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  1. Ultima ora
  2. @Sira Poesia bellissima, suscita emozioni molto forti. Questa idea di "oceano" come grande spazio divisorio, di cui non si riesce neanche a scorgere la fine, mi piace molto. Il delfino (secondo me, correggimi se sbaglio) rappresenta qualcosa di puro, intoccabile, eppure destinato a morire, se rischia troppo... poi è come dire: non provarci nemmeno: è inutile. questa mini-strofa mi sembra molto bella. Un po' cruda, si, ma bellissima. Brava, continua.
  3. When Jesus Came To Play
  4. @Valentina Capaldi C'è anche gente come me, che oltre a LOTR, ha amato Dune e Star Wars, e se mai scriverà qualcosa di fantasy lo ambienterà nello spazio, posto dove sto molto più a mio agio, che non in atmosfere medioevali. Il fantasy è un problema perché può contenere tutto ciò che hanno gli altri generi, più i draghi. E questa completa libertà lo rende il genere più complesso e difficile. E ci fa paura, proprio perché non ci riesce e non lo abbiamo mai capito. Allora da buoni italiani, denigriamo e spregiamo quel che non sappiamo fare.
  5. @Vincenzo Iennaco, grazie: hai ragione però era una scelta. Non sapendo "scrivere da gatto" ho preso il partito di scrivere di un gatto che pensa da umano, gli aspetti che metti in rilievo sono ovunque: un gatto non piange, non conosce la solennità, non credo nemmeno faccia progetti e previsioni per il futuro. Per quello ho inventato detti tipo "menar le unghie", gli ho fatto citare stupidi proverbi umani, eccetera. Mi sono messa in testa di fingere che un gatto pensi e agisca da umano. Una scelta molto arbitraria, mi rendo conto ma non sapendo da dove cominciare per tentare di rendere credibile un POV animale, sono andata in senso completamente opposto. Ma capisco che possa non piacere. Sull'individuo, avevo pensato a "gatto" "animale" o altro, ma proprio per quella cosa del gatto che pensa da umano era il concetto di "soggetto individuale" che mi piaceva. Tutto qui. Magari, se un giorno decido di revisionarlo con calma cambio tutto (à partire dall'aver sopravvissuto!) P.S. Io il tuo racconto l'ho adorato, nonostante l'incoerenza tra le due parti, la totale assenza di spiegazioni, o forse anche per quello. Uno dei miei preferiti, totalmente atipico.
  6. Dipende da che Fantasy leggi se leggi gente che conosce bene il genere e sa scriverlo o gente che si è improvvisata sull'onda dell'entusiasmo per Il Signore degli anelli
  7. Scusami, hai ricevuto qualche riscontro per la ricezione?
  8. Oggi
  9. In certi casi sì...
  10. @Valentina Capaldi Ma certo, ci mancherebbe. Ci sono tantissime belle storie che emozionano senza "messaggi a forza". Proprio nell'intervento che hai citato, io parlavo di "un segno" in modo generico. E non un segno nella Storia, eh, un segno nella memoria del lettore. Per giunta di un lettore specifico, me, quindi è un parere senza pretesa di universalità. Volevo solo dire che nel fantasy, troppo spesso, trovo che l'argomento del libro è il fantasy. Il fatto che sia fantasy. Che l'elfo abbia l'arco e il nano abbia l'ascia, roba così. Si confonde il vestito per il contenuto.
  11. @taxidriver Grazie. Alla prossima. Edison
  12. Quindi ci stai dicendo che un editor di una grande ce vive da mantenuto via
  13. Nome Romanzo: Herosian e il Manoscritto degli Artisti Autore: Alex Schillizzi, Francesco Agostini Editore:Genesis Publishing Genere:Fantasy, Avventura Pagine:410 Disponibilità del formato: ebook e cartaceo Sinossi Herosian e il suo amico Dean sono due ragazzini ospiti di una Casa Famiglia, e il desiderio di evadere aumenta talmente tanto che, presto, i due fuggono. Gli amici non rimangono tuttavia uniti, poiché Herosian, dopo aver trovato e aperto un bellissimo scrigno, finisce in uno strano posto in cui incontra Geneviève, una coetanea geniale quanto scostante; lei viene da un Mondo che raggiungono gli Artisti, anima e corpo, subito dopo la morte. All’interno di questo Mondo, le Opere degli Artisti divengono portali, e ciò che rappresentano si tramuta in un vero e proprio mini-mondo. Herosian scopre quindi di essere all’interno del dipinto L’Europa dopo la pioggia e che Geneviève si trova lì per liberarne l’Autore, prigioniero all’interno della sua opera. Una misteriosa e oscura entità, l’Anima Morta, sta infatti incarcerando gli Artisti nelle loro stesse creazioni. Così, Herosian, insieme a Geneviève, affronterà un viaggio colmo di insidie, transitando di Opera in Opera per liberare gli Artisti e al contempo cercare Dean e il Manoscritto degli Artisti, un libro dai grandi poteri che è stato trafugato. Herosian scoprirà dunque la vera essenza dell’Arte, vagando all’interno di melodie, libri e dipinti; incontrando grandi personaggi come Salvador Dalí, Leonardo Da Vinci, Van Gogh e moltissimi altri, convogliati in intrecci narrativi sorprendenti ed imprevedibili. Quale sarà il piano dell’Anima Morta? Come mai, Herosian, si è ritrovato al di là del suo mondo? Quali saranno le opere che esplorerà? Dove sarà il Manoscritto degli Artisti, e quale sarà il suo incredibile potere? Queste risposte e molte altre vi attendono all’interno di un romanzo sempre incalzante, ricco di azione e introspezione, che non abbandona mai il fascino della scoperta e la celebrazione dell’Arte. Link al Topic di promozione nella sezione LIBRI:
  14. Nome Romanzo: Le streghe di Iris Autore: Francesco Agostini Editore: Genesis publishing Genere: Fantasy Pagine: 280 Disponibilità del formato: ebook e cartaceo Sinossi: Sera è una ragazza ventenne senza memoria da ormai cinque anni, che vive con la sorella. Vede delle creature che gli altri non percepiscono e, una volta, ha perfino una premonizione in cui scorge un giovane, Christopher, prima ancora di conoscerlo. In qualche modo, si sente molto legata a lui, anche se non sa perché. Alcune notti, un essere terrificante in tunica rossa le fa visita e sembra volere qualcosa da lei. Le sue domande aumentano fin quando non scopre di essere una strega immortale e che qualcuno le ha cancellato i ricordi volutamente. La ragazza apprende di trovarsi nel mezzo di una guerra: da una parte, le streghe mirano a riabilitare la figura della donna in tutto il mondo e in tutti gli aspetti; dall’altra, la setta di Adamo rivendica la supremazia maschile. A Sera spetterà il compito di unificare il cerchio di luce: un manufatto che nasconde un potere terribile e che potrebbe garantire alle streghe di sopravvivere e a se stessa di ritrovare i ricordi perduti. Tuttavia, niente è come sembra, e ciò che scoprirà cambierà per sempre il suo destino e quello del mondo. Un romanzo ricco di peripezie, suspense, intrighi e mistero, dove le apparenze ingannano e dove è necessario sacrificarsi pur di non perdere se stessi. Link al Topic di promozione nella sezione LIBRI:
  15. Certo, sempre che io non sia cicciogamer con due milioni di follower su youtube, perché in quel caso sia la casa editrice (Mondadori) che l'editor se ne fottono di quello che ho scritto. Comunque mi sento in dovere di approfondire il mio intervento, anche perché questa discussione è uno spasso. Faccio un esempio molto concreto e tiro in ballo Jacopo Viganò dell'agenzia Lorem Ipsum, che mi ha involontariamente fornito due spunti di riflessione per me di grande interesse. Diverso tempo fa [ecco una prima questione che sottoporrei a un "mio" eventuale editor: posso scrivere diverso tempo fa o è orribile?], Jacopo scrisse che stava "ribaltando un saggio" sul quale stava lavorando. Successivamente fu così gentile da mettere online una mezza paginetta di un romanzo sul quale stava parimenti lavorando, mostrando a tutti il suo metodo di lavoro e la differenza tra la versione ricevuta dall'autore e quella "riveduta e corretta". Credo che all'epoca lavorasse ancora come editor presso una casa editrice di tutto rispetto. Le mie considerazioni sono le seguenti. Io scrivo (per ora per passione, lottando per essere pubblicato) saggi piuttosto impegnativi, di argomento che definirei flosofico-teologico. Per chi conosce la materia: tratto argomenti di teologia, ma secondo il venerabile metodo dei grandi filosofi dell'Antichità greca, cioè come culmine del ragionamento filosofico, non come insieme di dogmi e leggende. Uno è terminato da tempo e finora il suo potenziale non è stato intuito da chi di dovere, mentre un secondo, ideale continuazione del primo, è in lavorazione. Tra i miei sogni (o progetti a lungo termine), però, c'è anche quello di scrivere un paio di romanzi storici e forse persino un thriller psicologico. Vengo al dunque. Il primo commento di Jacopo, là dove diceva che stava ribaltando un saggio, mi ha lasciato estremamente perplesso. Io non permetterei mai a nessuno di ribaltare un mio saggio, perché in quello, che contiene un mare di nozioni e di argomentazioni, ho scritto esattamente quello che volevo comunicare esattamente nel modo in cui volevo comunicarlo. Acconsentirei esclusivamente a ritocchi stilistici che ne migliorino in maniera evidente la leggibilità o la comprensibilità. Aggiungo: se quello specifico saggio era scritto così male da necessitare di essere ribaltato, non capisco perché la casa editrice abbia accettato di pubblicarlo. La mezza paginetta di editing di un romanzo è storia diversa. Se io ne fossi stato l'autore, sarei stato felicissimo del risultato finale e avrei ringraziato Jacopo mille volte per quanto era riuscito a migliorare il mio testo. Questo è quello che intendevo per esperienza inebriante: vedere come la stessa lingua, che tanto amo e soprattutto rispetto, possa essere usata in modi tanto diversi per esprimere gli stessi concetti. Considererei un onore poter collaborare in maniera così costruttiva a un testo da me concepito e scritto, visti i risultati. Sempre con un occhio critico, però: anche in quell'esempio, che - ripeto - aveva incontrato la mia pressoché totale approvazione, se l'autore fossi stato io avrei voluto chiedere lumi a Jacopo su un paio di interventi che non mi convincevano di primo acchito, mentre uno addirittura mi era parso fuori luogo e credo che non lo avrei accettato. Suppongo che un editor serio e un autore altrettanto serio che collaborano a un testo siano perfettamente in grado di dirimere eventuali divergenze di questo tipo. In definitiva: non tutti gli autori sono uguali (nelle loro competenze linguistiche, nelle loro capacità stilistiche e nel loro grado di disponibilità o prosopopea), non tutti gli editor sono uguali (anche loro avranno un pregresso, dei gusti letterari che sono quelli e non altri e, come se non bastasse, sono costretti a seguire le indicazioni del loro datore di lavoro) e non tutti i generi sono la stessa cosa (perché un saggio non è un romanzo e un romanzo non è un'autobiografia e un'autobiografia non è un manuale e chi più ne ha più ne metta). Comunque, appurato quanto suscettibili e gelosi delle loro creature siano mediamente gli autori, penso che il mestiere di editor necessiti anche di nervi molto saldi, ben oltre le competenze che sono (o dovrebbero essere) la conditio sine qua non.
  16. Concordo, io per esempio ho scritto la storia che volevo raccontare senza focalizzarmi sui messaggi da far passare per forza, poi se ce ne sono è perchè la storia è venuta fuori così! Lo spero anche io
  17. ..onestamente a me un anno di attesa pare proprio troppo. confermo la qualità e la serietaà però. chiesi a loro informazioni alla fiera del libro di Torino nel 2016. devo dire che mi risposero bene, anche se l'atteggiamento era piuttosto diffidente...ho avuto l'impressione - come al solito- che giudicassero in modo negativo la paura di disturbare. a ogni modo lasciai perdere per la lunghezza dell'attesa. con tutto il rispetto, ma un anno è troppo
  18. Ciao @Edison. Il mio romanzo credo possa rientrare nella narrativa non di genere, o romanzo letterario. Siamo sulle 70.000 parole. Formattato nella loro gabbia, seguendo le loro indicazioni redazionali, il manoscritto arriva a pagina 306. Dopo la mail non mi hanno ancora contattato telefonicamente.
  19. Su questo non saprei darti una risposta sicura, per cui lascio che sia qualcun altro a farlo.
  20. Infatti il mio era un "rischi di non", non che per forza non sarai mai pubblicato e spero che il tuo caso faccia parte di quelle rare opere non preconfezionate Ti quoto appieno, anche se, a mio parere, per quanto riguarda lo specifico settore del fantasy, lo scrivere per il puro piacere di farlo rappresenta un rischio maggiore per cadere nel banale, data l'ampia gamma di possibilità di scrittura che il genere offre e l'altrettanto restrittivo campo d'azione che lo scrittore si impone, anche inconsapevolmente, per adattarsi agli standard. Poi ci sono le eccezioni, ma secondo me per riuscire a creare qualcosa di non scontato può essere utile avere in mente un obiettivo di fondo. Comunque, questo mio pensiero è condizionato anche dal fatto che mi piacciono poco le storie senza un basamento, che io possa, poi, riportare a me stessa come insegnamento; quindi, lo scrivere senza la volontà di inserire nel testo anche solo una minuscola parte delle mie idee, o delle mie esperienze, non mi entusiasma troppo, e questo sia per i fantasy, sia per gli altri generi che ho sperimentato.
  21. “Uno young adult denso di suspense e peripezie. Herosian e il Manoscritto degli Artisti è la prima avventura di un giovane catapultato in una dimensione fantastica, con una missione tutt’altro che comune. Grazie all’aiuto di una sua coetanea, Geneviève, Herosian dovrà salvare il Mondo dell’Arte da una fine terribile. L’Arte la vera protagonista di questo romanzo, di cui gli Autori – con uno stile adatto ad un pubblico sia giovane che adulto, grazie alla presenza di virtuosismi letterari che lo rendono ancora più prezioso – ne fanno un vero e proprio inno di celebrazione. Moltissimi i protagonisti secondari: Pittori, Architetti, Musicisti noti… tutti uniti per rappresentare la poliedricità dell’essere Artista. Consigliato agli amanti delle saghe avventurose, degli young adult ricchi di suspense, dell’Arte in tutte le sue forme.” L'EDITORE Herosian e il suo amico Dean sono due ragazzini ospiti di una Casa Famiglia, e il desiderio di evadere aumenta talmente tanto che, presto, i due fuggono. Gli amici non rimangono tuttavia uniti, poiché Herosian, dopo aver trovato e aperto un bellissimo scrigno, finisce in uno strano posto in cui incontra Geneviève, una coetanea geniale quanto scostante; lei viene da un Mondo che raggiungono gli Artisti, anima e corpo, subito dopo la morte. All’interno di questo Mondo, le Opere degli Artisti divengono portali, e ciò che rappresentano si tramuta in un vero e proprio mini-mondo. Herosian scopre quindi di essere all’interno del dipinto L’Europa dopo la pioggia e che Geneviève si trova lì per liberarne l’Autore, prigioniero all’interno della sua opera. Una misteriosa e oscura entità, l’Anima Morta, sta infatti incarcerando gli Artisti nelle loro stesse creazioni. Così, Herosian, insieme a Geneviève, affronterà un viaggio colmo di insidie, transitando di Opera in Opera per liberare gli Artisti e al contempo cercare Dean e il Manoscritto degli Artisti, un libro dai grandi poteri che è stato trafugato. Herosian scoprirà dunque la vera essenza dell’Arte, vagando all’interno di melodie, libri e dipinti; incontrando grandi personaggi come Salvador Dalí, Leonardo Da Vinci, Van Gogh e moltissimi altri, convogliati in intrecci narrativi sorprendenti ed imprevedibili. Quale sarà il piano dell’Anima Morta? Come mai, Herosian, si è ritrovato al di là del suo mondo? Quali saranno le opere che esplorerà? Dove sarà il Manoscritto degli Artisti, e quale sarà il suo incredibile potere? Queste risposte e molte altre vi attendono all’interno di un romanzo sempre incalzante, ricco di azione e introspezione, che non abbandona mai il fascino della scoperta e la celebrazione dell’Arte.
  22. Ho letto con particolare interesse questo racconto dato che anche tu hai scelto un POV bestiale. Al di là del rispetto della traccia, che non è compito mio stabilire, tu e il tuo Graffio vi siete mossi agili in questa piccola avventura. Ho letto del tuo shakeraggio italo-francese, quindi non sto qui a tediarti con la sintassi, tanto meno con la punteggiatura verso la quale mi pare di capire che siamo in perfetta... idiosincrasia. Mi permetto solo di riportare alcune osservazioni dal punto di vista animale. perché un gatto dovrebbe conoscere un detto umano? molto meglio qui, dove giri un detto umano in versione animalesca perché proprio individuo quando potevi scegliere tra essere, creatura, animale o molto semplicemente gatto? a meno che non sia un giramondo, è difficile che conosca concetti quali oceano e oasi Perdonami la pedanteria, ma ho storto un po' il naso anche nel trovare termini quali Eden, consacrazione, accoliti. Ok, la smetto di dire bestialità. Miao ehm... Ciao.
  23. e tra l'altro non siamo alla I, ma alla B!
  24. Ciao, @taxidriver complimenti per il risultato. Due domande: a che genere appartiene il tuo libro? quanto è lungo? Grazie. Alla prossima. Edison
  25. @queffe mi unisco anch'io a farti tantissimi auguri con tutto il cuore!
  26. Ho premuto invio prima di inserire l'emoticon
  27. specchio - copia - identici CBIDAMUNELFOPTVGRS buonasera a tutti
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