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  1. Oggi
  2. @Sira Massì, tra le altre cose probabilmente anche quello Troppo canonico. Mi annoia. Ah ok. Ho capito. Sinceramente ho omesso per evitare la classica ripetizione da trapassato remoto, però a me piace. Suona anticonvenzionale e si dovrebbe capire comunque. Una piccola licenza proetica? Per il resto, meglio defilarsi Argomento complicato e pericoloso.
  3. Ciao, ti lascio qualche impressione al volo. Hai forse calcato un po' troppo la mano nel delineare la figura di questo "cattivo": l'insistere reiterato nel turpiloquio rischia di fare del personaggio una macchietta. D'accordo: non ci aspettiamo di certo che si esprima seguendo i dettami della Crusca, ma lo stile del soliloquio credo che riuscirebbe altrettanto efficace anche con qualche "cazzo" in meno. Dal punto di vista della grammatica e della sintassi è ben scritto. Quello che invece non mi convince è la credibilità del racconto. Ferito a una caviglia, sotto gli effetti della droga e inseguito dalla polizia, il protagonista sta scappando dal luogo dove ha ucciso una ragazzina e... pensa tutte quelle cose? In condizioni del genere l'unica sua preoccupazione dovrebbe essere quella di correre il più velocemente possibile. Invece non solo si permette di rivivere con la mente la scena del recente omicidio, ma addirittura si concede il lusso di ripensare ai ricordi d'infanzia o dell'adolescenza. Certi particolari poi sono una comunicazione diretta al lettore e la sospensione dell'incredulità, perdonami, rischia di andare a quel paese. Qualche esempio: Lui sa benissimo dove buttava i gatti: perché dunque – ammesso e non concesso che possa indugiare in quel pensiero durante la fuga – dovrebbe precisare "a Bari"? A Bari li buttavo, ascolta bene lettore, non a Ostia Lido o a Imperia... oppure: Ancora una volta: se anche pensasse alla ragazza perché dovrebbe annunciarci qual era il suo nome e dove l'ha colpita?
  4. @Sira A quest'ora che cosa ti do? Buonanotte? Buongiorno? Facciamo un semplice ciao che non sbaglia mai I go swimming
  5. Yesterday
  6. @Ignazio benvenuto! Troverai ottimi suggerimenti... ma non da me, non ne so molto. Ti seguirò facendo il tifo (vedi mai che possa servire) Ciao! :-)
  7. come mettere il dito (o girare il coltello) nella piaga....
  8. Ciao @Lo scrittore incolore sono d'accordo con chi mi ha preceduta sul fatto che sei stato molto abile a raccontare la storia con la voce dei protagonisti. Quando si sceglie questa strada, secondo me, si rischia di far dire troppo ai personaggi per trasmettere informazioni al lettore e se non si è bravi con i dialoghi, il risultato può essere deludente. Tu hai curato ogni frase e il risultato si vede. Qualche termine lo sostituirei, ma esclusivamente per un gusto personale, perché mi sembra che stoni un po' nel contesto. Lei è caratterizzata molto bene, mentre lui per risultare perfetto, secondo me, avrebbe bisogno di una leggera revisione. Nel finale che hai scelto il personaggio fa un gesto che non riesco a immaginare compiuto dal tuo protagonista. È vero che la violenta, e quindi uno stinco di santo non lo è, ma prima di quel gesto ce lo descrivi con una certa sensibilità Forse basterebbe renderlo solo un po' più arido, più crudele, quel tanto che basta per giustificare il gesto finale. Bravo! Mi andrò a leggere qualche altro tuo racconto al più presto.
  9. Ciao e benvenuta, spero tu possa trovarti bene...c'è addirittura la musica!
  10. Terrò conto di quanto appena letto !
  11. Sono un autore esordiente e vorrei... 1) Trovare una casa editrice che mi pubblichi in modo del tutto gratuito. 2) Firmare un contratto serio e spuntare delle royalties degne di tal nome. 3) Beneficiare di un editing strutturale e ben approfondito, non di una semplice correzione di bozze. 4) Vedere il mio romanzo impaginato e stampato su una carta degna di questo nome. 5) Avere una bella copertina, originale e innovativa. 6) Vendere il volume a un prezzo contenuto e non fuori mercato. 7) Ottenere un'assistenza adeguata nella promozione, nelle presentazioni, sui social network e con i vari mass media. 8) Distribuire il mio libro attraverso i principali circuiti che servono le librerie fisiche. 9) Essere presente ed effettivamente disponibile su tutte le principali piattaforme di vendita on line. Abbiamo dimenticato qualcosa? Sicuramente sì, e a ricordarcela ci penserete voi; ma intanto pensiamo che questi nove punti già bastino a chiarire quelle che sono le "pretese", alcune sacrosante, altre un po' meno, di molti autori in erba. Ora la domanda, semplice, chiara e diretta è questa: pensate che in giro esistano piccole case editrici in grado di soddisfarle tutte quante? Noi, forti dell'imperativo categorico che ci siamo imposti fin da subito, ovvero quello della totale trasparenza nei confronti non solo dei nostri autori, ma anche dei nostri lettori e ovviamente di tutti gli utenti del WD, rispondiamo con un umile, ma deciso NO. Se infatti, facendo i salti mortali, i primi sette punti sono alla portata dei più seri e volenterosi editori, bastano il numero otto e soprattutto il nove a stroncare ogni velleità. Questa è una battaglia contro i mulini a vento, lo sappiamo, che però abbiamo già cominciato a combattere in altre discussioni e in altre sedi e alla quale non rinunceremo mai, ovvero quella contro lo strapotere delle piattaforme on-line, specie quelle che pretendono dalle CE percentuali da strozzinaggio, pari al 51%. Ora se, con il 49% del prezzo di copertina che gli rimane, trovate un piccolo editore che vi garantisce di realizzare, e pure bene magari, tutti i primi sette punti, o è un mago della gestione d'impresa o, più probabilmente, un truffatore. D'altro canto voi, autori emergenti o aspiranti tali, quando da clienti decidete di acquistare da tali piattaforme, forse perché "son così comode", "c'ho lo sconto", "c'ho il bonus che mi ha regalato mia zia", "mi vanno su i punti sulla tessera dell'esselunga" ecc, ricordate che i soldi che state risparmiando oggi sono quelli che non potrete certo pretendere domani. Non solo: non state rendendo certo un gran servizio al mondo dell'editoria in generale, non solo di quella piccola.
  12. Sinossi...
  13. Riportiamo qui, con il suo permesso, un commento che @Fraudolente ha scritto in calce a un libro da noi ripubblicato e rivolto a uno dei nostri soci fondatori: " ... Immagino che siano molti gli autori editori e che molti abbiano iniziato la loro impresa per autopubblicarsi. Ma non é il tuo caso, e credo che il vero motivo che ti ha spinto sia solo la passione per i libri. Ho molto apprezzato il tuo esordio come editore e la tua risposta alla mia proposta editoriale. Non entro nel dettaglio, ma ho intuito una persona preparata e, al tempo stesso, genuina. " Che dire? Lo ringraziamo, soprattutto per aver centrato in pieno il vero spirito della nostra iniziativa.
  14. cara swetty non concordo affatto ma ti voglio bene lo stesso in ogni caso non è che scrittrice lo inventiamo, c'è, per cui perché non usarlo? tu fai pure il maestro e lo scrittore ma magari lasciamo la libertà di essere studentessa e scrittice
  15. non ho capito ma temo non mi piaccia
  16. benissimo, viva la donna libera...e gli uomini liberi
  17. sì benissimo, grazie
  18. L’ho combinata grossa stavolta. Stavolta che tutto sembrava facile, filava via liscio come l’olio. L’avevo vista là, alla fermata e poi c’ero tornato. Questo cazzo di fischio all’orecchio… Mi rintrona la testa, mi fa sbarellare. Corro. La ferita alla caviglia mi fa un male cane. Mi sono bevuto il cervello, perchè ho deciso di tagliare per il bosco? Cazzo di bosco! Ma chi cazzo c’è andato mai nel bosco? Corro, mi stanno alle calcagna, stavolta se mi beccano non sarà per qualche mese e poi la condizionale, devo correre, che stavolta l’ergastolo non me lo leva nessuno. Che poi lei non mi piaceva neanche tanto, aveva le tette già troppo grosse. E mugulava come i gatti che buttavo a mare lì a Bari, le risate che mi facevo, e già me lo sentivo duro. Adesso devo trovare il fottuto modo per andarmene da qui, fra poco sarà buio e Gessica mi vuole a casa, quando fa buio. Devo nascondermi, sento le loro voci, ho voglia di vomitare. Era bella lei, aveva i capelli biondi come la Barbie e sembrava che le piacesse, perché è così che funziona: prima ti fanno capire che un giretto con te se lo farebbero, poi però strillano di lasciarle andare. E intanto si bagnano le mutande. E quando le scopi restano ferme, che se anche dicono di no tu lo capisci, che ne hanno voglia. Sono tutte così: devi strappargli i vestiti di dosso e loro piangono più forte ma non si muovono, e poi c’è il sangue che colora tutta la scena e mi fa sbarellare più forte delle pere che mi sparo ai giardinetti. Corro. Gessica ha preparato la cena e s’incazza di brutto quando arrivo tardi, come quella volta che non mi ha parlato per tre giorni, ma vaglielo a spiegare che mi ero scolato una bottiglia di Chivas insieme al Grigio e poi non trovavo più la macchina. Oggi no, non ho bevuto, è stata lei che mi ha fatto andare fuori di testa. La pelle chiara della sua schiena mentre la giravo, cazzo! Mi veniva voglia di farle un tatuaggio con il coltellino. L’adrenalina mi pompa il sangue al cervello. Non posso fermarmi ora. Gli alberi sono tutti uguali, e il sentiero dei turisti l’ho perso da un pezzo, questa volta ho sbagliato di brutto. E poi il tatuaggio gliel’ho fatto per davvero, che tanto Jack non è il mio vero nome, e le cose le avevo fatte proprio bene, nessuno mi avrebbe beccato. Il bosco era la via di fuga più sicura. Ma adesso gli alberi sono tutti uguali e la caviglia mi fa male, e il fischio all’orecchio sembra una sirena. Non ho paura, in gabbia ci sono già stato, “bestia” mi hanno detto. Sopra la testa i rami di quercia sembrano braccia e i raggi del sole che, fottuto anche lui, sta per andare a morire, mi sparano in un posto troppo bello. Che fa a cazzotti con sta puzza di piscio che mi porto addosso. Ho sbagliato. Sono tornato lì a guardarla. In mezzo ai rovi di more , dove l’avevo gettata. Non avevo dormito quella notte. E poi ero tornato lì. C’era tutta quella marmaglia di gente figa, quei froci del RIS con le tutine bianche e le sirene luminose delle macchine della polizia. E i giornalisti che inseguivano sua madre. Dio, come mi sono sentito! Ma poi sono scappato e mi hanno visto. È stato quello l’errore. Quelle bestie mi stanno addosso, ora, ma il buio è dei lupi. Devo scappare. La ragazzina si chiamava Lisa ed era bellissima con la mia firma fatta di sangue sulla schiena, è bastato un solo colpo e l’ho fatta fuori, cazzo. L’ho sentita chiamare “mamma” e ho visto la mia mano prendere una pietra e sfondarle il cranio. È stato facile. Ma ora sto bosco del cazzo non mi lascia tornare dalla mia Gessica, che di sicuro ha già messo la Ceres in frigo . Mi viene da ridere. Ho le scarpe sporche di merda di qualche stronzo di animale selvatico. Più di tutto mi sta sul cazzo la figura di frocio che ne verrà fuori sui giornali quando tutti sapranno che mi sono perso nel bosco, come una mammoletta, e il Grigio riderà anche lui, fino a farsi spappolare le budella.
  19. Let Her Go
  20. @arthur jorg Mi sono iscritta da poco e sto leggendo le poesie postate anche non di recente, così mi sono imbattuta nella tua e mi sono dovuta fermare perchè incantata dalla bellezza di questi versi apparentemente semplici ma, per me, affascinanti. Inizi con la minuscola e questo mi piace perchè allude a un non detto che mi incuriosisce, la strofa sembra seguire un discorso che non è dato conoscere, ma allo stesso tempo rimanda ad un paesaggio invernale, freddo, vuoto. Continui a raccontare come se il lettore conoscesse la meta, non è così per me, eppure ti accompagno, non posso fare altro. Ancora ti accompagno, guardando i boschi dal finestrino mentre scorrono scomparendo e riapparendo avvolti forse da una leggera e fredda nebbia. In questa strofa colgo dolore, anche se non capisco per chi o per cosa, ma non importa. Per me la poesia è uno stato d'animo, non mi piacciono molto le poesie che raccontano in modo esplicito, a tal scopo preferisco la prosa, anche poetica. Penso che fare poesia oggi sia molto difficile perchè ci si può permettere tutto, dalla scelta di argomenti strani alla rielaborazione o eliminazione delle regole, perciò, a mio avviso, l'assegnazione del valore di un testo poetico, è molto molto soggettiva. A me la tua poesia è piaciuta. Ciao, Anna
  21. Dopo aver letto tutto il racconto la componente surreale ha annacquato un po' le incongruenze iniziali, ma partendo dalla posizione neutra d'inizio racconto ti riporto le mie impressioni a caldo: - se uno vuole fare attenzione a non bagnarsi non si siede sul bagnasciuga (se non altro gli tocca tenere d'occhio la portata dell'onda); - se non si accorge della venuta dell'altro in quanto gli giunge da dietro, dovrebbe succedere sia quando arriva che quando si siede e tanto più può scorgerlo con la coda dell'occhio se è voltato di spalle; - anche qui, come fa a esserne sicuro se è di spalle? (Ma scoprendo poi che l'uomo era un aeroplano ho pensato che gli è rimasto il radar inserito ) Battute a parte, come detto la piega surreale ha fatto passare in secondo piano queste mie perplessità iniziali e il resto è fluito liscio e piacevole come le onde sul bagnasciuga. E in maniera anche intrigante. Riguardo ai tuoi dubbi sulla percezione di una componente esistenzialista ti lascio la mia impressione sempre a caldo. Io ho avvertito malinconia e disagio della voce narrante fino alla sua riflessione sull'oceano, poi le implicazioni esistenziali son man mano scemate, forse a causa della diversità troppo diversa del protagonista. Ti dirò che nel suo sforbiciarsi vi ho visto più un risvolto metamorfico. Il dialogo si potrebbe leggermente sforbiciare delle parti superflue, a mio avviso (o meglio dovrei dire a mio gusto). Comunque col surreale vai un po' a nozze con me, quindi il mio giudizio finale è positivo.
  22. @Roberto Ballardini Ma no, Roberto, non è una regola stile WD. Ora mi diventi paranoico Io non lo inserirei ma se a te piace magari suonerebbe meglio così: Mi aveva guardato sulla difensiva, come un bambino che pensa di non aver fatto niente di particolare, ma non è sicuro dell’interpretazione che gli adulti potrebbero dare a quel niente. Intendevo dire che forse mancano le parole in neretto: “Ho fatto tutto quello che ha detto Giam” aveva detto rivolgendosi più a sé stesso che a me e Fede.
  23. Commento lampo. Bruno Traven, ho l'impressione che tu non rilegga abbastanza i tuoi testi, perché se lo facessi, sicuramente eviteresti brutte ripetizioni come in questa frase: Una simile raffica di ripetizioni fa passare la voglia di leggere.
  24. Organizzato da: Associazione “Il Cigno Bianco ONLUS” Indirizzo: Pascoli n.18 70020 Bitetto (Ba) E-mail: sentieridiversi2017@libero.it Cellulare: 3291259443 Sezione A Poesie edite o inedite sul tema Tema: I diritti dei bambini tra l’infanzia e l’adolescenza.Sezione riservata a tutti gli autori che abbiano un età superiore agli anni 18. Copie: una Lunghezza: 30 versi Opere ammesse: una Sezione B Poesie edite o inedite sul tema Tema: I diritti dei bambini tra l’infanzia e l’adolescenza.Sezione riservata agli studenti anche universitari Copie: una Lunghezza: 30 versi Opere ammesse: una Quote di partecipazione: Nessuna quota di adesione Premi: Sezione A: Primo classificato 300,00 €; Secondo classificato 200,00€; Terzo classificato 100,00€. Sezione B: Primo classificato 300,00 €; Secondo classificato 200,00€; Terzo classificato 100,00€. La Giuria potrà assegnare eventuali premi speciali e/o menzioni d’onore. I premi in denaro devono essere ritirati di persona pena la decadenza dal premio. Premiazione: 09 Dicembre 2017 Bitetto (Bari) Notizie sui risultati: Tutti i concorrenti finalisti saranno informati direttamente sull’esito del concorso e sulla data e luogo della premiazione. Inoltre, i risultati, saranno pubblicati sulla pagina facebook dedicata al concorso e sul sito concorsiletterari.it . Resta, tuttavia, obbligo da parte dei concorrenti di tenersi informati sull’andamento del concorso. Giuria: La giuria, il cui giudizio è inappellabile ed insindacabile, sarà coordinata dal Dott. Massimo Vito Massa. I nomi dei componenti della giuria saranno resi noti nel corso dello svolgimento del Premio. bando
  25. Organizzato da: Associazione Culturale Teatro Fiore Indirizzo: Via Rosana, 4 67055 – Gioia dei Marsi (AQ) E-mail: emiliofiore@email.it - info@teatrofiore.it Cellulare: 346.4701755 - 338.2772929 Internet: http://www.teatrofiore.it Indirizzo spedizione degli elaborati: Associazione Culturale Teatro Fiore Casali di Aschi Sezione A Poesia Italiano Tema: libero Copie: 5 Lunghezza: max 30 righe Word – carattere Times New Roman – dimens. 1,2 interlinea 1,5 Opere ammesse: numero una poesia inedita, mai pubblicata Sezione B Poesia Dialetto Tema: libero Copie: 5 Lunghezza: 30 righe Word – carattere Times New Roman – dimens. 1,2 interlinea 1,5 Opere ammesse: numero una poesia inedita, mai pubblicata Sezione C Poesia Italiano o Dialetto Tema: libero Copie: 5 Lunghezza: 30 righe Word – carattere Times New Roman – dimens. 1,2 interlinea 1,5 Opere ammesse: numero una poesia inedita, mai pubblicata Quote di partecipazione: La partecipazione è gratuita Premi: Per ogni sezione vengono premiate le prime tre poesie classificate. I premi saranno consegnati esclusivamente agli autori o a loro delegati purchè presenti nel corso della cerimonia di premiazione, non verranno spediti in nessun caso. Premiazione: 28 Ottobre 2017 La premiazione avverrà nel modo seguente: 26 maggio 2017 ore 10.00 premiazione 3^ sezione 28 ottobre 2017 ore 17.00 premiazione 1^ e 2^ sezione Notizie sui risultati: Notizie sui risultati verranno riportate sul sito dell’Associazione e sul sito, su giornali locali e nazionali, sul sito del Comune di Gioia dei Marsi e sul giornale on-line Articolo Nove. Giuria: La giuria è composta da personaggi che operano nel mondo della cultura (scrittori, poeti, docenti) Con il Patrocinio di: Presidenza Consiglio Regionale d’Abruzzo Amministrazione Provinciale dell’Aquila Comune di Gioia dei Marsi bando
  26. Che cazz ho scritto? Chi è Henderson? Chiedo scusa a Matheson, sono fuso!
  27. Trasformare un cambiamento, un qualcosa di troppo significante per noi in alcuni semplici versi racchiudendo in loro un significato profondo. Questo è lo scopo quindi prefissato dalla Onlus Breast club che grazie a questo concorso ci pone dinanzi a varie strade da percorrere e solo una di queste auguro che qualcuno possa imboccare e vincere. Good Luck! Organizzato da: Associazione Onlus Breast Club Indirizzo: Via Trabucco 180, 90146 Palermo E-mail: obcpalermo@gmail.com Telefono: 0916802168 Indirizzo spedizione degli elaborati: Inviare Raccomandata postale a: Associazione Onlus Breast Club c/o Senologia ospedale Cervello – Via Trabucco 180 – 90146 Palermo Sezione A Poesia a tema imposto Copie: due copie anonime, corredate da motto a piè di pagina. I dati in busta chiusa riportante lo stesso motto; allegare copia documento d’identità e recapito telefonico Lunghezza: libera Opere ammesse: inedite Quote di partecipazione: Gratuito Premi: Medaglia I° classificato Medaglia II° classificato Medaglia III° classificato Medaglia commemorativa a tutti i partecipanti Premiazione: 18 Ottobre 2017 18 ottobre 2017 La premiazione avverrà alle ore 12,30 del 18 ottobre 2017 presso l’Aula Magna dell’ospedale Cervello di Palermo, Via Trabucco 180, durante la Conferenza Bra Day Italy Palermo 2017 Altre note: Temi del concorso: La sconfitta delle paure e il superamento dell’ansia Il ridare senso e significato alla vita Riappropriazione e ri-acquisizione dei ruoli all’interno del contesto familiare Accettazione della propria immagine corporea Affrontare la paura della morte Superamento delle difficoltà causate dalla nuova condizione fisica Bando
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