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Venerdì 22 Gennaio 2010 16:10

Fa attenzione. Innanzitutto, quanto tempo è passato tra l'invio del manoscritto e la proposta di pubblicazione? I tempi sono importanti: una piccola casa editrice riceve in media dai due ai cinque manoscritti al giorno.

Anche supponendo che leggano un manoscritto a settimana e riescano a stilare una valutazione completa, ogni giorno il tempo di attesa si allunga dalle due alle cinque settimane; a meno che non si invii il testo il giorno stesso dell'apertura della casa editrice è praticamente impossibile ricevere una valutazione in meno di 60 giorni.
Chi scrive questo articolo ha collaborato come selezionatrice di manoscritti presso case editrici: ogni manoscritto veniva letto da tre lettori in un mese e veniva poi passato al direttore editoriale, che lo leggeva e decideva per l'eventuale pubblicazione. I tempi sono, per forza di cose, lunghi.

In secondo luogo, l'editore e la proposta parlano del tuo libro nel dettaglio o ne elogiano tratti generali? Si parla in generale di stile, linguaggio, originalità del contenuto senza riferimenti concreti a quanto hai scritto?
Insospettisciti e chiedi all'editore i dettagli del manoscritto che l'hanno convinto e i punti deboli, scendendo nei particolari. E' un tuo diritto.
Se la risposta è sempre vaga o, al massimo, cita l'incipit, lascia perdere.

Per terza cosa, valuta il prezzo richiesto in proporzione a tiratura, formato, grammatura carta/copertina, rilegatura. Un libro nel formato più comune, 15x21 cm di 200 pagine, stampato in una tiratura di 500 copie - ovvero il doppio della tiratura di solito proposta - con materiali di buona qualità (carta avorio 100 gr, copertina 300 gr, lucida e spessa) costa in totale 1319€, ovvero molto meno del contributo richiesto mediamente da una casa editrice a pagamento, che chiede. E sottolineo che si tratta di contributo: l'editore stesso parla di divisione delle spese di stampa; se l'autore se ne fa totalmente carico e, per giunta, versa una discreta cifra (uno o due migliaia di euro in più) a fondo perduto cosa significa?

Attenzione anche alle promesse: quando si parla di promozione e pubblicità su siti, blog, giornali, tv e radio controllate su quali siti, blog, giornali, tv e radio compaiono i libri dell'editore in questione. Internet è un mezzo potente: bastano pochi minuti su Google a scoprire se le promesse sono reali o sono semplicemente promesse. E ricordate che il 99% dei siti, blog, giornali e tv non prendono nemmeno in considerazione i libri pubblicati a pagamento.

Considerate anche la presenza nelle librerie: se vi viene detto che il vostro libro sarà presente in tutte le Mondadori e le Feltrinelli d'Italia - o della vostra zona - verificate. Vi basta prendere il telefono e chiamare la libreria Mondadori più vicina: hanno o no i libri dell'editore in questione?
Tenete a mente che la possibilità di ordinare il libro non vale niente. Per ordinare il vostro libro il lettore deve essere a conoscenza dell'esistenza dello stesso, e se ne è a conoscenza significa che fa parte di quella sparuta minoranza che frequenta l'underground dell'editoria. E all'85% eviterà l'editoria a pagamento.

Infine, aspettate. Aspettate almeno un paio d'anni, mandando il vostro libro a editori non a pagamento e attendendo le risposte.  Se, trascorsi due o tre anni avrete collezionato una lunga serie di "no" e gli unici "sì" prevedono l'esborso di almeno un migliaio di euro fermatevi a riflettere e chiedetevi perché solo pagando potreste pubblicare.
Siate umili e non rispondetevi che solo i raccomandati possono aspirare a una pubblicazione gratuita: ammesso e non concesso che sia così per quanto concerne la grande editoria, questo fenomeno è totalmente assente nella piccola e media editoria, che per forza di cose per andare avanti deve puntare sull'assoluta qualità dei suoi libri: la piccola e media editoria guadagna sulle vendite.
Quelle fatte al lettore, non all'autore.

Commenti
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Beccati!
bastetlagatta (Editor) 2010-02-10 20:48:40

Ho terminato di scrivere un fantasy, L'immortalità della sirena, e ho iniziato ad inviarlo in giro.
La Bastogi editore mi ha chiesto 2000 euro per accollarmi una parte di spese, con complimenti generici su cosa avevo scritto. La Filo online mi ha mandato tutto un portfolio con cd, brochure, tutto per intortarmi e poi mi chiede 2570 euro per pubblicarmi il libro, promettendomi fiere palle.
Continuo a cercare, e se non troverò proprio nessuno, viva san Boopen e santa Lulu!
admin (SAdministrator) 2010-02-10 20:55:26

E eBook e nuove tecnologie no? ;)
a.partigiani (Editor) 2010-02-24 11:44:04

Ribadisco dicendo che in questo paese, o si è raccomandati, oppure al di la di editori medi e a pagamento, non troverai nessuno disponibile a pubblicarti il libro. Come già detto, ci sono anche editori a pagamento che il loro lavoro di distribuzione lo sanno fare anche bene. Bisogna vedere però, quali sono le aspettative dell'autore, tutto qua. Da che mondo e mondo, quando c'è una richiesta, nasce anche l'offerta. E ovviamente, una piccola casa editrice non può proprio imporre la vendita dei suoi prodotti, se alla libreria non interessano. Io penso comunque, che la prassi ASSOLUTAMENTE fondamentale per ogni casa editrice sia quella della presentazione.......punto. E secondo me, è questa la parte di liter editoriale in cui un'autore dovrebbe battere ferro. Chissenefrega se il libro è corretto o meno. Dobbiamo forse ricordarci che ci sono stati grandissimi autori come Grisham etc...., che prima di arrivare al successo, hanno attraversato anche loro la stessa strada? E tutta una questione di pazienza e fortuna, basta. Se sei fortunato, ricavi qualcosa. Se invece non lo sei, rimani lì fermo dove sei. Cavolo, sembra quasi che scrivere in Italia sia un DIRITTO, più che una passione. E di libri pessimi ne ha anche pubblicati la Rizzoli e la Mondadori, e non è vero che tutti i libri che sfornano, sono sinonimo di qualità (guardate ad es. quella schifezza di Taricone del GF, e ditemi se quello non è un libro da 4 soldi!).
Sul fatto delle recensioni, direi che l'articolo è un pò scorretto a dire che a nessuno interessa recensire un libro pubblicato a pagamento. A qualcuno magari interessano, solo che anche loro sono "offuscati" dall'editoria NON a pagamento.
admin (SAdministrator) 2010-02-24 12:04:59

Per favore, basta con questo discorso ''o sei raccomandato o non pubblichi''. Conosco personalmente persone che, pur senza conoscenze, hanno pubblicato con dei big.
Nessuno dice che i big pubblichino roba di qualità, pubblicano roba che vende. E francamente mi sta sulle palle che tutti si lamentino ma che tutti comprino solo i best seller.

Poi, riguardo al discorso della distribuzione io nelle librerie trovo solo POCHI medi editori free. I pay si trovano raramente anche nelle librerie che loro indicano avere tra le convenzionate. E sai perché? Perché il libro è presente come possibilità di ordinarlo. Non fisicamente.
a.partigiani (Editor) 2010-02-25 06:28:52

Questo lo so admin. Ho un amico che ha pubblicato con un editore a pagamento, ma giusto perchè è stato snobbato ancora prima di inviare il manoscritto alle case editrici più grandi. Ora, vuoi metterla che certe case editrici si permettono di discriminare chi neanche conoscono? E poi, con che criterio hanno il coraggio di imporsi sul mercato?
Eppure, nonostante non ha pubblicato con un big, è riuscito a coinvolgere la sua casa editrice nella distribuzione, promozione e molto altro. E di copie ne sta vendendo. Secondo me quindi, non è giusto fare di tutta l'erba un fascio.
Sul discorso invece delle raccomandazioni, vogliamo metterla che certe volte i BIG, ti snobbano ancora prima di inviarli il manoscritto? Sul discorso invece della qualità dei libri che pubblicano i BIG, vogliamo metterla che la percentuale di persone nel nostro paese è ignorante e pensa dalla mattina alla sera a reality e cavolate varie? Cosa significa pubblicare una cosa che vende. Se io fossi un editore, a prescindere che fosse uno scemo famoso del GF a mandarmi il manoscritto, cercherei di pubblicare roba magari di qualità e che vende poco, piuttosto che pubblicare roba indecente. Il vero problema è che anche i BIG, tante volte, sono solo affamati di soldi da pubblicare qualsiasi porcheria li capiti tra le mani. Per questo in Italia non abbiamo delle linee editoriali decenti come in Inghilterra o America, e per questo la gente legge poco e niente.
Io, per carità. Come ho già detto non voglio difendere nessuno. Però tante volte, non si può parlare senza prima conoscere e toccare con mano certe verità. E ricordo che anche i migliori bestsellers hanno attraversato la via dell'editoria a pagamento.
mackey (Editor) 2010-03-16 01:02:51

mi sono iscritto su questo sito da poco ed è molto interessante. noto che ci sono parecchi che scrivono per conto di amici ;) peccato che io non abbia amici come questi che si iscrivano in siti per scrittori per difendere me!!
d'accordissimo che "o sei raccomandato o non pubblichi'' è una cretinata. io scrivo, è da diverso tempo che navigo nelle case editrici e ormai le conosco a memoria. col tempo mi sta capitando che qualcuno ogni tanto mi chieda un parere sul proprio manoscritto, amici intendo. ebbene, non sono capaci. i più leggono un libro a trimestre se va bene. scrivere un romanzo non significa solo essere bravi con la grammatica o conoscere tanti vocaboli. la gente si improvvisa scrittore come se scrivesse il proprio diario segreto. tutti cascano nell'autobiografico, i personaggi non sono credibili e le storie non hanno mordente. poi la mondadori li scarta e dicono che "o sei raccomandato o non pubblichi''. è giusto porsi delle domande, come dite bene voi. perchè mi scartano tutti? forse devo migliorere in qualcosa? e dove? e mettersi al lavoro. e leggere. leggere da scrittore non da lettore. se lo scrittore si vuol fare. oppure lasciare perdere. poi vabbè, è chiaro che la favoletta della feltrinelli che legge il tuo manoscritto e rimane folgorata e tu diventi miliardario e fanno i film blockbuster, ecco, quella è appunto una favoletta.
a.partigiani (Editor) 2010-03-20 06:55:25

@mackey: io non sto assolutamente difendendo nessuno, sto solo cercando di essere un po più neutrale sull'argomento. e comunque, il mio amico non è stato uno di quelli che ha scritto una "sua" autobiografia. non tutti scrivono roba autobiografica anzi, chi lo fa sperando di ottenere qualcosa, si illude soltanto e basta. detto questo, mi sento di aggiungere che in qualsiasi settore artistico, musicale, cinematografico o letterario che sia, se nessuno ti conosce e non ha assolutamente fiducia nella tua bravura, è difficile che dalla sera alla mattina casca il "buon pastore" dal cielo ad accoglierti nel suo gregge. e come un qualsiasi altro tipo di lavoro: o hai esperienza nel settore, oppure nessuno ti classifica. un esempio stupido: prova a presentarti ad una casa discografica, dicendoli "io sono bravo a lavorare con la tecnologia mastering PCM" e vediamo cosa ti rispondono; così senza nessuna certificazione o raccomandazione, ma semplicemente come un normale lavoratore che cerca lavoro in quel settore. se ti capita magari il manager simpaticone di turno, è già tanto se ti offre un caffè e ti racconta di come ha sfornato XX etc...
Con questo non voglio dire che la raccomandazione di turno avrebbe fatto miracoli, oppure pagando al manager una piccola somma, avresti avuto il tuo posto di lavoro. Fatto sta che siamo l'unico paese in tutto il mondo, dove anche il settore letterario risente di quella mancanza di opportunità di emergere e crescere, sia professionalmente che anche artisticamente. Non ho più niente da aggiungere: chi può se ne vada da questo paese corrotto!!
Avatar (Editor) 2010-04-01 14:01:04

E' senz'altro vero che ci sono Editori che chiedono cifre assurde per pubblicare, ma anche qui occorre fare dei distinguo:
- se mi chiedono 100 (cento, non è un errore di battuta) EUR per pubblicare, sono un autore "che non merita perchè paga"?
- se vedo porcherie in libreria devo pensare che siano tutti libri di gente che non ha pagato?
- se scrivo roba buona ma non l'accettano (ho le email di risposta che dimostrano che ho scritto roba buona) significa che è spazzatura o che semplicemente si ritiene che non venderebbe al punto da rifarsi almeno delle spese?
- se telefono a Mondadori e fanno di tutto per non farmi pubblicare e poi leggo di qualcuno che ha inviato il manoscritto (a Mondadori - giusto perchè lo sappiate - NON si inviano manoscritti, a meno che non te lo dicano LORO) ed è stato/a pubblicato/a cosa dovrei pensare?
Non credo sia vero che se non ti pubblicano significa che hai scritto porcherie (sebbene non sia da escludere!). Significa che anche l'editore aggratis ritiene di non ricavarci nulla...
admin (SAdministrator) 2010-04-01 14:35:40

- Se trovi un editore che ti pubblica per 100€ ne trovi anche uno che ti pubblica gratis;
- il 99,9% sono di autori che non hanno pagato, i libri di editori a pagamento non finiscono quasi mai in libreria, a meno che non sia l'autore a portarceli e a pregare il librario in 18 lingue;
- io ho inviato un manoscritto tarocco (due pagine di paragrafi senza senso copia incollati per centinaia di pagine), l'editore mi ha risposto "bellissimo libro ma non possiamo pubblicarlo";
- (non è così)Mondadori e chi per lei non esiste per soddisfare i desideri di ragazzi e ragazzini parenti/amici/cognati/amanti, sono lì per guadagnare e non spendono soldi in battage pubblicitario per far contenti i loro parenti.

La tua conclusione non è del tutto giusta: anche la Rowling e King, e Grisham e tanti altri si sono beccati un botto di rifiuti prima di pubblicare; ma alla fine l'editore l'hanno trovato. Cosa significa? Che se hai qualcosa di valido per le mani prima o poi un editore che scommette su di te lo trovi.
re:
Avatar (Editor) 2010-04-06 10:36:26

admin ha scritto:
- Se trovi un editore che ti pubblica per 100€ ne trovi anche uno che ti pubblica gratis;

Forse, e forse no. Mi spiego: 100 EUR (in realtà sono 90) li spendi per uscire a cena un paio di volte. Per questo i soldi li trovi. Equivale ad essere pubblicati praticamente gratis.
E ora il domandone (invito chiunque legga queste righe a rispondere al quesito: preferite spendre 100 EUR ed essere pubblicati (potrebbe andar bene come no, ma questo solo il tempo potrà dirlo) o non essere pubblicati in attesa di qualcuno che non vi chiede nulla?
Più precisamente: è una questione di principio o c'è la (diciamo) fregatura oltre un certo importo?  

- il 99,9% sono di autori che non hanno pagato, i libri di editori a pagamento non finiscono quasi mai in libreria, a meno che non sia l'autore a portarceli e a pregare il librario in 18 lingue;

Spero che possiate provarlo... ;-) Posso dire che finiscono in libreria, ma negli scaffali meno in vista (Feltrinelli docet)

- io ho inviato un manoscritto tarocco (due pagine di paragrafi senza senso copia incollati per centinaia di pagine), l'editore mi ha risposto "bellissimo libro ma non possiamo pubblicarlo";

Mi riferisco ad ENAP che il manoscritto l'hanno letto tutto. IL punto fondamentale è che anche se l'autore ha scritto roba buona, occorre anche che sia (più o meno) ben vendibile: l'editore è imprenditore e come tale deve pure portare a casa la pagnotta! Questo fa la differenza, direi.


- (non è così)Mondadori e chi per lei non esiste per soddisfare i desideri di ragazzi e ragazzini parenti/amici/cognati/amanti, sono lì per guadagnare e non spendono soldi in battage pubblicitario per far contenti i loro parenti.

Oddio, avrei dei dubbi...

La tua conclusione non è del tutto giusta: anche la Rowling e King, e Grisham e tanti altri si sono beccati un botto di rifiuti prima di pubblicare; ma alla fine l'editore l'hanno trovato. Cosa significa? Che se hai qualcosa di valido per le mani prima o poi un editore che scommette su di te lo trovi.


Sì, è vero...in un ambiente d'ispirazione anglosassone certamente sì (ma anche in Francia e Svizzera ragionano ed agiscono in modo diverso che in Italia). A casa nostra non è la stessa cosa. Inoltre Le Case si sono date da fare per pubblicizzare al massimo i potenziali best-sellers/capolavori/eccetera. Qui da noi...
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