Category : App & Tecnologia

Alla fine lo ha fatto: Zuckerberg lancia il Marketplace per vendere libri su Facebook


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Che Facebook puntasse a minare il primato di Amazon nell’ecommerce c’era da aspettarselo, ma quello che sta provando a fare con il lancio di Marketplace, nuova funzionalità che consente lo scambio e la compravendita di beni tra gli utenti della community, sembra qualcosa di più.

Il responsabile del progetto Bowen Pan, lo ha presentato come un ibrido tra eBay, Craigslist, e ovviamente Amazon.

“Fino a 450 milioni di persone già usano Facebook per comprare e vendere beni usati ogni mese, soprattutto attraverso i gruppi. Con Marketplace, Facebook sta ora dando agli utenti una procedura più formale per condurre questi scambi”.

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Promuovere la lettura in ambiente digitale: l’Italia che fa scuola


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Viviamo in una società in cui la lettura sta diventando una competenza fondamentale per partecipare e svolgere il proprio ruolo nella società. La lettura profonda aiuta le persone a connettersi pienamente con la realtà che le circonda, ciò significa che ha un ruolo nel benessere degli individui e delle società stesse. Un “lettore profondo” dovrebbe essere in grado di decodificare e processare i testi all’interno di uno specifico contesto, cioè non solo comprenderne il significato di base, ma anche l’intenzione, la funzione e lo stile, ed eventualmente applicarne il messaggio, pratico o simbolico. Ecco perché la promozione della lettura non può ridursi a mere manifestazioni in favore di autori o libri, ma è un insieme più complesso di azioni e tattiche, soprattutto quando la fruizione dei testi avviene in ambiente digitale.

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Litsy, la app per la lettura che punta agli influencer


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Bibliofili lo erano già, Todd Lawton e Jeff LeBlanc, visto che prima di creare Litsy, avevano già lanciato Out of Print, una linea di abbigliamento ispirata ai libri antichi. E, infatti, l’idea per una nuova app di social reading è arrivata durante la loro partecipazione a festival e convegni letterari.

“Ci siamo resi conto che le conversazioni più appassionate tra i lettori avvengono faccia a faccia, perciò quello che volevamo fare era prendere gli aspetti più divertenti dei social per creare una piattaforma che rispecchiasse la spontaneità di quei momenti”.

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Da Gutenberg a Pubcoder: l’evoluzione del libro, e del futuro


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Dopo aver esplorato il lato oscuro dell’industria, con i falsi scrittori, voglio proporvi un pezzo pieno di speranza e sono certa di grande ispirazione, perché a firmarlo è un ospite di prestigio: Paolo Giovine.

Il co-fondatore e Ceo di Pubcoder, startup che sviluppa uno dei software di riferimento per la produzione di ebook interattivi, non è qui soltanto per raccontarci dell’evoluzione dell’oggetto libro, ma dei benefici concreti che questa avrà nella vita di ognuno di noi. Giovine ci introduce in un contesto del tutto nuovo, dove anche un piccolo scrittore sconosciuto, ma con tanta voglia di sperimentare, può contribuire allo sviluppo di una società più equa… Proprio così, attraverso una storia…
Buona lettura.

Johannes, quello è un libro?

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“La promessa del libro digitale è quella di rendere la conoscenza più semplice, vicina, accessibile. Tutti i libri dovrebbero essere raggiungibili con pochi click, da qualsiasi strumento di lettura. Una scuola dovrebbe poter mettere in gara i produttori di hardware ogni anno, e comprare di volta in volta le macchine migliori al prezzo migliore, senza per questo temere di perdere intere biblioteche né pregiudicando il lavoro di insegnanti e studenti, anzi permettendo a questi di utilizzare i propri device personali. Interoperabilità e accessibilità non dovrebbero essere un problema: un bambino cieco, dislessico o autistico nel mondo ideale dei libri digitali dovrebbe trovare una versione del libro che gli permetta di condividere le stesse letture o le stesse lezioni dei suoi compagni, usando versioni o strumenti adatti a lui, quando non anche personalizzati dal suo insegnante.
Intere famiglie si spostano nel mondo, e con loro i più giovani, spesso portati via da crisi o da guerre: le scuole americane ed europee sono frequentate da molti studenti che non sono madrelingua inglese, francese, tedesca, spagnola, italiana: il digitale rappresenta la possibilità di accelerare la loro integrazione, studiando una nuova lingua anche con l’ausilio di un audio sincronizzato o di versioni semplificate o bilingui.

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Oyster chiude, ma l’ebook non è morto


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Ho seguito con attenzione la vicenda Oyster: startup per la vendita di ebook in abbonamento, annunciata sul mercato come la NetFlix dei libri, chiude dopo appena due anni e molti dei suoi dipendenti vengono assunti da Google, cosa che ha dato adito a speculazioni sul possibile interesse del colosso per lo streaming dei contenuti.

Ma perché tutto questo dovrebbe interessarci?

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Cosa sappiamo davvero degli ebook?


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I vostri commenti all’articolo che abbiamo dedicato alla lettura sui dispositivi digitali, mi hanno fatto riflettere.
Se, tra le economie occidentali, l’Italia è il paese leader per penetrazione della telefonia mobile e solo il 6,8% di tutte le famiglie italiane possiede un ereader, perché c’è tanto scetticismo per la lettura e l’acquisto di libri tramite smartphone?

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Libri digitali: il futuro è sugli smartphone


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Secondo Willem Van Lancker co-fondatore di Oyster, servizio per lo streaming di ebook, il migliore dispositivo per la lettura è quello che abbiamo a portata di mano. La nostra è una vita frenetica, non sempre si possono programmare i momenti di pausa o se e quando portarsi dietro qualcosa da leggere, che sia su carta, e-reader o tablet. Ma di certo, non appena abbiamo qualche minuto di tempo, tiriamo fuori dalla tasca il nostro cellulare.

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