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Elena Ferrante e il maschilismo da pseudo intellettuali


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L’immagine è piuttosto suggestiva: lo sposo alza il velo della sua sposa, rivelandone l’identità, come se lei non fosse mai esistita veramente prima di consacrarsi a lui con il fatidico sì…
Così il sito The Conversation ricostruisce la vicenda Ferrante-Gatti. Non che non sia stato già detto abbastanza a proposito del presunto svelamento dell’identità della scrittrice da parte del giornalista del Sole 24 Ore. Ma è curioso quanto l’indignazione mostrata oltreoceano per la violazione della privacy della Ferrante, sia andata molto al di là del pettegolezzo nostrano, rivelando implicazioni culturali più profonde di quanto possa apparire ad una prima analisi.

Secondo i commentatori, la scelta della Ferrante si inserisce in una lunga tradizione di donne votate all’anonimato per protegge la propria scrittura dagli stereotipi imposti da una società patriarcale.

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30mila euro alle start-up editoriali, Borè lancia l’incubatore Bookfarm


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Il gruppo editoriale Borè srl, che raccoglie vari marchi, tra cui Youcanprint e Writer’s Dream, lancia la “fabbrica del libro”, Bookfarm.org, un incubatore per le start-up editoriali.

Ogni anno, grazie a questo programma, verrà finanziata un’idea imprenditoriale che ha tutto il potenziale per cambiare le regole dell’editoria e costruire nuovi modelli di business intorno al libro, che sia cartaceo, digitale o audio.

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Marketing editoriale: è iniziata la scalata a Youtube


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Amazon ha appena lanciato una nuova piattaforma video, un incrocio tra YouTube e Kindle Direct Publishing, che come sappiamo consente a chiunque di autopubblicare un libro.

Allo stesso modo Amazon Video Direct, permetterà a produttori e registi indipendenti di vendere i propri video ai clienti del servizio Prime e guadagnare una percentuale sulla base delle visualizzazioni ottenute.

La mossa è sembrata azzardata a molti degli analisti di Wall Street, i quali escludono che Amazon possa mai surclassare Youtube e il suo miliardo di visitatori mensili, ma l’interesse del colosso dell’e-commerce per i video è indicativo di quanto questi siano diventati strategici per il marketing e la promozione online.

Ogni social network in circolazione ne ha fatto il proprio contenuto di punta, poiché i numeri dicono che oltre a tenere alta l’attenzione dei visitatori, li rende anche più propensi all’acquisto. Insomma, i video attirano investimenti.

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Ormai avrete capito il fil rouge che lega i nostri articoli al conto alla rovescia, no?

Tocca oggi a Sei personaggi in cerca d’autore del grande Pirandello.

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Salem Witch Museum

Manca solo una settimana.

Oggi vi consigliamo La casa dei sette abbaini di Nathaniel Hawthorne, più conosciuto per essere l’autore de La lettera scarlatta.

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Una magnifica casa con sette abbaini sorge su un terreno dalle tinte bucoliche, che viene sottratto all’uomo onesto chelo possedeva attraverso una falsa accusa di stregoneria. Condannato al rogo, Matthew Maule maledice in punto di morte il suo assassino, il colonnello Pyncheon, che poco dopo l’insediamento nella casa sarà trovato morto in circostanze misteriose. L’atto di proprietà non viene ritrovato, così la dimora rimane vuota e in decadenza per molti anni, funestata dai fantasmi, finché non vi torna ad abitare la vecchia Hepzibah, discendente della famiglia Pyncheon. Ma non sono gli spiriti le entità da temere, bensì i peccati degli avi e il clima di ipocrita perbenismo della città. La salvezza, se ce ne sarà una, potrà essere raggiunta solo lontano da lì, lontano dalla casa dei sette abbaini.

E come tutte le più belle cose…


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Un piccolo post, un Memento, se vogliamo, per render nota la chiusura di uno degli Editori che qui al WD consideravamo e continueremo a considerare tra i migliori.

Edizioni XII ha scelto la data di ieri, il 12/12/12 per chiudere la propria attività editoriale e noi, che ne siamo lettori da anni* la salutiamo e la ringraziamo per tutti i bei libri che ci ha permesso di leggere.

Chiunque volesse sino al 31 Dicembre sarà ancora possibile acquistare i libri del catalogo di XII direttamente dal loro Store, qui.
E ne approfitto per dare un personalissimo e spassionato consiglio: svuotatelo, quel catalogo, finché ce n’è tempo: io lo farò, che mi mancano pochi volumi per averlo per intero.
Vorrei poter consigliare qualche titolo specifico ma non saprei quale citare, ognuno di quei libri in questi anni si è rivelato una perla, nel bene e nel male, li ho apprezzati tutti.

Con malinconia e rammarico per ciò che non sarà ma sarebbe potuto essere ma anche con fiducia per l’eredità che a tutti noi è stata lasciata, in un modo o nell’altro, lancio ancora un arrivederci e un grazie (alla faccia della ridondanza con l’inizio del post) da parte del WD a tutti coloro che un modo o nell’altro hanno contribuito a XII di essere quello che è stato.

– – – – –

*Ricordo quando Linda, quattro anni fa, mi obbligò a comprare e leggere Abattoir di Ian Delacroix perché era qualcosa che dovevo assolutamente leggere, io acquistai Abattoir, Melodia e Tarot – Ludus Hermeticus (quest’ultimo ormai fuori catalogo) e da allora virtualmente a ogni occasione in cui ho acquistato dei libri mi son ripetuto “Devo avere l’intero catalogo”.
Per un motivo e per un altro non ci sono mai riuscito, ora mi sa che dovrò accelerare i tempi e riuscirci, fosse l’ultima cosa che faccio.

Asengard chiude i battenti


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È di pochi minuti fa la triste notizia: la casa editrice Asengard chiude i battenti. Le motivazioni sono spiegate sul loro blog, ma non è difficile immaginarle: la situazione dell’editoria italiana qui in Writer’s Dream la conosciamo bene, ed è pessima… almeno per chi, come Asengard, ha sempre fatto il suo lavoro da piccola casa editrice mettendoci tutto l’impegno e la cura possibile.

C’è chi, invece, sceglie di affrontare le difficoltà economiche diventando un editore a pagamento; ve l’abbiamo fatto notare che Armando Curcio chiede ora 4000€ per la pubblicazione?

L’amarezza e la tristezza per la perdita del panorama editoriale di una casa editrice valida come Asengard non può che riempire la bocca di tutti gli appassionati non solo di fantasy e horror, i generi pubblicati da Asengard, ma di tutti gli amanti dei buoni libri. Non posso però non ammirare il coraggio delle loro scelte e la loro volontà di rimanere coerenti con le loro idee fino alla fine.

Un saluto e un tributo ad Asengard e a tutti coloro che ci hanno lavorato.

DeadLine: cercasi autori


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Bevivino editrice scrive:

CERCHIAMO NUOVI AUTORI
La congiuntura che l’epoca contemporanea sta attraversando è caratterizzata da profondi rivolgimenti di tutti i tipi: politici, economici, antropologici, culturali, e dunque anche artistici e nella fattispecie letterari. La narrazione in forma di romanzo, che noi non diamo affatto per morto, come molte voci sostengono, non poteva certo essere risparmiata, e dunque ciò che sicuramente appaiono esaurite sono le sue forme convenzionali, che già da diverso tempo stanno subendo una mutazione ‘genetica’ totale e irreversibile: ciò che sicuramente è morto, è il romanzo nelle sue forme tradizionali, e nello specifico il mimetismo, lo psicologismo, la cosiddetta ‘rappresentazione realistica’. Ciò non significa tuttavia che l’invenzione in quanto tale (dalla fantascienza classica ai vari generi noir, fantasy, ecc.) sia la soluzione: ciò che appare ‘inventato’ infatti forse ha spiegazioni talmente reali che la rappresentazione spazio-temporale non riesce né a comprenderle né a raffigurarle. La velocizzazione. del reale ha fatto sì che oggi la scrittura, anche fantastica, anche fantascientifica, non possa più essere di tipo speculativo su un tempo futuro. Le speculazioni di questo tipo oggi invecchiano più velocemente della contemporaneità, cioè della realtà, perché non riescono letteralmente a tenere il passo con i continui rivolgimenti del mondo. In altri termini, il realismo o la semplice fantascienza in quanto tali sono in corto circuito perché la realtà è assolutamente avanzata rispetto, ad esempio, alla metafora tecnologica, tanto da risultare indefinibile. Le loro sono fotografie sempre sfocate dei mondi che ritraggono. Ciò che qui si propone è invece una rappresentazione ‘a specchio’ del mondo ‘esterno’. Il mezzo di comprensione dei fenomeni della postmodernità è ciò che in questa sede definiremo ‘l’esplorazione e la ricerca nella fascia estrema della DeadLine‘. esso è basato sull’ibridazione dei vari generi e segmenti riunificati in un qualcosa che a grandi linee si riconnette alla scrittura fantastica ma che in effetti è una trasfigurazione dei vari insiemi: la si potrebbe dunque definire ‘scrittura neo-fantastica‘. E la rappresentazione ‘riflessa’ dallo specchio, potrà essere letta (e interpretata) sulla base di due presupposti teorici: quello mitico e quello metaforico, riutilizzando l’insieme dei segmenti costituiti dai vari generi, dal noir al fantascientifico (splutterpunk, cyberpunk, steampunk, historical mistery fiction) con l’obbiettivo di sussumerli, scomporli, e ricomporli continuamente: testi che abbiano coscienza della stratificazione delle epoche, che contengano in sé sia il narratore che il critico. Mitologia; realismo magico; fantascienza classica; rapporti tra tecnologia e spiritualità; new age; neogotico; esaltazione del ‘personaggio’; ricerca, anche estrema, linguistica; interpretazione dei fenomeni sociali, politici ed ecologici del terzo millennio, dallo scontro delle civiltà al riaffacciarsi di lotte di religione di stampo medievale: ecco il campo d’azione della DeadLine. Una scrittura di questo tipo,neo-fantastica, rappresenta a nostro avviso il mezzo di comprensione più accurato delle odierne metamorfosi che avvolgono la realtà. In tale ottica l’invenzione irreale diviene a sua volta ‘realtà’ quando funge da lente di ingrandimento e rifrazione degli avvenimenti del mondo, della contemporaneità: se in apparenza li deforma, d’altra parte li mette a fuoco, potremmo dire che li ‘accende’, contribuendo alla percezione più ‘vera’ del reale stesso. Queste narrazioni dovranno dunque essere il mezzo di comprensione delle mutazioni in atto nel momento in cui si assisterà alla metaforizzazione del tempo presente in funzione della comprensione dell’attualità. Questa letteratura non darà notizie dirette ma segnali, forse in apparenza confusi o contraddittori, e questo perché la sua funzione non sarà di informare ma di suscitare visioni e ricrearemiti. In un tale ottica, la realtà corrisponde al punto di incontro o al corto circuito o al momento di fusione tra ciò che si percepisce e ciò che rimane oscuro: in una condizione di perenne penombra appena schiarita. L’oggetto di queste narrazioni sarà dunque una realtà intesa come proiezione o riproduzione di un qualcosa che si stenterà a definire realtà perché i suoi termini e i suoi confini sfuggiranno di continuo. Il nucleo immaginativo e gli strumenti tecnici (poetica, linguaggio, immaginario, costruzione o destrutturazione del plot, personaggi) di queste narrazioni, di questa letteratura dei nostri tempi, delle nostre molteplici e diversificate realtà che non è possibile ‘globalizzare’, e che prepotentemente si riaffermano nella loro diversificazione – starà nei territori assai frammentati della ‘sperimentazione translinguistica e della tecnopoesia fantascientifica’. Una lingua planetaria è dunque la lingua auspicata, scaturente da un melting pot figlio e assieme nemico della globalizzazione. La ricerca parte così da testi che non facciano uso di modelli linguistici esclusivamente nazionali ma, dove possibile, contaminati e transnazionali, per opporsi sia a un nazionalismo culturale in fin dei conti perdente, sia alla dipendenza dalla produzione straniera, spesso indicata come la sola via vincente. Tutto questo e altro ancora sono gli obbiettivi, forse ambiziosi ma certamente metaletterari di questa collana di narrazioni.
Tutti gli scritti dovranno essere inviati a: DeadLine, scala A int. 9, via Merulana, 183 00185 – Roma

Case editrici di qualità


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Qualità, questa sconosciuta. Non del tutto, a dire il vero; però negli ultimi tempi più che mai si sente il bisogno – perlomeno in questi lidi – di avere qualche certezza in più, riguardo alla qualità dei libri. Dopo l’annosa polemica sulla cosiddetta spazzatura d’autore, sul forum e su tutti i nostri canali si è avviato un dibattito senza fine, ma che si può sintetizzare facilmente in poche parole: come si riconoscono i buoni libri?

Acquistare da una piccola casa editrice è sempre più un’incognita, per tanti motivi (vi rimando al già citato post sulla spazzatura d’autore per farvi un’idea più chiara); e non ultima questa mail inviata da una lettrice – una delle tante – fa capire che la questione è ben lontana dal trovare una risposta:

Tuttavia, nella mia testa è comparsa una domanda birichina, una sorta di avvocato del diavolo personale che non mi lascia in pace. I libri sono sempre gli stessi. Non sono cambiati. I loro titoli, i loro contenuti, la loro copertina. Tutto è rimasto invariato. Allora: quando hanno pubblicato pagando, erano “narcisisti scrittori” che per soddisfare il loro ego di emergenti hanno pagato. Bando della critica, del pubblico consapevole, bando morale per la loro azione. Ora sono free. Quindi cosa sono diventati? Autori che credevano in se stessi ed hanno voluto scommetterci sopra economicamente, insieme all’editore che poi si è ricreduto? A lume di naso direi di no. Insomma come possiamo giudicare il contenuto di un libro che prima era per forza da scartare in quanto eap, ed ora è necessariamente da valutare in quanto free?
Mi viene sempre di più in mente il post di Nayan. Spazzatura d’autore. Il marchio free oppure il marchio eap non sono sufficienti a garantire qualità o non qualità di quello che leggiamo, non garantiscono che in circolazione ci siano solo testi validi.

Si parla di quegli editori che cambiano politica, passando da EAP a free. È anche per questo motivo che a settembre abbiamo creato la lista degli Editori di Qualità, gli editori “Qualità Oro”, per citare una famosa pubblicità di caffè. Come vedete sono solo sette case editrici. Ci piacerebbe che crescessero, e di parecchio. Per fare questo abbiamo bisogno di due cose:

  • Delle vostre testimonianze, come sempre. Abbiamo bisogno di sapere che avete letto libri che vi sono piaciuti, quanto vi sono piaciuti, di sapere che quei libri che vi sono piaciuti erano curati come si deve. Per darci le vostre testimonianze le vie sono tante: commenti, forum, mail;
  • Dei libri degli editori; c’è un’iniziativa in corso, si chiama Porto Emergenti; siamo ben consapevoli che le difficoltà economiche, l’abolizione delle tariffe agevolate per le case editrici e compagnia cantante: quindi siamo disponibilissimi a leggere i libri in formato elettronico. E non temete, i libri che ci piacciono ce li compriamo.

Abbiamo delle iniziative concrete in corso; dateci una mano ad ampliarle.

Alacràn Edizioni


Alàcran è una casa editrice di una discreta importanza. Attualmente ha cinque collane, e pubblica raccolte di fumetti italiani, thriller, fantasy, mystery, giallo, narrativa italiana e saggi.

Sono distribuiti da Messaggerie, il gruppo di distribuzione italiano più grande. Per inviare loro un manoscritto è necessario seguire questa scheda.

http://www.alacranedizioni.it/

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