un attestato e una scheda critica. Le opere prima e seconda classificata saranno pubblicate in un volume della originale collana In-versi. La Giuria si riserva di non designare alcun vincitore, di assegnare menzioni speciali e di proporre alla Casa Editrice la pubblicazione di altre sillogi oltre le prime due classificate.
  17. Riorganizzazione elenco case editrici free

    Infatti credevo che Archiviate riguardasse le indagini chiuse sulle C.E per scoprirne la natura, quindi prima di collocarle in Free, Doppio binario o EAP. Grazie per l'indicazione. Resto a disposizione per indicare quegli editori che sembrano aver chiuso i battenti.
  18. ChiPiùneArt Edizioni

    Abbiamo risorse umane limitate e una valutazione seria richiede almeno due letture incrociate. Non vogliamo creare attese inutili né accantonare il materiale. Leggiamo tutto ciò che arriva ma occorre tempo.
  19. Riorganizzazione elenco case editrici free

    @Marcello ha perfettamente ragione @Marco ML , quella lista di fatto esiste già ed è Archiviate (all'interno della sezione CE, sottocartella di "Da testare"). Il criterio è proprio quello riportato sopra da Marcello. Al limite, però, si potrebbe chiedere a @Niko, se fattibile, di inserire anche la voce "Archiviate" nella lista di riepilogo delle CE che compare nella home del forum, perché al momento non c'è e non tutti notano che è sotto "Da testare", o credono che attenga solo quella sezione essendone una sottocartella.
  20. Il piacere è mio

    Benvenuto @free , nell'accoglierti in "famiglia" ti lascio questo utile link, che contiene un riepilogo dei regolamenti e sezioni rincipali del forum. In caso di dubbi c'è anche una lista FAQ in alto (barra gialla) e per necessità varie puoi contattare Staff e Sostenitori con messaggio privato (o attraverso la sezione "Assistenza" del forum). Buon proseguimento.
  21. Ladies & Gentlemen

    Ladies & Gentlemen, mi presento: sono un aspirante scrittore in cerca di fortuna, o magari solo "uno che scrive", senza nulla togliere a quest'ultima categoria. Ho scritto due brevi romanzi, una carriola di racconti, e un saggio che ha per tema l'abuso, il bullismo e la violenza in generale. Pratico l'arte del combattimento da quindici anni e sono istruttore di difesa personale. Se dovessi etichettare i miei testi, direi che rientrano nel genere "Pulp". Il mio nume ispiratore è Joe Lansdale. Qualche mese fa, dopo aver visto il film "Shame" con protagonista il Grande Michael Fassbender, ho sottoposto all'attenzione dell'Accademia della Crusca il neologismo (In psichiatria, uso di parole inventate o di parole già esistenti usate arbitrariamente con valore simbolico: sintomo di schizofrenia.): "fassbenderizzare"; significa "fare l'amore con intensità parossistica e particolare appagamento". Ad oggi non mi hanno risposto. Sono vecchio, nonostante sia ancora giovane, e abbastanza giovane, per uno della mia età. Fine della presentazione. Cheers.
  22. Cercasi Beta Reader

    Perfetto, attendo! L'unico caffè francese degno di questo nome l'ho bevuto in Linguadoca Rossiglione, che più che Francia è Spagna... a Marsiglia non mi è ancora capitato di berne, ma ad Avignone era una tragedia . Per locazione geografica, per questa volta il caffè passa... Con piacere! Ti scrivo in MP per i dettagli
  23. Sarebbe interessante sapere come L'Istat ha ricavato questi dati e anche il periodo di riferimento (a tal proposito @Christopher potresti pubblicare il link all'articolo?). Mi incuriosisce soprattutto quel "cercato di scrivere", come andrebbe interpretato un dato del genere? Comunque secondo queste stime su una popolazione di 60,5 milioni di abitanti il 3,5% è rappresentato da scrittori, più della metà dei quali lo fanno semplicemente per passione. Cifre basse, se rapportate a livello mondiale e messe in relazione al numero di titoli pubblicati per anno in ogni stato, in cui l'Italia ottiene un dignitoso decimo posto ma con un abisso a separarci dai primi posti della classifica (i dati non tengono però conto del self publishing, un fenomeno in costante aumento anche da noi). A mio parere ben venga scrivere e farsi conoscere, magari mettendosi in gioco con qualche concorso e selezione, ciò che serve però è umiltà da parte degli autori e capire che chiunque può scrivere ma per produrre letteratura di qualità è necessaria una certa padronanza di strumenti e conoscenze, requisito che oggi, in un paese come l'Italia in cui si legge sempre meno, è in costante calo. Il rischio è di inondare il mercato con opere mediocri e non dare spazio a quelle veramente meritevoli.
  24. Cercasi Beta Reader

    @Miss Ribston per il tuo racconto giallo venato di assurdo mi propongo come lettore spietato e attento.
  25. Cercasi Beta Reader

    Yep, con molto piacere! Passo al MP per i dettagli.
  26. 31 Dicembre 1999

    Sì Mamma mia quanto ho da imparare Grazie ancora
  27. Morganti Editori

    Ho scritto ieri alla CE chiedendo spiegazioni in merito al fantasy. Sul loro sito riportano che non lo accettano, eppure alcuni titoli sono presenti nella collana Morgana. Sono stato chiamato ora dal responsabile, che mi ha chiesto informazioni in merito alla mia residenza e al tipo di romanzo. Mi è stato spiegato con dovizia che il fantasy da loro prodotto è legato al territorio (Friuli in particolar modo) ed è perlopiù romanzo storico riportato al fantasy. Inoltre è vero che hanno un distributore nazionale, ma preferiscono per esperienza diretta curare solo il loro territorio, del quale sono distributori diretti di librerie e quant'altro. Mi è stato consigliato di rivolgermi altrove, alla Mondadori o affini. Considerazioni a parte sul consiglio finale, ho avuto piacere a disquisire col titolare, affabile e cortese. Consiglio quindi di rivolgervi a questa CE solo se siete o scrivete del loro territorio, per il quale sono disposti a stampare anche 3.000 copie come prima tiratura. Inoltre il fantasy dev'essere una sorta di "variazione sul tema" del romanzo storico, legato più a leggende del Friuli. Spero di essere stato utile.
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